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| VERSACI Fabio (Presidente) Possiamo procedere col prossimo punto all'Ordine del Giorno che è l'interpellanza generale che verrà discussa, scusate, congiuntamente con un'interpellanza presentata dalla Capogruppo Montalbano ed Artesio: "Giochi Olimpici e Paralimpici 2026: cosa farà Torino?" VERSACI Fabio (Presidente) Risponde la Sindaca Appendino, prego. APPENDINO Chiara (Sindaca) Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri e le Consigliere per l'interpellanza, mi permette di ripercorrere un po' le tappe di questa vicenda. Sicuramente tutti ricorderemo la scadenza del 31 marzo 2018 che, come previsto peraltro dalle linee guida definite dal CIO, ed eseguite dal CONI, chiedevano, sostanzialmente, alle città di mandare una manifestazione di interesse entro tale scadenza, e così la Città ha fatto. C'è stata poi una delibera di Giunta conseguente e in seguito, insieme agli altri Comuni che erano evidentemente interessati dalla candidatura, abbiamo lavorato per produrre quello che era, sostanzialmente, il nostro modello di Olimpiadi e il dossier con cui poi ci siamo presentati rispettando le scadenze definite dal CONI. Ricordo bene, anche visto il dibattito che è stato fatto in quest'Aula, quali erano i presupposti che ci hanno accompagnato nel definire questa ipotesi di dossier Olimpico, quindi di candidatura. Ricordo il dibattito che era stato fatto qui, anche in quest'Aula, più volte, in cui si poneva al centro la questione che poteva essere un'occasione, io l'ho detto più volte, lo ribadisco sia qui, sia in Città Metropolitana, sia in pubblico, per, come dire, riprendere in mano quella che era stata la gestione del post Olimpico, che in parte aveva funzionato, e in parte no, poteva essere l'occasione di utilizzare un modello alternativo, quindi che recuperava sostanzialmente gli impianti, quindi permetteva di procedere con un grande evento a un basso costo, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista ambientale. Ricordo bene che abbiamo discusso più volte in quest'Aula rispetto al fatto che poteva essere un'opportunità per riqualificare alcune aree della nostra città, penso al dibattito su Torino Nord che vedeva Thyssen e Manifattura Tabacchi anche in parte in contrapposizione rispetto alla possibilità di un Villaggio Olimpico, o la parte, ovviamente, invece di Torino Sud, penso proprio qui alla gestione del post Olimpico e cosa rappresentavano le palazzine del MOI, che sono abbandonate, su cui stiamo intervenendo in questo momento grazie all'aiuto di molti soggetti, da, ovviamente, la Prefettura, alla Regione, alla Città Metropolitana, alla Diocesi, al Ministero. Alla luce di questa discussione, con qualche difficoltà, lo ammetto, anche con un dibattito molto serrato, con alcune perplessità che sono state poste più volte, si era deciso di procedere con questo modello, che, dal mio punto di vista, lo ribadisco, continuo a dirlo, poteva essere un'occasione per il Paese per dimostrare che effettivamente se si vuole fare un grande evento così impegnativo come sono Olimpiadi, lo si può fare a basso costo riutilizzando e non cementificando, quindi anche a basso costo ambientale. E con questo spirito noi ci siamo candidati rispetto a quello che era sostanzialmente la possibilità di percorrere e di vincere un'eventuale candidatura per le Olimpiadi Invernali. Eravamo evidentemente l'unica Città, con le sua Valli Olimpiche, che poteva presentare queste carte. Quindi in quest'ottica, ribadisco, abbiamo rispettato i tempi, abbiamo inviato sostanzialmente quello che era il dossier, poi ricordiamo benissimo, ci fu una discussione in Aula, che il 12 luglio il CONI deliberò, sostanzialmente, una serie di provvedimenti a cui dovevamo adempiere, tra cui c'era un tema che io personalmente non ho mai condiviso nella sostanza, nel merito, di cui abbiamo anche dibattuto in Aula, che era peraltro un indirizzo del Governo, e cioè di creare sinergie tra i territori. Questo era all'interno della delibera, sostanzialmente, del CONI, che prevedeva e chiedeva ai Comuni, in tal senso, di procedere con una serie di adempimenti, tra cui anche una delibera di Consiglio. Nel frattempo sono iniziate le audizioni, per cui, ovviamente, l'Assessore Finardi e anche altri interlocutori, tra cui anche altri Sindaci, hanno iniziato a interloquire con il CONI, alla luce dei tre dossier, perché ricordiamoci che in realtà il CONI e il CIO chiesero alle città di proporre dei modelli singolarmente, quindi c'è stato chiesto di costruire un nostro modello Olimpico, su cui noi ovviamente ci siamo messi al lavoro, e anche in quelle sedi più volte abbiamo ribadito che, sostanzialmente, noi ritenevamo che il modello Torino e le sue Valli fosse il modello vincente per i motivi che ho detto più volte, in cui continuo a credere. Arriviamo quindi al 31 luglio, dove viene chiesto, peraltro siamo stati convocati in quella sede, se non ricordo male, io e il Presidente Chiamparino, e sostanzialmente ci viene proposto, per la prima volta, in modo formale, di procedere con una candidatura unica, quindi che vedeva Cortina, Milano e Torino insieme. Ricordo, come ho detto più volte, quindi non dico nulla di nuovo, anche perché c'è stato un grandissimo dibattito pubblico sulla vicenda, che in quella sede non c'è mai stato presentato, mai, e dico mai, prima ovviamente della decisione definitiva, uno studio di fattibilità, un'analisi costi benefici, ma anche solo i dettagli di cosa fosse quest'operazione a tre, motivo per cui, per grande rispetto istituzionale, ho deciso, peraltro alla luce delle 24 ore che erano state concesse a me, in prima persona, di rispondere alla lettera del CONI in cui chiedeva una disponibilità rispetto a un'Olimpiade a tre, quindi ho risposto in quella lettera, che è stata diffusa a mezzo stampa, quindi non dico nulla di nuovo, che per quanto mi riguardava quel modello non mi convinceva, ma per rispetto istituzionale, e anche credo sia doveroso farlo, avevo intenzione di comprendere, vedere le carte e capire quale fosse questa tipologia di candidatura, e con questo spirito mi sono seduta al tavolo e sono percorsi, sostanzialmente, circa due mesi. Purtroppo le criticità che ho più volte sollevato, sia in sede pubblica, sia in sede di incontri, quindi con CONI e anche con altri soggetti, non sono mai state risolte, cioè penso al fatto di come e quale fosse il costo di questo dossier a tre; penso a quale fosse il costo ambientale di questo dossier a 3; penso al fatto di come si potesse gestire un evento su un'area così ampia; penso al fatto che la dislocazione delle gare non era assolutamente soddisfacente; penso al fatto che rispetto al nostro modello non c'era nessuna trasformazione urbanistica, sostanzialmente, che sarebbe in qualche modo partita; penso al fatto che non ci fosse nessuna trasparenza su chi finanziasse che cosa e chi si prendesse i costi, quindi gestisse questo evento nell'iter e arriviamo quindi al venerdì ore 18.00, in cui mi viene mandata, sostanzialmente, una bozza di Protocollo d'Intesa in cui nessuno dei nodi politici era sciolto da parte del Sottosegretario Giorgetti, e mi si chiede entro lunedì di rispondere. Ora, lunedì io rispondo con una lettera in cui allego gli atti formali che c'erano, quindi la delibera approvata dal Consiglio Comunale e la lettera che era stata inviata al CONI. Ne consegue che il Governo dichiara a mezzo stampa, e non solo in sede, come dire, ufficiale, ovviamente a Roma, che non ci sarebbe stato il finanziamento dello Stato rispetto all'evento Olimpico. Questi sono i fatti. Ora, io credo, l'ho detto più volte in quest'Aula, l'ho detto anche in tante altre occasioni, io ho detto più volte e continuo a sostenere che l'evento Olimpico può essere un'occasione, l'ho detto qui, l'ho ribadito in tutti questi mesi, per essere un'occasione però deve essere, come dire, un progetto in cui i costi, ribadisco, sono minori delle opportunità e quando parlo di costi intendono non solo, ovviamente, l'investimento iniziale, ma intendo il ritorno per il territorio, intendo il modello in cui possiamo credere o non credere, intendo il fatto che il modello a tre, per quanto mi riguarda, non era assolutamente convincente, e aggiungo che in questi due mesi che sono passati io ho cercato di chiedere chiarezza rispetto a una serie di fattori perché io ritengo, ma credo di poter essere…, poi si può condividere, o non condividere, che un'Amministrazione seria non possa intraprendere un percorso così impegnativo, come può essere la gestione di un evento Olimpico, senza avere certezza su tutta una serie di elementi, perché, guardate, lo sappiamo bene, un evento di questo tipo ha sicuramente dei ritorni, e ce li ha, ma sicuramente anche dei costi. Allora io credo che tutti gli elementi di incertezza legati a questo evento Olimpico a tre, di cui io, personalmente, l'ho detto più volte, non ne faccio mistero, in tutte le sedi, non ne condivido sostanzialmente la ratio, però che questo evento a tre non sono stati assolutamente sciolti i nodi. Allora, un'Amministrazione seria va a vedere le carte, che è il motivo per cui mi sono presa responsabilità, sì, di dire: "Voglio vedere e voglio provare a partecipare", ma nel momento in cui non ci sono le condizioni, se quelle condizioni non ci sono, si assume la responsabilità di alcune scelte. Allora, se Torino avesse potuto, e ci abbiamo provato fino in fondo, portare avanti un evento Olimpico da sola, e se effettivamente quel modello Olimpico poteva basarsi sul riuso, il recupero, il riutilizzo, e un impatto ambientale molto più basso rispetto a un evento a tre, ribadisco, dove non si capisce neanche ancora, sul modello a tre, poi è diventato un modello a due, chi finanzia, come viene finanziato, come pensano di collegare le aree, come pensano di gestire, ad esempio, le Medals Plaza, tre Medals Plaza, tre Casa Canada, cioè, è veramente complicato, chi ha fatto le Olimpiadi lo sa, soprattutto chi ha il know-how rispetto alle Olimpiadi lo sa, bene, quel modello lì, dal mio punto i vista, non era credibile, e a me dispiace, lo ribadisco, l'ho detto più volte, che non si sia voluto, non si sia voluto, invece intraprendere una strada che sarebbe stata, per la prima volta in Italia, il caso di un'Olimpiade dove, oggettivamente, le facevi dove era già stato fatto, perfettamente in coerenza con il principio di legacy del CIO. Quindi il percorso che ha fatto la Città è stato coerente sin dall'inizio; poi il dibattito politico c'è stato anche qui, in quest'Aula, qualcuno può legittimamente pensare, io la rispetto come opinione politica, che sia meglio fare