| Interventi |
| TISI Elide Sì, grazie, ma io aggiungerò pochissimi elementi. La Legge Regionale 3 del 2010 in questi anni ha avuto già tutta una serie di modifiche e vorrei dire adeguamenti, perché sicuramente il problema abitativo è molto cambiato ed è in evoluzione continua. Certamente quest'atto, che è un atto d'indirizzo, quindi evidentemente lascia la possibilità alla Giunta di interagire, dandogli più forza, con la Regione, in una fase in cui c'è in discussione una ulteriore revisione proprio di questa Legge. Intercetta, a mio parere, due problemi, fondamentalmente che nella pratica si sono rivelati essere importanti: il primo è il vincolo dei tre anni continuativi, che spesso sono un paletto importante, soprattutto laddove ci sono, per l'appunto, delle famiglie che per motivi diversi, oggi sempre più spesso, vivono una situazione anche di mobilità sul territorio; l'altro, evidentemente, richiama, dal mio punto di vista, soprattutto il tema di una necessaria continuità nell'assunzione, diciamo così, di problematiche delle persone che abbia, sì, una valenza abitativa, ma laddove necessario, anche di tipo sociale, e quindi il riferimento agli ambiti che sono anche ambiti sociosanitari, in riferimento alla responsabilità dei comuni dell'area metropolitana, anche in questa definizione, che può anche essere più ampia di quella attuale, ma che tenga conto della necessità di superare, per l'appunto, alcuni vincoli, nella fattispecie questo della continuatività della residenza dei tre anni su un unico territorio. Credo sia un indirizzo interessante da fornire alla Regione come elemento per questa fase di revisione, grazie. |