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| IMBESI Serena (Vicepresidente) Allora passo al punto 11, la delibera, la 06459 della Giunta: "Schema di accordo per la definitiva regolazione delle pendenze relative alle agevolazioni tariffarie esercizi precedenti al 1° gennaio 2018 e contestuale liberazione del socio FCT e della Città di Torino dai precedenti impegni previsti nel piano GTT. Approvazione" IMBESI Serena (Vicepresidente) Lascio la parola all'Assessore Rolando, prego. ROLANDO Sergio (Assessore) Buongiorno. Allora, questa delibera che ha per oggetto due attività si riferisce, intanto, a mettere una pietra definitiva su alcuni temi che avevano caratterizzato anche precedentemente le discussioni fra GTT e Città, e dall'altra parte consente di liberare dall'obbligo di FCT l'operazione di aumento capitale prevista entro fine anno per il Piano Industriale GTT. La deliberazione in questione si inserisce quindi nel contesto degli interventi di sostegno e superamento della situazione di criticità della GTT e consente anche il superamento di questa pendenza, finora irrisolti, che peraltro dura dal contratto di servizio 2012, questa vicenda, e si riferisce al mancato ristoro delle conseguenze economiche e finanziarie connesse alle agevolazioni tariffarie che hanno gravato i bilanci di GTT. Il Comune ha annualmente deliberato, con provvedimento del Consiglio Comunale, agevolazioni tariffarie, così come ha fatto la Regione, nei confronti di particolari categorie di cittadini, pensionati con reddito familiare ai minimi INPS, mutilati ed invalidi di guerra del Lavoro, disoccupati, residenti con età maggiore di 65 anni, Consiglieri comunali e circoscrizionali. GTT ha quindi applicato queste agevolazioni, peraltro non le ha mai formalizzate in richieste formali dal punto di vista contabile, ma il Comune da allora non ha compensato GTT che per importi del tutto parziali, mentre gli oneri restanti hanno condizionato i bilanci della Società, contribuendo alla situazione di difficoltà. Il contratto tra Città e GTT prevedeva che i minori incassi venissero rimborsati a GTT, ma finora ciò non è avvenuto, sia perché non si è mai raggiunto un accordo su una definizione di tali partite, sia perché il Comune ha potuto solo accantonare e pagare parte delle somme in relazione alle risorse disponibili. Naturalmente, venendo oggi in rilievo il necessario superamento delle situazioni di difficoltà che in passato ha manifestato GTT, il tema ha dovuto essere affrontato in modo definitivo. Gli uffici hanno verificato le rendicontazioni pervenute nei diversi anni; congiuntamente alle attività sviluppate da GTT hanno verificato la somma complessiva delle agevolazioni concesse, che risulterebbe dal punto di vista della richiesta di allora, o meglio, della concessione di allora, superiore a 55 milioni negli anni compresi fra il 2012 e il 2017 e hanno altresì convenuto sui criteri che hanno consentito, in accordo con GTT, di considerare chiusa questa pendenza in una misura decisamente inferiore alla cifra che ho detto e pari a 25 milioni. Misura, quest'ultima, che essendo corrispondente alla cifra a cui si era impegnata la Città e FCT, braccio operativo, holding della Città, che detiene le azioni di GTT, interventi di aumento capitale o analoghi, recita contestualmente l'impegno della Città, nel contesto del Piano GTT a suo tempo approvato dalla Società. Ovviamente non avrebbe avuto senso dar corso al momento di capitale, lasciando aperta la pendenza delle agevolazioni tariffarie, e quindi questa, concordemente anche ai pareri che sono stati ottenuti da parte dei legali, sia della Città, che di GTT, è stata considerata pienamente satisfattiva anche dalla Società. La chiusura di queste agevolazioni pertanto impone che a FCT sia formalmente data indicazione di escludere dalla propria programmazione finanziaria ogni impegno di aumento di capitale precedentemente previsto con l'autorizzazione del Piano Industriale. In definitiva questa delibera raggiunge, attraverso la sottoscrizione dello schema di accordo che approva, chiude la questione agevolazioni pregresse con il pagamento di 25 milioni di euro a GTT, il cui onere non era giusto che continuasse a gravare su GTT e allo stesso tempo liberare quindi FCT dal precedente impegno assunto in ordine all'aumento del capitale sociale. Ovviamente alla manifestazione finanziaria di quest'operazione si manifesterà esattamente come era prevista dall'aumento di capitale, con le conseguenze che il Piano Industriale di GTT, che è rivisto annualmente per quella che si chiama la verifica, la IBR, che viene chiamato in termine tecnico, verrà adeguato tenendo conto di questa variazione. Grazie. