| Interventi |
| VERSACI Fabio (Presidente) Possiamo procedere con il nostro Ordine del Giorno. Ci sono richieste di comunicazioni in merito alla: "Situazione caos traffico in piazza Baldissera". Risponde l'Assessora Lapietra. Prego. LAPIETRA Maria (Assessora) Sì, buonasera. Allora, ho già risposto ad un'interpellanza in merito, non so se questa comunicazione è stata richiesta prima o dopo la risposta dell'interpellanza che avevo dato al Consigliere Magliano. Allora, sono già stati predisposti interventi sia a breve termine, che a medio termine, che a lungo termine, proprio per risolvere il problema della congestione di traffico in piazza Baldissera. A breve termine è stata subito fatta una modifica dei tempi di verde dei semafori, sia sul corso Principe Oddone che su corso Vigevano, che ha portato un lieve miglioramento perché, difatti, a parte mercoledì scorso che c'è stato un esodo dalla città a causa anche del ponte, quindi ci sono stati dei rallentamenti, da quando sono state fatte queste modifiche non si sono più creati dei fenomeni di intasamento come nelle precedenti settimane. Però, stiamo a vedere, nel senso che questa è una misura minima, a breve termine. L'altra misura, a breve termine, che doveva essere fatta subito, ma non è stata fatta causa piogge, quindi aspettiamo che smetta di piovere e cioè realizzare delle corsie preferenziali, sia per i mezzi pubblici che per i mezzi di soccorso, all'imbocco della rotatoria, in un primo momento semplicemente disegnate, poi verranno proprio realizzate con del materiale per riuscire a canalizzare il traffico, come dicevo, dei mezzi pubblici e dei mezzi di soccorso. Questo sia per velocizzare e non intasare anche i mezzi pubblici all'interno della rotatoria, ma anche per creare delle corsie di sicurezza per i mezzi pubblici che devono raggiungere la rotatoria e quindi si avvicinano alla rotatoria. Verrà posizionata una segnaletica, anche, a monte dell'intersezione per segnalare alle persone che arrivano da fuori Torino, quindi, questa problematica di coda all'interno della rotatoria di piazza Baldissera e, in un secondo momento, se queste misure non dovessero bastare sono in studio altre misure che verranno prese se si dovessero continuare a formare queste situazioni gravi di congestione. Una di queste è rifasare proprio i semafori (che da qui a poco, con i ribassi di corso Venezia diventeranno, comunque, 'intelligenti') su tutto corso Principe Oddone, quindi potranno essere calibrati e quindi giocare anche sulle onde verdi proprio per non far arrivare in plotoni così grossi il traffico tutto insieme alla rotatoria di piazza Baldissera; su corso Vigevano sono già 'intelligenti' i semafori, quindi si riuscirà a gestire meglio proprio i flussi a plotone e, un'altra misura, è quella di limitare l'afflusso da corso Mortara e da via Cecchi all'interno della rotatoria, quindi obbligare la svolta a destra non per i mezzi pubblici, ma per i veicoli privati. Un'altra misura, a breve termine, che è stata fatta, da subito, è quella di deviare il percorso del 52, perché il 52 stesso immettendosi nella rotatoria creava, comunque se stesso, una congestione, quindi questo è stato fatto da subito. A lungo termine, se tutto questo non dovesse bastare si è previsto di chiudere il tratto nuovo, quindi da piazza Baldissera verso via Breglio, nel tratto nuovo di corso Venezia per evitare, fino a che il cantiere di corso Grosseto non sarà terminato, un maggiore afflusso e quindi queste sono un po' le misure che vengono fatte nei vari step. Vorrei dire una cosa, visto che è stato detto a mezzo stampa dalla Presidente della Commissione Trasporti di Regione, quindi insomma un'esponente importante dei trasporti di Torino, che avevamo delle risorse per mettere a punto e risolvere il nodo di piazza Baldissera, ma li abbiamo usati per altro. Vorrei sottolineare che non è così, anzi ho sentito anche l'Assessore Balocco, e l'Assessore regionale