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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 15 Ottobre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 17
INTERPELLANZA 2018-04168
"GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI 2026: COSA FAR? TORINO?" PRESENTATA IN DATA 28 SETTEMBRE 2018 - PRIMO FIRMATARIO LO RUSSO.
Interventi
VERSACI Fabio (Presidente)
Possiamo procedere col prossimo punto all'Ordine del Giorno che è l'interpellanza
generale che verrà discussa, scusate, congiuntamente con un'interpellanza presentata
dalla Capogruppo Montalbano ed Artesio:

"Giochi Olimpici e Paralimpici 2026: cosa farà Torino?"

VERSACI Fabio (Presidente)
Risponde la Sindaca Appendino, prego.

APPENDINO Chiara (Sindaca)
Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri e le Consigliere per l'interpellanza, mi
permette di ripercorrere un po' le tappe di questa vicenda. Sicuramente tutti ricorderemo
la scadenza del 31 marzo 2018 che, come previsto peraltro dalle linee guida definite dal
CIO, ed eseguite dal CONI, chiedevano, sostanzialmente, alle città di mandare una
manifestazione di interesse entro tale scadenza, e così la Città ha fatto. C'è stata poi una
delibera di Giunta conseguente e in seguito, insieme agli altri Comuni che erano
evidentemente interessati dalla candidatura, abbiamo lavorato per produrre quello che
era, sostanzialmente, il nostro modello di Olimpiadi e il dossier con cui poi ci siamo
presentati rispettando le scadenze definite dal CONI. Ricordo bene, anche visto il
dibattito che è stato fatto in quest'Aula, quali erano i presupposti che ci hanno
accompagnato nel definire questa ipotesi di dossier Olimpico, quindi di candidatura.
Ricordo il dibattito che era stato fatto qui, anche in quest'Aula, più volte, in cui si
poneva al centro la questione che poteva essere un'occasione, io l'ho detto più volte, lo
ribadisco sia qui, sia in Città Metropolitana, sia in pubblico, per, come dire, riprendere
in mano quella che era stata la gestione del post Olimpico, che in parte aveva
funzionato, e in parte no, poteva essere l'occasione di utilizzare un modello alternativo,
quindi che recuperava sostanzialmente gli impianti, quindi permetteva di procedere con
un grande evento a un basso costo, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal
punto di vista ambientale. Ricordo bene che abbiamo discusso più volte in quest'Aula
rispetto al fatto che poteva essere un'opportunità per riqualificare alcune aree della
nostra città, penso al dibattito su Torino Nord che vedeva Thyssen e Manifattura
Tabacchi anche in parte in contrapposizione rispetto alla possibilità di un Villaggio
Olimpico, o la parte, ovviamente, invece di Torino Sud, penso proprio qui alla gestione
del post Olimpico e cosa rappresentavano le palazzine del MOI, che sono abbandonate,
su cui stiamo intervenendo in questo momento grazie all'aiuto di molti soggetti, da,
ovviamente, la Prefettura, alla Regione, alla Città Metropolitana, alla Diocesi, al
Ministero. Alla luce di questa discussione, con qualche difficoltà, lo ammetto, anche
con un dibattito molto serrato, con alcune perplessità che sono state poste più volte, si
era deciso di procedere con questo modello, che, dal mio punto di vista, lo ribadisco,
continuo a dirlo, poteva essere un'occasione per il Paese per dimostrare che
effettivamente se si vuole fare un grande evento così impegnativo come sono Olimpiadi,
lo si può fare a basso costo riutilizzando e non cementificando, quindi anche a basso
costo ambientale. E con questo spirito noi ci siamo candidati rispetto a quello che era
sostanzialmente la possibilità di percorrere e di vincere un'eventuale candidatura per le
Olimpiadi Invernali. Eravamo evidentemente l'unica Città, con le sua Valli Olimpiche,
che poteva presentare queste carte. Quindi in quest'ottica, ribadisco, abbiamo rispettato i
tempi, abbiamo inviato sostanzialmente quello che era il dossier, poi ricordiamo
benissimo, ci fu una discussione in Aula, che il 12 luglio il CONI deliberò,
sostanzialmente, una serie di provvedimenti a cui dovevamo adempiere, tra cui c'era un
tema che io personalmente non ho mai condiviso nella sostanza, nel merito, di cui
abbiamo anche dibattuto in Aula, che era peraltro un indirizzo del Governo, e cioè di
creare sinergie tra i territori. Questo era all'interno della delibera, sostanzialmente, del
CONI, che prevedeva e chiedeva ai Comuni, in tal senso, di procedere con una serie di
adempimenti, tra cui anche una delibera di Consiglio. Nel frattempo sono iniziate le
audizioni, per cui, ovviamente, l'Assessore Finardi e anche altri interlocutori, tra cui
anche altri Sindaci, hanno iniziato a interloquire con il CONI, alla luce dei tre dossier,
perché ricordiamoci che in realtà il CONI e il CIO chiesero alle città di proporre dei
modelli singolarmente, quindi c'è stato chiesto di costruire un nostro modello Olimpico,
su cui noi ovviamente ci siamo messi al lavoro, e anche in quelle sedi più volte abbiamo
ribadito che, sostanzialmente, noi ritenevamo che il modello Torino e le sue Valli fosse
il modello vincente per i motivi che ho detto più volte, in cui continuo a credere.
Arriviamo quindi al 31 luglio, dove viene chiesto, peraltro siamo stati convocati in
quella sede, se non ricordo male, io e il Presidente Chiamparino, e sostanzialmente ci
viene proposto, per la prima volta, in modo formale, di procedere con una candidatura
unica, quindi che vedeva Cortina, Milano e Torino insieme. Ricordo, come ho detto più
volte, quindi non dico nulla di nuovo, anche perché c'è stato un grandissimo dibattito
pubblico sulla vicenda, che in quella sede non c'è mai stato presentato, mai, e dico mai,
prima ovviamente della decisione definitiva, uno studio di fattibilità, un'analisi costi
benefici, ma anche solo i dettagli di cosa fosse quest'operazione a tre, motivo per cui,
per grande rispetto istituzionale, ho deciso, peraltro alla luce delle 24 ore che erano state
concesse a me, in prima persona, di rispondere alla lettera del CONI in cui chiedeva una
disponibilità rispetto a un'Olimpiade a tre, quindi ho risposto in quella lettera, che è
stata diffusa a mezzo stampa, quindi non dico nulla di nuovo, che per quanto mi
riguardava quel modello non mi convinceva, ma per rispetto istituzionale, e anche credo
sia doveroso farlo, avevo intenzione di comprendere, vedere le carte e capire quale fosse
questa tipologia di candidatura, e con questo spirito mi sono seduta al tavolo e sono
percorsi, sostanzialmente, circa due mesi. Purtroppo le criticità che ho più volte
sollevato, sia in sede pubblica, sia in sede di incontri, quindi con CONI e anche con altri
soggetti, non sono mai state risolte, cioè penso al fatto di come e quale fosse il costo di
questo dossier a tre; penso a quale fosse il costo ambientale di questo dossier a 3; penso
al fatto di come si potesse gestire un evento su un'area così ampia; penso al fatto che la
dislocazione delle gare non era assolutamente soddisfacente; penso al fatto che rispetto
al nostro modello non c'era nessuna trasformazione urbanistica, sostanzialmente, che
sarebbe in qualche modo partita; penso al fatto che non ci fosse nessuna trasparenza su
chi finanziasse che cosa e chi si prendesse i costi, quindi gestisse questo evento nell'iter
e arriviamo quindi al venerdì ore 18.00, in cui mi viene mandata, sostanzialmente, una
bozza di Protocollo d'Intesa in cui nessuno dei nodi politici era sciolto da parte del
Sottosegretario Giorgetti, e mi si chiede entro lunedì di rispondere. Ora, lunedì io
rispondo con una lettera in cui allego gli atti formali che c'erano, quindi la delibera
approvata dal Consiglio Comunale e la lettera che era stata inviata al CONI. Ne
consegue che il Governo dichiara a mezzo stampa, e non solo in sede, come dire,
ufficiale, ovviamente a Roma, che non ci sarebbe stato il finanziamento dello Stato
rispetto all'evento Olimpico. Questi sono i fatti. Ora, io credo, l'ho detto più volte in
quest'Aula, l'ho detto anche in tante altre occasioni, io ho detto più volte e continuo a
sostenere che l'evento Olimpico può essere un'occasione, l'ho detto qui, l'ho ribadito in
tutti questi mesi, per essere un'occasione però deve essere, come dire, un progetto in cui
i costi, ribadisco, sono minori delle opportunità e quando parlo di costi intendono non
solo, ovviamente, l'investimento iniziale, ma intendo il ritorno per il territorio, intendo
il modello in cui possiamo credere o non credere, intendo il fatto che il modello a tre,
per quanto mi riguarda, non era assolutamente convincente, e aggiungo che in questi
due mesi che sono passati io ho cercato di chiedere chiarezza rispetto a una serie di
fattori perché io ritengo, ma credo di poter essere…, poi si può condividere, o non
condividere, che un'Amministrazione seria non possa intraprendere un percorso così
impegnativo, come può essere la gestione di un evento Olimpico, senza avere certezza
su tutta una serie di elementi, perché, guardate, lo sappiamo bene, un evento di questo
tipo ha sicuramente dei ritorni, e ce li ha, ma sicuramente anche dei costi. Allora io
credo che tutti gli elementi di incertezza legati a questo evento Olimpico a tre, di cui io,
personalmente, l'ho detto più volte, non ne faccio mistero, in tutte le sedi, non ne
condivido sostanzialmente la ratio, però che questo evento a tre non sono stati
assolutamente sciolti i nodi. Allora, un'Amministrazione seria va a vedere le carte, che è
il motivo per cui mi sono presa responsabilità, sì, di dire: "Voglio vedere e voglio
provare a partecipare", ma nel momento in cui non ci sono le condizioni, se quelle
condizioni non ci sono, si assume la responsabilità di alcune scelte. Allora, se Torino
avesse potuto, e ci abbiamo provato fino in fondo, portare avanti un evento Olimpico da
sola, e se effettivamente quel modello Olimpico poteva basarsi sul riuso, il recupero, il
riutilizzo, e un impatto ambientale molto più basso rispetto a un evento a tre, ribadisco,
dove non si capisce neanche ancora, sul modello a tre, poi è diventato un modello a due,
chi finanzia, come viene finanziato, come pensano di collegare le aree, come pensano di
gestire, ad esempio, le Medals Plaza, tre Medals Plaza, tre Casa Canada, cioè, è
veramente complicato, chi ha fatto le Olimpiadi lo sa, soprattutto chi ha il know-how
rispetto alle Olimpiadi lo sa, bene, quel modello lì, dal mio punto i vista, non era
credibile, e a me dispiace, lo ribadisco, l'ho detto più volte, che non si sia voluto, non si
sia voluto, invece intraprendere una strada che sarebbe stata, per la prima volta in Italia,
il caso di un'Olimpiade dove, oggettivamente, le facevi dove era già stato fatto,
perfettamente in coerenza con il principio di legacy del CIO. Quindi il percorso che ha
fatto la Città è stato coerente sin dall'inizio; poi il dibattito politico c'è stato anche qui,
in quest'Aula, qualcuno può legittimamente pensare, io la rispetto come opinione
politica, che sia meglio fare un'Olimpiade condividendo con altre città, che sia meglio
fare un'Olimpiade con dei rischi finanziari, perché non è chiaro il quadro, che sia
meglio fare un'Olimpiade diffusa sul territorio, lo comprendo, io non lo condivido, ma
lo comprendo, oppure si può pensare invece che sia più giusto e più corretto andare
avanti su un modello, e insistere su un modello, cosa che io ho fatto, che peraltro era
anche l'indirizzo del Consiglio, c'era stato questo dibattito anche qui, rispetto a un
modello che provasse ad avere meno impatto ambientale ed economico. Questa è la
strada che noi abbiamo scelto e che io ho scelto assumendomene la responsabilità, ma il
dibattito politico è lì, peraltro si era anche visto, devo dire, in Consiglio Comunale
quando abbiamo dibattuto e bocciato un emendamento che prevedeva invece di creare
sinergie. Quello è il punto politico. Io rispetto chi la pensa diversamente, chi pensa che
fosse opportuno intraprendere la strada delle Olimpiadi a tre; non lo condivido, ma lo
rispetto, però questa città, dal primo momento, dal poter mandare quella manifestazione
di interesse, ha tentato in tutti i modi, in tutti i modi, con i Comuni Olimpici di portare
avanti un modello in cui credeva, e su questo non ha mai mollato. Poi, ribadisco,
massimo rispetto per opinioni diverse dal punto di vista politico e anche di visione di
grandi eventi, massimo rispetto, ma è diverso dal dire che non si è provato a portare a
casa la partita, dipende qual era la partita che volevi portare a casa. Io, personalmente ho
giocato sin dall'inizio per cercare di portare avanti quella che era l'Olimpiade di Torino
che si basava su principi diversi dalle Olimpiadi a tre. Non so cosa accadrà, non è
ancora chiaro, devo dire, se il Governo stanzierà le risorse, oppure no, capite che anche
in un contesto di non stanziamento di risorse è molto complicato portare avanti un
modello dove in Lombardia e Veneto si stanno ponendo delle Regioni che
legittimamente dicono di poter stanziare le risorse, di poter contare su, come dire, una
forte spinta imprenditoriale del territorio, mentre dall'altra parte noi abbiamo una
situazione, parlo, ovviamente, di Enti, quindi di capacità di finanziare come Comune,
come Regione, che è assoluta diversa rispetto alla Lombardia e Veneto. È un peccato,
sicuramente sì, è un peccato, per quanto mi riguarda, che Torino sia lì candidata con le
sue Valli,;per me sì, è un peccato, però abbiamo giocato la partita come potevamo e fino
in fondo. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Prego, Capogruppo Lo Russo, ne ha facoltà per cinque minuti.

