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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Questa sera, il dibattito inizierà con le comunicazioni del Sindaco relative alle richieste avanzate la settimana scorsa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa è la procedura che intenderei seguire: il Sindaco svolgerà le comunicazioni in relazione alle decisioni assunte lunedì scorso in Conferenza dei Capigruppo, in seguito, così come avevamo deciso, ciascun Gruppo avrà a disposizione 7 minuti per esprimere le proprie valutazioni e, al termine, il Sindaco avrà il diritto di replica. Conclusa questa fase, passeremo alle comunicazioni del Presidente di questa sera relativamente alle richieste avanzate e agli esiti della discussione in Conferenza dei Capigruppo, alle quali seguirà il minuto a disposizione per l'illustrazione, da parte di un presentatore, delle eventuali richieste non accolte. Farei seguire questa fase alle conclusioni del Sindaco, in modo da evitare che i due momenti si possano confondere. La parola al Sindaco per le comunicazioni. SINDACO Come sapete, non ho potuto rispondere lunedì scorso perché ero impegnato a Toronto a rappresentare la Città. Rispondo volentieri a queste richieste di comunicazione, che credo ci possano permettere (mi auguro in un tempo relativamente breve) di fare il punto sulla situazione a Torino e sullo stato di attuazione del patto per la sicurezza. Anche grazie alla sollecita iniziativa della maggioranza e dell'opposizione, credo di poter dire che Torino, forse, ha colto prima di altre città (anche se, come è il nostro stile, con sobrietà) la crescita, da parte dell'opinione pubblica, di una percezione di insicurezza, che è sicuramente molto più elevata dei fatti che vi si registrano (come, peraltro, avviene in tutta Italia). Il fatto che la percezione sia più elevata dei fatti realmente registrati, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, non è un'attenuante, ma un'aggravante, perché quando un fenomeno viene percepito in misura maggiore rispetto a quella che è la realtà, può indurre comportamenti che sono doppiamente critici. Infatti, per esempio, può indurre la gente, anche se non ve ne è motivo, a non uscire di casa e, non uscendo di casa, si contribuisce ulteriormente a lasciare che le vie finiscano in mano a coloro che le praticano per attività illegali. Sto dipingendo una situazione al limite per sottolineare che la dimensione percettiva del fenomeno insicurezza non significa sminuire, ma accentuare la pericolosità sociale che essa ha per la nostra comunità. Abbiamo affrontato questa sensazione che avevamo colto (mi riferisco alla scorsa primavera) con una logica tesa a cercare di dare risposte ai problemi, senza alimentare l'onda emotiva che li accompagna. Di conseguenza, non abbiamo accondisceso alla logica delle manifestazioni sulla sicurezza e abbiamo costruito il tavolo per la sicurezza con tutte le forze politiche che hanno ritenuto di partecipare. Ne approfitto per ringraziarle, perché, salvo una forza politica (che, devo dire, in una circostanza è stata tentata di partecipare), tutte le altre hanno fornito il loro contributo, sia pure, più o meno, a fasi alterne. Il tavolo ha permesso di contribuire ad ottenere concretamente due risultati importanti: il primo è la stipula e l'attuazione del patto per la sicurezza, che riguarda Torino, ed il secondo è stato il conferimento di un contributo significativo, insieme ad altre città, alla costruzione del "pacchetto sicurezza", recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri e che, in parte, è anche diventato Decreto Legge. Per quanto riguarda il patto per la sicurezza, l'attuazione sta procedendo come da programma; tra l'altro, la Legge Regionale (che mi auguro sia effettivamente in via di approvazione) darebbe completezza finanziaria, perché aggiungerebbe i 2 milioni di Euro mancanti ai 9 stabiliti dal patto per la sicurezza. Nel caso lo riteniate opportuno, l'Assessore Borgogno potrà fornire, in dettaglio, ulteriori elementi, come, ad esempio, dove sono stati già installati gli strumenti di videosorveglianza previsti nel patto; vorrei, però, sottolineare l'aspetto, forse, più rilevante ai fini della discussione politica: ne sono stati installati 120, se non sbaglio, attorno ai cimiteri e agli ospedali per permettere di dare forza all'ordinanza emessa contro i parcheggiatori abusivi. Dal punto di vista dei mezzi, quello che manca dipende pressoché essenzialmente dal fatto che è rimasta inattuata la parte del patto che riguarda la Polizia della Strada. Come sapete, parte integrante del patto era che ci fosse un impegno (che esiste, ma che non è ancora stato attuato) da parte della Società che gestisce la Tangenziale ad installare un sistema di videocamere su tutti gli accessi alla città e, parallelamente, vi era l'impegno del Ministero a potenziare, con circa 50 uomini, la Polstrada, per controllare questo sistema di accesso e di uscita dalla città. Per cui, per quanto riguarda la parte degli uomini (rispetto ai 200) che ancora non è stata attuata, è sostanzialmente riconducibile a questo. A proposito, invece, del "pacchetto sicurezza", questo è parte del dibattito nazionale e vorrei analizzarlo in seguito, parlando del Decreto, circa la nostra situazione, ma, comunque, non intenderei aggiungere altro su questo argomento. La situazione più critica che stiamo affrontando riguarda la questione dei nomadi, in particolare dei Rom; oltre all'Assessore Borgogno, è presente anche l'Assessore Borgione, per fornire ulteriori elementi nel caso lo riteniate opportuno. La questione dei nomadi e dei Rom, per una serie di ragioni che hanno a che vedere soprattutto con l'ingresso nell'Unione Europea della Romania, ha registrato una crescita molto forte in questo anno, come è avvenuto in tutte le altre città d'Italia. É anche possibile che, poi, il fenomeno si stabilizzi, ma, per ora, dobbiamo fronteggiare l'incremento molto forte che si è verificato in pochi mesi. Questo ha determinato una situazione, per usare sempre parole molto sobrie, vicina alla soglia dell'emergenza. D'altra parte, credo che un quadro si possa anche ricavare dal confronto di Torino con altre città che, per tante ragioni - non solo Roma - sono state all'onore della cronaca su fatti che hanno riguardato questo problema. Per dare un'idea quantitativa - che abbiamo aggiornato proprio questa mattina nell'incontro con il Ministro di Grazia e Giustizia romeno, sono circa 800 le presenze nei campi nomadi regolari, costituiti prevalentemente oltre che da Sinti piemontesi, da cittadini pervenuti nel periodo della guerra dei Balcani, soprattutto dalla Bosnia, non dalla Romania. Alcune realtà sono di difficile individuazione, ma possiamo stimare che siano all'incirca 1200 le persone che insistono fra la città e i Comuni immediatamente limitrofi, in aree non legali; queste ultime, invece, prevalentemente, o quasi esclusivamente, di origine rumena e di etnia Rom. Come vedete, questa situazione è vicina alla soglia di emergenza. Da un lato, c'è bisogno - questo lo dico subito, lo abbiamo già esposto al tavolo per la sicurezza e l'ordine pubblico in Prefettura, ma lo riproporremo fra una ventina di giorni, massimo un mese, non appena si insedierà il nuovo Prefetto - di ragionare, a livello provinciale, sull'istituzione di un nuovo campo nomadi attrezzato e regolare. Da questo punto di vista, voglio fare arrivare, per quel che vale, il mio pieno sostegno al Sindaco di Moncalieri, impegnato proprio in una battaglia in questa direzione. Per evitare la costruzione di grosse strutture, difficilmente governabili, ritengo che analoghe scelte di piccoli campi dovrebbero essere fatte in altre aree della Provincia per permettere di alleggerire la pressione sui campi nomadi regolari della città di Torino la quale rischia, obiettivamente, di diventare difficilmente controllabile e governabile. Per quanto riguarda i campi irregolari, vorrei dare conto della situazione dell'ultimo anno (gli Assessori potranno correggermi o integrare quanto sto per dire): abbiamo eliminato zone che erano diventate a rischio "tutto": igiene e sicurezza per la zona, come quella di Strada del Portone. Un insediamento di circa 500 persone che, in parte, bisogna dire la verità, si è riconcentrato nell'area adiacente al campo regolare di Via Germagnano, in parte, invece, ha trovato altre collocazioni nei pori e negli interstizi dell'area metropolitana. Se consideriamo il tratto critico, l'asse del torrente Stura, fra i ponti di Corso Giulio Cesare, per capirci, e il ponte de La Barca, possiamo dire che la sponda destra - quindi, per capirci, la sponda dell'Arrivore, del Parco Stura - vedeva l'anno scorso una presenza di circa 250 persone che oggi si sono ridotte ad una quindicina - per la precisione, l'Assessore Borgogno, mi suggerisce 16. É la prima volta, per chi conosce un po' quella zona della città, da molti anni - credo che si possa cominciare a dire da decenni -, che la zona dell'Arrivore è libera da presenze di insediamenti nomadi. La sponda sinistra, che l'anno scorso vedeva una presenza di circa 500 persone, ne conta oggi circa 250; c'è stata certamente una riduzione, ma si tratta, ancora, di un insediamento significativo. Quale strada stiamo utilizzando e intendiamo continuare ad utilizzare? La definirei quella di uno sgombero graduale e articolato, o meglio, articolato, perché graduale. Nessuna operazione spettacolare con ruspe e cameraman al seguito, ma, come abbiamo fatto in questo anno, interventi mirati e localizzati - graduali, appunto - che permettono di distinguere quelle situazioni socialmente critiche che meritano attenzione - anche ai sensi degli accordi e dei trattati internazionali - e la ricerca di soluzioni adatte. Da qui è nata l'ipotesi, già tradotta in pratica, del campo di transito, cioè, di strutture che permettano, per un certo numero di mesi, di ospitare quelle persone per le quali esistono necessità quali il legame con la scuola di alcuni figli, persone anziane a carico, che richiedono interventi, o un'assistenza (consci del fatto che si tratti di un'assistenza a termine), al termine della quale bisognerà far rispettare con determinazione le ordinanze emesse per far sì che il campo di transito rimanga, effettivamente, tale. Questo sgombero graduale e articolato è tale anche perché permette (qui torna il valore del Decreto approvato dal Governo) di fare controlli di legalità e di verificare chi, in queste situazioni, in questi campi irregolari, è in condizioni tali da ricadere nella fattispecie prevista dal Decreto, ovvero, individuato come persona che può arrecare offesa o, comunque, essere elemento di allarme sociale e, quindi, in quanto tale, essere allontanato, su decisione del Prefetto. Credo che, dai dati che ho fornito, questa strategia dimostri di aver cominciato ad ottenere dei risultati; pertanto, dobbiamo continuare con altrettanta determinazione. Ho già detto che la riproporremo al nuovo Prefetto per dare, proprio su questa strada, una certa continuità. Credo che, da questo punto di vista, possano essere utili anche l'impegno e la collaborazione con le autorità romene con le quali, sia con il viaggio mio e dell'Assessore Borgione in Romania sia con la visita del Ministro di Grazia