e il Direttore della Direzione Trasporti della Regione, proprio per sapere se, magari, in precedenza prima di me erano state date queste risorse ed io in qualche modo le avevo perse, ma non è così, nel senso che non sono mai state date delle risorse per mettere a posto il nodo di piazza Baldissera. Perché non è stato messo a posto il nodo di piazza Baldissera? Questo lo dico subito, perché poi sicuramente mi verrà fatta la domanda. Prima di fare delle grosse infrastrutture, soprattutto di questo tenore, di questo calibro, di questa portata, prima si mettono a posto i nodi della rete, quindi piazza Baldissera e la rotonda di via Breglio devono essere messi a posto prima di fare un'autostrada urbana, questo lo dirò sempre. Per via Breglio è stato fatto da noi un progetto proprio per risistemare il nodo e per trovare le risorse per risistemare il nodo, quindi lo dico anche per il futuro: prima si mettono a posto i nodi e poi si decide se fare un'autostrada urbana, ma prima assolutamente non ci devono essere dei blocchi nello scorrere, nel fluire di una strada così larga come è quella di corso Principe Oddone. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie, Assessora Lapietra. Prego, Capogruppo Ricca, ne ha facoltà per cinque minuti. RICCA Fabrizio Allora, due cose che non ho capito, ignoranza mia, non sono un tecnico della viabilità, però cosa si intende per obbligare la svolta a destra all'interno della rotonda, perché mi manca proprio il passaggio di come si obbliga; cioè sto arrivando su via Cecchi, cioè da che parte si obbliga la svolta a destra? Immagino che si arrivi sulla rotonda e sulla rotonda si entri per forza con la svolta a destra e quindi, nel senso... me lo spieghi, perché io tecnicamente non sono preparato. Però, di fronte ad una spiegazione posso arrivarci anche io di come, entrando in una rotonda, si obbliga la svolta a destra. Secondo, le anticipo e qua arriviamo già al terzo scenario possibile, perché, ovviamente, le auto sono quelle: c'è un tappo a tre corsie, noi andiamo a fare una preferenziale per i mezzi di soccorso e per i mezzi pubblici; quelle tre corsie diventeranno due, le code si andranno ad allungare perché quello che prima era spalmato su tre corsie adesso diventerà su due e quindi dovremmo già immaginare il terzo scenario. Sono un po' preoccupato perché pensare di risolvere un problema di traffico chiudendo una via quando ad oggi quella è l'unica via di sfogo reale perché poi la tangenziale, come sa, soprattutto ad una certa ora del giorno, è perennemente ferma. Abbiamo il nodo di corso Grosseto che finché non finiscono i lavori non riesce a scaricare i flussi di traffico. È chiaro che gli automobilisti si rivolgono parallelamente a quel tratto di strada, ed io immagino che andare a chiudere quel tratto di strada, seppur complicato, vada oltre che a congestionare altre parti della città, secondo creerebbe un grosso problema perché, comunque, la gente gira con la macchina, cioè le persone continuano a muoversi e mi diventa difficile capire come noi andiamo a spalmare tutto quel traffico su altre vie. Una volta capito questo, poi, possiamo continuare la discussione, però il pensiero di chiudere un pezzo di strada per togliere il traffico mi lascia particolarmente perplesso. Io mi auguro che i sistemi dei semafori 'intelligenti' di cui lei, Assessora, ci ha parlato adesso possano aiutare, però noi dobbiamo sempre pensare di trovarci nell'ipotesi più catastrofica, così da poter essere più tranquilli quando tutto va come deve andare. Noi dobbiamo ipotizzare che quella porzione di Torino sia sempre come mercoledì scorso perché solo così possiamo immaginare come risolvere i problemi e trovarci tranquilli in tutti gli altri giorni della settimana e del mese. Quindi, a fronte di questa risposta, Presidente, poi potremmo continuare la discussione. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Capogruppo Magliano, prego. MAGLIANO Silvio Grazie, Presidente, ma solo per dire quello che già in Aula dicemmo nello scorso Consiglio Comunale nella risposta che diede l'Assessora, che di fatto vedeva tre tipologie diverse di intervento, più o meno impattanti, e questa è la grande differenza tra quello che pensa l'Assessora e quello che, oggettivamente, si dovrebbe fare, soprattutto partendo da quello che l'Assessora più volte ha detto su piazza Baldissera, su un'autostrada in Città, cioè che non l'avrebbe mai disegnata così, di fatto tre corsie che poi finiscono su una rotonda che ne ha due, poi si continua dopo. Il vero problema è che, per com'è stata pensata, o noi andiamo a chiedere, ma questo lo dico, ci sono le due visioni diverse, e dire: noi vogliamo meno auto e più trasporto pubblico oppure chiedere questi benedetti 30 milioni al Ministro delle Infrastrutture per fare il passaggio da Vigevano su Mortara; perché per come è disegnata l'unico modo che abbiamo per scaricare quel pezzo di traffico è utilizzare quella canna che è già esistente sotto, e questa è una scelta politica. Questa evidentemente è una scelta politica. Noi vorremmo un'ulteriore infrastruttura che passa da sotto e va dall'altra parte; oggi il Ministro potrebbe farlo, oppure no, ma queste però sono due visioni, io non faccio neanche troppa polemica su questo. C'è una visione che dice: noi dobbiamo scaricare il più possibile, fare in modo che i cittadini... - perché attendere sarà così - trovare soluzioni affinché i cittadini non usino quel nodo perché se si carica tutto su quel nodo e chiudiamo anche corso Venezia, sapendo che tra l'altro anche con l'apertura unica rimangono alcune contraddizioni dentro l'infrastruttura, quelle che spesso e volentieri l'Assessora ci ha raccontato in Commissione. Per cui, da questo punto di vista io sono abbastanza convinto che potremmo trovare mille soluzioni diverse, ma quel nodo rimarrà critico. Per com'era pensato all'inizio c'era la possibilità, questa sì, infatti nell'infrastruttura è prevista, che da Vigevano si andasse direttamente su Mortara e quello scaricherebbe quel tipo di traffico e potrebbe essere un inizio. È chiaro che è un investimento, è chiaro che è una spesa importante. Ci vogliono delle risorse, che l'Assessora non ha avuto nessun problema a dire in Aula: circa 30 milioni di euro, e questa è la differenza tra chi dice non voglio neanche chiederle e chi dice proviamo a chiedere. Il Governo in questo momento è un Governo che in teoria dovrebbe rispondere al telefono quando chiamate oppure dire troviamo soluzioni di trasporto pubblico. Lo dico perché sono due visioni diverse, ma su queste due visioni saranno tante le altre le volte in cui le due visioni che abitano in questa Sala si scontreranno. Ci sono due visioni diverse che oggettivamente, ad oggi, creano in quel nodo lì un problema. Non so quanto varrà la pena, Assessora, chiudere quel pezzo di corso Venezia perché è anche vero, ma questo lo abbiamo visto tante volte che, quando ci sono poi degli interventi, il traffico prova ad autoregolamentarsi alla luce delle esperienze che hanno fatto gli autisti. Detto ciò, io rimango dell'idea che sul nodo di quell'importanza forse avremmo bisogno di quell'ulteriore infrastruttura invece che di provare soluzioni tampone, che alla fine della fiera, però a mio giudizio, non porteranno alla soluzione del problema. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Prego, Capogruppo Lo Russo, ne ha facoltà per cinque minuti. LO RUSSO Stefano Veda, Assessora Lapietra, noi abbiamo avuto modo di dirlo, più e più volte, e lo ribadiamo ancora questa sera, la sistemazione della Spina centrale della città e del Passante ferroviario, attraverso la copertura, ha un disegno che va attuato. Se ad un certo momento qualcuno decide, in maniera - mi permetta - un po' arbitraria che quel disegno non è più convincente e cioè sulla base di quanto lei dichiara, sostanzialmente, il fatto che la presenza di una via a veloce scorrimento faccia da attiratore del traffico e, conseguentemente, viene interrotto il disegno che prevede la risoluzione del problema di piazza Baldissera attraverso l'unica questione possibile e risolutiva che è l'apertura del sottopasso che fa 30 milioni di euro. Allora il punto, guardi Assessora, è tutto lì! Mi verrebbe molto facile mettere un pochino in contraddizione alcune, anche sue, affermazioni che ho letto, per cui, scusatemi se la recito, allora: "un'infrastruttura se esiste drena traffico e conseguentemente bisognerebbe non farla esistere". Questo meccanismo voi lo applicate laddove non vi piace, cioè sul Passante, e invece non l'applicate laddove vi piace meno, cioè sulla TAV. Per cui non si capisce perché sulla TAV io devo analizzare gli attuali flussi previsionali, e quel meccanismo di avere un'infrastruttura che drena traffico non si applica, invece sulla copertura del Passante si applica; sa perché, Assessora Lapietra? Perché il suo è un approccio tutto ideologico, il tema vero è quello lì, perché ha ragione lei: un'infrastruttura veloce ed efficiente drena traffico e lo dimostra la letteratura di cui lei, come dire, dovrebbe teoricamente, almeno insomma, essere a conoscenza. Quindi, è corretto quello che dice lei: sì, l'infrastruttura veloce drena traffico, perché le sembrerà strano, ma io non conosco automobilisti che godono nel girare in macchina per la città a caso, non so lei in che mondo vive. Nel mondo in cui vivo io ci sono un sacco di persone che hanno l'obbligatorietà di prendere la macchina per andare a lavorare e volendo, avessero un mezzo pubblico, ne farebbero volentierissimo a meno e le posso garantire che le persone che conosco io - che probabilmente non sono le stesse che conosce lei - hanno piacere di stare poco in macchina, Assessora Lapietra, mi creda e hanno piacere di non inquinare, cioè se possono evitare, evitano. Questo mondo in cui gli automobilisti sono cattivi, vanno bastonati, anzi devono stare in coda, lei è riuscita a dire, a teorizzare che il fatto di, come dire, stare in coda è un fattore pedagogico perché ad un certo momento l'automobilista si stuferà di stare in coda. Io non so se quando fa queste esternazioni, davvero, Assessora Lapietra, è in sé oppure no; glielo dico, non me ne voglia, non si offenda. Cioè, lei spiega a mezzo stampa..., lei è Assessore ai trasporti della Città di Torino, non è, come dire, di un paesino dell'Alta Badia con tutto il rispetto per l'Alta Badia che hanno dei sistemi infrastrutturali decisamente più efficienti e lei va sui giornali a spiegare che comunque, tutto sommato, se il cittadino automobilista se ne sta in coda un'ora e mezza in piazza Baldissera gli fa bene, insomma in qualche modo impara ad usare la macchina. Ma lei si rende conto della..., come dire, non me ne voglia di nuovo, non voglio usare parole forti che poi rischio di essere, anche qua, frainteso e invece il mio vuole essere veramente un invito costruttivo; lei si rende conto dell'impostazione che dà alla modalità con cui gestisce questa cosa o non si rende neanche conto delle cose che dice? Perché, io ho la sensazione che, alle volte, non si rende conto delle cose che dice. Allora, glielo ribadiamo qua: il nodo infrastrutturale di piazza Baldissera non si risolve chiudendo corso Venezia, rimettendo i semafori, rifasando i semafori e mettendo quelli 'intelligenti', perché ci sono quelli stupidi e quelli intelligenti. No, si risolve con un unico sistema che è fare la viabilità del sottopasso; costa 30 milioni di euro, perfetto, chiediamo 30 milioni di euro. È chiaro che se, invece, un'impostazione che dà lei è opposta, che infatti fa sì che, arriverà a breve il suo collega di banco Guido Montanari, modifica l'Accordo di Programma di rotonda Maroncelli e ce lo porta in Aula, escludendo esplicitamente il sottopasso della rotonda, perché fa esattamente quel lavoro lì, cioè eccessivamente