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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Gennaio 2020 ore 14,00
Paragrafo n. 22
ORDINE DEL GIORNO 2019-04379
(ODG. N. 1/2020) "INTRODUZIONE DELL'INCOMPATIBILIT? TRA LE CARICHE DI CONSIGLIERE COMUNALE E DI CONSIGLIERE REGIONALE ALL'ARTICOLO 65 DEL TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI" PRESENTATA IN DATA 18 OTTOBRE 2019 - PRIMA FIRMATARIA CARLEVARIS.
Interventi
CARLEVARIS Cinzia
Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno impegna la Sindaca e la Giunta ad attivarsi
presso il Governo per richiedere, nelle more della revisione del Testo Unico degli Enti
Locali, che è attualmente oggetto di tavolo interministeriale, l’inserimento
all’articolo 65 dell’incompatibilità tra le cariche di Consigliere Regionale e Consigliere
Comunale; attualmente l’articolo 65 prevede solo la carica, l’incompatibilità tra la
carica di Consigliere Regionale e le cariche esecutive dei Comuni, quindi Sindaco e
Assessori. La richiesta è data da tre ragioni di principio sulle quali, spero, convengano
anche le Minoranze: una prima ragione discende dal principio delle democrazie liberali
di evitare per quanto possibile le concentrazioni di potere e alcune concentrazioni sono
facilmente risolvibili attraverso dei semplici meccanismi. Del resto il freno delle
assunzioni a più cariche elettive contemporanee nelle Amministrazioni degli Enti Locali
è ormai all’attenzione sia della politica europea con il Codice Europeo di condotta degli
eletti negli Enti Locali regionali, sia delle politiche regionali, molte regioni sono già
autonomamente dotate di un’autodisciplina sul cumulo delle cariche Giunta-Consiglio,
sia all’attenzione della politica nazionale: i principali Partiti - il Movimento 5 Stelle con
il Codice Etico ma anche il Partito Democratico con lo Statuto - già prevedono
l’incompatibilità di ricoprire più cariche elettive contemporaneamente, in particolare il
PD oltre all’incompatibilità della carica Consigliere Comunale/Consigliere Regionale
prevede anche l’incompatibilità con le cariche parlamentari, quindi non si può far parte
più di un’assemblea elettiva contemporaneamente. E vista, appunto, già l’adozione
spontanea di queste buone pratiche da parte della politica che vanno oltre quelle che
sono le indicazioni di legge, quindi che in un certo senso ponderano l’opportunità o
l’inopportunità di quello che comunque è legittimo, è auspicabile cristallizzare queste
buone pratiche nel diritto anche per migliorare quel rapporto tra cittadini e istituzioni
che proprio la mancanza di buone pratiche della classe politica ha fortemente
compromesso negli anni. Una seconda ragione discende dalla considerazione che nello
spazio e nel tempo, quindi in tutti i Paesi e in tutti i tempi, le democrazie sono
costantemente esposte a tendenze oligarchiche, come insegnano tutti i classici del
pensiero politico moderno, da Mosca a Pareto, Michels fino a Pasquino, e il cumulo dei
mandati non rappresenta certo quella circolazione dell’élite auspicata dagli studiosi
della democrazia e della sua difficoltà di ricambio, ma invece proprio è
l’esemplificazione migliore di come il potere conquistato serva in special modo ad
autoriprodursi e a bloccare il rinnovamento fluido degli eletti; quindi la seconda ragione
è per il bilanciamento dei poteri a tutti i livelli e per le opportunità che devono essere
concesse a tutti. Una terza ragione deriva dal fatto che siamo una democrazia
rappresentativa, i cittadini non possono venire in quest’Aula a discutere tra di loro e
votare per alzata di mano, ma sono tenuti ad eleggere dei propri rappresentanti, e hanno
diritto di essere attivamente rappresentati all’interno delle assemblee, e il cumulo dei
mandati tocca un aspetto fondamentale perché incide..., si ripercuote non solo sulla
credibilità ma anche sull’efficacia delle assemblee locali perché per ovvi motivi
impedisce di svolgere in modo adeguato la totalità degli incarichi ricoperti, si ripercuote
sulla qualità del lavoro consiliare e conduce segnatamente ad un aumento
dell’assenteismo: quest’atto io l’avevo depositato il 18 ottobre, attendevo la presenza di
tutti i Consiglieri con doppi incarichi in questo Consiglio, oggi finalmente è il primo
giorno che ci sono tutti, non per meriti particolari, ma oggi ci sono tutti. Siamo
consapevoli del fatto che limitare i doppi mandati nelle assemblee elettive locali non
risolverà da solo i problemi etici della politica però rappresenterà un passo
relativamente semplice e non controverso per muoversi nella direzione della serietà del
servizio pubblico. Grazie.

CARLEVARIS Cinzia
Grazie, Presidente. Ho facoltà di replica, vero? Si può? Sì. Volevo rispondere alle
questioni che sono state sollevate. L’ordine del giorno si rivolge al Governo perché la
revisione del TUEL è oggetto di revisione al Tavolo interministeriale, quindi mi è stato
consigliato di rivolgermi al Governo. Come chiedeva il Capogruppo Lo Russo, non è
prevista da quest’ordine del giorno la richiesta dell’incompatibilità tra la carica di
Consigliere Comunale e Parlamentare, perché esiste già un testo di legge, che è
all’esame delle Commissioni 1 e 5 in Parlamento, il testo 1356, che è un testo di
revisione del TUEL che all’Articolo 1 prevede proprio una “...incompatibilità - lo leggo
- assoluta tra alcune cariche di Amministratore Locale (quindi Sindaco, Presidente di
Provincia, Consigliere Comunale, Metropolitano, Provinciale o Circoscrizionale) e
quella di membro del Parlamento”. Quindi è già in discussione, per questo non è
richiamata qua. La richiesta della presenza dei Consiglieri che ricoprono doppi incarichi
mi sembrava dovuta per il fatto che almeno possono replicare, possono dibattere,
possono intervenire nella discussione dell’atto. Avremmo potuto approvarcelo in
qualsiasi momento da soli, però è anche bello sentire se ci sono delle opinioni, delle
idee che possono arricchire il dibattito. Mentre, per quanto riguarda la posizione del
Partito Democratico, mi dispiace che non ci sia più Lo Russo, sinceramente è
interessante. È interessante perché voi dite: “Noi ce l’abbiamo già nello Statuto questa
incompatibilità, quindi non lo votiamo”. Io ero rimasta a Kant, l’imperativo categorico
di Kant, che è il concetto centrale della filosofia morale della nostra civiltà e la base
dell’etica deontologica degli ultimi 300 anni: “Agisci come se la massima della tua
azione dovesse essere eretta, per tuo volere, a legge universale”. Però voi agite in un
modo, però “No, non lo votiamo”, cioè: “Gli altri... no, non ci interessa”. Ed è un’etica
interessante, perché meriterebbe un nome. Potremmo chiamarla tipo “Etica della
banderuola”. C’è un’etica della domenica, un’etica per il lunedì, però, Presidente, oggi è
lunedì e mi sembra che il Partito Democratico venga qui a propinarci un po’ un’etica
della domenica. Io... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Io mi auguro che...
(INTERVENTI FUORI MICROFONO).

CARLEVARIS Cinzia
Io mi auguro che riflettiate ancora un attimo e consideriate un cerchio di coerenza, non
alla luce di quello che dico io, ma alla luce di quello che dice Kant. Grazie.

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