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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Luglio 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni della Sindaca su "Organizzazione per la candidatura di Torino ai Giochi Olimpici 2026 e del pre-dossier di cui si è avuto notizia tramite gli organi di stampa”.
Interventi
VERSACI Fabio (Presidente)
Possiamo procedere con il prossimo punto all'Ordine del Giorno che sono le
comunicazioni della Sindaca sulle organizzazioni della candidatura di Torino ai Giochi
Olimpici 2026. Prego, Sindaca.

APPENDINO Chiara (Sindaca)
Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri e le Consigliere per questa discussione che
avverrà oggi e ringrazio anche per avere pazientemente atteso questo momento, ricordo
che la Capigruppo lo scorso lunedì ha concesso su mia richiesta il rinvio ad oggi.
Ringrazio anche i Comuni Olimpici che è stato svolto e tutti coloro che hanno reso
possibile sostanzialmente chiudere questo dossier che domani sostanzialmente verrà
inviato rispettando la scadenza del CONI. Un ringraziamento particolare lo voglio fare a
tutti coloro che hanno contribuito a questo lavoro soprattutto esprimendo dubbi legittimi
e preoccupazioni che sempre servono per cercare di migliorare il lavoro. Due
precisazioni sul metodo, come sapete è cambiata la procedura di candidatura, quindi noi
in questa fase siamo nella fase in cui la Città ha mandato la manifestazione di interesse e
siamo entrati nella cosiddetta fase di dialogo, fase che consente alla Città e ai Comitati
Olimpici di esplorare le opportunità e benefici, allo stesso tempo consente al CIO di
comprendere sostanzialmente quali sono i modelli che vengono proposti dalla Città che
manifestano il proprio interesse e quindi è questo uno dei motivi per cui non è stato
possibile coinvolgere così come avreste voluto, mi rivolgo a Maggioranza e Minoranza,
gli organi politici e per questo ovviamente mi scuso, cosa accadrà però sostanzialmente?
Accadrà che come dicevo prima domani verrà inviato il dossier di candidatura al CONI
rispettando questa scadenza del 3 e successivamente in base alle decisioni del Governo
del CONI verrà comunicata alla Città l'eventualità di procedere con il dossier di
candidatura, questo è un lavoro sicuramente più completo e sicuramente vedrà un
maggior coinvolgimento da parte in particolare del Consiglio Comunale che riguarda
evidentemente le decisioni della Città di Torino. Mi spiace molto e mi scuso nei
confronti del Consiglio che i dossier peraltro non definitivi siano stati pubblicati sui
giornali prima che molti Consiglieri potessero averne una copia, lo dico perché anche
oggi non potrò entrare nel merito specifico del dossier essendo il dossier un documento
riservato che verrà consegnato domani al CONI e verrà spiegato nel suo dettaglio il 4,
quindi dopo la consegna, in una Conferenza stampa pubblica. Mi limito ovviamente a
riprendere alcune tematiche che ritengo invece necessarie anche per favorire la
discussione che oggi avverrà. Quali sono secondo noi i punti di forza di questa
candidatura che riguarda ovviamente il territorio metropolitano della Città di Torino e i
suoi Comuni Olimpici? Intanto il tema della doppia legacy e voglio specificare perché,
noi abbiamo il vantaggio di avere delle strutture che sono già sostanzialmente a
disposizione, quando parliamo di strutture, quindi di legacy materiale intendiamo le
strutture che sono gli impianti, intendiamo le strutture che sono sostanzialmente quelle
dei trasporti, per cui non è previsto all'interno del dossier un'infrastrutturazione nuova,
ma intendiamo anche quella che è legacy immateriale e qui vorrei intervenire, è
assolutamente errato secondo me e questo lo continuo a dire pensare che tutto quello
che è stato fatto nel 2006 sia giusto, lo dico perché non dobbiamo avere paura di dire
che cosa ha funzionato e non ha funzionato e questo non è l'oggetto del dibattito di
oggi, ma quando si parla di legacy che è un valore competitivo che noi abbiamo come
territorio si intende dire che questa Città e questo territorio ha già fatto un evento di
questo tipo e quando fa un evento di questo tipo evidentemente ha un'eredità, eredità
che in parte è positiva, eredità che in parte non è positiva perché qualcosa non ha
funzionato, ma il poter fare una cosa una seconda volta è quello che ti permette di avere
più tempo per dedicarti a quello che non ha funzionato, questo significa che noi
abbiamo delle infrastrutture che sono già pronte su cui dovremmo intervenire con
(incomprensibile) e questo ci darà più tempo per gestire il posto olimpico ed è
un'opportunità, questo significa che nell'ambito della gestione possiamo imparare da
quello che non ha funzionato e ci permetterà di avere un modello alternativo, allora
questo è il tema della doppia legacy di cui noi dobbiamo essere, dal mio punto di vista,
contenti e felici perché ci dà un valore aggiunto rispetto ad eventuali altre candidature,
perché ci permette di poter incidere su quello che non ha funzionato e provare a
costruire un modello alternativo, piacerà, non piacerà, io credo che la forza in un
territorio che ha già fatto qualcosa di questo tipo sia proprio nell'essere coerente,
comprendere cosa ha funzionato e lavorare su quello che non ha funzionato. La legacy
sicuramente ci permette di avere un terzo punto di forza, come dicevo prima, il budget
contenuto, questo perché non è previsto di infrastrutturare ex novo dal punto di vista dei
trasporti, cosa che invece altri territori dovrebbero fare, quindi un minore investimento
da parte del pubblico, ci permette sicuramente di avere un budget contenuto perché
anche dal punto di vista dei villaggi, quindi parlo ovviamente del tema dei villaggi
olimpici sia nel territorio nostro, sia in quello montano non prevediamo di costruire
nulla ex novo e questo significa essere forti sul terzo punto e cioè il tema della fedeltà
all'Agenda 2020 del CIO. Questa vuole essere una proposta in cui noi proponiamo un
evento di sostenibilità ambientale e sensibilizzazione resilienza climatica con un grande
progetto di rigenerazione urbana, con orgoglio dico che grazie anche allo stimolo di
alcune persone, in particolare i Consiglieri di Maggioranza, abbiamo deciso di togliere il
Parco del Valentino e lo riteniamo un elemento positivo perché da un lato sicuramente
un evento deve essere attrattivo e deve essere dal punto di vista dell'immagine
spettacolare, ma il nostro punto di forza in questo modello vuole essere che siamo
sostenibili e quindi non prevediamo innevamenti urbani perché guardando il 2026 non
possiamo immaginare visti i cambiamenti climatici che l'elemento di forza nella
candidatura sia l'innevamento urbano, dobbiamo sfruttare evidentemente quello che c'è
all'interno delle nostre montagne, anche per questo grazie alla coerenza con l'agenda
