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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Luglio 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni della Sindaca su "Organizzazione per la candidatura di Torino ai Giochi Olimpici 2026 e del pre-dossier di cui si è avuto notizia tramite gli organi di stampa”.
Interventi
CARRETTA Domenico
Grazie, Presidente. Allora, intanto mi scuso sin da subito perché poi dovrò abbandonare
l'Aula perché ho un appuntamento, quindi non ho potuto rinviare questo appuntamento;
aspettavo di discutere da un po' di tempo questo problema, da tre mesi circa che sto
aspettando di discutere. Però, guardi, io contrariamente a quello che hanno detto i miei
colleghi io sono convinto che alla fine, spero, la scelta cadrà su Torino. Sono convinto
perché quando qualcuno si presenta ad un lavoro e presenta un curriculum, al di là delle
sciocchezze, dei teatrini a cui siamo stati costretti ad assistere in questo periodo ciò che
conta è anche l'esperienza passata e allora tutto ciò che viene sottolineato in quest'Aula
come un qualcosa di brutto, sporco e cattivo evidentemente non è così brutto, sporco e
cattivo, perché se l'80% dei torinesi, percentuali un tempo si diceva bulgare, ma adesso
è cambiato il mondo, diremmo più da Rousseau, visto i risultati quando vi hanno
chiamato ad esprimervi sul contratto di Governo. Ecco, se quella percentuale di torinesi
chiede ancora di puntare sulle Olimpiadi evidentemente quell'esperienza non deve
essere stata proprio un'esperienza da buttar via; un'esperienza certo da correggere, sono
passati 12 anni, ci mancherebbe altro, ed è condivisibile anche lo sforzo che viene fatto
per cercare di apportare dei migliorativi alla proposta che - sono finalmente contento -
domani partirà. Però dei problemi ci sono. Guardate, io ho ascoltato e più che altro ho
osservato con attenzione l'intervento della Sindaca: tante volte i gesti, gli sguardi, le
parole sono estremamente eloquenti. Io capisco il travaglio ideologico che ha
caratterizzato soprattutto chi ha un senso di responsabilità come quello della Sindaca.
Però vede, Sindaca, lei oggi in Sala Rossa non ha parlato alla Città, ha parlato alla
Maggioranza, alla sua Maggioranza: con gli sguardi continuava a guardare la
Maggioranza, continuava a ripetere parole di stima nei confronti del lavoro che è stato
fatto in due giorni tumultuosi con urla ed altro, continuava a chiedere una gratificazione
nella Maggioranza e quindi il permesso ad andare avanti; quindi anche quel coraggio,
quella credibilità che io chiedo al Sindaco, da molto tempo, anche in Sala Rossa è
venuta meno. Certo, lei aveva poco da indirizzare lo sguardo, le parole a noi: sa che noi
siamo assolutamente favorevoli alle Olimpiadi; sa che noi appoggiamo le Olimpiadi da
un po', sa che le abbiamo offerto anche una, volgarmente detta, stampella in termini di
numeri e lei ha continuato a guardare alla Maggioranza. Ha continuato a rassicurarli con
uno sguardo come si fa con i propri figli e capisco, però vede, Sindaca, quando lei si
mette in squadra 24, 25 guerrieri del no, no di tutto, no tutto, ma vuole mica che tutti
questi no avessero prodotto un sì così grande e così ambizioso per la Città? Ma cosa
stiamo dicendo? E allora io capisco anche i 12 punti, cioè dico anche che qualcuno
prima di voi si è fermato a 10, è stato meno ambizioso di voi. Voi siete andati oltre, ma
è un contentino, perché, guardate, noi quei punti che avete sottolineato li
sottoscriviamo. Noi sottoscriviamo tutto ciò che di utile può arrivare per la Città e lo
facciamo senza che arrivino Commissari da fuori. Lo facciamo con una voce unica
perché quando uno ha un'ambizione così importante, quando ha un equilibrio così
importante pensa anche che ci debba essere un'intera città dietro e invece no. Invece io
continuo a sentirmi parte di una città che lei non rappresenta e questo, l'ultimo tassello,
Sindaca, a me sarebbe piaciuto che la Sindaca della Città medaglia d'oro alla
Resistenza, nelle passate settimane, esprimesse anche una parolina su quello che è
successo in piazza Castello con i manifesti e gli striscioni di Forza Nuova. Mi sarebbe
piaciuto sentirmi rappresentato dalla Sindaca con le parole di presa di posizione vera sui
porti, allora io capisco il suo imbarazzo che adesso è diventato anche un imbarazzo non
solo ideologico, è diventato anche un imbarazzo di tipo governativo. Eppure lei con tutti
questi elementi: tra droni, per carità - importanti per quella che è la visione della Città -
sta dimostrando di non essere la Sindaca di tutti, lo sta dimostrando da un po' di tempo,
lo sta dimostrando da troppo tempo e allora noi offriamo un aiuto concreto per una
visione perché, guardate, le Olimpiadi, parlare di Olimpiadi, ad un certo punto si è
ricominciato a parlare di Olimpiadi, io non me lo sarei aspettato, non mi sarei mai
aspettato nemmeno tutto l'afflato che ha caratterizzato anche la discussione e anche
l'entusiasmo della Città, mi sarei aspettato naturalmente le vostre prese di posizione, le
cose ridicole che ho sentito, me le aspetto, me le aspetto...

CARRETTA Domenico
Non abbiamo un po' di tempo? Ah, cinque minuti o dieci? Vabbè, io sfrutto un po' di
tempo anche perché manca il Capogruppo, ecco. Finisco. Allora, puntare sulle
Olimpiadi è diventato l'ultimo tentativo che abbiamo per dare una prospettiva a questa
Città, è diventato l'ultimo tentativo. E allora, Sindaca, noi continuiamo a dire che le
nostre parole di sostegno alle Olimpiadi non saranno solo parole di sostegno, ma si
concretizzeranno nei fatti. Io sono convinto che il 2006 è stata una grande esperienza,
non sono convinto solo io, ma ne è convinta tutta la Città e voi dimostrate di essere in
completo disaccordo con la Città, in sintonia con alcuni pezzettini, quindi ben vengano
le piste ciclabili, ben venga tutto ciò che fa da contorno e da steccato ideologico e che
rende forte, fortissima questa Maggioranza, granitica, oserei dire quasi; tutte le vostre
idee sulla mobilità, tutto, tutto, mi sarei aspettato delle parole di condanna nella parte
del dossier relative all'infrastrutturazione che Torino ha ricevuto negli ultimi anni e
quindi dei benefici che Torino ha ricevuto. Niente, c'era da dare un contentino a loro, io
la capisco, Sindaca, c'era da dargli un contentino, c'era da chiamare il Commissario da
Roma; però vede, quando una Sindaca è costretta a chiedere l'aiuto da casa, quando una
Sindaca in Aula parla rivolta solo verso una parte dell'Aula, quando una Sindaca usa
certe parole e quindi rende poco vera, poco forte quella che è la candidatura non può
essere la nostra Sindaca. Il nostro augurio è che le Olimpiadi, però, diventino le
Olimpiadi di tutti, diventino le Olimpiadi di una Città e di un territorio che ne ha
davvero bisogno.

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