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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Novembre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 28
MOZIONE 2018-04332
"LA CITT? DI TORINO SI COSTITUISCA PARTE CIVILE NEI PROCEDIMENTI PER I FATTI AVVENUTI IN PIAZZA SAN CARLO IN TORINO LA SERA DEL 3 GIUGNO 2017" PRESENTATA IN DATA 8 OTTOBRE 2018 - PRIMO FIRMATARIO LO RUSSO.
Interventi
LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Passiamo quindi all'ultima mozione nel nostro terzo Supplemento all'Ordine dei Lavori
dell'adunanza di oggi. Per il verbale, 4332, presentatori Lo Russo, Magliano, Tresso e
Artesio, oggetto della mozione:

"La Città di Torino si costituisca Parte Civile nei procedimenti per i fatti avvenuti in
piazza San Carlo in Torino la sera del 3 giugno del 2017"

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Lascio la parola ai firmatari, ha chiesto di intervenire il Capogruppo Lo Russo. Prego,
Capogruppo.

LO RUSSO Stefano
Grazie, Presidente. La mozione ha attinenza alla esigenza che a nostro modo di vedere
ha la Città di Torino, della costituzione come Parte Civile, quindi come parte lesa, nei
procedimenti penali che sono in corso riguardanti i fatti di piazza San Carlo. La ragione
è piuttosto semplice ed è il fatto che la Città di Torino, a nostro modo di vedere, ha
subìto un danno da questo evento, un danno in termini anche reputazionali e in termini
di immagine e conseguentemente riteniamo doveroso che debba cautelarsi nelle sedi
anche giudiziarie. Apprendiamo nel frattempo che questa mozione è stata depositata,
che è stata depositata l'8 di ottobre con un artificio della Maggioranza, banalmente non
è stata discussa, non è stata portata in Conferenza dei Capigruppo, perché il principio
attualmente vigente è quello della rimozione del problema, invece noi lo vogliamo
porre, lo vogliamo porre qui, in questa Sala, perché a nostro modo di vedere si
configurano alcuni elementi piuttosto problematici. La Città di Torino è stata già
chiamata in causa da centinaia di persone che hanno in qualche modo sporto querela nei
confronti della Città, come responsabile dei fatti di piazza San Carlo. Nel procedimento
penale sono imputate cinque persone afferenti all'Amministrazione Comunale, la prima
è la Sindaca Appendino, il dottor Giordana, il Vice Comandante dei Vigili, il dottor
Lubbia e la dottoressa Bobbio. È verosimile, sulla base delle notizie che abbiamo
appreso, che le linee difensive di questi cinque imputati divergano tra di loro.
Evidentemente il tentativo, peraltro neanche tanto celato, da parte della Sindaca
Appendino, sarà quello di spiegare che lei, in quanto Sindaca, non aveva, non ha
responsabilità, peraltro in piena coerenza con quanto ha detto immediatamente dopo i
fatti di piazza San Carlo e cioè scaricando la totale responsabilità su Turismo Torino e
fondamentalmente cercando di attribuire ai funzionari, alla struttura tecnica del Comune
di Torino tutte le inefficienze e in qualche modo le palesi carenze organizzative che
hanno generato la tragedia di piazza San Carlo. È evidente che questa linea difensiva
non sarà la linea difensiva che verrà tenuta dagli altri imputati, che evidentemente sono
stati e vengono tirati in causa dentro il procedimento penale afferenti alla Città, e
