| Interventi |
| TRESSO Francesco Grazie, Presidente. Sindaca Appendino, io ho trovato francamente deboli le sue delucidazioni oggi e credo che sia stato debole un po' tutto l'atteggiamento che lei ha tenuto dall'inizio di questa vicenda, lei dice c'è stato poco tempo, ma insomma poco tempo più o meno, relativamente perché di questo tema si dibatte da alcuni mesi ed io trovo che la sua posizione sia stata debole sotto il profilo politico innanzitutto nella capacità di gestione di questi rapporti, di questa visione proprio della Città e nella modalità con cui lei ha potuto moderare poi e concertare con la sua Maggioranza e soprattutto debole nel suo ruolo di rappresentante della Città intera, anzi dirò di più, della Città Metropolitana intera perché qui è stata proprio carente e mancante. Non ci venga a dire che sono cambiate le modalità da parte del CIO, lei non ha voluto condividere con la Città la valutazione di una scelta che era così importante per la Città, per Torino e ha costantemente tenuto all'oscuro noi come Consiglio che comunque tutta la Città rappresentiamo nel bene e nel male e poi non si è confrontata in termini istituzionali con quelli che sono i soggetti che del rilancio di Torino in un'occasione del genere possono co-protagonisti, le società di categoria sono già state citate, l'Unione Industriale, Confcommercio, gli Atenei, tutti quelli che in qualche maniera avrebbero potuto dare anche solo un parere in termini di opportunità che questo evento poteva fornire, ma perché non avete pensato fin da subito allora a fare uno dei vostri famosi sondaggi o referendum? Lei pensa davvero che la Città avrebbe speso un voto negativo ed è stato necessario tutto questo periodo per concertare poi quella che potesse sembrare una scelta più o meno condivisa? Si è mossa in maniera autarchica dall'inizio fin da subito respingendo al mittente quello che era stato uno studio che la Camera di Commercio aveva predisposto che, per carità, uno studio assolutamente perfettibile e proprio di prima fattibilità, però poteva essere una base di partenza anche solo per una concertazione, invece lei gentilmente l'ha rispedita al mittente mantenendo una situazione in stallo che ha indebolito molto la posizione di Torino. Poi dicevamo l'aspetto più grave è quello di non aver saputo gestire una Maggioranza dovendo chiedere l'aiuto ad un esponente di rango superiore per ricomporre le file e riuscire a sanare un diverbio con i ricalcitranti Consiglieri che erano dissidenti, ma noi davvero pensiamo che sia Di Maio che debba venire a Torino a dirci quali sono le opportunità per la Città e a cercare di tenere buona la sua Maggioranza? Questo è il livello politico della sua forza? E cosa succederà alla prossima occasione di conflitto, alla prossima frattura, sarà sulla scelta dei droni, sarà sulla prossima variante 106 per un supermercato o sarà qualcosa che riguarda (incomprensibile)? Non lo so, chiediamo sempre a Di Maio di venirci a dare un supporto? Anche la vicenda con cui è stata gestita la questione del dossier, lei si scusa perché la riservatezza è venuta meno, ma come fa a pretendere che la riservatezza è venuta meno quando ha gestito anche questa vicenda, mi scusi, ma con proprio l'approccio di casta che lei ha sempre fin dall'inizio della campagna elettorale voluto combattere. Questo dossier è stato dato alla sua Maggioranza perché era ovvio, perché si vedeva da settimane, tutti erano diventati super esperti, stavano a valutare quelli che erano gli aspetti tecnici specifici e stavano lavorando su questo, noi tenuti assolutamente all'oscuro, non solo, viene dato un affidamento diretto, è stato richiamato l'Architetto Sasso, 50.000 euro, dato direttamente a lui, porta questo Architetto alle riunioni della sua Maggioranza, che anche questo mi sembra proprio sotto il profilo istituzionale non proprio ineccepibile, ma questo è un signore che ha avuto come tecnico un incarico di svolgere un incarico professionale, tecnico, non politico. E quindi, ecco, poi lei si rammarica che sia venuto sui giornali, oggi stesso grazie al fatto che io le ho scritto due volte la settimana scorsa, ho chiesto anche al Presidente Versaci di avere la possibilità di visionare il dossier, ci viene dato sabato, ma probabilmente da quello che emerge e anche dalle sue dichiarazioni è già stato ulteriormente modificato, quindi ancora una volta non si vuole cercare quello spirito comunque di collaborazione e di concordia anche istituzionale che un evento del genere può rappresentare per la Città così come è stato richiamato, fu già nel 2006 in cui la Città ha davvero visto uno spirito anche di coesione e di capacità, di fare il sistema in senso positivo per portare a casa un risultato. Io temo che i segnali di crisi che sono emersi in seno alla sua Maggioranza e che oggi sono stati felicemente ricomposti grazie all'intervento del pompiere Di Maio in realtà siano segno di una crisi che è un pochino più profonda, da cui da tempo si iniziava a vedere qualche crepa anche all'interno della Maggioranza grillina, sono i cedimenti di un Gruppo che evidentemente si sente in difficoltà perché ha capito che non è riuscito ad incidere su tutto quel cambiamento che molto era stato sbandierato e certo non sono bastati due droni che sostituiscono i botti di San Giovanni perché le periferie sono quelle di prima, perché i supermercati in quest'anno sono fioccati, perché alla fine la Città non dà segni di discontinuità rispetto al passato e anche la gestione di questa vicenda ne dà dimostrazione piena, ma soprattutto mancano delle prospettive, c'è un grande parlare di questo evento, le Olimpiadi non sono la panacea di Torino, però se ne parla