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| VERSACI Fabio (Presidente) Passerei al punto 6 del nostro Ordine del Giorno, è dell'Assessora Schellino: "Progetto per la realizzazione di Servizi Integrati nell'area dell'Assistenza Familiare finanziato dalla Regione Piemonte. Costituzione dell'Associazione Temporanea di Scopo…" VERSACI Fabio (Presidente) Prego, Assessora Schellino. SCHELLINO Sonia (Assessora) Grazie, buongiorno. Si tratta di una delibera che è stata anche oggetto di approfondimento nell'ambito di una Commissione Consiliare tramite un bando della Regione, si è data la disponibilità di essere anche come capofila la Città di Torino, è stato fatto un bando di coprogettazione per avere un insieme di Enti disposti a lavorare su questo tema, il tema è quello dell'assistenza familiare domiciliare nell'ambito di questa progettazione che appunto è fatta da un gruppo di Enti selezionati e che poi si è aggiudicata il bando della Regione Piemonte si fanno una serie di interventi nell'ambito della formazione di personale che si dedica all'assistenza familiare, ci sono dei contributi per l'emersione anche di un po' di lavoro sommerso di addetti ai servizi familiari, quindi dei contributi alle famiglie per poter regolarizzare delle persone che fanno assistenza familiare, il target che è stato scelto è quello delle persone che escono dall'ospedale dopo il periodo di malattia e che sono destinate ad essere o ricoverate in residenze socio assistenziali oppure rientrano a casa e nel periodo in cui rientrano a casa in attesa della residenza definitiva è necessario naturalmente un'assistenza familiare. L'aggiudicazione di questo fondo consente come dicevo di lavorare in termini di formazione e di contributo alla famiglia per aumentare questa possibilità, è stato appunto oggetto di Commissione Consiliare, se non ci sono domande direi che si può votare. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie, Assessora. Prego Capogruppo Artesio, ne ha facoltà per 10 minuti. ARTESIO Eleonora Sì, grazie. Io colgo l'occasione di questa proposta di deliberazione che come detto è stata illustrata in Commissione per esprimere un indirizzo di carattere generale e una preoccupazione che al momento sembra riguardare solo la sottoscritta, ma non perdo l'occasione per condividerla con i colleghi del Consiglio casomai le mie non siano soltanto eccessi di scrupolo, ma abbiano qualche fondamento. Personalmente credo che le politiche pubbliche debbano ad un certo punto smettere di costituirsi sulla base di bandi di chi che sia, che siano emanati dalle Amministrazioni Regionali, che siano emanati dal Governo Centrale, che siano emanati dall'Unione Europa perché le politiche pubbliche hanno bisogno di strutturarsi nel tempo e per farlo hanno bisogno di una programmazione finanziaria certa ancorché sottoposta a periodiche verifiche, il ché è il contrario del vivere di finanziamenti sottoposti al precariato della lotteria dei bandi che a volte, come dire, non è nemmeno un elemento così incerto, nel senso che è abbastanza scontato che chi ha maggiore struttura di progettazione, maggiore padronanza della platea degli utilizzatori di determinate misure, maggiori competenze professionali potrà sempre candidarsi ai bandi e quindi essere presumibilmente beneficiato dall'esito degli stessi, quindi anche il dato dell'alternanza che è implicito negli elementi del bando è evidentemente contraddetto dal fatto che esistono modalità organizzative e responsabilità istituzionali che inevitabilmente vedono in campo costantemente gli stessi soggetti, quindi questa procedura del bando è di per sé un elemento di permanente destabilizzazione delle politiche pubbliche, punto n. 1. Punto n. 2, la questione veramente ormai irritante che nei bandi è continuamente richiamata è la questione dell'innovazione, cioè non facciamo in tempo a realizzare programmi triennali che i programmi triennali debbano essere innovati e normalmente per sostenere il bisogno di innovazione si introducono due questioni che sono sempre immancabili, che sono quelle della verifica della razionalizzazione delle risorse che significa quasi sempre due cose, riduzione degli organici professionali degli addetti e riduzione delle risorse investite sotto questo termine di appunto permanente revisione e razionalizzazione dell'economia e delle finanze. Quindi l'innovazione viene citata come se fosse una sorta di dogma a tempo per cui indipendentemente dagli esiti della fase precedente tu devi innovare perché altrimenti non sei ammesso alla programmazione dei bandi, innovare in cosa? Lo dicevo, provare a fare le cose di prima con minori risorse o professionali o economiche. In questo specifico atto deliberativo poi mi pare che si raggiunga il paradosso più assoluto, cioè noi siamo di fronte ad una necessità strutturale, l'invecchiamento della popolazione, la condizione di deterioramento di salute della popolazione, la necessità di interventi continuativi ed organizzati vuoi che siano residenziali, vuoi che siano domiciliari, in quest'Aula e in tante altre, tant'è che la Città di Torino ha sottoscritto il manifesto rispetto al tema della non autosufficienza, abbiamo denunciato l'impossibilità di praticare con certa continuità il diritto esigibile delle cure sia sul versante residenziale che su quello domiciliare, quel diritto esigibile avrebbe bisogno esattamente delle metodiche che questo bando richiama, cioè di personale qualificato, di continuità tra l'uscita di un ricovero in fase acuzie e la gestione della cronicità in fase domiciliare o pre-residenziale attraverso attività di formazione del personale e attraverso il riconoscimento