| Interventi |
| GRIPPO Maria Grazia Sì, grazie, Presidente. Comprendo che se il proponente dell'atto avesse avuto argomenti solidi per definirne la bontà, non si sarebbe trovato costretto a fare, a montare una polemica politica nel momento della presentazione dell'atto. Evidentemente la miglior difesa è l'attacco e il problema è che, in quanto ad ipocrisia, francamente, non ha nulla da imparare, né dal Partito Democratico, né da nessun'altra forza politica. Si parla del fatto che questo non sia un provvedimento contro una determinata categoria di persone e di commercianti, in particolare, quando lui ben sa di essersi vantato del fatto che il suo atto sia arrivato 36 ore prima rispetto alle dichiarazioni del Ministro Salvini, il quale, nel suo disgustoso "Decreto sicurezza e immigrazione", dove ormai ci si ringrazia per un pragmatismo del quale io non voglio essere complice, sinceramente, a me del pragmatismo non importa, a me non importa parlare di numeri, a me importa parlare di persone. Nel presentare l'emendamento che riguarda i negozietti etnici, il Ministro Salvini, con cui lei è particolarmente sodale, anzi, addirittura, si vanta di averne anticipato il pensiero, dice: "Dobbiamo rispedire a casa chi picchia, stupra, molesta, spaccia. Basta con questa gentaglia", gentaglia che è la proprietaria di negozietti etnici, che alimentano..., no, che diventano ritrovo di spacciatori, ubriaconi, casinisti. Siccome è stato presentato solo così e lei si è vantato di aver anticipato il pensiero del Ministro, tant'è che ancora oggi dice: "Avremo più facilità a trovare accoglimento", non vedo come non si possa saldare il suo pensiero con quello del Ministro dell'Interno. Avevo già detto in Commissione, lo ripeto, che ognuno può scegliere i modelli di riferimento che ritiene, l'interessante è riconoscerli. Le sarà senz'altro grato il Capogruppo Ricca, che non è stato particolarmente contento di come avete gestito l'atto precedente, che è figlio dello stesso decreto, tra l'altro, e che quindi con questo, probabilmente, si farà perdonare. Il problema è che non vi farete perdonare dalle persone alle quali avete detto che questo è un altro passetto nel percorso per migliorare, in termini di riposo e di quiete, alcune aree della città, perché non si è più parlato, Presidente Russi, e lo dico anche, ma non c'è, guarda caso, all'Assessore, non si è più parlato di andare a misurare gli effetti della guerra senza quartiere che avete fatto, a questo punto mi viene da dire, solamente ai market etnici, non si è più parlato di andare a misurare quali sono stati gli effetti di un'ordinanza in cui, peraltro, nell'ultima Commissione che abbiamo fatto, mi sono andata a sentire la parte che mi era mancata, un'ordinanza che ha potuto riguardare soltanto alcune zone della città, eppure è diventata norma regolamentare. Cioè, lo sapevate già prima che non avrebbe potuto riguardare altro che piccole porzioni della città, eppure non vi siete fermati di fronte all'opportunità di ricorrere addirittura ad una norma regolamentare. Vi siete poi chiesti se più persone hanno dormito, o hanno dormito almeno meglio di quanto non dormivano in passato, non ve lo siete chiesti affatto. Interessava, ed è questa la ragione per cui il segretario del Partito Democratico vi ha detto che avete gettato la maschera, vi interessava solamente andare a colpire determinate tipologie di esercizi che esistono in tutta Europa; esistono in tutta Europa, e solamente in questo Paese vengono approcciate nella maniera che lei e il ministro Salvini ritenete più consona, dicendo, però, guardandovi bene, naturalmente, dal dire che siete razzisti. Nel video che ho visto ancora su Facebook, sia lui, che lei, dite: "Ma assolutamente non si tratta di una misura razzista". Vi siete scatenati, tra l'altro, per cui abbiamo assistito a ordinanze contingibili urgenti, poi, quando non si potevano fare più, avete fatto la modifica al Regolamento, poi siete ricorsi ad ordinanze che hanno una natura mista tra la modifica regolamentare e le ordinanze dell'anno scorso, ripeto, i risultati tangibili, perché l'unico risultato che si vede oggi è andare a discriminare alcuni esercizi commerciali in vantaggio, o anche no, di altri, o in solo svantaggio di quelli che ne sono colpiti. Questo mortifica, Presidente Russi, Presidente, il lavoro che abbiamo fatto tutti insieme, perché noi eravamo stati propositivi quando si è trattato di parlare di mala movida, abbiamo cercato di mettere insieme tutta una serie di questioni che non riguardassero soltanto la parte distruttiva, ma quella costruttiva delle politiche per disincentivare gli assembramenti in alcune zone della città, e cercare di redistribuire la movida, che, di per sé, è cosa buona, e redistribuirla su tutto il territorio, perlomeno del centro, se non addirittura di più. Ci avete respinto, naturalmente, con perdite, perché non era quello che vi interessava, è talmente evidente. E oggi, che lei si vanta di essere il precursore del pensiero del Ministro Salvini, lo scopriamo in via definitiva. Io e il mio Partito, non siamo per la tolleranza a tutti i costi; io sono personalmente, e credo la maggior parte del mio Partito, per l'equità e per la ragionevolezza, ma soprattutto per cercare di misurare i risultati quando si pongono in atto determinate politiche, e non scatenarsi con una serie di misure che sono soltanto populiste, se non le piace la parola razzista, cosa che continueremo a pensare senza più esprimerglielo evidentemente in modo molto chiaro. E concludo dicendo, Presidente, che si è arrivati ad essere talmente in malafede da strumentalizzare la posizione di Circoscrizioni che invece avevano creduto alla vostra volontà di andare a intervenire sulle aree dove era più difficile il riposo notturno, e che quindi hanno cercato di percorrere con voi la strada che avevate indicato. Io non ci ho creduto, ho votato contro la modifica regolamentare, e lo ridico qui, come l'ho detto in Commissione, non sono mai stata così contenta di aver votato contro un vostro provvedimento, e naturalmente voterò contro anche questo, con la stessa soddisfazione. GRIPPO Maria Grazia Grazie, Presidente, per fatto personale, perché ho particolarmente innervosito le colleghe e i colleghi e questo non può che essere un titolo di merito. Innanzitutto alla Capogruppo Sganga non ho parlato di incoerenza, perché comunque alla fine solo gli stupidi non cambiano idea, quindi ci sta anche cambiare idea, volendo. Io ho parlato di ipocrisia, cosa che di cui lei ha ben presente, è un tema che abbiamo già trattato e per me il concetto di pragmatismo, con cui lei ci ha portato a spasso anche oggi, è fortemente ipocrita, poi può considerarla non tale. Io non rispondo delle azioni, delle scelte del Sindaco Nardella, probabilmente, se fossi in quella Amministrazione, e mi fossi trovata nelle condizioni di seguire, come ho seguito qua l'istruttoria in Commissione, avrei detto io sì, perché non mi limito a schiacciare un pulsante a comando, avrei detto che cosa pensavo, le stesse cose che penso qui, le avrei pensate, immagino, a Firenze, con il contesto di Firenze, qualitativamente e quantitativamente un po' diverso rispetto a quello di Torino. Voi sapete bene, voi sapete bene che l'ordinanza, poi possiamo mentirci, l'ordinanza di Nardella non è la stessa cosa che chiede il collega Russi, poi possiamo raccontarcela, non è la stessa, né nelle motivazioni, né nella sua esplicazione. |