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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc. 200706226/02, presentata in data 25 settembre 2007, avente per oggetto: "50E50 ovunque si decide. Sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare norme di democrazia paritaria per le assemblee elettive" COPPOLA Michele (Vicepresidente) E' stato presentato il seguente emendamento dai Consiglieri Centillo e Silvestrini: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Spero che questa proposta di ordine del giorno, che è già stata firmata da più di 20 Consiglieri Comunali, sia approvata. Questi sono giorni abbastanza difficili per il clima pubblico del Paese, sono giorni di tensione. L'approvazione di questa proposta di ordine del giorno, in qualche modo, guarda in direzione di una maggiore democratizzazione delle nostre istituzioni, attraverso la partecipazione femminile... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non si parla di cooptazione, Consigliere Olmeo, ma di pari opportunità nell'accesso alle cariche elettive. In questi giorni di faticoso clima di convivenza civile nel nostro Paese, l'approvazione di questa proposta di ordine del giorno avrebbe un significato positivo verso il futuro, perché vorrebbe dire guardare verso una democrazia più aperta e più ampia. Questo è uno dei motivi per cui chiedo ai Consiglieri Comunali di votare a favore di questa proposta di ordine del giorno che è stata già decisa in Commissione Pari Opportunità. Il Comune di Torino ha già approvato numerosi documenti che riguardano i principi di pari opportunità e di democrazia paritaria nell'accesso alle cariche elettive. Questa proposta di ordine del giorno intende sostenere la proposta di iniziativa popolare dell'Udi che chiede di rendere obbligatorio il vincolo del "50 e 50" di donne e di uomini nelle liste elettorali. Ci sono già orientamenti di numerosi partiti che vanno in questa direzione. Un simile provvedimento di legge non farebbe che sedimentare una pratica che è già stata avviata. Non voglio dilungarmi oltre. Voglio soltanto dire che un segnale positivo in questa direzione, a mio modo di vedere, sarebbe anche un segnale positivo di apertura e distensione del clima politico e pubblico estremamente difficile di questi giorni. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Voterò contro questa proposta di ordine del giorno e vorrei specificarne le motivazioni. Ritengo che l'attenzione del centro sinistra, in questa fase politica, vada sì posta alla problematica della tematica di genere nella rappresentanza politica, ma quando si tocca il tema della legge elettorale, avrei preferito vedere che si ponesse l'accento sulla questione della rappresentanza politica derivante dal voto. Oggi, leggendo il dispositivo di questa proposta di ordine del giorno, diamo per scontato di accettare la legge elettorale attualmente vigente per la designazione dei parlamentari nazionali di Camera e Senato, che è quella delle liste rigide e del metodo proporzionale su lista rigida. Credo che, se vogliamo uscire dall'ipocrisia che ruota inevitabilmente attorno a questo tema, il punto non sia tanto quello dell'alternanza uomo-donna nella lista rigida, ma nel fatto che la lista rigida, come sappiamo perfettamente tutti, deleghi a un ristretto gruppo di persone la designazione della rappresentanza parlamentare. Inoltre, voterò contro la proposta di ordine del giorno perché credo che questo, in qualche modo, danneggi la partecipazione politica delle donne. Ritengo che le donne debbano partecipare alla politica in parità di condizioni rispetto agli uomini e per avere l'autorevolezza derivante dal consenso popolare, la parità di condizione non si misura nel numero delle elette, ma nel fatto che tutte devono essere messe nelle stesse condizioni di partenza. Usciamo adesso dalla competizione delle primarie del Partito Democratico, dove una donna, Rosy Bindi, ha avuto il coraggio di sfidare altri due candidati uomini alla Segreteria Nazionale, senza reclamare per sé nessuna quota particolare. Credo che questo sia un grande segnale nella direzione, innanzitutto, della partecipazione delle donne alla politica. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Vorrei ribadire quanto già affermato dal Consigliere Silvestrini, primo firmatario dell'ordine del giorno. La nostra intenzione è dare un sostegno ad un atto che metta al centro la democrazia paritaria, cioè non la possibilità di essere elette comunque, ma che nella formazione delle liste si preveda il 50% di candidate donne e il 50% di candidati uomini. Questa proposta non è stata presentata per ottenere la certezza dell'elezione, ma unicamente una parità nella composizione delle liste. La nostra città dovrebbe riflettere sul fatto che, per quanto riguarda la presenza delle donne, questo Consiglio Comunale è quasi al minimo storico dalla sua istituzione nel dopoguerra. C'è stato un calo pesante rispetto all'elezione delle donne e anche la composizione delle liste ha influito in questo senso. Ovviamente, non basta pretendere di avere il 50% di candidature, o pensare che sia sufficiente riempire le liste con nomi femminili; bisogna fare altre azioni positive, ma questo rappresenta un primo elemento di democrazia paritaria. Peraltro, sarebbe un passo importante dare seguito a ciò che la modifica della Costituzione prevede rispetto alla presenza delle donne nelle Istituzioni e alle leggi che tengono conto della democrazia paritaria. Personalmente, mi rendo conto (e in Commissione la discussione era andata in questo senso) del fatto che si stia ponendo una serie di ostacoli all'approvazione di questo ordine del giorno anche da parte di molti Consiglieri appartenenti al mio stesso Gruppo politico, che, peraltro, ultimamente ha sostenuto una battaglia nella costituzione del Partito Democratico, dove si è preteso di alternare - e mi sembra una vera novità - un uomo e una donna in ogni lista. È stata, quindi, compiuta una scelta di campo in questo senso e mi pare realmente difficile sostenere una posizione che, invece, rispetto alla costituzione delle liste, non ne tenga conto. Rivolgo un appello a tutte le Consigliere e a tutti i Consiglieri affinché la proposta venga approvata e questa Città invii un segnale in questa direzione. Nei confronti dell'opinione pubblica, sarebbe davvero difficile dover ammettere che una proposta come questa trovi posizioni contrastanti anche all'interno della maggioranza di questo Consiglio Comunale. Mi auguro che su temi di questo genere, sia la maggioranza che l'opposizione possano trovare la massima convergenza, nel rispetto della Costituzione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Calgaro. CALGARO Marco Annuncio il mio voto contrario a questa proposta di ordine del giorno. Condivido le motivazioni espresse dal Consigliere Lo Russo (che non ripeterò) e ribadisco il fatto che proprio l'esperienza delle primarie del Partito Democratico rafforza questa mia convinzione. Nella costituzione delle Commissioni e nella partecipazione a gruppi di lavoro, spesso abbiamo assistito alla ricerca non della qualità, ma semplicemente della parità di genere. Questo è un nonsenso. Siamo in un momento in cui, in Italia, la politica ha bisogno di onestà, qualità e trasparenza e credo che questo debba essere il primo impegno da dare alla politica. Penso che il rispetto, per legge (per legge, lo ribadisco), delle quote di genere sia davvero un fatto stolto ed anche un insulto per le donne, le quali hanno, in Italia e in questo momento, tutte le possibilità di dimostrare le loro qualità. Sono favorevole alla costituzione di Commissioni, se è il caso (e le "esperte" hanno queste caratteristiche), composte unicamente da donne e considero una sciocchezza, invece, la costruzione di liste che, anziché badare alla partecipazione, alle qualità che si esprimono e alla storia personale, badino soltanto alla parità di genere. Ribadisco che la considero una stupidaggine e per questo motivo il mio voto sarà contrario. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica È un po' imbarazzante prendere la parola dopo l'intervento che mi ha preceduto, in quanto credo che la qualità debba essere misurata per tutti, uomini e donne. Dare per scontato che una maggiore presenza di donne possa corrispondere ad un peggioramento della qualità, credo sia un'affermazione poco condivisibile. Questo è il risultato dell'affermazione fatta, perché significa che, se ci sono più donne, in generale si abbassa la qualità. A mio parere, la qualità dovrebbe essere richiesta per tutti, uomini e donne. Dopodiché, affinché le donne possano dimostrare le loro qualità, è necessaria anche la quantità, perché, se le donne non ci sono, è chiaro che non possono neanche dimostrare le loro qualità; mi