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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Dicembre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2018-06459
SCHEMA DI ACCORDO PER LA DEFINITIVA REGOLAZIONE DELLE PENDENZE RELATIVE ALLE AGEVOLAZIONI TARIFFARIE ESERCIZI PRECEDENTI AL 1 GENNAIO 2018 E CONTESTUALE LIBERAZIONE DEL SOCIO FCT E DELLA CITT? DI TORINO DAI PRECEDENTI IMPEGNI PREVISTI NEL PIANO GTT. APPROVAZIONE.
Interventi
IMBESI Serena (Vicepresidente)
Allora passo al punto 11, la delibera, la 06459 della Giunta:

"Schema di accordo per la definitiva regolazione delle pendenze relative alle
agevolazioni tariffarie esercizi precedenti al 1° gennaio 2018 e contestuale liberazione
del socio FCT e della Città di Torino dai precedenti impegni previsti nel piano GTT.
Approvazione"

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Lascio la parola all'Assessore Rolando, prego.

ROLANDO Sergio (Assessore)
Buongiorno. Allora, questa delibera che ha per oggetto due attività si riferisce, intanto, a
mettere una pietra definitiva su alcuni temi che avevano caratterizzato anche
precedentemente le discussioni fra GTT e Città, e dall'altra parte consente di liberare
dall'obbligo di FCT l'operazione di aumento capitale prevista entro fine anno per il
Piano Industriale GTT. La deliberazione in questione si inserisce quindi nel contesto
degli interventi di sostegno e superamento della situazione di criticità della GTT e
consente anche il superamento di questa pendenza, finora irrisolti, che peraltro dura dal
contratto di servizio 2012, questa vicenda, e si riferisce al mancato ristoro delle
conseguenze economiche e finanziarie connesse alle agevolazioni tariffarie che hanno
gravato i bilanci di GTT. Il Comune ha annualmente deliberato, con provvedimento del
Consiglio Comunale, agevolazioni tariffarie, così come ha fatto la Regione, nei
confronti di particolari categorie di cittadini, pensionati con reddito familiare ai minimi
INPS, mutilati ed invalidi di guerra del Lavoro, disoccupati, residenti con età maggiore
di 65 anni, Consiglieri comunali e circoscrizionali. GTT ha quindi applicato queste
agevolazioni, peraltro non le ha mai formalizzate in richieste formali dal punto di vista
contabile, ma il Comune da allora non ha compensato GTT che per importi del tutto
parziali, mentre gli oneri restanti hanno condizionato i bilanci della Società,
contribuendo alla situazione di difficoltà. Il contratto tra Città e GTT prevedeva che i
minori incassi venissero rimborsati a GTT, ma finora ciò non è avvenuto, sia perché non
si è mai raggiunto un accordo su una definizione di tali partite, sia perché il Comune ha
potuto solo accantonare e pagare parte delle somme in relazione alle risorse disponibili.
Naturalmente, venendo oggi in rilievo il necessario superamento delle situazioni di
difficoltà che in passato ha manifestato GTT, il tema ha dovuto essere affrontato in
modo definitivo. Gli uffici hanno verificato le rendicontazioni pervenute nei diversi
anni; congiuntamente alle attività sviluppate da GTT hanno verificato la somma
complessiva delle agevolazioni concesse, che risulterebbe dal punto di vista della
richiesta di allora, o meglio, della concessione di allora, superiore a 55 milioni negli
anni compresi fra il 2012 e il 2017 e hanno altresì convenuto sui criteri che hanno
consentito, in accordo con GTT, di considerare chiusa questa pendenza in una misura
decisamente inferiore alla cifra che ho detto e pari a 25 milioni. Misura, quest'ultima,
che essendo corrispondente alla cifra a cui si era impegnata la Città e FCT, braccio
operativo, holding della Città, che detiene le azioni di GTT, interventi di aumento
capitale o analoghi, recita contestualmente l'impegno della Città, nel contesto del Piano
GTT a suo tempo approvato dalla Società. Ovviamente non avrebbe avuto senso dar
corso al momento di capitale, lasciando aperta la pendenza delle agevolazioni tariffarie,
e quindi questa, concordemente anche ai pareri che sono stati ottenuti da parte dei legali,
