| Interventi |
| FERRERO Viviana Grazie, Presidente. Già lunedì della scorsa settimana avremmo dovuto trattare questa mozione ed era la giornata internazionale dei diritti umani. Questo lunedì abbiamo comunque la data in cui fu stabilita la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, sono quindi contenta che sia oggi il Consiglio chiamato ad esprimersi su questa mozione; una mozione sui diritti e sulle pari opportunità che segue idealmente la mozione che fu votata dalla precedente Consiliatura a seguito dell'accordo con la Città di San Pietroburgo, delle interlocuzioni che ne seguirono, ma anche della lettera inviata dalla Sindaca e dal Presidente della Regione all'Ambasciatore Russo in merito alla situazione di violenza e segregazione dei cittadini LGBT, lettera consegnata anche in occasione della visita della Sindaca a San Pietroburgo al Governatore locale. Cose dette e in qualche modo già fatte, ma è importante che i cittadini e le cittadine russi sappiano della comunità LGBT, sappiano che vi è un'attenzione internazionale che non viene meno, così come non viene meno la vicinanza della Città di Torino. Una legge che è stata, lo sappiamo, condannata dalle Nazioni Unite, da diversi gruppi per i diritti umani, come Amnesty International e Human Rights Watch. Il percorso però deve essere inteso e portato avanti con il dovuto riguardo istituzionale, essendo un percorso sostanzialmente culturale, che può essere solo accompagnato, ma non sicuramente imposto. Io qui ho elencato alcuni dati perché è importante sapere a che punto è la Federazione, proprio perché, come dico, il percorso è assolutamente culturale. La Federazione Russa ha atteso il 1999 per eliminare l'omosessualità dal rango di malattia mentale; solo nel 2003 ufficialmente i gay possono servire le Forze Armate; è del 2006 il divieto di propaganda dell'omosessualità tra i minori; ed è del 2013 la data in cui la Duma ha approvato all'unanimità una legge che proibisce la distribuzione di materiale propagandistico a sfondo omosessuale rivolto ai minori di 18 anni in tutto il Paese. Ancora, i matrimoni omosessuali non sono ancora ammessi in Russia. La Città di Torino, quindi, si deve porre come Città dei diritti, e come Città di Torino non può non porsi come testimone di un cambiamento culturale, utilizzando gli accordi di cooperazione, anzi, favorendoli ancora di più, in modo da superare le paure, proprio perché sono le cose che non si conoscono che spesso ci creano paure, che producono lo stigma e l'emarginazione. Grazie. |