sembra di fare dei ragionamenti molto scontati. Ritengo sia utile evidenziare che (come è già stato ricordato in un intervento precedente), in questo Consiglio Comunale, anziché andare avanti, siamo tornati indietro: nella scorsa tornata amministrativa erano presenti 13 Consigliere Comunali, mentre, in quella attuale, siamo 8. Questo non rappresenta un elemento positivo ed è necessaria una riflessione dal punto di vista culturale, perché questo Consiglio Comunale non è l'unico ambito in cui stiamo tornando indietro. Per esempio, basti pensare ai vari Consigli d'Amministrazione delle banche e ad altri luoghi di potere, nei quali le donne sono sempre messe da parte e non credo che il motivo sia perché sono scarsamente rappresentative di qualità. Detto che sicuramente c'è molto da fare, è importante portare avanti anche elementi di carattere tecnico, come quelle che vengono chiamate "azioni positive", soprattutto perché, in questa sede, c'è chi conosce bene quanto previsto dalla Costituzione e sappiamo che la modifica dell'articolo n. 51 della Costituzione ha fatto in modo che queste azioni positive siano ritenute costituzionali. Con la modifica dell'articolo n. 51 è stato introdotto quello che viene definito l'"ombrello costituzionale". Purtroppo, il Parlamento è stato in grado di legiferare soltanto una volta, applicando la modifica dell'articolo n. 51 alla legge elettorale per le elezione europee e introducendo la possibilità di multare chi non rispettava le pari opportunità. E, in effetti, con le elezioni europee del 2005 vi è stato un aumento della rappresentanza femminile e ritengo che possa essere un aumento quantitativo e (perché no?) qualitativo. Considererei, quindi, importante che, da parte di questo Consiglio Comunale, ci fosse l'intenzione di approvare questo provvedimento, sostenendo un'applicazione concreta della modifica dell'articolo n. 51 della Costituzione, in modo che, qualunque sia la legge elettorale, vi sia il 50% di candidati uomini e il 50% di candidate donne (sia con liste bloccate, che con liste non bloccate o con collegi). In questo modo, si invierebbe un segnale positivo, visto che si parla tanto della legge elettorale e della sua modifica ma non si tiene conto di questo elemento, che non è trascurabile e che può andare nella direzione di una maggiore democrazia e possibilità di rappresentare uomini e donne. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Mi associo a quanto detto nell'intervento che mi ha preceduto. Nel mio intervento non dirò nulla di particolare, ma vorrei esternare il mio grande rammarico per le parole dei Colleghi di Partito, quasi offensive nei confronti delle donne, non solo di quelle donne qui presenti, ma di tutte le donne. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi dispiace, Consigliere Calgaro. Questa proposta di mozione non ha l'intenzione di andare a liste con voto bloccato, ma prevede le preferenze e non ne fa assolutamente cenno. È sintomatico che noi, come donne, dobbiamo ancora firmare proposte di mozione di questo genere, perché sia applicato l'articolo 51 della Carta Costituzionale. Negli altri Paesi europei questo non si sta più verificando. Non credo che le donne straniere siano molto più intelligenti di quanto lo siano le donne italiane, ma denota quanto sia ancora maschilista la mentalità di chi ci sta governando. Non è possibile sostenere, in un'Aula come questa, che le donne devono emergere per le loro qualità e capacità. CALGARO Marco (Intervento fuori microfono) Sia le donne che gli uomini! GENISIO Domenica E no! Veramente, è già scontato che gli uomini siano tutti intelligenti e capaci! Non voglio alimentare la polemica... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) La prego di non interrompermi. CALGARO Marco (Intervento fuori microfono) COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Calgaro! GENISIO Domenica Era chiaramente palese e, del resto, non è la prima volta che sento dire queste parole. In passato non sono mai stata una cultrice di questa parità, per Legge. Mi sono resa conto, però, che, se non si comincia a rispettare qualche norma, non cambieremo nulla: dai tempi delle città, alla possibilità di fare politica. Le donne non possono occuparsi di tutto: casa, lavoro, famiglia e politica. Mi auguro che gli orari (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... lo svolgimento del Consiglio Comunale