| Interventi |
| RUSSI Andrea Grazie, Presidente. Allora, da moltissimi mesi con la Commissione Commercio siamo stati impegnati su uno dei tanti fronti che da troppo tempo era stato lasciato a se stesso, ovvero la regolamentazione delle attività in orario serale e notturno per garantire il diritto al riposo dei residenti e, non meno, della loro sicurezza. Il percorso della nostra Amministrazione, in realtà, era già cominciato con l'utilizzo di uno strumento normativo straordinario, che è rappresentato dall'ordinanza 46, con cui si era cercato di ridurre il disagio vissuto dei cittadini residenti in quelle aree della città identificate come i quartieri della movida, che erano poi, in sostanza, Vanchiglia, piazza Vittorio e San Salvario, limitando in quelle zone l'orario di vendita per asporto degli alcolici, e dunque la maggior causa di consumo di alcolici poi in mezzo alla strada. Il risultato era stato molto buono tanto che, appunto, l'ARPA stessa aveva certificato una riduzione importante dell'inquinamento acustico e del disagio. Abbiamo poi proseguito cercando di rendere, strutturare questa misura e abbiamo introdotto l'articolo 44 ter nel Regolamento di Polizia Urbana. Questo articolo che abbiamo introdotto, consente all'Amministrazione di individuare, con una propria deliberazione, su sollecito delle Circoscrizioni e previo parere della Commissione, previo passaggio in III Commissione Consiliare Permanente, alcune aree della città in cui l'afflusso rilevante di persone può causare problemi di vivibilità urbana, e si possono così introdurre degli orari, dei limiti agli orari di vendita per gli alcolici. L'iter di applicazione del Regolamento prevede il parere delle Circoscrizioni, ed è stato davvero molto interessante scoprire che le Circoscrizioni avevano indicato nei loro pareri una serie di aree che nulla hanno a che vedere con l'afflusso rilevante di persone, ma soltanto con i problemi di ordine pubblico, quindi è stato sorprendente scoprire questa cosa delle Circoscrizioni. Tanto per fare un esempio, la Circoscrizione 3 aveva identificato l'area di via Di Nanni, dove le uniche attività aperte tutta la notte sono quattro minimarket gestiti da stranieri. Le Circoscrizioni 4, 6 e 7, hanno richiesto limitazione alla vendita su aree con analoghe peculiarità, sono tutti aree con molti minimarket, problemi di ordine pubblico e quindi le scelte delle Circoscrizioni sono state quelle. Ovviamente a noi non è stato necessario leggere i pareri delle Circoscrizioni per renderci conto che in alcune aree della città esistono problemi e esistono attività la cui presenza è causa delle criticità, dopotutto basta girare la città per rendersi conto di questo. Esiste però un problema, che dopo il Decreto Bersani sulle liberalizzazioni, e dopo la deregulation del Governo Monti, attualmente manca lo strumento normativo per porre dei limiti agli orari delle attività commerciali in aree identificate come problematiche. Ed è per questo motivo che ho presentato questo ordine del giorno; vorrei, vorremmo impegnare la Giunta ad interloquire con il Ministero dell'Interno affinché: "nel Decreto Sicurezza venga prevista la possibilità di usare ordinanze non contingibili urgenti per limitare l'orario di apertura e di tutti gli esercizi di vendita o somministrazione del settore alimentare, situate in aree della città dove la vendita per il consumo sul posto possa causare problemi di ordine pubblico", questo è il testo dell'impegna. Vista la polemica della settimana scorsa, vorrei però specificare alcune cose, siamo stati accusati, soprattutto dal Partito Democratico, di cavalcare l'onda xenofoba di questo provvedimento. Io smentisco categoricamente, prima di tutto perché il mio ordine del giorno è stato presentato ben 36 ore prima rispetto a quando il Ministero dell'Interno ha dichiarato di voler precedere in questa direzione; dunque al massimo posso ringraziare di avermi seguito e posso sperare che l'interlocuzione richiesta dall'ordine del giorno sia più semplice. Ma peraltro, in realtà, io mi ero illuso di essere arrivato primo, salvo poi scoprire che il 29 settembre il Sindaco di Firenze, Nardella, del Partito Demoipocrita aveva già firmato un'ordinanza per chiudere i minimarket entro le 22.00, e il Sindaco di Bologna, Merola, sempre dello stesso Partito, il 9 agosto aveva firmato un'ordinanza che andava a colpire alcune attività gestite da bengalesi, quindi cioè, questa è un po'…, sono arrivato dopo. A tal proposito invito il Capogruppo del Partito Democratico, che spero che mi stia a sentire, che ha dichiarato a mezzo Facebook di avere la nausea di fronte alla nostra proposta, di guardare verso il suo Partito, a prendere tonnellate di Plasil. Ma soprattutto smentisco, perché nel testo dell'impegna ho inserito tutte le attività di vendita e somministrazione che causano dei problemi, dunque non soltanto i minimarket, ma per noi anche un Carrefour aperto 24 ore in una determinata zona potrebbe rappresentare un problema, anche una birreria piccola che costringe i clienti ad uscire potrebbe rappresentare un problema, quindi ci sono tutta una serie di attività che potrebbe essere causa di ordine pubblico. Inoltre in Commissione il Segretario metropolitano del Partito Democratico ci aveva detto di aver gettato la maschera, perché a suo giudizio questa è una misura razzista mascherata in maniera ipocrita. In tutta onestà, io ritengo molto più ipocrita e nauseante andare a chiedere di colpire…, nauseante, lo ripeto, perché c'era stato detto in Commissione, andare a chiedergli di colpire i market etnici, senza però dirlo, così come hanno fatto le Circoscrizioni, che nei loro pareri al Regolamento di Polizia Urbana, nato, come già detto, per limitare la vendita di alcolici per asporto nelle aree della movida, hanno inserito richieste che andavano a inserirsi in aree dove erano presenti solo ed esclusivamente minimarket gestiti da stranieri, e via Di Nanni è l'esempio più eclatante di questa cosa. Tra l'altro, a tal proposito, ringrazio anche la Presidente della stessa Circoscrizione, dove tra l'altro voi siete in maggioranza, che ha pubblicamente ringraziato l'Amministrazione per l'ordinanza 65, rilanciando addirittura l'estensione nelle altre aree, quelle con le attività, appunto, in questione. Detto ciò, questa misura risolverà il problema dell'ordine pubblico? Sicuramente da sola non basta, è ovvio che parallelamente bisognerebbe insistere su politiche atte a ridurre il disagio sociale, però in questo momento potrebbe essere uno strumento importante nelle mani delle Amministrazioni Comunali, che su questo punto sono molto in difficoltà. Grazie. |