sia della Città, che di GTT, è stata considerata pienamente satisfattiva anche dalla
Società. La chiusura di queste agevolazioni pertanto impone che a FCT sia formalmente
data indicazione di escludere dalla propria programmazione finanziaria ogni impegno di
aumento di capitale precedentemente previsto con l'autorizzazione del Piano
Industriale. In definitiva questa delibera raggiunge, attraverso la sottoscrizione dello
schema di accordo che approva, chiude la questione agevolazioni pregresse con il
pagamento di 25 milioni di euro a GTT, il cui onere non era giusto che continuasse a
gravare su GTT e allo stesso tempo liberare quindi FCT dal precedente impegno assunto
in ordine all'aumento del capitale sociale. Ovviamente alla manifestazione finanziaria di
quest'operazione si manifesterà esattamente come era prevista dall'aumento di capitale,
con le conseguenze che il Piano Industriale di GTT, che è rivisto annualmente per
quella che si chiama la verifica, la IBR, che viene chiamato in termine tecnico, verrà
adeguato tenendo conto di questa variazione. Grazie.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie a lei. Prego, Capogruppo Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Grazie, Presidente. Grazie, anche, Assessore. Avremmo avuto piacere di avere
finalmente su questi schermi la Sindaca Appendino, che per l'ennesima volta taglia
opportunamente il Consiglio Comunale e spiegherò nel mio intervento il perché lo fa
opportunamente, per lei, ovviamente, un pochino meno per i Consiglieri che voteranno
il provvedimento. Questo provvedimento, apparentemente innocuo, in realtà ha un
vulnus che abbiamo evidenziato quando abbiamo discusso della questione in
Commissione, piuttosto complicato, certamente da capire, perché fondamentalmente
quello che appare nella narrativa della delibera è un tentativo, a nostro modo di vedere,
neanche così ben mascherato, di fare un'operazione di copertura politica facendo votare
i Consiglieri Comunali in maniera assolutamente impropria a nostro giudizio,
relativamente al Piano Industriale di GTT per parti. Mi spiego meglio. Come nella
delibera, nella narrativa della delibera è chiaramente identificato alla pagina 3, primo e
secondo capoverso, il nostro Piano Industriale, cioè il Piano Industriale di GTT, è stato
correttamente definito da parte del socio, il socio è FCT Città di Torino. Ricorderanno, i
Consiglieri, ricorderà la Giunta, perché è stato oggetto di forte attacco politico
relativamente alle questioni pregresse, a valle della evidenziazione dei cosiddetti
disallineamenti di debiti - crediti della Città con GTT, fu fatta una ricognizione
attraverso addirittura un advisor esterno selezionato dalla Città e da GTT di quelli che
erano i crediti e i debiti tra Città e GTT medesima, e tra Agenzia e GTT medesima.
Questo complesso lavoro di ricognizione, al di là di aver sgomberato il campo
relativamente ad alcune illazioni che erano state fatte anche da autorevoli esponenti
della Giunta Comunale Appendino, relativamente a una gestione più o meno fantasiosa
di questo tipo di operazioni, hanno anche ovviamente prodotto un output finanziario,
che, schematizzo molto, produce a valle della ricognizione dei crediti e dei debiti, una
esigenza di avere, da parte della Città di Torino, una provvista finanziaria di 25 milioni
di euro e da parte della Regione Piemonte una provvista finanziaria di 40 milioni di
euro. Percorso perfettamente lineare, tanto è vero che in conseguenza di questo percorso
perfettamente lineare, la Maggioranza Movimento 5 Stelle ha…, anzi, Chiara
Appendino autorizza la vendita del pacchetto azionario di IREN e non in tutto, 5%, ma
in parte, 2,5%, è la cosa che abbiamo discusso la scorsa seduta, per recuperare la
provvista finanziaria di 25 milioni da dare a FCT, e voi Consiglieri del Movimento 5
Stelle avete votato la delibera, meccanografico 5190, che è sostanzialmente il quinto
provvedimento di assestamento del bilancio, proposto dal qui presente Assessore
Rolando, che dice che quei 25 milioni vanno a coprire il fabbisogno finanziario di GTT
