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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Luglio 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni della Sindaca su "Organizzazione per la candidatura di Torino ai Giochi Olimpici 2026 e del pre-dossier di cui si è avuto notizia tramite gli organi di stampa”.
Interventi
TRESSO Francesco
Grazie, Presidente. Sindaca Appendino, io ho trovato francamente deboli le sue
delucidazioni oggi e credo che sia stato debole un po' tutto l'atteggiamento che lei ha
tenuto dall'inizio di questa vicenda, lei dice c'è stato poco tempo, ma insomma poco
tempo più o meno, relativamente perché di questo tema si dibatte da alcuni mesi ed io
trovo che la sua posizione sia stata debole sotto il profilo politico innanzitutto nella
capacità di gestione di questi rapporti, di questa visione proprio della Città e nella
modalità con cui lei ha potuto moderare poi e concertare con la sua Maggioranza e
soprattutto debole nel suo ruolo di rappresentante della Città intera, anzi dirò di più,
della Città Metropolitana intera perché qui è stata proprio carente e mancante. Non ci
venga a dire che sono cambiate le modalità da parte del CIO, lei non ha voluto
condividere con la Città la valutazione di una scelta che era così importante per la Città,
per Torino e ha costantemente tenuto all'oscuro noi come Consiglio che comunque tutta
la Città rappresentiamo nel bene e nel male e poi non si è confrontata in termini
istituzionali con quelli che sono i soggetti che del rilancio di Torino in un'occasione del
genere possono co-protagonisti, le società di categoria sono già state citate, l'Unione
Industriale, Confcommercio, gli Atenei, tutti quelli che in qualche maniera avrebbero
potuto dare anche solo un parere in termini di opportunità che questo evento poteva
fornire, ma perché non avete pensato fin da subito allora a fare uno dei vostri famosi
sondaggi o referendum? Lei pensa davvero che la Città avrebbe speso un voto negativo
ed è stato necessario tutto questo periodo per concertare poi quella che potesse sembrare
una scelta più o meno condivisa? Si è mossa in maniera autarchica dall'inizio fin da
subito respingendo al mittente quello che era stato uno studio che la Camera di
Commercio aveva predisposto che, per carità, uno studio assolutamente perfettibile e
proprio di prima fattibilità, però poteva essere una base di partenza anche solo per una
concertazione, invece lei gentilmente l'ha rispedita al mittente mantenendo una
situazione in stallo che ha indebolito molto la posizione di Torino. Poi dicevamo
l'aspetto più grave è quello di non aver saputo gestire una Maggioranza dovendo
chiedere l'aiuto ad un esponente di rango superiore per ricomporre le file e riuscire a
sanare un diverbio con i ricalcitranti Consiglieri che erano dissidenti, ma noi davvero
pensiamo che sia Di Maio che debba venire a Torino a dirci quali sono le opportunità
per la Città e a cercare di tenere buona la sua Maggioranza? Questo è il livello politico
della sua forza? E cosa succederà alla prossima occasione di conflitto, alla prossima
frattura, sarà sulla scelta dei droni, sarà sulla prossima variante 106 per un supermercato
o sarà qualcosa che riguarda (incomprensibile)? Non lo so, chiediamo sempre a Di Maio
di venirci a dare un supporto? Anche la vicenda con cui è stata gestita la questione del
dossier, lei si scusa perché la riservatezza è venuta meno, ma come fa a pretendere che
la riservatezza è venuta meno quando ha gestito anche questa vicenda, mi scusi, ma con
proprio l'approccio di casta che lei ha sempre fin dall'inizio della campagna elettorale
voluto combattere. Questo dossier è stato dato alla sua Maggioranza perché era ovvio,
perché si vedeva da settimane, tutti erano diventati super esperti, stavano a valutare
quelli che erano gli aspetti tecnici specifici e stavano lavorando su questo, noi tenuti
