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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Ottobre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 19
ORDINE DEL GIORNO 2018-04413
(ODG N. 8/2018) "INDIRIZZI A TUTELA DEL RIPOSO, DELLA SICUREZZA, DELLA VIVIBILIT? URBANA E DELLA LIBERA FRUIZIONE DEGLI SPAZI PUBBLICI NELLE AREE CITTADINE INTERESSATE DA FENOMENI DI AGGREGAZIONE NOTTURNA FAVORITI DALLA VENDITA PER IL CONSUMO SUL POSTO DI ALIMENTI E BEVANDE" PRESENTATA IN DATA 10 OTTOBRE 2018 - PRIMO FIRMATARIO RUSSI.
Interventi
RUSSI Andrea
Grazie, Presidente. Allora, da moltissimi mesi con la Commissione Commercio siamo
stati impegnati su uno dei tanti fronti che da troppo tempo era stato lasciato a se stesso,
ovvero la regolamentazione delle attività in orario serale e notturno per garantire il
diritto al riposo dei residenti e, non meno, della loro sicurezza. Il percorso della nostra
Amministrazione, in realtà, era già cominciato con l'utilizzo di uno strumento normativo
straordinario, che è rappresentato dall'ordinanza 46, con cui si era cercato di ridurre il
disagio vissuto dei cittadini residenti in quelle aree della città identificate come i
quartieri della movida, che erano poi, in sostanza, Vanchiglia, piazza Vittorio e San
Salvario, limitando in quelle zone l'orario di vendita per asporto degli alcolici, e dunque
la maggior causa di consumo di alcolici poi in mezzo alla strada. Il risultato era stato
molto buono tanto che, appunto, l'ARPA stessa aveva certificato una riduzione
importante dell'inquinamento acustico e del disagio. Abbiamo poi proseguito cercando
di rendere, strutturare questa misura e abbiamo introdotto l'articolo 44 ter nel
Regolamento di Polizia Urbana. Questo articolo che abbiamo introdotto, consente
all'Amministrazione di individuare, con una propria deliberazione, su sollecito delle
Circoscrizioni e previo parere della Commissione, previo passaggio in III Commissione
Consiliare Permanente, alcune aree della città in cui l'afflusso rilevante di persone può
causare problemi di vivibilità urbana, e si possono così introdurre degli orari, dei limiti
agli orari di vendita per gli alcolici. L'iter di applicazione del Regolamento prevede il
parere delle Circoscrizioni, ed è stato davvero molto interessante scoprire che le
Circoscrizioni avevano indicato nei loro pareri una serie di aree che nulla hanno a che
vedere con l'afflusso rilevante di persone, ma soltanto con i problemi di ordine
pubblico, quindi è stato sorprendente scoprire questa cosa delle Circoscrizioni. Tanto
per fare un esempio, la Circoscrizione 3 aveva identificato l'area di via Di Nanni, dove
le uniche attività aperte tutta la notte sono quattro minimarket gestiti da stranieri. Le
Circoscrizioni 4, 6 e 7, hanno richiesto limitazione alla vendita su aree con analoghe
peculiarità, sono tutti aree con molti minimarket, problemi di ordine pubblico e quindi
le scelte delle Circoscrizioni sono state quelle. Ovviamente a noi non è stato necessario
leggere i pareri delle Circoscrizioni per renderci conto che in alcune aree della città
esistono problemi e esistono attività la cui presenza è causa delle criticità, dopotutto
basta girare la città per rendersi conto di questo. Esiste però un problema, che dopo il
Decreto Bersani sulle liberalizzazioni, e dopo la deregulation del Governo Monti,
attualmente manca lo strumento normativo per porre dei limiti agli orari delle attività
commerciali in aree identificate come problematiche. Ed è per questo motivo che ho
presentato questo ordine del giorno; vorrei, vorremmo impegnare la Giunta ad
interloquire con il Ministero dell'Interno affinché: "nel Decreto Sicurezza venga
prevista la possibilità di usare ordinanze non contingibili urgenti per limitare l'orario di
apertura e di tutti gli esercizi di vendita o somministrazione del settore alimentare,
situate in aree della città dove la vendita per il consumo sul posto possa causare
problemi di ordine pubblico", questo è il testo dell'impegna. Vista la polemica della
settimana scorsa, vorrei però specificare alcune cose, siamo stati accusati, soprattutto
dal Partito Democratico, di cavalcare l'onda xenofoba di questo provvedimento. Io
smentisco categoricamente, prima di tutto perché il mio ordine del giorno è stato
presentato ben 36 ore prima rispetto a quando il Ministero dell'Interno ha dichiarato di
voler precedere in questa direzione; dunque al massimo posso ringraziare di avermi
seguito e posso sperare che l'interlocuzione richiesta dall'ordine del giorno sia più
semplice. Ma peraltro, in realtà, io mi ero illuso di essere arrivato primo, salvo poi
scoprire che il 29 settembre il Sindaco di Firenze, Nardella, del Partito Demoipocrita
aveva già firmato un'ordinanza per chiudere i minimarket entro le 22.00, e il Sindaco di
Bologna, Merola, sempre dello stesso Partito, il 9 agosto aveva firmato un'ordinanza che
andava a colpire alcune attività gestite da bengalesi, quindi cioè, questa è un po'…,
sono arrivato dopo. A tal proposito invito il Capogruppo del Partito Democratico, che
spero che mi stia a sentire, che ha dichiarato a mezzo Facebook di avere la nausea di
fronte alla nostra proposta, di guardare verso il suo Partito, a prendere tonnellate di
Plasil. Ma soprattutto smentisco, perché nel testo dell'impegna ho inserito tutte le
attività di vendita e somministrazione che causano dei problemi, dunque non soltanto i
minimarket, ma per noi anche un Carrefour aperto 24 ore in una determinata zona
potrebbe rappresentare un problema, anche una birreria piccola che costringe i clienti ad
uscire potrebbe rappresentare un problema, quindi ci sono tutta una serie di attività che
potrebbe essere causa di ordine pubblico. Inoltre in Commissione il Segretario
metropolitano del Partito Democratico ci aveva detto di aver gettato la maschera, perché
a suo giudizio questa è una misura razzista mascherata in maniera ipocrita. In tutta
onestà, io ritengo molto più ipocrita e nauseante andare a chiedere di colpire…,
nauseante, lo ripeto, perché c'era stato detto in Commissione, andare a chiedergli di
colpire i market etnici, senza però dirlo, così come hanno fatto le Circoscrizioni, che nei
loro pareri al Regolamento di Polizia Urbana, nato, come già detto, per limitare la
vendita di alcolici per asporto nelle aree della movida, hanno inserito richieste che
andavano a inserirsi in aree dove erano presenti solo ed esclusivamente minimarket
gestiti da stranieri, e via Di Nanni è l'esempio più eclatante di questa cosa. Tra l'altro, a
tal proposito, ringrazio anche la Presidente della stessa Circoscrizione, dove tra l'altro
voi siete in maggioranza, che ha pubblicamente ringraziato l'Amministrazione per
l'ordinanza 65, rilanciando addirittura l'estensione nelle altre aree, quelle con le attività,
appunto, in questione. Detto ciò, questa misura risolverà il problema dell'ordine
pubblico? Sicuramente da sola non basta, è ovvio che parallelamente bisognerebbe
insistere su politiche atte a ridurre il disagio sociale, però in questo momento potrebbe
essere uno strumento importante nelle mani delle Amministrazioni Comunali, che su
questo punto sono molto in difficoltà. Grazie.

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