un'Olimpiade condividendo con altre città, che sia meglio fare un'Olimpiade con dei rischi finanziari, perché non è chiaro il quadro, che sia meglio fare un'Olimpiade diffusa sul territorio, lo comprendo, io non lo condivido, ma lo comprendo, oppure si può pensare invece che sia più giusto e più corretto andare avanti su un modello, e insistere su un modello, cosa che io ho fatto, che peraltro era anche l'indirizzo del Consiglio, c'era stato questo dibattito anche qui, rispetto a un modello che provasse ad avere meno impatto ambientale ed economico. Questa è la strada che noi abbiamo scelto e che io ho scelto assumendomene la responsabilità, ma il dibattito politico è lì, peraltro si era anche visto, devo dire, in Consiglio Comunale quando abbiamo dibattuto e bocciato un emendamento che prevedeva invece di creare sinergie. Quello è il punto politico. Io rispetto chi la pensa diversamente, chi pensa che fosse opportuno intraprendere la strada delle Olimpiadi a tre; non lo condivido, ma lo rispetto, però questa città, dal primo momento, dal poter mandare quella manifestazione di interesse, ha tentato in tutti i modi, in tutti i modi, con i Comuni Olimpici di portare avanti un modello in cui credeva, e su questo non ha mai mollato. Poi, ribadisco, massimo rispetto per opinioni diverse dal punto di vista politico e anche di visione di grandi eventi, massimo rispetto, ma è diverso dal dire che non si è provato a portare a casa la partita, dipende qual era la partita che volevi portare a casa. Io, personalmente ho giocato sin dall'inizio per cercare di portare avanti quella che era l'Olimpiade di Torino che si basava su principi diversi dalle Olimpiadi a tre. Non so cosa accadrà, non è ancora chiaro, devo dire, se il Governo stanzierà le risorse, oppure no, capite che anche in un contesto di non stanziamento di risorse è molto complicato portare avanti un modello dove in Lombardia e Veneto si stanno ponendo delle Regioni che legittimamente dicono di poter stanziare le risorse, di poter contare su, come dire, una forte spinta imprenditoriale del territorio, mentre dall'altra parte noi abbiamo una situazione, parlo, ovviamente, di Enti, quindi di capacità di finanziare come Comune, come Regione, che è assoluta diversa rispetto alla Lombardia e Veneto. È un peccato, sicuramente sì, è un peccato, per quanto mi riguarda, che Torino sia lì candidata con le sue Valli,;per me sì, è un peccato, però abbiamo giocato la partita come potevamo e fino in fondo. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Prego, Capogruppo Lo Russo, ne ha facoltà per cinque minuti. LO RUSSO Stefano Grazie, Presidente. A sentire questa arringa difensiva verrebbe quasi da dirle: grazie Sindaca Appendino, grazie che non ci ha fatto arrivare alle Olimpiadi, anzi, i torinesi le sono davvero grati, le siamo grati noi come forze politiche, le sono grati tutte le categorie economiche, davvero, se non fosse stata lei alla guida della città, avremmo avuto la disgrazia di avere le Olimpiadi a Torino, lo sa?. La narrazione che lei ha fatto dal punto di vista della cronaca, difetta di alcuni passaggi; onestamente era anche facilmente prevedibile, quindi, pur non essendo particolarmente capace di leggerle nel pensiero, mi permetto di integrare brevemente la sua cronaca dei fatti, l'ha chiamata così. La cronaca dei fatti origina il lontano 9 marzo 2018, cioè 220 giorni fa, quando, erroneamente, un giornale torinese pubblica la notizia che c'è qualcuno che sta lavorando al dossier delle Olimpiadi, in particolar modo la Camera di Commercio. In particolar modo viene fatta un'intervista al Presidente Ilotte, che dice che c'era un dossier in carica, in corso di produzione, 220 giorni fa. Solo qualche giorno dopo, meno di un mese dopo, il Presidente della Commissione Urbanistica del suo Partito, cara Sindaca Appendino, Presidente Carretto, chiede a mezzo stampa le dimissioni di Malagò; lei forse questo elemento lo ha leggermente trascurato. Cioè noi abbiamo il Movimento 5 Stelle che, mentre la Camera di Commercio di questa città, interpretando le categorie economiche, porta avanti il discorso del dossier di candidatura, spiega che bisogna invece far dimettere il Presidente, il Presidente del CONI. Al che, eccolo qua che spunta il mitico Grillo per la prima volta: a chi diamo l'incarico di predisporre il mitico dossier? Al candidato del Movimento 5 Stelle trombato alle politiche del 4 di marzo, tal architetto Sasso, candidato nel Collegio Torinese alla Camera dei Deputati, che siccome ha il vantaggio di essere un organico del Movimento 5 Stelle, si becca un incarico diretto da 39.900 euro per non andare in gara, attenzione bene, per redigere il mitico dossier delle Olimpiadi e siamo al 6 giugno 2018, 131 giorni dalla data odierna. Dopodiché parte lo psicodramma, perché è ovvio che in questo quadro diventa difficile rimettere insieme i cocci, e udite, udite, per la prima volta nella storia di questa città, io ho fatto una ricerca bibliografica, sa, Sindaca, sono un po' precisino, non è mai esistito al mondo che il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri in carica, ribadisco, il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri in ricarica piomba in una riunione del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle, e lo psicodramma di quella sera, se non sbaglio, ne abbiamo notizie al 27 giugno 2018, cioè 110 giorni fa, produce il fatto che il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e della Repubblica Italiana, dice effettivamente: "Cosa fatta, abbiamo l'accordo". Abbiamo l'accordo, Sindaca Appendino. Bene, andiamo avanti, perché, ovviamente, non paghi di tutta questa manfrina, cosa arriva dal Movimento 5 Stelle? Data 13 luglio 2018, 94 giorni fa, arriva una bella commissioncina di Indagine sulle Olimpiadi di Torino 2006, Sindaca Appendino, primo firmatario il succitato Damiano Carretto, con altri; mozione che viene ritirata, eh, ovviamente, poi viene fatta ritirare, Sindaca Appendino, fortunatamente lì… Dopodiché abbiamo una nostra…, abbiamo la famosa discussione che lei cita, con questa surreale delibera, surreale delibera, gliela rileggo, perché c'è un passaggio veramente interessante; al punto 3, punto 1 comma 3 dell'impegnativa, come giustamente riconosce dopo aver respinto un emendamento che, guardi, era stato presentato banalmente, perché il Governo aveva chiesto alle città di candidarsi in maniera congiunta, perché, guardi, che sul fatto che Torino fosse in grado di fare le Olimpiadi da sola, mai nessuno ha avuto il dubbio, mai nessuno ha avuto il dubbio. Il problema è, e poi userò un proverbio piemontese, "Pitost che nient l'è mej pitost", scusatemi la citazione piemontese. Invece noi no, noi duri e puri: "che siano previste sinergie unicamente con località dell'area metropolitana torinese, in quanto palesemente in sintonia con i principi di sostenibilità economica ambientale, nonché con i criteri di competitività internazionale", e siamo al 19 luglio, ossia 88 giorni fa. Dopodiché, ed è cronaca un po' più recente, quindi la memoria forse un po' più fresca, la nostra un po' più, come dire, robusta, invece qua, purtroppo, si pensa sempre che i cittadini si dimentichino le questioni, arriviamo a lei con il Presidente Chiamparino che il 18 di settembre andate a prendere la cosa, peraltro detta, andatevi a rivedere cosa abbiamo detto in Aula, prevedibilissima sportellata da parte del CONI, che, giustamente, dopo aver avuto la richiesta di dimissioni, aver avuto un Consiglio Comunale che si liberava una roba kafkiana, difficilmente, come dire, Sindaca Appendino, nonostante i buoni uffici suoi e soprattutto del Vicepresidente Gigino Di Maio, che era venuto qua, avrebbe dato semaforo verde a questo tipo di impostazione. Ed è notizia assolutamente già molto recente che il 9 di ottobre, guardate un po', ma che stranezza, Milano e Cortina sono candidate alle Olimpiadi e Torino è fuori dai giochi. Lei oggi, Sindaca Appendino, aveva una grande occasione, l'ennesima, che di nuovo perde, che è quella di dire: "Guardate, io ho scommesso", gliel'abbiamo detto pubblicamente, privatamente, quando convocò i Capigruppo prima di quel Consiglio Comunale nel suo ufficio, chiedendo sostegno alla delibera e sentendosi rispondere che quella delibera avrebbe prodotto esattamente quanto è poi capitato, perché basta leggere l'italiano, e guardi che la politica non è tanto complicata, è piuttosto semplice, e segue, talvolta, la stupirà, delle regole cartesiane. Se io devo candidare una città e spiego che chi deve fare il dossier di candidatura si deve dimettere, spiego che l'eredità Olimpica, parliamo di eredità, perché legacy fa troppo figo, parliamo di eredità Olimpica del 2006, la sua Maggioranza la vuole mettere sotto inchiesta. Sotto inchiesta! La mozione, che poi è stata ritirata…, no, no, non so se è stata ritirata, forse è ancora lì, a maggior ragione, a maggior ragione, lei parla di eredità e la sua Maggioranza vuole mettere sotto inchiesta l'eredità? Ma secondo lei, una persona normale, normale, non dico uno del PD, o non dico, non so, Fassino, Lo Russo, che sono i cattivi, ma uno normale che vede sto film, ma secondo lei, cosa pensa? Allora lei oggi avrebbe dovuto dire, Sindaca Appendino, che dal punto di vista politico lei ha sbagliato valutazione. Noi le abbiamo offerto sempre i voti in Aula, il Partito Democratico le ha sempre detto a mezzo pubblico, privato, in Aula, in qualunque dibattito, che questo era un obiettivo troppo importante per la città di Torino, troppo importante per la città di Torino, che rispettavamo il dissenso minoritario, a quanto pareva, del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle, e che avremmo collaborato responsabilmente come Partito Democratico all'approvazione di una delibera che andava nell'ottica della sinergia, ma non perché noi non crediamo alla bontà degli impianti torinesi, noi ci crediamo, siete voi che li volete mettere sotto inchiesta, cara Sindaca Appendino. Voi, non noi, quindi figurarsi se non ci crediamo! Perché era evidente come sarebbero andate le cose; è evidente, e glielo abbiamo detto qui, pubblicamente, e si è verificato esattamente quanto è capitato. Ma sa perché si è verificato quanto è capitato? Perché la responsabilità, tutta politica, di questo fallimento, guardi che non è, le stupirà, neanche del Movimento 5 Stelle: è sua, sua personale, di Chiara Appendino. È lei che ha gestito la partita politica dall'inizio alla fine; è lei che ha detto no alle offerte di aiuto del Partito Democratico e delle altre forze di minoranza; è lei che ha preteso di forzare dentro il sul Gruppo Consigliare, privilegiando