| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Sì, grazie. Il Consiglio Comunale di Torino è invitato, come già hanno fatto altri Consigli Comunali, a prendere parola anche sulla base di sollecitazioni di organizzazioni internazionali come Amnesty, ma anche di organizzazioni che si muovono nel profilo dell'educazione alla pace, sulla grave condizione che si protrae e si verifica rispetto alle popolazioni insediate sulla Striscia di Gaza e che vedono una grandissima condizione di sofferenza nei confronti dei palestinesi. La questione che qui viene prodotta riguarda gli incidenti che sono occorsi nella fase intercorrente tra il 30 marzo e il 15 di maggio, atti di carattere militare che hanno visto come vittime cittadini deceduti, molti in maniera significativa feriti, moltissimi in maniera ancor più significativa. Il numero dei caduti e il numero dei feriti è un numero che non può lasciare insensibili e che in modo particolare deve sollevare l'attenzione e la sensibilità civile e politica intorno ad un conflitto che vede contrapposti un esercito e una popolazione perché quando noi abbiamo all'interno degli scontri e delle manifestazioni un esercito armato e una popolazione armata soltanto di sassi è inevitabile l'asimmetria con la quale questo confronto e questo conflitto si consumano; un'asimmetria che quali che possano essere i giudizi sulle politiche degli stati e sulle condizioni delle popolazioni, non può lasciare insensibili le organizzazioni internazionali e infatti le organizzazioni internazionali hanno preso parola, non da oggi, e hanno da tempo chiesto un intervento, in modo particolare faccio riferimento all'intervento richiesto dalla Segreteria Generale dell'ONU che chiede, ha chiesto un'indagine indipendente proprio per verificare le condizioni di sofferenza che si consumano lungo la Striscia di Gaza. Il nostro documento è un documento quindi in linea con questi indirizzi e queste raccomandazioni internazionali e chiede tre cose: è un ordine del giorno politico, sulle materie di politica internazionale si può prendere la parola in termini di sensibilità e quindi di orientamento politico, chiede che la comunità internazionale si adoperi per far assumere ad Israele le proprie responsabilità per il trattamento della popolazione civile ed io voglio ricordare che accanto agli episodi che sono intercorsi nelle manifestazioni dal 30 di marzo al 14 di maggio la situazione della popolazione civile già appariva grave e già appariva al centro di molte denunce di Amnesty International per le forme di detenzione riservate alla popolazione civile e anche per le condizioni costanti di insicurezza in un territorio in cui il coprifuoco è così ricorrente da non riuscire a garantire nemmeno lo svolgimento delle primarie funzioni umane dalla frequenza delle istituzioni scolastiche, alle attività di cura presso gli ospedali. Quindi, il primo tema è il trattamento raccomandabile e raccomandato dalle organizzazioni internazionali, chiedere che la nostra posizione culturale, orientata alla composizione dei conflitti alla ricerca della pace, si realizzi anche su un piano economico con la sospensione delle forniture di armi e di attrezzature militari, che anche il nostro Stato come altri Stati di Paesi europei, ovviamente non faccio qui riferimento alle relazioni internazionali tra Stati Uniti e Stato di Israele, ma parlo del contesto nel quale possiamo agire come soggetto politico, quindi all'interno dell'Europa, che l'Italia come gli altri Paesi europei si impegnino alla sospensione della fornitura di armi per il Governo di Israele e in ultimo che i Governi Europei e le organizzazioni non governative possano farsi promotori di un canale umanitario che consenta di supportare gli ospedali locali e la fornitura di farmaci e di materiali medici. Come dicevo all'inizio, questo documento in forma simile, equivalente sollecitato e divulgato dalle organizzazioni internazionali di cooperazione e di solidarietà, è stato già discusso in altri Consigli Comunali e adottato in altri Consigli Comunali. ARTESIO Eleonora Intervengo per fatto personale perché il Consigliere Ricca nel commentare la proposta di ordine del giorno, di cui sono la prima firmataria, ha fatto riferimento alla sovrapposizione tra sionismo e antisemitismo ed io vorrei soltanto rassicurare, non dovrebbe essere necessario vista la storia della mia formazione politica e nel piccolo anche la mia piccola biografia, vorrei rassicurare che ogni qualvolta ci si dovesse trovare di fronte ad una manifestazione di antisemitismo si vedrà il Gruppo Consiliare Torino in Comune schierarsi contro ogni forma di discriminazione e allo stesso modo ogni qualvolta ci si troverà di fronte ad una bancarotta dell'umanità che vede contrapposto un esercito alle persone con una pietra, la mia persona e la mia formazione politica esprimeranno quanto ho espresso prima illustrando l'ordine del giorno e quindi non certo un'equidistanza. ARTESIO Eleonora (INTERVENTO FUORI MICROFONO). |