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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Novembre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 11

Comunicazioni della Sindaca su "Situazione caos traffico Piazza Baldissera".
Interventi
VERSACI Fabio (Presidente)
Possiamo procedere con il nostro Ordine del Giorno. Ci sono richieste di comunicazioni
in merito alla: "Situazione caos traffico in piazza Baldissera". Risponde l'Assessora
Lapietra. Prego.

LAPIETRA Maria (Assessora)
Sì, buonasera. Allora, ho già risposto ad un'interpellanza in merito, non so se questa
comunicazione è stata richiesta prima o dopo la risposta dell'interpellanza che avevo
dato al Consigliere Magliano. Allora, sono già stati predisposti interventi sia a breve
termine, che a medio termine, che a lungo termine, proprio per risolvere il problema
della congestione di traffico in piazza Baldissera. A breve termine è stata subito fatta
una modifica dei tempi di verde dei semafori, sia sul corso Principe Oddone che su
corso Vigevano, che ha portato un lieve miglioramento perché, difatti, a parte mercoledì
scorso che c'è stato un esodo dalla città a causa anche del ponte, quindi ci sono stati dei
rallentamenti, da quando sono state fatte queste modifiche non si sono più creati dei
fenomeni di intasamento come nelle precedenti settimane. Però, stiamo a vedere, nel
senso che questa è una misura minima, a breve termine. L'altra misura, a breve termine,
che doveva essere fatta subito, ma non è stata fatta causa piogge, quindi aspettiamo che
smetta di piovere e cioè realizzare delle corsie preferenziali, sia per i mezzi pubblici che
per i mezzi di soccorso, all'imbocco della rotatoria, in un primo momento
semplicemente disegnate, poi verranno proprio realizzate con del materiale per riuscire
a canalizzare il traffico, come dicevo, dei mezzi pubblici e dei mezzi di soccorso.
Questo sia per velocizzare e non intasare anche i mezzi pubblici all'interno della
rotatoria, ma anche per creare delle corsie di sicurezza per i mezzi pubblici che devono
raggiungere la rotatoria e quindi si avvicinano alla rotatoria. Verrà posizionata una
segnaletica, anche, a monte dell'intersezione per segnalare alle persone che arrivano da
fuori Torino, quindi, questa problematica di coda all'interno della rotatoria di piazza
Baldissera e, in un secondo momento, se queste misure non dovessero bastare sono in
studio altre misure che verranno prese se si dovessero continuare a formare queste
situazioni gravi di congestione. Una di queste è rifasare proprio i semafori (che da qui a
poco, con i ribassi di corso Venezia diventeranno, comunque, 'intelligenti') su tutto
corso Principe Oddone, quindi potranno essere calibrati e quindi giocare anche sulle
onde verdi proprio per non far arrivare in plotoni così grossi il traffico tutto insieme alla
rotatoria di piazza Baldissera; su corso Vigevano sono già 'intelligenti' i semafori,
quindi si riuscirà a gestire meglio proprio i flussi a plotone e, un'altra misura, è quella di
limitare l'afflusso da corso Mortara e da via Cecchi all'interno della rotatoria, quindi
obbligare la svolta a destra non per i mezzi pubblici, ma per i veicoli privati. Un'altra
misura, a breve termine, che è stata fatta, da subito, è quella di deviare il percorso del
52, perché il 52 stesso immettendosi nella rotatoria creava, comunque se stesso, una
congestione, quindi questo è stato fatto da subito. A lungo termine, se tutto questo non
dovesse bastare si è previsto di chiudere il tratto nuovo, quindi da piazza Baldissera
verso via Breglio, nel tratto nuovo di corso Venezia per evitare, fino a che il cantiere di
corso Grosseto non sarà terminato, un maggiore afflusso e quindi queste sono un po' le
misure che vengono fatte nei vari step. Vorrei dire una cosa, visto che è stato detto a
mezzo stampa dalla Presidente della Commissione Trasporti di Regione, quindi
insomma un'esponente importante dei trasporti di Torino, che avevamo delle risorse per
mettere a punto e risolvere il nodo di piazza Baldissera, ma li abbiamo usati per altro.
Vorrei sottolineare che non è così, anzi ho sentito anche l'Assessore Balocco, e
l'Assessore regionale e il Direttore della Direzione Trasporti della Regione, proprio per
sapere se, magari, in precedenza prima di me erano state date queste risorse ed io in
qualche modo le avevo perse, ma non è così, nel senso che non sono mai state date delle
risorse per mettere a posto il nodo di piazza Baldissera. Perché non è stato messo a
posto il nodo di piazza Baldissera? Questo lo dico subito, perché poi sicuramente mi
verrà fatta la domanda. Prima di fare delle grosse infrastrutture, soprattutto di questo
tenore, di questo calibro, di questa portata, prima si mettono a posto i nodi della rete,
quindi piazza Baldissera e la rotonda di via Breglio devono essere messi a posto prima
di fare un'autostrada urbana, questo lo dirò sempre. Per via Breglio è stato fatto da noi
un progetto proprio per risistemare il nodo e per trovare le risorse per risistemare il
nodo, quindi lo dico anche per il futuro: prima si mettono a posto i nodi e poi si decide
se fare un'autostrada urbana, ma prima assolutamente non ci devono essere dei blocchi
nello scorrere, nel fluire di una strada così larga come è quella di corso Principe
Oddone.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie, Assessora Lapietra. Prego, Capogruppo Ricca, ne ha facoltà per cinque minuti.