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie a lei. Prego, Capogruppo Lo Russo. LO RUSSO Stefano Grazie, Presidente. Grazie, anche, Assessore. Avremmo avuto piacere di avere finalmente su questi schermi la Sindaca Appendino, che per l'ennesima volta taglia opportunamente il Consiglio Comunale e spiegherò nel mio intervento il perché lo fa opportunamente, per lei, ovviamente, un pochino meno per i Consiglieri che voteranno il provvedimento. Questo provvedimento, apparentemente innocuo, in realtà ha un vulnus che abbiamo evidenziato quando abbiamo discusso della questione in Commissione, piuttosto complicato, certamente da capire, perché fondamentalmente quello che appare nella narrativa della delibera è un tentativo, a nostro modo di vedere, neanche così ben mascherato, di fare un'operazione di copertura politica facendo votare i Consiglieri Comunali in maniera assolutamente impropria a nostro giudizio, relativamente al Piano Industriale di GTT per parti. Mi spiego meglio. Come nella delibera, nella narrativa della delibera è chiaramente identificato alla pagina 3, primo e secondo capoverso, il nostro Piano Industriale, cioè il Piano Industriale di GTT, è stato correttamente definito da parte del socio, il socio è FCT Città di Torino. Ricorderanno, i Consiglieri, ricorderà la Giunta, perché è stato oggetto di forte attacco politico relativamente alle questioni pregresse, a valle della evidenziazione dei cosiddetti disallineamenti di debiti - crediti della Città con GTT, fu fatta una ricognizione attraverso addirittura un advisor esterno selezionato dalla Città e da GTT di quelli che erano i crediti e i debiti tra Città e GTT medesima, e tra Agenzia e GTT medesima. Questo complesso lavoro di ricognizione, al di là di aver sgomberato il campo relativamente ad alcune illazioni che erano state fatte anche da autorevoli esponenti della Giunta Comunale Appendino, relativamente a una gestione più o meno fantasiosa di questo tipo di operazioni, hanno anche ovviamente prodotto un output finanziario, che, schematizzo molto, produce a valle della ricognizione dei crediti e dei debiti, una esigenza di avere, da parte della Città di Torino, una provvista finanziaria di 25 milioni di euro e da parte della Regione Piemonte una provvista finanziaria di 40 milioni di euro. Percorso perfettamente lineare, tanto è vero che in conseguenza di questo percorso perfettamente lineare, la Maggioranza Movimento 5 Stelle ha…, anzi, Chiara Appendino autorizza la vendita del pacchetto azionario di IREN e non in tutto, 5%, ma in parte, 2,5%, è la cosa che abbiamo discusso la scorsa seduta, per recuperare la provvista finanziaria di 25 milioni da dare a FCT, e voi Consiglieri del Movimento 5 Stelle avete votato la delibera, meccanografico 5190, che è sostanzialmente il quinto provvedimento di assestamento del bilancio, proposto dal qui presente Assessore Rolando, che dice che quei 25 milioni vanno a coprire il fabbisogno finanziario di GTT derivante dal Piano Economico Finanziario rivisto dal famoso Piano Industriale. E fin qui tutto perfetto. Poi spunta questa delibera, che è stata illustrata adesso, che è la delibera 6459, che ha alcune frasi piuttosto singolari. Sostanzialmente lo scopo di questa delibera qual è? Nella delibera si dice che i famosi crediti di GTT che la Città non ha in qualche modo onorato, derivanti dalle agevolazioni, dice che sono stati computati da GTT, lo dice con chiarezza, nel periodo 2012-2017, per un totale di 55.502.827 euro, quindi, diciamo così, non propriamente quattro soldi. Si ricorderà l'Assessore Ronaldo che io ho chiesto in