assolutamente all'oscuro, non solo, viene dato un affidamento diretto, è stato richiamato
l'Architetto Sasso, 50.000 euro, dato direttamente a lui, porta questo Architetto alle
riunioni della sua Maggioranza, che anche questo mi sembra proprio sotto il profilo
istituzionale non proprio ineccepibile, ma questo è un signore che ha avuto come
tecnico un incarico di svolgere un incarico professionale, tecnico, non politico. E
quindi, ecco, poi lei si rammarica che sia venuto sui giornali, oggi stesso grazie al fatto
che io le ho scritto due volte la settimana scorsa, ho chiesto anche al Presidente Versaci
di avere la possibilità di visionare il dossier, ci viene dato sabato, ma probabilmente da
quello che emerge e anche dalle sue dichiarazioni è già stato ulteriormente modificato,
quindi ancora una volta non si vuole cercare quello spirito comunque di collaborazione
e di concordia anche istituzionale che un evento del genere può rappresentare per la
Città così come è stato richiamato, fu già nel 2006 in cui la Città ha davvero visto uno
spirito anche di coesione e di capacità, di fare il sistema in senso positivo per portare a
casa un risultato. Io temo che i segnali di crisi che sono emersi in seno alla sua
Maggioranza e che oggi sono stati felicemente ricomposti grazie all'intervento del
pompiere Di Maio in realtà siano segno di una crisi che è un pochino più profonda, da
cui da tempo si iniziava a vedere qualche crepa anche all'interno della Maggioranza
grillina, sono i cedimenti di un Gruppo che evidentemente si sente in difficoltà perché
ha capito che non è riuscito ad incidere su tutto quel cambiamento che molto era stato
sbandierato e certo non sono bastati due droni che sostituiscono i botti di San Giovanni
perché le periferie sono quelle di prima, perché i supermercati in quest'anno sono
fioccati, perché alla fine la Città non dà segni di discontinuità rispetto al passato e anche
la gestione di questa vicenda ne dà dimostrazione piena, ma soprattutto mancano delle
prospettive, c'è un grande parlare di questo evento, le Olimpiadi non sono la panacea di
Torino, però se ne parla molto in assenza di un'alternativa, quali sono le alternative che
abbiamo dato? Quali sono le speranze che abbiamo dato alla Città? Quali sono le visioni
che abbiamo dato di questa Città? Nessuna e allora è chiaro che si parla molto di questo.
Io spero che sarò contraddetto, ma purtroppo concordo invece con la visione del
Capogruppo Napoli e la mia impressione è che questi giochi andranno a Milano, alle
Valli andranno giusto i trampolini a Pragelato e il bob a Cesana e poi vedremo se la
legacy sarà in grado da parte di chi li gestirà anche di almeno poter poi provvedere allo
smantellamento di queste che sono ferite che sono ancora aperte, sappiamo dal 2006 e
su cui non si è trovato modo poi di riuscire a fare dei progetti di recupero e questo non
farà che aggravare anche un divario che anche a valle dell'Expo tra Torino e Milano si
sta verificando e anche su questo che è un'eredità la famosa legacy che noi avevamo
come capacità organizzativa, come competenze, guardi, chi le parla è stato progettista di
un importante impianto olimpico, ma io le assicuro conoscendo un po' quel settore che
c'è stato un momento di crescita formidabile di tutto un settore tecnico specifico su
quegli eventi, proprio perché io davvero ci ho parlato col CIO, coi rappresentanti per
capire come erano le condizioni, quali erano le situazioni, per capire come andavano
fatte certe progettualità e anche per acquisirle e tutto questo noi lo andiamo a
sperperare, non lo abbiamo valorizzato e purtroppo ne gioveranno i nostri vicini con cui
forse allora piuttosto era meglio cercare un accordo fin da subito in un'ottica anche di
un (incomprensibile) un pochino più esteso che vede con Torino e Milano la possibilità
di collaborare, ma invece sono state fatte delle scelte tardive e non chiare che non hanno