RICCA Fabrizio
Allora, due cose che non ho capito, ignoranza mia, non sono un tecnico della viabilità,
però cosa si intende per obbligare la svolta a destra all'interno della rotonda, perché mi
manca proprio il passaggio di come si obbliga; cioè sto arrivando su via Cecchi, cioè da
che parte si obbliga la svolta a destra? Immagino che si arrivi sulla rotonda e sulla
rotonda si entri per forza con la svolta a destra e quindi, nel senso... me lo spieghi,
perché io tecnicamente non sono preparato. Però, di fronte ad una spiegazione posso
arrivarci anche io di come, entrando in una rotonda, si obbliga la svolta a destra.
Secondo, le anticipo e qua arriviamo già al terzo scenario possibile, perché, ovviamente,
le auto sono quelle: c'è un tappo a tre corsie, noi andiamo a fare una preferenziale per i
mezzi di soccorso e per i mezzi pubblici; quelle tre corsie diventeranno due, le code si
andranno ad allungare perché quello che prima era spalmato su tre corsie adesso
diventerà su due e quindi dovremmo già immaginare il terzo scenario. Sono un po'
preoccupato perché pensare di risolvere un problema di traffico chiudendo una via
quando ad oggi quella è l'unica via di sfogo reale perché poi la tangenziale, come sa,
soprattutto ad una certa ora del giorno, è perennemente ferma. Abbiamo il nodo di corso
Grosseto che finché non finiscono i lavori non riesce a scaricare i flussi di traffico. È
chiaro che gli automobilisti si rivolgono parallelamente a quel tratto di strada, ed io
immagino che andare a chiudere quel tratto di strada, seppur complicato, vada oltre che
a congestionare altre parti della città, secondo creerebbe un grosso problema perché,
comunque, la gente gira con la macchina, cioè le persone continuano a muoversi e mi
diventa difficile capire come noi andiamo a spalmare tutto quel traffico su altre vie. Una
volta capito questo, poi, possiamo continuare la discussione, però il pensiero di chiudere
un pezzo di strada per togliere il traffico mi lascia particolarmente perplesso. Io mi
auguro che i sistemi dei semafori 'intelligenti' di cui lei, Assessora, ci ha parlato adesso
possano aiutare, però noi dobbiamo sempre pensare di trovarci nell'ipotesi più
catastrofica, così da poter essere più tranquilli quando tutto va come deve andare. Noi
dobbiamo ipotizzare che quella porzione di Torino sia sempre come mercoledì scorso
perché solo così possiamo immaginare come risolvere i problemi e trovarci tranquilli in
tutti gli altri giorni della settimana e del mese. Quindi, a fronte di questa risposta,
Presidente, poi potremmo continuare la discussione.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Capogruppo Magliano, prego.