LO RUSSO Stefano
Grazie, Presidente. A sentire questa arringa difensiva verrebbe quasi da dirle: grazie
Sindaca Appendino, grazie che non ci ha fatto arrivare alle Olimpiadi, anzi, i torinesi le
sono davvero grati, le siamo grati noi come forze politiche, le sono grati tutte le
categorie economiche, davvero, se non fosse stata lei alla guida della città, avremmo
avuto la disgrazia di avere le Olimpiadi a Torino, lo sa?. La narrazione che lei ha fatto
dal punto di vista della cronaca, difetta di alcuni passaggi; onestamente era anche
facilmente prevedibile, quindi, pur non essendo particolarmente capace di leggerle nel
pensiero, mi permetto di integrare brevemente la sua cronaca dei fatti, l'ha chiamata
così. La cronaca dei fatti origina il lontano 9 marzo 2018, cioè 220 giorni fa, quando,
erroneamente, un giornale torinese pubblica la notizia che c'è qualcuno che sta
lavorando al dossier delle Olimpiadi, in particolar modo la Camera di Commercio. In
particolar modo viene fatta un'intervista al Presidente Ilotte, che dice che c'era un
dossier in carica, in corso di produzione, 220 giorni fa. Solo qualche giorno dopo, meno
di un mese dopo, il Presidente della Commissione Urbanistica del suo Partito, cara
Sindaca Appendino, Presidente Carretto, chiede a mezzo stampa le dimissioni di
Malagò; lei forse questo elemento lo ha leggermente trascurato. Cioè noi abbiamo il
Movimento 5 Stelle che, mentre la Camera di Commercio di questa città, interpretando
le categorie economiche, porta avanti il discorso del dossier di candidatura, spiega che
bisogna invece far dimettere il Presidente, il Presidente del CONI. Al che, eccolo qua
che spunta il mitico Grillo per la prima volta: a chi diamo l'incarico di predisporre il
mitico dossier? Al candidato del Movimento 5 Stelle trombato alle politiche del 4 di
marzo, tal architetto Sasso, candidato nel Collegio Torinese alla Camera dei Deputati,
che siccome ha il vantaggio di essere un organico del Movimento 5 Stelle, si becca un
incarico diretto da 39.900 euro per non andare in gara, attenzione bene, per redigere il
mitico dossier delle Olimpiadi e siamo al 6 giugno 2018, 131 giorni dalla data odierna.
Dopodiché parte lo psicodramma, perché è ovvio che in questo quadro diventa difficile
rimettere insieme i cocci, e udite, udite, per la prima volta nella storia di questa città, io
ho fatto una ricerca bibliografica, sa, Sindaca, sono un po' precisino, non è mai esistito
al mondo che il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri in carica, ribadisco, il
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri in ricarica piomba in una riunione del Gruppo
Consiliare Movimento 5 Stelle, e lo psicodramma di quella sera, se non sbaglio, ne
abbiamo notizie al 27 giugno 2018, cioè 110 giorni fa, produce il fatto che il
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e della Repubblica Italiana, dice
effettivamente: "Cosa fatta, abbiamo l'accordo". Abbiamo l'accordo, Sindaca
Appendino. Bene, andiamo avanti, perché, ovviamente, non paghi di tutta questa
manfrina, cosa arriva dal Movimento 5 Stelle? Data 13 luglio 2018, 94 giorni fa, arriva
una bella commissioncina di Indagine sulle Olimpiadi di Torino 2006, Sindaca
Appendino, primo firmatario il succitato Damiano Carretto, con altri; mozione che
viene ritirata, eh, ovviamente, poi viene fatta ritirare, Sindaca Appendino,
fortunatamente lì… Dopodiché abbiamo una nostra…, abbiamo la famosa discussione
che lei cita, con questa surreale delibera, surreale delibera, gliela rileggo, perché c'è un
passaggio veramente interessante; al punto 3, punto 1 comma 3 dell'impegnativa, come
giustamente riconosce dopo aver respinto un emendamento che, guardi, era stato
presentato banalmente, perché il Governo aveva chiesto alle città di candidarsi in
maniera congiunta, perché, guardi, che sul fatto che Torino fosse in grado di fare le
Olimpiadi da sola, mai nessuno ha avuto il dubbio, mai nessuno ha avuto il dubbio. Il
problema è, e poi userò un proverbio piemontese, "Pitost che nient l'è mej pitost",
scusatemi la citazione piemontese. Invece noi no, noi duri e puri: "che siano previste
sinergie unicamente con località dell'area metropolitana torinese, in quanto palesemente
in sintonia con i principi di sostenibilità economica ambientale, nonché con i criteri di
competitività internazionale", e siamo al 19 luglio, ossia 88 giorni fa. Dopodiché, ed è
cronaca un po' più recente, quindi la memoria forse un po' più fresca, la nostra un po'
più, come dire, robusta, invece qua, purtroppo, si pensa sempre che i cittadini si
dimentichino le questioni, arriviamo a lei con il Presidente Chiamparino che il 18 di
settembre andate a prendere la cosa, peraltro detta, andatevi a rivedere cosa abbiamo
detto in Aula, prevedibilissima sportellata da parte del CONI, che, giustamente, dopo
aver avuto la richiesta di dimissioni, aver avuto un Consiglio Comunale che si liberava
una roba kafkiana, difficilmente, come dire, Sindaca Appendino, nonostante i buoni
uffici suoi e soprattutto del Vicepresidente Gigino Di Maio, che era venuto qua, avrebbe
dato semaforo verde a questo tipo di impostazione. Ed è notizia assolutamente già molto
recente che il 9 di ottobre, guardate un po', ma che stranezza, Milano e Cortina sono
candidate alle Olimpiadi e Torino è fuori dai giochi. Lei oggi, Sindaca Appendino,
aveva una grande occasione, l'ennesima, che di nuovo perde, che è quella di dire:
"Guardate, io ho scommesso", gliel'abbiamo detto pubblicamente, privatamente, quando
convocò i Capigruppo prima di quel Consiglio Comunale nel suo ufficio, chiedendo
sostegno alla delibera e sentendosi rispondere che quella delibera avrebbe prodotto
esattamente quanto è poi capitato, perché basta leggere l'italiano, e guardi che la politica
non è tanto complicata, è piuttosto semplice, e segue, talvolta, la stupirà, delle regole
cartesiane. Se io devo candidare una città e spiego che chi deve fare il dossier di
candidatura si deve dimettere, spiego che l'eredità Olimpica, parliamo di eredità, perché
legacy fa troppo figo, parliamo di eredità Olimpica del 2006, la sua Maggioranza la
vuole mettere sotto inchiesta. Sotto inchiesta! La mozione, che poi è stata ritirata…, no,
no, non so se è stata ritirata, forse è ancora lì, a maggior ragione, a maggior ragione, lei
parla di eredità e la sua Maggioranza vuole mettere sotto inchiesta l'eredità? Ma
secondo lei, una persona normale, normale, non dico uno del PD, o non dico, non so,
Fassino, Lo Russo, che sono i cattivi, ma uno normale che vede sto film, ma secondo
lei, cosa pensa? Allora lei oggi avrebbe dovuto dire, Sindaca Appendino, che dal punto
di vista politico lei ha sbagliato valutazione. Noi le abbiamo offerto sempre i voti in
Aula, il Partito Democratico le ha sempre detto a mezzo pubblico, privato, in Aula, in
qualunque dibattito, che questo era un obiettivo troppo importante per la città di Torino,
troppo importante per la città di Torino, che rispettavamo il dissenso minoritario, a
quanto pareva, del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle, e che avremmo collaborato
responsabilmente come Partito Democratico all'approvazione di una delibera che
andava nell'ottica della sinergia, ma non perché noi non crediamo alla bontà degli
impianti torinesi, noi ci crediamo, siete voi che li volete mettere sotto inchiesta, cara
Sindaca Appendino. Voi, non noi, quindi figurarsi se non ci crediamo! Perché era
evidente come sarebbero andate le cose; è evidente, e glielo abbiamo detto qui,
pubblicamente, e si è verificato esattamente quanto è capitato. Ma sa perché si è
verificato quanto è capitato? Perché la responsabilità, tutta politica, di questo fallimento,
guardi che non è, le stupirà, neanche del Movimento 5 Stelle: è sua, sua personale, di
Chiara Appendino. È lei che ha gestito la partita politica dall'inizio alla fine; è lei che ha
detto no alle offerte di aiuto del Partito Democratico e delle altre forze di minoranza; è
lei che ha preteso di forzare dentro il sul Gruppo Consigliare, privilegiando la tenuta del
suo Gruppo Consiliare in merito della questione Olimpica; la questione, il disastro ha un
nome e un cognome, che, mi dispiace, è il suo. Lei oggi avrebbe fatto miglior figura,
Sindaca Appendino, a venire qua e ammettere: "Ho fatto una scommessa e l'ho persa".
Invece no, arriva qua e spiega che è colpa…, di chi è colpa? Di nuovo di Fassino,
Sindaca Appendino? Cioè, solo per capire, cioè solo per capire. È colpa mia? È colpa
del PD? Governate a livello locale, governate a livello nazionale, il Vicepresidente del
Consiglio Comunale, Comunale, chiedo scusa, dei Ministri, viene a una riunione di
Maggioranza, lo psicodramma lo psicodramma delle crisi, entrano ed escono dalle
stanze. Ma voi vi rendete conto che noi vorremmo essere competitivi a livello
internazionale? Ma ragazzi, ma io non so se avete il senso del limite, non so se avete
idea del senso del limite. Purtroppo, cara Sindaca Appendino, ci scusi, noi non le
diciamo grazie, a differenza di quello che magari lei si aspetta. No, noi le diciamo che
se questa Città non avrà neanche il "pitost", per usare il proverbio piemontese, questa
ragione è una sola, e la ragione, mi dispiace, è la sua personale, totalmente inadeguata
gestione politica del dossier di candidatura Olimpica della Città.