la tenuta del suo Gruppo Consiliare in merito della questione Olimpica; la questione, il disastro ha un nome e un cognome, che, mi dispiace, è il suo. Lei oggi avrebbe fatto miglior figura, Sindaca Appendino, a venire qua e ammettere: "Ho fatto una scommessa e l'ho persa". Invece no, arriva qua e spiega che è colpa…, di chi è colpa? Di nuovo di Fassino, Sindaca Appendino? Cioè, solo per capire, cioè solo per capire. È colpa mia? È colpa del PD? Governate a livello locale, governate a livello nazionale, il Vicepresidente del Consiglio Comunale, Comunale, chiedo scusa, dei Ministri, viene a una riunione di Maggioranza, lo psicodramma lo psicodramma delle crisi, entrano ed escono dalle stanze. Ma voi vi rendete conto che noi vorremmo essere competitivi a livello internazionale? Ma ragazzi, ma io non so se avete il senso del limite, non so se avete idea del senso del limite. Purtroppo, cara Sindaca Appendino, ci scusi, noi non le diciamo grazie, a differenza di quello che magari lei si aspetta. No, noi le diciamo che se questa Città non avrà neanche il "pitost", per usare il proverbio piemontese, questa ragione è una sola, e la ragione, mi dispiace, è la sua personale, totalmente inadeguata gestione politica del dossier di candidatura Olimpica della Città. VERSACI Fabio (Presidente) Capogruppo Napoli, prego. NAPOLI Osvaldo Grazie, Presidente. Non mi ripeto rispetto a quello che ha detto il collega lo Russo, per quanto riguarda…, perché mi prendo un po' la primogenitura, se mi permettete, quando ho parlato dicendo: "Ma voi conoscete i membri del CIO", dico, "andate a indagare quelle stesse persone che devono decidere se dire sì o no, anzi andate a indagare molta parte dei Sindaci che sono ancora Sindaci adesso, che allora, nel 2006, non soltanto il CIO, ma che sono Sindaci ancora adesso e che avrebbero partecipato alle Olimpiadi?". Non entro in merito a questo, io credo invece di entrare in merito a un altro, le esultanze che alcuni Consiglieri Comunali dei 5 Stelle hanno manifestato per il fallimento della triplice candidatura Olimpica, è stata la conferma ex post dell'assoluta negatività con cui la Giunta Appendino aveva predisposto il dossier con la candidatura di Torino. L'esultanza dei Consiglieri 5 Stelle è stato uno schiaffo e una sconfitta per Torino e per i torinesi, e per tutte le Associazioni di Categoria, alle prospettive di sviluppo, di crescita economica della città e del territorio. Vedete, il ministro Danilo Toninelli è uno straordinario imitatore di se stesso; sostenere, come ha fatto, come Toninelli ha sostenuto che Torino è la sede migliore per ospitare le Olimpiadi, è stata un'affermazione che tutti i torinesi sono pronti a sottoscrivere, tranne, ovviamente, parte dei Consiglieri 5 Stelle. Ebbene, non voglio essere irriguardoso, ma a volte Toninelli sembra sceso dalla luna o da un altro pianeta e con aria serafica rappresenta una realtà che il suo Partito, a Torino, ha distrutto. Riproporla per chiedere addirittura l'esclusiva contro Milano e Cortina, dopo che il Governo aveva lavorato per presentare una triade è roba che ha fatto venire il sospetto, ma Toninelli, come si dice a Roma, "c'è o ci fa?" Ebbene, il Sindaco Appendino si trova in difficoltà, si è trovata in difficoltà e si trova in difficoltà, sotto le forti critiche delle Associazioni di Categoria torinesi e piemontesi che l'attaccano e ha parlato di un doppio gioco della Lega e del Partito Democratico. Zaia e Sala ci hanno sguazzato nello stanarla, un doppio gioco estremamente chiaro, e loro ci hanno sguazzato, l'hanno stanata, più volte le chiedono di ritornare sulle tre città olimpiche; il Sindaco ci pensa, ci ripensa, cerca giustificazioni che concretamente chiariscono il suo imbarazzo, anche se poi, come si dice nei pour parler, la vittoria l'ha ottenuta lei, ha salvato la Giunta e la Maggioranza ed è più che sufficiente. Alla fine alle Olimpiadi i 5 Stelle non avevano mai creduto; sin dall'inizio, non ci avevate creduto perché il vostro atteggiamento è stato negativo, ve l'ho detto già allora, quando vi ho detto: "Ma perché avete fatto tutto sto caos?". Era sufficiente che i cinque, i sei Consiglieri Comunali venissero, votassero contro, il giorno dopo era finito tutto, un giorno di polemica; invece non siete venuti in Aula e avete creato un caso che invece non sarebbe nemmeno iniziato. Ebbene, i 5 Stelle non avevano mai creduto fino in fondo. Lei deve gestire un Gruppo che, anche leggendo in questi giorni i giornali, e per i pour parler normali, è in parte spaccato. Il Sindaco e la sua Maggioranza pentastellata hanno vinto la loro battaglia contro la candidatura Olimpica di Torino, l'hanno vinta nell'unico modo possibile, contro Torino e i torinesi, contro ogni prospettiva di crescita e di sviluppo economico, hanno raggiunto il traguardo politico, e su questo sono d'accordo con Lo Russo, per cui sono stati votati ed eletti. Bloccare tutto, alzare il vessillo del no alla TAV, ad ogni opera di modernizzazione; no alle Olimpiadi. Per Torino si tratta di una sconfitta bruciante destinata a pesare sulle prospettive di crescita, mentre ingenti risorse economiche private, ma mi permetta, Sindaco, io ritengo che alla fine arriveranno anche finanziamenti pubblici, non soltanto i privati, e dirò perché alla fine, ebbene, queste risorse si sposteranno su Milano e Cortina. Bene ha fatto, al di là delle appartenenze politiche, le stesse forze politiche regionali, eccetto il Movimento 5 Stelle a tentare il recupero in extremis delle vallate Olimpiche del 2006, per associarle alla candidatura di Milano e di Cortina. È un tentativo che andava assecondato e sostenuto, perché rimaneva l'unica possibilità per il Piemonte di non essere escluso e penalizzato a causa dell'incompetenza del vostro Gruppo e del vostro Partito. Ma la verità politica, e finisco, è un'altra, è che voi politicamente, a livello nazionale, non contate nulla, perché se Di Maio avesse voluto, con la carica che ha, col potere politico che ha, con la trattativa politica che ha, nei confronti della Lega, e quindi della scelta di Cortina e di Milano, avrebbe potuto imporre la vostra candidatura e raggiungere l'obiettivo che volevate. Fatevi questa domanda, quanto contate voi nel Governo centrale? Guardate, io lo dico qua, al Sindaco, l'ho sempre detto, mi trova d'accordo sui soldi che Torino deve ricevere, la mia battaglia, eventualmente, all'interno del mio Partito la faccio, ma continua a non esserci anche qua una risposta, eppure governate voi. Allora io vi chiedo, Sindaco, un peso politico estremamente forte, la forza anche di rompere nei confronti del Governo centrale, perché questo Governo centrale non vi ha aiutato nella scelta singola o nella scelta della triade, non vi ha aiutato, e continua a non aiutarvi. Allora il mio augurio, invece, è esattamente il contrario, che voi riusciate ad aiutarvi, che poi possiate raggiungere quegli obiettivi, che voi possiate ricevere quei finanziamenti che dovete ricevere. La mia paura è che la venuta qua di Di Maio vi abbia addirittura indebolito e non invece rafforzato, e se continuate così, rispetto alle altre città governate dai 5 Stelle, la nostra è l'ultima. Ebbene, io credo che voi dobbiate pensare, amici Consiglieri, a quello che è successo. È stata un'occasione persa, mi dispiace doverlo dire, dovete assumervi le vostre responsabilità. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Prego, Capogruppo Ricca. RICCA Fabrizio Grazie, Presidente. Mi permetto di dire, iniziamo a portarle a casa, e poi vediamo, perché sappiamo che fa parte della storia di questo Paese dire: "Il Governo oggi in base alla disponibilità economica dice una cosa, poi magari l'anno dopo, a risultato acquisito si può fare sicuramente un altro gioco". Ed è stata giocata, giusto per utilizzare le parole del Sindaco, la partita che si voleva giocare, in quanto, io faccio anche un po' i complimenti al Sindaco, perché nonostante la delibera uscì votata da quest'Aula, nonostante le pressioni dei movimenti "No Olimpiadi", per un 70% siamo rimasti in partita, perché all'inizio Torino faceva parte del discorso a tre, perché abbiamo dato, abbiamo, come Lega, abbiamo dato tutto il contributo possibile affinché Torino potesse portare a casa le Olimpiadi invernali. Il problema, poi, chiaramente, di questo ci rendiamo conto, è tutto politico, perché si sono innescati dei meccanismi, probabilmente di Maggioranza, che hanno portato il Sindaco a deviare in 48 ore la direzione presa in maniera tale che ad oggi abbiamo questo tipo di risultato. Chi paga? Pagano i torinesi, pagano le Valli, che sarebbero state le Valli Olimpiche, paga un indotto, quello del turismo, che, l'abbiamo visto, con quattro partite di pallavolo, che ci ha raccontato l'Assessore Rolando, quanto hanno portato nelle casse del Comune, e pensiamo cosa poteva essere un evento Olimpico con una pubblicità decennale, con tutta una serie di possibilità da poter cogliere. Però io, in questa sede, mi permetto di dire che non do solo la colpa a chi ha portato avanti questa battaglia, perché se Milano e Cortina sono Milano e Cortina, e Torino è Torino, su Milano e Cortina ci sono due persone che si sono spese al 100%, che sono Fontana e che sono Zaia, che sono due Governatori di Regione che hanno messo davanti, anziché i loro interessi, gli interessi di tutta la Regione, si sono messi nella condizione di andare dal Governo a cercare di fare in modo di poter avere una candidatura Olimpica. Al Piemonte, invece, è mancato questo tipo di supporto, perché noi abbiamo un Presidente della Regione che si è chiuso in casa a fare non si sa cosa, e al momento in cui c'era da battere i pugni sul tavolo, forte anche di un'esperienza, quella del 2006, non pervenuto. E allora diciamo a Chiamparino: "Prenditi parte della colpa"? Perché cosa ha fatto la Regione Piemonte, guardando poi cosa è successo in Lombardia e in Veneto, per spingere sull'acceleratore e fare in modo di portare le Olimpiadi a Torino? Nella sua Torino, dove nel 2006 aveva già fatto le Olimpiadi invernali? E allora mi permetto di dire che il Partito Democratico che governa questa Regione ha altrettante responsabilità di chi ha sbagliato la strategia, perché si poteva tranquillamente fare un ticket importante, esattamente come è stato fatto, Sala con Fontana, Zaia con il Sindaco di Cortina. Cortina, ricordiamo, è un Comune che rappresenta forse neanche un quarto, neanche un borgo di Torino, eppure qualcuno ci ha creduto, ha portato avanti una battaglia, questa battaglia l'ha vinta la settimana scorsa; Zaia e Fontana erano a Venezia per ratificare l'accordo tra le Regioni, e poi i soldi arrivano, perché ci sono le possibilità in 10 anni di trovare i fondi, e poi chiedere magari tutti insieme una mano al Governo centrale. Oggi, mettersi nella condizione oggi di pensare cosa succederà economicamente tra 13 anni, secondo me è sbagliato. Diciamo che si è scientemente voluto fare questo tipo di strategia, sapevamo perfettamente dove saremmo finiti, ma questo lo sapevano tutti. Mi fa ridere che questo, e così chiudo, Presidente, mi fa ridere che alla festa per lo sventato attacco delle Olimpiadi a Torino ci saranno state forse 15 persone. Bene, voi avete, in maniera scientifica, deciso di far felici 15 persone e rovinare una Regione. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Capogruppo Tresso, prego, ne ha facoltà per cinque minuti. TRESSO Francesco Cronaca di un'esplosione annunciata. Credo che sia questa la sintesi, Sindaca, di questa vicenda. Vede, la questione Olimpica ha messo in luce in maniera evidente tutti i limiti di questa Amministrazione, ma, temo, soprattutto i suoi limiti, perché l'essere stati esclusi dalla candidatura è proprio il suggello dell'immagine di una Giunta che non sa governare, perché da un lato è incapace di visione, e dall'altro, nei momenti che contano, è ostaggio della sua stessa Maggioranza. È stata una conduzione disastrosa, diciamocelo, un insieme di leggerezza e anche di supponenza, se mi permette, perché, davvero, lei ha rifiutato il dialogo con le altre forze politiche. Ha convocato noi Capigruppo in una unione tardiva, proprio prima di entrare in Aula, e anche quando le abbiamo fatto notare che non ottemperare a quanto richiesto dal CONI poteva essere pericoloso; lei, cocciutamente, ha voluto andare avanti, e quindi dire: " Le due regole qui le detto io", un po' come entrare in campo per giocare a pallone e dire: "Io gioco con le mani, perché così mi va". Non parliamo poi del fatto, appunto, di andare a richiamare Commissioni di Indagini a 12 anni di trascorsi e altre amenità come quelle che state raccontate. Lei ha preferito, in fondo, non solo non stare a sentire le altre forze politiche, ma non ha neanche voluto stare a sentire, né confrontarsi con le altre espressioni del territorio. Ha preferito dare ascolto ad una base contraddittoria, che sempre ha dimostrato tentennamenti, e mai ci ha messo entusiasmo. È prevalsa la logica dei paletti, piuttosto di quella delle opportunità; questo fin dall'inizio, fin da subito. E le devo dire, anche nei confronti della sua Maggioranza, ha dimostrato tutta la sua debolezza, tutta l'incapacità di avere carisma e di poter imporsi anche nei momenti in cui contava, ma invece ha delegato le scelte che davvero sono strategiche per la Città, ad un gruppo sparuto di Consiglieri recalcitranti che non rappresentano, in realtà, per nulla il livello dei cittadini, visto che l'85% dei torinesi era favorevole a questo evento, quindi si è dimostrata anche incapace a rappresentare la Città nel suo insieme. Non sono bastati gli aiuti chiesti a Di Maio e a Grillo, né le minacce paventate di mandare tutti a casa, quasi questo fosse poi l'argomento politico su cui basarsi. Invece noi staremo a guardare, in nome di questa decrescita infelice, che non si capisce bene a chi gioverà. Anche sotto il profilo della coerenza, che lei ci ha richiamato prima, secondo me si è mossa, invece, in maniera contraddittoria, prima ha fatto votare una delibera, che comunque non accettava le condizioni, poi, come ci ha detto anche, ha dovuto in qualche modo obtorto collo rimangiarsi questa affermazione e venire a più miti consigli, anche nei confronti del Ministero del CONI, ma sempre senza mai crederci fino in fondo. Lei dice che il modello era quello proposto, e quello era l'unico vincente, e non c'erano certezze. Io temo che le certezze siano proprio quelle di non sapere gestire trasformazioni e grandi eventi, o grandi possibilità, di voler mantenere tutto sotto un profilo molto più basso, molto più piccolo, per poterlo coordinare e valutare meglio, senza esporsi, senza avere un po' di visione e di possibilità anche di dare futuro. Paura, fondamentalmente. E il risultato di queste inclusioni ci rimanda l'immagine di una città sostanzialmente triste, ferma, una città che è incapace di gestire i suoi problemi, come vediamo in questi periodi, dall'anagrafe che va in tilt, alle code gli sportelli della GTT, per cui lei è costretta a chiedere scusa in Aula, ma soprattutto incapace di vedere un futuro, di vedere uno sviluppo, è questo che più rattrista e che sicuramente preoccupa i torinesi. Poi è stato detto, ha dimostrato anche di contare ben poco a livello nazionale, perché anche il suo mezzo Governo amico, da Grillo a Di Maio, poi, nel momento in cui contava, l'hanno abbandonata. I giochi sono andati ad est di Milano, dove forse i rapporti con Roma sono più forti, più pesanti, e io già da subito dissi: "Perché non possiamo invece spostare il baricentro più ad ovest di Milano", perché davvero quella poteva essere un'opportunità grossa, un hub importante anche da gestire con la città lombarda e noi bilanciare…, in fondo il brand: "Torino città Olimpica", lo avevamo già venduto, ma invece consorziarsi ed essere noi il baricentro tra Milano e le Valli Olimpiche poteva essere un'opportunità, che però andava perseguita fin dall'inizio, andava capita, colta, e cercata di seguire. E meno male che lei, Appendino, doveva essere la Sindaca a misura di giovani, la Sindaca piena di opportunità per il futuro, temo invece che rischiamo un triste isolamento nel nostro angolo nord-occidentale e saremo sempre più periferia di Milano, periferia dell'Europa e non credo che essere periferia in questo modo fosse proprio quello che si intendeva quando in campagna elettorale lei citava l'attenzione alle periferie. Torino oggi è un po' più piccola, ma non perché abbiamo perso le Olimpiadi, credo che sia un po' più piccola perché sa di non poter contare sulla capacità di questa Amministrazione di avere una progettazione e una progettualità e una capacità di visione per il suo futuro. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Capogruppo Magliano, prego. MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Presidente, ma io sarò brevissimo, non ripercorrerò quanto detto dai colleghi, che, peraltro, in parte sottoscrivo. La cosa che preoccupa di più me, è che questo evento, questo fatto politico dell'assegnazione o meno, della scelta da parte del governo su Milano e Cortina, non sia invece paradigmatico di ciò che ci aspetta nei prossimi anni, perché, vedete, Consiglieri, veda, Sindaca, uno può dire: "Sono contrario alle politiche che fa questa Amministrazione, in parte non le condivido, alcune sono proprio diametralmente opposte a quelle che io immagino e penso, ma almeno questa Amministrazione", come si diceva in quella nota barzelletta, "ma almeno sono amici del giaguaro", cioè sono amici di chi governa questo Paese, quindi ci sarà un canale preferenziale con l'Amministrazione centrale, perché è anche vero che questo Governo si regge in parte su una Maggioranza cospicua del Movimento 5 Stelle. Invece sulle Olimpiadi vediamo che Appendino chiama, Di Maio non risponde, o meglio, risponde, viene qui a fare un po' di terapia di gruppo con i Consiglieri di Maggioranza, prova a uscire con una sintesi che poi viene, di fatto, per di più smentita, qualche giorno dopo sui giornali, ma nello stesso tempo mi chiedo, accadrà così anche sul tema delle periferie? Anche lì governate, e la misura scelta è una misura che in qualche modo danneggia il nostro territorio e la nostra area metropolitana, della quale lei comunque risponde. Vediamo la misura sui migranti e questo danneggerà le Amministrazioni perché avranno un maggior costo, penso al tema delle infrastrutture. Cioè io mi auguravo almeno, almeno da questo punto di vista che un canale diretto con chi governa questo Paese in questa fase fosse di aiuto alla nostra città ed è quello che non vedo, cioè non vedo tornare a Torino investimenti, non vedo un'attenzione su questa città perché sta governando lei e non vorrei che le Olimpiadi sono un tema, avremo il tema, come le ho detto, delle periferie, il tema delle infrastrutture, cioè, che non ci sia neanche il vantaggio. Già non condividiamo come governate la città e come governate il Paese, ma almeno questi due soggetti potevano in qualche modo rendere Torino un volano di opportunità e di risorse. Questo non è accaduto e a me preoccupa che, oltre ad essere, Torino oggi, lontana dalle aspettative delle parti sociali, dalle aspettative dei corpi intermedi, diventa anche lontana rispetto al Governo, come se, alla fine della fiera, chi oggi governa il nostro Paese non abbia, nei luoghi in cui, almeno, ci sono Sindaci 5 Stelle, un'attenzione particolare, e su questo, seconde me, avremmo delle sfide davanti, ma quello che accade in questi giorni, in questi mesi, è stato un po' questo, tutte le volte che, a mio giudizio, c'è stata la necessità di avere un segnale forte da parte del Governo e il Sindaco, la Sindaca Appendino ha chiamato, abbia chiamato soggetti nazionali, io non ho visto, da questo punto di vista, un canale privilegiato e questo mi spiace, perché rischia, nonostante una condivisione politica tra Comune e Governo centrale, di allontanare ancora di più Torino dal dibattito pubblico e dalla centralità che invece merita. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Consigliere Iaria, prego. IARIA Antonino Grazie. Allora, io comincerei col dire subito che io credo e credevo molto nel progetto che abbiamo presentato come Città di Torino, credo che abbiamo parlato per atti e quindi non continuo, non continuerei il discorso sulla polemica, sui passaggi che abbiamo fatto, abbiamo fatto già tutti i passaggi parlando per atti. Poi ho sentito dire in questa Aula, com'era? "Piuttosto che niente, meglio piuttosto". A me viene in mente un altro detto, un'altra frase che mi ha detto un mio amico romano, che si dice in questi casi: " Non si può continuare a dire che Cristo è morto di freddo", Cristo non è morto di freddo, qui stiamo dicendo sempre una parte della verità e la state continuando ad alimentare, perché voi avete detto, anche in maniera un po' anche ingenua che: "per vincere le Olimpiadi ed essere competitivi a livello internazionale, bisognava dire palle a livello internazionale", cioè dire che va tutto bene, che si riesce a fare tutto, eccetera. Si parla di eredità Olimpica, l'eredità Olimpica, o legacy, ma meglio eredità Olimpica, ha, e lo sapete benissimo, dei pro e dei contro. Potrei fare un esempio, abbiamo fatto l'esempio dei torinesi, ma un esempio che proprio, come dire, ho avuto il piacere di gestire e cercare di risolvere con soldi pubblici, riguarda la Città Metropolitana, era la strada che da Cesana va a Sestriere, opera fatta nel periodo delle Olimpiadi, opera che ha dei problemi enormi dal punto di vista della costruzione stessa della strada, che è stata aggiustata dalla Città Metropolitana con 500.000 euro di soldi pubblici quest'estate e il lavoro per mettere a posto tutto quel versante è stimato sui 2 milioni di euro. Quindi ci sono dei problemi legati all'eredità Olimpica. Ci sono altri problemi sulla statale 23, ci sono dei problemi legati…, dire che non è …, che non ci sono stati dei problemi è veramente, diciamo, poco serio, capisco che porta consenso, e poi si parla del consenso, attenzione, l'85% dei torinesi, è vero, era favorevole alla Torino Olimpica, ma l'85% è la cifra che hanno detto loro, poi non so se è questa, l'85% dei torinesi era favorevole a due gare fatte una qui e una a Sestriere? Era favorevole a quello? Io non so se era favorevole a quello, perché le Olimpiadi a tre erano questo. E quando diciamo che …, ce la prendiamo in un certo senso con Malagò, ma Malagò, forse, non pensate che avesse già deciso di portare le Olimpiadi a Milano? Perché ogni volta che noi facevamo un atto, era un atto, appunto, richiesto da Malagò stesso, dal CONI stesso, sembrava quasi indispettito, no?: "Come? Ce l'hanno fatta a fare un atto, perché ce l'hanno fatta?" era questo l'iter che, appunto, si è …, diciamo, si è fatto vedere in tutto questo tempo. Parliamo di ricadute sul territorio, come dicevo prima, due gare, una gara e mezza, portano ad un risultato, solo per dire che abbiamo fatto le Olimpiadi? Assolutamente no, l'avete detto prima, sei gare di pallavolo hanno portato più ritorno, gli European Master Games che faremo il prossimo anno porteranno più ritorno di due gare e mezza. Non continuate a dire che per essere competitiva a livello internazionale bisogna banfare, perché la serietà di un progetto che …, la serietà del progetto che abbiamo portato, è proprio quello che, forse un po' contrario al (parola incomprensibile) delle palle, delle palle, di gente che si candida, dicendo: "Non abbiamo bisogno di soldi pubblici", poi si cominciano già a chiedere al Governo di intervenire, alle Regioni di intervenire, quindi quelle sono palle. Noi vogliamo …, in piccolo, è un po' la situazione di prima, che si richiede …, della Consigliera Grippo che ha portato l'esempio della manifestazione dei cuochi, eccetera, si vuole fare…, si vogliono fare le cose senza dire, diciamo, seguire l'iter, o dicendo la verità. È vero, è un rischio dire la verità a livello internazionale, dicendo: "Noi abbiamo questo, vogliamo questo, siamo in grado di fare un evento Olimpico", che era Torino e le sue Valli, Torino e le sue Valli, che aveva un senso e poteva essere costruito, poteva essere veramente, diciamo, coperto in tutti i suoi costi e anche con ricadute maggiori rispetto ai costi che avrebbe sostenuto. I paletti, i paletti ci vogliono, lo abbiamo detto più volte, perché sennò andiamo nel prendere le cose peggiori delle vecchie Olimpiadi, senza poterne nemmeno porre rimedio, perché l'altro concetto era porre rimedio ai problemi che le altre Olimpiadi hanno causato, con un nuovo evento, questa è la mia idea più personale, ma è questa la cosa che mi piaceva di più, un'Olimpiade per risolvere i problemi di un'altra Olimpiade. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Capogruppo Artesio, ne ha facoltà per cinque minuti. ARTESIO Eleonora Grazie. Ammesso che l'85% dei torinesi desiderasse le Olimpiadi, è probabile che non sarebbe molto motivato dalla discussione che stiamo svolgendo oggi in Consiglio, perché probabilmente l'analisi della fase richiederebbe un impegno maggiore che non lo studio delle eventuali reazioni psicologiche del Presidente del CONI, piuttosto che dei rapporti tra la Giunta e la Maggioranza, o la Sindaca e la Maggioranza. Quando abbiamo discusso gli atti nei quali siamo stati coinvolti, oppure abbiamo discusso di Olimpiadi in sede di comunicazioni, la posizione che ha tenuto il Gruppo di Torino in Comune è sempre stata quella di subordinare i ragionamenti fatti sulla sostenibilità ambientale ed economica delle Olimpiadi e quindi la candidatura di Torino, alla scelta del rapporto diretto con quella popolazione, di cui venivano descritti i numeri di consenso, attraverso l'indizione del Referendum Consultivo, ci sono atti depositati a mia firma in questo Consiglio. Ora, che probabilmente lo Statuto introducesse delle complessità temporali sul ricorso al Referendum Consultivo, è possibile, che questa Amministrazione, che a ogni piè sospinto, si vanta di consultazioni verso una democrazia diretta da "Decidi Torino", a tutte le altre forme che abbiamo sentito raccontare nell'incontro pubblico di martedì scorso, è altrettanto vero e quindi avrebbero potuto motivare questa Amministrazione ad andare a questo tipo di relazione con il proprio territorio e con la propria popolazione, perché non mi illudo e non mi illudevo, quando ho depositato la richiesta di Referendum Consultivo, che potessero esserci particolari preoccupazioni da parte dei torinesi sulla nuova edizione delle Olimpiadi, o che quindi si seguisse un modello quale è quello scelto dalla popolazione di Innsbruck. Sapevo benissimo che intorno a quel tema fosse presente una grande attesa, ma questa attesa era in gran parte motivata dalla ricerca di una possibilità di trasformazione, di prospettiva per il futuro, se si vuole, forse anche di illusione. Mettersi però in sintonia non con la dissidenza interna della propria Maggioranza o non con la stampella offerta dalle opposizioni in Consiglio Comunale, ma mettersi in sintonia con la popolazione, avrebbe dovuto dire accettare il fatto di essere in una stagione storico-politica nella quale la città, evidentemente, si sente senza una prospettiva e per la quale alla città le Olimpiadi apparivano come una prospettiva possibile. Sarebbe toccato quindi a questa Amministrazione spiegare le condizioni di quella prospettiva, spiegare le subordinate per quella prospettiva, dall'analisi costi-benefici, che oggi viene molto utilizzata come modalità, alla questione della capacità di fare meglio e diversamente rispetto agli altri. Questa è la critica che io muovo alla Sindaca, non quella di non aver governato i rapporti della propria Maggioranza o i rapporti con il Consiglio Comunale e la situazione grave, però, è che, pur essendo sfuggiti al rapporto diretto con le sensibilità, le competenze e le scelte della popolazione torinese, attraverso una consultazione diretta, il risultato è quello di cui stiamo discutendo. Ma il risultato non è solo che la mancata edizione delle Olimpiadi a Torino, il risultato è che, pur avendo questo esito, non abbiamo fatto un passo in avanti rispetto a quel tema di prospettiva, di idea sul futuro che evidentemente aveva indotto molti ad aspettare alle Olimpiadi e non abbiamo fatto un passo in avanti, non ce lo dicono i Consiglieri di Opposizione, o non lo dicono alla Sindaca i Consiglieri di Opposizione. Io vorrei citare alcune osservazioni pubbliche che nessuno ha richiamato, che sono uscite la scorsa settimana. La prima riguarda un'anticipazione, un commento rispetto al rapporto Rota e il professor Davico dice: "Le Olimpiadi mancate del 2026 rischiano di essere un punto di non ritorno? I giochi a cinque cerchi vengono sovrastimati, nel 2006 hanno determinato una sorta di ubriacatura collettiva, sono stati un evento interessante, ma non hanno determinato un effetto innesco come a Barcellona. L'eredità è stata materiale e immateriale, reputazione e immagini, ma per le opere guardiamo bene agli impianti di accoglienza e ricettività, si sono salvati quelli che avevano già un progetto futuro, altri no e gli stadi e i palazzetti, non si raggiunge massa critica per farli funzionare, per non parlare dello store business e dei Congressi". C'è ancora, successivamente, un'intervista alla dottoressa Christillin: "Brutta figuraccia sulle Olimpiadi, analisi politica dei rapporti della Sindaca con la sua Maggioranza, e poi una sola e nuova edizione delle Olimpiadi non sarebbe stata salvifica". Ora, se queste due dichiarazioni le avessero fatte dei politici, sarebbero stati accusati di odiare i torinesi, dato che le fa l'intellighenzia di questa città, sembrano e sono, a mio modo di vedere, argomento ragionevole. VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere. ARTESIO Eleonora Persiste in questa analisi il fatto che non si sono fatte, non si faranno le Olimpiadi, l'esito, per le ragioni che io ho cercato sommariamente di descrivere, altri hanno ascritto ad altri capi di critica, tuttavia permane la critica che anche senza Olimpiadi, quelle prospettive che la città attenderebbe, continuano ad essere inevase. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Prego, Consigliera Montalbano. Capogruppo Montalbano, ne ha facoltà per cinque minuti. MONTALBANO Deborah Grazie, Presidente. Ma, cara Sindaca, cara Sindaca, c'è un peccato originario e io di questo ne ero sicura allora, quando si è iniziato a parlare di Olimpiadi, mi ricordo la prima riunione di Maggioranza. Consigliere Lo Russo, prima, quando ha fatto un …, diciamo così, un piccolo riassunto, è partito dal 2 marzo, io potrei partire dal novembre ancora scorso. E vede, quando si sceglie di sposare una sfida, perché questa era sicuramente una sfida, però una sfida che va contro, va contro quelli che sono e che erano, che poi sono, che erano i valori, i principi per la quale una realtà politica si è sempre battuta, si è sempre dichiarata, anche pubblicamente, ha costruito quella che è, più o meno è già venuta fuori ,però quella che possiamo chiamare una divisione interna e quando una posizione politica, poi, tra l'altro, difficile come poteva essere questa sfida, vive di una divisione interna, è una proposta che è debole, è debole internamente, non ha credibilità internamente, si figuri se può diventare credibile esternamente, ed è quello che è successo, è quello che è successo. Io le vorrei ricordare che lei è arrivata a minacciare le dimissioni, a cercare anche, no, di provare a confrontarsi con le diverse sensibilità interne che aveva all'interno della sua Maggioranza, imponendosi: "O si fa così, o si va a casa", quindi anche sotto questo fronte, l'atteggiamento non è …, non è stato quello, magari di utilizzare anche questa sensibilità come diceva poco fa la Consigliera Artesio e provare ad aprire una riflessione interna e anche una riflessione pubblica, su quelle che potevano essere le motivazioni del "no" e le motivazioni del "sì", neanche questo