| Interventi |
| ROLANDO Sergio (Assessore) Se mi è consentito, come ho fatto in Commissione, esporrei le due delibere contemporaneamente, perché quello che cambia, non tanto nella natura tecnica dell'operazione, è esclusivamente il fatto che la prima delibera contempla un certo numero di mutui che sono sviluppati insieme da due istituti. Ricordo all'Aula che Dexia Crediop con la fine di quest'anno cesserà di essere una banca operante in Italia, così com'è nota di rumore. La seconda delibera riguarda soltanto Intesa Sanpaolo. Nei primi mesi dell'anno sono iniziate diverse valutazioni, colloqui con gli istituti, è stato anche precisato in alcune Commissioni, per tentare di fare delle operazioni di ridisegno dei mutui, che avessero la caratteristica di non creare problematiche con ricadute estreme sul futuro, che però consentissero di avere dei vantaggi che sono individuati nelle due delibere, uno rispettivamente a pagina 4, l'altro a pagina 3, che sono la semplificazione della struttura del tasso di interesse applicato, la cristallizzazione su livelli favorevoli della spesa per interessi, con sterilizzazione del rischio che eventuali futuri rialzi dei tassi di mercato ne determino l'aggravio, l'agevole perfezionamento mediante la stipulazione di un unico atto, una riduzione delle rate per la prima parte dei nuovi Piani di ammortamento, che dura per due sindacature, riducendo la parte corrente, cioè gli interessi e ovviamente, dove c'è l'allungamento, amplificando l'effetto sulla parte capitale. Comunque, dando questo beneficio, questo beneficio sulla spesa corrente che, come si ricorderà, ha vissuto negli anni precedenti dei problemi, nel senso che per alcuni periodi dell'anno si erano sviluppate delle compensazioni sulla parte "Cultura e altri servizi", utilizzando il conto capitale, ci toglieremo da questa vicenda con quest'operazione, e in più, ovviamente, ci sono tutte le caratteristiche ai sensi della normativa per rientrare nella negoziazione assistita dalla Legge. Tutte e due le operazioni sono state valutate dietro nostra richiesta, sono arrivati gli aggiornamenti da parte degli istituti, che cambiavano da luglio a oggi per via della mobilità dei tassi che si è realizzata dopo il mese di agosto. Oggi i tassi sono ancora inferiori a quelli di prima, i tassi di riferimento. Le valutazioni sono state condotte, oltre che ovviamente dall'Istituto, dall'agenzia di consulenza che si occupa di valutare i mutui da noi, dagli uffici e non ultimo, anche il Collegio dei Revisori ha espresso tutte le sue valutazioni sul tema. Venendo all'emendamento, se non ricordo male, l'emendamento è quello che recepisce il parere dei Revisori, che è stato rilasciato mentre eravamo in Commissione. E niente, io non avrei nient'altro da aggiungere, se ci sono delle informazioni. Ricordo che in Commissione sono state date ampie informazioni, sia in termini numerici, che in termini grafici, sugli andamenti, sia delle quote capitali e delle quote interessi nel tempo, prima e dopo la cura. Ovviamente gli uffici stipuleranno questi mutui alla luce delle condizioni post approvazione del Consiglio, che saranno determinate dal mercato, se queste non influiranno sulla convenienza economica registrata. ROLANDO Sergio (Assessore) Intanto, prima una premessa: noi, se abbiamo ristrutturato dei mutui e li abbiamo riorganizzati, diremo, quando andiamo via, che l'abbiamo fatto, come l'abbiamo detto prima. Secondo, tutte le ristrutturazioni di mutuo che sono state fatte, questa è la seconda dopo quella della Cassa Depositi e Prestiti dell'anno scorso, rispondono alla legge, rispondono alla Legge dell'invarianza finanziaria e quindi, come tali, non hanno effetti di amplificazione del debito, perché sennò non sarebbe accettato dalla norma. Terzo, le indicazioni che si possono trovare nella delibera, nella parte preliminare, dicono gli uffici qual è il tasso di riferimento oltre il quale non possono andare, oppure, nel caso dell'estinzione del derivato, dicono qual è l'importo sopra il quale non si può andare. Io me l'ero dimenticato il derivato. Ricordo che tutto il mondo sostiene, non Rolando, che i derivati sono una scommessa, non sono un'assicurazione, e quindi, siccome tutto il mondo ha questa tesi, sia a sinistra che a destra, e sia se uno parli con Stigler, o che parli con un altro economista, eliminare un derivato, quello, ovviamente, nei confronti dell'Istituto con cui si negozia, perché diventa un po' difficile eliminare un derivato con un Istituto con il quale non si negozia, se non c'è l'Istituto, Jp