e dei luoghi di partecipazione dia più spazio alle donne e anche alle donne giovani; però, mi rammarico di sentire quanto ho sentito questa sera e ci tengo che rimanga a verbale. Spero che possiate serenamente rimangiare quanto avete detto e mi auguro che anche dai banchi dell'opposizione, visto che non hanno firmato questa proposta di mozione, decidano, così come hanno fatto in altre sedi, in altri Consigli Regionali e Comunali, di sostenere l'iniziativa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Prendo la parola dall'alto della profondissima stima che nutro nei confronti delle donne, per il ruolo straordinario che svolgono nella famiglia, nella società, nella scuola, come educatrici, come compagne ed altro ancora. Prendo la parola anche in nome del Gruppo di Alleanza Nazionale che può vantare presenze femminili, ad esempio, nel sindacato ad esso più vicino, l'UGL, con la Segretaria Generale, dott.ssa Polverini, con il Direttore del "Secolo d'Italia", la signora Perina, o con la Vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni (la più alta carica istituzionale che il Gruppo di Alleanza Nazionale ricopra in questa legislatura). Aggiungo anche che la Santanché ha avuto il coraggio di dire che "I colonnelli del Partito hanno gli attributi di velluto", in un atteggiamento che, sostanzialmente, anche condivido. Detto questo, ringrazio il collega Lo Russo che, però, mi ha divelto dal torpore, perché, su questi argomenti, o similari, vi è un atteggiamento di ipocrisia o di abbandono, di lasciar fare. Guai! Sapete quanti Colleghi ho sentito essere in disaccordo su questi argomenti e poi dirsi: "È come sparare a Garibaldi!" Su questi dobbiamo tacere. Vi è, quindi, questo atteggiamento di pigrizia che non condivido. Aggiungo che ho seguito con molta attenzione il dibattito della A.N.D.E., l'Associazione Nazionale Donne Elettrici, che hanno detto cose interessantissime sul punto. In occasione di una manifestazione nazionale, organizzata dalle Pari Opportunità della Regione, ho seguito, qualche anno fa, l'attuale ministro Emma Bonino, la quale ha pronunciato cose interessantissime proprio contro questa riserva da tutelare. Mi rendo conto che questa potrebbe essere una considerazione banale, ma il numero di donne elettrici è superiore a quello degli uomini, quindi, se il problema fosse questo, ci sarebbe proprio ben poco da dire. Mi pare una posizione mal posta e voglio concludere ringraziando ancora il collega Lo Russo. Avrei ritenuto la non partecipazione, un atteggiamento di distacco non arrogante, ma di mancato rispetto. Allora, proprio per quanto detto al mio esordio, per rispetto delle donne, voterò contro questa proposta di mozione. Ogni tanto mi concedo qualche licenza; l'ho già citata un'altra volta, ma mi piace tanto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Repetita iuvant. GALASSO Ennio Lucio Siccome mi piace tanto per questo ruolo straordinario, per il grandissimo privilegio che le donne hanno e per il ruolo che credo, ognuno di noi, riconosce e sa riconoscere, voglio citare Balzac che, a proposito della procreazione, sosteneva che è un privilegio che spetta soltanto alle donne e che é il mimo che più accosta l'umano al divino. E con questo, voglio bene alla donna, ma voto contro questa proposta di mozione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Voglio esprimere la mia amarezza per i modi, spesso sgradevoli, con i quali si tratta questo genere di argomenti. Sgradevole, perché ogni volta è estremamente difficile far comprendere che non essere favorevoli alle quote rosa significa, automaticamente, non volere più donne nelle Istituzioni. La mancanza di adeguate percentuali di genere, all'interno delle Istituzioni, è un problema serissimo e, a mio modestissimo avviso, non lo si risolve certamente garantendo le candidature in numero egualitario. Difatti, una delle dimostrazioni concrete è esattamente quella che è stata portata poc'anzi: nel Consiglio Comunale di Torino si è passati da 13 Consigliere della scorsa tornata amministrativa, a 8 di quella attuale. Le stesse organizzazioni che si occupano di queste cose, soprattutto una molta attiva a Torino, ha evidenziato come ciò sia avvenuto, sebbene il numero di candidate fosse maggiore della tornata precedente, nelle elezioni del 2001. Bisogna creare le condizioni all'interno dei Partiti, dei Gruppi politici, delle liste