MAGLIANO Silvio
Grazie, Presidente, ma solo per dire quello che già in Aula dicemmo nello scorso
Consiglio Comunale nella risposta che diede l'Assessora, che di fatto vedeva tre
tipologie diverse di intervento, più o meno impattanti, e questa è la grande differenza tra
quello che pensa l'Assessora e quello che, oggettivamente, si dovrebbe fare, soprattutto
partendo da quello che l'Assessora più volte ha detto su piazza Baldissera, su
un'autostrada in Città, cioè che non l'avrebbe mai disegnata così, di fatto tre corsie che
poi finiscono su una rotonda che ne ha due, poi si continua dopo. Il vero problema è
che, per com'è stata pensata, o noi andiamo a chiedere, ma questo lo dico, ci sono le due
visioni diverse, e dire: noi vogliamo meno auto e più trasporto pubblico oppure chiedere
questi benedetti 30 milioni al Ministro delle Infrastrutture per fare il passaggio da
Vigevano su Mortara; perché per come è disegnata l'unico modo che abbiamo per
scaricare quel pezzo di traffico è utilizzare quella canna che è già esistente sotto, e
questa è una scelta politica. Questa evidentemente è una scelta politica. Noi vorremmo
un'ulteriore infrastruttura che passa da sotto e va dall'altra parte; oggi il Ministro
potrebbe farlo, oppure no, ma queste però sono due visioni, io non faccio neanche
troppa polemica su questo. C'è una visione che dice: noi dobbiamo scaricare il più
possibile, fare in modo che i cittadini... - perché attendere sarà così - trovare soluzioni
affinché i cittadini non usino quel nodo perché se si carica tutto su quel nodo e
chiudiamo anche corso Venezia, sapendo che tra l'altro anche con l'apertura unica
rimangono alcune contraddizioni dentro l'infrastruttura, quelle che spesso e volentieri
l'Assessora ci ha raccontato in Commissione. Per cui, da questo punto di vista io sono
abbastanza convinto che potremmo trovare mille soluzioni diverse, ma quel nodo
rimarrà critico. Per com'era pensato all'inizio c'era la possibilità, questa sì, infatti
nell'infrastruttura è prevista, che da Vigevano si andasse direttamente su Mortara e
quello scaricherebbe quel tipo di traffico e potrebbe essere un inizio. È chiaro che è un
investimento, è chiaro che è una spesa importante. Ci vogliono delle risorse, che
l'Assessora non ha avuto nessun problema a dire in Aula: circa 30 milioni di euro, e
questa è la differenza tra chi dice non voglio neanche chiederle e chi dice proviamo a
chiedere. Il Governo in questo momento è un Governo che in teoria dovrebbe
rispondere al telefono quando chiamate oppure dire troviamo soluzioni di trasporto
pubblico. Lo dico perché sono due visioni diverse, ma su queste due visioni saranno
tante le altre le volte in cui le due visioni che abitano in questa Sala si scontreranno. Ci
sono due visioni diverse che oggettivamente, ad oggi, creano in quel nodo lì un
problema. Non so quanto varrà la pena, Assessora, chiudere quel pezzo di corso
Venezia perché è anche vero, ma questo lo abbiamo visto tante volte che, quando ci
sono poi degli interventi, il traffico prova ad autoregolamentarsi alla luce delle
esperienze che hanno fatto gli autisti. Detto ciò, io rimango dell'idea che sul nodo di
quell'importanza forse avremmo bisogno di quell'ulteriore infrastruttura invece che di
provare soluzioni tampone, che alla fine della fiera, però a mio giudizio, non porteranno
alla soluzione del problema. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Prego, Capogruppo Lo Russo, ne ha facoltà per cinque minuti.