Commissione come si era arrivati a questa definizione e i tecnici hanno fornito informazioni puntuali, raccontando di come si arriva a questi 55 milioni di euro. Ma la cosa che davvero fa saltare un po' sulla sedia, è la seguente frase: "Tenuto conto peraltro che il Piano Industriale di GTT ha previsto il superamento delle condizioni di difficoltà e il ripristino di una situazione di equilibrio senza considerare tali partite", cioè quelle dei crediti a cui ho fatto riferimento, "che il predetto Piano Industriale non tratta in alcun modo, e per contro prevedendo assegno finanziario da parte del socio FCT nella misura non superiore a 25 milioni di euro, le parti…" bla, bla, bla, bla. Allora, voi capite benissimo che, come dire, diventa complicato capire la ratio del provvedimento, cioè, 'sto Piano Industriale che FCT ha fatto e ha approvato, anzi, la Sindaca Chiara Appendino, come socio, ed è la ragione per cui avremmo avuto piacere che votasse anche lei questa delibera che voi voterete, va in Assemblea dei soci, vota il Piano Industriale, assumendosi la responsabilità anche in termini di Codice Civile, che presuppone di aver fatto la ricognizione completa dei crediti, e in virtù di questa ricognizione completa dei crediti impegna la Città medesima al versamento di 25 milioni di euro, che è la giustificazione della vendita delle azioni IREN, fa tutta questa procedura in Assemblea dei soci, viene in Consiglio Comunale, vi fa votare un assestamento di bilancio che dà i 25 milioni a GTT e poi il medesimo organo dice al Consiglio Comunale che si sono dimenticati di computare in quella analisi dei crediti, 55 milioni di euro. Allora, io onestamente non capisco, a questo punto, questo Piano Industriale quali crediti ha analizzato, come ha fatto a dire che quel Piano Industriale è bastante nella misura in cui non computa questo credito, cioè, con gioco delle tre carte, scusi se glielo dico in questi termini, del 2,40, del 2,04. Cioè, voi pensate che siccome abbiamo letto 25 milioni, siamo tutti, come dire, accontentati. C'è una pura e ragionieristica coincidenza, perché questi 25 milioni che avete votato di dare a GTT lo scorso lunedì, dopo aver venduto IREN, sottostimandola, e questo evitiamo di aprire questo tema, non sono i 25 milioni derivanti dal calcolo del mancato introito di GTT derivanti dalle agevolazioni, sono altri; cioè, dal punto di vista puramente teorico la ricognizione dei crediti di GTT derivanti dalle agevolazioni, avrebbe prodotto la necessità per la Città di recuperare altri 25 milioni, non quei 25 milioni, che è una cosa strutturalmente diversa. Attenzione, poi, siccome GTT, come dire, è un oggetto della Città di Torino, noi non ci scandalizziamo del fatto che quei 25 milioni servono anche come, tra virgolette, come l'ha chiamato lei, "tombare" il mancato introito da parte di GTT delle mancate agevolazioni. Ci sorprende che un Piano Industriale, che è stato dipinto per essere quello che sistemava i conti, non ha preso in considerazione questa provvista. E allora, come abbiamo avuto modo di dirlo in Commissione, il tema non è tanto il merito, ma in questo caso è il metodo, e cioè, il Consiglio Comunale non ha mai, mai, votato nessun atto che avesse attinenza al Piano Industriale di GTT che stato, ed è correttamente descritto nella narrativa della deliberazione meccanografico 5190, cioè il suo assestamento di bilancio, Rolando, è stato opportunamente gestito in toto da FCT, che è il proprietario formale di GTT. Allora, se questo è vero, la domanda sorge spontanea: ma perché il Consiglio Comunale dovrebbe non votare nessun atto, nessuna mozione di indirizzo, nessun Piano Industriale; niente ha votato. È stato chiamato a votare il suo assestamento di bilancio, che in narrativa descrive tutto quello che le ho descritto fino adesso, e poi adesso arriva questa delibera che incidentalmente con questo inciso specifica nero su bianco che il Piano Industriale, per il quale avete votato di dare 25 milioni a GTT, non contiene questa partita. Come abbiamo avuto modo di dirle, concludo, l'operazione da fare non era quella di venire in Consiglio Comunale con una delibera, ma era