| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Grazie. Non sono neutrale nel dibattito, non lo sono perché la Lista Civica di Sinistra "Torino in Comune" ha al proprio interno organizzazioni politiche e persone che hanno condiviso negli anni le ragioni e le mobilitazioni del Movimento "No TAV", e quindi ho un trasporto storico rispetto a questa questione. Ma se non avessi quel tipo di appartenenza, e fossi del tutto agnostica, ascoltando le relazioni della Commissione Tecnica avvenuta in due Commissioni Consiliari, sarei sicuramente molto orientata, non a desiderare, ma a pretendere che gli argomenti che sono stati apportati dalla Commissione Tecnica possano essere confutati da coloro che sostengono la necessità dell'opera. Non ho sentito ancora confutare questi argomenti, e li richiamo, fingendo che in questo Consiglio si stia discutendo sulla base dei dati di evidenza. Ma dirò dopo che sembra che così non sia, e i dati di evidenza sono i seguenti. La prima motivazione, lo ricordava la Consigliera Paoli, si ragionava sull'aumento dei passeggeri, l'affermazione non era motivata, è stata smentita dei fatti, da 2.000 a 20.000 al giorno in una decina di anni, si diceva negli anni '90. Poi l'aumento del traffico merci, e su questo il Quaderno 1 dell'Osservatorio ha già rivisto la sua posizione. Poi ancora che la colpa del mancato incremento fosse attribuibile all'inadeguatezza della linea storica, però succedeva contestualmente ai nostri confini, ad esempio in Svizzera, che prima di qualunque intervento infrastrutturale, il traffico ferroviario aumentasse del 43%, mentre il nostro diminuiva di altrettanto. E quindi anche questo dato non era sostenibile, tant'è che poi il Quaderno 10 dell'Osservatorio rivede la posizione ottimistica sull'aumento del traffico, e infine l'ultimo nato, cioè la motivazione della sicurezza del tunnel del Frejus, che è comparabile in termini di sicurezza con altri collegamenti alta velocità, che sono anch'essi a canna singola. Tutte queste argomentazioni, che a un neofita desideroso di misurarsi sui dati di evidenza potrebbero essere confrontati con altre documentazioni, fino ad ora altre argomentazioni non abbiamo ascoltato, così come non abbiamo ascoltato un dibattito, un confronto sull'altra affermazione, "non si può tornare indietro". Ma è vero, o non è vero, che fino ad oggi sono state realizzate esclusivamente solo attività preparatorie? È vero, o non è vero, che buona parte del cronoprogramma degli interventi, non soltanto da parte italiana, ma da parte francese, è stata rimessa in discussione, che da parte dell'Unione Europea non vi è mai stata alcuna decisione definitiva in merito al finanziamento complessivo dell'opera e che, peraltro, quando i finanziamenti sono europei, questi vengono erogati sulla base dello stato delle cose fatte, quindi non sarebbe ragionevole immaginare una penale per opere che non sono ancora state fatte? Ma si sa che le penali, o la conoscenza sulle penali, sembra in questi giorni essere molto opinabile. Anche questi sono tutti elementi e riflessioni che sarei personalmente curiosa di vedere confrontati con chi ha altre visioni di questa prospettiva, sperando che la visione non sia solo la modernità in quanto tale, perché dovrebbe essere supportata da dati di evidenza. Però quel che mi ha stupito in tutta questa discussione è l'incredibile energia che si è sviluppata intorno a questo ordine del giorno. Ma come mai nessuno si è accorto che il 5 dicembre del 2016 questo Consiglio Comunale ha votato una mozione che diceva cose ben più impegnative che non questo ordine del giorno? Tant'è che io mi domando perché i 5 Stelle abbiano presentato questo ordine del giorno a pochi mesi di distanza dall'altro, perché quello del 5 dicembre diceva, e fu votato anche con il mio voto, di manifestare la contrarietà della Città di Torino alla realizzazione dell'opera. Quello di oggi dice: " Rendere pubblici e verificabili criteri, le procedure, le modalità…", e come mai ci si stupisce, allora? In quello del 5 dicembre la Sindaca era presente e votava a favore. Alcuni dei Consiglieri che oggi non possono partecipare per improvvida espulsione del Presidente, mai espellere, mai limitare la democrazia, non erano nemmeno presenti al momento del voto, tanto ritenevano fondamentale quella argomentazione del 5 dicembre. Quindi mi stupisco che un testo edulcorato susciti tutte queste reazioni, di opinione pubblica, di mobilitazione. L'unica cosa che suggerirei ai colleghi che hanno presentato il testo è di non cedere il fianco, non prestare il fianco a strumentalizzazioni. Cosa c'è di troppo che nulla cambia della sostanza? Il punto 6 e il punto 7, la revoca degli incarichi, perché questo è un pochino inutile, perché andando avanti l'analisi costi-benefici, in base a quello che risulterà, si proseguirà sulla determinazione dell'Osservatorio e sugli incarichi, oppure no. E quindi l'esito, la famosa evidenza alla quale io mi richiamo, che determina il risultato, che si fa fare pure la parte del martire a chi già conclude il proprio mandato a dicembre. Quindi questi due punti sono un po' ineleganti, non aggiungono nulla nel contenuto. Ma, in sostanza, il tema è questo, troviamo il modo di continuare a ragionare sull'evidenza, altrimenti il modo diventa non politico, perché i dati di evidenza tecnici danno sempre alla politica le possibilità di ragionare, ma politicista, infatti perché oggi ci si occupa tanto di questo documento più debole di quello di alcuni mesi fa? Perché oggi i 5 Stelle sono al Governo e oggi l'intervento più atteso sarà quello del collega Ricca, cioè sapere che cosa fa a Torino la Maggioranza Giallo-Verde, alla faccia di tutti i dati di evidenza, di tutte le buone ragioni di mobilitazione, di tutto il sentire e il voler partecipare delle popolazioni, della Valle e di quella di Torino. |