| Interventi |
| CANALIS Monica Sì, grazie, Presidente. Torino non è in crisi di vocazione e non ha bisogno di inventarsi altre vocazioni. In un Paese come l'Italia che è l'ottava potenza industriale del mondo, Torino sin dall'800 ha saputo, in particolare nel nostro Paese, interpretare la vocazione industriale, una vocazione allo sviluppo dell'industria, ma anche dell'innovazione tecnologica ed organizzativa. Anche oggi il motore della Città è la manifattura, sebbene i dati ci dicano che non sia più il settore dominante. Negli ultimi 30 anni, dopo essere stata una one company town, Torino ha saputo diversificarsi, quindi ha fatto un grande sforzo anche per diversificare gli orientamenti della propria industria, ma oggi senza dubbio necessita di una nuova rotta, necessita di una rivisitazione, di un ripensamento del suo modello di crescita. Infatti, ci sono numerosi segnali che ci dicono che stiamo perdendo posizione non soltanto a livello globale, ma anche a livello italiano in termini di competitività, di creazione di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro anche nell'industria. In particolare, osserviamo tutti che il baricentro dell'economia italiana e anche dell'economia industriale non è più il triangolo industriale di storica memoria posizionato su Milano, Genova, Torino, ma si è spostato ad est, sulla Lombardia, il Veneto e l'Emilia Romagna e Torino oggi è la città più cassaintegrata d'Italia. Ecco, questi dati, uniti a grandi fenomeni mondiali, impongono nuove sfide per la nostra Città, ed è quello che illustra la mozione che stiamo discutendo oggi. Qual è il contesto? Il contesto è quello dell'integrazione delle tecnologie digitali nel processo di produzione manifatturiera, la cosiddetta quarta rivoluzione industriale, industria 4.0. Non è certamente un fenomeno che riguarda soltanto il nostro Paese, ma che ha una dimensione globale con un fortissimo impatto sia sulle modalità di produzione, come abbiamo detto, sia sull'occupazione; qualcuno parla addirittura di una sorta di tecno disoccupazione mondiale che si sta abbattendo sull'economia soprattutto dei Paesi occidentali di più lunga tradizione industriale. Ecco, noi vorremmo evitare che Torino finisse in uno scenario tristissimo da Rust Belt americana. Abbiamo tutti presente quelle città industriali degli Stati Uniti come Detroit, Pittsburgh che dopo i fasti della grande industria nel corso del 900 oggi si ritrovano a vivere la desolazione e la marginalità economica. Non credo che sia questo il futuro di Torino e credo che questa desolazione possa essere evitata, ma solo se la nostra Città e la nostra Amministrazione è ben consapevole sia dei rischi, sia delle opportunità che l'industria 4.0 porta con sé: le tecnologie digitali, la robotica, l'intelligenza artificiale portano con sé. In particolare, pensiamo alla possibilità, non soltanto per l'industria, ma anche per il settore dei servizi, di poter fare pagamenti digitali, preventivazione digitale, di poter monitorare la produzione anche a distanza, di poter controllare anche dopo molto tempo il perché di un difetto della produzione risalendo nel tempo, la possibilità di elaborare in maniera molto più dettagliata e approfondita i dati in maniera tale da migliorare la produzione. I dati ci dimostrano anche che tutte quelle aziende che non si mettono al passo con queste innovazioni e quindi non assorbono le tecnologie digitali restano ai margini, mentre quelle che assorbono queste tecnologie hanno un notevolissimo incremento di produttività fino ad un +20% e di profitti fino ad un +25% e anche, ed è quello che maggiormente ci interessa, un aumento dell'occupazione, chiaramente su filoni nuovi rispetto al passato. Quindi questi cambiamenti non portano soltanto minacce alla tradizione economica e alla vocazione di Torino, ma possono anche portare una grande occasione di rilancio. Purtroppo, però i dati che ci offre l'Unioncamere Piemonte ci dicono che, al 31 marzo 2018, poche aziende torinesi e piemontesi avevano assorbito queste tecnologie ed, in particolare, poche aziende avevano approfittato dei grandi incentivi fiscali offerti dalla Legge di bilancio 2018. Quali sono questi incentivi? Sono incentivi che interessano in particolare l'acquisto di beni materiali, strumentali nuovi e l'investimento in formazione del personale da parte delle aziende; in cambio di questa formazione di questi acquisti - attenzione, effettuati entro la scadenza del 31 dicembre 2018 - ci sono grandissimi crediti di imposta finanziati dalla Legge di bilancio. CANALIS Monica Sì, purtroppo al 31 marzo solo il 37% delle imprese manifatturiere piemontesi possedeva una conoscenza di questo Piano Industria 4.0 e solo l'11% aveva già introdotto queste tecnologie, quindi siamo molto indietro rispetto agli obiettivi. Quale può essere il ruolo del Comune e degli altri Enti Locali? Perché questa mozione è stata approvata mercoledì scorso anche in Città Metropolitana. Non quello di essere mero spettatore di questo grande processo, ma di essere un attore, un protagonista e anche un regista del cambiamento. Quindi, noi con questa mozione proponiamo alla Sindaca e agli Assessori competenti tre azioni: la prima è essenzialmente un'azione informativa, capillare, coinvolgendo gli altri attori fondamentali della Città su questi temi, quali ad esempio: la Camera di Commercio, l'Unione Industriale, gli ordini professionali, il neocostituito Competence Center del Politecnico, gli incubatori di imprese, tutti quegli altri attori che possono farsi portatori di informazione sul Piano Industria 4.0. La seconda azione, invece, è di carattere promozionale, di marketing del territorio, al di fuori della cinta daziaria di Torino e della Città Metropolitana; quindi una sorta di strutturazione di un marchio che presenti Torino in Italia e nel mondo come una città 4.0 che ha le conoscenze, le competenze e la forza ... CANALIS Monica ... Per far fronte a questi processi. La terza azione - e concludo - riguarda invece un'attenzione mirata ai 100.000 studenti universitari dei due atenei che sono situati nella nostra città e che in larga misura, dopo aver ottenuto la laurea a Torino, lasciano la nostra città, quindi è importante che spieghiamo loro quali sono le opportunità specifiche, legate all'industria 4.0, che Torino può offrire per attrarli e farli rimanere qua ed aiutarli a creare qua le loro imprese. Davvero l'innovazione può permettere, può contribuire a trasformare Torino, a rilanciarla; noi crediamo che il rilancio industriale di Torino sia possibile, ed anzi sia una delle linee guida su cui dobbiamo puntare, perché è attraverso il rilancio industriale che noi possiamo, in particolare, creare nuovi posti di lavoro, grazie. |