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| IMBESI Serena (Vicepresidente) Discutiamo il punto 24. Lascio la parola alla proponente: "La responsabilità delle parole" IMBESI Serena (Vicepresidente) La Capogruppo Artesio, prego. ARTESIO Eleonora Grazie. Ho depositato questa proposta di ordine del giorno a seguito dell'iniziativa adottata presso il Senato della Repubblica dalla Senatrice Segre. Recentemente la Senatrice a vita ha depositato una proposta per istituire una Commissione Parlamentare di indirizzo e di controllo, relativamente e in applicazione di una serie di convenzioni internazionali adottate anche dalla nostra nazione, relativamente all'uso di un linguaggio di offesa o di disprezzo verso persone o gruppi, in particolare verso le minoranze. Il tema è stato, alcune volte e sulla base di altre mozioni ripreso all'interno di quest'Aula ed è un tema che viene politicamente attenzionato per la normale preoccupazione del grado di civiltà che deve caratterizzare la qualità della convivenza e in modo particolare la qualità della convivenza nelle comunità di prossimità, quali sono, appunto, quelle della città. Il nostro sistema, sia quello giudiziario, che quello politico, hanno adottato degli strumenti di prevenzione e quello giudiziario anche di repressione, penso a tutta la questione degli interventi relativi ai crimini d'odio. Tuttavia è inevitabile ricordare che, al di là delle situazioni puntuali in cui le parti offese possono ricorrere, esiste però un contesto diffuso, non necessariamente caratterizzato da stili, da comportamenti, da parole che siano perseguibili sul piano giudiziario o rispetto alle quali le parti offese non abbiano la forza di perseguire, che però promuove, legittima, un clima di intolleranza e questo tema è particolarmente sensibile in una società qual è la nostra, in cui la diffusione delle, tra virgolette, opinioni, perché non chiamerei tali i linguaggi di offesa, è quanto mai immediata e quanto mai vasta, tant'è che la preoccupazione espressa dalla Senatrice Segre, era stata preceduta nel mondo dei media e dell'informazione da una campagna nazionale che era stata adottata nel 2014 dalle reti Rai, che ricordavano la necessità di evitare l'uso di un linguaggio offensivo o greve, che quindi potesse tendere all'offesa e potesse predisporre alla discriminazione. E in modo particolare, anche a seguito di quell'iniziativa della Rai, alcuni giornali, in prevalenza giornali cattolici, hanno adottato una campagna chiamata: "Le parole possono uccidere", a cui ha aderito Famiglia Cristiana, L'Avvenire, la Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici e anche l'Agenzia Armando Testa. Ritenendo che il nostro Consiglio Comunale sia particolarmente predisposto ad una sensibilità in questa direzione e contestualmente preoccupato della possibilità che nella nostra comunità si dà fondo ad episodi di intolleranza, noi abbiamo già adottato alcune mozioni in questa direzione, ricordo quella di censura degli episodi di razzismo, quella di repressione dei crimini d'odio, quella dei valori della resistenza antifascista e dei principi della Costituzione Repubblicana. Quindi, sentendoci anche legittimati, perché parte di questo dibattito e di questo impegno, l'ordine del giorno, da un lato, sostiene l'iniziativa presso il Senato, affinché si produca un ampio dibattito e una veloce approvazione del disegno di Legge 362, ma contemporaneamente propone al Consiglio Comunale, attraverso gli organi che riterrà più opportuni, di avviare autonomamente una iniziativa di prevenzione e di contrasto, soprattutto coinvolgendo gli attori e quindi il principio di responsabilità, che può essere in capo al mondo dell'informazione, un dibattito supportato anche da competenze di carattere giuridico, che provi a costruire e a far circolare questo impegno che mi pare sia un impegno di assoluta civiltà. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Ha chiesto di intervenire il Capogruppo Rosso, prego, ROSSO Roberto Io non credo che quest'Aula debba essere l'eco di tutto ciò che in Parlamento non si riesce a votare, ci sono dei Gruppi parlamentari che esprimono anche posizioni omologhe a quella della Consigliera Artesio, hanno la forza in Parlamento di proporre le loro iniziative, le votino, se sono in grado di votarle. Io personalmente sono contro questa impostazione, mi rimprovero, anzi, di essere stato 19 anni in Parlamento e per mia personale inerzia, anche, di non aver mai creato le condizioni per vietare in questo Paese reati d'opinione e d'odio, veramente d'odio contro le opinioni, perché un sistema penale liberale prevede tre figure di reato, l'ingiuria, la diffamazione, la calunnia, oltre questo c'è la persecuzione dell'opinione, che dovrebbero essere in un regime liberale, opinioni libere. Poi capisco che, purtroppo, anche per mano di alcuni democristiani con cui condividevo la fede, tipo Mancino, si sia arrivati a delle vere e proprie aberrazioni in questo Paese, in cui, suggerito dalla plutocrazia internazionale, tutto quello che contrasta con alcune posizioni, viene definito reato d'odio. Io penso semplicemente che, laddove non c'è ingiuria, laddove non c'è diffamazione, laddove non c'è calunnia, non ci deve essere una persecuzione ulteriore dell'opinione. Purtroppo in questo Paese ci sono ancora parecchi reati ascrivibili ancora al vecchio regime fascista, che l'attuale Costituzione Liberale non ha ancora sciolto e il Parlamento durante quella Costituzione non ha ancora sciolto, me ne dispiaccio, spero che ci sia qualcuno più operoso di me che in passato possa provvedere nel senso opposto a quello auspicato dalla Consigliera Artesio. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Ha chiesto di intervenire la Consigliera Buccolo, prego. BUCCOLO Giovanna Grazie, Presidente. No, ma solo per ringraziare la Consigliera Artesio per questo atto e per dire che il nostro Gruppo voterà in modo favorevole all'atto proposto, grazie. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie a lei. Prego, Capogruppo Tresso. TRESSO Francesco Anche io intervengo brevemente per dire che ringrazio la Consigliera e aderisco a questa mozione, tutto sommato anche perché, a differenza di quanto ci ha detto il collega Rosso, io ritengo che comunque questi siano dei segnali che noi possiamo dare in un momento in cui, a livello nazionale, ma anche per quello che riguarda il nostro contesto cittadino, sono frequenti le espressioni di intolleranza e di fastidio verso tutto ciò che è diverso, che poi si manifestano con, appunto, espressioni, appunto, di odio, come quelle che riguardano il motivo della mozione, sia importante dare un segnale, comunque, di recepire invece come la cultura dell'attenzione, anche a ciò che è diverso e non dell'esclusione, è un messaggio politico, noi in fondo siamo lo strumento politico che la città ha come riferimento e quindi non ritengo inutile la proposta data in quest'atto, grazie. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie a lei. Ha chiesto di intervenire l'Assessore Giusta, prego. GIUSTA Marco (Assessore) Grazie, Presidente. Solo due brevissime parole. Innanzitutto, ovviamente, anch'io sono personalmente d'accordo con l'atto, ma volevo utilizzare questo momento in cui la discussione, anche diciamo così, un contrasto a quello che è un linguaggio d'odio, per portare la mia personale solidarietà e quella della Giunta a chi l'altro giorno in via Lagrange ha difeso quella ragazza che è stata vittima di un'aggressione verbale da parte di una persona. Bello che la città di Torino abbia ancora degli anticorpi validi e funzionali e la solidarietà, ovviamente, si estende alla persona che ha subìto questa offesa e questi atti di discriminazione. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Non ho altri Consiglieri iscritti a parlare. Prego, Consiglieri, votate. Se tutti i Consiglieri hanno votato? Chiudo la votazione. Favorevoli 24, un contrario, nessun astenuto, la proposta di ordine del giorno è approvata. |