| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 200706102/02, presentata in data 20 settembre 2007, avente per oggetto: "Viaggi culturali contro la discriminazione per l'Anno europeo delle Pari Opportunità" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Risponde l'Assessore Levi. LEVI Marta (Assessore) Risponderò per punti all'interpellanza, in merito all'accaduto durante questo scambio internazionale. Innanzitutto, in merito alla prima domanda - fondamentale -, posso rispondere che non sono a conoscenza di eventuali fatti discriminanti e d'intolleranza. Poi, per passare a questioni più tecniche, ricordo che il titolo dello scambio era "I giovani e la lotta alla discriminazione: per una cittadinanza con pieni diritti", e che il tema riguardava la lotta all'esclusione sociale per i diritti dei giovani, le pari opportunità e la salvaguardia dei diritti delle minoranze etniche. Città capofila, nonché partner della Città di Torino da 12 anni, era Murcia (in Spagna), che rappresenta una delle città europee più impegnate in tema di politiche giovanili; perciò, il nostro rapporto con questa Città è particolarmente stretto ed interessante, perché è uno dei nostri partner essenziali e ci mette anche in relazione con il sistema delle città dell'America Latina e Centrale. Nel progetto, Torino rappresentava il partner italiano, mentre gli altri partner erano Guatemala City e Mexico City; esso è finanziato al 70% dall'Unione Europea, nell'ambito del programma "Gioventù in azione", mentre il restante 30% è stato pagato dai partecipanti, e la Città di Torino ha contribuito tramite il lavoro dei dipendenti dell'Ufficio Scambi Internazionali. Ovviamente, per il tema trattato, lo scambio s'inseriva all'interno delle attività previste per il 2007, Anno europeo per le Pari Opportunità per tutti. Ricordo che le linee guida, varate dall'Unione Europea per il 2007, stabiliscono esplicitamente che le iniziative inserite in quel contesto dovranno essere rivolte al superamento di ogni discriminazione fondata su sesso, origini etniche, religione, convinzioni personali, eventuali handicap, età e orientamento sessuale. Per quanto riguarda le finalità del programma, s'intendeva favorire il confronto tra i giovani di 4 Paesi e di 2 continenti sul tema dei loro diritti e della lotta alla discriminazione, con particolare riferimento alle discriminazioni che possono colpire i giovani. Pertanto, a Città del Messico sono stati organizzati incontri, visite, laboratori, anche con rappresentanze istituzionali messicane, che hanno riguardato le pari opportunità e la discriminazione, sia femminile, sia riguardo ai diritti degli omosessuali, sia nei confronti delle minoranze etniche e religiose. Il programma degli incontri dello scambio, durato 10 giorni, era particolarmente intenso; precisamente, si sono incontrati: la Commissione dei Diritti umani del Distretto Federale di Città del Messico, la Direzione di Uguaglianza e sviluppo sociale, il Consiglio Nazionale di prevenzione e discriminazione del Governo Federale, l'Istituto della Gioventù del Distretto Federale e numerose associazioni locali che si occupano di diritti dell'infanzia, degli omosessuali, delle donne vittime di maltrattamenti e abusi, eccetera. Per quanto riguarda lo scambio, segnalo che la metodologia degli scambi internazionali, in cui il Settore Gioventù della Città è ormai impegnato da oltre 10 anni, rientra nell'ambito di quella che viene definita "peer education", cioè "educazione tra pari". Sostanzialmente, viene promosso un contenitore, in cui i giovani non trovano degli educatori, bensì degli accompagnatori, provenienti quasi sempre da esperienze analoghe fatte negli anni precedenti; ciò rientra in quella che viene chiamata "educazione non formale", dove gli accompagnatori sono dei facilitatori, che cercano di costruire un confronto più libero e aperto possibile fra i partecipanti, appunto, all'interno del gruppo e dello scambio. Nel caso in oggetto, da quanto mi risulta sulla base delle informazioni apprese, il lavoro degli accompagnatori è stato particolarmente centrato a valorizzare, all'interno del gruppo, chi fosse portatore di un punto di vista diverso, come peraltro richiamato dagli interpellanti. Per quanto concerne