derivante dal Piano Economico Finanziario rivisto dal famoso Piano Industriale. E fin
qui tutto perfetto. Poi spunta questa delibera, che è stata illustrata adesso, che è la
delibera 6459, che ha alcune frasi piuttosto singolari. Sostanzialmente lo scopo di
questa delibera qual è? Nella delibera si dice che i famosi crediti di GTT che la Città
non ha in qualche modo onorato, derivanti dalle agevolazioni, dice che sono stati
computati da GTT, lo dice con chiarezza, nel periodo 2012-2017, per un totale di
55.502.827 euro, quindi, diciamo così, non propriamente quattro soldi. Si ricorderà
l'Assessore Ronaldo che io ho chiesto in Commissione come si era arrivati a questa
definizione e i tecnici hanno fornito informazioni puntuali, raccontando di come si
arriva a questi 55 milioni di euro. Ma la cosa che davvero fa saltare un po' sulla sedia, è
la seguente frase: "Tenuto conto peraltro che il Piano Industriale di GTT ha previsto il
superamento delle condizioni di difficoltà e il ripristino di una situazione di equilibrio
senza considerare tali partite", cioè quelle dei crediti a cui ho fatto riferimento, "che il
predetto Piano Industriale non tratta in alcun modo, e per contro prevedendo assegno
finanziario da parte del socio FCT nella misura non superiore a 25 milioni di euro, le
parti…" bla, bla, bla, bla. Allora, voi capite benissimo che, come dire, diventa
complicato capire la ratio del provvedimento, cioè, 'sto Piano Industriale che FCT ha
fatto e ha approvato, anzi, la Sindaca Chiara Appendino, come socio, ed è la ragione per
cui avremmo avuto piacere che votasse anche lei questa delibera che voi voterete, va in
Assemblea dei soci, vota il Piano Industriale, assumendosi la responsabilità anche in
termini di Codice Civile, che presuppone di aver fatto la ricognizione completa dei
crediti, e in virtù di questa ricognizione completa dei crediti impegna la Città medesima
al versamento di 25 milioni di euro, che è la giustificazione della vendita delle azioni
IREN, fa tutta questa procedura in Assemblea dei soci, viene in Consiglio Comunale, vi
fa votare un assestamento di bilancio che dà i 25 milioni a GTT e poi il medesimo
organo dice al Consiglio Comunale che si sono dimenticati di computare in quella
analisi dei crediti, 55 milioni di euro. Allora, io onestamente non capisco, a questo
punto, questo Piano Industriale quali crediti ha analizzato, come ha fatto a dire che quel
Piano Industriale è bastante nella misura in cui non computa questo credito, cioè, con
gioco delle tre carte, scusi se glielo dico in questi termini, del 2,40, del 2,04. Cioè, voi
pensate che siccome abbiamo letto 25 milioni, siamo tutti, come dire, accontentati. C'è
una pura e ragionieristica coincidenza, perché questi 25 milioni che avete votato di dare
a GTT lo scorso lunedì, dopo aver venduto IREN, sottostimandola, e questo evitiamo di
aprire questo tema, non sono i 25 milioni derivanti dal calcolo del mancato introito di
GTT derivanti dalle agevolazioni, sono altri; cioè, dal punto di vista puramente teorico
la ricognizione dei crediti di GTT derivanti dalle agevolazioni, avrebbe prodotto la
necessità per la Città di recuperare altri 25 milioni, non quei 25 milioni, che è una cosa
strutturalmente diversa. Attenzione, poi, siccome GTT, come dire, è un oggetto della
Città di Torino, noi non ci scandalizziamo del fatto che quei 25 milioni servono anche
come, tra virgolette, come l'ha chiamato lei, "tombare" il mancato introito da parte di
GTT delle mancate agevolazioni. Ci sorprende che un Piano Industriale, che è stato
dipinto per essere quello che sistemava i conti, non ha preso in considerazione questa
provvista. E allora, come abbiamo avuto modo di dirlo in Commissione, il tema non è
tanto il merito, ma in questo caso è il metodo, e cioè, il Consiglio Comunale non ha mai,
mai, votato nessun atto che avesse attinenza al Piano Industriale di GTT che stato, ed è
correttamente descritto nella narrativa della deliberazione meccanografico 5190, cioè il
suo assestamento di bilancio, Rolando, è stato opportunamente gestito in toto da FCT,