VERSACI Fabio (Presidente)
Capogruppo Napoli, prego.

NAPOLI Osvaldo
Grazie, Presidente. Non mi ripeto rispetto a quello che ha detto il collega lo Russo, per
quanto riguarda…, perché mi prendo un po' la primogenitura, se mi permettete, quando
ho parlato dicendo: "Ma voi conoscete i membri del CIO", dico, "andate a indagare
quelle stesse persone che devono decidere se dire sì o no, anzi andate a indagare molta
parte dei Sindaci che sono ancora Sindaci adesso, che allora, nel 2006, non soltanto il
CIO, ma che sono Sindaci ancora adesso e che avrebbero partecipato alle Olimpiadi?".
Non entro in merito a questo, io credo invece di entrare in merito a un altro, le esultanze
che alcuni Consiglieri Comunali dei 5 Stelle hanno manifestato per il fallimento della
triplice candidatura Olimpica, è stata la conferma ex post dell'assoluta negatività con cui
la Giunta Appendino aveva predisposto il dossier con la candidatura di Torino.
L'esultanza dei Consiglieri 5 Stelle è stato uno schiaffo e una sconfitta per Torino e per i
torinesi, e per tutte le Associazioni di Categoria, alle prospettive di sviluppo, di crescita
economica della città e del territorio. Vedete, il ministro Danilo Toninelli è uno
straordinario imitatore di se stesso; sostenere, come ha fatto, come Toninelli ha
sostenuto che Torino è la sede migliore per ospitare le Olimpiadi, è stata
un'affermazione che tutti i torinesi sono pronti a sottoscrivere, tranne, ovviamente, parte
dei Consiglieri 5 Stelle. Ebbene, non voglio essere irriguardoso, ma a volte Toninelli
sembra sceso dalla luna o da un altro pianeta e con aria serafica rappresenta una realtà
che il suo Partito, a Torino, ha distrutto. Riproporla per chiedere addirittura l'esclusiva
contro Milano e Cortina, dopo che il Governo aveva lavorato per presentare una triade è
roba che ha fatto venire il sospetto, ma Toninelli, come si dice a Roma, "c'è o ci fa?"
Ebbene, il Sindaco Appendino si trova in difficoltà, si è trovata in difficoltà e si trova in
difficoltà, sotto le forti critiche delle Associazioni di Categoria torinesi e piemontesi che
l'attaccano e ha parlato di un doppio gioco della Lega e del Partito Democratico. Zaia e
Sala ci hanno sguazzato nello stanarla, un doppio gioco estremamente chiaro, e loro ci
hanno sguazzato, l'hanno stanata, più volte le chiedono di ritornare sulle tre città
olimpiche; il Sindaco ci pensa, ci ripensa, cerca giustificazioni che concretamente
chiariscono il suo imbarazzo, anche se poi, come si dice nei pour parler, la vittoria l'ha
ottenuta lei, ha salvato la Giunta e la Maggioranza ed è più che sufficiente. Alla fine alle
Olimpiadi i 5 Stelle non avevano mai creduto; sin dall'inizio, non ci avevate creduto
perché il vostro atteggiamento è stato negativo, ve l'ho detto già allora, quando vi ho
detto: "Ma perché avete fatto tutto sto caos?". Era sufficiente che i cinque, i sei
Consiglieri Comunali venissero, votassero contro, il giorno dopo era finito tutto, un
giorno di polemica; invece non siete venuti in Aula e avete creato un caso che invece
non sarebbe nemmeno iniziato. Ebbene, i 5 Stelle non avevano mai creduto fino in
fondo. Lei deve gestire un Gruppo che, anche leggendo in questi giorni i giornali, e per i
pour parler normali, è in parte spaccato. Il Sindaco e la sua Maggioranza pentastellata
hanno vinto la loro battaglia contro la candidatura Olimpica di Torino, l'hanno vinta
nell'unico modo possibile, contro Torino e i torinesi, contro ogni prospettiva di crescita
e di sviluppo economico, hanno raggiunto il traguardo politico, e su questo sono
d'accordo con Lo Russo, per cui sono stati votati ed eletti. Bloccare tutto, alzare il
vessillo del no alla TAV, ad ogni opera di modernizzazione; no alle Olimpiadi. Per
Torino si tratta di una sconfitta bruciante destinata a pesare sulle prospettive di crescita,
mentre ingenti risorse economiche private, ma mi permetta, Sindaco, io ritengo che alla
fine arriveranno anche finanziamenti pubblici, non soltanto i privati, e dirò perché alla
fine, ebbene, queste risorse si sposteranno su Milano e Cortina. Bene ha fatto, al di là
delle appartenenze politiche, le stesse forze politiche regionali, eccetto il Movimento 5
Stelle a tentare il recupero in extremis delle vallate Olimpiche del 2006, per associarle
alla candidatura di Milano e di Cortina. È un tentativo che andava assecondato e
sostenuto, perché rimaneva l'unica possibilità per il Piemonte di non essere escluso e
penalizzato a causa dell'incompetenza del vostro Gruppo e del vostro Partito. Ma la
verità politica, e finisco, è un'altra, è che voi politicamente, a livello nazionale, non
contate nulla, perché se Di Maio avesse voluto, con la carica che ha, col potere politico
che ha, con la trattativa politica che ha, nei confronti della Lega, e quindi della scelta di
Cortina e di Milano, avrebbe potuto imporre la vostra candidatura e raggiungere
l'obiettivo che volevate. Fatevi questa domanda, quanto contate voi nel Governo
centrale? Guardate, io lo dico qua, al Sindaco, l'ho sempre detto, mi trova d'accordo sui
soldi che Torino deve ricevere, la mia battaglia, eventualmente, all'interno del mio
Partito la faccio, ma continua a non esserci anche qua una risposta, eppure governate
voi. Allora io vi chiedo, Sindaco, un peso politico estremamente forte, la forza anche di
rompere nei confronti del Governo centrale, perché questo Governo centrale non vi ha
aiutato nella scelta singola o nella scelta della triade, non vi ha aiutato, e continua a non
aiutarvi. Allora il mio augurio, invece, è esattamente il contrario, che voi riusciate ad
aiutarvi, che poi possiate raggiungere quegli obiettivi, che voi possiate ricevere quei
finanziamenti che dovete ricevere. La mia paura è che la venuta qua di Di Maio vi abbia
addirittura indebolito e non invece rafforzato, e se continuate così, rispetto alle altre
città governate dai 5 Stelle, la nostra è l'ultima. Ebbene, io credo che voi dobbiate
pensare, amici Consiglieri, a quello che è successo. È stata un'occasione persa, mi
dispiace doverlo dire, dovete assumervi le vostre responsabilità. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Prego, Capogruppo Ricca.

RICCA Fabrizio
Grazie, Presidente. Mi permetto di dire, iniziamo a portarle a casa, e poi vediamo,
perché sappiamo che fa parte della storia di questo Paese dire: "Il Governo oggi in base
alla disponibilità economica dice una cosa, poi magari l'anno dopo, a risultato acquisito
si può fare sicuramente un altro gioco". Ed è stata giocata, giusto per utilizzare le parole
del Sindaco, la partita che si voleva giocare, in quanto, io faccio anche un po' i
complimenti al Sindaco, perché nonostante la delibera uscì votata da quest'Aula,
nonostante le pressioni dei movimenti "No Olimpiadi", per un 70% siamo rimasti in
partita, perché all'inizio Torino faceva parte del discorso a tre, perché abbiamo dato,
abbiamo, come Lega, abbiamo dato tutto il contributo possibile affinché Torino potesse
portare a casa le Olimpiadi invernali. Il problema, poi, chiaramente, di questo ci
rendiamo conto, è tutto politico, perché si sono innescati dei meccanismi, probabilmente
di Maggioranza, che hanno portato il Sindaco a deviare in 48 ore la direzione presa in
maniera tale che ad oggi abbiamo questo tipo di risultato. Chi paga? Pagano i torinesi,
pagano le Valli, che sarebbero state le Valli Olimpiche, paga un indotto, quello del
turismo, che, l'abbiamo visto, con quattro partite di pallavolo, che ci ha raccontato
l'Assessore Rolando, quanto hanno portato nelle casse del Comune, e pensiamo cosa
poteva essere un evento Olimpico con una pubblicità decennale, con tutta una serie di
possibilità da poter cogliere. Però io, in questa sede, mi permetto di dire che non do solo
la colpa a chi ha portato avanti questa battaglia, perché se Milano e Cortina sono Milano
e Cortina, e Torino è Torino, su Milano e Cortina ci sono due persone che si sono spese
al 100%, che sono Fontana e che sono Zaia, che sono due Governatori di Regione che
hanno messo davanti, anziché i loro interessi, gli interessi di tutta la Regione, si sono
messi nella condizione di andare dal Governo a cercare di fare in modo di poter avere
una candidatura Olimpica. Al Piemonte, invece, è mancato questo tipo di supporto,
perché noi abbiamo un Presidente della Regione che si è chiuso in casa a fare non si sa
cosa, e al momento in cui c'era da battere i pugni sul tavolo, forte anche di
un'esperienza, quella del 2006, non pervenuto. E allora diciamo a Chiamparino:
"Prenditi parte della colpa"? Perché cosa ha fatto la Regione Piemonte, guardando poi
cosa è successo in Lombardia e in Veneto, per spingere sull'acceleratore e fare in modo
di portare le Olimpiadi a Torino? Nella sua Torino, dove nel 2006 aveva già fatto le
Olimpiadi invernali? E allora mi permetto di dire che il Partito Democratico che
governa questa Regione ha altrettante responsabilità di chi ha sbagliato la strategia,
perché si poteva tranquillamente fare un ticket importante, esattamente come è stato
fatto, Sala con Fontana, Zaia con il Sindaco di Cortina. Cortina, ricordiamo, è un
Comune che rappresenta forse neanche un quarto, neanche un borgo di Torino, eppure
qualcuno ci ha creduto, ha portato avanti una battaglia, questa battaglia l'ha vinta la
settimana scorsa; Zaia e Fontana erano a Venezia per ratificare l'accordo tra le Regioni,
e poi i soldi arrivano, perché ci sono le possibilità in 10 anni di trovare i fondi, e poi
chiedere magari tutti insieme una mano al Governo centrale. Oggi, mettersi nella
condizione oggi di pensare cosa succederà economicamente tra 13 anni, secondo me è
sbagliato. Diciamo che si è scientemente voluto fare questo tipo di strategia, sapevamo
perfettamente dove saremmo finiti, ma questo lo sapevano tutti. Mi fa ridere che questo,
e così chiudo, Presidente, mi fa ridere che alla festa per lo sventato attacco delle
Olimpiadi a Torino ci saranno state forse 15 persone. Bene, voi avete, in maniera
scientifica, deciso di far felici 15 persone e rovinare una Regione.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Capogruppo Tresso, prego, ne ha facoltà per cinque minuti.