LO RUSSO Stefano
Veda, Assessora Lapietra, noi abbiamo avuto modo di dirlo, più e più volte, e lo
ribadiamo ancora questa sera, la sistemazione della Spina centrale della città e del
Passante ferroviario, attraverso la copertura, ha un disegno che va attuato. Se ad un
certo momento qualcuno decide, in maniera - mi permetta - un po' arbitraria che quel
disegno non è più convincente e cioè sulla base di quanto lei dichiara, sostanzialmente,
il fatto che la presenza di una via a veloce scorrimento faccia da attiratore del traffico e,
conseguentemente, viene interrotto il disegno che prevede la risoluzione del problema di
piazza Baldissera attraverso l'unica questione possibile e risolutiva che è l'apertura del
sottopasso che fa 30 milioni di euro. Allora il punto, guardi Assessora, è tutto lì! Mi
verrebbe molto facile mettere un pochino in contraddizione alcune, anche sue,
affermazioni che ho letto, per cui, scusatemi se la recito, allora: "un'infrastruttura se
esiste drena traffico e conseguentemente bisognerebbe non farla esistere". Questo
meccanismo voi lo applicate laddove non vi piace, cioè sul Passante, e invece non
l'applicate laddove vi piace meno, cioè sulla TAV. Per cui non si capisce perché sulla
TAV io devo analizzare gli attuali flussi previsionali, e quel meccanismo di avere
un'infrastruttura che drena traffico non si applica, invece sulla copertura del Passante si
applica; sa perché, Assessora Lapietra? Perché il suo è un approccio tutto ideologico, il
tema vero è quello lì, perché ha ragione lei: un'infrastruttura veloce ed efficiente drena
traffico e lo dimostra la letteratura di cui lei, come dire, dovrebbe teoricamente, almeno
insomma, essere a conoscenza. Quindi, è corretto quello che dice lei: sì, l'infrastruttura
veloce drena traffico, perché le sembrerà strano, ma io non conosco automobilisti che
godono nel girare in macchina per la città a caso, non so lei in che mondo vive. Nel
mondo in cui vivo io ci sono un sacco di persone che hanno l'obbligatorietà di prendere
la macchina per andare a lavorare e volendo, avessero un mezzo pubblico, ne farebbero
volentierissimo a meno e le posso garantire che le persone che conosco io - che
probabilmente non sono le stesse che conosce lei - hanno piacere di stare poco in
macchina, Assessora Lapietra, mi creda e hanno piacere di non inquinare, cioè se
possono evitare, evitano. Questo mondo in cui gli automobilisti sono cattivi, vanno
bastonati, anzi devono stare in coda, lei è riuscita a dire, a teorizzare che il fatto di,
come dire, stare in coda è un fattore pedagogico perché ad un certo momento
l'automobilista si stuferà di stare in coda. Io non so se quando fa queste esternazioni,
davvero, Assessora Lapietra, è in sé oppure no; glielo dico, non me ne voglia, non si
offenda. Cioè, lei spiega a mezzo stampa..., lei è Assessore ai trasporti della Città di
Torino, non è, come dire, di un paesino dell'Alta Badia con tutto il rispetto per l'Alta
Badia che hanno dei sistemi infrastrutturali decisamente più efficienti e lei va sui
giornali a spiegare che comunque, tutto sommato, se il cittadino automobilista se ne sta
in coda un'ora e mezza in piazza Baldissera gli fa bene, insomma in qualche modo