che è il proprietario formale di GTT. Allora, se questo è vero, la domanda sorge
spontanea: ma perché il Consiglio Comunale dovrebbe non votare nessun atto, nessuna
mozione di indirizzo, nessun Piano Industriale; niente ha votato. È stato chiamato a
votare il suo assestamento di bilancio, che in narrativa descrive tutto quello che le ho
descritto fino adesso, e poi adesso arriva questa delibera che incidentalmente con questo
inciso specifica nero su bianco che il Piano Industriale, per il quale avete votato di dare
25 milioni a GTT, non contiene questa partita. Come abbiamo avuto modo di dirle,
concludo, l'operazione da fare non era quella di venire in Consiglio Comunale con una
delibera, ma era quella di convocare un'Assemblea dei soci di FCT, prendere atto della
quantificazione del mancato versamento da parte della Città del corrispettivo delle
agevolazioni con delibera di FCT; con la medesima delibera di FCT modificare il Piano
Industriale approvato e con la medesima delibera dell'Assemblea dei Soci di FCT
includere nei 25 milioni già conferiti dalla città anche il tombamento del rapporto
debiti-crediti. Non abbiamo capito perché questo non è stato fatto. La risposta che ci è
stata data in Commissione, abbiate pazienza, è una risposta…, cioè ci è stato risposto
che questa delibera diventa una sorta di delibera di indirizzo a FCT. Cioè, cerchiamoli
meno scivolosi 'sti specchi dove appoggiarsi, perché sono un pochino scivolosi questi
specchi. Allora l'appello che faccio nuovamente alla Maggioranza, che non è stato
ascoltato in Commissione e lo faccio qui in Aula, è quello di fermare questa
deliberazione e fare esattamente le cose che sono scritte qua, farle fare a chi le ha fatte
fino adesso, cioè alla Sindaca Chiara Appendino che ha tutti i poteri di convocare
un'Assemblea dei Soci di FCT e assumersi lei la responsabilità, lei la responsabilità,
come Sindaca della Città, non farla assumere a voi, Consiglieri, tra l'altro in una seduta
in cui manco è presente, tra l'altro. Assumersi lei la responsabilità che le compete, di
fare esattamente queste operazioni. Ripeto, riaprire l'Assemblea dei soci, riaprire il
Paino Industriale, deliberare che questi 25 milioni, tra l'altro già autorizzati dalla vostra
Maggioranza e quindi già fondamentalmente in pancia, a questo punto assolutamente
legittimata, a GTT, sono 25 milioni che servono anche a tombare quella roba lì. Ci
dispiace che questa discussione, come dire, scarichi sul Consiglio Comunale una
responsabilità, che io mi sono premurato di narrare a verbale, come ho fatto tante altre
volte in questo mandato, i posteri decideranno se le cose che ho detto sono illazioni,
come mi è stato detto per molte altre cose che ho detto, oppure se forse non varrebbe la
pena un supplemento di riflessione che vi consente di non fare un atto che a nostro
modo di vedere, che capiamo benissimo, ma che, come dire, serve davvero a scaricare
sul Consiglio Comunale responsabilità patrimoniali che onestamente bisogna che si
assuma la Sindaca Appendino.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Mi ha chiesto di intervenire il Consigliere Malanca, prego.

MALANCA Roberto
Grazie, Presidente. Io approvo e apprezzo questo atto della Giunta, perché in questo atto
ci sono sostanzialmente due attori fondamentali, che vengono inclusi nella cosiddetta
trattativa, che sono GTT è la Città di Torino; la Città di Torino che ha un debito nei
confronti GTT e GTT che ha un credito, di conseguenza, nei confronti della Città, che è
valutato da GTT in quei 55 milioni. In realtà c'è un problema di metodo di calcolo di
questi 55 milioni, non sono i 55 milioni universalmente riconosciuti come dovuti in
quanto cifra assoluta. È da qui che discende un accordo tra i due per chiudere la
questione con questi 25 milioni. Ma dirò di più, quando si fa un accordo di questo
genere, significa che prima non c'è accordo sulla cifra, l'accordo si raggiunge durante la
trattativa. Un Piano industriale serio, come dato certo, prevede che le fonti di
finanziamento siano certe, è questo il motivo per cui nel Piano Industriale di GTT è