Morgan non c'è, ovviamente sarà oggetto di un altro tema, quando ridisegneremo i derivati. Vengo all'anticipazione, l'anticipazione straordinaria di liquidità, che non si chiama mutuo solo per un effetto legislativo, come ho già spiegato, perché qui non è il caso che racconti la storiella di un animale che nuota come un'anatra, che starnazza come un'anatra, è un'anatra, l'anticipazione costa 3,50 di interesse all'anno, 25 milioni, e quando supera il vincolo dei 500 milioni di copertura dei residui è un debito, lo dice la norma, è un debito, si chiama anticipo…, lo dice la norma. Siccome ha una quota capitale, una quota interessi e si paga in 30 anni, è un debito, è un finanziamento, esattamente uguale a quello di una banca, poi l'hanno chiamato così perché sennò l'Unione Europea mandava tutti quanti a 48, come si dice in gergo. Poi è stato sollevato il problema dell'utilizzo di questi fondi. Noi abbiamo guardato, ovviamente, e i grafici che sono stati fatti vedere a tutti quelli che li hanno potuti vedere in Commissione, dimostrano che in questo modo, pur prolungando il debito e la quota capitale del debito, si ottiene una curva che penalizzerà un po' di più gli esercizi futuri, ma siccome, com'è noto, tutti i mutui usano il metodo francese, e qui vengo a una delle domande fatte dalla Consigliera Montalbano, è ovvio che nei primi anni la quota capitale nel metodo francese prevede che se ne paghi di meno, si paghino più interessi, e dopo si inverte il principio. Questa è la struttura dei mutui, sono fatti così. Venendo invece a temi di più ampio respiro, e i riferimenti sono stati fatti a quello che vuol fare questo nuovo Governo con la Cassa Depositi e Prestiti, abbiamo sentito anche noi che ci sono notizie che riguardano sia la riproposizione di un decreto 35 per gli Enti Locali e che l'interlocutore, com'è stato precedentemente nel 2013, sarà esattamente Cassa Depositi e Prestiti, perché gli Enti territoriali hanno avuto come contropartita il MEF diretto e si sono finanziati tramite questo meccanismo, invece gli Enti Locali andranno in CDP. Noi, non sarà sfuggito agli attenti osservatori della Minoranza, che cinque città molto indebitate hanno fatto un piccolo manifesto nei confronti di questo Governo, sono città che sono gestite da Amministrazioni diverse, Milano, Torino, Bologna, Napoli, me ne scappa una…, Genova. Genova ha quasi il parametro che ha Torino. Genova ha un parametro, me lo diceva oggi il Presidente Gros-Pietro, che per fortuna era vicino a me nel banco, che Genova ha quasi il parametro di difettosità, si può dire, sul tema dei finanziamenti a medio e lungo termine che ha Torino, ovviamente tenendo conto delle partecipate, un po' di meno, ma è lo stesso problema nostro. E vengo ai tassi, a tutta la dissertazione fatta sui tassi. I tassi di mercato tra un Ente Locale che ha una tripla B, cioè che due NOC, due NOC sopra il junk bond, i tassi sono questi e non sono diversi e sono più bassi, di poco, di quelli che c'erano prima, in un momento in cui stanno ripartendo i tassi di mercato. Se noi avessimo stipulato, avessimo avuto la possibilità di stipulare a luglio, addirittura avremmo avuto ancora un po' più alto vantaggio nei tassi. Infine dico l'ultima cosa che ha già detto il Consigliere Fornari, che purtroppo la matematica finanziaria dà un valore diverso, non purtroppo, perché è così, alle lire nel tempo, lo impariamo tutti quando facciamo un esame al Ragioneria o in un istituto tecnico, studiando l'economia aziendale, senza andare a disturbare la matematica attuariale della statistica superlativa, i soldi pagati dopo 10 anni sono diversi dai soldi pagati oggi. Il sistema di valutazione che consente di pareggiare questi flussi, lo Stato lo ha definito con una Legge, quella norma è rispettata, si fanno i calcoli obbedendo a quella legge, si usano i tassi di riferimento di mercato, quindi nessuno può dire che i tassi che sono stati fatti oggi si scontrano con qualcosa, com'è stato detto, di antieconomico. Noi, quando usciremo, comunque ribadiremo quello che abbiamo fatto, eh, lo scriveremo nel documento, non è che non lo diremo; noi siamo arrivati qui, avevate appena rinegoziato i mutui nel 2014, lo ricorderete perché l'abbiamo trovato nei conti, e i tassi erano quelli che abbiamo trovato noi oggi. Noi cerchiamo di prendere un piccolo vantaggio, abbiamo detto perché ci aiuta questo vantaggio, ma non aiuta solo questa Giunta, chiunque verrà dopo, fino al 2024-2025, avrà un vantaggio sull'utilizzo della spesa corrente, a parità di condizioni. Grazie. |