2020 immaginiamo ovviamente di avere un'olimpiade che sia vicino e attenta ai temi
dell'ambiente, penso al tema dell'elettrico, alla sostenibilità e la mobilità nuova,
all'ospitalità diffusa che è quello che ci permette di non dover costruire ex novo un
modello assolutamente innovativo che è l'altro punto di forza. Il modello che noi
immaginiamo grazie ovviamente al lavoro fatto anche con gli altri Comuni è un modello
dove noi utilizziamo questo evento in modo, come dire, sistematico per far sì che questa
Città, questo territorio possa crescere grazie all'uso di tecnologie 4.0, penso al tema
della blockchain, tutti sistemi che possiamo utilizzare oggi per intervenire sul controllo
della spesa che è un tema che preoccupa rispetto a quanto è accaduto nel 2006, quindi
nell'ottica del 2026 avremo nuove tecnologie che ci permetteranno anche di avere un
maggior controllo e maggiore trasparenza della spesa. La doppia legacy è questo ed è un
qualcosa che abbiamo solo noi come territorio e che credo che sia un qualcosa che ci
deve, come dire, tenere insieme e non dividere. Cosa c'è nel dossier? Nel dossier ci
sono i costi dell'evento, sia dell'evento, quindi dei giorni dell'evento, sia della
preparazione dell'evento. Ribadisco, praticamente nessuna risorsa per interventi sui
trasporti perché è un intervento di rigenerazione, quindi faremo interventi di
manutenzione, praticamente nessun costo per costruire ex novo, ma anzi recuperiamo
ciò che c'è, tutte le location coinvolte sono state condivise con i territori e questo credo
sia un valore aggiunto e ringrazio in particolare i Comuni ovviamente olimpici e i
Sindaci, ciascuno di loro ha lavorato sul proprio territorio ed identificato le location e ha
fatto una proposta condivisa con la comunità che rappresentano. Per quanto riguarda la
Città di Torino ovviamente andremo nel dettaglio il 4, noi abbiamo cercato di tenere
insieme le esigenze di rigenerazione urbana del nostro territorio con quello che è
l'accompagnamento all'evento, non a caso il villaggio olimpico è previsto a Thyssen in
quell'area, lo dico perché quest'area è un'area di trasformazione industriale in capo
come conoscete a corso Regina Margherita, a zona nord di Torino che è un tema
centrale su cui noi vogliamo intervenire nell'ambito ovviamente di questo evento
olimpico, zona nord dovrà essere centrale e questo evento vuole essere un tentativo di
intervenire in una zona che è in grandissima difficoltà. Cito l'area ex Thyssen perché
riteniamo che potrebbe essere davvero un qualcosa per ricucire una ferita, una ferita che
è sia della Città che dell'Italia; il progetto prevede la bonifica dell'intera area e la
creazione di un polo dedicato alla sicurezza sul lavoro con polo di ricerca, sviluppo e
formazione. Questo perché nell'ambito appunto del progetto che abbiamo costruito e
che stiamo proponendo l'olimpiade non vuole essere solo un momento in cui in qualche
modo andremo a riqualificare dal punto di vista della residenza universitaria nel posto
olimpico o com'è stato giustamente detto dal punto di vista della residenza pubblica, ma
vogliamo che questo sia anche un momento per essere competitivi dal punto di vista
dell'attrazione degli investimenti e quindi lì in quel luogo oltre ad intervenire per
ovviamente fare un villaggio olimpico, vogliamo intervenire affinché si possa creare un
polo dedicato alla sicurezza sul lavoro e quindi ricerca, sviluppo e formazione.
Ovviamente il villaggio olimpico in questo caso si prevede che le destinazioni future
siano edilizia sociale, social housing, silver housing, silver co-housing, servizi e spazi
dedicati all'uso temporaneo di attività e di imprese. È previsto un progetto di
ecoquartiere autosufficiente resiliente costituito da edifici attivi che superano le linee di
coordinamento europeo facendo un esempio internazionale di ecosostenibilità urbana
per residenza, ricerche ed artigianato, esattamente come previsto da Agenda 2020. Cosa
significa? E qui chiudo. Significa che quello che noi cerchiamo di fare in questo caso è
un evento che superi la sua definizione di un evento di 15 giorni, questo tentativo e
questo modello che abbiamo costruito e ringrazio davvero tutti coloro che vi hanno
lavorato volessero un qualcosa che ci indica un percorso che si sovrappone in modo
esatto rispetto alle linee strategiche di Torino 2030, attrazione di investimento,
tecnologia 4.0, residenzialità diffusa, avvicinamento allo sport per tutti, metodo nuovo
per gestire grazie appunto alle nuove tecnologie, all'ospitalità diffusa e quindi interventi
di sicurezza che ci permettono di testare le nuove tecnologie grazie al lavoro fatto
dall'Assessora Pisano, in particolare Torino City Lab. Vogliamo sovrapporre, non
lavoriamo per le Olimpiadi, lavoriamo su Torino 2030 che è coerente rispetto alla nostra
visione delle Olimpiadi. Io credo davvero che ci sia stato veramente poco tempo e non è
stato facile riuscire a rispettare questa scadenza del 3 di luglio, ma credo che questa sia
un'opportunità unica e molto importante per il nostro territorio, non tanto perché stiamo
lavorando per ottenere una candidatura, ma perché all'interno di questo dossier,
all'interno di questo lavoro noi stiamo delineando quali sono le linee guida della nostra
Città e sono l'innovazione, sono l'industria 4.0, sono i poli di ricerca, sono la
rigenerazione urbana e sono il recupero delle nostre infrastrutture. Allora, tenendo
insieme questi due elementi, tenendo insieme Agenda 2020, Torino 2030 e linee di
sviluppo di questa Città allora le Olimpiadi possono essere uno strumento e le
Olimpiadi possono essere un'occasione per permettere alla Città di procedere con la sua
vocazione senza dimenticare quello che non ha funzionato in passato e utilizzando
quello che non ha funzionato in passato per non ripetere gli errori, non a caso un
elemento di novità credo sia nella proposta che noi facciamo sia proprio il fatto che noi
prevediamo di non fare debito e questo credo che sia un tema di molta importanza
perché vogliamo evitare che un'eredità possa pesare e quindi che la doppia legacy, che
sarà poi terza legacy, possa essere tutta favorevole nei confronti dell'Amministrazione
non solo torinese, ma dell'intero comparto delle montagne. Il lavoro è stato davvero
complesso, riassumo dicendo che credo che questa sia un'occasione per l'area nord
della nostra Città in particolare, credo che sia un'occasione per la Città per dimostrare
quali sono le sue vocazioni storiche, credo che sia un'occasione per dimostrare che le
cose si possono fare imparando dagli errori del passato e credo che sia un'occasione per
unire il territorio metropolitano attorno a progettualità che non appartiene
evidentemente solo al Sindaco, grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Prego, Capogruppo Napoli, ne ha facoltà per 10 minuti.