stato detto che la Città di Torino avrebbe dato 25 milioni a GTT come fonte finanziaria,
garantendola con un aumento di capitale, o con un'altra fonte qualsiasi. Sulla base di
questo si può fare, sulla base di questo impegno si può fare un Piano Industriale. Ma se
la cifra fosse stata nella trattativa abbassata a 10 milioni, probabilmente la Città di
Torino avrebbe dovuto intervenire con altri 15 milioni di aumento di capitale. Quindi è
evidentemente provvidenziale, o probabilmente anche non soltanto provvidenziale il
fatto che ci siano questi 25 milioni e che con questi si chiuda una partita che era aperta,
e in quanto aperta non poteva essere la base su cui poter fare un Piano Industriale, non si
fa sulla base di trattative da fare, o di cifre che forse arriveranno di più o di meno, ma
devono essere quantificate con l'accordo di tutti gli attori: GTT e Città di Torino. È
evidente che l'FCT come socio non potrà che prendere atto di questo documento e agire
di conseguenza, ma la ragione principale di questo atto non è il Piano Industriale di
GTT. Il Piano Industriale di GTT ha visto soltanto l'impegno della Città di Torino di
provvedere alla provvista finanziaria per far sì che il Piano Industriale avesse le fonti di
finanziamento adeguate per poter essere approvato. Questo è l'atto con cui si chiude la
partita, e lasciamo perdere, stendiamo un velo pietoso su come si è creato questo
disallineamento, questo credito di GTT da parte di una Amministrazione, che quindi ha
fatto questo debito ben sapendo che chiedeva delle agevolazioni e che poi non ha
pagato. Si chiude un altro pezzettino delle cose che vengono messe a posto, è un
pezzettino non piccolo vista l'entità della cifra, con questa delibera con la quale si va a
chiudere questa partita. Questo soddisfa comunque un altro dato, che però è a latere, che
non è oggetto di questa delibera, che è quello della necessità finanziaria di GTT che il
Comune di Torino aveva già preso come impegno, eventualmente anche come aumento
di capitale o altra fonte. Grazie, Presidente.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie a lei. Ho iscritto a parlare il Capogruppo Tresso, prego.

TRESSO Francesco
Molto brevemente. Io comprendo, Assessore, la necessità di riuscire a trovare un
escamotage e che voi dovete in qualche modo ottemperare a quanto era previsto dal
Piano Industriale, la Madia non vi aiutava, quindi dovevate trovare, insomma, una
formula per riuscire, diciamo così, a superare questa situazione di impasse. Onestamente
trovo però, quanto voi avete prodotto, un esercizio di ginnastica abbastanza di
equilibrismo un pochino, diciamo così, spinto, nel senso che, allora, ci spieghi come
questi 55 milioni che dovevano essere erogati a GTT per dei servizi effettivamente
effettuati, che non erano stati riconosciuti, non costituivano un debito fuori bilancio,
perché mi sembra che sui debiti fuori bilancio ci avete scherzato già più volte, ma
adesso, anche consci di quello che già era successo, perché non li avete inseriti come
debiti fuori bilancio che potevano essere quindi pagati sulle annualità successive. A
maggior ragione dico, se questi 55 milioni, che poi sono stati chiusi a 25, corrispondenti
ai cinque anni in cui sono stati erogati questi servizi e che quindi giustamente dite, la
Città doveva riconoscere, mi aspetto che allora, a partire dal prossimo anno, grosso
modo si tratta, salvo che ci siano (incomprensibile) di 11 milioni all'anno, verranno
inseriti nel preventivo perché questi sono debiti che la Città dovrà poi riconoscere. Mi
sembra davvero che state cercando, siccome correttamente il Capogruppo Lo Russo vi
ha fatto notare, di avvallare da parte del Consiglio una scelta di conduzione contabile
che non è proprio cristallina e quindi chiedete al Consiglio di poter assumere questa
responsabilità. Io personalmente non mi prenderò questa responsabilità, quindi non
voterò questa delibera, però mi sembra davvero un esercizio un pochino borderline.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Ho iscritto a parlare il Consigliere Carretto, prego.