drenante il traffico, potrebbe scaricarlo su corso Venezia perché questo è il piano del ragionamento astruso, quindi, rimettiamo i semafori (ne discuteremo penso a breve) si compie, come dire, il miracolo perfetto, cioè voi avete in mente una Città in cui bisogna punire gli automobilisti, punire. Cioè, non lo so, mettete i chiodi lungo corso Venezia, in piazza Baldissera, così la gente oltre che essere arrabbiata che non riesce a tornare a casa o non riesce andare a lavoro al mattino e deve partire un'ora prima avrà anche le gomme bucate. Quindi questa funzione pedagogica della politica pedagogica, ideologica, e mi permetta anche un pelino arrogante, per cui lei è depositaria della ragione e il suo modello di Città della sua Città ideale è buono per lei, lei fa l'Assessore a Torino e Torino ha una storia urbana. Purtroppo per lei, Torino ha costruito un'operazione che era quella del Passante, a noi ci dispiace - a me non dispiace per niente - pare che ai torinesi non dispiace per niente che a lei dispiace, se ne farà una ragione. Se non le piace fare l'Amministratore a Torino vada a farlo da un'altra parte. Ultima cosa, Presidente, se mi dà ancora un minuto. Guardi che quando fu fatto il Passante, e la copertura del Passante, lo scatolare che sottopassava piazza Statuto era già presente, non è che è stato scavato sotto piazza Statuto il sottopasso di piazza Statuto. Ora qualcuno sano di mente si sognerebbe oggi di chiudere quel sottopasso lì? I presenti in questa Sala o fuori da questa Sala, non credo. Allora, torniamo un attimino coi piedi per terra, Assessora Lapietra, davvero, lavoriamo insieme, se possiamo dare una mano, guardi, quando c'è stato chiesto lo abbiamo anche fatto, stavate per perdere il finanziamento della Metro 2 e ci siamo caricati come un sol uomo al vostro fianco per chiedere i denari; abbiamo un genio che fa il Ministro delle Infrastrutture, cioè mai avuto un Ministro delle Infrastrutture... VERSACI Fabio (Presidente) Non si parla fuori microfono. LO RUSSO Stefano ...Così geniale, in perfetta sintonia, peraltro, con l'Assessore ai trasporti di Torino; cioè c'è questo fil rouge che vi lega. Perfetto, chiedete i soldi, state tranquilli che per quanto ci compete firmeremo qualunque atto di indirizzo che possa, con forza, far sì che la Città di Torino chieda il contributo statale per fare il sottopasso e risolvere il problema di piazza Baldissera. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Invito i Consiglieri a non parlare fuori microfono, grazie. Prego i Consiglieri di non parlare fuori microfono, grazie. Prego, Consigliere Malanca, ne ha facoltà per cinque minuti. Consigliere Carretto, per favore, grazie. MALANCA Roberto Grazie, Presidente. Io vedo dipingere un film che, devo dire, è abbastanza diverso da quello che vedo io tutti i giorni. In piazza Baldissera ci passo due volte al giorno, perché abito dall'altra parte di piazza Baldissera e vengo a lavorare in Consiglio da quest'altra parte. È evidente che il disastro così definitivo, il caos, il nodo completamente congestionato, è figlio di situazioni di cantieri lì vicini, come quello di corso Grosseto, per cui gran parte del traffico si ridireziona su questo nodo. Ricordo che, stamattina, c'erano piazza Omero e corso Orbassano completamente bloccate. Spesso sono bloccati: piazza Derna, il sottopasso di corso Regina, quello sotto Porta Palazzo, via Cigna verso il Rondò. Quindi il problema non è in realtà il nodo in quanto tale, il problema sono le condizioni in cui questo nodo viene a dover smaltire un traffico che non è stato previsto per quel nodo. Quel nodo è evidentemente piccolo, è evidentemente stato progettato con una capacità insufficiente ad assorbire quel tipo di traffico; è stato progettato con l'incapacità di gestire un tipo di traffico di quel genere quando c'è un incidente, ma io scinderei ,visto che sono stati citati anche il tunnel come la soluzione che toglierebbe