impara ad usare la macchina. Ma lei si rende conto della..., come dire, non me ne voglia
di nuovo, non voglio usare parole forti che poi rischio di essere, anche qua, frainteso e
invece il mio vuole essere veramente un invito costruttivo; lei si rende conto
dell'impostazione che dà alla modalità con cui gestisce questa cosa o non si rende
neanche conto delle cose che dice? Perché, io ho la sensazione che, alle volte, non si
rende conto delle cose che dice. Allora, glielo ribadiamo qua: il nodo infrastrutturale di
piazza Baldissera non si risolve chiudendo corso Venezia, rimettendo i semafori,
rifasando i semafori e mettendo quelli 'intelligenti', perché ci sono quelli stupidi e
quelli intelligenti. No, si risolve con un unico sistema che è fare la viabilità del
sottopasso; costa 30 milioni di euro, perfetto, chiediamo 30 milioni di euro. È chiaro che
se, invece, un'impostazione che dà lei è opposta, che infatti fa sì che, arriverà a breve il
suo collega di banco Guido Montanari, modifica l'Accordo di Programma di rotonda
Maroncelli e ce lo porta in Aula, escludendo esplicitamente il sottopasso della rotonda,
perché fa esattamente quel lavoro lì, cioè eccessivamente drenante il traffico, potrebbe
scaricarlo su corso Venezia perché questo è il piano del ragionamento astruso, quindi,
rimettiamo i semafori (ne discuteremo penso a breve) si compie, come dire, il miracolo
perfetto, cioè voi avete in mente una Città in cui bisogna punire gli automobilisti,
punire. Cioè, non lo so, mettete i chiodi lungo corso Venezia, in piazza Baldissera, così
la gente oltre che essere arrabbiata che non riesce a tornare a casa o non riesce andare a
lavoro al mattino e deve partire un'ora prima avrà anche le gomme bucate. Quindi
questa funzione pedagogica della politica pedagogica, ideologica, e mi permetta anche
un pelino arrogante, per cui lei è depositaria della ragione e il suo modello di Città della
sua Città ideale è buono per lei, lei fa l'Assessore a Torino e Torino ha una storia
urbana. Purtroppo per lei, Torino ha costruito un'operazione che era quella del Passante,
a noi ci dispiace - a me non dispiace per niente - pare che ai torinesi non dispiace per
niente che a lei dispiace, se ne farà una ragione. Se non le piace fare l'Amministratore a
Torino vada a farlo da un'altra parte. Ultima cosa, Presidente, se mi dà ancora un
minuto. Guardi che quando fu fatto il Passante, e la copertura del Passante, lo scatolare
che sottopassava piazza Statuto era già presente, non è che è stato scavato sotto piazza
Statuto il sottopasso di piazza Statuto. Ora qualcuno sano di mente si sognerebbe oggi
di chiudere quel sottopasso lì? I presenti in questa Sala o fuori da questa Sala, non
credo. Allora, torniamo un attimino coi piedi per terra, Assessora Lapietra, davvero,
lavoriamo insieme, se possiamo dare una mano, guardi, quando c'è stato chiesto lo
abbiamo anche fatto, stavate per perdere il finanziamento della Metro 2 e ci siamo
caricati come un sol uomo al vostro fianco per chiedere i denari; abbiamo un genio che
fa il Ministro delle Infrastrutture, cioè mai avuto un Ministro delle Infrastrutture...