TRESSO Francesco
Cronaca di un'esplosione annunciata. Credo che sia questa la sintesi, Sindaca, di questa
vicenda. Vede, la questione Olimpica ha messo in luce in maniera evidente tutti i limiti
di questa Amministrazione, ma, temo, soprattutto i suoi limiti, perché l'essere stati
esclusi dalla candidatura è proprio il suggello dell'immagine di una Giunta che non sa
governare, perché da un lato è incapace di visione, e dall'altro, nei momenti che
contano, è ostaggio della sua stessa Maggioranza. È stata una conduzione disastrosa,
diciamocelo, un insieme di leggerezza e anche di supponenza, se mi permette, perché,
davvero, lei ha rifiutato il dialogo con le altre forze politiche. Ha convocato noi
Capigruppo in una unione tardiva, proprio prima di entrare in Aula, e anche quando le
abbiamo fatto notare che non ottemperare a quanto richiesto dal CONI poteva essere
pericoloso; lei, cocciutamente, ha voluto andare avanti, e quindi dire: " Le due regole
qui le detto io", un po' come entrare in campo per giocare a pallone e dire: "Io gioco con
le mani, perché così mi va". Non parliamo poi del fatto, appunto, di andare a richiamare
Commissioni di Indagini a 12 anni di trascorsi e altre amenità come quelle che state
raccontate. Lei ha preferito, in fondo, non solo non stare a sentire le altre forze politiche,
ma non ha neanche voluto stare a sentire, né confrontarsi con le altre espressioni del
territorio. Ha preferito dare ascolto ad una base contraddittoria, che sempre ha
dimostrato tentennamenti, e mai ci ha messo entusiasmo. È prevalsa la logica dei paletti,
piuttosto di quella delle opportunità; questo fin dall'inizio, fin da subito. E le devo dire,
anche nei confronti della sua Maggioranza, ha dimostrato tutta la sua debolezza, tutta
l'incapacità di avere carisma e di poter imporsi anche nei momenti in cui contava, ma
invece ha delegato le scelte che davvero sono strategiche per la Città, ad un gruppo
sparuto di Consiglieri recalcitranti che non rappresentano, in realtà, per nulla il livello
dei cittadini, visto che l'85% dei torinesi era favorevole a questo evento, quindi si è
dimostrata anche incapace a rappresentare la Città nel suo insieme. Non sono bastati gli
aiuti chiesti a Di Maio e a Grillo, né le minacce paventate di mandare tutti a casa, quasi
questo fosse poi l'argomento politico su cui basarsi. Invece noi staremo a guardare, in
nome di questa decrescita infelice, che non si capisce bene a chi gioverà. Anche sotto il
profilo della coerenza, che lei ci ha richiamato prima, secondo me si è mossa, invece, in
maniera contraddittoria, prima ha fatto votare una delibera, che comunque non accettava
le condizioni, poi, come ci ha detto anche, ha dovuto in qualche modo obtorto collo
rimangiarsi questa affermazione e venire a più miti consigli, anche nei confronti del
Ministero del CONI, ma sempre senza mai crederci fino in fondo. Lei dice che il
modello era quello proposto, e quello era l'unico vincente, e non c'erano certezze. Io
temo che le certezze siano proprio quelle di non sapere gestire trasformazioni e grandi
eventi, o grandi possibilità, di voler mantenere tutto sotto un profilo molto più basso,
molto più piccolo, per poterlo coordinare e valutare meglio, senza esporsi, senza avere
un po' di visione e di possibilità anche di dare futuro. Paura, fondamentalmente. E il
risultato di queste inclusioni ci rimanda l'immagine di una città sostanzialmente triste,
ferma, una città che è incapace di gestire i suoi problemi, come vediamo in questi
periodi, dall'anagrafe che va in tilt, alle code gli sportelli della GTT, per cui lei è
costretta a chiedere scusa in Aula, ma soprattutto incapace di vedere un futuro, di vedere
uno sviluppo, è questo che più rattrista e che sicuramente preoccupa i torinesi. Poi è
stato detto, ha dimostrato anche di contare ben poco a livello nazionale, perché anche il
suo mezzo Governo amico, da Grillo a Di Maio, poi, nel momento in cui contava,
l'hanno abbandonata. I giochi sono andati ad est di Milano, dove forse i rapporti con
Roma sono più forti, più pesanti, e io già da subito dissi: "Perché non possiamo invece
spostare il baricentro più ad ovest di Milano", perché davvero quella poteva essere
un'opportunità grossa, un hub importante anche da gestire con la città lombarda e noi
bilanciare…, in fondo il brand: "Torino città Olimpica", lo avevamo già venduto, ma
invece consorziarsi ed essere noi il baricentro tra Milano e le Valli Olimpiche poteva
essere un'opportunità, che però andava perseguita fin dall'inizio, andava capita, colta, e
cercata di seguire. E meno male che lei, Appendino, doveva essere la Sindaca a misura
di giovani, la Sindaca piena di opportunità per il futuro, temo invece che rischiamo un
triste isolamento nel nostro angolo nord-occidentale e saremo sempre più periferia di
Milano, periferia dell'Europa e non credo che essere periferia in questo modo fosse
proprio quello che si intendeva quando in campagna elettorale lei citava l'attenzione alle
periferie. Torino oggi è un po' più piccola, ma non perché abbiamo perso le Olimpiadi,
credo che sia un po' più piccola perché sa di non poter contare sulla capacità di questa
Amministrazione di avere una progettazione e una progettualità e una capacità di
visione per il suo futuro.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Capogruppo Magliano, prego.

MAGLIANO Silvio
Sì, grazie, Presidente, ma io sarò brevissimo, non ripercorrerò quanto detto dai colleghi,
che, peraltro, in parte sottoscrivo. La cosa che preoccupa di più me, è che questo evento,
questo fatto politico dell'assegnazione o meno, della scelta da parte del governo su
Milano e Cortina, non sia invece paradigmatico di ciò che ci aspetta nei prossimi anni,
perché, vedete, Consiglieri, veda, Sindaca, uno può dire: "Sono contrario alle politiche
che fa questa Amministrazione, in parte non le condivido, alcune sono proprio
diametralmente opposte a quelle che io immagino e penso, ma almeno questa
Amministrazione", come si diceva in quella nota barzelletta, "ma almeno sono amici del
giaguaro", cioè sono amici di chi governa questo Paese, quindi ci sarà un canale
preferenziale con l'Amministrazione centrale, perché è anche vero che questo Governo
si regge in parte su una Maggioranza cospicua del Movimento 5 Stelle. Invece sulle
Olimpiadi vediamo che Appendino chiama, Di Maio non risponde, o meglio, risponde,
viene qui a fare un po' di terapia di gruppo con i Consiglieri di Maggioranza, prova a
uscire con una sintesi che poi viene, di fatto, per di più smentita, qualche giorno dopo
sui giornali, ma nello stesso tempo mi chiedo, accadrà così anche sul tema delle
periferie? Anche lì governate, e la misura scelta è una misura che in qualche modo
danneggia il nostro territorio e la nostra area metropolitana, della quale lei comunque
risponde. Vediamo la misura sui migranti e questo danneggerà le Amministrazioni
perché avranno un maggior costo, penso al tema delle infrastrutture. Cioè io mi
auguravo almeno, almeno da questo punto di vista che un canale diretto con chi governa
questo Paese in questa fase fosse di aiuto alla nostra città ed è quello che non vedo, cioè
non vedo tornare a Torino investimenti, non vedo un'attenzione su questa città perché
sta governando lei e non vorrei che le Olimpiadi sono un tema, avremo il tema, come le
ho detto, delle periferie, il tema delle infrastrutture, cioè, che non ci sia neanche il
vantaggio. Già non condividiamo come governate la città e come governate il Paese, ma
almeno questi due soggetti potevano in qualche modo rendere Torino un volano di
opportunità e di risorse. Questo non è accaduto e a me preoccupa che, oltre ad essere,
Torino oggi, lontana dalle aspettative delle parti sociali, dalle aspettative dei corpi
intermedi, diventa anche lontana rispetto al Governo, come se, alla fine della fiera, chi
oggi governa il nostro Paese non abbia, nei luoghi in cui, almeno, ci sono Sindaci 5
Stelle, un'attenzione particolare, e su questo, seconde me, avremmo delle sfide davanti,
ma quello che accade in questi giorni, in questi mesi, è stato un po' questo, tutte le volte
che, a mio giudizio, c'è stata la necessità di avere un segnale forte da parte del Governo
e il Sindaco, la Sindaca Appendino ha chiamato, abbia chiamato soggetti nazionali, io
non ho visto, da questo punto di vista, un canale privilegiato e questo mi spiace, perché
rischia, nonostante una condivisione politica tra Comune e Governo centrale, di
allontanare ancora di più Torino dal dibattito pubblico e dalla centralità che invece
merita. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Consigliere Iaria, prego.