CARRETTO Damiano
Grazie, Presidente. No, io solo per ribadire un aspetto che forse viene un po' nascosto, o
viene un po', come dire, sviato da questa attenzione verso le procedure, che ci sta anche,
credo sia un'attenzione legittima, però la vera notizia, se vogliamo, il vero aspetto
fondamentale è il fatto che si sono accumulati, a quanto chiede GTT, 55 milioni di
agevolazioni non pagate; 55 milioni non 50 euro, 55 milioni, e questo io continuo a
ritenere che sia un aspetto che viene troppo poco sottolineato, perché è lo specchio di
una gestione, è lo specchio di un modus operandi in cui le agevolazioni si danno perché
fa comodo poi per prendere i voti, probabilmente, sicuramente fa piacere, no? Avere le
agevolazioni e chi le concede poi viene visto sicuramente in maniera molto positiva, ma
io credo che sia un po' come fare un regalo ai propri figli, ora siamo a Natale, un bel
regalo, un bellissimo regalo e poi essere sfrattati il mese dopo perché non si è pagato
l'affitto. Cioè, io credo che questo aspetto vada sottolineato, vada sottolineata anche la
volontà di questa amministrazione di mettere in pari le situazioni, di evitare che questi
disallineamenti si ripropongano, che vengano erogate, diciamo, agevolazioni che non ci
si può permettere, banalmente, che né il Comune e men che meno l'Azienda si può
permettere, e io credo che si debba un po' ripartire da questo modo di gestire le
Partecipate, da questo modo di gestire un'azienda come GTT, che sappiamo benissimo
ha avuto un momento di estrema crisi, di grande difficoltà, un momento in cui da più
parti si invocava la cessione ai privati, si invocava la privatizzazione, si invocava,
diciamo, il fatto di liberarsi, che la Città di Torino si liberasse di un servizio
fondamentale come il trasporto pubblico perché la situazione dell'Azienda era questa. E
io credo che è una riflessione che dobbiamo fare, dobbiamo evitare che si arrivi in
futuro ad avere un servizio fondamentale, come il trasporto pubblico, in bilico e sull'orlo
di una privatizzazione. La precedente Amministrazione ci aveva già provato, a dire il
vero, a vendere una parte di GTT, era andata male, sappiamo tutti com'è andata la storia,
ma io credo che non sia quella la soluzione, non si può avere un'Azienda che ha dei
buchi enormi e la risposta della politica è: "Allora vendiamola, allora facciamo entrare i
privati". Mi piacerebbe che questa riflessione fosse una riflessione un po' comune a tutte
le parti politiche, perché ne vale della capacità di amministrare e la capacità di visione, e
questa è una visione; un'Azienda come i trasporti pubblici, che sia in mano pubblica,
questa è una visione politica, è una presa di posizione politica. Quindi io credo che
questa delibera, al di là delle finezze, diciamo, amministrative, o dei percorsi
amministrativi che possono trovare tutti d'accordo, o meno, però sia una dichiarazione
politica forte. Quindi io credo che chi dice che non parteciperà al voto di questa
delibera, prende una posizione politica e dimostra la propria visione politica anche in
maniera netta e chiara davanti alla città.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Io non ho altri Consiglieri iscritti a parlare. Vuole replicare, Assessore? Prego.

ROLANDO Sergio (Assessore)
Sì, solo due precisazioni rivolte all'Aula. La prima è che questa vicenda che, ripeto,
nasce nel passato, non è in alcun modo confrontabile con un tema di debito fuori
bilancio, perché se fosse tale, lo sarebbe soltanto nella misura in cui fosse stato richiesto
con documentazione contabile e fosse stato in qualche modo assentito e non negato dal
contraente il debito. In ogni caso, fosse un debito fuori bilancio, probabilmente sarebbe
in capo all'Amministrazione, che dal 2012 al 2016 non ha tenuto conto di questa
vicenda sui bilanci relativi. La seconda considerazione, è che il passaggio di utilizzo
della delibera precedente, o meglio, delle indicazioni precedenti all'aumento di capitale,
tramutandole, utilizzando la holding per fare invece il pagamento di un debito, quella
sarebbe stata, sì, un'operazione poco chiara. Questo, ne parlo tecnicamente, non ne parlo
da un punto di vista politico, di scelta, ma quello sarebbe stata, sì…, qualcuno ha usato
un termine, come si dice? Gioco delle tre carte, ho sentito dire, no? Quello sarebbe stato
un gioco delle tre carte.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Per dichiarazione di voto, prego, Capogruppo Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Parlare ai muri non serve, l'abbiamo capito, e conseguentemente lo lasciamo per il
verbale la nostra opinione sul merito. Ci piacerebbe capire questi 25 milioni che avete
votato l'altra volta, a questo punto, che cosa hanno coperto, perché la giustificazione
politica per il fatto che avete votato una assestamento di bilancio era che c'era un Piano
Industriale, che questo Piano Industriale era stato approvato dall'Assemblea dei soci di
FCT e che questo Piano Industriale per poter avere gambe, aveva esigenza di avere 25
milioni di iniezione di liquidità da parte della Città, poi ci spiegate che questi soldi che
oggi, di fatto, a cui volete dare copertura con la delibera di Consiglio, non sono quelli,
domanda lecita, credo: ci spiegate a che cosa sono serviti questi 25 milioni che avete
votato l'altra volta? Visto che abbiamo capito che non servono a pagare le agevolazioni,
perché non erano figlie di quel calcolo. Siccome di fronte a questa roba qua non sapete
rispondere, perché onestamente sono altri 25 milioni, e non gli stessi, non è che non
l'abbiamo capito, e per dare questo segnale di collaborazione, vi abbiamo detto che non
siamo neanche contrari all'operazione. Io ribadisco, poi chiudo l'ultima volta, il
problema è che l'operazione non va fatta così, l'operazione va fatta in un altro modo, e
va fatta con una presa d'atto che quel Piano Industriale che avete votato voi, senza
passare dall'Aula, anzi, senza neanche passare dalla Giunta Comunale, ma per
assunzione diretta di responsabilità della Sindaca Appendino, è un Piano Industriale che
andava aggiornato in Assemblea dei soci, di GTT e di FCT. Bastava una delibera
dell'Assemblea dei soci di FCT che prendeva atto di questo tipo di valutazione e che
dava atto a GTT del fatto che questi crediti venivano considerati tombali tout court.
