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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Gennaio 2020 ore 14,00
Paragrafo n. 15
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2020-00142
COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE PROGETTO "SMART CITY". SOSTITUZIONE DEL PRESIDENTE.
Interventi
ARTESIO Eleonora
Grazie. Sarò molto sintetica per un’osservazione generale e per una comunicazione al
Consiglio. Allora, intanto, com’è stato correttamente detto anche nell’illustrazione
dell’atto deliberativo, le Commissioni Consiliari sono la struttura organizzativa del
lavoro dell'istituzione e del Consiglio. Segnalo però che la Commissione Smart City non
è una Commissione ordinaria, definita dal nostro Statuto e dal nostro Regolamento, ma
è una Commissione straordinaria, che viene determinata per volontà di volta in volta del
Consiglio Comunale che adotta l'intenzione con un atto deliberativo. Quindi delle due
l'una: o la Commissione deve rispondere ad un rapporto di fiducia in quanto deve
istruire gli atti che andranno alla determinazione dell'Aula, ma le delibere in quanto tali
potrebbero serenamente essere assegnate alle Commissioni Consiliari senza transitare
attraverso la Commissione Smart City, e quindi se il problema di fiducia si pone, lo si
risolve attraverso l'istruttoria congiunta con altre Commissioni, oppure non c'è una
svalutazione del lavoro realizzato dalla Commissione speciale, ma c'è una svalutazione
rispetto a colui che la presiede in ragione di un giudizio politico. Nell'economia dei
lavori di Commissione cui devo partecipare, non sono una frequentatrice assidua della
Commissione Smart City, e quindi non posso riferire delle modalità indipendenti e
competenti con le quali il Presidente finora ha realizzato quel compito. Posso soltanto
sottolineare che non emergevano, dall'analisi pubblica, né obiezioni in merito alla
regolarità della programmazione dei lavori, ma piuttosto elementi differenti di giudizio
e di valutazione che attengono alla libertà e all'autonomia di ciascun Consigliere. Quello
che però so è il modo con il quale ci si è comportati in altre Commissioni delle quali
sono stata componente parte attiva e sulle quali, essendo anch’esse Commissioni
speciali e volutamente deliberate dal Consiglio Comunale, ho sollevato in modo
pubblico, attraverso un atto deliberativo, puntuali obiezioni rispetto alla loro
funzionalità. Chiunque volesse andare a leggere la pagina 2 della delibera istitutiva della
Commissione speciale “Legalità e contrasto ai fenomeni mafiosi” e vedere l'elenco degli
oggetti sui quali quella Commissione si sarebbe dovuta esprimere, organizzare e
produrre proposte, non troverà per ciascuna di quelle righe atti prodotti, rapporti
consegnati, se non qualche saltuaria audizione, di cui non è stato dato seguito con delle
determinazioni. Però nel momento in cui ho sottolineato l’inefficacia di una
Commissione speciale, chiedendo la sostituzione della Presidenza, ancora prima
dimettendomi dal ruolo di Vicepresidente per le difficoltà che già in allora rilevavo,
questa Maggioranza, compattamente, ha respinto qualunque discussione nel merito della
qualità operativa di quella Commissione speciale, perché, per chi non lo avesse ancora
capito in tre anni e mezzo, in questa Maggioranza uno vale uno, ma se è uno di noi.
Quindi, detto questo, io non mi stupisco affatto della obiezione che viene mossa nei
confronti del Presidente della Commissione Smart City, così come non sono stupita
dell'annunciata obiezione che sarà iscritta all'Ordine del Giorno dei lavori per la
Commissione Pari Opportunità. L'unica cosa sulla quale voglio impegnarmi, perché io
intendo svelare i comportamenti, non semplicemente denunciarli, ed è la ragione per la
quale quando ho presentato la delibera di sfiducia sulla Commissione Legalità ho
enunciato uno per uno gli oggetti che non erano stati sviluppati e la responsabilità
istituzionale di aver voluto una Commissione e di non farla operare in maniera
pubblicamente visibile, ebbene, allo stesso modo non mi presterò alle speculazioni che
riguardano la Commissione Diritti e Pari Opportunità, perché c'è un elemento
ragionevole delle osservazioni fatte dalla Maggioranza: è che nell'organizzazione degli
indirizzi dei lavori delle Commissioni Consiliari deve essere ricercato un equilibrio tra
Maggioranza e Minoranza e che quindi viene contestato il fatto che ad esempio nella
Commissione Pari Opportunità sarebbero due funzioni, quella della Presidente, quella
della Vicepresidente consegnate alle Minoranze. Allora, per sgomberare il campo in
modo generale e vedere la Maggioranza esercitarsi su una sfiducia della Presidente,
Consigliera Pollicino, meramente legata alla fedeltà di appartenenza, io annuncio qui, e
il Presidente mi dirà quando lo riterrà più opportuno, se in sede di Commissione quando
ci sarà l'ordine del giorno già precedentemente, che rassegno le mie funzioni da
Vicepresidente, così la Maggioranza potrà agevolmente sostituire il mio ruolo con un
Consigliere di Maggioranza, l'equilibrio sarà compensato e la qualità della Direzione
della Presidenza sarà poi valutata nel merito e non sulle appartenenze. Concludo,
dicendo che finalmente ho ascoltato quello che per tre anni cercavo di denunciare.
Finalmente, ho sentito un Consigliere, Presidente, dichiarare: “Il Presidente può fare
quello che vuole. Può convocare sugli argomenti che ritiene, se li ritiene prevalenti per
il suo interesse o quello della sua parte politica. Può evitare di calendarizzare, se non è
obbligato dal regolamento”. E finalmente ho capito come mai, ad esempio su atti della
III Commissione, le mie proposte attendono due anni e mezzo di essere istruite, non per
le ragioni che mi spiegava il Presidente e di volta in volta l'Assessore, no, perché in
questa epoca il Presidente può fare quello che vuole.

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