IARIA Antonino
Grazie. Allora, io comincerei col dire subito che io credo e credevo molto nel progetto
che abbiamo presentato come Città di Torino, credo che abbiamo parlato per atti e
quindi non continuo, non continuerei il discorso sulla polemica, sui passaggi che
abbiamo fatto, abbiamo fatto già tutti i passaggi parlando per atti. Poi ho sentito dire in
questa Aula, com'era? "Piuttosto che niente, meglio piuttosto". A me viene in mente un
altro detto, un'altra frase che mi ha detto un mio amico romano, che si dice in questi
casi: " Non si può continuare a dire che Cristo è morto di freddo", Cristo non è morto di
freddo, qui stiamo dicendo sempre una parte della verità e la state continuando ad
alimentare, perché voi avete detto, anche in maniera un po' anche ingenua che: "per
vincere le Olimpiadi ed essere competitivi a livello internazionale, bisognava dire palle
a livello internazionale", cioè dire che va tutto bene, che si riesce a fare tutto, eccetera.
Si parla di eredità Olimpica, l'eredità Olimpica, o legacy, ma meglio eredità Olimpica,
ha, e lo sapete benissimo, dei pro e dei contro. Potrei fare un esempio, abbiamo fatto
l'esempio dei torinesi, ma un esempio che proprio, come dire, ho avuto il piacere di
gestire e cercare di risolvere con soldi pubblici, riguarda la Città Metropolitana, era la
strada che da Cesana va a Sestriere, opera fatta nel periodo delle Olimpiadi, opera che
ha dei problemi enormi dal punto di vista della costruzione stessa della strada, che è
stata aggiustata dalla Città Metropolitana con 500.000 euro di soldi pubblici quest'estate
e il lavoro per mettere a posto tutto quel versante è stimato sui 2 milioni di euro. Quindi
ci sono dei problemi legati all'eredità Olimpica. Ci sono altri problemi sulla statale 23,
ci sono dei problemi legati…, dire che non è …, che non ci sono stati dei problemi è
veramente, diciamo, poco serio, capisco che porta consenso, e poi si parla del consenso,
attenzione, l'85% dei torinesi, è vero, era favorevole alla Torino Olimpica, ma l'85% è
la cifra che hanno detto loro, poi non so se è questa, l'85% dei torinesi era favorevole a
due gare fatte una qui e una a Sestriere? Era favorevole a quello? Io non so se era
favorevole a quello, perché le Olimpiadi a tre erano questo. E quando diciamo che …,
ce la prendiamo in un certo senso con Malagò, ma Malagò, forse, non pensate che
avesse già deciso di portare le Olimpiadi a Milano? Perché ogni volta che noi facevamo
un atto, era un atto, appunto, richiesto da Malagò stesso, dal CONI stesso, sembrava
quasi indispettito, no?: "Come? Ce l'hanno fatta a fare un atto, perché ce l'hanno fatta?"
era questo l'iter che, appunto, si è …, diciamo, si è fatto vedere in tutto questo tempo.
Parliamo di ricadute sul territorio, come dicevo prima, due gare, una gara e mezza,
portano ad un risultato, solo per dire che abbiamo fatto le Olimpiadi? Assolutamente no,
l'avete detto prima, sei gare di pallavolo hanno portato più ritorno, gli European Master
Games che faremo il prossimo anno porteranno più ritorno di due gare e mezza. Non
continuate a dire che per essere competitiva a livello internazionale bisogna banfare,
perché la serietà di un progetto che …, la serietà del progetto che abbiamo portato, è
proprio quello che, forse un po' contrario al (parola incomprensibile) delle palle, delle
palle, di gente che si candida, dicendo: "Non abbiamo bisogno di soldi pubblici", poi si
cominciano già a chiedere al Governo di intervenire, alle Regioni di intervenire, quindi
quelle sono palle. Noi vogliamo …, in piccolo, è un po' la situazione di prima, che si
richiede …, della Consigliera Grippo che ha portato l'esempio della manifestazione dei
cuochi, eccetera, si vuole fare…, si vogliono fare le cose senza dire, diciamo, seguire
l'iter, o dicendo la verità. È vero, è un rischio dire la verità a livello internazionale,
dicendo: "Noi abbiamo questo, vogliamo questo, siamo in grado di fare un evento
Olimpico", che era Torino e le sue Valli, Torino e le sue Valli, che aveva un senso e
poteva essere costruito, poteva essere veramente, diciamo, coperto in tutti i suoi costi e
anche con ricadute maggiori rispetto ai costi che avrebbe sostenuto. I paletti, i paletti ci
vogliono, lo abbiamo detto più volte, perché sennò andiamo nel prendere le cose
peggiori delle vecchie Olimpiadi, senza poterne nemmeno porre rimedio, perché l'altro
concetto era porre rimedio ai problemi che le altre Olimpiadi hanno causato, con un
nuovo evento, questa è la mia idea più personale, ma è questa la cosa che mi piaceva di
più, un'Olimpiade per risolvere i problemi di un'altra Olimpiade. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Capogruppo Artesio, ne ha facoltà per cinque minuti.

ARTESIO Eleonora
Grazie. Ammesso che l'85% dei torinesi desiderasse le Olimpiadi, è probabile che non
sarebbe molto motivato dalla discussione che stiamo svolgendo oggi in Consiglio,
perché probabilmente l'analisi della fase richiederebbe un impegno maggiore che non lo
studio delle eventuali reazioni psicologiche del Presidente del CONI, piuttosto che dei
rapporti tra la Giunta e la Maggioranza, o la Sindaca e la Maggioranza. Quando
abbiamo discusso gli atti nei quali siamo stati coinvolti, oppure abbiamo discusso di
Olimpiadi in sede di comunicazioni, la posizione che ha tenuto il Gruppo di Torino in
Comune è sempre stata quella di subordinare i ragionamenti fatti sulla sostenibilità
ambientale ed economica delle Olimpiadi e quindi la candidatura di Torino, alla scelta
del rapporto diretto con quella popolazione, di cui venivano descritti i numeri di
consenso, attraverso l'indizione del Referendum Consultivo, ci sono atti depositati a mia
firma in questo Consiglio. Ora, che probabilmente lo Statuto introducesse delle
complessità temporali sul ricorso al Referendum Consultivo, è possibile, che questa
Amministrazione, che a ogni piè sospinto, si vanta di consultazioni verso una
democrazia diretta da "Decidi Torino", a tutte le altre forme che abbiamo sentito
raccontare nell'incontro pubblico di martedì scorso, è altrettanto vero e quindi avrebbero
potuto motivare questa Amministrazione ad andare a questo tipo di relazione con il
proprio territorio e con la propria popolazione, perché non mi illudo e non mi illudevo,
quando ho depositato la richiesta di Referendum Consultivo, che potessero esserci
particolari preoccupazioni da parte dei torinesi sulla nuova edizione delle Olimpiadi, o
che quindi si seguisse un modello quale è quello scelto dalla popolazione di Innsbruck.
Sapevo benissimo che intorno a quel tema fosse presente una grande attesa, ma questa
attesa era in gran parte motivata dalla ricerca di una possibilità di trasformazione, di
prospettiva per il futuro, se si vuole, forse anche di illusione. Mettersi però in sintonia
non con la dissidenza interna della propria Maggioranza o non con la stampella offerta
dalle opposizioni in Consiglio Comunale, ma mettersi in sintonia con la popolazione,
avrebbe dovuto dire accettare il fatto di essere in una stagione storico-politica nella
quale la città, evidentemente, si sente senza una prospettiva e per la quale alla città le
Olimpiadi apparivano come una prospettiva possibile. Sarebbe toccato quindi a questa
Amministrazione spiegare le condizioni di quella prospettiva, spiegare le subordinate
per quella prospettiva, dall'analisi costi-benefici, che oggi viene molto utilizzata come
modalità, alla questione della capacità di fare meglio e diversamente rispetto agli altri.
Questa è la critica che io muovo alla Sindaca, non quella di non aver governato i
rapporti della propria Maggioranza o i rapporti con il Consiglio Comunale e la
situazione grave, però, è che, pur essendo sfuggiti al rapporto diretto con le sensibilità,
le competenze e le scelte della popolazione torinese, attraverso una consultazione
diretta, il risultato è quello di cui stiamo discutendo. Ma il risultato non è solo che la
mancata edizione delle Olimpiadi a Torino, il risultato è che, pur avendo questo esito,
non abbiamo fatto un passo in avanti rispetto a quel tema di prospettiva, di idea sul
futuro che evidentemente aveva indotto molti ad aspettare alle Olimpiadi e non abbiamo
fatto un passo in avanti, non ce lo dicono i Consiglieri di Opposizione, o non lo dicono
alla Sindaca i Consiglieri di Opposizione. Io vorrei citare alcune osservazioni pubbliche
che nessuno ha richiamato, che sono uscite la scorsa settimana. La prima riguarda
un'anticipazione, un commento rispetto al rapporto Rota e il professor Davico dice: "Le
Olimpiadi mancate del 2026 rischiano di essere un punto di non ritorno? I giochi a
cinque cerchi vengono sovrastimati, nel 2006 hanno determinato una sorta di
ubriacatura collettiva, sono stati un evento interessante, ma non hanno determinato un
effetto innesco come a Barcellona. L'eredità è stata materiale e immateriale, reputazione
e immagini, ma per le opere guardiamo bene agli impianti di accoglienza e ricettività, si
sono salvati quelli che avevano già un progetto futuro, altri no e gli stadi e i palazzetti,
non si raggiunge massa critica per farli funzionare, per non parlare dello store business e
dei Congressi". C'è ancora, successivamente, un'intervista alla dottoressa Christillin:
"Brutta figuraccia sulle Olimpiadi, analisi politica dei rapporti della Sindaca con la sua
Maggioranza, e poi una sola e nuova edizione delle Olimpiadi non sarebbe stata
salvifica". Ora, se queste due dichiarazioni le avessero fatte dei politici, sarebbero stati
accusati di odiare i torinesi, dato che le fa l'intellighenzia di questa città, sembrano e
sono, a mio modo di vedere, argomento ragionevole.

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere.

ARTESIO Eleonora
Persiste in questa analisi il fatto che non si sono fatte, non si faranno le Olimpiadi,
l'esito, per le ragioni che io ho cercato sommariamente di descrivere, altri hanno ascritto
ad altri capi di critica, tuttavia permane la critica che anche senza Olimpiadi, quelle
prospettive che la città attenderebbe, continuano ad essere inevase.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Prego, Consigliera Montalbano. Capogruppo Montalbano, ne ha facoltà per
cinque minuti.