conseguentemente, in considerazione del fatto che i cittadini e gli aventi titolo hanno
chiesto alla Città di costituirsi, si tratta di capire quale sarà la linea difensiva che verrà
seguita dagli avvocati che rappresenteranno la Città di Torino in quella sede. Non solo,
ma si apprende che è intenzione della Procura della Repubblica riunificare i
procedimenti penali a carico dei responsabili colposi dei fatti tragici di piazza San
Carlo, con quelli che hanno materialmente sviluppato l'ondata di panico e cioè la
famosa banda dello spray e conseguentemente, qualora questa iniziativa giudiziaria
venisse accolta, noi avremo un unico procedimento penale, in cui vedremo imputati, in
un medesimo procedimento penale, sia gli elementi colposi organizzativi, che poi gli
attuali, gli effettivi sviluppatori dell'ondata di panico. Per queste ragioni ci sembra
prudenziale che la Città si costituisca Parte Civile. Si pone il problema, ovviamente,
inedito, perché in questa città non è mai capitato che un Sindaco andasse a giudizio, con
un rinvio a giudizio, stando in carica, di chi costituisce la Parte Civile, sapendo che il
nostro Codice di Procedura Penale prevede la possibilità di nominare un curatore, ma è
evidente che questo deve in qualche modo essere coerente con un'impostazione e una
sensibilità che deve dimostrare l'Ente, amministrativamente ingessato dalla paradossale
situazione in cui il medesimo soggetto che dovrebbe far valere i diritti come parte in
causa, lesa, è contemporaneamente la parte che è responsabile e cioè la Sindaca
Appendino. Evidentemente l'azione amministrativa e politica non può che essere quella
di un'espressione del Consiglio Comunale, che non è bastante in termini formali alla
costituzione di Parte Civile, ma è sicuramente espressione di una volontà politica
dell'Assemblea Consigliare nella tutela degli interessi legittimi. È chiaro che questo si
scontra con una serie complessa di vicende, noi, come dire, siamo davvero in
imbarazzo, perché ci saremmo aspettati che questa istanza venisse da chi ha sempre
propugnato e continua a propugnare, la parola onestà, come cifra distintiva della propria
caratteristica e soprattutto in ogni cantone spiega che viene prima l'interesse dell'Ente e
non l'interesse della propria poltroncina. E poi invece, coerentemente con una linea che
onestamente stigmatizziamo, l'abbiamo fatto dall'inizio, da quel giorno in cui
l'Appendino venne qui e spiegò che era tutta colpa di Turismo Torino se i fatti tragici di
piazza San Carlo si erano venuti a verificare, peraltro rileviamo che non è minimamente
mutata. Non è minimamente mutata al punto tale che sull'house organ del Movimento 5
Stelle, cioè il Fatto Quotidiano, in data 18 novembre 2018, cioè, se non sbaglio, ieri.
Ieri, a domanda precisa posta dal cronista che chiedeva alla Sindaca Appendino: "Lei
sarà processata per la notte di piazza San Carlo, se sarà condannata, se sarà condannata,
si dimetterà?", risposta: "No, lo dico sin da ora, il codice dei 5 Stelle…", che è il vostro
riferimento etico, di come voi interpretate il ruolo pubblico, "… parla di reati dolosi. La
mia imputazione è per un fatto colposo", firmato Chiara Appendino. Per queste ragioni,
che, onestamente, come dire, non possiamo far altro che rilevare essere pienamente
coerenti con un'impostazione e soprattutto in virtù della forte preoccupazione che
abbiamo …