e Giustizia romeno a Torino, si è condotto un accordo che prevede un affiancamento di 5 poliziotti romeni alla nostra Questura nell'attività di indagine e di contrasto dell'illegalità di cittadini di origini romene. È proprio su questa strada che ritengo si possano conseguire risultati utili nella logica della riduzione delle criticità e del controllo del territorio. Sapendo - questo bisogna dirlo - che ciò non esclude il verificarsi di eventi drammatici e tragici come quello di Roma, perché episodi ancora più drammatici sono accaduti in molte città siano esse governate dal centro-sinistra, siano esse governate da Sindaci che tolgono le panchine dalle stazioni per evitare che vi dormano gli immigrati. Cito, come esempio, Treviso e il suo hinterland, che è quella in cui sono avvenuti i fatti di criminalità più efferata. Basta leggere i giornali per sapere che alcuni episodi caratterizzano Città governate indifferentemente dal centrodestra e dal centrosinistra senza significative differenze, che, comunque, laddove esistano, sono a favore di quelle governate dal centrosinistra. Ebbene, negli ultimi dieci anni, si sono alternati governi di centrodestra e governi di centrosinistra, ma nulla è significativamente mutato, sia dal punto di vista del controllo dell'immigrazione sia da quello della sicurezza, segno quindi che le politiche del centrodestra, stante il fatto che sono terminate formalmente da poco più di un anno, non hanno mutato molto. Lo ricordo, non perché ami la polemica, ma perché vorrei concludere con un invito ad evitare un uso politico eccessivo sul tema della sicurezza, perché quest'ultimo è talmente e facilmente strumentalizzabile che può succedere che, alla testa dei cortei contro lo spaccio di droga, vi sia il capo degli spacciatori di Porta Palazzo e vi sia anche qualcuno che va a dargli la mano - in buonafede -, poiché l'argomento è così facilmente strumentalizzabile che può persino accadere che venga strumentalizzato dal capo dei delinquenti! Quindi, vorrei mettere tutti in guardia - mi rivolgo all'Aula ed anche a me stesso - dai rischi nei quali possiamo incorrere, quando prestiamo eccessivamente il fianco alle "sirene" che ci chiedono di usare politicamente la questione della sicurezza, la quale indubbiamente esiste, ma che bisogna affrontare come un obiettivo, proprio quello che, secondo me, noi stiamo perseguendo, ovvero, ridare più autorevolezza alle Istituzioni ridando più autorità alla Legge. A tale proposito, basta scorrere le cronache dei giornali per leggere delle vicende che ieri hanno tragicamente interessato il Paese; ebbene, seppure non c'entrino nulla con il tema stasera al centro del dibattito, esse dimostrano pur sempre quanto vi sia bisogno, in tanti campi anche molto diversi da questo, di ridare autorità e autorevolezza alle Istituzioni ed autorità alla Legge, aspetti sui quali credo che stiamo sobriamente lavorando. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ricordo che ogni Gruppo ha 7 minuti a disposizione per intervenire. La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Signor Sindaco, sinceramente sono un po' imbarazzato, perché, dopo tutti i ringraziamenti che ha fatto all'Aula e finanche all'opposizione, ho rischiato di affrontare la questione con un approccio morbido; fortunatamente, però, la fine del suo intervento mi ha fatto assolutamente ricredere, quindi, posso dire esattamente ciò che pensavo inizialmente. Innanzitutto, non accettiamo alcun richiamo a non strumentalizzare politicamente il tema della sicurezza, semplicemente perché, per voi, quest'ultimo è una strumentalizzazione, mentre, per noi, si è sempre trattato - credo - di una battaglia, come ha dimostrato il centrodestra negli anni in cui ha governato e come dimostra il vostro Governo, il quale, ogni giorno, tenta di distruggere le politiche di sicurezza e di legalità che il Governo di centrodestra aveva iniziato, per esempio, l'indulto, prima fra tutte, rispetto al quale potremmo già mettere una pietra tombale sulle vostre pie intenzioni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, il Gruppo di Alleanza Nazionale ha votato contro, poi, per quanto riguarda gli altri, ognuno si assume le proprie responsabilità! Quindi, voi blaterate di sicurezza sull'onda dell'emotività della gente, la quale non vi sopporta più, perché continuate a negare le emergenze, e, se potesse, vi caccerebbe; adesso non può, poiché non ne ha ancora il modo, ma non temete, Colleghi che oggi fate i baldanzosi, perché le elezioni arrivano per tutti, quindi, anche per voi! Dovrà trascorrere solamente qualche mese, ma state pur certi che, su questo, tornerete a casa anche a Torino! Signor Sindaco, noi non ce l'abbiamo con l'universo mondo, poiché sappiamo che tutte le politiche si sono trovate a dover affrontare il problema. Tuttavia, voglio ricordarle che la Legge Fini-Bossi sull'immigrazione è opera del centrodestra e che, prima, c'era la Legge Turco-Napolitano, oppure la Legge Martelli e così via, che hanno permesso di far arrivare in Italia 2 milioni di clandestini, che non siamo ancora riusciti a smaltire; perciò, s'immagini se, oggi, siete in grado di darci lezioni di legalità! Quindi, non ce l'abbiamo con tutti, signor Sindaco, ma soltanto con lei, perché - sia chiaro - Chiamparino è colpevole, non il centrosinistra! Chiamparino è stato quel Sindaco che, sette-otto mesi fa, ha detto: "Torino è fin troppo sicura"! Non ce l'abbiamo con tutti - con il Sindaco di Firenze, che è stato più serio, o con altri Sindaci, "dal Manzanarre al Reno, dalle Alpi alle Piramidi" -, perché è chiaro che lei, pur di non parlare di Torino, va a cercare i paragoni più improponibili! Poi, con tutte le sue ambizioni, non vorrà certamente paragonarsi a quel "poverino" del Sindaco di Treviso, il quale amministra una cittadina che è la metà di una Circoscrizione torinese! Siccome, almeno fino all'altro ieri, si paragonava al Sindaco Moratti, dovrebbe rimanere su quel target, altrimenti, se ci paragoniamo a Treviso, la prossima volta potrebbe anche essere Givoletto, Cantoira o Moncenisio! Credo che, per la città di Torino, meriteremmo qualcosa in più! Non è colpa nostra, se continua a non capire che, a Torino, esiste un'emergenza criminalità. Invece, lei continua a parlare di percezione. Ebbene, vada a parlare di percezione a quell'operaio che, stamattina, alle ore 8.30, è stato sfregiato in Piazza Vittorio Veneto - in pieno centro! -, per aver osato negare una sigaretta ad un gruppo di extracomunitari clandestini, oppure a quell'immigrato cui, la settimana scorsa, è stata mozzata una mano, o a quel pensionato che è stato massacrato in casa ed è ancora in coma! Vada a parlare di percezione a queste persone! Voi siete matti! Signor Sindaco, se, oggi, a Torino, con il 64% di reati in più in un anno, ha ancora il coraggio di parlare di percezione, vuol dire che è stato troppo in giro per il Partito Democratico e che ha vissuto troppo poco in questa città, oppure che ci ha vissuto protetto - peraltro, è giusto e sacrosanto che sia così - dalla sua scorta, perché i cittadini normali non "percepiscono", anzi, "se la fanno addosso dalla paura", in alcune zone! Forse, lei non guarda più nemmeno la televisione, perché lo sa - ma penso di sì - che, dopo che avete risolto i problemi con la Festa de l'Unità, a Parco Stura è tornato tutto come prima? Per un mese ci sono state le salamelle, il cui olezzo ha tenuto lontani gli spacciatori e i loro clienti, ma, signor Sindaco, lo sa che, una volta terminate, sono tornati gli spacciatori? Ha visto la televisione, due giorni fa? Il documentario non è stato girato né dal Consigliere Ravello, né dal Consigliere Ventriglia e neppure dal Consigliere Galasso, ma dalla RAI, quella stessa (RAI3) che vi avvertiva del terrorismo islamico nelle moschee di Torino. Poi, signor Sindaco, ha detto un'altra cosa sbagliata. Io, il Consigliere Ravello e pochi altri siamo andati alla manifestazione di Porta Palazzo, ma eravamo gli unici, perché non c'era nessuno della vostra Amministrazione e se voi, furbescamente, non ci siete andati perché sapevate già che era organizzata dai capi degli spacciatori, avreste dovuto denunciarli prima, anziché aspettare che, due mesi e mezzo dopo, intervenisse la Magistratura! Noi siamo andati doverosamente a quella manifestazione, e ci siamo trovati circondati da centinaia di persone oneste - speriamo -, non solo da centinaia di spacciatori! Perché non c'era nessuno dell'Amministrazione? Forse, sapevate qualcosa? Qualcuno vi ha avvertiti? Dovevate andarci! Quando ci sono le manifestazioni, quando addirittura il più grande mercato d'Europa sciopera, per reclamare più sicurezza e legalità, non mi venga a dire, signor Sindaco, che quanti hanno perso una giornata di lavoro, a Porta Palazzo, sono tutti estremisti di destra! Sicuramente, ha più voti lei di noi, a Porta Palazzo. Erano tutti spacciatori? Li hanno costretti a scioperare, oppure lei ci ha mandato nel pericolo, pur sapendolo? Voi non c'eravate! Questa è la manifestazione del vostro sistematico interesse nei confronti dei temi della sicurezza! Mi spiace che il Consigliere Giorgis non sia presente, in questo momento, perché vorrei parlar male di lui, ma potete sempre riferirglielo; infatti, la settimana scorsa, su "La Stampa", ha detto: "Chiederemo le comunicazioni del Sindaco sulla sicurezza". Peccato, però, che l'abbia fatto dopo di noi, perché, se non l'avessimo fatto, certamente lui non l'avrebbe fatto! È il solito gioco stucchevole, a rimpiattino, delle parti, per cui ne parlate infinitamente. Ormai, signor Sindaco, facciamo la disamina del suo bluff sull'ordinanza, perché, anche in quel caso, lei ha dimostrato veramente - lo dico in termini di sicurezza e sempre con molto rispetto - di essere il più moscio fra i Sindaci della Sinistra italiana! Cioè ha fatto un'ordinanza beffa, che è un insulto al buonsenso e all'intelligenza. Non solo è restrittiva rispetto a quella del Sindaco di Firenze e a quella di tutti i Sindaci di sinistra, ma addirittura anche al Codice della strada! Diciamo no ai nuovi campi transito. Lei dice che nei campi regolari ci sono oggi 800 nomadi e questo vuol dire che ce ne sono quasi il doppio di quelli che dovrebbero starci. Allora ci chiediamo cosa aspettate a cacciarli? Si, Assessore Borgogno, poi darà i numeri... Lei sa che la metà dei bambini attualmente non sono scolarizzati nei campi nomadi regolari ed ha il coraggio di parlare di campi transito temporaneo! Prima, cerchiamo di sanare la situazione e, magari, i campi transito facciamoli fare da un'altra parte, perché, essendo nomadi, non è obbligatorio che vengano tutti a risiedere per anni a Torino! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Come Capogruppo dell'Ulivo, ho avanzato una richiesta di comunicazione e, dopo la risposta del Sindaco, credo che sia stato giusto avanzarla, perché è giusto dare conto di come un'Amministrazione stia cercando di affrontare uno dei problemi più difficili e, diciamo pure, irrisolvibili in maniera assoluta, perché il tema della sicurezza, è noto a tutti, è uno di quei temi che richiede costante impegno, costante capacità di innovazione e anche fermezza. Ho ascoltato questa sera delle risposte che mi hanno rassicurato soprattutto su un versante che non era scontato in questo momento e in Italia. Che da anni (direi dall'insediamento), questa maggioranza abbia cercato di impegnare gran parte delle proprie energie sul tema della sicurezza è noto a tutti, ed è anche noto a tutti che questa Città, anche attraverso il tavolo per la sicurezza (che prima è stato ricordato), ha cercato di svolgere una funzione di stimolo, di promozione e di attenzione nei confronti delle stesse forze di Pubblica Sicurezza, cioè attraverso gli organi più specificamente deputati a garantire la sicurezza. Credo che, dopo un anno e mezzo di lavoro su questo terreno, dire oggi che l'Amministrazione di questa Città è attenta e preoccupata del problema della sicurezza sia un'affermazione del tutto scontata, del tutto banale. Meno scontato, invece, era ascoltare con quanta fermezza siano stati posti in essere gli interventi per riuscire a coniugare questa attenzione al tema della sicurezza con il rigore nel praticare il principio della responsabilità individuale. Il principio della responsabilità individuale, quando riguarda la materia penale, è, tutto sommato, facile e scontato da praticare; molto più difficile, invece, da praticare è quando riguarda la materia amministrativa o, peggio ancora, le misure politico-amministrative. Da questo punto di vista, sono molto soddisfatto dell'attenzione con la quale i Servizi Sociali hanno saputo governare il difficilissimo problema dei flussi dei nomadi e sono ancora più soddisfatto, però, che a questa attenzione nei confronti dei nomadi e delle esigenze di dignità che ogni essere umano rivendica e che, giustamente, l'Assessorato all'Assistenza si preoccupa di tutelare, sia accompagnata una capacità, da parte della stessa Giunta (penso soprattutto all'Assessore Borgogno), che era invece meno scontata, perché l'Assessore Borgogno ha la delega alla sicurezza, o meglio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... ai Vigili Urbani. Ha ragione l'Assessore Borgogno a precisare che la sua delega è alla Polizia Municipale e non alla sicurezza, anche perché la Città di Torino non è competente direttamente in tema di sicurezza; Prefettura e Questura hanno questa specifica competenza. Tuttavia, è anche noto che l'Assessore Borgogno, suo malgrado, venga chiamato un po' ad occuparsi di tutte le questioni che riguardano in senso lato il tema della sicurezza. E credo che sia normale, per un Assessore chiamato ai compiti ai quali è chiamato l'Assessore Borgogno, essere tentato in più di un'occasione di guardare, prima di tutto, alle percezioni dei cittadini e quindi rispondere a quel bisogno di percezione di sicurezza, che è cosa molto seria, e che richiede molte rispose. Ma - e qui sta l'apprezzamento che voglio fare in questa sede all'Assessore Borgogno - rispondere alla esigenza di sicurezza e, nel contempo, all'esigenza di avere una percezione di sicurezza, senza mai cadere nella tentazione di misure demagogiche e ad effetto e senza mai cadere nella tentazione, come altre Città purtroppo hanno dimostrato di non saper fare, credo che sia uno di quei meriti che vada con più chiarezza riconosciuto a questa Giunta. Perché se noi oggi a Torino siamo in una condizione molto seria per quanto riguarda il fenomeno dei nomadi e, con molta attenzione, dobbiamo cercare di essere il più possibile capaci di garantire condizioni di vita dignitose e di assicurare il rispetto di quegli obblighi (quali, per esempio, la frequenza scolastica), che sono un modo attraverso il quale si contrasta anche la criminalità, dobbiamo anche evitare di diventare città che attrae e che risolve da sola un fenomeno che non può certo essere risolto da una sola Città. Ecco quindi la necessità di avere misure molto puntuali, di sperimentare soluzioni come i campi di transito, di farsi promotori come ha fatto l'Assessore Borgione, di contatti con i Paesi dai quali provengono molti di questi nomadi, però, nello stesso tempo - e su questo io voglio insistere, perché era l'obiettivo specifico di questa richiesta di comunicazione -, chiedo alla Giunta di tenere ferma quella capacità di non farsi condizionare da un preoccupante clima di paura e di intolleranza, perché la ricetta attraverso la quale questa Giunta ha cercato di governare i difficili problemi della sicurezza si è dimostrata, a mio avviso, vincente. Quindi, la mia richiesta è anche un sostegno politico a questa capacità che, purtroppo, in altre zone d'Italia non si è dimostrata tale, di essere appunto capaci di non rispondere a quel bisogno reale di sicurezza attraverso soluzioni semplici, ad effetto, che talvolta purtroppo hanno quasi assunto il significato (non voluto di sicuro) di ritorsioni o, peggio, di misure nei confronti di intere comunità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Non è mia intenzione fare polemica (perché non voglio farmi trascinare in polemiche su un argomento di questo tipo), ma vorrei invitare il Sindaco a fare una gita: magari, tra un viaggio a Toronto e uno in Romania, passi da Treviso e chieda a Gentilini, che forse qualcosa potrebbe dire in merito alla sicurezza. A volte, non riesco a capire dove viviamo. Prima, si parlava di politiche vincenti sulla sicurezza; veramente, invito i Consiglieri (ma, ripeto, senza far polemica) a prendere i mezzi pubblici, ad andare a fare la spesa a Porta Palazzo, ad andare in Corso Giulio Cesare o in altre zone della periferia della nostra città. Veramente non riesco a rendermi conto del coraggio con cui, in quest'Aula, vengono fatte determinate affermazioni e di come si possa parlare di ricette vincenti, quando la situazione del degrado e di delinquenza di certi personaggi che circolano impuniti per la città di Torino è sotto gli occhi di tutti i cittadini (ma non sotto gli occhi dei Consiglieri o degli Assessori). Veramente non ho più parole. Sentir dire da lei, Sindaco, che, per risolvere il problema dei nomadi, è necessario fare un ulteriore campo nomadi, mi lascia senza parole: le chiedo di andarla a spiegare di persona ai cittadini torinesi quest'idea! Io non riesco davvero a concepirla, perché credo che un altro campo nomadi diventerebbe un'ulteriore attrattiva per altri nomadi. L'Assessore Borgogno è testimone del fatto che, da circa un anno, presento interpellanze sui campi nomadi abusivi, compresi quelli lungo la sponda sinistra dello Stura. Oggi, ad un anno di distanza, continuiamo ad avere quasi la stessa situazione: i campi nomadi sono sotto gli occhi di tutti (ma per denunciarli occorre presentare interpellanze), ad esempio il campo in Via Germagnano ed altri campi abusivi in zone appena riqualificate a verde dalla Città di Torino, zone per cui la Città ha speso fior di soldi, dove i nomadi entrano e nessuno fa niente per mandarli via, anzi addirittura si prospetta l'idea di creare un nuovo campo, che sia ancora più di attrattiva per i nomadi che girano per il nord Italia. Mi chiedo se, davvero, si voglia continuare con serietà su questa strada: io credo che i cittadini di Torino non si meritino tutto questo. I cittadini di Torino chiedono soltanto (lo chiedono nelle lettere a Specchio dei tempi ed in qualsiasi intervista trasmessa su qualche televisione) un minimo di tranquillità: tranquillità che voi non siete riusciti e non riuscite a dare. Il cittadino di Torino non vuole la cacciata di nessun'etnia, di nessun popolo: il cittadino di Torino è molto più tollerante di quanto pensiate. Il cittadino di Torino è assolutamente tollerante, ma proprio per questo vuole poter andare a fare la spesa in tranquillità, vuole poter andare alla posta e vuole poter stare in casa sua con un minimo di tranquillità. Vuole cose che, in questo momento, anche grazie - e non solo - alla vostra "non politica" sulla sicurezza non possiamo dargli. Quindi mi pare davvero troppo il fatto di tessere lodi sperticate ad una politica che vedo inattiva. Anche se il mio intervento va oltre le polemiche, sono sempre più dell'idea che sia stato giusto non partecipare a quel tavolo della sicurezza che, a distanza di mesi, abbiamo visto non aver portato assolutamente a nulla. Chiedo ai Consiglieri che siedono nei banchi di fronte a me: davanti alle Molinette, al Sant'Anna e agli altri ospedali cittadini, ci sono o non ci sono i parcheggiatori abusivi? Agli incroci, ci sono o non ci sono i lavavetri? Dovete rispondere a queste domande! E se rispondete che non ci sono, significa che non girate affatto per Torino, perché vi posso citare immediatamente diversi incroci in cui i lavavetri ci sono sempre e diversi ospedali dove i parcheggiatori abusivi ci sono sempre! Dovete rispondere su queste cose ai cittadini. E dovete rispondere non valutando l'idea di creare un ulteriore campo nomadi, ma quella di sgomberare i campi abusivi che continuano ad esistere nella città di Torino. E dovete farlo - ha ragione il Sindaco - senza telecamere al seguito: questo è l'unico aspetto su cui le do ragione, Sindaco. Bisogna, però, sgomberare questi campi e non permettere che continuino ad esistere, anzi a prosperare! Non basta dire - come state facendo - che lungo la Stura, prima, c'erano 500 persone ed ora ce ne sono 250, perché si sono semplicemente spostate, sono da un'altra parte, ma sempre sul territorio della nostra città: è questo il problema grosso! Mi permetto di dire, senza polemiche, che bisogna essere più seri sui dati che si forniscono: purtroppo, non si è risolto nulla, come non si risolve nulla installando qualche telecamera in più. Ma per quale motivo? Per guardare il parcheggiatore abusivo che prende il pizzo dalla donna o dall'anziano? A che cosa servono queste cose? Credo che, piuttosto, si debba far intervenire costantemente la Polizia Municipale davanti agli ospedali e davanti ai cimiteri (e non soltanto durante le festività dei Santi), Assessore. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) (Intervento fuori microfono). CAROSSA Mario Mi sembra sempre di più che, senza fare polemiche, basti parlare tranquillamente e dire le cose e si coglie nel segno, vista la sua reazione, Assessore! Ho iniziato dicendo che non voglio fare polemiche. Con me non troverete mai un terreno fertile per le polemiche, né mi vedrete "cavalcare" - come si dice - la questione sicurezza: bisogna, però, dire le cose che i cittadini chiedono. Proprio per questo motivo e proprio per ascoltare i cittadini (cosa che soprattutto voi non fate più), il 1° dicembre la Lega Nord posizionerà almeno una settantina di gazebo nella città di Torino - ed invito il Sindaco a partecipare -, per ascoltare le opinioni dei cittadini sulla sicurezza. Signor Sindaco, la invito fin d'ora. Lei venga dove le è più comodo: ci sarò anch'io ed insieme - proprio per non fare polemiche - chiederemo ai cittadini che cosa pensano della sicurezza della città di Torino. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Invito gli Assessori a non rispondere durante gli interventi dei Consiglieri. La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Per la settima od ottava volta, discutiamo di temi di sicurezza: è giusto, perché si tratta di un tema molto importante. Siamo, infatti, in una fase di difficoltà sociale - questo è evidente - ed in un momento in cui il tema della sicurezza tocca tutti i cittadini: credo che ci sia una sorta di diffusa percezione di insicurezza, anche alimentata, dal mio punto di vista, da azioni di sciacallaggio politico e da un senso di irresponsabilità che emerge nel momento in cui, da parte di alcune forze politiche, si getta benzina sul fuoco. Questo è uno dei temi che dev'essere affrontato in quest'Aula: credo, infatti, che il compito della politica, anziché diffondere e accrescere l'allarmismo, sia quello di dimostrare di avere senso di responsabilità e di equilibrio, quando si fanno determinate affermazioni. Credo che tutti abbiamo a cuore il tema della sicurezza. Perché sgomberiamo questo tipo di argomento, almeno dal dibattito... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Posso chiedere alla Giunta di non disturbare durante gli interventi? Prosegua, Consigliere Gallo. GALLO Domenico Credo che, una volta per tutte, si debba sgomberare il terreno della politica dall'insicurezza (perché non è vero che ci sono, da un lato, i paladini della sicurezza e, dall'altro, chi crea la propria azione politica sull'insicurezza, secondo cui, più insicuri siamo, più vinciamo). Credo che, se proteggiamo tutti insieme la sicurezza, vinceremo tutti. Anche se ognuno di noi ha argomentazioni diverse da proporre, credo che, nel reciproco rispetto delle posizioni, vada portata avanti un'azione politica che non sia orientata ad alimentare l'allarmismo. Come cittadino, ancor prima che come politico, sono preoccupato per quanto sta accadendo in questo Paese. Il fatto accaduto a Roma (mi riferisco all'uccisione - in modo veramente criminale - della signora Reggiani) ed il fatto accaduto all'anziano, ieri sera, a Torino, sono fatti gravissimi, che non credo possano essere intercettati da chissà quale azione politica o azione di Polizia. Sono fatti che nascono da episodi che si verificano in luoghi di degrado. Credo che, su questo aspetto, dovremmo irrobustire l'intervento come Amministrazione Comunale. Il nostro compito è di eliminare le aree di degrado della nostra città. I compiti dell'ordine pubblico, invece, sono di competenza del Governo Nazionale, del Ministero degli Interni del Governo Prodi, così come lo erano durante il Governo Berlusconi. Vi vorrei sfidare a vedere se, qualche mese fa, in questo Paese, si stesse meglio, perché dite il falso nel momento in cui dite che il Governo Berlusconi ha fatto, sui temi della sicurezza, chissà quali grandi lotte, quali grandi battaglie, quali grandi passi avanti! La Polizia non aveva benzina allora, come non ce l'ha adesso, Consigliere Ghiglia! Sono state le stesse forze dell'ordine a denunciare il Governo Berlusconi sullo stato di dissesto in cui si sono trovate. Questo non lo invento io, sono dati che la cronaca politica ha documentato! Capisco che il Consigliere Ghiglia, in particolare, debba iniziare la campagna elettorale tre anni prima. Glielo ricordo, perché tende, su questo tema, a vincere le elezioni. Le ha perse per quattro volte consecutive e le perderà ancora una volta, perché se questo è l'argomento forte del Consigliere Ghiglia, sbaglia, perché sul piano politico ha la responsabilità di alimentare e di cavalcare un clima che è già complicato, difficile. E' un irresponsabile, perché quello che sta accadendo a certe persone potrebbe accadere a tutti noi, in qualunque momento, ma non lo risolve, Consigliere Ghiglia, con il suo continuo allarmismo su questo argomento! Abbiamo fatto un tavolo istituzionale a cui lei ha partecipato, ma ha riscontrato da parte delle forze politiche un lassismo, una non volontà ad andare avanti? Ha riscontrato questo nelle discussioni che abbiamo posto in essere? Non mi pare proprio! Abbiamo quasi tutti insieme condiviso il Patto sulla sicurezza, sul quale forse dobbiamo ritornare. Se c'è qualche parte di quel Patto non applicata, cerchiamo insieme di farla applicare! Mancano i poliziotti a Torino? Era un elemento nel Patto che non è stato applicato? Chiediamo che venga applicato quel Patto, ma facciamolo insieme! Possiamo farlo insieme? Credo che se lo facessimo, ne guadagnerebbe anche la sua forza politica. Dopodiché, penso che dobbiamo tornare sui temi che sono di nostra competenza, perché non credo che il Sindaco sia uno sceriffo o un poliziotto. E' il Sindaco della Città di Torino, è un Consigliere Comunale come lei e come me, con un po' più di potere per il ruolo che ricopre. Però credo che abbia fatto, assieme a tutti noi, quello che era possibile fare concretamente. C'era la ` questione del Parco Stura. Credo che su questo argomento abbiamo fatto dei passi avanti, ma dobbiamo riprendere in maniera più efficace quel tipo di riqualificazione. C'é bisogno di risorse. Forse non abbiamo risorse adeguate. allora chiediamole al Governo nazionale. Credo che la soluzione stia in un elemento di semplicità evidente. Non riusciamo a ridimensionare il fenomeno della criminalità organizzata e della piccola criminalità solo col pattugliamento del territorio. Manca un controllo sociale del territorio e per farlo bisogna avere le risorse adeguate e le forze dell'ordine con un organico adeguato. C'é bisogno - e voi su questo dovreste dire cosa pensate - di incrementare e migliorare la politica di accoglienza in questa città, o no? Oppure si sta meglio nel degrado? Se noi mandiamo via i nomadi da Torino, spostiamo solo il problema, perché andranno in un altro Paese. Credo che la politica che stanno portando avanti l'Assessore Borgione e il Sindaco sia quella di creare questi piccoli nuclei nella provincia, per evitare la concentrazione a Torino. Penso che questa sia una politica intelligente. E' chiaro che le grosse concentrazioni di persone che vivono in un clima di disagio e di degrado non ci aiuta a superare il problema. Forse la frammentazione, i piccoli nuclei aiutano, forse, a risolvere quel tipo di problema. Quindi credo che la politica dell'accoglienza sia una delle nostre azioni che dobbiamo incrementare, rafforzare e rendere di qualità. Ultimo aspetto. Io penso che ci sia un dato su cui voi non parlate mai. Credete veramente che la questione dell'ordine pubblico a Torino dipenda solo dai lavavetri? Siete degli illusi! C'é il racket della prostituzione, il traffico della droga: perché non parlate mai di queste centrali della criminalità organizzata? E' un piccolo deficit che avete nella vostra politica. Ogni tanto dite anche questo! Ci sono i lavavetri, che sono persone che dovremmo cercare di aiutare e non di attaccare, come fate voi solitamente, e ci sono criminali che sulla questione della delinquenza ci fanno affari, ci fanno il business, ci guadagnano denaro! Questo è il tema fondamentale: sferrare un attacco forte e organizzato a chi dirige la criminalità organizzata. Questo è il punto principale che dovrebbe collegare le forze politiche. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Un paio di cose vanno rimesse un po' in fila. Parcheggiatori abusivi (Adesso non c'è il Consigliere Carossa, ma chiedo scusa se prima l'ho interrotto). Noi abbiamo cercato di procedere diversamente da come è successo in altre città, dove sono state fatte ordinanze "random" che non hanno avuto nessun effetto pratico, se non quello di essere state buttate nel cestino, perché, fatte così, le ordinanze non hanno alcuna cogenza. Abbiamo cercato, con una certa coerenza, di contrastare dei fenomeni che ci sembravano più pericolosi per la sicurezza urbana. Abbiamo cercato di contrastare non solo il fenomeno dei parcheggiatori abusivi in sé, quanto quegli atteggiamenti che sono espressamente vietati e puniti dal Codice Penale, ovvero gli atteggiamenti di violenza privata e di estorsione. Lo dico per tutti, perché l'ho detto al Consigliere Carossa un po' di tempo fa. Negli ultimi 3-4 mesi, prima dell'installazione delle telecamere, oltre a decine di sanzioni - che qualcuno dirà che non vengono pagate - e a decine di sequestri del ricavato delle attività, da parte della Polizia Municipale ci sono stati 8 arresti. Con le telecamere e con l'ordinanza questo contrasto è più semplice. Quindi, lì c'era un lavoro organizzato e l'ordinanza, insieme all'installazione delle telecamere, è servita a rafforzarlo. Cosa bene diversa da scelte che altre città hanno fatto, non badando alla concretezza, all'efficacia e ai risultati, ma al consenso nel breve tempo, mettendo nella macchina del consenso una cosa che ha confuso il criminale con il suonatore di strada e il venditore di rose con il rapinatore, ovvero, non producendo nulla se non un innalzamento della soglia dell'intolleranza, il che produce altre insicurezze. Noi ci siamo mossi in un'altra logica! Parco Stura. Questa sera - per puntualizzare con il Consigliere Carossa che dice che non incontriamo i cittadini -, io e l'Assessore Curti andiamo a Parco Stura ad incontrare i cittadini, ma non per sentire come stanno e cosa pensano - questo lo sappiamo, perché frequentiamo quel posto da tempo -, ma per andare a dire che il prossimo martedì, in Giunta discuteremo di una proposta di deliberazione che dovrebbe prevedere un'attività a Parco Stura, simile a quella dell'estate, che durerà fino al prossimo settembre. Dopo il prossimo settembre, nella porzione verso Corso Giulio Cesare e Novotel, partiranno i lavori per realizzare impianti sportivi e giochi per bimbi. Tra l'altro, stiamo parlando di un posto dove, per decenni, non c'è stata progettazione; in un anno, abbiamo fatto (mai infrangendo le norme, ma saltando qualche passaggio) un lavoro straordinario. Siamo perfettamente coscienti che le feste non servono a battere lo spaccio e la tossicodipendenza. Non è quello il problema! Ci sono le norme, l'applicazione delle norme, la prevenzione, l'educazione, il presidio del territorio! Le iniziative estive, come quelle invernali, servono a restituire ai cittadini di quella zona un pezzo di città - quella che sta davanti a loro - da cui erano stati espropriati e ad allontanare dalle loro case la minaccia di attività criminose. Vogliamo continuare a farlo certamente fino al prossimo settembre e, poi, ancora più in là. Quindi, non è la "puzza delle salamelle". E' una questione seria! Si chiamano "politiche integrate di sicurezza". Infine, nell'ultimo anno abbiamo assistito ad un esodo biblico, verso tutta l'Europa meridionale, di popolazione romena, di cui solo una parte è di etnia Rom. Una parte, come abbiamo avuto modo di discutere molte volte, è invece di cittadini romeni spinti qui dalla miseria. Sono due cose diverse e vanno studiati interventi diversi. Quindi, la logica dello sgombero, senza una politica, non ha senso, perché serve a spostare il problema. Quello che si sta cercando di imbastire è, appunto, una politica. Vorrei far notare che, nonostante questo esodo biblico, grazie ad interventi di integrazione, di assistenza, di controllo - anche di controllo contro gli eventuali episodi di xenofobia, perché anche quelli vanno controllati! -, se non altro, i numeri di presenze, non solo di Rom, ma anche di cittadini romeni, che non svolgono attività illegali - sovente fanno lavori irregolari e sovente stanno nei campi dove, invece, succedono anche cose che vanno represse e controllate - qui da noi non sono significativamente aumentati. A me pare, comunque, un risultato apprezzabile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Nonostante mi avesse detto due minuti, ne ha parlato per cinque; so che è difficile interrompersi quando si è