VERSACI Fabio (Presidente)
Non si parla fuori microfono.

LO RUSSO Stefano
...Così geniale, in perfetta sintonia, peraltro, con l'Assessore ai trasporti di Torino; cioè
c'è questo fil rouge che vi lega. Perfetto, chiedete i soldi, state tranquilli che per quanto
ci compete firmeremo qualunque atto di indirizzo che possa, con forza, far sì che la
Città di Torino chieda il contributo statale per fare il sottopasso e risolvere il problema
di piazza Baldissera.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Invito i Consiglieri a non parlare fuori microfono, grazie. Prego i Consiglieri di
non parlare fuori microfono, grazie. Prego, Consigliere Malanca, ne ha facoltà per
cinque minuti. Consigliere Carretto, per favore, grazie.

MALANCA Roberto
Grazie, Presidente. Io vedo dipingere un film che, devo dire, è abbastanza diverso da
quello che vedo io tutti i giorni. In piazza Baldissera ci passo due volte al giorno, perché
abito dall'altra parte di piazza Baldissera e vengo a lavorare in Consiglio da quest'altra
parte. È evidente che il disastro così definitivo, il caos, il nodo completamente
congestionato, è figlio di situazioni di cantieri lì vicini, come quello di corso Grosseto,
per cui gran parte del traffico si ridireziona su questo nodo. Ricordo che, stamattina,
c'erano piazza Omero e corso Orbassano completamente bloccate. Spesso sono
bloccati: piazza Derna, il sottopasso di corso Regina, quello sotto Porta Palazzo, via
Cigna verso il Rondò. Quindi il problema non è in realtà il nodo in quanto tale, il
problema sono le condizioni in cui questo nodo viene a dover smaltire un traffico che
non è stato previsto per quel nodo. Quel nodo è evidentemente piccolo, è evidentemente
stato progettato con una capacità insufficiente ad assorbire quel tipo di traffico; è stato
progettato con l'incapacità di gestire un tipo di traffico di quel genere quando c'è un
incidente, ma io scinderei ,visto che sono stati citati anche il tunnel come la soluzione
che toglierebbe tutto il traffico da questo nodo. Peccato che magari per fare un tunnel ci
vogliano anni, non dico 10, ma magari soltanto 5, ma comunque ci vogliono perché in
realtà non è soltanto fare il buco lì sotto. Ci sono le rampe, c'è la parte di corso Mortara
da rivedere, e l'ex Assessore all'urbanistica queste cose le sa benissimo perché erano
presentate tra le varie opere viste anche nell'ottica della variante Thyssen, verso cui poi
il tunnel di corso Mortara andava a sbucare. Ma, ritornando alla piazza Baldissera, senza
estenderci per un attimo a questo tunnel, che riprenderò fra un minuto, io credo che la
soluzione migliore sia proprio quella adottata dall'Assessora, cioè di utilizzare delle
soluzioni immediate, nel breve periodo, che scaricano un nodo dall'accesso di traffico
che vi arriva e non viene fatto tutto subito, ma viene attuata una progressività degli
interventi in maniera tale che il disagio venga limitato al minimo indispensabile. Il
tunnel, in realtà, parliamo di quello est-ovest, perché diverso sarebbe in un'altra
direzione, l'effetto che avrebbe non sarebbe solo quello di scaricare il traffico di piazza
Baldissera, comunque fra 5, 6, 7 anni ,quelli che saranno, quando il Corso Grosseto sarà
terminato e non ci sarà più quel tipo di necessità, assurda, che sembra l'unica in tutta la
città, mentre tutti gli altri esempi: piazza Derna, via Cigna, eccetera, non sono
emergenze perché non se parla, è chiaro, ma queste sono emergenze da anni, da decenni
addirittura. Ci sono giornali dell'86, del '92 che parlano di blocchi, di ingorghi a non
finire; quindi il problema è diverso, il problema è la quantità di traffico automobilistico
privato che c'è in questa Città, ma non si risolve con un intervento emergenziale a
breve. Io credo che, prendere un ... - tornando al tunnel - prendere tutto il traffico della
zona a nord di Torino e farlo passare da questo tunnel che poi prosegue sul tunnel di
corso Mortara e va a finire in zona corso Potenza angolo corso Regina, che è già uno dei
nodi più trafficati, oggi, di tutta la città e lo sarà ancora di più quando riaprirà corso
Grosseto, non sia una felice idea. Non solo, ricordo che lì andremmo a riversare queste
auto dove c'è la Pellerina, dove c'è il Parco di via Calabria, che è una zona in cui - i
naturalisti lo sanno benissimo - nidificano anche degli uccelli migratori, ma c'è il
Castello di Lucento, ci sono delle aree verdi che già oggi soffrono della quantità
eccessiva di traffico, della quantità di inquinamento che viene portata in quel nodo.
Quindi, sarebbe assurdo portare ulteriore traffico su quel nodo lì togliendolo da quello
che è il suo anello naturale interno, ma credo che comunque l'oggetto di oggi non sia il
fantomatico tunnel per cui non ci sono i soldi e non ci sono i tempi, ma sia
effettivamente se o meno l'elenco degli interventi che sono stati studiati
dall'Assessorato sono più o meno efficaci, e questo lo vedremo proprio grazie alla
progressività. A me sembra, e qui poi sono considerazioni personali, che già le attività
fatte di rifasamento dei semafori abbiano ottenuto un grandissimo effetto in questi
ultimi giorni e credo che vada monitorato ancora per qualche giorno prima di passare ad
eventuali fasi successive. Grazie, Presidente.

VERSACI Fabio (Presidente)
Prego, Consigliere Iaria, erano cinque minuti a Gruppo, ha utilizzato tutto il tempo il
suo collega. Prego, Capogruppo Tresso, ne ha facoltà per cinque minuti. Prego, Tresso.
Prego, Capogruppo Tresso.