si è fatto sulla Città e magari, ad oggi, a prescindere dalla candidatura, forse per i cittadini sarebbe stato anche più chiaro quali potevano essere le potenzialità espresse dalle parti politiche che sostenevano questa candidatura e quali invece potevano essere le preoccupazioni e la forza della propria posizione politica per chi invece riteneva che le Olimpiadi potessero essere un altro …, diciamo così, un pericolo per il futuro della città. E vede, si è creata una Minoranza, si è creata una Minoranza interna e si è creata una Minoranza esterna, e proprio lì, in questo suo peccato originario ha avuto uno spazio politico, l'unico intento e l'unico spazio politico che avevano le Minoranze erano quelle …, quella di provare in tutte le maniere ad effettuare un disturbo pubblico dell'iter della candidatura, senza perdere un'occasione ed è quello che hanno fatto, proprio per arrivare, non tanto a far cambiare idea a lei, perché tanto si era capito che lei l'idea non la cambiava, ma fare in modo che chi dovesse scegliere non trovasse, diciamo così, una certa affidabilità e un certa sicurezza nello scegliere la Città di Torino, perché, non prendiamoci in giro, io sono sicura che la candidatura originaria era sulla Città di Torino. Si è poi arrivato a parlare della triade delle altre città, quindi Cortina e Milano, proprio perché su Torino non c'era quella sicurezza, quella sicurezza che la Minoranza e le Minoranze, esterne, interne e quelle dei comitati, dei coordinamenti, hanno cercato in tutte le maniere con gli strumenti …, io non ho interrotto nessuno, però, posso finire? Con tutti gli strumenti a disposizione, piccoli o grandi che potevano essere, di cercare di portare alla luce. Ora io, mi immagino, se lei avesse messo questa costanza, questa forza nella sua azione politica per risollevare le periferie o per pensare a una visione della città che possa imporre delle condizioni e degli strumenti strutturali, a lungo termine, forse oggi magari le periferie non si sentirebbero così distaccate di nuovo dall'Amministrazione Comunale come ci siamo sentite prima che decidessero di votare il Movimento 5 Stelle per avere quel famoso cambiamento che poi invece, insomma, diciamo che ad oggi nessuno vede. Forse magari, sotto certi fronti, si sarebbe anche risparmiata questa figuraccia, perché, diciamolo, diciamolo, anche a livello nazionale lei, sposando questa sfida politica, insomma, direi che ad oggi ha meno credibilità di quanto ne potesse avere prima, però questo è quello che credo, insomma, non ci vuole un genio per capire che laddove tu imponi una posizione che non faceva parte di quello che era il Partito originario, chiamiamolo così, il Movimento, di quelli che erano i principi, i valori, io ricordo lei e Bertola qui a contestare le Olimpiadi 2006, noi fuori, insomma, e poi ritrovarsi a dire: "No, facciamo le Olimpiadi", ma semplicemente per nascondere la mancanza di visione, perché quello che poi, tra l'altro, attraverso le Olimpiadi si voleva fare, si voleva di nuovo regalare alla città una visione effimera di un futuro che non c'è. Allora forse è bene che… VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere. MONTALBANO Deborah … come tra l'altro … sì, concludo, Presidente. Dicevo, è bene, che come tra l'altro mi pare stia iniziando a fare, questi incontri, no, con quelli che ritiene i suoi interlocutori, con quelli che ritiene i portatori di interesse sulla città, per iniziare a proporre o comunque a confrontarsi per visioni future. Magari poi, subito dopo aver incontrato questi portatori di interessi, si ricordi che ci sono anche i cittadini, la realtà e i comitati che possono essere altrettanto portatori di interessi per poter confrontarsi e costruire proposte future per la città. Ho concluso. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Capogruppo Morano, ne ha facoltà per cinque minuti. MORANO Alberto Questo dibattito è sempre molto surreale sulle Olimpiadi. Io le voglio fare solo alcune semplici domande, Signora Sindaco, la vicenda Asproni non le ha insegnato che le bugie hanno le gambe corte? Non le hanno insegnato che mentire non porta da nessuna parte? Perché quello che è successo sulle Olimpiadi è stata una grande bugia, un inganno dato ai partecipanti a questa corsa. Lei non aveva i poteri per impegnare Torino a una Olimpiade a tre. La delibera del Consiglio Comunale del luglio del 2018, diceva espressamente, che Torino poteva partecipare alla corsa Olimpica solo da sola e con le Valli olimpiche di Torino, e allora, perché non l'ha detto subito questo al Governo quando gli hanno chiesto di partecipare a una corsa a tre? Perché non ha avuto il coraggio di dire al Governo centrale: "Io non posso correre, io non ho l'autorizzazione del Consiglio Comunale". Se lei non l'ha detto questo, allora doveva avere il coraggio di venire in Consiglio Comunale e chiedere il voto al Consiglio Comunale per una corsa a tre, perché, vede, non mentire è anche una prova di serietà. Lei ha messo alla berlina la città perché, finché mette alla berlina se stessa, onestamente, a me non me ne importa nulla, è una scelta sua, ma quando lei prende in giro i torinesi, quando lei dice qualcosa di non vero, od omette di dire qualcosa di vero, solo perché non ha il coraggio di affrontare la sua Maggioranza, solo perché non ha il coraggio di dire come stanno le cose, questo non va bene nell'interesse della città, e avere ingannato i torinesi, aver ingannato i giornali, aver fatto credere che Tonino veramente ha cercato di partecipare a questa corsa a tre, fino a che non è stata messa nell'angolo, ma da che cosa? Se dal giorno 1 le è stato detto dal Governo, ad un certo punto, dopo il 19: "Guarda che la corsa è solo a tre, devi dirci sì, o no", lei questo coraggio di dire: "Non sono autorizzata", non l'ha avuto e onestamente non è nemmeno corretto dire: "che la colpa è anche di Chiamparino", perché io non sono un difensore del PD, però la corsa era della città, quindi se non c'era il voto di Torino, poco poteva fare Chiamparino per Torino, poteva correre per le Valli Olimpiche, forse, scavalcano Torino. Detto tutto questo, Sindaco, non mi aspetto che lei oggi ci dica la verità, non l'ha detta prima, continuerà a non dirla, però io vorrei sapere, e forse se non è politically correct chiederlo, che cosa ne pensa l'Assessore Finardi di come si è comportata la Città in questa vicenda. VERSACI Fabio (Presidente) Capogruppo Sganga, ne ha facoltà per cinque minuti, prego. SGANGA Valentina Grazie, Presidente. Allora, io ricordo che durante la campagna elettorale che ci ha poi portato ad amministrare questa città, uno dei discorsi più ricorrenti che abbiamo fatto, era quello del descrivere la debolezza di chi aveva amministrato prima di noi, relativamente al cercare un nuovo paradigma di sviluppo per questa città, no? E quindi cercare di sostituire quello che era il modello industriale, manifatturiero, e quindi alla crisi di quel modello, con un modello che era quello incentrato sui grandi eventi, e quel tipo di argomento che corrispondeva poi alla realtà è stato vincente. Quindi quando sento che noi abbiamo scontentato, o meglio, noi abbiamo accontentato, facendo dei ragionamenti su quelli che dovevano essere i paletti per una corsa Olimpica solo 15 persone, io non credo che sia così, non credo che abbiamo accontentato 15 persone, abbiamo accontentato le persone che nel 2016 hanno votato per noi. E soprattutto quando sento parlare di città triste, di una Torino triste, di una Torino ferma, di una Torino isolata, di una Torino periferica, di una Torino piccola, ma questa città è così da due anni a questa parte? Cioè nel momento in cui chi amministrava prima ha preso una sonora batosta elettorale, perché non ha capito che il problema di Torino era la Torino povera, la Torino cassa integrata, la Torino in cui i giovani non lavoravano, continua e persiste con quell'argomento lì? Cioè con l'argomento che a fare grande una città sono i grandi eventi e gli eventi in generale e quindi passiamo ora, non so che ore siano, due ore, sono due ore del Consiglio Comunale che stiamo sentendo parlare di eventi, solo eventi in questa città…, cioè, quello che interessa la Minoranza di questo Consiglio Comunale sono gli eventi e basta, e tutto il resto, tutto quello che viene portato avanti da questa Amministrazione, non conta e le persone non contano, quindi io non credo che abbiamo accontentato 15 persone, abbiamo dato voce a delle esigenze che erano nel nostro programma e lo rivendichiamo con fierezza. E la corsa a tre, la corsa a tre, ma cos'era? Era poco più di una gara di hockey, ma questo lo possiamo dire, lo possiamo ribadire? Io credo che vada fatto. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Consigliere Fassino, ne ha facoltà per cinque minuti. Scusi, può schiacciare di nuovo? Ho sbagliato a schiacciare. Prego. FASSINO Piero Va bene, ma io non ripeterò le considerazioni che ha già sviluppato il Capogruppo Lo Russo, dico soltanto, come dissi già in una precedente discussione, che si ottiene una candidatura, tanto più così impegnativa come quella Olimpica, se ci si crede e la verità è che in questa candidatura non si è creduto e il Consigliere Lo Russo vi ha elencato tutti i passaggi travagliati di questa discussione, che hanno dimostrato che non ci si credeva, e in particolare non ci credeva un pezzo della Maggioranza dei 5 Stelle, e alla fine, quello che è prevalso è una gestione fortemente condizionata da chi non ci ha creduto, al punto che, appunto, noi siamo apparsi nel confronto di Milano e di Cortina, una Città assai meno convinta della candidatura, non si è costruito un sistema di squadra che coinvolgesse tutte le forze della Città, non si è chiamata a raccolta tutto ciò che poteva essere chiamato a raccolta per far prevalere una candidatura, e alla fine è finita come è finita. Ma, vede, io non voglio continuare su questo, voglio dirle un'altra cosa, voglio dire che lei non ha perso solo la candidatura, perché perdere la candidatura è metafora di un'assenza di progettualità, di visione, di idee sul futuro di questa città, checché ne dica il Capogruppo dei 5 Stelle, perché qui non stiamo parlando solo degli eventi o dei non eventi, perché io voglio sapere che fine ha fatto la Metro 2, rifiutata durante la campagna elettorale, poi recuperata negli ultimi mesi, poi recuperata negli ultimi mesi e adesso trasformata in una linea di bus. Vorrei sapere che cosa … vorrei sapere che fine ha fatto il progetto che l'architetto Ratti …, (INTERVENTO FUORI MICROFONO), no, è inutile che rida, sa? Forse è bene che sorrida di meno, ecco, comunque, è libera di ridere, di