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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Ottobre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 26
ORDINE DEL GIORNO 2018-03401
(ODG N. 10/2018) "IPOTESI DI NUOVA LINEA FERROVIARIA TORINO LIONE" PRESENTATA IN DATA 31 LUGLIO 2018 - PRIMA FIRMATARIA FERRERO.
Interventi
ARTESIO Eleonora
Grazie. Non sono neutrale nel dibattito, non lo sono perché la Lista Civica di Sinistra
"Torino in Comune" ha al proprio interno organizzazioni politiche e persone che hanno
condiviso negli anni le ragioni e le mobilitazioni del Movimento "No TAV", e quindi
ho un trasporto storico rispetto a questa questione. Ma se non avessi quel tipo di
appartenenza, e fossi del tutto agnostica, ascoltando le relazioni della Commissione
Tecnica avvenuta in due Commissioni Consiliari, sarei sicuramente molto orientata, non
a desiderare, ma a pretendere che gli argomenti che sono stati apportati dalla
Commissione Tecnica possano essere confutati da coloro che sostengono la necessità
dell'opera. Non ho sentito ancora confutare questi argomenti, e li richiamo, fingendo
che in questo Consiglio si stia discutendo sulla base dei dati di evidenza. Ma dirò dopo
che sembra che così non sia, e i dati di evidenza sono i seguenti. La prima motivazione,
lo ricordava la Consigliera Paoli, si ragionava sull'aumento dei passeggeri,
l'affermazione non era motivata, è stata smentita dei fatti, da 2.000 a 20.000 al giorno in
una decina di anni, si diceva negli anni '90. Poi l'aumento del traffico merci, e su questo
il Quaderno 1 dell'Osservatorio ha già rivisto la sua posizione. Poi ancora che la colpa
del mancato incremento fosse attribuibile all'inadeguatezza della linea storica, però
succedeva contestualmente ai nostri confini, ad esempio in Svizzera, che prima di
qualunque intervento infrastrutturale, il traffico ferroviario aumentasse del 43%, mentre
il nostro diminuiva di altrettanto. E quindi anche questo dato non era sostenibile, tant'è
che poi il Quaderno 10 dell'Osservatorio rivede la posizione ottimistica sull'aumento
del traffico, e infine l'ultimo nato, cioè la motivazione della sicurezza del tunnel del
Frejus, che è comparabile in termini di sicurezza con altri collegamenti alta velocità, che
sono anch'essi a canna singola. Tutte queste argomentazioni, che a un neofita
desideroso di misurarsi sui dati di evidenza potrebbero essere confrontati con altre
documentazioni, fino ad ora altre argomentazioni non abbiamo ascoltato, così come non
abbiamo ascoltato un dibattito, un confronto sull'altra affermazione, "non si può tornare
indietro". Ma è vero, o non è vero, che fino ad oggi sono state realizzate esclusivamente
solo attività preparatorie? È vero, o non è vero, che buona parte del cronoprogramma
degli interventi, non soltanto da parte italiana, ma da parte francese, è stata rimessa in
discussione, che da parte dell'Unione Europea non vi è mai stata alcuna decisione
definitiva in merito al finanziamento complessivo dell'opera e che, peraltro, quando i
finanziamenti sono europei, questi vengono erogati sulla base dello stato delle cose
fatte, quindi non sarebbe ragionevole immaginare una penale per opere che non sono
ancora state fatte? Ma si sa che le penali, o la conoscenza sulle penali, sembra in questi
giorni essere molto opinabile. Anche questi sono tutti elementi e riflessioni che sarei
personalmente curiosa di vedere confrontati con chi ha altre visioni di questa
prospettiva, sperando che la visione non sia solo la modernità in quanto tale, perché
dovrebbe essere supportata da dati di evidenza. Però quel che mi ha stupito in tutta
questa discussione è l'incredibile energia che si è sviluppata intorno a questo ordine del
giorno. Ma come mai nessuno si è accorto che il 5 dicembre del 2016 questo Consiglio
Comunale ha votato una mozione che diceva cose ben più impegnative che non questo
ordine del giorno? Tant'è che io mi domando perché i 5 Stelle abbiano presentato
questo ordine del giorno a pochi mesi di distanza dall'altro, perché quello del 5
dicembre diceva, e fu votato anche con il mio voto, di manifestare la contrarietà della
Città di Torino alla realizzazione dell'opera. Quello di oggi dice: " Rendere pubblici e
verificabili criteri, le procedure, le modalità…", e come mai ci si stupisce, allora? In
quello del 5 dicembre la Sindaca era presente e votava a favore. Alcuni dei Consiglieri
che oggi non possono partecipare per improvvida espulsione del Presidente, mai
espellere, mai limitare la democrazia, non erano nemmeno presenti al momento del
voto, tanto ritenevano fondamentale quella argomentazione del 5 dicembre. Quindi mi
stupisco che un testo edulcorato susciti tutte queste reazioni, di opinione pubblica, di
mobilitazione. L'unica cosa che suggerirei ai colleghi che hanno presentato il testo è di
non cedere il fianco, non prestare il fianco a strumentalizzazioni. Cosa c'è di troppo che
nulla cambia della sostanza? Il punto 6 e il punto 7, la revoca degli incarichi, perché
questo è un pochino inutile, perché andando avanti l'analisi costi-benefici, in base a
quello che risulterà, si proseguirà sulla determinazione dell'Osservatorio e sugli
incarichi, oppure no. E quindi l'esito, la famosa evidenza alla quale io mi richiamo, che
determina il risultato, che si fa fare pure la parte del martire a chi già conclude il
proprio mandato a dicembre. Quindi questi due punti sono un po' ineleganti, non
aggiungono nulla nel contenuto. Ma, in sostanza, il tema è questo, troviamo il modo di
continuare a ragionare sull'evidenza, altrimenti il modo diventa non politico, perché i
dati di evidenza tecnici danno sempre alla politica le possibilità di ragionare, ma
politicista, infatti perché oggi ci si occupa tanto di questo documento più debole di
quello di alcuni mesi fa? Perché oggi i 5 Stelle sono al Governo e oggi l'intervento più
atteso sarà quello del collega Ricca, cioè sapere che cosa fa a Torino la Maggioranza
Giallo-Verde, alla faccia di tutti i dati di evidenza, di tutte le buone ragioni di
mobilitazione, di tutto il sentire e il voler partecipare delle popolazioni, della Valle e di
quella di Torino.

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