NAPOLI Osvaldo
Grazie, Presidente. Al punto in cui è la vicenda della candidatura di Torino per le
Olimpiadi invernali 2006 è doveroso parlare con un linguaggio crudo delle realtà e
smetterla di prendere in giro i torinesi e i Sindaci delle Valli. Le Olimpiadi del 2006
furono un successo perché il progetto nacque per vincere la concorrenza di Sion, era
fondato su una totale coesione politico-istituzionale fra Governo, Regione e Comune al
di là dell'appartenenza a tutte le forze produttive e all'associazione di categoria. Torino
venne percepita dal CONI e dal CIO come una Città pronta a fare il sistema per cogliere
un'importante occasione di crescita, di modernizzazione e le ricadute si sono viste e
ancora oggi si vedono a Torino e in Piemonte. Vedete, Gianni Agnelli, il Generale
Romano, il Presidente Ciampi, Pescante, Ghigo, Chiamparino, Castellani, Frattini, lo
dico con profondo rispetto per una questione di età, molti di questi nomi voi non
conoscete, ma avevano lavorato in maniera unitaria per raggiungere quell'obiettivo di
Torino e per unificare le Valli insieme alla Città di Torino e la scelta era tra Sion, Città
di 30.000 abitanti e Torino e le Valli, Città di un milione di abitanti di area
metropolitana, un metodo nuovo della scelta della sede olimpica, fare il punto sullo
stato dell'arte oggi è motivo di profonda amarezza, ogni persona dotata di un minimo di
buon senso deve chiedersi come può essere possibile che il CIO e il CONI possono
riconoscere valida la candidatura di Torino alla luce dello spettacolo a mio giudizio
indecoroso ed offensivo visto in queste giornate, con una Maggioranza grillina in preda
a forti divisioni, agitata da preoccupazioni sotto un certo aspetto infantili e alla ricerca
di ogni pretesto per rendere impossibile la candidatura della Città. Il Sindaco Appendino
gode ancora di una fetta importante di consensi e lo riprenderò questo discorso, ma è
circondata da una Maggioranza che si preoccupa di erodere quei consensi giorno dopo
giorno invitando cavilli deboli pur di allontanare l'assegnazione delle Olimpiadi. Non
so se qualche Consigliere grillino era presente l'altro giorno alla Nuvola Lavazza dove
sono state proiettate delle slide impietose sul confronto Torino - Milano, la nostra Città
ne esce e ne usciva rappresentata né più e né meno come la periferia del capoluogo
lombardo, numeri impietosi di Torino e vedete se è vero quello che sta arrivando adesso
di notizia che la scelta potrebbe essere di Milano sulle (incomprensibile) in
collaborazione con la Via Lattea significa che l'unitarietà politica della Regione
Lombardia ha avuto eventualmente il sopravvento e insieme certamente dandoci un
regalo alla via lattea e ben venga in seconda fase eventualmente dico la scelta della
Lombardia anziché la nostra, una scelta anche quella di vittoria politica in questo caso
della Regione lombarda, non mi sorprendo allora se il Presidente Chiamparino ha
chiesto di poter visionare il progetto per la candidatura di Torino messa a punto
dall'ingegner Sasso e pagato qualcosa come 50 milioni di euro. Chiedo scusa, se mi fate
parlare, io non sono contrario, vedete, avete talmente un pregiudizio che io non sono
contrario.

VERSACI Fabio (Presidente)
Scusate, scusate.

NAPOLI Osvaldo
Scusate, finisco.

VERSACI Fabio (Presidente)
Scusate!

NAPOLI Osvaldo
50.000 euro, benissimo, sono soldi aggiungo che era forse necessario spendere, ma con
il senso del poi quasi certamente inutile perché non si è costruito attorno ad esso una
coesione politica istituzionale indispensabile e senza la quale le Olimpiadi andranno
altrove. I Consiglieri 5 Stelle rosi dal tarlo della fedeltà assoluta all'ideologia del
Movimento hanno trovato la forza di dire sì, ma mi chiedo in quale forma, ho letto le
condizioni per le Olimpiadi, di tutto e di più, che poi buona parte ci sono già nella legge
normale, Sindaco, non c'è bisogno di metterlo per iscritto, buona parte sono nella legge
normale e quanto lei ha detto nella sua introduzione, no, ascolti, hanno portato utile, c'è
dell'utile ancora adesso da poter ribaltare sulla Città e sulla Via Lattea, non hanno
portato delle negatività in termine finanziario e aggiungo anche che non vi è stato un
solo avviso di garanzia, ma dovremmo andare orgogliosi, Sindaco, invece voi tentate di
far passare le vecchie Olimpiadi in maniera negativa, noi non ci stiamo sotto questo
aspetto e riteniamo che è mancata la forza, Sindaco, di un colpo di remi per restituire a
Torino il diritto al futuro, il Sindaco doveva prendere le distanze dallo stillicidio
quotidiano della sua Maggioranza in maniera chiara e definitiva e dico questo contro i
miei stessi interessi politici, sono certo che avrebbe l'opinione pubblica torinese,
piemontese dalla sua parte e i sondaggi che oggi la danno invece perdente non ci
sarebbero e mi pongo una domanda, qualcuno non voleva proprio indebolirla in maniera
scientifica nel Gruppo dei 5 Stelle alla luce di quei sondaggi e di quanto si è letto oggi?