MONTALBANO Deborah
Grazie, Presidente. Ma, cara Sindaca, cara Sindaca, c'è un peccato originario e io di
questo ne ero sicura allora, quando si è iniziato a parlare di Olimpiadi, mi ricordo la
prima riunione di Maggioranza. Consigliere Lo Russo, prima, quando ha fatto un …,
diciamo così, un piccolo riassunto, è partito dal 2 marzo, io potrei partire dal novembre
ancora scorso. E vede, quando si sceglie di sposare una sfida, perché questa era
sicuramente una sfida, però una sfida che va contro, va contro quelli che sono e che
erano, che poi sono, che erano i valori, i principi per la quale una realtà politica si è
sempre battuta, si è sempre dichiarata, anche pubblicamente, ha costruito quella che è,
più o meno è già venuta fuori ,però quella che possiamo chiamare una divisione interna
e quando una posizione politica, poi, tra l'altro, difficile come poteva essere questa
sfida, vive di una divisione interna, è una proposta che è debole, è debole internamente,
non ha credibilità internamente, si figuri se può diventare credibile esternamente, ed è
quello che è successo, è quello che è successo. Io le vorrei ricordare che lei è arrivata a
minacciare le dimissioni, a cercare anche, no, di provare a confrontarsi con le diverse
sensibilità interne che aveva all'interno della sua Maggioranza, imponendosi: "O si fa
così, o si va a casa", quindi anche sotto questo fronte, l'atteggiamento non è …, non è
stato quello, magari di utilizzare anche questa sensibilità come diceva poco fa la
Consigliera Artesio e provare ad aprire una riflessione interna e anche una riflessione
pubblica, su quelle che potevano essere le motivazioni del "no" e le motivazioni del
"sì", neanche questo si è fatto sulla Città e magari, ad oggi, a prescindere dalla
candidatura, forse per i cittadini sarebbe stato anche più chiaro quali potevano essere le
potenzialità espresse dalle parti politiche che sostenevano questa candidatura e quali
invece potevano essere le preoccupazioni e la forza della propria posizione politica per
chi invece riteneva che le Olimpiadi potessero essere un altro …, diciamo così, un
pericolo per il futuro della città. E vede, si è creata una Minoranza, si è creata una
Minoranza interna e si è creata una Minoranza esterna, e proprio lì, in questo suo
peccato originario ha avuto uno spazio politico, l'unico intento e l'unico spazio politico
che avevano le Minoranze erano quelle …, quella di provare in tutte le maniere ad
effettuare un disturbo pubblico dell'iter della candidatura, senza perdere un'occasione ed
è quello che hanno fatto, proprio per arrivare, non tanto a far cambiare idea a lei, perché
tanto si era capito che lei l'idea non la cambiava, ma fare in modo che chi dovesse
scegliere non trovasse, diciamo così, una certa affidabilità e un certa sicurezza nello
scegliere la Città di Torino, perché, non prendiamoci in giro, io sono sicura che la
candidatura originaria era sulla Città di Torino. Si è poi arrivato a parlare della triade
delle altre città, quindi Cortina e Milano, proprio perché su Torino non c'era quella
sicurezza, quella sicurezza che la Minoranza e le Minoranze, esterne, interne e quelle
dei comitati, dei coordinamenti, hanno cercato in tutte le maniere con gli strumenti …,
io non ho interrotto nessuno, però, posso finire? Con tutti gli strumenti a disposizione,
piccoli o grandi che potevano essere, di cercare di portare alla luce. Ora io, mi
immagino, se lei avesse messo questa costanza, questa forza nella sua azione politica
per risollevare le periferie o per pensare a una visione della città che possa imporre delle
condizioni e degli strumenti strutturali, a lungo termine, forse oggi magari le periferie
non si sentirebbero così distaccate di nuovo dall'Amministrazione Comunale come ci
siamo sentite prima che decidessero di votare il Movimento 5 Stelle per avere quel
famoso cambiamento che poi invece, insomma, diciamo che ad oggi nessuno vede.
Forse magari, sotto certi fronti, si sarebbe anche risparmiata questa figuraccia, perché,
diciamolo, diciamolo, anche a livello nazionale lei, sposando questa sfida politica,
insomma, direi che ad oggi ha meno credibilità di quanto ne potesse avere prima, però
questo è quello che credo, insomma, non ci vuole un genio per capire che laddove tu
imponi una posizione che non faceva parte di quello che era il Partito originario,
chiamiamolo così, il Movimento, di quelli che erano i principi, i valori, io ricordo lei e
Bertola qui a contestare le Olimpiadi 2006, noi fuori, insomma, e poi ritrovarsi a dire:
"No, facciamo le Olimpiadi", ma semplicemente per nascondere la mancanza di visione,
perché quello che poi, tra l'altro, attraverso le Olimpiadi si voleva fare, si voleva di
nuovo regalare alla città una visione effimera di un futuro che non c'è. Allora forse è
bene che…

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere.

MONTALBANO Deborah
… come tra l'altro … sì, concludo, Presidente. Dicevo, è bene, che come tra l'altro mi
pare stia iniziando a fare, questi incontri, no, con quelli che ritiene i suoi interlocutori,
con quelli che ritiene i portatori di interesse sulla città, per iniziare a proporre o
comunque a confrontarsi per visioni future. Magari poi, subito dopo aver incontrato
questi portatori di interessi, si ricordi che ci sono anche i cittadini, la realtà e i comitati
che possono essere altrettanto portatori di interessi per poter confrontarsi e costruire
proposte future per la città. Ho concluso.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Capogruppo Morano, ne ha facoltà per cinque minuti.

MORANO Alberto
Questo dibattito è sempre molto surreale sulle Olimpiadi. Io le voglio fare solo alcune
semplici domande, Signora Sindaco, la vicenda Asproni non le ha insegnato che le
bugie hanno le gambe corte? Non le hanno insegnato che mentire non porta da nessuna
parte? Perché quello che è successo sulle Olimpiadi è stata una grande bugia, un
inganno dato ai partecipanti a questa corsa. Lei non aveva i poteri per impegnare Torino
a una Olimpiade a tre. La delibera del Consiglio Comunale del luglio del 2018, diceva
espressamente, che Torino poteva partecipare alla corsa Olimpica solo da sola e con le
Valli olimpiche di Torino, e allora, perché non l'ha detto subito questo al Governo
quando gli hanno chiesto di partecipare a una corsa a tre? Perché non ha avuto il
coraggio di dire al Governo centrale: "Io non posso correre, io non ho l'autorizzazione
del Consiglio Comunale". Se lei non l'ha detto questo, allora doveva avere il coraggio di
venire in Consiglio Comunale e chiedere il voto al Consiglio Comunale per una corsa a
tre, perché, vede, non mentire è anche una prova di serietà. Lei ha messo alla berlina la
città perché, finché mette alla berlina se stessa, onestamente, a me non me ne importa
nulla, è una scelta sua, ma quando lei prende in giro i torinesi, quando lei dice qualcosa
di non vero, od omette di dire qualcosa di vero, solo perché non ha il coraggio di
affrontare la sua Maggioranza, solo perché non ha il coraggio di dire come stanno le
cose, questo non va bene nell'interesse della città, e avere ingannato i torinesi, aver
ingannato i giornali, aver fatto credere che Tonino veramente ha cercato di partecipare a
questa corsa a tre, fino a che non è stata messa nell'angolo, ma da che cosa? Se dal
giorno 1 le è stato detto dal Governo, ad un certo punto, dopo il 19: "Guarda che la
corsa è solo a tre, devi dirci sì, o no", lei questo coraggio di dire: "Non sono
autorizzata", non l'ha avuto e onestamente non è nemmeno corretto dire: "che la colpa è
anche di Chiamparino", perché io non sono un difensore del PD, però la corsa era della
città, quindi se non c'era il voto di Torino, poco poteva fare Chiamparino per Torino,
poteva correre per le Valli Olimpiche, forse, scavalcano Torino. Detto tutto questo,
Sindaco, non mi aspetto che lei oggi ci dica la verità, non l'ha detta prima, continuerà a
non dirla, però io vorrei sapere, e forse se non è politically correct chiederlo, che cosa
ne pensa l'Assessore Finardi di come si è comportata la Città in questa vicenda.

VERSACI Fabio (Presidente)
Capogruppo Sganga, ne ha facoltà per cinque minuti, prego.

SGANGA Valentina
Grazie, Presidente. Allora, io ricordo che durante la campagna elettorale che ci ha poi
portato ad amministrare questa città, uno dei discorsi più ricorrenti che abbiamo fatto,
era quello del descrivere la debolezza di chi aveva amministrato prima di noi,
relativamente al cercare un nuovo paradigma di sviluppo per questa città, no? E quindi
cercare di sostituire quello che era il modello industriale, manifatturiero, e quindi alla
crisi di quel modello, con un modello che era quello incentrato sui grandi eventi, e quel
tipo di argomento che corrispondeva poi alla realtà è stato vincente. Quindi quando
sento che noi abbiamo scontentato, o meglio, noi abbiamo accontentato, facendo dei
ragionamenti su quelli che dovevano essere i paletti per una corsa Olimpica solo 15
persone, io non credo che sia così, non credo che abbiamo accontentato 15 persone,
abbiamo accontentato le persone che nel 2016 hanno votato per noi. E soprattutto
quando sento parlare di città triste, di una Torino triste, di una Torino ferma, di una
Torino isolata, di una Torino periferica, di una Torino piccola, ma questa città è così da
due anni a questa parte? Cioè nel momento in cui chi amministrava prima ha preso una
sonora batosta elettorale, perché non ha capito che il problema di Torino era la Torino
povera, la Torino cassa integrata, la Torino in cui i giovani non lavoravano, continua e
persiste con quell'argomento lì? Cioè con l'argomento che a fare grande una città sono i
grandi eventi e gli eventi in generale e quindi passiamo ora, non so che ore siano, due
ore, sono due ore del Consiglio Comunale che stiamo sentendo parlare di eventi, solo
eventi in questa città…, cioè, quello che interessa la Minoranza di questo Consiglio
Comunale sono gli eventi e basta, e tutto il resto, tutto quello che viene portato avanti da
questa Amministrazione, non conta e le persone non contano, quindi io non credo che
abbiamo accontentato 15 persone, abbiamo dato voce a delle esigenze che erano nel
nostro programma e lo rivendichiamo con fierezza. E la corsa a tre, la corsa a tre, ma
cos'era? Era poco più di una gara di hockey, ma questo lo possiamo dire, lo possiamo
ribadire? Io credo che vada fatto. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Consigliere Fassino, ne ha facoltà per cinque minuti. Scusi, può schiacciare di
nuovo? Ho sbagliato a schiacciare. Prego.