tutto il traffico da questo nodo. Peccato che magari per fare un tunnel ci vogliano anni, non dico 10, ma magari soltanto 5, ma comunque ci vogliono perché in realtà non è soltanto fare il buco lì sotto. Ci sono le rampe, c'è la parte di corso Mortara da rivedere, e l'ex Assessore all'urbanistica queste cose le sa benissimo perché erano presentate tra le varie opere viste anche nell'ottica della variante Thyssen, verso cui poi il tunnel di corso Mortara andava a sbucare. Ma, ritornando alla piazza Baldissera, senza estenderci per un attimo a questo tunnel, che riprenderò fra un minuto, io credo che la soluzione migliore sia proprio quella adottata dall'Assessora, cioè di utilizzare delle soluzioni immediate, nel breve periodo, che scaricano un nodo dall'accesso di traffico che vi arriva e non viene fatto tutto subito, ma viene attuata una progressività degli interventi in maniera tale che il disagio venga limitato al minimo indispensabile. Il tunnel, in realtà, parliamo di quello est-ovest, perché diverso sarebbe in un'altra direzione, l'effetto che avrebbe non sarebbe solo quello di scaricare il traffico di piazza Baldissera, comunque fra 5, 6, 7 anni ,quelli che saranno, quando il Corso Grosseto sarà terminato e non ci sarà più quel tipo di necessità, assurda, che sembra l'unica in tutta la città, mentre tutti gli altri esempi: piazza Derna, via Cigna, eccetera, non sono emergenze perché non se parla, è chiaro, ma queste sono emergenze da anni, da decenni addirittura. Ci sono giornali dell'86, del '92 che parlano di blocchi, di ingorghi a non finire; quindi il problema è diverso, il problema è la quantità di traffico automobilistico privato che c'è in questa Città, ma non si risolve con un intervento emergenziale a breve. Io credo che, prendere un ... - tornando al tunnel - prendere tutto il traffico della zona a nord di Torino e farlo passare da questo tunnel che poi prosegue sul tunnel di corso Mortara e va a finire in zona corso Potenza angolo corso Regina, che è già uno dei nodi più trafficati, oggi, di tutta la città e lo sarà ancora di più quando riaprirà corso Grosseto, non sia una felice idea. Non solo, ricordo che lì andremmo a riversare queste auto dove c'è la Pellerina, dove c'è il Parco di via Calabria, che è una zona in cui - i naturalisti lo sanno benissimo - nidificano anche degli uccelli migratori, ma c'è il Castello di Lucento, ci sono delle aree verdi che già oggi soffrono della quantità eccessiva di traffico, della quantità di inquinamento che viene portata in quel nodo. Quindi, sarebbe assurdo portare ulteriore traffico su quel nodo lì togliendolo da quello che è il suo anello naturale interno, ma credo che comunque l'oggetto di oggi non sia il fantomatico tunnel per cui non ci sono i soldi e non ci sono i tempi, ma sia effettivamente se o meno l'elenco degli interventi che sono stati studiati dall'Assessorato sono più o meno efficaci, e questo lo vedremo proprio grazie alla progressività. A me sembra, e qui poi sono considerazioni personali, che già le attività fatte di rifasamento dei semafori abbiano ottenuto un grandissimo effetto in questi ultimi giorni e credo che vada monitorato ancora per qualche giorno prima di passare ad eventuali fasi successive. Grazie, Presidente. VERSACI Fabio (Presidente) Prego, Consigliere Iaria, erano cinque minuti a Gruppo, ha utilizzato tutto il tempo il suo collega. Prego, Capogruppo Tresso, ne ha facoltà per cinque minuti. Prego, Tresso. Prego, Capogruppo Tresso. TRESSO Francesco Regalerei volentieri un paio di minuti al collega Iaria, non posso dargliene due. Ma io intervengo brevemente solo per dire questo: vede, Presidente, il Consigliere Malanca ci spiega che per fare dei tunnel ci vogliono anni, credo che non occorra una laurea in ingegneria dei trasporti per affermare questo. È vero, per fare un tunnel ci vogliono anni e per pianificare una serie di interventi bastano, invece, pochi mesi di lavoro