l'episodio citato nell'interpellanza, cioè la messa in scena di un matrimonio omosessuale, si è trattato di una rappresentazione (durata 3 minuti), costruita dal gruppo italiano su una canzone di Daniele Silvestri, il cui testo veniva mimato dai partecipanti; all'interno della recita, il matrimonio fra questi due ragazzi è stato soltanto un breve momento, e la scena aveva il chiaro significato di rappresentare il sogno, da parte del protagonista della canzone, di poter sposare il proprio compagno. Peraltro, la scelta di questa scena è stata fatta liberamente dai ragazzi partecipanti allo scambio. Alla fine dello scambio, sempre di propria iniziativa e senza alcun intervento da parte degli animatori, i ragazzi hanno redatto la "Carta dei diritti dei giovani" (che ho letto e di cui possiedo copia), ma, a differenza di quanto detto nell'interpellanza, in essa non si parla né di aborto, né di eutanasia, né tanto meno si elogia la Rivoluzione Francese, nella quale, peraltro, non sono contenuti i suddetti concetti; in ogni caso, non ritengo scandaloso che i ragazzi discutano di temi quali l'aborto, l'eutanasia, l'uso delle cellule staminali embrionali, come pure non ritengo scandaloso che abbiano discusso di matrimonio omosessuale. Credo risulti evidente che questi temi (siano quelli eticamente sensibili o quelli riguardanti i diritti civili, fra cui, peraltro, segnalerei una sostanziale differenza) siano tutti caldi e che, spesso, su di essi, la politica non sia in grado di proporre una discussione seria ed aperta, svincolata da tatticismi e opportunismi (e questo riguarda sia la Destra, sia la Sinistra); invece, ritengo giusto, opportuno e naturale che i ragazzi discutano e si confrontino su simili argomenti. Non avrei altro da aggiungere, Presidente, anche perché ho sforato molto i tempi previsti; comunque, dopo, sono disponibile a rispondere ad eventuali e specifiche domande dell'interpellante. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non si preoccupi del tempo, Assessore. Ho lasciato che terminasse, perché mi sembrava che il suo discorso meritasse di essere ascoltato fino in fondo; peraltro, da questo punto di vista, penso che anche il Consigliere Angeleri sia d'accordo. La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Ringrazio l'Assessore della risposta, che, però - credo non ne dubitasse, ma volevo tranquillizzarla -, non mi convince assolutamente. Anche io sono stato Assessore alla Gioventù in questo Comune, ma se, all'epoca, avessero presentato una denuncia di questo genere, non avrei risposto in Aula in maniera "matematica", cioè relazionando su quanto capitato o, ancor peggio, affermando (in riferimento alla domanda se siete a conoscenza dei fatti che noi abbiamo descritto nell'interpellanza) che quei fatti non risultano. Debbo correggerla, Assessore, gli scambi giovanili non avvengono da 10 anni, ma da oltre 20 anni, cioè già dall'epoca in cui Fiorenzo Alfieri ricopriva la carica di Assessore alla Gioventù (seguito, poi, da Giampiero Leo e dal sottoscritto). Abbiamo sempre finanziato motivatamente questi scambi, perché consideravamo questi rapporti con altre città una forma di crescita culturale ed un passaggio fondamentale. Quando sono venuto a conoscenza di quanto è capitato nel corso di questo viaggio, mi sono premurato di presentare l'interpellanza, perché discutere su queste vicende, come lei prima raccontava, è una cosa, farle passare come la norma, discriminando chi, invece, non la pensa in questo modo, è qualcosa di completamente diverso. Ritengo che, per quanto riguarda questa vicenda, il fatto grave da sottolineare sia questo. Sono andato a rileggere la deliberazione proposta dall'Assessore precedente (ma, comunque, ritengo che, nel processo decisionale, vi sia collegialità di Giunta), nella quale viene citato il titolo dell'iniziativa "I giovani e la lotta alla discriminazione: per una cittadinanza con pieni diritti". La deliberazione non parla di discriminazioni di carattere sessuale o di altro, ma in questo viaggio si è parlato, in maniera preponderante, di discriminazione sessuale, causando, come abbiamo scritto nell'interpellanza, un forte disagio ad alcuni partecipanti, soprattutto in occasione, come ha raccontato lei - anche se ha