FASSINO Piero
Va bene, ma io non ripeterò le considerazioni che ha già sviluppato il Capogruppo Lo
Russo, dico soltanto, come dissi già in una precedente discussione, che si ottiene una
candidatura, tanto più così impegnativa come quella Olimpica, se ci si crede e la verità è
che in questa candidatura non si è creduto e il Consigliere Lo Russo vi ha elencato tutti i
passaggi travagliati di questa discussione, che hanno dimostrato che non ci si credeva, e
in particolare non ci credeva un pezzo della Maggioranza dei 5 Stelle, e alla fine, quello
che è prevalso è una gestione fortemente condizionata da chi non ci ha creduto, al punto
che, appunto, noi siamo apparsi nel confronto di Milano e di Cortina, una Città assai
meno convinta della candidatura, non si è costruito un sistema di squadra che
coinvolgesse tutte le forze della Città, non si è chiamata a raccolta tutto ciò che poteva
essere chiamato a raccolta per far prevalere una candidatura, e alla fine è finita come è
finita. Ma, vede, io non voglio continuare su questo, voglio dirle un'altra cosa, voglio
dire che lei non ha perso solo la candidatura, perché perdere la candidatura è metafora di
un'assenza di progettualità, di visione, di idee sul futuro di questa città, checché ne dica
il Capogruppo dei 5 Stelle, perché qui non stiamo parlando solo degli eventi o dei non
eventi, perché io voglio sapere che fine ha fatto la Metro 2, rifiutata durante la
campagna elettorale, poi recuperata negli ultimi mesi, poi recuperata negli ultimi mesi e
adesso trasformata in una linea di bus. Vorrei sapere che cosa … vorrei sapere che fine
ha fatto il progetto che l'architetto Ratti …, (INTERVENTO FUORI MICROFONO),
no, è inutile che rida, sa? Forse è bene che sorrida di meno, ecco, comunque, è libera di
ridere, di piangere, di fare quello e quell'altro, però, a questo proposito, guardi che lei è
abituata a piangere, non io, chiusa la parentesi. Vorrei sapere …, sì, rispetto alle battute
che ha fatto qualche settimana fa, qualche giorno fa. Vorrei sapere che fine ha fatto il
progetto per la Cavallerizza che aveva fatto l'architetto Robiglio, come quello di via
Asti per Ratti, e le segnalo che lì l'investitore c'era, era quella Cassa Depositi e Prestiti,
che qui è stata accusata dai banchi dei 5 Stelle di essere uno speculatore immobiliare e
adesso è la punta di diamante del programma degli investimenti del Governo guidato
…, del Governo di cui fa parte il suo Partito. Vorrei sapere che fine ha fatto il progetto
che ha vinto lo Studio Gabetti, isola di trasformazione di Torino Esposizione. Vorrei
sapere le famose periferie a cui vi siete rivolte in campagna elettorale, che avete
promesso di rigenerare, che cosa state facendo? E non mi convince quello che ancora in
questi giorni ha dichiarato che il problema è di agire con interventi da agopuntura,
mettendo a posto giardinetti e marciapiedi. Insomma, quello che a me pare, è che
manchi un'idea dello sviluppo di Torino, della sua crescita, del suo futuro, questo è
quello che manca e la candidatura Olimpica mancata, è diventata metafora di questo.
Guardi, lei, adesso, sicuramente, ovviamente, replicherà, dirà che non è vero, non
accetterà…, ma guardi, che è quello che si dice nella Città, perché non parla solo lei con
il Collegio Costruttori, l'Unione Industriale, la Camera di Commercio, le fondazioni
bancarie, parliamo anche noi, e il giudizio generale che in questa città si sta dando, è
che questa città è guidata da un'Amministrazione che, nella migliore delle ipotesi,
gestisce mediocremente l'ordinaria Amministrazione, che non ha una progettualità, non
ha visione, non ha un'idea di dove portare questa città. Lei ha promosso una serie di
conferenze su dove sarà Torino nel 2030, vedremo se ci arriverà, nel frattempo non
appare chiaro qual è il cammino che… (INTERVENTO FUORI MICROFONO), scusi,
io non l'ho mai interrotta, non capisco che lei…, voglio dire…

VERSACI Fabio (Presidente)
Consigliere Carretto, per favore… Se vuole, si può prenotare…

FASSINO Piero
…che non fa parte nella vostra cultura la tolleranza, ma va bene, cioè voglio dire, ci
sono delle regole. Allora, io penso che questo sia il problema e quindi che non si è persa
soltanto una grande opportunità per la città, la candidatura Olimpica, ma che si stanno
perdendo via via opportunità, occasioni, non si fanno scelte, e che quindi la Città
rischia, guardi, lo dico senza nessuna particolare soddisfazione, perché io amo questa
città, come la ama lei e mi augurerei che questa città fosse in grado di essere invece
dinamica, innovativa e forte, come è giusto che sia, e come, diciamo, non solo è giusto,
come corrisponderebbe alle tante risorse e alle tante energie di cui questa città è ricca,
ma questo non sta avvenendo, perché le tante energie, le tante risorse di cui una città è
ricca, fruttano se chi la guida è in grado di indicare una strada, una via, una prospettiva,
mi pare che sia questo quello che manca.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Consigliere Giovara, ne ha facoltà per cinque minuti.

GIOVARA Massimo
Grazie, Presidente. Do il mio modesto contributo, piccolo, a questo dibattito, in cui
bisogna districarsi fra la verità, i dati di fatto e la narrazione, a beneficio dei giornali,
bisogna lasciarli parlare e permettergli di salvare ancora qualche 1-2% alle prossime
elezioni regionali. Allora, qui si tratta di parlare di due modelli, due modelli che si
possono sintetizzare in maniera molto semplice, il modello dello "spendi e spera" e il
modello del "verifica, controlla, fai un'analisi prima di spendere", e io preferisco il
secondo modello, per un semplice motivo, perché si sta parlando di soldi dei cittadini,
soldi di cittadini di una città che, come dicono le stesse Minoranze e noi condividiamo,
abbiamo trovato in declino e quindi mi chiedo, la spinta Olimpica che è partita nel 2006,
è finita nel 2016? Quando siamo arrivati noi? "Sì", mi rispondono di sì, ma i debiti sono
continuati, i debiti ci sono ancora e siamo qua a pagarli, quindi è una spinta Olimpica
che finisce 10 anni dopo, ma i cui debiti non finiscono e siccome noi preferiamo fare
attenzione a soldi che non sono nostri, che non mettiamo di tasca nostra, preferiamo
proporre un modello sostenibile, che, evidentemente, nel contesto italiano ancora non si
può fare, perché siamo ancora abituati a usare la carta di credito per fare le cose, a
indebitarci, a fare le rate. Ecco, io spero che, prima o poi, in questo Paese, in questa
città, si capisca che non si può continuare a spendere se le risorse non ci sono, se
abbiamo il tasso di disoccupazione giovanile più alto del Nord Italia eccetera, eccetera.
Per quanto riguarda la legacy, volevo fare una metafora ardita, ma non la faccio, ne
faccio un'altra. Io posso ereditare un rudere, posso ereditare un rudere e questo
immobile è diventato un rudere, perché quello prima di me non ha fatto manutenzione,
ma so che questo rudere è stato acquistato quando non era ancora un rudere, come il
MOI, la pista da bob, che fine hanno fatto, no, che cosa è successo di questa eredità? So
che, siccome sono stati spesi soldi pubblici dei cittadini, forse me ne devo prendere
cura, anche se sono dei ruderi e questa è fare la buona Amministrazione ed è questo
quello che abbiamo cercato di proporre. Purtroppo il contesto non è ancora questo e non
è passata. Per quanto riguarda il mio piccolo campo, quello che non viene seguito
pienamente da tutti quanti, che è il campo della cultura, abbiamo visto come questo
modello di "spendi e spera", è finito, abbiamo visto il Virtual Reality Multimedia Park,
che ha generato milioni di debito, abbiamo visto il Salone del Libro, che è in
liquidazione, questo è il modello che abbiamo ereditato. È chiaro che abbiamo paura a
spendere i soldi e a impegnare la città e chiediamo l'analisi costi-benefici di un evento
che ancora ci regala dei debiti quotidiani ed è per questo che il loro modello è perdente
e il nostro invece non lo è.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Consigliera Canalis, prego.

CANALIS Monica
Grazie, Presidente. Sono un po' allibita nell'ascoltare in quest'Aula dalla forza che ci
avrebbe sonoramente battuto alle elezioni del 2016 e che oggi governa il nostro Paese,
l'Italia, che qui a Torino non ci si poteva indebitare per fare le Olimpiadi, mentre a
Roma oggi noi stiamo indebitando l'intero popolo italiano con questa operazione di
allegra finanza prospettata nel documento di Economia e Finanza, il DEF e non per
un'operazione di sviluppo, non per un'operazione di sviluppo, è la vostra stessa forza
politica unita alla Lega, è la vostra stessa… (INTERVENTI FUORI MICROFONO).
Presidente, potrebbe mantenere l'ordine, gentilmente?

VERSACI Fabio (Presidente)
Scusate, scusate, scusate, chiedo…, rimaniamo sul tema, però.

CANALIS Monica
Le rispondo.

VERSACI Fabio (Presidente)
Si. Però, se parliamo di politica nazionale, poi tutti vogliono intervenire.

CANALIS Monica
Presidente, si è tirato in causa il debito, io… (INTERVENTI FUORI MICROFONO),
va bene, parlo sul tema. Le Olimpiadi a Torino rappresentavano…, però, abbia
pazienza, Presidente, non può interpretare a intermittenza il Regolamento. Posso
continuare?

VERSACI Fabio (Presidente)
Possiamo avere un po' di silenzio?

CANALIS Monica
Le Olimpiadi a Torino… (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

VERSACI Fabio (Presidente)
Per cortesia, basta… (INTERVENTI FUORI MICROFONO), invito i Consiglieri a non
parlare…, invito…, perfetto, Consiglieri, Consiglieri…, Iaria..., io, per favore,
Consigliere Iaria, Consigliere Lo Russo…

CANALIS Monica
Grazie, Presidente, riprendo l'intervento. Le Olimpiadi del 2026 per Torino e non solo
per Torino città, ma per tutta la Città Metropolitana e per le Valli Montane,
rappresentavano un'occasione di rilancio economico e di sviluppo. Il rilancio economico
si fa anche con i soldi e quindi …, che in questo momento i Consiglieri di Maggioranza
abbiano questa interpretazione esclusivamente contabile e si riducano a definire le
Olimpiadi solo come un debito per la città, dimenticando …, ma perché loro hanno
chiesto una Commissione d'Inchiesta sulle Olimpiadi 2006, che quelle stesse Olimpiadi
hanno lasciato infrastrutture, hanno lasciato palazzetti, hanno lasciato un passante
ferroviario, una linea della Metropolitana, una reputazione, una notorietà per le nostre
Valli, in termini anche di turismo ed immagine, mettere sotto tutto questo solo la
didascalia "debito", è alquanto riduttivo, ingeneroso e scorretto, nello stesso momento
in cui la stessa forza politica sta indebitando il Paese e non per un'operazione di
sviluppo, ma per finanziare assistenzialismo, evasori fiscali e clientele, questo non è
sviluppo, quello che invece si voleva fare a Torino con le Olimpiadi… (INTERVENTI
FUORI MICROFONO).

VERSACI Fabio (Presidente)
Scusate, scusate…

CANALIS Monica
Scusi, Presidente, però, mantenga l'ordine.

VERSACI Fabio (Presidente)
Lasciatela parlare, lasciatela parlare? Scusate (INTERVENTI FUORI MICROFONO),
colleghi, però, per cortesia, intervenite se volete intervenire, ma non fuori microfono.
Consigliere Sicari … Iaria, Consigliere Iaria…

CANALIS Monica
Quello stesso Governo che ha considerato Torino la Cenerentola d'Italia, la Cenerentola,
sia il vostro Movimento 5 Stelle, sia la Lega, per i quali Torino e il Piemonte sono del
tutto marginali. Io non ho sentito né il Sottosegretario con delega allo Sport, Giorgetti,
dire che Torino aveva… (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

VERSACI Fabio (Presidente)
Scusate… Allora, può intervenire…, scusate…, allora, scusate, scusate, dovrei cacciare
un bel po' di gente, anche da questa parte. No, non incomincio, sa che cosa faccio? Se
non smettiamo, se non riusciamo a stare in silenzio, io vado avanti con i punti e
interrompo la discussione. No, scusate, Consigliera Canalis, intervenga, ha ancora due
minuti, si prenoti e si rivolga alla Presidenza, grazie.