quella di convocare un'Assemblea dei soci di FCT, prendere atto della quantificazione del mancato versamento da parte della Città del corrispettivo delle agevolazioni con delibera di FCT; con la medesima delibera di FCT modificare il Piano Industriale approvato e con la medesima delibera dell'Assemblea dei Soci di FCT includere nei 25 milioni già conferiti dalla città anche il tombamento del rapporto debiti-crediti. Non abbiamo capito perché questo non è stato fatto. La risposta che ci è stata data in Commissione, abbiate pazienza, è una risposta…, cioè ci è stato risposto che questa delibera diventa una sorta di delibera di indirizzo a FCT. Cioè, cerchiamoli meno scivolosi 'sti specchi dove appoggiarsi, perché sono un pochino scivolosi questi specchi. Allora l'appello che faccio nuovamente alla Maggioranza, che non è stato ascoltato in Commissione e lo faccio qui in Aula, è quello di fermare questa deliberazione e fare esattamente le cose che sono scritte qua, farle fare a chi le ha fatte fino adesso, cioè alla Sindaca Chiara Appendino che ha tutti i poteri di convocare un'Assemblea dei Soci di FCT e assumersi lei la responsabilità, lei la responsabilità, come Sindaca della Città, non farla assumere a voi, Consiglieri, tra l'altro in una seduta in cui manco è presente, tra l'altro. Assumersi lei la responsabilità che le compete, di fare esattamente queste operazioni. Ripeto, riaprire l'Assemblea dei soci, riaprire il Paino Industriale, deliberare che questi 25 milioni, tra l'altro già autorizzati dalla vostra Maggioranza e quindi già fondamentalmente in pancia, a questo punto assolutamente legittimata, a GTT, sono 25 milioni che servono anche a tombare quella roba lì. Ci dispiace che questa discussione, come dire, scarichi sul Consiglio Comunale una responsabilità, che io mi sono premurato di narrare a verbale, come ho fatto tante altre volte in questo mandato, i posteri decideranno se le cose che ho detto sono illazioni, come mi è stato detto per molte altre cose che ho detto, oppure se forse non varrebbe la pena un supplemento di riflessione che vi consente di non fare un atto che a nostro modo di vedere, che capiamo benissimo, ma che, come dire, serve davvero a scaricare sul Consiglio Comunale responsabilità patrimoniali che onestamente bisogna che si assuma la Sindaca Appendino. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Mi ha chiesto di intervenire il Consigliere Malanca, prego. MALANCA Roberto Grazie, Presidente. Io approvo e apprezzo questo atto della Giunta, perché in questo atto ci sono sostanzialmente due attori fondamentali, che vengono inclusi nella cosiddetta trattativa, che sono GTT è la Città di Torino; la Città di Torino che ha un debito nei confronti GTT e GTT che ha un credito, di conseguenza, nei confronti della Città, che è valutato da GTT in quei 55 milioni. In realtà c'è un problema di metodo di calcolo di questi 55 milioni, non sono i 55 milioni universalmente riconosciuti come dovuti in quanto cifra assoluta. È da qui che discende un accordo tra i due per chiudere la questione con questi 25 milioni. Ma dirò di più, quando si fa un accordo di questo genere, significa che prima non c'è accordo sulla cifra, l'accordo si raggiunge durante la trattativa. Un Piano industriale serio, come dato certo, prevede che le fonti di finanziamento siano certe, è questo il motivo per cui nel Piano Industriale di GTT è stato detto che la Città di Torino avrebbe dato 25 milioni a GTT come fonte finanziaria, garantendola con un aumento di capitale, o con un'altra fonte qualsiasi. Sulla base di questo si può fare, sulla base di questo impegno si può fare un Piano Industriale. Ma se la cifra fosse stata nella trattativa abbassata a 10 milioni, probabilmente la Città di Torino avrebbe dovuto intervenire con altri 15 milioni di aumento di capitale. Quindi è evidentemente provvidenziale, o probabilmente anche non soltanto provvidenziale il fatto che ci siano questi 25 milioni e che con questi si chiuda una partita che era aperta, e in quanto aperta non poteva essere la base su cui poter fare un Piano Industriale, non si fa sulla base di trattative da fare, o di cifre