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
La invito a concludere.

LO RUSSO Stefano
… per quello che sarà l'imbarazzo evidente che avranno i legali della Città nel momento
in cui verranno a essere chiamati in quel giudizio, perché sono stati chiamati in quel
giudizio, a capire quale sarà la linea difensiva della Città. Allora invitiamo la
Maggioranza. Movimento 5 Stelle, per una volta ad essere coerente col proprio motto,
per una volta, dimostrateci che, insomma, non sono solo parole al vento e che davvero
avete un minimo di coerenza tra quello che dite e poi quello che fate quando siete al
Governo della Città, vi invitiamo davvero a votare con noi la mozione di costituzione di
Parte Civile nel processo per piazza San Carlo.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie; Capogruppo Lo Russo. Capogruppo Sganga.

SGANGA Valentina
Grazie, Presidente. Ma io provo un certo imbarazzo ogni volta che sento il Capogruppo
Lo Russo parlare del nostro codice etico, provo un certo imbarazzo a pensare da che
forza politica venga questo pulpito e tra l'altro anche il richiamo all'onestà mi è un po'
sfuggito, non ho ben capito cosa voleva dire, sta già condannando la Sindaca, è una roba
del genere? Perché, non riesco a capire. Il richiamo, tra l'altro, le consiglierei di
smetterla di tifare per una condanna, abbiamo già visto con la Sindaca Raggi che non
porta fortuna farlo a voi. Sulla mozione di …, sulla costituzione di Parte Civile già
pubblicamente abbiamo dichiarato più volte che non l'accetteremo, non l'accetteremo
perché la Costituzione come Parte Civile non è obbligatoria per tutelare l'Ente,
nonostante ciò che vorrebbe far credere chi avanza questa richiesta, non è obbligatorio,
perché è sempre possibile alla fine del processo penale, agire in sede civile per ottenere
il risarcimento danni e non è obbligatoria perché anche la Corte dei Conti, in caso di
sentenza di condanna passata in giudicato, può agire per ottenere il risarcimento della
Città. Quindi forse bisognerebbe essere onesti nel dirlo questo, per ritornare al concetto
di onestà. Trovo che questa mozione sia una normalissima mozione da opposizione
politica, lei fa bene a farlo, noi la bocceremo.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Ha chiesto di intervenire la Consigliera Grippo. Prego, Consigliera.

GRIPPO Maria Grazia
Sì, qualche precisazione, Presidente, anche se il mio Capogruppo non ha bisogno di
essere esplicitato, però non c'è peggior sordo di chi non voglia sentire e io immagino
che non ci sia un difetto di comprensione, per cui è semplicemente un difetto di
attenzione. L'onestà cui certamente, faceva riferimento il Capogruppo, è l'onestà
intellettuale che ci si aspetta da chi dell'onestà ha fatto una cifra, quindi l'onestà a 360°.
Che non fosse stata … se fosse stato … che non fosse stato obbligatorio un atto del
genere, lo sapevamo, altrimenti non ci saremmo messi a scrivere una mozione, perché
sareste stati costretti ad intraprendere questa strada, per cui come motivazione, va da sé,
è piuttosto debole. Ci sono invece delle ragioni di opportunità, ci sono delle ragioni di
opportunità che riguardano il fatto che una vita è stata persa, oltre a coloro che la vita se
la sono vista rovinare per sempre e a quelli che non dimenticheranno, tanti sono stati i
feriti. Certamente si tratta di una vicenda unica nella storia di questa città, perlomeno
nella storia più recente e speriamo che tale …, che tale rimanga. Voglio essere molto
chiara con chi non ha rispetto nei confronti delle istituzioni e lo ha dimostrato, noi non
auguriamo una condanna a nessuno, perché sarebbe una sconfitta anche per una
Minoranza che non ha sostenuto questa Sindaca, perché a differenza di chi utilizza il
piccolo potere che le è stato dato per mettere i bastoni tra le ruote e non prendersi la
responsabilità di fare delle scelte, noi, nel momento in cui una Sindaca o un Sindaco
vengono eletti, lo riconosciamo come il Sindaco e la Sindaca di tutti, quindi non
mescoliamo false convinzioni che portano a far credere che noi si possa avere un modo
di pensare analogo a chi sta governando. Noi non auguriamo senz'altro, e lo ripeto, alla
Sindaca di essere condannata. Certamente auspicavamo una scelta che dividesse il
destino personale di Chiara Appendino dal destino della collettività che il Comune di
Torino ha l'onore e l'onere di rappresentare ed era questo che chiedevamo si potesse
vedere plasticamente in Aula, non è un obbligo, era una buona occasione per far
comprendere che si conosce il senso dell'istituzione e non soltanto lo strapuntino che è
stato dato per esercitare un potere che durerà meno degli insegnamenti che invece, io
spero, poi ci porteremo appresso nel tempo, non soltanto da questa vicenda, ma dalla
vicenda di relazione in generale a cui ci costringe un'esperienza di questo genere. Per
cui, se c'è ancora margine per fare una riflessione che non sia solo eterodiretta, ripeto,
dai destini di una Sindaca che se rilascia interviste come quelle che abbiamo letto è
perché sa il fatto suo, se c'è ancora una capacità di pensiero autonomo, c'è ancora
margine per ripensare sull'esito di questo atto.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie, Consigliera Grippo. Io, ah no, ha chiesto di intervenire il Consigliere Tresso.
Prego, Capogruppo Tresso.
Adesso lo aggiustiamo; tre minuti per lei, Consigliere Tresso, prego.