Io direi che è da riflettere questo aspetto politico. Il Sindaco Appendino è finito sotto
scacco della sua Maggioranza, come era inevitabile che accadesse dopo aver tentennato
a lungo sulla candidatura di Torino per le Olimpiadi Torino 2006, il Sindaco si trova a
tutti gli effetti senza più una Maggioranza in Consiglio Comunale, il fatto stesso di
dover passare da un vertice di Maggioranza all'altro per riferire di ogni passo e atto dà
un'immagine di un Sindaco finito sotto tutela. Un voto contrario alla candidatura di
Torino sarebbe stata una penalizzazione insopportabile non solo per una Città, ma per
l'intero territorio del Piemonte perché le Olimpiadi muovono attività ed interessi
numerose vallate piemontesi con enormi ricadute positive sul circuito turistico come si è
potuto verificare con i giochi invernali di Torino 2006. Con l'arrivo del commissario,
permettetemi, con l'arrivo del commissario politico Di Maio la Maggioranza
pentastellata di Torino ha partorito un documento che mette tali e tanti paletti come ho
riferito prima alla candidatura olimpica di Torino da poterla considerare affossata
definitivamente e avrei consigliato, Sindaco, al Vice Presidente Di Maio a stare a Roma,
a provvedere a fare dei provvedimenti perché vede sono passati 5 mesi da quando è
iniziata la legislatura e questa Camera dei Deputati e del Senato non ha approvato un
solo provvedimento che sia arrivato in Aula, nemmeno uno. Si è approvato soltanto
delle nomine anziché venire a Torino e mettervi sotto tutela, sarebbe stato molto più
importante che avesse lavorato a Roma per fare dei provvedimenti da approvare e far
lavorare i Deputati che invece effettivamente non lavorano, invece è dovuto venire a
Torino a tranquillizzare una situazione che in termine politico diventava pesante, mi
sorprende vedere come una Maggioranza Consiliare possa bistrattare il Sindaco che la
esprime, ma ancora di più sorprende vedere un Sindaco che tollera di essere bistrattata
in questo modo. Credo che a questo punto Chiara Appendino possa sentirsi autorizzata a
fare qualsiasi cosa per difendere la sua dignità e la dignità dei suoi uffici. Bene, il
Sindaco avrebbe dovuto sfidare la sua Maggioranza, votare contro, di fronte ad un voto
contrario alle Olimpiadi il Sindaco non avrebbe avuto altra scelta che le dimissioni, ai
Consiglieri restavano 20 giorni di tempo per chiarirsi le idee e decidere se penalizzare
Torino rifiutando i giochi olimpici o se invece rinnegare 10 anni di prediche al vento e
prendere atto che la crescita e lo sviluppo hanno bisogno anche di grandi eventi, ma
sono certo che il Sindaco Appendino di fronte alla richiesta di un voto in Consiglio
Comunale avrebbe trovato a sorpresa una Maggioranza diversa e non meno ampia di
quella che l'ha sostenuta fino ad oggi e non solo sulle Olimpiadi invernali, per
Appendino si sarebbe aperta la prospettiva di diventare la versione torinese di Pizzarotti,
sono convinto, egregio Sindaco, che i torinesi avrebbero approvato e appoggiato. Ma è
successo in casa vostra, mica in casa mia. Sono convinto che i torinesi avrebbero
appoggiato ed approvato in alcuni momenti ed è necessario in alcuni momenti, caro
Sindaco, è necessario avere il coraggio, ebbene, Sindaco, lo trovi, Sindaco, questo
coraggio di rompere, noi solo ed esclusivamente per gli interessi delle altre Città in
questo caso ci saremmo con lei, grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Chiedo ai Consiglieri cortesemente di stare in silenzio quando gli altri
parlano, di non intervenire fuori microfono se no saltiamo il punto e andiamo avanti,
visto che è una mia facoltà deciderlo lo decido. Chiedo per cortesia di stare in silenzio
come faccio io, io non intervengo, non rido quando gli altri parlano, grazie. Prego,
Capogruppo Tresso, ne ha facoltà per 10 minuti.

TRESSO Francesco
Grazie, Presidente. Sindaca Appendino, io ho trovato francamente deboli le sue
delucidazioni oggi e credo che sia stato debole un po' tutto l'atteggiamento che lei ha
tenuto dall'inizio di questa vicenda, lei dice c'è stato poco tempo, ma insomma poco
tempo più o meno, relativamente perché di questo tema si dibatte da alcuni mesi ed io
trovo che la sua posizione sia stata debole sotto il profilo politico innanzitutto nella
capacità di gestione di questi rapporti, di questa visione proprio della Città e nella
modalità con cui lei ha potuto moderare poi e concertare con la sua Maggioranza e
soprattutto debole nel suo ruolo di rappresentante della Città intera, anzi dirò di più,
della Città Metropolitana intera perché qui è stata proprio carente e mancante. Non ci
venga a dire che sono cambiate le modalità da parte del CIO, lei non ha voluto
condividere con la Città la valutazione di una scelta che era così importante per la Città,
per Torino e ha costantemente tenuto all'oscuro noi come Consiglio che comunque tutta
la Città rappresentiamo nel bene e nel male e poi non si è confrontata in termini
istituzionali con quelli che sono i soggetti che del rilancio di Torino in un'occasione del
genere possono co-protagonisti, le società di categoria sono già state citate, l'Unione
Industriale, Confcommercio, gli Atenei, tutti quelli che in qualche maniera avrebbero
potuto dare anche solo un parere in termini di opportunità che questo evento poteva
fornire, ma perché non avete pensato fin da subito allora a fare uno dei vostri famosi
sondaggi o referendum? Lei pensa davvero che la Città avrebbe speso un voto negativo
ed è stato necessario tutto questo periodo per concertare poi quella che potesse sembrare
una scelta più o meno condivisa? Si è mossa in maniera autarchica dall'inizio fin da
subito respingendo al mittente quello che era stato uno studio che la Camera di
Commercio aveva predisposto che, per carità, uno studio assolutamente perfettibile e
proprio di prima fattibilità, però poteva essere una base di partenza anche solo per una
concertazione, invece lei gentilmente l'ha rispedita al mittente mantenendo una
situazione in stallo che ha indebolito molto la posizione di Torino. Poi dicevamo
l'aspetto più grave è quello di non aver saputo gestire una Maggioranza dovendo
chiedere l'aiuto ad un esponente di rango superiore per ricomporre le file e riuscire a
sanare un diverbio con i ricalcitranti Consiglieri che erano dissidenti, ma noi davvero
pensiamo che sia Di Maio che debba venire a Torino a dirci quali sono le opportunità
per la Città e a cercare di tenere buona la sua Maggioranza? Questo è il livello politico
della sua forza? E cosa succederà alla prossima occasione di conflitto, alla prossima
frattura, sarà sulla scelta dei droni, sarà sulla prossima variante 106 per un supermercato
o sarà qualcosa che riguarda (incomprensibile)? Non lo so, chiediamo sempre a Di Maio
di venirci a dare un supporto? Anche la vicenda con cui è stata gestita la questione del
dossier, lei si scusa perché la riservatezza è venuta meno, ma come fa a pretendere che
la riservatezza è venuta meno quando ha gestito anche questa vicenda, mi scusi, ma con