che forse arriveranno di più o di meno, ma devono essere quantificate con l'accordo di tutti gli attori: GTT e Città di Torino. È evidente che l'FCT come socio non potrà che prendere atto di questo documento e agire di conseguenza, ma la ragione principale di questo atto non è il Piano Industriale di GTT. Il Piano Industriale di GTT ha visto soltanto l'impegno della Città di Torino di provvedere alla provvista finanziaria per far sì che il Piano Industriale avesse le fonti di finanziamento adeguate per poter essere approvato. Questo è l'atto con cui si chiude la partita, e lasciamo perdere, stendiamo un velo pietoso su come si è creato questo disallineamento, questo credito di GTT da parte di una Amministrazione, che quindi ha fatto questo debito ben sapendo che chiedeva delle agevolazioni e che poi non ha pagato. Si chiude un altro pezzettino delle cose che vengono messe a posto, è un pezzettino non piccolo vista l'entità della cifra, con questa delibera con la quale si va a chiudere questa partita. Questo soddisfa comunque un altro dato, che però è a latere, che non è oggetto di questa delibera, che è quello della necessità finanziaria di GTT che il Comune di Torino aveva già preso come impegno, eventualmente anche come aumento di capitale o altra fonte. Grazie, Presidente. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie a lei. Ho iscritto a parlare il Capogruppo Tresso, prego. TRESSO Francesco Molto brevemente. Io comprendo, Assessore, la necessità di riuscire a trovare un escamotage e che voi dovete in qualche modo ottemperare a quanto era previsto dal Piano Industriale, la Madia non vi aiutava, quindi dovevate trovare, insomma, una formula per riuscire, diciamo così, a superare questa situazione di impasse. Onestamente trovo però, quanto voi avete prodotto, un esercizio di ginnastica abbastanza di equilibrismo un pochino, diciamo così, spinto, nel senso che, allora, ci spieghi come questi 55 milioni che dovevano essere erogati a GTT per dei servizi effettivamente effettuati, che non erano stati riconosciuti, non costituivano un debito fuori bilancio, perché mi sembra che sui debiti fuori bilancio ci avete scherzato già più volte, ma adesso, anche consci di quello che già era successo, perché non li avete inseriti come debiti fuori bilancio che potevano essere quindi pagati sulle annualità successive. A maggior ragione dico, se questi 55 milioni, che poi sono stati chiusi a 25, corrispondenti ai cinque anni in cui sono stati erogati questi servizi e che quindi giustamente dite, la Città doveva riconoscere, mi aspetto che allora, a partire dal prossimo anno, grosso modo si tratta, salvo che ci siano (incomprensibile) di 11 milioni all'anno, verranno inseriti nel preventivo perché questi sono debiti che la Città dovrà poi riconoscere. Mi sembra davvero che state cercando, siccome correttamente il Capogruppo Lo Russo vi ha fatto notare, di avvallare da parte del Consiglio una scelta di conduzione contabile che non è proprio cristallina e quindi chiedete al Consiglio di poter assumere questa responsabilità. Io personalmente non mi prenderò questa responsabilità, quindi non voterò questa delibera, però mi sembra davvero un esercizio un pochino borderline. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Ho iscritto a parlare il Consigliere Carretto, prego. CARRETTO Damiano Grazie, Presidente. No, io solo per ribadire un aspetto che forse viene un po' nascosto, o viene un po', come dire, sviato da questa attenzione verso le procedure, che ci sta anche, credo sia un'attenzione legittima, però la vera notizia, se vogliamo, il vero aspetto fondamentale è il fatto che si sono accumulati, a quanto chiede GTT, 55 milioni di agevolazioni non pagate; 55 milioni non 50 euro, 55 milioni, e questo io continuo a ritenere che sia un aspetto che viene troppo poco sottolineato, perché è lo specchio di una gestione, è lo specchio di un modus operandi in cui le agevolazioni si danno perché fa comodo poi per prendere i voti, probabilmente, sicuramente fa piacere, no? Avere le agevolazioni e chi le concede poi viene visto sicuramente in maniera molto positiva, ma io credo che sia un