TRESSO Francesco
Regalerei volentieri un paio di minuti al collega Iaria, non posso dargliene due. Ma io
intervengo brevemente solo per dire questo: vede, Presidente, il Consigliere Malanca ci
spiega che per fare dei tunnel ci vogliono anni, credo che non occorra una laurea in
ingegneria dei trasporti per affermare questo. È vero, per fare un tunnel ci vogliono anni
e per pianificare una serie di interventi bastano, invece, pochi mesi di lavoro e poi,
certo, questo è il tema che ci ha espresso l'Assessora Lapietra, è ovvio che la politica
legata al quinquennio di una legislatura ha dei risultati che si portano a casa, dei risultati
che sono fatti non per la propria Consiliatura, non per il proprio Movimento, non per il
proprio profitto politico, ma sono fatti per la Città e quindi devono avere una visione
che, io insisto, è quella che continua a mancare a questa Giunta; non a caso abbiamo la
variante urbanistica modesta che non mette...

VERSACI Fabio (Presidente)
Iaria, per cortesia, può non parlare fuori microfono? Grazie.

TRESSO Francesco
A me dispiace, io lo farei parlare volentieri, ma... E quindi non a caso abbiamo una
variante urbanistica...

VERSACI Fabio (Presidente)
Consigliere Iaria, la richiamo all'ordine per la prima volta.

TRESSO Francesco
Abbiamo una variante urbanistica che non ha messo tra i cardini su cui è montata
proprio la viabilità e anche i grandi interventi che sulla viabilità sono connessi. Io credo
che la gente, io non so se poi si vive in due mondi sconnessi, separati, perché il
Consigliere Malanca ci dice che non è assolutamente un problema grave, che questi
interventi palliativi, perché lei oggi, Assessora Lapietra, ci ha parlato di interventi
palliativi: dare una verniciata e far passare i mezzi di trasporto, di soccorso o i mezzi
pubblici, francamente è un po' palliativo. In piazza Baldissera stanno invadendo anche
le piste ciclabili, quindi non è più una questione di dire o di rifasare i semafori, ma si sa
bene che è un problema di flussi, è come l'idraulica, cioè ad un certo punto o
diminuiamo e stoppiamo il flusso, ma se no, dopodiché, quella portata lì deve passare e
possiamo anche mettere delle valvole a monte, cercare di rifasarle, ma non è quello che
risolve. Il problema è che, forse, i cittadini sarebbero anche più disponibili ad affrontare
dei disagi, qualora dicano "Sì, è vero, è un problema, lo ammettiamo, ce ne facciamo
carico, stiamo progettando qualcosa per la città che non avrà - è molto onesto dirlo - non
avrà delle risoluzioni immediate, nell'immediato facciamo dei palliativi", cosa che
giustamente lei sta cercando di fare; ma diamo una prospettiva poi di risoluzione di
questo problema, non dei palliativi che in realtà non risolvono nulla a lungo termine, è
questo il problema vero. Io credo che la gente inizi ad essere un po' stufa - e
manifestazioni mi sembra che se ne stanno dando parecchie in questa città - di non poter
affrontare i problemi con la reale concretezza e non avere la capacità di dire: "Guardate
che li stiamo affrontando", poi se viceversa deve prelevare la volontà di dire: "Noi
cambiamo la mentalità dei torinesi", ma io, guardi, vengo a lavorare in bici perché non
devo attraverso tutta la Città, ma quell'asse che attraversa da sud a nord è per forza un
asse a grande scorrimento; che poi lei avesse governato anche la Giunta precedente,
l'avrebbe rivisitato, l'avrebbe rivisto completamente va bene, però è anche compito di
chi arriva farsi carico di quella che è stata una pianificazione negli anni precedenti e
proiettarla sul futuro. Io credo che questo manchi in assoluto, cioè la capacità di dire, a
fronte di emergenze che sono anche la concomitanza di cantieri, la concomitanza di
interventi, va bene, ma dire questo è un problema oggettivo, non è solo cercando di
modificare la mentalità dei cittadini e disincentivare (poi andiamo avanti a
disincentivare l'uso dell'automobile, ci mancherebbe), ma però bisogna dare una
prospettiva anche di capacità. Stessa cosa dicasi per altri nodi della Città. Io trovo che
sia stato detto, corso Unità d'Italia è un altro di quei nodi, mancano i soldi, ma certo, ma
bisogna fare una pianificazione, una volta che la pianificazione e i progetti ci sono le
risorse poi si possono anche liberare. Certo in assenza di una pianificazione le risorse
non si liberano.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie.
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