civiche e, soprattutto, delle mentalità di coloro che governano e che ricoprono posizioni apicali (Sindaci, Presidenti della Provincia e della Regione), perché siano affidati a più donne ruoli di responsabilità. Quando c'è una posizione differente su questo punto, ovvero, sulle modalità per raggiungere questo obiettivo che accomuna tanti, è antipatico accusare in maniera spregevole. In taluni casi basta che uno dica che queste Leggi sono sciocche e stupide, perché l'accusa diventi quella di aver detto che sciocche e stupide sono le donne. Nessuno sta dando né di stupido, né di sciocco, alle donne. Ci sono donne capacissime e uomini imbecilli cronici, ai quali vengono affidate posizioni di responsabilità considerevole. In quest'Aula è presente una persona che, certamente, non deve il fatto di essere seduta al proprio posto, all'essere donna, perché, senza quote rosa, era già Assessore, è diventata deputato e, da questo punto di vista, ha fatto il Consigliere senza nessun problema. Ci sono uomini che sono diventati Assessori per cooptazione e non per elezione. Il problema, allora, non è certo posto in virtù di queste situazioni, però, ripeto, se ci fosse meno sgradevolezza nel confronto, probabilmente, si voterebbe, molto più a cuor leggero, in modo negativo rispetto a questa proposta di mozione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Ringrazio il Consigliere Olmeo per l'esempio riferito all'Assessore Sestero, ma devo ricordare che il Direttore del Servizio Centrale Consiglio Comunale è la bravissima dottoressa Piccolini. La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Devo confessare che nel cuore non sono completamente d'accordo sul modo di affrontare il problema, perché stabilire delle regole, delle rigidità per legge o per disposizione, non è sicuramente il metodo migliore per portare avanti certe idee, però mi rendo conto che qualche volta dobbiamo andare contro i nostri sentimenti ed alle nostre convinzioni, affinché la democrazia e la società progrediscano; qualche volta, bisogna sacrificare certe convinzioni, magari dettate dai contesti culturali in cui si è cresciuti, per permettere alla modernità e alla democrazia di avanzare. Vorrei ricordare all'Aula la famosa frase, forse troppo abusata: "Non condivido le tue idee, ma sono pronto a morire perché tu possa esprimerle". Questa è la ragione per la quale voterò favorevolmente a questa proposta di ordine del giorno e chiedo scusa ai presentatori se non sono profondamente convinto, forse proprio per la mancanza di una maturazione culturale per fare in modo che le leggi di parità vengano accettate ovunque nella società e nella politica, sia in Consiglio Comunale che a livello nazionale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico In quanto firmatario della proposta di ordine del giorno, potrei intervenire per fatto personale, perché mi sono sentito offeso dagli interventi di alcuni Consiglieri. Trovo sconcertante che si possa definire sciocco o stupido un contenuto che esprime dei principi e delle idee, perché quando si tratta di principi e di idee non si tratta mai di sciocchezze, che stanno nell'idea maschilista di concepire la società. Vorrei capire il problema che hanno i Consiglieri che si oppongono a questa proposta di ordine del giorno. Si tratta forse della tutela dei vostri posti o del vostro potere? E nei confronti di chi? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il PDC è il partito che a livello nazionale ha il maggiore numero di rappresentanti femminili, quindi, Consigliere Olmeo, si informi prima e visto che state predisponendo il partito del futuro, quello che dovrebbe essere moderno ed innovativo, perlomeno a livello dei vostri principi, quando parlano gli altri, cercate di essere tolleranti. Questo come principio fondamentale ed elementare norma democratica. Credo che l'intervento del Consigliere Calgaro sia stato offensivo, rozzo ed irrispettoso di una politica di genere e di un disagio che le donne esprimono non solo sul tema delle candidature alle elezioni, ma che si riferiscono anche a vari settori, quali il lavoro, la politica, la scuola, eccetera... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, chiedo un po' di educazione! Un altro principio fondamentale sarebbe quello di tacere quando parlano gli altri! COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Gallo Domenico, le chiedo scusa, perché non le stiamo consentendo di esprimere al meglio il suo punto di vista e la responsabilità è innanzitutto mia. GALLO Domenico La ringrazio, Presidente, ma la responsabilità è soprattutto di chi non è educato, perché all'interno di questa scenografia di modernità, l'educazione è un altro punto fondamentale e siccome in quest'Aula manca spesso, vi è l'occasione per ribadire questo concetto! Credo che l'intervento del Consigliere Calgaro sia stato veramente grave per la mancanza di rispetto delle idee altrui; poi, si può condividere o meno questa proposta di ordine del giorno, come è legittimo e democratico che sia, ma non è democratico offendere le Colleghe ed i Colleghi che hanno sottoscritto questa proposta di ordine del giorno, come me, in maniera convinta! Consigliere Olmeo, verifichi se sia vero quanto dicevo prima sul fatto che il PDC è il partito che ha la massima percentuale di rappresentanti femminili in Parlamento e, magari lunedì prossimo, potremo riprendere l'argomento. Votate a favore o contro questa proposta di ordine del giorno, ma rispettate le idee degli altri: penso che questo sia l'aspetto fondamentale. Questa sera siamo andati oltre e abbiamo superato questo limite. Naturalmente voterò in maniera favorevole a questa proposta di ordine del giorno perché l'ho firmata convinto. Se poi c'è qualcuno che ha paura di perdere il posto a causa della concorrenza femminile, non posso che consigliargli di attrezzarsi per difendere il suo posto! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Quando, in sede congiunta di Conferenza dei Capigruppo e Commissione Pari Opportunità, abbiamo trattato questa proposta di ordine del giorno, mi sono pronunciato nel merito spiegando le mie personali convinzioni di singolo Consigliere e non certo di rappresentante dell'intero Gruppo de L'Ulivo. Immaginavo di non dover intervenire in Aula, ma mi sembra che anche qui si sia riproposto quello che, secondo me, il Consigliere Olmeo ha ben sintetizzato, ovvero una sorta di difficoltà nell'affrontare in maniera pacata questo delicato tema, senza male interpretare quelle che possono essere state espressioni un po' forti. Secondo me, il tema della rappresentanza e quello della partecipazione del genere femminile al governo del Paese in tutti i suoi diversi livelli è un tema troppo importante per essere trattato come talvolta inevitabilmente accade, con l'accusa reciproca di poca sensibilità al problema o di maschilismo o, all'opposto, di atteggiamento eccessivamente partigiano e poco consapevole delle ripercussioni di carattere generale. Questo è il modo sbagliato per discutere, perché questa misura che qui viene proposta è gravida di conseguenze e muove da un dato di fatto condiviso ed è questo il problema. A me pare che, quando si discute sull'analisi della situazione di fatto, tutti si convenga nel riconoscere che c'è una condizione di oggettivo svantaggio del genere femminile, ma ci si divide quando si deve discutere di come rimuovere e superare questa situazione di oggettivo svantaggio. Una delle principali ragioni di questo ostacolo risiede in un contesto culturale, che è uno dei contesti più difficili da correggere e da conformare, e ciascuno rappresenta quelle che possono essere le conseguenze dell'una o dell'altra misura e dico questo, perché credo davvero che il tema sollevato sia non solo serio ed importante, ma colga nel segno uno dei tanti problemi che andrebbero affrontati nel nostro Paese. Non siamo il Parlamento e quindi non siamo competenti a decidere se questa misura sia utile a rimuovere l'oggettivo ostacolo o se invece si dimostri controproducente. Non abbiamo noi questa competenza, ma abbiamo la competenza di sollevare la questione e di promuovere un contesto culturale favorevole a risolvere il problema. Credo allora che sia questo il caso, come forse pochi altri, in cui sarebbe opportuno rinviare la votazione per fare un supplemento di approfondimento, non perché non si possa discutere e non si debba discutere, ma per una ragione seria e insisto, rivolgendomi ai Consiglieri! Dobbiamo trovare il modo - e vorrei che le prime firmatarie mi ascoltassero - di convenire sulle risposte che sia più utile dare, perché mi sembrerebbe un po' curioso che in questa Sala si fosse tutti d'accordo nel riconoscere una situazione di oggettivo svantaggio e poi, dopo aver tutti riconosciuto una situazione di oggettivo svantaggio, si pensasse che il modo più utile per dare un contributo a risolvere questa posizione sia quello di contarci, senza aver la possibilità di sensibilizzare ulteriormente su questo, ripeto, serio problema. Questa è una richiesta formale che avanzo ai presentatori. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Avrei bisogno di essere confortato dagli Uffici sulla necessità di arrivare al termine della discussione generale sulla proposta di ordine del giorno, o se io sia chiamato, in maniera obbligata, a porre subito in votazione la proposta di rinvio. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Qualcuno vuole intervenire a favore del rinvio? Non volendo nessuno intervenire a favore della richiesta di rinvio, chiedo se qualcuno voglia intervenire contro la proposta di rinvio. La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Sono contro per due semplici motivi; apprezzo lo sforzo del Consigliere Giorgis, ma questa proposta è tardiva. Se la sua richiesta fosse arrivata all'inizio della discussione, poiché era già a conoscenza della trattazione di questo ordine del giorno, sarebbe stato meglio e, poi, non verrei farvi passare eguale tempo in una riunione di maggioranza. Non vorrei che si ripetesse questa discussione, lo faccio anche per la vostra salute mentale! Poiché la risposta è tardiva e vedo che ancora c'è discussione tra i banchi e siccome, ritengo, mi permetto di dire, sia inopportuno che vi ritroviate a discuterne ancora a lungo, perché potevate farlo prima, gradirei che l'Aula si esprimesse dopo questa discussione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Fino a qualche settimana fa, la consuetudine dell'Assemblea era quella di far chiedere al primo firmatario la possibilità o meno di rinviare una proposta. La consuetudine non è cambiata, ma, a fronte di un approfondimento avvenuto durante una seduta, abbiamo concordato che l'applicazione puntuale del Regolamento sarebbe stato lo strumento più utile ad evitare incomprensioni tra i Consiglieri presenti e chi in quel momento è chiamato a presiedere l'Assemblea medesima. Scusate, non mi vergogno di dire che ho appena sbagliato. Detto ciò, leggo il comma 2 dell'articolo n. 114 del Regolamento del Consiglio Comunale: "Le questioni pregiudiziali e sospensive devono essere poste prima dell'inizio della discussione dell'argomento al quale si riferiscono. Il Presidente ha, tuttavia, la facoltà di ammetterle anche nel corso della discussione, qualora siano presentate in forma scritta...". Quindi, ho commesso l'errore di accettare la proposta di rinvio formulata dal Consigliere Giorgis, chiedendo poi un intervento contrario ed uno a favore. Mi scuso con l'Aula per l'errore commesso. La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Mi riallaccio all'intervento del Consigliere Giorgis, perché, sinceramente, non ho capito che cosa volesse dire quando ha detto che questo ordine del giorno era foriero di gravi conseguenze. Non le ho capite e non riesco ad immaginarle. Inoltre, vorrei dire al Collega Giorgis (che, peraltro è molto più addentro alla legge di quanto non lo sia io) che un ordine del giorno non prevede che il Consiglio Comunale adotti delle misure, ma è un invito da parte del Consiglio Comunale ad organi superiori che hanno ampiezza di giurisdizione maggiore di quella del Consiglio Comunale stesso. Quindi, abbiamo la competenza di presentare ordini del giorno da rivolgere ai Deputati o ai Senatori e a me pare che questo non sia nulla di diverso da quanto abbiamo fatto molte altre volte. Infine, permettetemi una battuta: un mio amico dice: "Io sono femminista, ma non toccate i miei privilegi!". COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferrante. FERRANTE Antonio Voglio dichiarare a verbale di aggiungere la mia firma a questa proposta di ordine del giorno. Ho preso questa decisione proprio grazie agli interventi favorevoli al no; mi avete convinto! Penso che, per queste ragioni, non ci debbano essere paure, quando si chiede la parità della presenza di donne e uomini al 50%. Il mio voto, quindi, è a favore della proposta di ordine del giorno. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Ringrazio il Presidente per il richiamo al Regolamento. Come Consigliere de L'Ulivo e come aderente alla Costituente del Partito Democratico, credo che questa sia una prassi che dovremmo, in qualche modo, cercare di organizzare a livello nazionale. Ne abbiamo dato, comunque, buona prova: io personalmente ho aderito con gioia, ad esempio, al fatto che, nella lista in cui ero candidato nel mio territorio, davanti a me ci fosse una donna e che questa fosse stata eletta in mia vece, quando avrei potuto essere eletto io. Credo sia giusto, credo che questo sia un modo per non andare nella direzione del 50%. Credo che, in un Paese come il nostro, un Paese che ritengo - così come lo ritiene qualcun altro più autorevole di me - normale, non ci debba essere bisogno di questo tipo di mozioni e di richiami per arrivare alla condizione in cui la politica possa essere terreno di agibilità per tutti, in modo libero ed impegnato, sia per gli uomini che per le donne. Ho firmato e convintamente sostengo questa mozione, non tanto per la questione del 50%, ma perché ritengo che questo sia uno dei modi per superare gli ostacoli che si frappongono alla partecipazione delle donne alla politica (che non sono quelli delle liste bloccate e non è nemmeno il 50%): questa mozione è un modo per dare un segnale politico importante, affinché in futuro ci sia la possibilità che più donne si avvicinino alla politica. Poi, come sempre, la selezione sarà fatta dalla politica, dalla società e soprattutto, dagli elettori, sia per quanto riguarda gli uomini, sia per quanto riguarda le donne. Detto questo, Governi autorevoli, non soltanto di centrosinistra ma anche di centrodestra, ultimamente hanno dato dimostrazioni (parlo del Governo Sarkozy in Francia e del Governo Zapatero in Spagna) di assoluta parità, tra uomini e donne, nella scelta dei Ministri. Credo che anche la Giunta Comunale, quella Regionale e quella Provinciale stiano andando in questa direzione. Questo è un segnale importante. Non sarà certo la panacea, né la risoluzione del problema della partecipazione delle donne alla politica e della riserva indiana per quanto riguarda il genere, ma sicuramente è un modo per dare un segnale. E' anche un modo per dare il segnale che le mozioni del nostro Consiglio Comunale devono essere un fatto politico e non solo tecnico, perché, come sapete, le leggi elettorali non le approviamo qui in Consiglio Comunale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Intervengo per una breve dichiarazione di voto. Avremmo auspicato una larga convergenza delle forze del centrosinistra su questa proposta di ordine del giorno, anche in considerazione del fatto che la proposta di legge presentata dall'UDI è stata sottoscritta da autorevoli esponenti cittadini del centrosinistra, non ultimi il segretario cittadino Mauro Laus ed il segretario provinciale dei DS Umberto D'Ottavio. Avremmo auspicato, su questo, un'assonanza tra i segretari politici firmatari di questa proposta di legge dell'UDI e i Consiglieri qui presenti in Aula. Purtroppo temiamo non avvenga, ma ci tenevamo a sottolineare, tra gli altri, anche la firma di Giacomo Portas. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Galasso, al quale il Regolamento concede ancora trenta secondi per una breve puntualizzazione. GALASSO Ennio Lucio Ella prima ha chiesto consiglio sulla condizione della seduta e - debbo dire - io ho apprezzato il riconoscimento dell'errore da parte sua, quindi questo suo atteggiamento socratico. Ho apprezzato quando ha evidenziato il ruolo positivo, svolto dal Consigliere Cassiani, nel consentire la riparazione dell'errore; però debbo anche dire che, quando lei afferma pretestuosamente di non vedere qualcuno perché coperto dal monitor, mi fa ricordare un po' Fortebraccio che, in un elzeviro, scrisse che era arrivata la macchina ministeriale, si era aperta la porta ma non ne era uscito nessuno. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Sono contento di averle consentito di poter parlare per altri trenta secondi, perché c'è sempre un'opportunità dietro l'angolo per continuare a crescere, e credo che stasera tutti noi - come dire - abbiamo occasione per coglierla. Prima di procedere alla votazione dell'ordine del giorno, ricordo che l'emendamento è sussunto e la votazione è unica. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine del giorno: (Presenti 23, astenuti 1, favorevoli 18, contrari 4). COPPOLA Michele (Vicepresidente) Essendo mancato il numero legale, comunico che la proposta di ordine del giorno e relativa votazione saranno il primo argomento della prossima seduta. |