minimizzato -, della rappresentazione del matrimonio gay (con tanto di prete, lancio del riso e scambio di effusioni omosessuali), fornendo un'immagine distorta della nostra città e del nostro Paese, come se, in realtà, dalle nostre parti questo tipo di cultura fosse completamente e liberamente accettato. È stato discriminato chi appartiene al mondo cattolico, ad una realtà che, ovviamente, non la pensa allo stesso modo, addirittura - se vogliamo - mettendo in forte imbarazzo la cultura e la storia del nostro Paese. Nella sua risposta afferma che gli accompagnatori sono solo degli assecondatori dell'iniziativa, che non svolgono una funzione educativa; ma, allora, la funzione educativa chi la deve svolgere? L'Amministrazione deve fornire un contributo, esercitando una forma di controllo, perché non consideriamo corretta la discriminazione né in un senso, né nell'altro; abbiamo verificato che la discriminazione c'è in questo caso (nell'altro senso). Tanto più che - e concludo il mio intervento, perché voglio rimanere entro i termini concessi -, su temi delicati come la discriminazione, non si può neanche far passare il ragionamento che è emerso in quella sede. Infatti, il messaggio che abbiamo dato ai giovani durante quello scambio è stato che nel nostro Paese è discriminato colui che non è per l'aborto, colui che non è per l'eutanasia ed è normale l'uso delle cellule staminali embrionali. Si ha l'impressione che, nel nostro Paese, ci sia la possibilità di accedere liberamente alla droga, che i matrimoni omosessuali siano all'ordine del giorno, che l'adozione di figli da parte di omosessuali sia un dato di fatto! Si tratta di un messaggio profondamente scorretto e sbagliato, a proposito del quale vorrei che l'Assessore intervenisse. Ribadisco che la sua risposta non mi soddisfa e chiedo, sin d'ora, un ulteriore approfondimento in sede di Commissione, possibilmente alla presenza degli organizzatori. Infatti, non sono emersi degli argomenti (in quanto, in quest'Aula, non c'è stata la possibilità di discuterne) che reputo sinceramente preoccupanti. Assessore, se questi sono gli scambi giovanili di oggi, forse è meglio abolirli. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Levi. LEVI Marta (Assessore) Ho optato per una risposta, se vuole, molto tecnica, perché, a mio avviso, c'è una dose di strumentalità nell'impostazione dell'interpellanza, per cui non volevo proseguire in quella direzione. Ho incontrato tutti i ragazzi che hanno partecipato allo scambio, tranne chi ha sollevato la questione, ma non per mia scelta, unicamente perché non si è presentato. Nella risposta ho sostenuto che non è risultato che siano avvenute discriminazioni nei confronti di chi era portatore di un'opinione ed idee diverse e l'ho affermato a fronte delle foto che sono state realizzate durante lo scambio, che mostrano, in maniera abbastanza inequivocabile, come il clima tra tutti i ragazzi fosse assolutamente positivo. Nella risposta all'interpellanza ho richiamato il testo dell'"Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti", perché, essendo all'interno di quel quadro, non possiamo non avere presente che cosa significhi per la Comunità Europea (che, peraltro, ha finanziato questo progetto al 70%) "Pari Opportunità per tutti" e, all'interno, sono comprese tutte le fattispecie di cui ho parlato prima. Non corrisponde al vero che, durante questo scambio, si è parlato prevalentemente di aborto, eutanasia, cellule staminali e droga libera, come ha affermato il Consigliere Angeleri. In 10 giorni, a Città del Messico, i ragazzi hanno incontrato la Commissione dei Diritti Umani del Distretto Federale di Città del Messico, la Direzione di Uguaglianza e Sviluppo Sociale, il Consiglio Nazionale di Prevenzione delle Discriminazioni del Governo Federale, l'Istituto della Gioventù del Distretto Federale e numerose associazioni impegnate sul tema dei diritti. Inoltre, gli scambi internazionali prevedono, prima della partenza, uno o due incontri (svolti qui a Torino) con i ragazzi, nel corso dei quali viene spiegato che cosa avverrà durante lo scambio e quali siano i temi ed il programma. Vorrei precisare che, durante questi incontri, il gruppo ha lavorato sul tema delle discriminazioni sul lavoro; lo