della dignità del lavoro di cura, quindi l'emersione dal nero, cioè tutto ciò che è strutturale e noi andiamo a praticarlo con un bando con risorse abbastanza..., ecco, quando si parla di risorse è bene usare sempre i termini, diciamo non così significative rispetto ai bilanci del Comune, quindi inseguiamo un bando di risorse scarsamente significative per introdurre una metodologia che sappiamo già perché l'abbiamo già tarata essere necessaria per governare strutturalmente una questione strutturale, a me sembra che ogni tanto uno dovrebbe avere il coraggio di alzare la testa e dire "a questo stile non ci stiamo più", e che quindi almeno un'Amministrazione... Io capisco chi fa l'attività di formazione e quindi ha bisogno di essere sostenuto nell'attività di programmazione della formazione, chi concorre alla formazione del personale domiciliare, le persone in causa che escono da una situazione di lavoro sommerso per vederselo riconosciuto, ma continuiamo a parlare di unità quando sappiamo che questo è un tema che deve diventare strutturale e allora forse ogni tanto bisognerebbe appunto avere la voce politica di dichiarare che non si è più disponibili a questo tipo di procedure perché altrimenti saranno, come dire, l'organizzazione del futuro, io quindi apprezzo molto l'impostazione teorica, tecnica, professionale, le volontà, gli obbiettivi di questa delibera, non apprezzo il fatto che è l'ennesimo tassello, quindi l'ennesima assuefazione ad una modalità che non è quella utile necessaria per organizzare le politiche pubbliche, quindi il mio voto sarà un voto di astensione. VERSACI Fabio (Presidente) Se non ci sono interventi di altri... Prego, Consigliere Iaria, scusi se la faccio parlare per ultimo. IARIA Antonino Grazie. Io volevo solo diciamo riprendere un attimo il discorso della Consigliera Artesio che in un certo senso mi vede favorevole, la Consigliera Artesio ha fatto un'ottima analisi, però come al solito le ottime analisi si scontrano poi con la realtà delle cose, tra l'altro diciamo che questo bando non ha la pretesa di risolvere il problema diciamo nella sua interezza anche perché la valutazione finanziaria del bando stessa non è enorme e mira a risolvere, come dire, risolvere alcuni pezzi del problema, è chiaro che l'intervento va diciamo afferrato su un livello più alto come infrastruttura e a livello strutturale, però ci scontriamo sempre sul fatto che siamo bravissimi a fare tutti analisi, però poi quando si tratta poi di risolvere i problemi concreti non abbiamo poi le risorse, è vero che si possono fare, come diceva, appello ad organi superiori, Regione, Stato per andare a risolvere questo problema, ma è anche vero però che sia la Regione che..., specialmente la Regione Piemonte ha tutto un altro indirizzo sulla modalità di gestione di questo tipo di problematica, quindi diventa anche difficile diciamo andare a collocarsi, cioè a trovare uno spazio per poter affrontare il problema a livello strutturale, quindi io devo dire sono anche d'accordo su alcuni passaggi della Consigliera Artesio come ho già detto prima, mi sembra un po' esagerato diciamo tirare in ballo questo bando per affrontare un argomento così importante perché è di tutt'altro livello. VERSACI Fabio (Presidente) Se non ci sono altri Consiglieri che vogliono intervenire, lascio la parola all'Assessora Schellino, prego. SCHELLINO Sonia (Assessora) Ma io molto brevemente, sì, anch'io condivido moltissime delle cose che ha detto la Consigliera Artesio, quasi tutte direi, qui la scelta era partecipare al bando e quindi prendere anche solo questi pochi soldi, è un bando regionale, oppure non partecipare e perderli, è vero che questo consente soltanto di provare a creare una buona pratica che dovrebbe essere prassi, sono anni che da tutti gli Enti e posso dirlo perché non è tanto il Comune quanto gli Enti superiori ci vediamo proporre il metodo dei bandi, ci sentiamo dire crea la buona pratica e poi mettila a sistema, per mettere a sistema le cose ci vogliono soldi che spesso gli Enti che ti hanno proposto di creare la buona pratica poi non ti danno per sistematizzare, è vero tutto, noi però questo potevamo fare. Prima non ho precisato che la votazione qui è per la costituzione dell'Associazione Temporanea di Scopo tra gli Enti che sono stati selezionati tramite questo bando. Per quanto riguarda aggiungo solo brevissimamente il tema della capacità di alcuni Enti più grandi e professionali di partecipare, quindi aggiudicarsi i bandi, il metodo della co- progettazione che abbiamo utilizzato qui e che stiamo cercando di usare sempre di più serve proprio a questo, cercare di far sì che anche i più piccoli lavorando insieme a quelli un pochettino più grandi acquisiscano quelle professionalità o almeno siano messi in grado di entrare in partnership con gli attori più grandi di modo che anche la piccola associazione possa avere un futuro perché se i bandi sono sempre più complicati, sempre più difficili, sempre più richiedenti professionalità di progettazione alta si rischia che la piccola associazione non ce la faccia più a sostenersi. Farli lavorare con la metodologia della coprogettazione ci consente di fare qualcosina anche in questo senso, che non sia abbastanza ne siamo consapevoli, però questo è quanto si poteva fare in questo momento. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie, Assessora. Pongo in votazione la delibera. Prego, Consiglieri, votate. Se i colleghi hanno votato, dichiaro chiusa la votazione. Presenti 32, favorevoli 28, astenuti 4, dichiaro la delibera approvata. VERSACI Fabio (Presidente) Darei lo stesso esito per l'immediata esecutività dell'atto. |