| Interventi |
| PATTI Federica (Assessora) Buongiorno a tutti. Allora, in primis vorrei ricordare che le IPAB di qualunque tipo hanno tempo fino al 12 marzo 2019 per presentare alla Regione l'istanza di trasformazione a cui deve essere allegata la comunicazione con cui l'IPAB informa il Comune. La Regione quindi dovrà consultare il Comune il quale avrà 20 giorni di tempo per esprimersi, si tratta di un parere piuttosto superfluo nel caso di IPAB piccole aventi un valore medio di produzione inferiore ad un milione e mezzo di euro o grandi aventi un valore di produzione superiore ai 2 milioni di euro, visto che le trasformazioni in ente rispettivamente privati o pubblici è un obbligo di legge. Il parere del Comune può avere invece una qualche rilevanza nell'ipotesi di IPAB intermedie perché il Comune può esprimere eventuali proprie ragioni contrarie all'opzioni scelta dall'IPAB, il parere comunale però non ha valore vincolante per la Regione. Indipendentemente dal fatto di aver ricevuto o meno tale parere, decorsi i 20 giorni la Regione avrà 180 giorni di tempo per le ASP o 120 per le Fondazioni per avviare l'istruttoria sull'istanza presentata dall'IPAB, può chiedere chiarimenti ed integrazioni all'IPAB stessa per le consultazioni al Comune con sospensione dei termini ed emanare una DGR, una determina di approvazione della trasformazione. Tutto questo per arrivare poi al caso specifico per il quale mi è stata chiesta l'interpellanza e quindi il percorso che si svilupperò per almeno tutto il 2019 per quello che riguarda il protocollo al quale si riferisce immagino la Consigliera Artesio che è quello sulla promozione dell'allattamento, periodo in cui l'IPAB rimarrà attiva e vigente. Questo elemento rende spiegazione del fatto che ci sia convenzionati per la realizzazione di un progetto la cui importanza è ribadita in indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, del Ministero della Salute, dell'UNICEF e che è già stato ricompreso in una circolare del Comune di Torino del 2016 avente per oggetto allattamento al seno nei nidi di infanzia, le mamme che vogliono allattare al seno le bambine e i bambini nei nostri servizi sono le benvenute. Considerando che il progetto condiviso si orienta prevalentemente verso forme di promozione, divulgazione, formazione e aggiornamento sul tema dell'allattamento, è evidente come lo scioglimento dell'IPAB nel caso del suo venir meno progettuale non comporterà alcun danno soprattutto di tipo patrimoniale alla Città dovendosi al massimo riprogettare le forme di sostegno alla sensibilità per i percorsi di allattamento con altri soggetti cittadini già peraltro interessati al percorso. Il motivo per cui noi lo facciamo con risorse proprie, ovvero lo facciamo con alcune educatrici dei nidi, in realtà è che l'Opera Munifica ci ha aiutato moltissimo in questo progetto anche in un'ottica di mettere insieme realtà che non sono solo torinesi, ma per esempio afferiscono anche ad altri Comuni della Città Metropolitana, si è fatto quindi un protocollo di intesa fondamentalmente per rafforzare il rapporto (incomprensibile) più che altro per dare valore ad un progetto nel quale crediamo molto, ma chiaramente le condizioni rimangono quelle enunciate rispetto ai rapporti che ha il Comune con le IPAB. |