po' come fare un regalo ai propri figli, ora siamo a Natale, un bel regalo, un bellissimo regalo e poi essere sfrattati il mese dopo perché non si è pagato l'affitto. Cioè, io credo che questo aspetto vada sottolineato, vada sottolineata anche la volontà di questa amministrazione di mettere in pari le situazioni, di evitare che questi disallineamenti si ripropongano, che vengano erogate, diciamo, agevolazioni che non ci si può permettere, banalmente, che né il Comune e men che meno l'Azienda si può permettere, e io credo che si debba un po' ripartire da questo modo di gestire le Partecipate, da questo modo di gestire un'azienda come GTT, che sappiamo benissimo ha avuto un momento di estrema crisi, di grande difficoltà, un momento in cui da più parti si invocava la cessione ai privati, si invocava la privatizzazione, si invocava, diciamo, il fatto di liberarsi, che la Città di Torino si liberasse di un servizio fondamentale come il trasporto pubblico perché la situazione dell'Azienda era questa. E io credo che è una riflessione che dobbiamo fare, dobbiamo evitare che si arrivi in futuro ad avere un servizio fondamentale, come il trasporto pubblico, in bilico e sull'orlo di una privatizzazione. La precedente Amministrazione ci aveva già provato, a dire il vero, a vendere una parte di GTT, era andata male, sappiamo tutti com'è andata la storia, ma io credo che non sia quella la soluzione, non si può avere un'Azienda che ha dei buchi enormi e la risposta della politica è: "Allora vendiamola, allora facciamo entrare i privati". Mi piacerebbe che questa riflessione fosse una riflessione un po' comune a tutte le parti politiche, perché ne vale della capacità di amministrare e la capacità di visione, e questa è una visione; un'Azienda come i trasporti pubblici, che sia in mano pubblica, questa è una visione politica, è una presa di posizione politica. Quindi io credo che questa delibera, al di là delle finezze, diciamo, amministrative, o dei percorsi amministrativi che possono trovare tutti d'accordo, o meno, però sia una dichiarazione politica forte. Quindi io credo che chi dice che non parteciperà al voto di questa delibera, prende una posizione politica e dimostra la propria visione politica anche in maniera netta e chiara davanti alla città. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Io non ho altri Consiglieri iscritti a parlare. Vuole replicare, Assessore? Prego. ROLANDO Sergio (Assessore) Sì, solo due precisazioni rivolte all'Aula. La prima è che questa vicenda che, ripeto, nasce nel passato, non è in alcun modo confrontabile con un tema di debito fuori bilancio, perché se fosse tale, lo sarebbe soltanto nella misura in cui fosse stato richiesto con documentazione contabile e fosse stato in qualche modo assentito e non negato dal contraente il debito. In ogni caso, fosse un debito fuori bilancio, probabilmente sarebbe in capo all'Amministrazione, che dal 2012 al 2016 non ha tenuto conto di questa vicenda sui bilanci relativi. La seconda considerazione, è che il passaggio di utilizzo della delibera precedente, o meglio, delle indicazioni precedenti all'aumento di capitale, tramutandole, utilizzando la holding per fare invece il pagamento di un debito, quella sarebbe stata, sì, un'operazione poco chiara. Questo, ne parlo tecnicamente, non ne parlo da un punto di vista politico, di scelta, ma quello sarebbe stata, sì…, qualcuno ha usato un termine, come si dice? Gioco delle tre carte, ho sentito dire, no? Quello sarebbe stato un gioco delle tre carte. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Per dichiarazione di voto, prego, Capogruppo Lo Russo. LO RUSSO Stefano Parlare ai muri non serve, l'abbiamo capito, e conseguentemente lo lasciamo per il verbale la nostra opinione sul merito. Ci piacerebbe capire questi 25 milioni che avete votato l'altra volta, a questo punto, che cosa hanno coperto, perché la giustificazione politica per il fatto che avete votato una assestamento di bilancio era che c'era un Piano Industriale, che questo Piano Industriale era stato approvato dall'Assemblea dei soci di FCT e che questo Piano Industriale per poter avere gambe, aveva