voglio sottolineare proprio per far comprendere che lo scambio era articolato su un insieme di questioni che riguardano i diritti e le pari opportunità e non su una questione specifica. Peraltro, non ero presente; tuttavia - ripeto -, se, nel corso dei dieci giorni dello scambio, una parte delle discussioni fra i ragazzi (non di quelle previste dallo scambio) si è focalizzata su questi temi, credo che non si tratti di un fatto né positivo, né negativo: è semplicemente un fatto, né più, né meno. Quindi, mi dispiacerebbe che non fosse dato il giusto peso alle questioni sollevate; però, rispondendo all'interpellanza, mi premeva sottolineare che non è vero che lo scambio internazionale sia incentrato su questi temi e neppure che la delegazione italiana si sia limitata a parlare di matrimonio omosessuale o di droga libera: non è assolutamente vero! Inoltre, voglio ribadire che, dalla documentazione fotografica e da quanto hanno detto i ragazzi che ho incontrato, mi sento di escludere che siano stati assunti atteggiamenti discriminatori nei confronti del ragazzo presente allo scambio, il quale ha sollevato la questione; anzi, tutti i ragazzi hanno segnalato che il suo apporto allo scambio, proprio perché personalmente portatore di idee e posizioni diverse, è stato di grande significato. ANGELERI Antonello (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Voglio soltanto aggiungere qualcosa in merito alle modalità con le quali è possibile proseguire, innanzitutto, formulando una proposta al Consigliere Angeleri, il quale potrà rispondere se sia d'accordo o meno. Siccome non credo, come ho già detto in altre occasioni, che la semplice riproposizione dell'interpellanza in Commissione possa dare maggiori frutti di quanto non sia stato possibile oggi, in Aula, rivolgo questa proposta al Consigliere Angeleri: lei potrebbe chiedere formalmente, al Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità, Consigliere Centillo, oppure alla V Commissione, Gioventù - come meglio ritiene -, la possibilità di convocare una seduta della Commissione con l'audizione degli organizzatori del viaggio, in modo tale che, in quella sede, si possano esplicitare fino in fondo le modalità con le quali questo viaggio sia stato organizzato, ovviamente, invitando anche l'Assessore. LEVI Marta (Assessore) (Intervento fuori microfono) ... Però gli organizzatori sono in Spagna. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiaramente, non pensavo d'invitare i messicani o gli spagnoli, perché ci costerebbe moltissimo; semplicemente, propongo di ragionare con la nostra struttura, che si era occupata della questione. La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Presidente, al Consiglio Comunale spetta la possibilità di richiedere l'approfondimento in Commissione. Siccome possiedo documenti che, ovviamente, per una questione di rispetto nei confronti di questa Istituzione (poiché si tratta di depliant e libretti d'istruzioni molto particolari) ed anche per motivi di tempo, non ho mostrato - ma potrei anche farlo! -, chiedo di andare in Commissione. Quindi, Presidente, lo chieda lei al Presidente della Commissione, Consigliere Centillo, oppure a chi altri vuole, ma voglio andare fino in fondo alla questione! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Infatti, le ho semplicemente prospettato una strada. Quindi, non vuole essere lei a richiederlo? Preferisce che lo faccia il Presidente del Consiglio Comunale? Va bene, non c'è problema! L'importante è che la calendarizzazione dell'argomento in Commissione non sia, sic et simpliciter, la riproposizione dell'interpellanza. Mi pare che la questione stia in questi termini; quindi, inviteremo il Presidente della V Commissione a calendarizzare una riunione, in merito alle modalità con le quali il viaggio è stato organizzato ed ai temi che sono stati ridiscussi, con il possibile coinvolgimento, sotto forma di audizione, dei responsabili dell'Amministrazione che si sono occupati di questo fatto. Va bene così, sia per l'Assessore, sia per il Consigliere? LEVI Marta (Assessore) (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Quindi, consideriamo l'interpellanza discussa per l'Aula, mentre la discussione su questo tema proseguirà in V Commissione. |