proprio l'approccio di casta che lei ha sempre fin dall'inizio della campagna elettorale
voluto combattere. Questo dossier è stato dato alla sua Maggioranza perché era ovvio,
perché si vedeva da settimane, tutti erano diventati super esperti, stavano a valutare
quelli che erano gli aspetti tecnici specifici e stavano lavorando su questo, noi tenuti
assolutamente all'oscuro, non solo, viene dato un affidamento diretto, è stato richiamato
l'Architetto Sasso, 50.000 euro, dato direttamente a lui, porta questo Architetto alle
riunioni della sua Maggioranza, che anche questo mi sembra proprio sotto il profilo
istituzionale non proprio ineccepibile, ma questo è un signore che ha avuto come
tecnico un incarico di svolgere un incarico professionale, tecnico, non politico. E
quindi, ecco, poi lei si rammarica che sia venuto sui giornali, oggi stesso grazie al fatto
che io le ho scritto due volte la settimana scorsa, ho chiesto anche al Presidente Versaci
di avere la possibilità di visionare il dossier, ci viene dato sabato, ma probabilmente da
quello che emerge e anche dalle sue dichiarazioni è già stato ulteriormente modificato,
quindi ancora una volta non si vuole cercare quello spirito comunque di collaborazione
e di concordia anche istituzionale che un evento del genere può rappresentare per la
Città così come è stato richiamato, fu già nel 2006 in cui la Città ha davvero visto uno
spirito anche di coesione e di capacità, di fare il sistema in senso positivo per portare a
casa un risultato. Io temo che i segnali di crisi che sono emersi in seno alla sua
Maggioranza e che oggi sono stati felicemente ricomposti grazie all'intervento del
pompiere Di Maio in realtà siano segno di una crisi che è un pochino più profonda, da
cui da tempo si iniziava a vedere qualche crepa anche all'interno della Maggioranza
grillina, sono i cedimenti di un Gruppo che evidentemente si sente in difficoltà perché
ha capito che non è riuscito ad incidere su tutto quel cambiamento che molto era stato
sbandierato e certo non sono bastati due droni che sostituiscono i botti di San Giovanni
perché le periferie sono quelle di prima, perché i supermercati in quest'anno sono
fioccati, perché alla fine la Città non dà segni di discontinuità rispetto al passato e anche
la gestione di questa vicenda ne dà dimostrazione piena, ma soprattutto mancano delle
prospettive, c'è un grande parlare di questo evento, le Olimpiadi non sono la panacea di
Torino, però se ne parla molto in assenza di un'alternativa, quali sono le alternative che
abbiamo dato? Quali sono le speranze che abbiamo dato alla Città? Quali sono le visioni
che abbiamo dato di questa Città? Nessuna e allora è chiaro che si parla molto di questo.
Io spero che sarò contraddetto, ma purtroppo concordo invece con la visione del
Capogruppo Napoli e la mia impressione è che questi giochi andranno a Milano, alle
Valli andranno giusto i trampolini a Pragelato e il bob a Cesana e poi vedremo se la
legacy sarà in grado da parte di chi li gestirà anche di almeno poter poi provvedere allo
smantellamento di queste che sono ferite che sono ancora aperte, sappiamo dal 2006 e
su cui non si è trovato modo poi di riuscire a fare dei progetti di recupero e questo non
farà che aggravare anche un divario che anche a valle dell'Expo tra Torino e Milano si
sta verificando e anche su questo che è un'eredità la famosa legacy che noi avevamo
come capacità organizzativa, come competenze, guardi, chi le parla è stato progettista di
un importante impianto olimpico, ma io le assicuro conoscendo un po' quel settore che
c'è stato un momento di crescita formidabile di tutto un settore tecnico specifico su
quegli eventi, proprio perché io davvero ci ho parlato col CIO, coi rappresentanti per
capire come erano le condizioni, quali erano le situazioni, per capire come andavano
fatte certe progettualità e anche per acquisirle e tutto questo noi lo andiamo a
sperperare, non lo abbiamo valorizzato e purtroppo ne gioveranno i nostri vicini con cui
forse allora piuttosto era meglio cercare un accordo fin da subito in un'ottica anche di
un (incomprensibile) un pochino più esteso che vede con Torino e Milano la possibilità
di collaborare, ma invece sono state fatte delle scelte tardive e non chiare che non hanno
fatto altro che indebolire la posizione. Ora è difficile entrare nel merito tecnico del
dossier intanto perché c'è stato fornito giusto un paio di giorni fa e poi perché
probabilmente è di nuovo cambiato, mi limito a due brevi considerazioni, la prima è che
comunque al di là di uno studio articolato quale, ci mancherebbe, deve essere anche
come parte ricognitiva, mi sembra però che non emerga con forza con quello che deve
essere un elemento di cucitura tra Torino e le sue Valli, in sostanza lei non ci può
parlare di residenzialità diffusa come limitizzazione di territori montani e come limite di
sviluppo per i territori montani, non basta la residenzialità diffusa, qui bisogna pensare
ad insediare attività economiche che siano potenzialmente auto sostenibili, bisogna
pensare ad uno sviluppo strategico del territorio sotto diversi profili turistici
innanzitutto, ma anche localizzando delle attività e ovviamente facendo un distinguo tra
fondovalle e borghi montani, bisogna pensare a quello che può essere delle azioni di
contrasto ai cambiamenti climatici, la rigenerazione del patrimonio edilizio, la difesa dal
dissesto, un marketing insomma di tipo territoriale che possa declinare sul tema della
legacy tutte quelle che sono le conseguenze sul territorio. Ma attenzione perché non
bastano gli slogan a parlare di sostenibilità, vede, la sostenibilità non si fa parlando di
plastic free o parlando di zero consumo del suolo, ma ci mancherebbe, ma la
sostenibilità si misura, si verifica sull'ampiezza della scala di osservazione nello spazio
e nel tempo, questo vuol dire fare un piano strategico sul territorio, ma questo mi
sembra manchi almeno come linea di impostazione. Secondo punto, bene, vengo a
sapere oggi di questa possibilità del bilancio olimpico a Thyssen, questo sarebbe
sicuramente un elemento di ricucitura perché è nella direzione delle Valli, mi sembra
però che ci sia stato secondo punto poco approfondito non con dovuta diciamo dovizia
di elementi la questione della sicurezza che ormai assume un ruolo centrale
nell'organizzazione di eventi rispetto al 2006 in cui è cambiato un contesto e vediamo
ancora anche come (incomprensibile) successivi per esempio Vancouver nel 2010 ha
speso cifre molto importanti per il tema della sicurezza, allora in che maniera
contestualizzare il tema della sicurezza su quello che è terreno specifico di Torino e le
sue Valli? Mi sembra che su questo non ci siano state delle valutazioni così
approfondite. E poi sulla viabilità mi permetta però un'osservazione, ci mancherebbe,
noi su questo abbiamo delle carte importanti, forse anche in questo senso come già
abbiamo avuto modo di farle notare in occasione di un Consiglio non poi così lontano...