presi, se ci si sente molto stimolati, ma a questo punto mi risulterà sempre più difficile chiedere ai Colleghi di rispettare il tempo. La parola al Consigliere Angeleri, al quale ricordo che ha 7 minuti a disposizione, quindi credo che avrà modo di sbizzarrirsi. ANGELERI Antonello Magari, anche tre minuti in più. Al di là delle battute, Presidente, cercherò di rimanere nel tempo a mia disposizione, per essere rispettoso delle regole di questo Consiglio. Invece, vorrei dire qualcosa sulla sicurezza con la quale il Sindaco, anche recentemente, ha rilasciato alcune dichiarazioni proprio su questo tema: secondo lui, in città non esisterebbe praticamente alcun pericolo, sia rispetto alla sicurezza, sia, soprattutto, rispetto a quanto ha detto oggi, relativamente al fatto che Torino possa sembrare una città insicura, semplicemente per un fenomeno basato più sulla percezione (sicuramente, in parte lo è) che non sulla realtà. Invece, vorrei sottoporre alla sua attenzione alcuni dati - non lo faccio assolutamente per polemizzare, anzi, poi cercherò di spiegare il motivo per cui la penso diversamente -, che palesano una situazione completamente diversa. Oggi, come il Sindaco sa bene, Torino è al terzo posto per borseggi e scippi (786 reati compiuti ogni 100.000 abitanti, esattamente il 64% in più rispetto al 2005), seguita da Milano, mentre Napoli è addirittura decima. Ho citato Napoli, perché lei, in una famosa battuta in Aula, aveva detto: "Torino non è come Napoli!". Per quanto riguarda le rapine, scendiamo dal podio (ma proprio per un pelo, perché potremmo tranquillamente essere quasi al terzo posto) e siamo al quarto posto, in Italia, con ben 148 reati ogni 100.000 abitanti, con un aumento del 16% rispetto al 2005; poi, invece, esistono casi di altre Città, ad esempio, Biella (per citarne una piemontese), la quale è settantesima, dunque, ha diminuito l'incidenza di questi reati del 10%. Siccome ride e vorrei che ridesse un po' meno, ci tengo a sottolineare che, prima di noi, ci sono solamente Napoli - cito sempre Napoli -, Caserta e Catania; Milano è sempre dopo, come pure Roma, e Palermo è addirittura ancora molto dopo! Per quanto riguarda i furti nelle abitazioni, Torino è sempre ai primi posti, ai vertici della classifica, perché è quattordicesima in Italia, con 356 reati ogni 100.000 abitanti, con un aumento - lo dico, per raffrontare la percentuale di aumento di questi reati - del 30% rispetto al 2005. Infine, per quanto concerne gli omicidi, nel 2006 ne sono stati registrati 18, cosicché Torino si classifica intorno al quarantanovesimo posto. Sottolineo che quelli succitati sono dati ISTAT, che abbiamo recuperato, ovviamente, dalle pubblicazioni, e che ritengo debbano far pensare. Oggi, peraltro, abbiamo avuto una richiesta di comunicazioni, in ordine "alle misure adottate dall'Amministrazione per cercare di governare la presenza dei nomadi". Ho citato testualmente, perché non vorrei che il mio intervento fosse compreso male, in quanto noi non abbiamo assolutamente niente contro i rumeni che vengono qui e, come povera gente, cercano d'inserirsi, in qualche modo; anzi, siamo a favore di un intervento d'aiuto a questa popolazione, mentre abbiamo qualcosa da dire, forse, nei confronti dei nomadi. Poi, a proposito della questione dei rumeni, vorrei ricordare all'Assessore Curti (mi pare che la materia sia di sua competenza) che l'Associazione rumena Fratia aveva fatto domanda per ottenere una struttura del Comune (nella quale, attualmente, vi sono ancora gli squatter) e che lei, rispondendo ad una nostra interpellanza, aveva assicurato una risposta alla medesima associazione (sappiamo bene quanti rumeni vi siano a Torino) entro il mese di ottobre, ma siamo già a novembre e non è arrivata ancora alcuna risposta, mentre ormai da anni gli squatter albergano nell'asilo sito in Lungo Dora Napoli; perciò, vorremmo sapere se, in qualche modo, la risposta fornita ufficialmente in Aula sarà rispettata. Ho tenuto a precisarlo, perché l'Assessore Borgogno ha detto: "Voi siete razzisti, mentre noi siamo attenti alle esigenze di chi arriva in questa città". Se, poi, concretizzassimo un po' di più le cose che affermiamo, sarebbe anche meglio! Ritornando al tema dei nomadi, vorrei citare due cose, riferite oggi dal Sindaco, che mi sono appuntato, e che, forse, sono state già riprese da altri Colleghi: "Sapete che c'è la possibilità, davvero molto prossima, che in questa città vi sia un nuovo campo nomadi?". "Esiste un'ipotesi reale che, in questa città, vi siano uno o più campi di transito". Ebbene, è dal 1975 che questa città, attraverso una scelta dell'allora Sindaco Diego Novelli, ha avuto una particolare attenzione nei confronti dei nomadi - che reputo eccessiva - e, in questo momento, si vuole insistere, proprio mentre la città è in grandi difficoltà riguardo all'integrazione, con queste due specifiche che lei ci ha dato, secondo le quali apriremo ancora ai nomadi e saremo attenti a queste popolazioni. Nessuno, signor Sindaco, vuole andare contro coloro i quali siano meno fortunati di noi; però, abbia pazienza, mi sembra che, in questo Paese, non esista solamente la città di Torino! Inoltre, poiché già brilliamo per eccellenza rispetto ai dati cui ho accennato prima, non ci spiacerebbe affatto se non brillassimo per eccellenza pure sulla questione dei nomadi e se, per una volta, non ci classificassimo ai primi posti; quindi, non potremo che ringraziare il Sindaco, se sarà possibile aprire un dibattito per stabilire l'opportunità o meno di concedere loro ulteriore spazio. Dovremmo essere maggiormente attenti, al riguardo, perché mi sembra che, in questa città, diventi lecito tutto ciò che è abusivo. Perciò, non mi sembra opportuno continuare a dire: "Venite, gente, venite in questa città, perché tanto ospitiamo tutti e non badiamo a ciò che fate". Un ulteriore aspetto che mi preoccupa è che, in Italia, non vi è un dibattito aperto sulla certezza della pena, quindi, non essendovi certezza della pena, si corre il rischio che questo Paese diventi il ricettacolo di chicchessia. La mia preoccupazione è che questa Città, all'interno del nostro Paese, si apra ulteriormente senza stabilire regole precise, mettendo a rischio e a dura prova la resistenza e la pazienza dei cittadini torinesi, i quali hanno bisogno - questo sì - di maggiore sicurezza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Ascoltando il suo intervento, signor Sindaco, ho avuto la sensazione di essere particolarmente sfortunato, perché, oltre a leggere le statistiche già citate dal Consigliere Angeleri, talvolta ci capita di parlare con i cittadini torinesi, quindi, le assicuro che non capirebbero quanto ha detto stasera, in Aula. Non la capirebbero, signor Sindaco, perché le sensazioni che loro provano e che ci comunicano sono completamente diverse da quelle da lei sostenute. Esistono cittadini torinesi, in interi quartieri, i quali hanno paura di uscire non appena diventa buio e, se proprio devono farlo, non escono mai da soli, anzi, si fanno accompagnare; se, poi, sono di sesso femminile, si fanno magari accompagnare anche da un uomo! Allora, signor Sindaco, a queste persone noi non sapremmo che cosa dire dopo averla ascoltata, perché dovremmo cercare di convincerle che le sensazioni sono errate, che possono tranquillamente e serenamente camminare in Barriera di Milano, o a Mirafiori Sud, a qualsiasi ora del giorno e della notte! Questo sappiamo - e anche lei, anche se non vuole ammetterlo, lo sa - non essere vero. Probabilmente, la motivazione di questo sta nel fatto che le vostre attività di contrasto non hanno lo scopo di garantire la sicurezza nella città, in maniera definitiva. Non sono soluzioni strutturali, come si dice normalmente, ma soluzioni tampone, provvisorie, sono dei tappabuchi. Se così non fosse, non come è già stato detto, non si risolverebbe il problema dell'eliminazione di un campo nomadi abusivo, proponendo di istituire campi nomadi di transito! È evidente che, in questo modo, i Rom si spostano e basta, ma, d'altra parte, questo è già stato anche confermato dal Sindaco stesso il quale ha detto che, addirittura, i nomadi sfollati dal campo abusivo di Strada del Portone si sono parzialmente ricollocati negli interstizi della città. Saperlo, ammetterlo ed accettarlo mi sembra sia una colpa grave da parte del Sindaco e di questa Amministrazione. Nello stesso tempo, voglio citare, per esempio, il discorso delle tanto paventate narcosale. Ma veramente si pensa di combattere il racket - per rispondere al Consigliere Gallo Domenico- dello spaccio della droga, dando la possibilità ai tossicodipendenti, di acquistare la droga fuori, quindi dagli spacciatori, quindi, non ostacolando l'esercizio di questa pratica illegale e dare, invece, un luogo dove poter consumare gli stupefacenti in sicurezza e in assistenza sanitaria, ovviamente il tutto a spese della comunità? Questo provvedimento, Consigliere Gallo, favorisce veramente lo smantellamento del racket e dello spaccio della droga? Non mi sembra. Questo è soltanto un esempio per far capire come, evidentemente, per questa maggioranza e per la sinistra, in generale, rimuovere il problema della sicurezza in maniera definitiva sul territorio torinese, non sia, sicuramente, una priorità - mi rivolgo anche all'Assessore che questa mattina, in occasione del 216° anniversario della costituzione del Corpo dei Vigili Urbani, ci ha magnificato la loro attività. Non ho nulla da eccepire su questo. I vigili, l'ho sempre detto, sanno fare il loro mestiere, ma fanno anche ciò che viene detto loro di fare, rispettano le direttive che vengono loro impartite dalle Amministrazioni e dai Comandanti. Ebbene, se invece di mandare in giro vigili a fare le multe per le tende che non sono di colore, o di materiale adeguato, mandassimo quegli stessi vigili a presidiare, in particolare, quelle zone della città dove sono maggiormente presenti fenomeni di delinquenza che aumentano la percezione - uso lo stesso termine del Sindaco - di insicurezza da parte dei cittadini, probabilmente, dimostreremmo di avere a cuore l'ordine della città e cancelleremmo anche il dubbio della volontà di far cassa di parte di questa Amministrazione, utilizzando, strumentalmente, i vigili urbani. Parliamo di accoglienza, intesa come strumento per combattere la sicurezza! L'accoglienza non possiamo interpretarla, oggi, in maniera definitiva. Non possiamo pensare di accogliere in modo permanente sul territorio comunale, tutti questi Rom e questi extracomunitari entrati in Italia illegalmente, perché all'interno di un uovo, oltre a quanto ci sta, non sta null'altro e non possiamo accogliere persone alle quali non siamo in grado di assicurare un'assistenza sociale e sanitaria, persone alle quali non siamo in grado di garantire una casa e che non siamo sicuri troveranno un lavoro. Non possiamo accoglierle in maniera definitiva! Allora, parliamo di carità cristiana! Se parliamo in questi termini, la disponibilità è totale e, sicuramente, nessuno qui dentro, si sottrarrebbe dal prestare assistenza umana a questi extracomunitari che, purtroppo, vengono in Italia e non sanno che cosa fare e come vivere. In questo senso, noi avremmo la disponibilità a dialogare. Se parliamo, invece, di accoglienza in termini definitivi, la risposta è negativa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Forse, essendo un po' fuori dal coro, posso dire che questa sera mi sento parecchio sconcertato. Ieri sera ho assistito, per caso, ad un dibattito sui fatti di ieri, molto gravi, sia quello della mattinata, che quello della sera - non sto a ricordarli, sono fatti che conosciamo tutti. C'era un dibattito sul TG1 con questo vivace neo-direttore che ha già, direi, come Oscar, il fatto che sia riuscito - lo dice lui - a rimanere due volte quanto è rimasto Enzo Biagi, direttore del TG1. È un direttore vivace che, quasi commuove quando interviene. Ho assistito ad un dibattito sui problemi della violenza negli stadi ..