Siccome, nonostante le sedute di Commissione, le richieste che abbiamo fatto,
continuate a non rispondere, e cioè, ma questi 25 milioni cash, o in altri servizi, se non
sono serviti a pagare le agevolazioni, lo dite voi, eh! non è che lo dico io, cioè lo avete
scritto voi, lo rileggo: "che il predetto Piano Industriale non tratta in alcun modo" lo dite
voi. Lo dite voi, non lo dico io. Allora, siccome non riuscite a rispondere, lo so che,
legittimo, legittimo, lo capiamo benissimo l'operazione che avete in mente di fare qua,
che è quella di dare copertura politica a una roba che è all'arangiuma. Arangiuma lo dite
voi, noi onestamente, come abbiamo detto in tante altre occasioni, questa modalità di
gestione delle operazioni non la condividiamo. E sa perché anche non la condividiamo?
Così provo anche a dare una risposta, come dire, poi chiederei magari di aggiornare un
po' gli argomenti, perché sennò gli argomenti rischiano di essere un pelino ripetitivi,
non la diamo, da questo punto di vista, perché fino adesso avete dimostrato di gridare al
lupo al lupo 550 volte, debiti, crediti di GTT, i famosi disallineamenti, poi di colpo
abbiamo scoperto che, come dire, sono disallineamenti relativi, i famosi debiti fuori
bilancio, ve li ricordate o avete memoria corta? Ve li ricordate i famosi 61 milioni ICI,
IMU, famosi, no? Quelli che di colpo non sono più 61, oggi leggiamo che la mitica
Castelli li fa…, allora, non è che siete proprio al massimo, senza toccare argomenti un
po' più scottanti, quelli del novembre 2016, dove proprio lì siamo arrivati a fare,
addirittura, altre operazioni, non è che avete tutta 'sta credibilità, scusatemi se ve lo dico
con franchezza. E lei, Assessore, mi scusi, nonostante come dire, il rispetto che le devo
nella sua figura, non è che parla come l'oracolo di Delfi, perché fino adesso le cose che
ha detto, tutte le cose che ha detto, i disallineamenti, onestamente tutte proprio
verificate, verificate, noi non le abbiamo viste, se non le spiace. Questa di oggi è
l'ennesima volta in cui lei, forse abituato, non so dove era abituato, forza, secondo noi in
maniera sbagliata, e aggiungo, a questo punto, visto che è reiterata, voluta, difesa,
perché un conto è che uno non capisce, non ha capito, invece no, ce la comprensione, e
anzi rafforzata. Bene, allora, io più che dirlo in Commissione, più che dirlo in Aula, più
che farvi notare che, caso strano, non c'è Appendino, ragazzi, fate cosa credete, votate e
fidatevi.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Grazie. Non ho altri Consiglieri iscritti a parlare, quindi apro la votazione; prego,
Consiglieri, votate.
Tutti i Consiglieri hanno votato? Chiudo la votazione.
Favorevoli 21, nessun contrario, nessun astenuto, la delibera è approvata.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
Do lo stesso esito per l'immediata esecutività dell'atto.
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