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere.

TRESSO Francesco
...L'uscita di Torino, ho finito, dalla SAGAT della Società di gestione dell'aeroporto
non è stata proprio una mossa così di visione perché anche qui c'è tutto un gioco, c'è
tutto un campo che è quello anche dei voli low cost su cui si può costruire anche qui un
tema importante di visibilità della Città e di potenzialità, ma certo non essere a quel
tavolo in cui l'aeroporto della Città di Torino può decidere le proprie strategie mi
sembra un elemento di debolezza, insomma in sostanza per concludere mi sembra che
tutta questa vicenda sia stata giocata con approssimazione e con scarsa capacità di
visione, se si decide di applicare dei processi perché sono complessi, perché non si è
capaci di evitare gli sprechi, perché intanto poi gli appalti sono corrotti, queste sono le
cose che ci siamo sentiti dire, allora rassegniamoci che Torino sarà un pochino più
modesta e sarà una Città che i nostri figli vorranno abbandonare, non vorranno
rimanerci. Io spero che poi verrò contraddetto, che in realtà questa sarà un'opportunità
che prenderemo e che davvero lei vorrà coinvolgerci un pochino di più per cercare di
gestirla al meglio.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Prego, Capogruppo Artesio, ne ha facoltà per 10 minuti.

ARTESIO Eleonora
Grazie. Bene. Sicuramente il tempo da quando i Sindaci delle Valli alpine e le
rappresentanze organizzate delle principali categorie di questa Città le hanno proposto
la candidatura delle Olimpiadi forse è stato breve, certo però che in questo tempo breve
lei, Sindaca, è riuscita a costruire la tempesta perfetta. Di fronte a quell'istanza avrebbe
potuto rispondere di no, avrebbe confermato gli indirizzi, la cultura, le critiche che la
sua Maggioranza e forse parti di opinione pubblica avevano svolto nei confronti del
modello di sviluppo introdotto dalla vicenda olimpica del 2006 e dalle ricadute di quella
fase e quelle successive, ma non poteva rispondere di no, non poteva rispondere di no
perché le organizzazioni che le chiedono le Olimpiadi sono le stesse organizzazioni che
hanno proposto le Olimpiadi in passato e sono le stesse organizzazioni che le hanno
consentito il successo a questo ballottaggio, non è un'analisi politica che faccio oggi, è
un'analisi politica che ho condotto ad un anno da queste elezioni quando ho cominciato
a sostenere che ci fosse sommerso e via più visibile un passaggio del cosiddetto sistema
Torino dalle precedenti Amministrazioni a quella attuale. Oppure avrebbe potuto
rispondere di sì, ma con l'orgoglio e la rivendicazione di quella differenza che vuole
essere il tratto distintivo della sua cultura politica e della sua Maggioranza e avrebbe fin
dal primo momento potuto rivendicare la diversità della versione delle Olimpiadi in
abito 5 Stelle, peraltro io l'ho persino suggerito perché quando abbiamo discusso in
questo Consiglio Comunale la mozione del Partito Democratico che dalle Circoscrizioni
il Consiglio Comunale sosteneva la candidatura della Città di Torino le ho segnalato una
serie di preoccupazioni e obiezioni non solo di carattere economico, non solo sulla
possibilità di non prevedere fin dall'inizio l'esposizione economica, non solo sul fatto
che esiste una situazione per la quale i contributi che vengono attesi dal CIO non sono
contributi in finanziamenti diretti, ma casomai accesso alle entrate per diritti di
concessione sul fatto che i finanziamenti governativi non sarebbero stati certi
nonostante il fatto che le Olimpiadi torinesi avessero registrato allora uno sforamento
inferiore a tutti gli sforamenti registrati dalle altre Olimpiadi, quindi avendo gestito
evidentemente in maniera sufficientemente virtuosa quell'evento, ma le avevo segnalato
accanto agli elementi di carattere economico e finanziario anche quelli ambientali non
tanto riferiti ai trasporti dalla Città alle Valli olimpiche, quanto piuttosto riferiti alle
caratteristiche delle Valli alpine alla sostenibilità in un tempo concentrato, in un
ambiente limitato di eventi di quel livello. Lo avevo suggerito e la risposta è stata "ma
non è questo il momento della discussione", qui siamo nella fase di costruzione del pre-
dossier per la candidatura, avremo tutto il tempo di approfondire questi aspetti fino al
2019 e quindi anziché rivendicare orgogliosamente la sua presunta diversità, ha
preferito chiudere la preparazione del pre-dossier sotto la "segretezza" del fatto che si
trattasse di un mandato assegnato dalla Città Metropolitana, quella Città Metropolitana
di cui qui raramente si parla, pensi l'abbiamo salvata da prendere una posizione come
Città Metropolitana quando proponevo l'istituzione del difensore civico che sarebbe
dovuto passare per la Città Metropolitana, invece la Città Metropolitana le è stata
funzionale moltissimo quando ha potuto sottrarre dal dibattito di quest'Aula quello sulle
Olimpiadi e trasferirlo nell'Aula della Città Metropolitana, quindi quella era la
motivazione per cui non si potesse in allora discutere dei contenuti di quel dossier e
quindi, signora Sindaca, la tempesta perfetta tra il no, il sì condizionato è stata proprio
prodotta da questo atteggiamento. Io non so se il Comitato CONI avrà la forza e la
volontà di procedere nelle operazioni necessarie a proporre il referendum consultivo, so
che se si farà lei comunque lo avrà già perso perché se l'esito sarà il no come è stato ad
Innsbruck sarà sconfessato il percorso fatto fino ad ora, se l'esito sarà sì le si potrà dire
che è un esito ottenuto grazie alle altre mobilitazioni che hanno cercato o cercano di
mettere un argine e un risultato migliore rispetto alla fase che stiamo attraversando,
quindi a prescindere dal giudizio sul referendum e sulle Olimpiadi a Torino lei quel
