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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Novembre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 28
MOZIONE 2018-04569
(MOZIONE N. 70/2018) "RURALIZZAZIONE DELLA CITT?: FRUTTETI A TORINO" PRESENTATA IN DATA 16 OTTOBRE 2018 - PRIMA FIRMATARIA FERRERO.
Interventi
FERRERO Viviana
Graie, Presidente. Questa proposta di mozione va a colmare un vuoto normativo. Ci
siamo accorti che dentro al Regolamento degli orti urbani non erano proprio previsti gli
alberi da frutto, in quanto per corpo vegetativo, impianto radicale, ombreggiatura della
chioma, non era possibile che fossero inseriti negli orti urbani. Il mio intervento si
articolerà in due parti: una in cui spiegherò, appunto, come abbiamo utilizzato, pensato
di realizzare, appunto, questi frutteti urbani; il secondo è invece una visione, visto che
veniamo continuamente incolpati di non avere una visione di città, e questa è una parte
di quella visione di città, secondo me, molto significativa di quel piccolo puzzle che noi
vogliamo portare avanti con azioni puntuali, ma progressive. Allora, nella prima parte
noi abbiamo pensato di realizzare nelle Circoscrizioni, soprattutto quelle periferiche,
che hanno spazi lasciati anche a gerbido, dedicarli alla coltivazione di piante da frutto,
ascoltando però i pareri delle facoltà universitarie interessate al progetto e favorendo
cooperative o libere associazioni di cittadini, spontanee associazioni di cittadini che se
ne prendono cura, proprio anche per creare quel tessuto sociale che, il lavorare insieme,
il raccogliere insieme, lo stare insieme, forma. Attivando una collaborazione, come
abbiamo detto, con l'Università di Torino per la parte agronomica e per la parte medica,
in quanto si possono privilegiare dei tipi di varietà autoctone che non necessitano,
quindi, come per esempio per i pescheti, che hanno bisogno veramente di una grande
manutenzione, di utilizzo di diserbanti e fitofarmaci, eccetera, piante autoctone che
quindi hanno pochissime necessità, appunto, di tutti questi trattamenti. Questo
nell'intento, quindi, di redigere un paragrafo specifico da inserire nella gestione dei
frutteti sociali, da inserire poi in questo regolamento, che quindi sarà: "Regolamento
orti e frutteti urbani". Noi abbiamo indicato alcuni luoghi all'interno delle
Circoscrizioni, ma era solo un indicare e citarne alcuni, ma questa potrebbe essere
veramente l'occasione di queste buone pratiche, con l'intento anche di coinvolgere le
scuole nel periodo di raccolta e anche nel dare pubblicizzazione delle iniziative di questi
spazi adibiti alla frutticoltura. Questa mozione mi permette però di parlare di rapporti tra
le cose, di come l'uomo contemporaneo abbia completamente marginalizzato la
produzione di cibo. Siamo diventati solo più consumatori di alimenti e l'agricoltura non
commerciale rappresenta, infatti, una vera e propria riappropriazione di una parte
significativa del nostro vivere. Coltivare il cibo innesca una consapevolezza del cibo:
sulla qualità degli alimenti, la tracciabilità, l'economia locale, quello che rappresenta
invece, che si antepone alla produzione mondializzata. Una città che riesce in buona
parte con un'economia locale ad una rete di spazi di agricoltura e di sussistenza, sarebbe
una città anche più forte e meno in balia del mercato. Lo sfruttamento di queste aree
marginali, dei gerbidi, esattamente quel tentativo della riappropriazione del cittadino di
avere dello spazio che considera suo; spazi d'integrazione dove l'agricoltura diventa
modello di scambio culturale. Si parla di civiltà contadina; in una città che si vergogna
spesso del rapporto con l'agricoltura, non si ammette che coltivare è anche cultura del
cibo ed è insieme anche tradizione. Eppure siamo tutti figli e nipoti di contadini e non
c'è nulla, proprio nulla di cui vergognarsi, ma la marginalizzazione che diamo alla
produzione del cibo è molto, molto pericolosa per i risvolti economici, sanitari e sociali
che implica, perché siamo quello che mangiamo, siamo dipendenti dal cibo e non lo
possiamo trascurare, e la nostra economia cambia quando compriamo, perché come
diceva proprio Alex Zanotelli: "Quando io compro voto", e aggiungo: "Voto un tipo di
società". E se scegliessimo meglio cosa comprare e se una parte del cibo sapessimo
anche produrlo? Il cibo naturale costa meno, produrlo non diventa cibo caro solo per chi
può permetterselo, quindi anche un aspetto di grande democrazia. L'agricoltura è
schiacciata dall'economia e dagli economisti che in qualche modo hanno sempre, per
lungo tempo, considerato l'agricoltura su piccola scala di sussistenza, sbagliata, da
marginalizzare, come fosse qualcosa di primitivo, da eliminare al più presto. E tocca a
noi, con piccoli passi, renderla e prenderla in mano e darle dignità, garantendo anche
spazi di agricoltura sociale, che comprenda quelle attività che impiegano le risorse
dell'agricoltura per promuovere e accompagnare azioni terapeutiche, di riabilitazione, di
inclusione sociale. Quanto è importante toccare la terra per tutti, lavorativa per persone
svantaggiate o a rischio di esclusione sociale. Finisco questo intervento parlando di un
filosofo e agricoltore giapponese Masanobu Fukuoka, che in un libro che si intitola "La
rivoluzione del filo di paglia" parla proprio di un'agricoltura come politica, di modi di
coltivare che cambiano il cibo, cambiano la società, cambiano i nostri valori; "scelte che
cambiano il mondo con un umile e semplice" - diceva lui - "filo di paglia". Noi
cerchiamo di cambiarlo anche con i frutteti sociali, grazie.

