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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Dicembre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 23
ORDINE DEL GIORNO 2018-04716
(ODG N. 15/2018) "LA RESPONSABILIT? DELLE PAROLE" PRESENTATA IN DATA 22 OTTOBRE 2018 - PRIMA FIRMATARIA ARTESIO.
Interventi
IMBESI Serena (Vicepresidente)
Discutiamo il punto 24. Lascio la parola alla proponente:

"La responsabilità delle parole"

IMBESI Serena (Vicepresidente)
La Capogruppo Artesio, prego.

ARTESIO Eleonora
Grazie. Ho depositato questa proposta di ordine del giorno a seguito dell'iniziativa
adottata presso il Senato della Repubblica dalla Senatrice Segre. Recentemente la
Senatrice a vita ha depositato una proposta per istituire una Commissione Parlamentare
di indirizzo e di controllo, relativamente e in applicazione di una serie di convenzioni
internazionali adottate anche dalla nostra nazione, relativamente all'uso di un linguaggio
di offesa o di disprezzo verso persone o gruppi, in particolare verso le minoranze. Il
tema è stato, alcune volte e sulla base di altre mozioni ripreso all'interno di quest'Aula
ed è un tema che viene politicamente attenzionato per la normale preoccupazione del
grado di civiltà che deve caratterizzare la qualità della convivenza e in modo particolare
la qualità della convivenza nelle comunità di prossimità, quali sono, appunto, quelle
della città. Il nostro sistema, sia quello giudiziario, che quello politico, hanno adottato
degli strumenti di prevenzione e quello giudiziario anche di repressione, penso a tutta la
questione degli interventi relativi ai crimini d'odio. Tuttavia è inevitabile ricordare che,
al di là delle situazioni puntuali in cui le parti offese possono ricorrere, esiste però un
contesto diffuso, non necessariamente caratterizzato da stili, da comportamenti, da
parole che siano perseguibili sul piano giudiziario o rispetto alle quali le parti offese non
abbiano la forza di perseguire, che però promuove, legittima, un clima di intolleranza e
questo tema è particolarmente sensibile in una società qual è la nostra, in cui la
diffusione delle, tra virgolette, opinioni, perché non chiamerei tali i linguaggi di offesa,
è quanto mai immediata e quanto mai vasta, tant'è che la preoccupazione espressa dalla
Senatrice Segre, era stata preceduta nel mondo dei media e dell'informazione da una
campagna nazionale che era stata adottata nel 2014 dalle reti Rai, che ricordavano la
necessità di evitare l'uso di un linguaggio offensivo o greve, che quindi potesse tendere
all'offesa e potesse predisporre alla discriminazione. E in modo particolare, anche a
seguito di quell'iniziativa della Rai, alcuni giornali, in prevalenza giornali cattolici,
hanno adottato una campagna chiamata: "Le parole possono uccidere", a cui ha aderito
Famiglia Cristiana, L'Avvenire, la Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici e anche
l'Agenzia Armando Testa. Ritenendo che il nostro Consiglio Comunale sia
particolarmente predisposto ad una sensibilità in questa direzione e contestualmente
preoccupato della possibilità che nella nostra comunità si dà fondo ad episodi di
intolleranza, noi abbiamo già adottato alcune mozioni in questa direzione, ricordo quella
di censura degli episodi di razzismo, quella di repressione dei crimini d'odio, quella dei
valori della resistenza antifascista e dei principi della Costituzione Repubblicana.
Quindi, sentendoci anche legittimati, perché parte di questo dibattito e di questo
impegno, l'ordine del giorno, da un lato, sostiene l'iniziativa presso il Senato, affinché si
produca un ampio dibattito e una veloce approvazione del disegno di Legge 362, ma
contemporaneamente propone al Consiglio Comunale, attraverso gli organi che riterrà
più opportuni, di avviare autonomamente una iniziativa di prevenzione e di contrasto,
soprattutto coinvolgendo gli attori e quindi il principio di responsabilità, che può essere
in capo al mondo dell'informazione, un dibattito supportato anche da competenze di
carattere giuridico, che provi a costruire e a far circolare questo impegno che mi pare sia
un impegno di assoluta civiltà.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Ha chiesto di intervenire il Capogruppo Rosso, prego,