referendum lo avrà già perso. Ma a parte queste obiezioni quello che io le contesto e che
contesto su un piano politico più gravemente che non ha ancora i primi due punti è il
fatto che non si sia riusciti, lo diceva già parzialmente il Consigliere Tresso che mi
precedeva, a proporre a questa Città un'altra prospettiva che non sia esattamente quella
che era stata proposta nel 2006. Questa Città che si racconta ed è raccontata come una
Città in depressione e che ha quindi avuto molto bisogno di prevedere ed immaginare
un futuro diverso ed un futuro migliore e per questo bisogno probabilmente l'ha votata,
l'ha votata anche sulla base di una retorica della partecipazione, dell'inclusione,
dell'attenzione ai soggetti più deboli, della capacità di reagire ai poteri forti, di far
emergere i soggetti le capacità, i talenti che erano stati oscurati, ebbene, a tutta questa
Città il sogno che lei rappresenta è esattamente quello rappresentato con le Olimpiadi
del 2006 ed è questo il tradimento politico di cui non dovrei preoccuparmi io che non ho
sostenuto la sua candidatura, ma si dovrebbero preoccupare coloro che la sua
candidatura hanno sostenuto e che forse lo hanno anche fatto immaginando che questa
Maggioranza potesse garantire in questa Città quello che le Maggioranze precedenti
forse non sarebbero più riuscite a garantire, cioè una certa pace sociale, mentre la
dislocazione degli interessi delle visioni e dell'immagine di questa Città poteva
continuare indisturbata, io non so quanto questa pace sociale potrà ancora essere
garantita esclusivamente con la retorica delle periferie. Quindi questo è l'elemento di
maggiore critica politica che mi sento di muovere nei suoi confronti in questa fase, dal
mio punto di vista credo che la vicenda olimpica nella quale ci stiamo avventurando non
sono un profeta, non ho le capacità e le conoscenze che hanno altri colleghi per riuscire
a determinarne i risultati, ma certamente quali che siano gli esiti della presentazione
della candidatura questa nostra Città da questa tempesta perfetta non esce
evidentemente rafforzata e forse chi parla ha l'idea soltanto dei pensieri deboli, ha l'idea
soltanto delle prospettive micro e in miniatura, non so, guardi, a me sarebbe piaciuto
molto ad esempio approfondire in questa Città delle opzioni che pure sono emerse
anche nel dibattito pubblico, mi interessa molto capire che cosa si immagina quando si
pensa a Torino capitale della cultura perché ad esempio io da insegnante e da politica
non ho mai creduto nei cartelli che esibiva in campagna elettorale avendo in una mano
le code davanti ai musei e nell'altra le code davanti alle mense dei poveri perché da
insegnante prima ancora che da politica ho sempre pensato che la liberazione dal
bisogno passi anche attraverso l'accesso alla cultura e alla consapevolezza, mi
interesserebbe molto vedere la nostra Città che come dice lei ha delle vocazioni
storiche, essere ad esempio considerata come è avvenuto attualmente recentemente ad
Ivrea un patrimonio dell'umanità per la sua costruzione in termini di sviluppo, ma
soprattutto per la sua identità in termini di quella immaterialità di cultura che rende un
territorio una comunità e mi toccherà accontentarmi a quelle prospettive con un piccolo
elemento di conforto, non so come si svilupperanno là le programmazioni rispetto a
questo riconoscimento, certo la Maggioranza che attualmente la governa non ha il
merito di quella candidatura, sono solo rassicurata dal fatto che quella candidatura non
sarà accompagnata dalla piattaforma Rousseau perché comunque se qui la situazione
nella quale ci troviamo è quella di una mancata chiarezza tra una posizione certa e
costante sul no ai grandi eventi e un pasticcio da tempesta perfetta quale quello che si è
costruito mi resta soltanto di guardare e sperare altrove.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie, Capogruppo. Prego, Consigliere Carretta, ne ha facoltà per 5 minuti.

CARRETTA Domenico
Grazie, Presidente. Allora, intanto mi scuso sin da subito perché poi dovrò abbandonare
l'Aula perché ho un appuntamento, quindi non ho potuto rinviare questo appuntamento;
aspettavo di discutere da un po' di tempo questo problema, da tre mesi circa che sto
aspettando di discutere. Però, guardi, io contrariamente a quello che hanno detto i miei
colleghi io sono convinto che alla fine, spero, la scelta cadrà su Torino. Sono convinto
perché quando qualcuno si presenta ad un lavoro e presenta un curriculum, al di là delle
sciocchezze, dei teatrini a cui siamo stati costretti ad assistere in questo periodo ciò che
conta è anche l'esperienza passata e allora tutto ciò che viene sottolineato in quest'Aula
come un qualcosa di brutto, sporco e cattivo evidentemente non è così brutto, sporco e
cattivo, perché se l'80% dei torinesi, percentuali un tempo si diceva bulgare, ma adesso
è cambiato il mondo, diremmo più da Rousseau, visto i risultati quando vi hanno
chiamato ad esprimervi sul contratto di Governo. Ecco, se quella percentuale di torinesi
chiede ancora di puntare sulle Olimpiadi evidentemente quell'esperienza non deve
essere stata proprio un'esperienza da buttar via; un'esperienza certo da correggere, sono
passati 12 anni, ci mancherebbe altro, ed è condivisibile anche lo sforzo che viene fatto
per cercare di apportare dei migliorativi alla proposta che - sono finalmente contento -
domani partirà. Però dei problemi ci sono. Guardate, io ho ascoltato e più che altro ho
osservato con attenzione l'intervento della Sindaca: tante volte i gesti, gli sguardi, le
parole sono estremamente eloquenti. Io capisco il travaglio ideologico che ha
caratterizzato soprattutto chi ha un senso di responsabilità come quello della Sindaca.