FERRERO Viviana
Grazie, Presidente. Intanto, è un po' lunga, mi sono segnata tutto, però vorrei essere un
più chiara, non nella parte filosofica e in questo, mi scusi, Assessore Lo Russo, ma se io
cito Aristotele, non è che cito qualcosa che è di un periodo diverso; ognuno cita una
frase che giustamente è stata scritta e che rispetto al periodo in cui è stata scritta, non
cambia il significato, e questa è solo la premessa. Però io vorrei andare sul concreto.
Noi apponiamo in questa mozione semplicemente, e sono state riassunte come un
unico…, abbiamo riassunto tutte quelle che sono state le istanze di quella Commissione
in un'unica…, aspettate, scusate, in un unico emendamento di Commissione; c'è un
unico emendamento di Commissione che ha raccolto tutte le istanze. A questo punto, il
punto 3 era: "redigere un paragrafo specifico per l'assegnazione e gestione dei frutteti
sociali da inserire nel nuovo regolamento che quindi si chiamerà orti e frutteti urbani".
Quindi c'è già questa cosa, c'è già, però mancava un pezzetto, perché mancavano,
giustamente, gli alberi da frutto. Se il Consigliere Tresso non ha partecipato, mi rendo
conto che abbia un mucchio di perplessità e qualcuno gliela voglio andare a dissipare.
Allora, come facciamo ad avere gli orti e produrre frutta che la importiamo tutta? Beh, è
proprio questo il modello. Se noi una parte di frutta autoctona riusciamo a produrla,
avremo meno scambio e meno mezzi che girano per scambiarla. Esiste tutta una nuova
letteratura sul tipo di frutta che non ha bisogno di pesticidi. Non dico che non ci sia
della frutta che non ne ha bisogno, per esempio le ho nominato i pescheti, ne hanno
sicuramente bisogno. Addirittura quelli che coltivano i pescheti hanno bisogno di un
patentino per riuscire, comunque, a occuparsi di queste piante, ma esiste tutta una nuova
ricerca sulle piante autoctone: sulle mele, per esempio, di varietà antiche, che non hanno
necessità di queste cure così particolari. Quindi, potranno…, aspetti, eh, un'altra cosa
che lei mi chiede: le Circoscrizioni potranno gestire. Ecco, questa cosa delle
Circoscrizioni - questo è veramente il decentramento - potranno gestire e modulare
rispetto alle richieste dei cittadini. I cittadini faranno delle richieste, dicendo: "Siamo un
gruppo di cittadini, vorremmo…", perfetto e utilizzeremo magari anche quei terreni che
nella mozione a prima firma Gosetto avevamo chiesto di fare le sperimentazioni di
fitodepurazione e fitorisanamento dei terreni e quindi credo che questo non vada a
modificare assolutamente la struttura e le modalità, né semplifichi, assolutamente, col
tipo di richiesta che facciamo, la sua natura; quindi è un una parte che viene modificata
di un regolamento esistente. Mi sembra,veramente, un tentativo di fare ostruzionismo, si
chiama? Un pochettino ridicolo, su una mozione che non vuole avere magari nella
visione, nella visione, posso permettermi di citare anche Masanobu Fukuoka, ne
abbiamo anche sicuramente di…, abbiamo i nostri permacultori; possiamo sicuramente
invitarli e sentirli, ma questo non cambia il fatto che mancava la possibilità di coltivare
gli alberi da frutto, e questa mozione è solo in quell'ordine. Grazie.

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