piangere, di fare quello e quell'altro, però, a questo proposito, guardi che lei è abituata a piangere, non io, chiusa la parentesi. Vorrei sapere …, sì, rispetto alle battute che ha fatto qualche settimana fa, qualche giorno fa. Vorrei sapere che fine ha fatto il progetto per la Cavallerizza che aveva fatto l'architetto Robiglio, come quello di via Asti per Ratti, e le segnalo che lì l'investitore c'era, era quella Cassa Depositi e Prestiti, che qui è stata accusata dai banchi dei 5 Stelle di essere uno speculatore immobiliare e adesso è la punta di diamante del programma degli investimenti del Governo guidato …, del Governo di cui fa parte il suo Partito. Vorrei sapere che fine ha fatto il progetto che ha vinto lo Studio Gabetti, isola di trasformazione di Torino Esposizione. Vorrei sapere le famose periferie a cui vi siete rivolte in campagna elettorale, che avete promesso di rigenerare, che cosa state facendo? E non mi convince quello che ancora in questi giorni ha dichiarato che il problema è di agire con interventi da agopuntura, mettendo a posto giardinetti e marciapiedi. Insomma, quello che a me pare, è che manchi un'idea dello sviluppo di Torino, della sua crescita, del suo futuro, questo è quello che manca e la candidatura Olimpica mancata, è diventata metafora di questo. Guardi, lei, adesso, sicuramente, ovviamente, replicherà, dirà che non è vero, non accetterà…, ma guardi, che è quello che si dice nella Città, perché non parla solo lei con il Collegio Costruttori, l'Unione Industriale, la Camera di Commercio, le fondazioni bancarie, parliamo anche noi, e il giudizio generale che in questa città si sta dando, è che questa città è guidata da un'Amministrazione che, nella migliore delle ipotesi, gestisce mediocremente l'ordinaria Amministrazione, che non ha una progettualità, non ha visione, non ha un'idea di dove portare questa città. Lei ha promosso una serie di conferenze su dove sarà Torino nel 2030, vedremo se ci arriverà, nel frattempo non appare chiaro qual è il cammino che… (INTERVENTO FUORI MICROFONO), scusi, io non l'ho mai interrotta, non capisco che lei…, voglio dire… VERSACI Fabio (Presidente) Consigliere Carretto, per favore… Se vuole, si può prenotare… FASSINO Piero …che non fa parte nella vostra cultura la tolleranza, ma va bene, cioè voglio dire, ci sono delle regole. Allora, io penso che questo sia il problema e quindi che non si è persa soltanto una grande opportunità per la città, la candidatura Olimpica, ma che si stanno perdendo via via opportunità, occasioni, non si fanno scelte, e che quindi la Città rischia, guardi, lo dico senza nessuna particolare soddisfazione, perché io amo questa città, come la ama lei e mi augurerei che questa città fosse in grado di essere invece dinamica, innovativa e forte, come è giusto che sia, e come, diciamo, non solo è giusto, come corrisponderebbe alle tante risorse e alle tante energie di cui questa città è ricca, ma questo non sta avvenendo, perché le tante energie, le tante risorse di cui una città è ricca, fruttano se chi la guida è in grado di indicare una strada, una via, una prospettiva, mi pare che sia questo quello che manca. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Consigliere Giovara, ne ha facoltà per cinque minuti. GIOVARA Massimo Grazie, Presidente. Do il mio modesto contributo, piccolo, a questo dibattito, in cui bisogna districarsi fra la verità, i dati di fatto e la narrazione, a beneficio dei giornali, bisogna lasciarli parlare e permettergli di salvare ancora qualche 1-2% alle prossime elezioni regionali. Allora, qui si tratta di parlare di due modelli, due modelli che si possono sintetizzare in maniera molto semplice, il modello dello "spendi e spera" e il modello del "verifica, controlla, fai un'analisi prima di spendere", e io preferisco il secondo modello, per un semplice motivo, perché si sta parlando di soldi dei cittadini, soldi di cittadini di una città che, come dicono le stesse Minoranze e noi condividiamo, abbiamo trovato in declino e quindi mi chiedo, la spinta Olimpica che è partita nel 2006, è finita nel 2016? Quando siamo arrivati noi? "Sì", mi rispondono di sì, ma i debiti sono continuati, i debiti ci sono ancora e siamo qua a pagarli, quindi è una spinta Olimpica che finisce 10 anni dopo, ma i cui debiti non finiscono e siccome noi preferiamo fare attenzione a soldi che non sono nostri, che non mettiamo di tasca nostra, preferiamo proporre un modello sostenibile, che, evidentemente, nel contesto italiano ancora non si può fare, perché siamo ancora abituati a usare la carta di credito per fare le cose, a indebitarci, a fare le rate. Ecco, io spero che, prima o poi, in questo Paese, in questa città, si capisca che non si può continuare a spendere se le risorse non ci sono, se abbiamo il tasso di disoccupazione giovanile più alto del Nord Italia eccetera, eccetera. Per quanto riguarda la legacy, volevo fare una metafora ardita, ma non la faccio, ne faccio un'altra. Io posso ereditare un rudere, posso ereditare un rudere e questo immobile è diventato un rudere, perché quello prima di me non ha fatto manutenzione, ma so che questo rudere è stato acquistato quando non era ancora un rudere, come il MOI, la pista da bob, che fine hanno fatto, no, che cosa è successo di questa eredità? So che, siccome sono stati spesi soldi pubblici dei cittadini, forse me ne devo prendere cura, anche se sono dei ruderi e questa è fare la buona Amministrazione ed è questo quello che abbiamo cercato di proporre. Purtroppo il contesto non è ancora questo e non è passata. Per quanto riguarda il mio piccolo campo, quello che non viene seguito pienamente da tutti quanti, che è il campo della cultura, abbiamo visto come questo modello di "spendi e spera", è finito, abbiamo visto il Virtual Reality Multimedia Park, che ha generato milioni di debito, abbiamo visto il Salone del Libro, che è in liquidazione, questo è il modello che abbiamo ereditato. È chiaro che abbiamo paura a spendere i soldi e a impegnare la città e chiediamo l'analisi costi-benefici di un evento che ancora ci regala dei debiti quotidiani ed è per questo che il loro modello è perdente e il nostro invece non lo è. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Consigliera Canalis, prego. CANALIS Monica Grazie, Presidente. Sono un po' allibita nell'ascoltare in quest'Aula dalla forza che ci avrebbe sonoramente battuto alle elezioni del 2016 e che oggi governa il nostro Paese, l'Italia, che qui a Torino non ci si poteva indebitare per fare le Olimpiadi, mentre a Roma oggi noi stiamo indebitando l'intero popolo italiano con questa operazione di allegra finanza prospettata nel documento di Economia e Finanza, il DEF e non per un'operazione di sviluppo, non per un'operazione di sviluppo, è la vostra stessa forza politica unita alla Lega, è la vostra stessa… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Presidente, potrebbe mantenere l'ordine, gentilmente? VERSACI Fabio (Presidente) Scusate, scusate, scusate, chiedo…, rimaniamo sul tema, però. CANALIS Monica Le rispondo. VERSACI Fabio (Presidente) Si. Però, se parliamo di politica nazionale, poi tutti vogliono intervenire. CANALIS Monica Presidente, si è tirato in causa il debito, io… (INTERVENTI FUORI MICROFONO), va bene, parlo sul tema. Le Olimpiadi a Torino rappresentavano…, però, abbia pazienza, Presidente, non può interpretare a intermittenza il Regolamento. Posso continuare? VERSACI Fabio (Presidente) Possiamo avere un po' di silenzio? CANALIS Monica Le Olimpiadi a Torino… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). VERSACI Fabio (Presidente) Per cortesia, basta… (INTERVENTI FUORI MICROFONO), invito i Consiglieri a non parlare…, invito…, perfetto, Consiglieri, Consiglieri…, Iaria..., io, per favore, Consigliere Iaria, Consigliere Lo Russo… CANALIS Monica Grazie, Presidente, riprendo l'intervento. Le Olimpiadi del 2026 per Torino e non solo per Torino città, ma per tutta la Città Metropolitana e per le Valli Montane, rappresentavano un'occasione di rilancio economico e di sviluppo. Il rilancio economico si fa anche con i soldi e quindi …, che in questo momento i Consiglieri di Maggioranza abbiano questa interpretazione esclusivamente contabile e si riducano a definire le Olimpiadi solo come un debito per la città, dimenticando …, ma perché loro hanno chiesto una Commissione d'Inchiesta sulle Olimpiadi 2006, che quelle stesse Olimpiadi hanno lasciato infrastrutture, hanno lasciato palazzetti, hanno lasciato un passante ferroviario, una linea della Metropolitana, una reputazione, una notorietà per le nostre Valli, in termini anche di turismo ed immagine, mettere sotto tutto questo solo la didascalia "debito", è alquanto riduttivo, ingeneroso e scorretto, nello stesso momento in cui la stessa forza politica sta indebitando il Paese e non per un'operazione di sviluppo, ma per finanziare assistenzialismo, evasori fiscali e clientele, questo non è sviluppo, quello che invece si voleva fare a Torino con le Olimpiadi… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). VERSACI Fabio (Presidente) Scusate, scusate… CANALIS Monica Scusi, Presidente, però, mantenga l'ordine. VERSACI Fabio (Presidente) Lasciatela parlare, lasciatela parlare? Scusate (INTERVENTI FUORI MICROFONO), colleghi, però, per cortesia, intervenite se volete intervenire, ma non fuori microfono. Consigliere Sicari … Iaria, Consigliere Iaria… CANALIS Monica Quello stesso Governo che ha considerato Torino la Cenerentola d'Italia, la Cenerentola, sia il vostro Movimento 5 Stelle, sia la Lega, per i quali Torino e il Piemonte sono del tutto marginali. Io non ho sentito né il Sottosegretario con delega allo Sport, Giorgetti, dire che Torino aveva… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). VERSACI Fabio (Presidente) Scusate… Allora, può intervenire…, scusate…, allora, scusate, scusate, dovrei cacciare un bel po' di gente, anche da questa parte. No, non incomincio, sa che cosa faccio? Se non smettiamo, se non riusciamo a stare in silenzio, io vado avanti con i punti e interrompo la discussione. No, scusate, Consigliera Canalis, intervenga, ha ancora due minuti, si prenoti e si rivolga alla Presidenza, grazie. CANALIS Monica Quello stesso Governo che ha considerato Torino la Cenerentola d'Italia. Io non ho visto né il Movimento 5 Stelle, né la Lega riconoscere a Torino quel patrimonio impiantistico, paesaggistico e di competenze che avrebbero reso grandi le Olimpiadi 2026 fatte a Torino; né la Lega, né il Movimento 5 Stelle. Per entrambe queste forze politiche, evidentemente, il nostro territorio è del tutto marginale, nelle logiche politiche e anche nei privilegi da assegnare, nella visibilità internazionale. Torino ha perso, non per colpa di Fassino, non per colpa del PD e sicuramente non per colpa di Chiamparino; la candidatura era della nostra Città e la nostra Città se l'è fatta sfuggire di mano perché nessuno a Roma ci ha difesi. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Vicesindaca Montanari, prego. MONTANARI Guido (Vicesindaca) Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Devo dire che ha ragione la nostra Capogruppo quando dice che abbiamo parlato per due ore di eventi che, tutto sommato, sono lontani dalla percezione dei cittadini, nella maggioranza di cittadini. Purtroppo mi trovo a intervenire - avrei evitato questo intervento, sinceramente - ma sono intervenuto perché quando in Aula si dicono cose molto inesatte sulla percezione, e soprattutto sul disegno urbanistico e la divisione di questa città, beh, a quel punto, mi sento un pochino in dovere di dover dire qualcosa. Io penso che il progetto di Olimpiadi sostenibili, senza debito, che tornano su una città non così al centro dei flussi turistici ed economici del nostro Paese, soprattutto con forti ricadute sul territorio, sarebbe stata esattamente un'opportunità, anche se poi, in generale, le Olimpiadi hanno dimostrato nel corso di questi anni di essere sempre fardelli molto pesanti, per tutte le città, non solo per Torino. Però, tornando alle affermazioni che sono state fatte qui, quando si parlava di Metro 2, di caserme, eccetera, vorrei smentire subito. Quando in campagna elettorale io feci vedere quella famosa X della seconda Linea Metropolitana, che doveva condurre da Orbassano a San Mauro, ho fatto esattamente quello che adesso..., sì, sta studiando il territorio, sta proponendo - la Sindaca ce lo dirà meglio - quindi una scelta basata su dati scientifici e di uso delle…, e non su dati elettorali, come forse nel primo progetto si pensava. La caserma di via Asti io l'ho presa in mano: era un progetto molto interessante di Ratti, avviato dall'Amministrazione precedente, che io non ho assolutamente smentito, anzi, ho sviluppato, credo di aver portato nel meglio, messo più verde, più attenzione alle piccole attività commerciali, alla memoria, alla possibilità di usarlo per gli studenti, via così, P.E.C., quindi un bel progetto che sta andando avanti, addirittura è in fase di presentazione, quindi ha già superato il controllo delle Soprintendenze, la valutazione ambientale, cioè, è praticamente in arrivo. Ancora, con Cassa Depositi e Prestiti noi stiamo lavorando, finalmente, su un progetto realizzabile di Manifattura Tabacchi, per la quale le precedenti Amministrazioni, per due elezioni, per due campagne elettorali, l'avevano già data per risolta; non lo era, 10 anni fa non lo era. Adesso, forse, io dico forse,- e non propagando troppo le cose finché non le ho in mano, questa roba qui sta andando avanti. Le grandi aree militari dismesse sono ora in trasformazione. Di una parleremo il 14 dicembre, quando presenteremo i risultati del concorso di idee internazionale per risolvere piazza Rivoli, cosa che, anche questa, io ho discusso col Demanio. L'ho presa in mano in parte avviata, in parte no, l'abbiamo portata avanti, è una cosa molto positiva. Cavallerizza, Cavallerizza abbiamo in mano il progetto di Cassa Depositi e Prestiti, e non solo per la parte di loro proprietà, ma per tutta la Cavallerizza, che in parte riprende alcune cose del gruppo Robiglio, in parte introduce altre cose con più attenzione al territorio, con più attenzione ai cittadini, senza fare parcheggi inutili, che invece la vostra Amministrazione aveva proposto, perché? Perché pensavate a una riuso in senso di Grand Hotel per i cittadini forse di qualche ricchezza, invece noi pensiamo più modestamente che possa essere al servizio dei cittadini tutti, compresi gli studenti, compresi gli artisti, eccetera, avviando un processo di sostenibilità, non solo architettonico e urbanistico, ma anche sociale, perché il progetto che sta andando avanti in collaborazione con le mozioni del nostro Consiglio, per pensare, tentare, una propria azione in termini collettivi di un bene che è di tutti, ma che purtroppo è rimasto a lungo abbandonato, credo che sia un'operazione estremamente interessante. AxTo, che ha portato sul territorio molte cose, noi, è vero, abbiamo già qualche volta usato la parola agopuntura, che io personalmente non amo tanto, ma che abbiamo trovato nei vostri documenti, quindi è una parola che avete usato voi quando presentavate AxTo e noi abbiamo in qualche modo riutilizzato e portato avanti. Abbiamo avuto la fortuna - questo lo riconosco alla precedente Amministrazione - di aver avuto dei progetti già in fase praticamente esecutiva, e quindi li abbiamo portati avanti e li stiamo portando alla fine. Questo per dire che a me non fa per niente paura pensare a grandi cantieri che in questa città risolvono problemi, ma grandi cantieri utili, non grandi opere inutili, cari amici della Minoranza. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. Prego, Sindaca. APPENDINO Chiara (Sindaca) In realtà, velocemente, anche perché mi sembra che le cose che abbiamo detto oggi in quest'Aula sono esattamente le stesse cose che abbiamo detto quando abbiamo discusso la delibera consiliare, su cui legittimamente ci siamo espressi, ciascuno secondo indicazioni, e peraltro, dire oggi che la candidatura, come dire, è saltata perché non abbiamo accettato un emendamento delle Minoranze, ma in realtà l'emendamento più forte delle Minoranze - come giustamente è stato ricordato dal Capogruppo Lo Russo - era proprio sul tema, cioè della posizione politica diversa rispetto a un evento Olimpico diffuso sul territorio, concentrato su un territorio. Io oggi ho chiarissima qual è la posizione della Maggioranza su questo punto, che peraltro condivido; non mi è chiarissima, onestamente, però, sicuramente, perché non l'ho percepito io, perché ci sono probabilmente, anche, come dire, credo, in modo legittimo, sfumature diverse, qual è la posizione di tutte le Minoranze. In Consiglio Metropolitano, la Consigliera Canalis sicuramente se lo ricorda, addirittura mi è stato detto che avrei dovuto non accettare la candidatura a tre, ritirare, praticamente, Torino prima, ma capisco, è un processo molto complesso. Quindi io rivendico semplicemente - poi tutte le critiche sono sempre accette, politiche - il fatto che abbiamo, ribadisco, corso per un risultato sicuramente difficile. Io, come dire, non mi pento di averci provato, poi uno poteva anche fare una valutazione di opportunità, e dire: "Ci giochiamo delle carte dove sicuramente non partivamo vincitori", lo sappiamo benissimo, ricordiamoci quante volte in quest'Aula lo abbiamo detto, l'ha rivendicato anche Sala personalmente, quindi, voglio dire, credo che avesse tutto il modo di dirlo, lo avesse detto in modo trasparente che Milano aveva iniziato a lavorare molto prima di Torino, quindi anche in accordo col CONI.. Quindi noi ci siamo inseriti in un percorso che era partito dove probabilmente si puntava su un'altra città. Abbiamo giocato, ribadisco, fino in fondo, con tutte le nostre forze; Torino non è riuscita a portare a casa la candidatura da sola, con le sue Valli, ma, ritorno a dire che il dibattito politico, più che su un metodo, dal mio punto di vista, per carità, io mi assumo sempre la responsabilità di quello che avviene in questa città, e lo ribadisco anche su questa candidatura, però, più che questione di metodo, il tema, ribadisco, è sempre il merito, è sempre lo stesso nodo che discutiamo qui, cioè: è vero che la città e i torinesi all'85% volevano le Olimpiadi, io l'ho sempre detto e lo ribadisco, non sono altrettanto convinta, ma questo non è, come dire, il motivo per cui ho fatto una certa scelta, che tutti quei torinesi vorrebbero le Olimpiadi a tre, ma non è questo il punto, ovviamente, su cui uno decide, o non decide, qui non è il tema: hai scontentato il 15, quindi, hai accontentato l'85%; il tema è se una candidatura di quel tipo, che era totalmente diversa rispetto al percorso su cui noi abbiamo iniziato, fosse un'opportunità, oppure no, e quali fossero le condizioni. Aggiungo solo su…, anche perché, peraltro, Consigliere Morano, anche il Sindaco Sala aveva una delibera di Consiglio che poneva dei paletti. Cortina neanche aveva la delibera di Consiglio. Quindi, voglio dire, tutto il percorso che ha portato ad ottemperare a quanto aveva posto il CONI è svanito nel momento in cui il CONI ha proposto una candidatura a tre, che era ancora diversa rispetto quello che aveva deliberato il CONI stesso quando aveva chiesto alle città di farsi avanti. Quindi, voglio dire, è iniziata una seconda fase, evidentemente, anche su input del Governo, che io personalmente non ho condiviso, e non condivido, e l'ho detto anche pubblicamente, quindi non ho nulla da nascondere in quel senso. Solo due temi: a me dispiace che, come dire, si voglia anche strumentalizzare in senso, come dire, largo, questa vicenda, però, Consigliere Fassino, lei ha posto due esempi che proprio non stanno né in cielo, né in terra, perché sulla seconda Linea della Metropolitana - la invito anche a partecipare perché mi dicono che non c'era, alla Commissione del 25 ottobre , dove si affronterà il tema specifico - siamo assolutamente nei tempi rispetto al bando che voi avete iniziato e rispetteremo quei tempi, e con i risparmi, peraltro stiamo lavorando per partire con la fase 2. Quindi, mi si può fare una critica rispetto al fatto che abbiamo cambiato idea? Questa, legittima, politica, ma sul fatto che non si sta andando avanti, mi dispiace, la respingo al mittente, perché lo dicono gli atti, la stessa cosa la diceva il Vicesindaco sulle trasformazioni urbanistiche. Quindi, sicuramente si può fare un dibattito se Torino va avanti o non va avanti, però le assicuro che ha scelto due esempi che proprio mi sento di, come dire, assolutamente confutare, perché i fatti la smentiscano. Detto ciò, io mi auguro, appunto, che il Consiglio, le Commissioni, possano continuare a dibattere anche sui temi che sono stati posti in quest'Aula e ringrazio nuovamente tutti i Consiglieri e le Consigliere che sono intervenuti anche con, come dire, decisioni, o meglio, sensibilità politiche diverse, che poi, ribadisco, e su questo chiudo, mi sembra evidente che ci sia una parte di questo Consiglio che legittimamente, magari anche una parte della Maggioranza, sostenevano le Olimpiadi a tre; c'è chi, invece, non sosteneva le Olimpiadi a tre, e le Olimpiadi a uno, e su questo, sostanzialmente, si è giocata la partita. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie. |