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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Novembre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 28
MOZIONE 2018-04569
(MOZIONE N. 70/2018) "RURALIZZAZIONE DELLA CITT?: FRUTTETI A TORINO" PRESENTATA IN DATA 16 OTTOBRE 2018 - PRIMA FIRMATARIA FERRERO.
Interventi
LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Bene, ha chiesto la parola la Consigliera Grippo. Prego, Consigliera.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie, Presidente. Piantare alberi da frutto in città non è una novità introdotta dalla
Consigliera Ferrero, lo fanno le città da tempo, lo ha fatto anche la Città di Torino. In
passato la Città di Torino non ha scomodato agronomi giapponesi. Ha scomodato
risorse del territorio: l'Università degli Studi di Torino, la facoltà di Scienze Forestali e
Ambientali; ha scomodato gli operatori del territorio nel più ampio piano di
trasformazione del territorio e lo ha scomodato nel senso esattamente opposto a quello
che citava lei, perché, guardi, per piantare i 230, forse sono qualcuno in più, alberi, tra
cui molti.., la frutta in piazza Marmolada, in piazza Marmolada lì si è dovuto bonificare
un'area di 35.000 metri quadrati, cioè, si è dovuto fare esattamente l'opposto di lasciare
le cose così come stanno. Masanobu Fukuoka, l'agronomo giapponese da lei citato e
rappresentante dell'agricoltura naturale, è il rappresentante perfetto della vostra
impostazione politica, culturale. Infatti io, che non lo conoscevo, ho dovuto
documentarmi e ho scoperto che è definibile l'agricoltura naturale proprio come
l'agricoltura del non fare. Guardate, è esattamente quello che vi rappresenta meglio. Io
ho già detto questa mattina in Commissione Consigliare, cara Consigliera Ferrero, che
non voterò questo atto per un semplice motivo, perché tra tutte le cose, oltre all'ipocrisia
straordinaria che è rappresentata da questo documento, questa vuota retorica per cui
dobbiamo necessariamente fare riferimento a esperti mondiali, guardate, ci sono tanti
esperti anche su questo territorio che possono essere coinvolti, ma la cosa che più mi dà
fastidio è che pochi anni fa, era il 2014, gliel'ho già detto stamattina, quando la Città di
Torino stava piantando nella zona Sud della Città di Torino, Parco Piemonte, alcuni
alberi, tra cui alcuni alberi da frutta, un Movimento - guarda caso, proprio il Movimento
5 Stelle - definì l'Amministrazione all'epoca, "assassina". Cioè voi, in un'assemblea
pubblica, il Movimento 5 Stelle disse che piantare degli alberi da frutta al Parco
Piemonte era da assassini, perché il Parco Piemonte insisteva nell'area di influenza
dell'impianto di termovalorizzazione del Gerbido. E allora, che cosa è successo dal
2014 ad oggi, oltre al fatto che siete arrivati al Governo? Che cosa è successo,
Consigliera? Perché al punto 3 della sua proposta di mozione, anzi al punto 4, dice
proprio: di piantare degli alberi, ad esempio, da frutta, ad esempio, nel Parco del
Sangone? Cioè, proprio lì dove nel 2014 non bisognava farlo perché era da assassini.
Glielo dico io che cosa è successo. È successo che avete capito che quell'impianto non è
così impattante, così come dicevate all'epoca, e che l'impianto di termovalorizzazione
del Gerbido, che è accompagnato da un piano di sorveglianza sanitaria, da un
contenimento delle emissioni, non è così pericoloso come dicevate, terrorizzando,
terrorizzando quei cittadini. Anzi, le dico di più - e che lo sappiano i cittadini di quella
zona - la differenza vera è che nel 2014 la Città di Torino, questo territorio, bruciava
350.000 tonnellate di rifiuti al Gerbido, oggi ne ha più di 500.000. Quindi, se era
pericoloso all'epoca, Consigliera Ferrero, dovrebbe esserlo - se foste coerenti, ma non lo
siete - dovrebbe esserlo ancora di più oggi. Allora io dico questo, e concludo,
Presidente: a me non piace un atto che è straordinariamente retorico, che non parte dal
presupposto che le aree della Città di Torino, per essere oggetto di queste attenzioni
devono essere bonificate, e per essere bonificate bisogna lavorare, bisogna trasformarle
quelle aree. Le faccio tre esempi: piazza Marmolada, il viale della frutta di Parella e
400.000 metri quadrati di parco a Nord della Città di Torino a Falchera. Per arrivare a
questi tre risultati la Città di Torino si è rimboccata le maniche e non ha aspettato
l'agricoltura naturale. Ci si è rimboccati le maniche insieme agli operatori privati,
insieme agli esperti della Città di Torino e si sono intercettate le risorse necessarie per
trasformarle, quelle aree, e per mettertele a disposizione anche di progetti di agricoltura
urbana e agricoltura sociale e l'abbiamo fatto senza tutta questa retorica internazionale,
senza avere la presunzione di risolvere i problemi della fame nel mondo; l'abbiamo fatto
con la concretezza e la serietà di chi pensa che l'agricoltura urbana, l'agricoltura sociale
possa innestarsi all'interno della strategia di sviluppo, senza retorica, ma con dei fatti.

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