ROSSO Roberto
Io non credo che quest'Aula debba essere l'eco di tutto ciò che in Parlamento non si
riesce a votare, ci sono dei Gruppi parlamentari che esprimono anche posizioni
omologhe a quella della Consigliera Artesio, hanno la forza in Parlamento di proporre le
loro iniziative, le votino, se sono in grado di votarle. Io personalmente sono contro
questa impostazione, mi rimprovero, anzi, di essere stato 19 anni in Parlamento e per
mia personale inerzia, anche, di non aver mai creato le condizioni per vietare in questo
Paese reati d'opinione e d'odio, veramente d'odio contro le opinioni, perché un sistema
penale liberale prevede tre figure di reato, l'ingiuria, la diffamazione, la calunnia, oltre
questo c'è la persecuzione dell'opinione, che dovrebbero essere in un regime liberale,
opinioni libere. Poi capisco che, purtroppo, anche per mano di alcuni democristiani con
cui condividevo la fede, tipo Mancino, si sia arrivati a delle vere e proprie aberrazioni in
questo Paese, in cui, suggerito dalla plutocrazia internazionale, tutto quello che
contrasta con alcune posizioni, viene definito reato d'odio. Io penso semplicemente che,
laddove non c'è ingiuria, laddove non c'è diffamazione, laddove non c'è calunnia, non ci
deve essere una persecuzione ulteriore dell'opinione. Purtroppo in questo Paese ci sono
ancora parecchi reati ascrivibili ancora al vecchio regime fascista, che l'attuale
Costituzione Liberale non ha ancora sciolto e il Parlamento durante quella Costituzione
non ha ancora sciolto, me ne dispiaccio, spero che ci sia qualcuno più operoso di me che
in passato possa provvedere nel senso opposto a quello auspicato dalla Consigliera
Artesio.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Ha chiesto di intervenire la Consigliera Buccolo, prego.

BUCCOLO Giovanna
Grazie, Presidente. No, ma solo per ringraziare la Consigliera Artesio per questo atto e
per dire che il nostro Gruppo voterà in modo favorevole all'atto proposto, grazie.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie a lei. Prego, Capogruppo Tresso.

TRESSO Francesco
Anche io intervengo brevemente per dire che ringrazio la Consigliera e aderisco a
questa mozione, tutto sommato anche perché, a differenza di quanto ci ha detto il
collega Rosso, io ritengo che comunque questi siano dei segnali che noi possiamo dare
in un momento in cui, a livello nazionale, ma anche per quello che riguarda il nostro
contesto cittadino, sono frequenti le espressioni di intolleranza e di fastidio verso tutto
ciò che è diverso, che poi si manifestano con, appunto, espressioni, appunto, di odio,
come quelle che riguardano il motivo della mozione, sia importante dare un segnale,
comunque, di recepire invece come la cultura dell'attenzione, anche a ciò che è diverso
e non dell'esclusione, è un messaggio politico, noi in fondo siamo lo strumento politico
che la città ha come riferimento e quindi non ritengo inutile la proposta data in
quest'atto, grazie.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie a lei. Ha chiesto di intervenire l'Assessore Giusta, prego.

GIUSTA Marco (Assessore)
Grazie, Presidente. Solo due brevissime parole. Innanzitutto, ovviamente, anch'io sono
personalmente d'accordo con l'atto, ma volevo utilizzare questo momento in cui la
discussione, anche diciamo così, un contrasto a quello che è un linguaggio d'odio, per
portare la mia personale solidarietà e quella della Giunta a chi l'altro giorno in via
Lagrange ha difeso quella ragazza che è stata vittima di un'aggressione verbale da parte
di una persona. Bello che la città di Torino abbia ancora degli anticorpi validi e
funzionali e la solidarietà, ovviamente, si estende alla persona che ha subìto questa
offesa e questi atti di discriminazione.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Non ho altri Consiglieri iscritti a parlare. Prego, Consiglieri, votate.
Se tutti i Consiglieri hanno votato? Chiudo la votazione.
Favorevoli 24, un contrario, nessun astenuto, la proposta di ordine del giorno è
approvata.
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