(INTERVENTI FUORI MICROFONO)... Sì, sì, ricordo come si chiama: Gianni Riotta - è stato anche vicedirettore qui a Torino del quotidiano La Stampa. Dicevo che ho assistito ad un dibattito al quale erano presenti il Ministro Meandri e l'ex Commissario del CONI. Si è parlato della violenza negli stadi e mi sono accorto - temo che anche noi, oggi, faremo questa fine - che, di fatto, ci stiamo parlando solo addosso. Forse sbagliamo a chiedere le comunicazioni, signor Sindaco (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei sbaglia, se mi permette, insieme ai suoi Assessori, non a darle, ma a dire: "Va tutto bene. Vogliamo continuare". Non voglio mettere in dubbio il suo sforzo e lo sforzo degli Assessori Borgogno e Borgione, ma che non vada tutto bene, penso sia di fronte agli occhi di tutti! Altresì, non ho l'ipocrisia di dire che ho la ricetta in mano, dico però: cerchiamo tutti di trovare una soluzione e, come direbbe lei, "Esageruma nen" nel dire che abbiamo risolto tutto, perché così non è. Voglio anche dirle (lo dico anche al collega Gallo Domenico e -adesso non c'è - al Consigliere Giorgis) che, se andiamo sul piano della spettacolarizzazione (INTERVENTI FUORI MICROFONO)... No, il Consigliere Carossa stava male sul serio, quindi la prego di non scherzare. Ah, scusi. Siccome abbiamo avuto ai Capigruppo un battibecco... Mi spiace e gli faccio gli auguri. Stavo dicendo del Consigliere Carossa... Se però la mettiamo sul piano della politicizzazione, asserisco, con gran chiarezza, che questo problema della sicurezza, durante le Giunte precedenti, sembrava non toccasse il centro-sinistra. Pareva riguardasse soltanto l'opposizione e sembravamo noi, o sembravano i Colleghi che mi hanno preceduto in quest'Aula, persone che volessero creare quello di cui parlava prima l'Assessore Borgogno, quel clima di ulteriore sensibilizzazione e di percezione psicologica dell'insicurezza. Comunque, vi siete accorti anche voi, voglio dirlo, tardivamente, che c'è un problema di sicurezza. Il fatto più eclatante lo ha compiuto il vostro Segretario nazionale, perché la vicenda Reggiani, se vogliamo dircela tutta, è gravissima. Ne sono capitate altrimenti e altrettante in questo Paese. In quel giorno, è stato pugnalato da un italiano, un altro italiano. Questa vicenda ha avuto una certa rilevanza perché a Veltroni faceva comodo, quel giorno, mostrare che l'agenda dei lavori del Consiglio dei Ministri la dettava lui e non Prodi. Questa è la realtà! Una vicenda gravissima è stata montata politicamente ed ha prodotto un decreto che è stato stemperato con il tempo. Avanti tutta! Veltroni, il Consiglio dei Ministri che si è riunito, Prodi, avanti tutta e adesso ci troveremo un decreto che non corrisponde alle volontà che erano emerse! Vi pregherei, quindi, di non andare sul piano della politicizzazione e dello spettacolo, perché, se accusate noi di praticare quella strada, voi siete altrettanto capaci di strumentalizzare portando la questione sul piano politico. Vogliamo evitarlo? Sindaco, lei sa benissimo che il Patto della sicurezza non è stato rispettato appieno dal Governo ed una volta, parlando dell'esposizione del 2015, lei disse che, a fronte della sua appartenenza politica, avrebbe privilegiato il suo ruolo di Sindaco. Allora, le chiedo per quale ragione non batta i pugni nei confronti di questo Governo, di questo Presidente del Consiglio e di questo Ministro (che ieri, tra l'altro, hanno fatto una brutta figura nel gestire quanto è accaduto) per questa Città? Concordo sul fatto che ci debba essere un metodo torinese, ma ritengo anche che lei debba dire a questo Governo che non possiamo essere la Cenerentola d'Italia, perché il Governo si è comportato diversamente nei confronti di altre Città! Non le dico questo perché c'è questo Governo (che secondo me dovrebbe andare a casa al più presto e forse lo farà a metà settimana); glielo direi anche se ci fosse un Governo del mio colore politico, perché dobbiamo smetterla di essere silenziosi e di subire una mancata attenzione. Nell'ultimo Tavolo sulla sicurezza avevo già portato alla vostra attenzione quanto sostenuto dai Sindacati (e non da noi), quando tutti i Sindacati di Polizia sostengono che mancano uomini, auto e che la dotazione stabilita dal Viceministro Minniti non è stata rispettata, non potete risponderci che i Sindacati non hanno la sensazione della realtà; non stiamo parlando solo del SAP, ma lo sostiene anche il SIULP! Sindaco, data la sua storia, dovrebbe avere un'attenzione particolare nei confronti del Sindacato, che non è sempre portatore di verità, però mi pare che chi è portatore dell'esperienza di chi lavora sulla strada ogni giorno possa e debba essere ascoltato. Le chiedo di avere il coraggio di dire al Governo come stanno le cose. Secondo me, non è nel suo carattere subire questa disattenzione da parte del Governo; inoltre, penso che il cambio del Prefetto (senza nulla eccepire al Prefetto precedente) possa essere un'occasione per dire al Governo che deve prestare più attenzione alla Città di Torino. Perché questa timidezza nell'affrontare, Consigliere Gallo, non dei piccoli problemi (lavavetri e parcheggiatori), a fronte della grande criminalità? C'è una grande differenza che a lei non sfuggirà: la grande criminalità non la possiamo combattere con nessun atto amministrativo, ma possiamo solo condannarla e manifestare solidarietà alle forze dell'ordine nei Consigli Comunali, mentre sulla microcriminalità, a partire dai parcheggiatori, ci potrebbe essere un'opera più incisiva. Lei dice di non voler essere lo sceriffo, e sono d'accordo (per una sera lo è stato negli Stati Uniti), ma perché non seguire l'esempio di Domenici, che aveva l'emergenza dei lavavetri? Qui c'è l'emergenza dei parcheggiatori, che in parte è stata risolta, perché è vero quanto ha detto prima il Consigliere Ghiglia, nel senso che è stato un provvedimento tampone che in parte ha risolto il problema. Ritengo, quindi, che con maggiore determinazione si possa avere più coraggio, perché con un'ordinanza che sia veramente efficace, probabilmente, come è avvenuto a Firenze, non ci sarebbe nemmeno bisogno di intervenire, perché dopo l'ordinanza di Domenici i lavavetri sono fuggiti dalla città. Spesso, queste ordinanze hanno quello che lei chiama, in senso positivo, l'effetto psicologico, oltre ad avere un effetto operativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Ci troviamo a dibattere sul tema sicurezza all'indomani di un fatto che solo in parte è stato ricordato: l'aggressione di un anziano nel quartiere Santa Rita e che non intendo minimizzare. È importante non sottovalutare la domanda di sicurezza, che viene più spesso dalle persone che si sentono più deboli, come gli anziani e le donne, e dai quartieri in cui la convivenza è più complessa, come le periferie. Mi spiace che il Sindaco non sia presente in questo momento, perché ho apprezzato il suo intervento, che mi è sembrato diverso rispetto alle sue dichiarazioni che oggi abbiamo letto sui giornali e penso sia importante che sia responsabilità della politica (ed io aggiungerei "di sinistra"), perché è vero che non bisogna strumentalizzare il tema sicurezza, in quanto i problemi non sono né di destra, né di sinistra, ma, come molti mi insegnano, le soluzioni possono esserlo. Credo che non si debba contribuire ad alimentare un clima che Rodotà, qualche giorno fa, su "La Repubblica" ha definito pericoloso. Da anni, troppi anni, siamo prigionieri di un uso congiunturale delle Istituzioni. Questo è un elemento su cui meditare, che porta ad adottare misure che rispondono ad emozioni o ad interessi di breve periodo più che alle realtà dei problemi da affrontare. Non si tratta di barricarsi nel fortino di una sinistra buonista, poiché fortunatamente in questi giorni possiamo leggere opinioni che non credo si debbano ascrivere alla sinistra radicale e che, invece, sentono l'esigenza di ribadire i confini di uno Stato di diritto e non di polizia. Domenica scorsa, penso molti Colleghi abbiano letto l'articolo di Barbara Spinelli su "La Stampa", nel quale si parlava dell'Europa e del tabù dei Rom; Michele Ainis nel suo articolo sottolineava che un rumeno non è tutti i rumeni e come il razzismo stia lentamente permeando la nostra cultura. Vorrei ricordare che nel 2006 la Commissione Europea contro il razzismo e l'intolleranza ha messo l'Italia all'indice e altrettanto ha fatto il rapporto Amnesty 2007. In questo clima, la politica ha la grande responsabilità di non sottovalutare la percezione di insicurezza, però non deve contribuire ad accrescerla con provvedimenti di urgenza; serve, quindi, una strategia integrata fatta di cooperazione internazionale, legalità, certezza della pena, efficienza degli apparati di sicurezza e misure per l'integrazione di politica delle Città. Dalle Città bisogna partire (o, meglio, continuare) e credo che ciò che è stato detto dal Sindaco e dall'Assessore Borgogno riporti l'idea di un lavoro continuativo nel tempo, fatto dall'esigenza di coniugare legalità e solidarietà. Quindi, non si tratta di avere il Sindaco più "molle" tra tutti i Sindaci, come diceva il Consigliere Ghiglia, ma di aver sentito un Sindaco che fortunatamente ha detto delle parole di sinistra sul tema sicurezza. In questo senso, credo che vada l'allestimento dei campi di transito per dare una risposta anche a situazioni che ormai stanno diventando difficili nelle periferie e penso che si debbano elaborare delle politiche che, innanzitutto, abbiano una dimensione metropolitana, così come ha detto il Sindaco e così come credo che dobbiamo procedere. Vorrei chiudere, riportando, però, una questione alla quale solo in parte ha accennato prima il Consigliere Lonero: molto spesso si parla di sicurezza, però se ne parla in modo asessuato. Invece, dobbiamo anche ragionare sul fatto che molto spesso - purtroppo, la tragedia di Tor di Quinto ce lo ricorda - si tratta di atti di violenza contro le donne, perpetrati da sconosciuti o più spesso da persone conosciute e questa è una vera emergenza che il Governo italiano dovrebbe affrontare con maggiore decisione. Approfittando dell'avvicinarsi del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne, ricordo che la maggior parte delle violenze avviene in casa o per mano di un uomo conosciuto e che nei primi sei mesi dell'anno in Italia sono state uccise 57 donne: questa è una vera emergenza di cui, francamente, mi sembra che si parli sempre poco! La violenza contro le donne esige una presa di coscienza pubblica, non può essere strumentalizzata addebitandola alla presenza degli stranieri in Italia. A Torino abbiamo il coordinamento cittadino contro la violenza alle donne, che ha messo insieme diversi soggetti che vi stanno lavorando; forse, sarebbe opportuno che queste attività fossero maggiormente conosciute e sostenute, così come auspico che vi sia una rapida approvazione della legge nazionale contro la violenza alle donne e anche della legge regionale di iniziativa popolare per l'istituzione di centri antiviolenza con case segrete. Quindi, lasciamo perciò quelli che chiamo provvedimenti bandiera, che possono essere anche dannosi, così come dichiarazioni che alimentano l'intolleranza, e lavoriamo su progetti veri, così come appunto è stato testimoniato dal Sindaco e dall'Assessore Borgogno. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Porcino. PORCINO Gaetano Non so se, in alcune occasioni, ho perso il filo del discorso, perché ho avuto l'impressione, a tratti, di non capire di cosa stiamo parlando. Ritengo, forse un po' per mestiere, che quando si parla di sicurezza bisogna essere seri. Spesso, il dibattito si è svolto come una contrapposizione di due schieramenti per stabilire chi è più bravo tra i due schieramenti. Non voglio fare una difesa strenua del nostro Sindaco, perché il nostro Sindaco si difende da solo, né voglio fare una difesa del Governo, però se il Sindaco è il più "molle" d'Italia (anche se questa discussione non mi appassiona); in contrapposizione, chi è il Sindaco forte? Il Sindaco di Reggio Calabria, che è di Alleanza Nazionale, o il Sindaco Moratti? Avete parlato di lavavetri e vi accanite a parlare di posteggiatori; pure questi argomenti fanno parte dell'ordine pubblico e della percezione della sicurezza, però vorrei ricordare (e nessuno lo ricorda) che questo Governo ha fatto arrestare Provenzano, De Piccolo e i più grossi latitanti al livello internazionale. Pure questo è è un problema di sicurezza! Ma veniamo ai lavavetri di Torino e ai posteggiatori. Il nostro Sindaco non riesce, chissà perché, a far arrestare o a cacciare via tutti i posteggiatori che ci sono alle Molinette, uno dei più grossi ospedali d'Europa. Ma, avendo vissuto per dieci anni a Milano, vi posso garantire che neanche la Moratti caccia i posteggiatori che sono davanti al Niguarda! E vi posso garantire che alle dieci di sera la gente ha più paura in metropolitana a Milano che non a passeggiare a Porta Palazzo a Torino! Se la sera vi ritrovate a passeggiare per le vie di Reggio Calabria, che può vantare il più bel lungomare d'Europa (lo dico perché sono reggino; tra l'altro, conosco bene il Sindaco di Reggio Calabria e lo stimo personalmente: è persona di destra, di cui si vanta tanto Fini), all'una di notte vi accorgerete che nessuno vi tocca, nessuno vi scippa, non ci sono i lavavetri, ma Reggio Calabria è la capitale mondiale della 'ndrangheta, del traffico di armi, di stupefacenti, di prostitute! Mi chiedo come mai il vostro Sindaco non intervenga per debellare questo fenomeno! Lì nessun Consigliere presenta un'interpellanza chiedendo come mai la criminalità non venga debellata in quella città. Quando il Consigliere Ghiglia (sono arrivato a Torino nel 2001 e sono del mestiere) riferisce alcuni dati per colpire la suscettibilità e la sensibilità dell'opinione pubblica, è troppo facile parlare dell'uomo che ha perso la mano o del vecchietto che è stato bastonato. Ma se il Consigliere Ghiglia vuole che io riferisca i dati sulla criminalità, dal 2001 al 2005, forniti dall'Osservatorio della criminalità, forse, facendo una comparazione tra il 2001 e il 2005 (nonostante i loro manifesti sull'operato del Governo Amato), penso che non ci sia tanto da vantarsi. Poi, si vantano della Bossi-Fini! Qualcuno la Bossi-Fini l'ha fatta a tavolino stando al Governo, mentre altri (come il Prefetto, che sta lasciando l'incarico) la devono applicare sul territorio. La Bossi-Fini ha provocato tanti scempi, tra cui le sdraio alle 4 di notte davanti agli uffici postali per essere i primi all'ora di apertura, e poter entrare nei famosi flussi di quote per il permesso di soggiorno ed avere la possibilità di lavorare in Italia. Questa è una vergogna nazionale! Sapendo che, dal punto di vista legale, quelle persone che facevano la fila erano clandestini, quindi fuorilegge! Tutto è perfettibile e il nostro Sindaco sicuramente non ha l'ambizione di dire di essere il miglior Sindaco del mondo; il nostro Governo magari non fa cose supreme, per cui tutto è migliorabile, però vorrei dire agli amici di destra, o di centrodestra: se avete le ricette della sicurezza perfetta, datele al Sindaco e anche a me per la Prefettura, perché noi le applichiamo subito! Vi è uno studio sulla percezione di sicurezza, di cui parlava il Consigliere Ghiglia (ma anche sulla percezione della insicurezza), causata da una serie di fattori, che non sono ne i lavavetri e neanche i posteggiatori. Penso che la sicurezza dipenda dal sistema giudiziario e da tutta una serie di fattori che voi conoscete meglio di me. Forse, è vero che questo Governo ha fatto approvare leggi per svuotare le carceri (vedi la legge sul condono, che comunque non è stata votata solo dalla maggioranza), ma il Governo precedente aveva approvato leggi per evitare che qualcuno entrasse in carcere (vedi il falso in bilancio); fate una riflessione anche su questo aspetto! COPPOLA Michele (Vicepresidente) Vorrei ringraziare il Consigliere Porcino, anche perché ha ricordato una cosa che non credevo fosse accaduta e cioè che l'arresto del signor Provenzano sia avvenuto sotto il Governo Prodi. Ricordo, invece, che sia avvenuto pochi giorni dopo le elezioni e prima ancora che l'attuale Governo ottenesse la fiducia in Parlamento, ma evidentemente la memoria non era così fortemente radicata! La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo La richiesta di comunicazione sulla sicurezza un po' mi ha stupito, perché forse si dimentica la storia di Torino e le politiche che sono state fatte in questa città. Voglio ricordare che a Torino, grazie a queste politiche, è nato un concetto nuovo che è imitato e preso ad esempio in tutta Europa: quello della sicurezza integrata. Questo concetto presuppone che l'azione di prevenzione e repressione di reati, che ogni tanto viene reclamata (e questa volta viene reclamata verso un intero popolo), non si esaurisca nel solo "tintinnare di manette" che ogni volta consegue alle azioni della Polizia, ma ci debba essere una politica che vada ad intersecare una serie di azioni, di interventi pubblici che coinvolgano Servizi Sociali, Urbanistica, Istruzione e Viabilità. Abbiamo avuto due progetti importanti qui a Torino: il progetto periferie e le politiche per gli immigrati e i nomadi. Sono politiche andate in questo senso. Il progetto The Gate per Porta Palazzo e le azioni di sviluppo locale a San Salvario testimoniano dell'approccio diverso che a Torino si è fatto su questo tema; cioè, si è cercato di evitare, signor Sindaco, che queste aree della città diventassero immense e criminogene discariche sociali. Ve lo ricordate cos'era San Salvario nel 1994? Poi, lasciatemi dire che il concetto di sicurezza non coincide esattamente con l'immigrazione. La tesi che equipara immigrazione e delinquenza è un pregiudizio infondato; se qualcuno, anziché ragliare al vento, andasse a guardare i dati del Ministero dell'Interno pubblicati il 30 aprile del 2006, scoprirebbe che gli stranieri regolari (di questi stiamo parlando) delinquono meno degli italiani! Oggi in Italia ci sono più o meno 3 milioni di extracomunitari regolari, il 5% della popolazione: 300 mila di questi vivono in Piemonte, 100 mila circa, forse 90 mila, a Torino. Ma gli stranieri regolari denunciati nel 2006 sono il 6% del totale, quindi, su 3 milioni di stranieri regolari, solo il 2% delinque. Questo vuol dire che se ci sono le condizioni giuridiche, sociali e politiche, l'immigrazione tende all'integrazione e presenta in generale un basso tasso criminale. Esiste il problema dei clandestini, a cui va attribuita la maggior parte dei reati, ma è anche vero che in Italia esiste la legge Bossi-Fini che è fallita sull'immigrazione perché non è riuscita a governare il fenomeno migratorio, ma lo ha aggravato, favorendo l'esposizione degli irregolari ad un alto rischio di illegalità e criminalità. Ma voglio anche dire che molti di questi stranieri, che entrano regolarmente, grazie alla Bossi-Fini poi cadono nell'irregolarità, nella clandestinità, quindi il problema non è quello di reclamare leggi eccezionali, ma è quello di garantire il controllo del territorio da parte delle forze di Polizia che dispongono già di un elevatissimo numero di operatori: 508 su 100 mila abitanti, la più grossa percentuale in Europa. Quindi, bisogna creare un rapporto di fiducia con gli operatori di Polizia in modo da premiare ed attivare comportamenti virtuosi dei cittadini. Nessuno l'ha detto, ma il Rom di Roma, il cittadino Rom di Roma è stato arrestato grazie alla denuncia di un'altra cittadina Rom. Quindi vuol dire che la repressione dei reati consegue anche alla... COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Cugusi, arrivi al dunque, per favore. CUGUSI Vincenzo Dicevo che, oltre alla repressione e alla prevenzione, servono la certezza della pena e la rapidità dei processi, distinguendo, però, tra responsabilità individuale e responsabilità collettiva, perché si deve impedire che la lotta alla delinquenza diventi la persecuzione del disagio sociale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Silvestrini, che dispone di sette minuti. La Presidenza è stata tollerante con il Consigliere Cugusi, perché anche la Giunta aveva ecceduto nel tempo a disposizione, così come altri Consiglieri. Mi sembrava inopportuno, quindi, essere rigido e severo con lui, che interviene poche volte in Sala Rossa, così come sarebbe stato brutto sacrificare, questa volta, il suo intervento. La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Vorrei esprimere alcuni concetti, in attesa dell'arrivo del nostro Capogruppo, che so aver preparato un intervento. Non avendo invece io preparato nulla, mi limiterò a dire alcune cose su cui da tempo rifletto. In particolare, vorrei soffermarmi su una questione sollevata dal Sindaco, su cui, ogni volta, torniamo a riflettere: la questione della percezione. Vorrei approfondire la questione della percezione dell'insicurezza. La percezione è una questione soggettiva, una questione di soggettività. Che cos'é la soggettività? È il vissuto delle persone, che, essendo soggettivo, si colora in maniera diversa, a seconda dei significati che le persone danno alle cose che vivono e alla loro vita quotidiana di cittadini, di persone che vivono in una città. Che cosa significa? Significa che la soggettività degli individui - uomini e donne - di questa città è diventata una soggettività - o, comunque, tende a diventarlo - in cui la paura ha un peso forte, così come l'aggressività e l'ostilità manifesta nei confronti delle altre persone. Per mestiere, ho consuetudine con i manuali scolastici di scienze sociali: sembra che tutto ciò che le scienze sociali hanno studiato sulle emozioni, sugli stereotipi, sui pregiudizi e sulle discriminazioni (aspetti studiati con il fine di liberare le persone dal malessere che comportano) siano stati studiati da chi ne