fatto altro che indebolire la posizione. Ora è difficile entrare nel merito tecnico del
dossier intanto perché c'è stato fornito giusto un paio di giorni fa e poi perché
probabilmente è di nuovo cambiato, mi limito a due brevi considerazioni, la prima è che
comunque al di là di uno studio articolato quale, ci mancherebbe, deve essere anche
come parte ricognitiva, mi sembra però che non emerga con forza con quello che deve
essere un elemento di cucitura tra Torino e le sue Valli, in sostanza lei non ci può
parlare di residenzialità diffusa come limitizzazione di territori montani e come limite di
sviluppo per i territori montani, non basta la residenzialità diffusa, qui bisogna pensare
ad insediare attività economiche che siano potenzialmente auto sostenibili, bisogna
pensare ad uno sviluppo strategico del territorio sotto diversi profili turistici
innanzitutto, ma anche localizzando delle attività e ovviamente facendo un distinguo tra
fondovalle e borghi montani, bisogna pensare a quello che può essere delle azioni di
contrasto ai cambiamenti climatici, la rigenerazione del patrimonio edilizio, la difesa dal
dissesto, un marketing insomma di tipo territoriale che possa declinare sul tema della
legacy tutte quelle che sono le conseguenze sul territorio. Ma attenzione perché non
bastano gli slogan a parlare di sostenibilità, vede, la sostenibilità non si fa parlando di
plastic free o parlando di zero consumo del suolo, ma ci mancherebbe, ma la
sostenibilità si misura, si verifica sull'ampiezza della scala di osservazione nello spazio
e nel tempo, questo vuol dire fare un piano strategico sul territorio, ma questo mi
sembra manchi almeno come linea di impostazione. Secondo punto, bene, vengo a
sapere oggi di questa possibilità del bilancio olimpico a Thyssen, questo sarebbe
sicuramente un elemento di ricucitura perché è nella direzione delle Valli, mi sembra
però che ci sia stato secondo punto poco approfondito non con dovuta diciamo dovizia
di elementi la questione della sicurezza che ormai assume un ruolo centrale
nell'organizzazione di eventi rispetto al 2006 in cui è cambiato un contesto e vediamo
ancora anche come (incomprensibile) successivi per esempio Vancouver nel 2010 ha
speso cifre molto importanti per il tema della sicurezza, allora in che maniera
contestualizzare il tema della sicurezza su quello che è terreno specifico di Torino e le
sue Valli? Mi sembra che su questo non ci siano state delle valutazioni così
approfondite. E poi sulla viabilità mi permetta però un'osservazione, ci mancherebbe,
noi su questo abbiamo delle carte importanti, forse anche in questo senso come già
abbiamo avuto modo di farle notare in occasione di un Consiglio non poi così lontano...

TRESSO Francesco
...L'uscita di Torino, ho finito, dalla SAGAT della Società di gestione dell'aeroporto
non è stata proprio una mossa così di visione perché anche qui c'è tutto un gioco, c'è
tutto un campo che è quello anche dei voli low cost su cui si può costruire anche qui un
tema importante di visibilità della Città e di potenzialità, ma certo non essere a quel
tavolo in cui l'aeroporto della Città di Torino può decidere le proprie strategie mi
sembra un elemento di debolezza, insomma in sostanza per concludere mi sembra che
tutta questa vicenda sia stata giocata con approssimazione e con scarsa capacità di
visione, se si decide di applicare dei processi perché sono complessi, perché non si è
capaci di evitare gli sprechi, perché intanto poi gli appalti sono corrotti, queste sono le
cose che ci siamo sentiti dire, allora rassegniamoci che Torino sarà un pochino più
modesta e sarà una Città che i nostri figli vorranno abbandonare, non vorranno
rimanerci. Io spero che poi verrò contraddetto, che in realtà questa sarà un'opportunità
che prenderemo e che davvero lei vorrà coinvolgerci un pochino di più per cercare di
gestirla al meglio.

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