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| CARLEVARIS Cinzia Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno impegna la Sindaca e la Giunta ad attivarsi presso il Governo per richiedere, nelle more della revisione del Testo Unico degli Enti Locali, che è attualmente oggetto di tavolo interministeriale, l’inserimento all’articolo 65 dell’incompatibilità tra le cariche di Consigliere Regionale e Consigliere Comunale; attualmente l’articolo 65 prevede solo la carica, l’incompatibilità tra la carica di Consigliere Regionale e le cariche esecutive dei Comuni, quindi Sindaco e Assessori. La richiesta è data da tre ragioni di principio sulle quali, spero, convengano anche le Minoranze: una prima ragione discende dal principio delle democrazie liberali di evitare per quanto possibile le concentrazioni di potere e alcune concentrazioni sono facilmente risolvibili attraverso dei semplici meccanismi. Del resto il freno delle assunzioni a più cariche elettive contemporanee nelle Amministrazioni degli Enti Locali è ormai all’attenzione sia della politica europea con il Codice Europeo di condotta degli eletti negli Enti Locali regionali, sia delle politiche regionali, molte regioni sono già autonomamente dotate di un’autodisciplina sul cumulo delle cariche Giunta-Consiglio, sia all’attenzione della politica nazionale: i principali Partiti - il Movimento 5 Stelle con il Codice Etico ma anche il Partito Democratico con lo Statuto - già prevedono l’incompatibilità di ricoprire più cariche elettive contemporaneamente, in particolare il PD oltre all’incompatibilità della carica Consigliere Comunale/Consigliere Regionale prevede anche l’incompatibilità con le cariche parlamentari, quindi non si può far parte più di un’assemblea elettiva contemporaneamente. E vista, appunto, già l’adozione spontanea di queste buone pratiche da parte della politica che vanno oltre quelle che sono le indicazioni di legge, quindi che in un certo senso ponderano l’opportunità o l’inopportunità di quello che comunque è legittimo, è auspicabile cristallizzare queste buone pratiche nel diritto anche per migliorare quel rapporto tra cittadini e istituzioni che proprio la mancanza di buone pratiche della classe politica ha fortemente compromesso negli anni. Una seconda ragione discende dalla considerazione che nello spazio e nel tempo, quindi in tutti i Paesi e in tutti i tempi, le democrazie sono costantemente esposte a tendenze oligarchiche, come insegnano tutti i classici del pensiero politico moderno, da Mosca a Pareto, Michels fino a Pasquino, e il cumulo dei mandati non rappresenta certo quella circolazione dell’élite auspicata dagli studiosi della democrazia e della sua difficoltà di ricambio, ma invece proprio è l’esemplificazione migliore di come il potere conquistato serva in special modo ad autoriprodursi e a bloccare il rinnovamento fluido degli eletti; quindi la seconda ragione è per il bilanciamento dei poteri a tutti i livelli e per le opportunità che devono essere concesse a tutti. Una terza ragione deriva dal fatto che siamo una democrazia rappresentativa, i cittadini non possono venire in quest’Aula a discutere tra di loro e votare per alzata di mano, ma sono tenuti ad eleggere dei propri rappresentanti, e hanno diritto di essere attivamente rappresentati all’interno delle assemblee, e il cumulo dei mandati tocca un aspetto fondamentale perché incide..., si ripercuote non solo sulla credibilità ma anche sull’efficacia delle assemblee locali perché per ovvi motivi impedisce di svolgere in modo adeguato la totalità degli incarichi ricoperti, si ripercuote sulla qualità del lavoro consiliare e conduce segnatamente ad un aumento dell’assenteismo: quest’atto io l’avevo depositato il 18 ottobre, attendevo la presenza di tutti i Consiglieri con doppi incarichi in questo Consiglio, oggi finalmente è il primo giorno che ci sono tutti, non per meriti particolari, ma oggi ci sono tutti. Siamo consapevoli del fatto che limitare i doppi mandati nelle assemblee elettive locali non risolverà da solo i problemi etici della politica però rappresenterà un passo relativamente semplice e non controverso per muoversi nella direzione della serietà del servizio pubblico. Grazie. CARLEVARIS Cinzia Grazie, Presidente. Ho facoltà di replica, vero? Si può? Sì. Volevo rispondere alle questioni che sono state sollevate. L’ordine del giorno si rivolge al Governo perché la revisione del TUEL è oggetto di revisione al Tavolo interministeriale, quindi mi è stato consigliato di rivolgermi al Governo. Come chiedeva il Capogruppo Lo Russo, non è prevista da quest’ordine del giorno la richiesta dell’incompatibilità tra la carica di Consigliere Comunale e Parlamentare, perché esiste già un testo di legge, che è all’esame delle Commissioni 1 e 5 in Parlamento, il testo 1356, che è un testo di revisione del TUEL che all’Articolo 1 prevede proprio una “...incompatibilità - lo leggo - assoluta tra alcune cariche di Amministratore Locale (quindi Sindaco, Presidente di Provincia, Consigliere Comunale, Metropolitano, Provinciale o Circoscrizionale) e quella di membro del Parlamento”. Quindi è già in discussione, per questo non è richiamata qua. La richiesta della presenza dei Consiglieri che ricoprono doppi incarichi mi sembrava dovuta per il fatto che almeno possono replicare, possono dibattere, possono intervenire nella discussione dell’atto. Avremmo potuto approvarcelo in qualsiasi momento da soli, però è anche bello sentire se ci sono delle opinioni, delle idee che possono arricchire il dibattito. Mentre, per quanto riguarda la posizione del Partito Democratico, mi dispiace che non ci sia più Lo Russo, sinceramente è interessante. È interessante perché voi dite: “Noi ce l’abbiamo già nello Statuto questa incompatibilità, quindi non lo votiamo”. Io ero rimasta a Kant, l’imperativo categorico di Kant, che è il concetto centrale della filosofia morale della nostra civiltà e la base dell’etica deontologica degli ultimi 300 anni: “Agisci come se la massima della tua azione dovesse essere eretta, per tuo volere, a legge universale”. Però voi agite in un modo, però “No, non lo votiamo”, cioè: “Gli altri... no, non ci interessa”. Ed è un’etica interessante, perché meriterebbe un nome. Potremmo chiamarla tipo “Etica della banderuola”. C’è un’etica della domenica, un’etica per il lunedì, però, Presidente, oggi è lunedì e mi sembra che il Partito Democratico venga qui a propinarci un po’ un’etica della domenica. Io... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Io mi auguro che... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). CARLEVARIS Cinzia Io mi auguro che riflettiate ancora un attimo e consideriate un cerchio di coerenza, non alla luce di quello che dico io, ma alla luce di quello che dice Kant. Grazie. |