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| IMBESI Serena (Vicepresidente) Passo al punto 20, la proposta di mozione meccanografico 02934 della Consigliera Pollicino, del Consigliere Carretto, della Consigliera Albano e della Consigliera Ferrero: "Salvaguardia dei marciapiedi in materiale lapideo della Città di Torino" IMBESI Serena (Vicepresidente) È stato presentato anche un emendamento, sempre dalla Consigliera Pollicino, alla quale lascio la parola. POLLICINO Marina Grazie, Presidente. Una parola del dialetto piemontese "tacùn", significa rattoppo, rammendo ed è quello che succede molte volte quando è necessario intervenire sui marciapiedi per mettere in sicurezza buchi o zone sconnesse ed evitare incidenti ai passanti. Così facendo, però, si crea un vero e proprio sfregio all'impatto estetico della pietra naturale, che ha la caratteristica di essere liscia e assume sfumature diverse con l'andar del tempo. Ancor di più si nota la differenza se gli interventi di sostituzione delle lastre di pietra con bitume avvengono laddove le vie cittadine presentano proprio una prevalenza di materiale lapideo, cosa non rara, perché a Torino la pietra è un elemento architettonico connotante e contribuisce al decoro urbano della città, perché comunica sia agli stessi cittadini, sia all'esterno, il livello di civiltà e di cultura di coloro che quell'ambiente vivono. Infatti Torino vanta una lunga tradizione di utilizzo della pietra come materiale da costruzione, che risale ad epoche antiche e attestate da una letteratura, sia di carattere scientifico, sia di mera divulgazione, a partire dal tardo medioevo, proprio per la qualità delle pietre offerte dalle Alpi Cozie in un'ampia area dell'attuale Città Metropolitana e del contermine Cuneese, in particolare dello gneiss e della quarzite. Naturalmente si usava il materiale che la natura offriva, tenendo presente la qualità delle pietre, il grigio gneiss per la realizzazione di scalini, soglie a balconi e terrazze, abbeveratoi per animali, mentre la quarzite, di svariate colorazioni, dall'oliva, al giallo, all'oro, ai vari toni del grigio, finì per essere utilizzata nelle belle creazioni delle pavimentazioni del grande barocco piemontese, basate sul contrasto tra la varietà gialla e grigia della pietra. In epoca Umbertina, grazie al nuovo collegamento ferroviario, l'impiego della pietra a Torino raggiunse il suo massimo storico. Nel periodo tra le due guerre del ventesimo secolo, poi, il 90% delle scale e dei marciapiedi di Torino era in pietra di Luserna. Voglio ancora citare, per sottolineare come il materiale lapideo abbia davvero rivestito una funzione caratterizzante dal punto di vista storico e urbanistico il volto della nostra città, alcuni casi più noti del suo impiego. Pensiamo alla pietra di Luserna, utilizzata per le pavimentazioni dei portici di via Po, piazza Castello, piazza San Carlo e nelle coperture della Cupola della Mole Antonelliana, dello gneiss di Malanaggio usato nel basamento e nella gradinata della chiesa Gran Madre di Dio e nel basamento del Palazzo Cisterna; alla pietra di Barge, utilizzata dallo Juvarra a Stupinigi e a Superga e che notiamo nelle coperture dei tetti, in particolare del tetto della stazione di Porta Nuova, al granito bianco di Alzo, nel porticato a colonne nella facciata di Palazzo Carignano; al granito di Balma, impiegato in vari monumenti, come ad esempio nel basamento del Monumento Paleocapa e Quintino Sella; al latte di calce dolce calcare, utilizzato come pietra ornamentale nei basamenti delle colonne di piazza San Carlo, colonne e parte della facciata del nostro Municipio. Non per nulla i colori degli edifici storici intendevano imitare i colori naturali delle pietre e non a caso il Regolamento Municipale 239 è intitolato al Piano del colore, per disciplinare il corretto svolgimento delle operazioni di coloritura, pulitura e restauro delle facciate e dei manufatti di arredo urbano che tenga conto dei colori e delle gradazioni della pietra circostante. Si tratta, dunque, di un patrimonio collettivo pervenuto in eredità, di cui anche i marciapiedi di pietra fanno parte, e che noi abbiamo il dovere di tutelare e trasmettere alle generazioni future. Purtroppo, nell'impossibilità economica di affrontare la manutenzione dei marciapiedi, circa 5 milioni di metri quadrati in tutta la città, il Comune autorizza gli interventi dei privati che richiedono di provvedere a proprie spese alla sistemazione dei marciapiedi e sempre per esigenze di Bilancio, talvolta consente addirittura la riduzione o l'asportazione della pavimentazione lapidea, le cui lastre di pietra vengono trasportate e custodite nei magazzini comunali e la sua sostituzione con conglomerato bituminoso, con effetti estetici che non esito a definire orrendi. Tali interventi, naturalmente, arrecano un notevole impoverimento architettonico ed estetico dell'arredo urbano della città. Inoltre il materiale, è vero che si trova nei magazzini di via Buscalioni e via Carcano, ma in realtà, più che di magazzini, questi sono spazi recintati a cielo aperto e lì il materiale è semplicemente accatastato, non selezionato, se non in minima parte e per caso fortuito, a seguito, per esempio, dell'intervento per la sistemazione di Barattolo nell'area. Per cui si ha un'idea solo approssimativa della tipologia e del valore del materiale custodito. Tutto ciò premesso, sono emerse due situazioni oggettive: la prima è che esiste una forte sensibilità e la volontà da parte del Comune di salvaguardare il patrimonio lapideo dei marciapiedi. La seconda è che questa volontà trova un forte limite sia negli alti costi delle lastre di pietra, sia nella situazione oggettiva di scarsità di risorse finora messe a budget, nel 2019 la situazione dovrebbe migliorare. Quindi, tenuto conto dei vincoli di Bilancio, il dispositivo dell'impegna è stato emendato, ed evidenzia principalmente due indicazioni caratterizzati le linee di indirizzo. Sicuramente un aggiornamento della cartografia tematica e un censimento del materiale lapideo che si trova nei magazzini, offrendo una visione complessiva sullo stato dei marciapiedi e della quantità di materiale a disposizione della Città, potranno consentire una programmazione mirata ed economicamente più sostenibile per la tutela della pavimentazione in pietra, soprattutto se seguiranno criteri precisi nella selezione delle zone di intervento, tra queste un criterio necessario a circoscrivere uno specifico ambito e a modularlo in base alle risorse, sarebbe quello all'interno delle Circoscrizioni, di precisare e focalizzare alcuni assi viari rispetto ad altri, assi caratterizzati, o da una preponderante copertura di materiale lapideo, o dalla loro qualità storico ambientale in generale, qualità da non determinarsi soltanto sulla presenza o meno di edifici storici… IMBESI Serena (Vicepresidente) La invito a concludere. POLLICINO Marina Si, ho terminato. Ciò avrebbe come conseguenza indiretta, che il rilascio di autorizzazioni ai privati per la rimozione delle lastre, sarebbe consentita solo in casi ben precisi, individuati, valutati e circoscritti sulla base delle linee guida indicate, che è esattamente lo scopo che si prefigge la mia mozione, grazie. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie a lei. Io non ho altri iscritti a parlare, metto quindi in votazione il testo coordinato. Prego, Consiglieri, votate. Se tutti i Consiglieri hanno votato, chiudo la votazione. Favorevoli 24, nessun contrario, nessun astenuto, la mozione è approvata. |