molto in assenza di un'alternativa, quali sono le alternative che abbiamo dato? Quali sono le speranze che abbiamo dato alla Città? Quali sono le visioni che abbiamo dato di questa Città? Nessuna e allora è chiaro che si parla molto di questo. Io spero che sarò contraddetto, ma purtroppo concordo invece con la visione del Capogruppo Napoli e la mia impressione è che questi giochi andranno a Milano, alle Valli andranno giusto i trampolini a Pragelato e il bob a Cesana e poi vedremo se la legacy sarà in grado da parte di chi li gestirà anche di almeno poter poi provvedere allo smantellamento di queste che sono ferite che sono ancora aperte, sappiamo dal 2006 e su cui non si è trovato modo poi di riuscire a fare dei progetti di recupero e questo non farà che aggravare anche un divario che anche a valle dell'Expo tra Torino e Milano si sta verificando e anche su questo che è un'eredità la famosa legacy che noi avevamo come capacità organizzativa, come competenze, guardi, chi le parla è stato progettista di un importante impianto olimpico, ma io le assicuro conoscendo un po' quel settore che c'è stato un momento di crescita formidabile di tutto un settore tecnico specifico su quegli eventi, proprio perché io davvero ci ho parlato col CIO, coi rappresentanti per capire come erano le condizioni, quali erano le situazioni, per capire come andavano fatte certe progettualità e anche per acquisirle e tutto questo noi lo andiamo a sperperare, non lo abbiamo valorizzato e purtroppo ne gioveranno i nostri vicini con cui forse allora piuttosto era meglio cercare un accordo fin da subito in un'ottica anche di un (incomprensibile) un pochino più esteso che vede con Torino e Milano la possibilità di collaborare, ma invece sono state fatte delle scelte tardive e non chiare che non hanno fatto altro che indebolire la posizione. Ora è difficile entrare nel merito tecnico del dossier intanto perché c'è stato fornito giusto un paio di giorni fa e poi perché probabilmente è di nuovo cambiato, mi limito a due brevi considerazioni, la prima è che comunque al di là di uno studio articolato quale, ci mancherebbe, deve essere anche come parte ricognitiva, mi sembra però che non emerga con forza con quello che deve essere un elemento di cucitura tra Torino e le sue Valli, in sostanza lei non ci può parlare di residenzialità diffusa come limitizzazione di territori montani e come limite di sviluppo per i territori montani, non basta la residenzialità diffusa, qui bisogna pensare ad insediare attività economiche che siano potenzialmente auto sostenibili, bisogna pensare ad uno sviluppo strategico del territorio sotto diversi profili turistici innanzitutto, ma anche localizzando delle attività e ovviamente facendo un distinguo tra fondovalle e borghi montani, bisogna pensare a quello che può essere delle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici, la rigenerazione del patrimonio edilizio, la difesa dal dissesto, un marketing insomma di tipo territoriale che possa declinare sul tema della legacy tutte quelle che sono le conseguenze sul territorio. Ma attenzione perché non bastano gli slogan a parlare di sostenibilità, vede, la sostenibilità non si fa parlando di plastic free o parlando di zero consumo del suolo, ma ci mancherebbe, ma la sostenibilità si misura, si verifica sull'ampiezza della scala di osservazione nello spazio e nel tempo, questo vuol dire fare un piano strategico sul territorio, ma questo mi sembra manchi almeno come linea di impostazione. Secondo punto, bene, vengo a sapere oggi di questa possibilità del bilancio olimpico a Thyssen, questo sarebbe sicuramente un elemento di ricucitura perché è nella direzione delle Valli, mi sembra però che ci sia stato secondo punto poco approfondito non con dovuta diciamo dovizia di elementi la questione della sicurezza che ormai assume un ruolo centrale nell'organizzazione di eventi rispetto al 2006 in cui è cambiato un contesto e vediamo ancora anche come (incomprensibile) successivi per esempio Vancouver nel 2010 ha speso cifre molto importanti per il tema della sicurezza, allora in che maniera contestualizzare il tema della sicurezza su quello che è terreno specifico di Torino e le sue Valli? Mi sembra che su questo non ci siano state delle valutazioni così approfondite. E poi sulla viabilità mi permetta però un'osservazione, ci mancherebbe, noi su questo abbiamo delle carte importanti, forse anche in questo senso come già abbiamo avuto modo di farle notare in occasione di un Consiglio non poi così lontano... TRESSO Francesco ...L'uscita di Torino, ho finito, dalla SAGAT della Società di gestione dell'aeroporto non è stata proprio una mossa così di visione perché anche qui c'è tutto un gioco, c'è tutto un campo che è quello anche dei voli low cost su cui si può costruire anche qui un tema importante di visibilità della Città e di potenzialità, ma certo non essere a quel tavolo in cui l'aeroporto della Città di Torino può decidere le proprie strategie mi sembra un elemento di debolezza, insomma in sostanza per concludere mi sembra che tutta questa vicenda sia stata giocata con approssimazione e con scarsa capacità di visione, se si decide di applicare dei processi perché sono complessi, perché non si è capaci di evitare gli sprechi, perché intanto poi gli appalti sono corrotti, queste sono le cose che ci siamo sentiti dire, allora rassegniamoci che Torino sarà un pochino più modesta e sarà una Città che i nostri figli vorranno abbandonare, non vorranno rimanerci. Io spero che poi verrò contraddetto, che in realtà questa sarà un'opportunità che prenderemo e che davvero lei vorrà coinvolgerci un pochino di più per cercare di gestirla al meglio. |