CANALIS Monica
Quello stesso Governo che ha considerato Torino la Cenerentola d'Italia. Io non ho visto
né il Movimento 5 Stelle, né la Lega riconoscere a Torino quel patrimonio
impiantistico, paesaggistico e di competenze che avrebbero reso grandi le Olimpiadi
2026 fatte a Torino; né la Lega, né il Movimento 5 Stelle. Per entrambe queste forze
politiche, evidentemente, il nostro territorio è del tutto marginale, nelle logiche politiche
e anche nei privilegi da assegnare, nella visibilità internazionale. Torino ha perso, non
per colpa di Fassino, non per colpa del PD e sicuramente non per colpa di Chiamparino;
la candidatura era della nostra Città e la nostra Città se l'è fatta sfuggire di mano perché
nessuno a Roma ci ha difesi.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Vicesindaca Montanari, prego.

MONTANARI Guido (Vicesindaca)
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Devo dire che ha ragione la nostra Capogruppo
quando dice che abbiamo parlato per due ore di eventi che, tutto sommato, sono lontani
dalla percezione dei cittadini, nella maggioranza di cittadini. Purtroppo mi trovo a
intervenire - avrei evitato questo intervento, sinceramente - ma sono intervenuto perché
quando in Aula si dicono cose molto inesatte sulla percezione, e soprattutto sul disegno
urbanistico e la divisione di questa città, beh, a quel punto, mi sento un pochino in
dovere di dover dire qualcosa. Io penso che il progetto di Olimpiadi sostenibili, senza
debito, che tornano su una città non così al centro dei flussi turistici ed economici del
nostro Paese, soprattutto con forti ricadute sul territorio, sarebbe stata esattamente
un'opportunità, anche se poi, in generale, le Olimpiadi hanno dimostrato nel corso di
questi anni di essere sempre fardelli molto pesanti, per tutte le città, non solo per
Torino. Però, tornando alle affermazioni che sono state fatte qui, quando si parlava di
Metro 2, di caserme, eccetera, vorrei smentire subito. Quando in campagna elettorale io
feci vedere quella famosa X della seconda Linea Metropolitana, che doveva condurre da
Orbassano a San Mauro, ho fatto esattamente quello che adesso..., sì, sta studiando il
territorio, sta proponendo - la Sindaca ce lo dirà meglio - quindi una scelta basata su dati
scientifici e di uso delle…, e non su dati elettorali, come forse nel primo progetto si
pensava. La caserma di via Asti io l'ho presa in mano: era un progetto molto
interessante di Ratti, avviato dall'Amministrazione precedente, che io non ho
assolutamente smentito, anzi, ho sviluppato, credo di aver portato nel meglio, messo più
verde, più attenzione alle piccole attività commerciali, alla memoria, alla possibilità di
usarlo per gli studenti, via così, P.E.C., quindi un bel progetto che sta andando avanti,
addirittura è in fase di presentazione, quindi ha già superato il controllo delle
Soprintendenze, la valutazione ambientale, cioè, è praticamente in arrivo. Ancora, con
Cassa Depositi e Prestiti noi stiamo lavorando, finalmente, su un progetto realizzabile di
Manifattura Tabacchi, per la quale le precedenti Amministrazioni, per due elezioni, per
due campagne elettorali, l'avevano già data per risolta; non lo era, 10 anni fa non lo era.
Adesso, forse, io dico forse,- e non propagando troppo le cose finché non le ho in mano,
questa roba qui sta andando avanti. Le grandi aree militari dismesse sono ora in
trasformazione. Di una parleremo il 14 dicembre, quando presenteremo i risultati del
concorso di idee internazionale per risolvere piazza Rivoli, cosa che, anche questa, io ho
discusso col Demanio. L'ho presa in mano in parte avviata, in parte no, l'abbiamo
portata avanti, è una cosa molto positiva. Cavallerizza, Cavallerizza abbiamo in mano il
progetto di Cassa Depositi e Prestiti, e non solo per la parte di loro proprietà, ma per
tutta la Cavallerizza, che in parte riprende alcune cose del gruppo Robiglio, in parte
introduce altre cose con più attenzione al territorio, con più attenzione ai cittadini, senza
fare parcheggi inutili, che invece la vostra Amministrazione aveva proposto, perché?
Perché pensavate a una riuso in senso di Grand Hotel per i cittadini forse di qualche
ricchezza, invece noi pensiamo più modestamente che possa essere al servizio dei
cittadini tutti, compresi gli studenti, compresi gli artisti, eccetera, avviando un processo
di sostenibilità, non solo architettonico e urbanistico, ma anche sociale, perché il
progetto che sta andando avanti in collaborazione con le mozioni del nostro Consiglio,
per pensare, tentare, una propria azione in termini collettivi di un bene che è di tutti, ma
che purtroppo è rimasto a lungo abbandonato, credo che sia un'operazione
estremamente interessante. AxTo, che ha portato sul territorio molte cose, noi, è vero,
abbiamo già qualche volta usato la parola agopuntura, che io personalmente non amo
tanto, ma che abbiamo trovato nei vostri documenti, quindi è una parola che avete usato
voi quando presentavate AxTo e noi abbiamo in qualche modo riutilizzato e portato
avanti. Abbiamo avuto la fortuna - questo lo riconosco alla precedente Amministrazione
- di aver avuto dei progetti già in fase praticamente esecutiva, e quindi li abbiamo
portati avanti e li stiamo portando alla fine. Questo per dire che a me non fa per niente
paura pensare a grandi cantieri che in questa città risolvono problemi, ma grandi cantieri
utili, non grandi opere inutili, cari amici della Minoranza. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Prego, Sindaca.

APPENDINO Chiara (Sindaca)
In realtà, velocemente, anche perché mi sembra che le cose che abbiamo detto oggi in
quest'Aula sono esattamente le stesse cose che abbiamo detto quando abbiamo discusso
la delibera consiliare, su cui legittimamente ci siamo espressi, ciascuno secondo
indicazioni, e peraltro, dire oggi che la candidatura, come dire, è saltata perché non
abbiamo accettato un emendamento delle Minoranze, ma in realtà l'emendamento più
forte delle Minoranze - come giustamente è stato ricordato dal Capogruppo Lo Russo -
era proprio sul tema, cioè della posizione politica diversa rispetto a un evento Olimpico
diffuso sul territorio, concentrato su un territorio. Io oggi ho chiarissima qual è la
posizione della Maggioranza su questo punto, che peraltro condivido; non mi è
chiarissima, onestamente, però, sicuramente, perché non l'ho percepito io, perché ci
sono probabilmente, anche, come dire, credo, in modo legittimo, sfumature diverse,
qual è la posizione di tutte le Minoranze. In Consiglio Metropolitano, la Consigliera
Canalis sicuramente se lo ricorda, addirittura mi è stato detto che avrei dovuto non
accettare la candidatura a tre, ritirare, praticamente, Torino prima, ma capisco, è un
processo molto complesso. Quindi io rivendico semplicemente - poi tutte le critiche
sono sempre accette, politiche - il fatto che abbiamo, ribadisco, corso per un risultato
sicuramente difficile. Io, come dire, non mi pento di averci provato, poi uno poteva
anche fare una valutazione di opportunità, e dire: "Ci giochiamo delle carte dove
sicuramente non partivamo vincitori", lo sappiamo benissimo, ricordiamoci quante volte
in quest'Aula lo abbiamo detto, l'ha rivendicato anche Sala personalmente, quindi,
voglio dire, credo che avesse tutto il modo di dirlo, lo avesse detto in modo trasparente
che Milano aveva iniziato a lavorare molto prima di Torino, quindi anche in accordo col
CONI.. Quindi noi ci siamo inseriti in un percorso che era partito dove probabilmente si
puntava su un'altra città. Abbiamo giocato, ribadisco, fino in fondo, con tutte le nostre
forze; Torino non è riuscita a portare a casa la candidatura da sola, con le sue Valli, ma,
ritorno a dire che il dibattito politico, più che su un metodo, dal mio punto di vista, per
carità, io mi assumo sempre la responsabilità di quello che avviene in questa città, e lo
ribadisco anche su questa candidatura, però, più che questione di metodo, il tema,
ribadisco, è sempre il merito, è sempre lo stesso nodo che discutiamo qui, cioè: è vero
che la città e i torinesi all'85% volevano le Olimpiadi, io l'ho sempre detto e lo
ribadisco, non sono altrettanto convinta, ma questo non è, come dire, il motivo per cui
ho fatto una certa scelta, che tutti quei torinesi vorrebbero le Olimpiadi a tre, ma non è
questo il punto, ovviamente, su cui uno decide, o non decide, qui non è il tema: hai
scontentato il 15, quindi, hai accontentato l'85%; il tema è se una candidatura di quel
tipo, che era totalmente diversa rispetto al percorso su cui noi abbiamo iniziato, fosse
un'opportunità, oppure no, e quali fossero le condizioni. Aggiungo solo su…, anche
perché, peraltro, Consigliere Morano, anche il Sindaco Sala aveva una delibera di
Consiglio che poneva dei paletti. Cortina neanche aveva la delibera di Consiglio.
Quindi, voglio dire, tutto il percorso che ha portato ad ottemperare a quanto aveva posto
il CONI è svanito nel momento in cui il CONI ha proposto una candidatura a tre, che
era ancora diversa rispetto quello che aveva deliberato il CONI stesso quando aveva
chiesto alle città di farsi avanti. Quindi, voglio dire, è iniziata una seconda fase,
evidentemente, anche su input del Governo, che io personalmente non ho condiviso, e
non condivido, e l'ho detto anche pubblicamente, quindi non ho nulla da nascondere in
quel senso. Solo due temi: a me dispiace che, come dire, si voglia anche
strumentalizzare in senso, come dire, largo, questa vicenda, però, Consigliere Fassino,
lei ha posto due esempi che proprio non stanno né in cielo, né in terra, perché sulla
seconda Linea della Metropolitana - la invito anche a partecipare perché mi dicono che
non c'era, alla Commissione del 25 ottobre , dove si affronterà il tema specifico - siamo
assolutamente nei tempi rispetto al bando che voi avete iniziato e rispetteremo quei
tempi, e con i risparmi, peraltro stiamo lavorando per partire con la fase 2. Quindi, mi si
può fare una critica rispetto al fatto che abbiamo cambiato idea? Questa, legittima,
politica, ma sul fatto che non si sta andando avanti, mi dispiace, la respingo al mittente,
perché lo dicono gli atti, la stessa cosa la diceva il Vicesindaco sulle trasformazioni
urbanistiche. Quindi, sicuramente si può fare un dibattito se Torino va avanti o non va
avanti, però le assicuro che ha scelto due esempi che proprio mi sento di, come dire,
assolutamente confutare, perché i fatti la smentiscano. Detto ciò, io mi auguro, appunto,
che il Consiglio, le Commissioni, possano continuare a dibattere anche sui temi che
sono stati posti in quest'Aula e ringrazio nuovamente tutti i Consiglieri e le Consigliere
che sono intervenuti anche con, come dire, decisioni, o meglio, sensibilità politiche
diverse, che poi, ribadisco, e su questo chiudo, mi sembra evidente che ci sia una parte
di questo Consiglio che legittimamente, magari anche una parte della Maggioranza,
sostenevano le Olimpiadi a tre; c'è chi, invece, non sosteneva le Olimpiadi a tre, e le
Olimpiadi a uno, e su questo, sostanzialmente, si è giocata la partita. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie.
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