fa un uso politico al preciso scopo non di superare quei problemi, ma di crearli, perché si sa quanto gli esseri umani, essendo intelligenti, siano influenzabili e quanto siano estremamente influenzabili da tutti i discorsi "alla pancia" fatti dai politici che pretendono di ascoltarli, quando invece sollecitano maggiormente un clima di intolleranza, ostilità e odio. Credo che si tratti di un dato davvero preoccupante per la nostra città: sono, infatti, convinta che infici il clima di libera e civile convivenza. Oltre tutto, provengo da una cultura politica molto legata al movimento femminista, nella quale, nell'ambito delle relazioni tra le persone, si vuole cucire relazioni, non creare rotture e fratture come quelle che vengono create dal manipolare pubblicamente l'insicurezza tra le persone. Per me questo è molto importante: il pensiero e la pratica politica delle donne sono sempre andati nella direzione di cucire le relazioni, non in quella di romperle e fratturarle, come i discorsi pubblici fatti da numerose forze politiche che siedono in questo consesso. Ora, nelle linee programmatiche ci sono strumenti ed indicazioni che tendono a contrastare questa percezione di insicurezza attraverso azioni di ascolto dei cittadini. Credo che dobbiamo andare in questa direzione, oltre tutte le indicazioni che abbiamo ricevuto dai Colleghi della maggioranza (che non starò qui a ripetere), dai Consiglieri Cerutti, Giorgis, Cugusi, eccetera. Credo che dobbiamo realizzare quanto indicato nelle linee programmatiche, cioè avviare azioni di ascolto e di prossimità, in modo da essere vicini ai cittadini sul territorio, per raccogliere il loro disagio e per avviare azioni che li facciano sentire ascoltati e sostenuti. Anche perché, con questo costante gridare "al lupo, al lupo", alla fine, i pericoli veri, in qualche maniera, vengono sottovalutati o, comunque, non vengono affrontati. Per questo motivo, preannuncio che ho intenzione di procedere ad un breve giro di consultazioni, in IV Commissione, con le Circoscrizioni, dove chiederò che relazionino sugli interventi di tipo sociale attivati nelle Circoscrizioni stesse con i cittadini, sul funzionamento dei tavoli sulla sicurezza locali e delle azioni di ascolto dei cittadini sul territorio. Sono, infatti, assolutamente convinta che i cittadini abbiano bisogno di essere ascoltati e che sia necessario porre attenzione ai loro problemi concreti. Non credo che i cittadini abbiano bisogno di essere fomentati, né che la nostra città abbia bisogno di veder crescere l'ostilità e l'odio, che sono la creazione di un soggettività della paura, alla quale io, sinceramente, non intendo assolutamente associarmi, ritenendo un dovere civile che vada sviluppata, invece, una soggettività del coraggio. L'ultimo aspetto che vorrei trattare è il seguente: recentemente ho letto su una rassegna stampa, Asca news, che l'Italia è stata indicata dalla ACNUR come un Paese nel quale il giornalismo è troppo incline a favorire l'intolleranza, per cui si sta attuando un'azione nei nostri confronti. Si tratta di temi su cui possiamo lavorare e credo che sia questa la direzione verso cui dobbiamo procedere. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Sindaco per la replica. SINDACO La mia è una replica dovuta soprattutto ai Consiglieri di opposizione, perché naturalmente condivido lo spirito e la lettera di molti interventi di maggioranza. Se mi permettete, vorrei replicare con uno spirito particolare, dicendo che questi dibattiti servono se ognuno discute e replica quanto effettivamente viene detto e riportato. Diversamente, decidiamo di non fare più comunicazioni e le trasformiamo in una conferenza stampa collettiva, dove ognuno può esporre il proprio punto di vista, dopodiché i giornali valutano, e la questione è risolta. Dico questo, perché è inutile - e lo dimostrerò - che qualcuno esponga dati e politiche e poi queste siano scarsamente valutate: non serve né a noi, né a voi, perché le comunicazioni dovrebbero essere un momento di confronto. Provo a semplificare. Anzitutto vorrei replicare - ne ha già parlato il Consigliere Ghiglia, che stranamente non ha chiesto le mie dimissioni, forse per dimenticanza: ovviamente, la mia è una battuta - ai Consiglieri Lonero, Carossa ed anche ad altri. Vorrei che si partisse da ciò che ho detto: ho detto che è un problema di percezione. Non significa che è meno grave, significa che è più grave. Perché - come, tra l'altro, indirettamente ha riferito il Consigliere Porcino - laddove la situazione della criminalità è effettivamente tanto grave da condizionare nel profondo la vita di quelle comunità, la percezione è molto più bassa che da noi. Proprio per questo motivo è più grave, perché è un fenomeno che, muovendo da fatti che indubbiamente si verificano, condiziona, molto più diffusamente di quanto facciano i fatti stessi, la vita di tutta la comunità. Quindi è più grave, non è meno grave. Allora, discutiamo di questo aspetto. Perché se, invece, cominciate a dire che il Sindaco lo ritiene non grave, allora - ripeto - torniamo allo scenario che ho prospettato prima: si organizzi una conferenza stampa, dopodiché l'opinione pubblica giudicherà, sulla base di quanto scritto sui giornali. Tra l'altro, i dati citati dal Consigliere Angeleri dimostrano esattamente ciò che ho detto: come tutti i dati, infatti, sono basati sulle denunce, quindi non si stupisca il Consigliere se Napoli e Palermo vengono dopo di Torino, perché su certi fatti criminogeni il grado di fiducia nelle istituzioni, nella nostra città, è ancora più alto, per fortuna. Poi, quei dati si riferiscono ad un periodo incentrato esattamente sul "mitico" periodo olimpico, perché partono dall'estate 2005 ed arrivano a tutto il 2006; ancora ieri, su una nota rubrica torinese, era pubblicata una lettera, nella quale si chiedeva: "Come mai, nel periodo olimpico, andava tutto così bene, non c'era criminalità, mentre adesso c'è tutta questa criminalità?". Questa è la dimostrazione - a contrario, in questo caso - di quanto sia importante la percezione, cioè di come, in una situazione nella quale i dati dimostrano che certe attività criminogene erano crescenti, ciò non fosse assolutamente percepito e la gente vivesse la città di giorno e di notte, in centro come in periferia. Quindi, con il termine "percezione" intendo esattamente questo; spero sia chiaro e che, da domani, possiamo discutere di questo. Ripeto che esistono alcuni fatti, i quali alimentano una percezione, che li rende più gravi di quanto non lo sarebbero in se stessi. Il Consigliere Angeleri ha considerato il nostro messaggio ai nomadi come un invito a venire tutti a Torino, mentre abbiamo detto esattamente l'opposto: abbiamo un problema di campi regolari e di sovrappopolazione degli stessi, abbiamo posto il problema al Prefetto, in sede di riunione del Comitato per la Sicurezza... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, lei non mi capisce! Credo di essere abbastanza chiaro; l'hanno capito tutti! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, mi spiace dirlo: non mi capisce, oppure non vuole farlo. Abbia pazienza, ma io ho detto - l'hanno scritto anche i giornali, se non si fida di me - che abbiamo posto, al Prefetto uscente - e lo riproporremo -, l'esigenza di attrezzare l'area metropolitana e la provincia con un insieme di campi di transito ed anche regolari, altrimenti, senza questo, è inevitabile l'accentramento su Torino e, conseguentemente, l'ingovernabilità e l'ingestibilità della situazione. Quindi, discutiamo di questo! Vorrei darvi un nuovo spunto, che non conoscevo: in Francia, esiste una legge (che mi augurerei diventasse anche nostra e, forse, potrebbe essere una legge regionale), la quale prevede che ogni Comune sia dotato di un'area per il transito e la permanenza transitoria di persone nomadi; ebbene, credo che, se riuscissimo ad andare in una simile direzione, sarebbe più semplice, non dico azzerare il problema, poiché sarebbe impossibile, ma quantomeno gestirlo. Perciò, parliamo di questo; altrimenti, se il messaggio è "dite che vengono tutti a Torino", è inutile discutere: facciamo la conferenza stampa! Mi sembra di aver parlato chiaramente di uno sgombero graduale e, dunque, articolato, ossia uno sgombero che non proceda con la logica delle ruspe, dei cameraman, dei giornalisti, come il Consigliere Carossa ha rilevato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho detto "articolato": significa prevedere interventi di solidarietà, di sostegno ai casi sociali ed effettuare gli opportuni controlli di sicurezza, che, alla luce del decreto approvato dal Governo, possono portare all'espulsione di persone, le quali creino problemi all'ordine pubblico ed alla sicurezza del cittadino. Non dico che questo sia giusto e che si tratti di una strategia vincente, ma semplicemente che dovremmo discutere di questo. Invece, rivolgendomi al Consigliere Cantore, devo dire di aver apprezzato il fatto che si sia misurato, almeno per buona parte del suo intervento, con quello che avevo effettivamente detto. Sono d'accordo con lei, non sono trionfalista; ho parlato - cito testualmente - di ridurre le criticità, perché, in questa materia, l'unico obiettivo realistico di chi non voglia sollevare o creare polveroni è di ridurre le criticità, perciò rivendico questo tipo di metodo. Poi, Consigliere Cantore, relativamente al patto per la sicurezza, ricordo che ciò che manca, in termini di uomini, è dovuto al fatto che non si sia ancora attuata la parte dipendente dall'insediamento dei sistemi di videocontrollo sul sistema tangenziale e, quindi, dalla costituzione di questa task force (che ha un altro nome, ma in questo momento mi sfugge) della Polizia Stradale, composta di circa 50 uomini. Tenga conto che, nelle lamentele dei Sindacati (che non sottovaluto), non sono compresi - peraltro, non potrebbero - gli uomini in forza a Guardia di Finanza e Carabinieri, i quali, come ben sa, non hanno Sindacati e, quindi, non sono considerati nelle succitate lamentele e nelle denunce che, vere o parziali che siano, riguardano solo la Polizia. Infine, Consigliere Cantore, come ha detto anche l'Assessore Borgogno, l'ordinanza sui parcheggiatori abusivi l'abbiamo fatta meglio che a Firenze, per la semplice ragione che, a differenza di quest'ultima, non è revocabile e, come ha detto l'Assessore, non è finita in un cestino, bensì nelle mani degli operatori di sicurezza, per attuarla. Quindi, discutiamo di questo e, se notate che non funziona, chiedeteci conto del motivo per cui non funziona, ma non dite che non abbiamo fatto! Ho cercato di fare una replica il più possibile puntuale, perché vorrei che cercassimo di affermare lo spirito per il quale tali comunicazioni, specie su argomenti come questo, servano davvero al Consiglio Comunale per tenere sotto controllo e richiamare le attività della Giunta, ove queste non sortiscano gli effetti desiderati. Evitiamo che diventi semplicemente un parlarsi fra sordi o, peggio ancora, solamente una tribuna per cercare di rincorrere qualche pugno di voti in più, poiché ritengo che sarebbe illusorio per tutti, soprattutto per coloro i quali coltivassero simili illusioni. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Le comunicazioni del Sindaco sono terminate. |