e poi, certo, questo è il tema che ci ha espresso l'Assessora Lapietra, è ovvio che la politica legata al quinquennio di una legislatura ha dei risultati che si portano a casa, dei risultati che sono fatti non per la propria Consiliatura, non per il proprio Movimento, non per il proprio profitto politico, ma sono fatti per la Città e quindi devono avere una visione che, io insisto, è quella che continua a mancare a questa Giunta; non a caso abbiamo la variante urbanistica modesta che non mette... VERSACI Fabio (Presidente) Iaria, per cortesia, può non parlare fuori microfono? Grazie. TRESSO Francesco A me dispiace, io lo farei parlare volentieri, ma... E quindi non a caso abbiamo una variante urbanistica... VERSACI Fabio (Presidente) Consigliere Iaria, la richiamo all'ordine per la prima volta. TRESSO Francesco Abbiamo una variante urbanistica che non ha messo tra i cardini su cui è montata proprio la viabilità e anche i grandi interventi che sulla viabilità sono connessi. Io credo che la gente, io non so se poi si vive in due mondi sconnessi, separati, perché il Consigliere Malanca ci dice che non è assolutamente un problema grave, che questi interventi palliativi, perché lei oggi, Assessora Lapietra, ci ha parlato di interventi palliativi: dare una verniciata e far passare i mezzi di trasporto, di soccorso o i mezzi pubblici, francamente è un po' palliativo. In piazza Baldissera stanno invadendo anche le piste ciclabili, quindi non è più una questione di dire o di rifasare i semafori, ma si sa bene che è un problema di flussi, è come l'idraulica, cioè ad un certo punto o diminuiamo e stoppiamo il flusso, ma se no, dopodiché, quella portata lì deve passare e possiamo anche mettere delle valvole a monte, cercare di rifasarle, ma non è quello che risolve. Il problema è che, forse, i cittadini sarebbero anche più disponibili ad affrontare dei disagi, qualora dicano "Sì, è vero, è un problema, lo ammettiamo, ce ne facciamo carico, stiamo progettando qualcosa per la città che non avrà - è molto onesto dirlo - non avrà delle risoluzioni immediate, nell'immediato facciamo dei palliativi", cosa che giustamente lei sta cercando di fare; ma diamo una prospettiva poi di risoluzione di questo problema, non dei palliativi che in realtà non risolvono nulla a lungo termine, è questo il problema vero. Io credo che la gente inizi ad essere un po' stufa - e manifestazioni mi sembra che se ne stanno dando parecchie in questa città - di non poter affrontare i problemi con la reale concretezza e non avere la capacità di dire: "Guardate che li stiamo affrontando", poi se viceversa deve prelevare la volontà di dire: "Noi cambiamo la mentalità dei torinesi", ma io, guardi, vengo a lavorare in bici perché non devo attraverso tutta la Città, ma quell'asse che attraversa da sud a nord è per forza un asse a grande scorrimento; che poi lei avesse governato anche la Giunta precedente, l'avrebbe rivisitato, l'avrebbe rivisto completamente va bene, però è anche compito di chi arriva farsi carico di quella che è stata una pianificazione negli anni precedenti e proiettarla sul futuro. Io credo che questo manchi in assoluto, cioè la capacità di dire, a fronte di emergenze che sono anche la concomitanza di cantieri, la concomitanza di interventi, va bene, ma dire questo è un problema oggettivo, non è solo cercando di modificare la mentalità dei cittadini e disincentivare (poi andiamo avanti a disincentivare l'uso dell'automobile, ci mancherebbe), ma però bisogna dare una prospettiva anche di capacità. Stessa cosa dicasi per altri nodi della Città. Io trovo che sia stato detto, corso Unità d'Italia è un altro di quei nodi, mancano i soldi, ma certo, ma bisogna fare una pianificazione, una volta che la pianificazione e i progetti ci sono le risorse poi si possono anche liberare. Certo in assenza di una pianificazione le risorse non si liberano. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. |