TRESSO Francesco
Grazie, Presidente. Io capisco che giustamente vengono usate parole anche da parte
della Capogruppo Sganga, come imbarazzo, perché credo non sia mai successo
effettivamente che la Città di Torino valuti, sotto richiesta di alcuni Capigruppo, la
possibilità di costituirsi Parte Civile in un processo in cui la stessa Sindaca è
coimputata. Peraltro altre volte la Città di Torino si è costituita Parte Civile, ricordo il
processo Thyssen non molto tempo fa. Peraltro ricordo anche che la Sindaca Raggi è
stata assolta, perché il fatto non costituisce reato, non per non aver commesso il fatto,
quindi siamo comunque onesti, se vogliamo citare … (INTERVENTI FUORI
MICROFONO).

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Però, per favore, tanto, guardate, abbiamo quasi finito i nostri lavori, lasciate ultimare il
Consigliere, collega Tresso, per cortesia. Consigliere Iaria, non si faccia richiamare, per
cortesia. Prego.

TRESSO Francesco
La Capogruppo Sganga cita …

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Prego. No, aspetti, aspetti, collega Tresso, che si stanno scaldando. (INTERVENTI
FUORI MICROFONO). Per favore, per favore, abbiamo interrotto il tempo. Prego,
collega Tresso.

TRESSO Francesco
La ringrazio. Se finiscono gli schiamazzi, io posso continuare. Non sono ancora
terminati. Peraltro l'aspetto, appunto, richiama ancora una volta, che lei, Capogruppo
Sganga, non ha proprio compreso, noi non stiamo costituendoci Parte Civile contro la
Sindaca, ci costituiamo Parte Civile in un processo in cui la città è rimasta ferita e lo è
rimasta fortemente sotto il profilo dell'immagine, ricordo che la circolare Gabrielli,
emanata pochi giorni dopo l'evento di piazza San Carlo, esordisce dicendo: "A seguito
dei gravi fatti accaduti a Torino", quindi ormai, anche nell'immaginario nazionale,
Torino è il paradigma di una realtà in cui gli eventi non si sono saputi organizzare,
perché così è stato …, chiedo scusa, posso continuare? (INTERVENTI FUORI
MICROFONO). Voglio dire, ho tre minuti lasciatemi parlare e poi Carretto ci parliamo
dopo …

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Si, però, stiamo parlando, tra l'altro di questioni serie. Consigliere Carretto, lei ha
facoltà di sedersi anche lì, nei banchi della Giunta, però la prego di non disturbare il
Consigliere Tresso che sta intervenendo. È la seconda volta che chiede scusa. Prego,
Consigliere.

TRESSO Francesco
La ringrazio. Quindi, non è una costituzione verso la Sindaca, sono 15 le persone
indagate, la città è rimasta ferita perché sono 1.500 le persone ferite, e, ahimè, una
persona è anche deceduta, credo che questo sia un atto concreto, reale, anche dovuto,
perché la Città chiarisca che anche sotto il profilo del risarcimento intende prendere
quelle che sono le dovute posizioni ed esprimere nettamente il fatto che si sente
bisognosa di avere da parte della Procura, io sono perfettamente fiducioso nel fatto che
la Procura farà in maniera terza, e coerentemente, il suo percorso, sappia arrivare a
definire le giuste responsabilità, grazie.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie a lei, collega Tresso, mi scuso a nome dei colleghi per il disturbo che le hanno
arrecato. A questo punto, se non vi sono altri, e io non ho altri iscritti a parlare,
mettiamo in votazione la mozione 4332:

"La Città di Torino si costituisca Parte Civile nei procedimenti per i fatti avvenuti in
piazza San Carlo in Torino la sera del 3 giugno 2017"

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Prego, colleghi, votate.
I Consiglieri hanno votato? Se tutti hanno votato, chiudiamo la votazione.
21 voti contrari, 8 favorevoli, la mozione 4332 è bocciata.
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