esigenza di avere 25 milioni di iniezione di liquidità da parte della Città, poi ci spiegate che questi soldi che oggi, di fatto, a cui volete dare copertura con la delibera di Consiglio, non sono quelli, domanda lecita, credo: ci spiegate a che cosa sono serviti questi 25 milioni che avete votato l'altra volta? Visto che abbiamo capito che non servono a pagare le agevolazioni, perché non erano figlie di quel calcolo. Siccome di fronte a questa roba qua non sapete rispondere, perché onestamente sono altri 25 milioni, e non gli stessi, non è che non l'abbiamo capito, e per dare questo segnale di collaborazione, vi abbiamo detto che non siamo neanche contrari all'operazione. Io ribadisco, poi chiudo l'ultima volta, il problema è che l'operazione non va fatta così, l'operazione va fatta in un altro modo, e va fatta con una presa d'atto che quel Piano Industriale che avete votato voi, senza passare dall'Aula, anzi, senza neanche passare dalla Giunta Comunale, ma per assunzione diretta di responsabilità della Sindaca Appendino, è un Piano Industriale che andava aggiornato in Assemblea dei soci, di GTT e di FCT. Bastava una delibera dell'Assemblea dei soci di FCT che prendeva atto di questo tipo di valutazione e che dava atto a GTT del fatto che questi crediti venivano considerati tombali tout court. Siccome, nonostante le sedute di Commissione, le richieste che abbiamo fatto, continuate a non rispondere, e cioè, ma questi 25 milioni cash, o in altri servizi, se non sono serviti a pagare le agevolazioni, lo dite voi, eh! non è che lo dico io, cioè lo avete scritto voi, lo rileggo: "che il predetto Piano Industriale non tratta in alcun modo" lo dite voi. Lo dite voi, non lo dico io. Allora, siccome non riuscite a rispondere, lo so che, legittimo, legittimo, lo capiamo benissimo l'operazione che avete in mente di fare qua, che è quella di dare copertura politica a una roba che è all'arangiuma. Arangiuma lo dite voi, noi onestamente, come abbiamo detto in tante altre occasioni, questa modalità di gestione delle operazioni non la condividiamo. E sa perché anche non la condividiamo? Così provo anche a dare una risposta, come dire, poi chiederei magari di aggiornare un po' gli argomenti, perché sennò gli argomenti rischiano di essere un pelino ripetitivi, non la diamo, da questo punto di vista, perché fino adesso avete dimostrato di gridare al lupo al lupo 550 volte, debiti, crediti di GTT, i famosi disallineamenti, poi di colpo abbiamo scoperto che, come dire, sono disallineamenti relativi, i famosi debiti fuori bilancio, ve li ricordate o avete memoria corta? Ve li ricordate i famosi 61 milioni ICI, IMU, famosi, no? Quelli che di colpo non sono più 61, oggi leggiamo che la mitica Castelli li fa…, allora, non è che siete proprio al massimo, senza toccare argomenti un po' più scottanti, quelli del novembre 2016, dove proprio lì siamo arrivati a fare, addirittura, altre operazioni, non è che avete tutta 'sta credibilità, scusatemi se ve lo dico con franchezza. E lei, Assessore, mi scusi, nonostante come dire, il rispetto che le devo nella sua figura, non è che parla come l'oracolo di Delfi, perché fino adesso le cose che ha detto, tutte le cose che ha detto, i disallineamenti, onestamente tutte proprio verificate, verificate, noi non le abbiamo viste, se non le spiace. Questa di oggi è l'ennesima volta in cui lei, forse abituato, non so dove era abituato, forza, secondo noi in maniera sbagliata, e aggiungo, a questo punto, visto che è reiterata, voluta, difesa, perché un conto è che uno non capisce, non ha capito, invece no, ce la comprensione, e anzi rafforzata. Bene, allora, io più che dirlo in Commissione, più che dirlo in Aula, più che farvi notare che, caso strano, non c'è Appendino, ragazzi, fate cosa credete, votate e fidatevi. IMBESI Serena (Vicepresidente) Grazie. Non ho altri Consiglieri iscritti a parlare, quindi apro la votazione; prego, Consiglieri, votate. Tutti i Consiglieri hanno votato? Chiudo la votazione. Favorevoli 21, nessun contrario, nessun astenuto, la delibera è approvata. IMBESI Serena (Vicepresidente) Do lo stesso esito per l'immediata esecutività dell'atto. |