Però vede, Sindaca, lei oggi in Sala Rossa non ha parlato alla Città, ha parlato alla
Maggioranza, alla sua Maggioranza: con gli sguardi continuava a guardare la
Maggioranza, continuava a ripetere parole di stima nei confronti del lavoro che è stato
fatto in due giorni tumultuosi con urla ed altro, continuava a chiedere una gratificazione
nella Maggioranza e quindi il permesso ad andare avanti; quindi anche quel coraggio,
quella credibilità che io chiedo al Sindaco, da molto tempo, anche in Sala Rossa è
venuta meno. Certo, lei aveva poco da indirizzare lo sguardo, le parole a noi: sa che noi
siamo assolutamente favorevoli alle Olimpiadi; sa che noi appoggiamo le Olimpiadi da
un po', sa che le abbiamo offerto anche una, volgarmente detta, stampella in termini di
numeri e lei ha continuato a guardare alla Maggioranza. Ha continuato a rassicurarli con
uno sguardo come si fa con i propri figli e capisco, però vede, Sindaca, quando lei si
mette in squadra 24, 25 guerrieri del no, no di tutto, no tutto, ma vuole mica che tutti
questi no avessero prodotto un sì così grande e così ambizioso per la Città? Ma cosa
stiamo dicendo? E allora io capisco anche i 12 punti, cioè dico anche che qualcuno
prima di voi si è fermato a 10, è stato meno ambizioso di voi. Voi siete andati oltre, ma
è un contentino, perché, guardate, noi quei punti che avete sottolineato li
sottoscriviamo. Noi sottoscriviamo tutto ciò che di utile può arrivare per la Città e lo
facciamo senza che arrivino Commissari da fuori. Lo facciamo con una voce unica
perché quando uno ha un'ambizione così importante, quando ha un equilibrio così
importante pensa anche che ci debba essere un'intera città dietro e invece no. Invece io
continuo a sentirmi parte di una città che lei non rappresenta e questo, l'ultimo tassello,
Sindaca, a me sarebbe piaciuto che la Sindaca della Città medaglia d'oro alla
Resistenza, nelle passate settimane, esprimesse anche una parolina su quello che è
successo in piazza Castello con i manifesti e gli striscioni di Forza Nuova. Mi sarebbe
piaciuto sentirmi rappresentato dalla Sindaca con le parole di presa di posizione vera sui
porti, allora io capisco il suo imbarazzo che adesso è diventato anche un imbarazzo non
solo ideologico, è diventato anche un imbarazzo di tipo governativo. Eppure lei con tutti
questi elementi: tra droni, per carità - importanti per quella che è la visione della Città -
sta dimostrando di non essere la Sindaca di tutti, lo sta dimostrando da un po' di tempo,
lo sta dimostrando da troppo tempo e allora noi offriamo un aiuto concreto per una
visione perché, guardate, le Olimpiadi, parlare di Olimpiadi, ad un certo punto si è
ricominciato a parlare di Olimpiadi, io non me lo sarei aspettato, non mi sarei mai
aspettato nemmeno tutto l'afflato che ha caratterizzato anche la discussione e anche
l'entusiasmo della Città, mi sarei aspettato naturalmente le vostre prese di posizione, le
cose ridicole che ho sentito, me le aspetto, me le aspetto...

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere.

CARRETTA Domenico
Non abbiamo un po' di tempo? Ah, cinque minuti o dieci? Vabbè, io sfrutto un po' di
tempo anche perché manca il Capogruppo, ecco. Finisco. Allora, puntare sulle
Olimpiadi è diventato l'ultimo tentativo che abbiamo per dare una prospettiva a questa
Città, è diventato l'ultimo tentativo. E allora, Sindaca, noi continuiamo a dire che le
nostre parole di sostegno alle Olimpiadi non saranno solo parole di sostegno, ma si
concretizzeranno nei fatti. Io sono convinto che il 2006 è stata una grande esperienza,
non sono convinto solo io, ma ne è convinta tutta la Città e voi dimostrate di essere in
completo disaccordo con la Città, in sintonia con alcuni pezzettini, quindi ben vengano
le piste ciclabili, ben venga tutto ciò che fa da contorno e da steccato ideologico e che
rende forte, fortissima questa Maggioranza, granitica, oserei dire quasi; tutte le vostre
idee sulla mobilità, tutto, tutto, mi sarei aspettato delle parole di condanna nella parte
del dossier relative all'infrastrutturazione che Torino ha ricevuto negli ultimi anni e
quindi dei benefici che Torino ha ricevuto. Niente, c'era da dare un contentino a loro, io
la capisco, Sindaca, c'era da dargli un contentino, c'era da chiamare il Commissario da
Roma; però vede, quando una Sindaca è costretta a chiedere l'aiuto da casa, quando una
Sindaca in Aula parla rivolta solo verso una parte dell'Aula, quando una Sindaca usa
certe parole e quindi rende poco vera, poco forte quella che è la candidatura non può
essere la nostra Sindaca. Il nostro augurio è che le Olimpiadi, però, diventino le
Olimpiadi di tutti, diventino le Olimpiadi di una Città e di un territorio che ne ha
davvero bisogno.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. Capogruppo Magliano, prego, ne ha facoltà per dieci minuti.

MAGLIANO Silvio
Sì, grazie, Presidente. Ma io non posso che non prendere atto di un cambio di rotta,
almeno di una parte di questa Maggioranza, e mi compiaccio. Mi compiaccio del fatto
che ha vinto il buon senso. Certo che c'è qualcuno del Gruppo consiliare che vince, c'è
qualcuno che perde, poi, dopo il mio intervento ho visto sono segnati in tanti e saranno
tanti distinguo. Di sicuro verrà fatta un'attività di segnalazione delle differenze di ciò
che in qualche modo contraddistingue la posizione di alcuni Consiglieri. È evidente
però una cosa: queste Olimpiadi, almeno sulla candidatura, nascono male e mi auguro
non finiscano peggio. Un dossier che è stato tenuto segreto, gestito malissimo dal punto
di vista del soggetto al quale lo avete affidato. Avete preso, anche voi, l'abitudine una
volta che le persone non vengono elette di dargli un incarico, questo non è il primo, lo
abbiamo visto anche in Città Metropolitana, cioè state prendendo tutti quei difetti che
oggettivamente avete contrastato nella vostra ascesa al potere. Detto questo, i 12 punti
che avete proposto sono 12 punti che, a mio giudizio, appaiono condivisibili, alcuni
sono anche un po' oggettivamente stucchevoli. Mi auguro, ben venga, che vengano
segnati questi 12 punti, ma alcuni di questi erano previsti o erano oggettivamente
prevedibili all'interno di una grande opera, non solo quella delle Olimpiadi. Mi colpisce
il punto 6, in particolare in cui sarà necessario sensibilizzare sui cambiamenti climatici,
magari sperando che alzandosi la temperatura le Olimpiadi invernali non si possano fare
nelle nostre valli olimpiche; oppure il punto 9, in cui si dice che gli impianti sportivi e
diffusione della pratica sportiva prima e dopo l'evento con attenzione per le fasce deboli
e svantaggiate, soggetti con disabilità e la terza età. Già me le immagino delle furenti
nonnine che si lanciano nelle nostre piste da bob. È evidente che si è cercato di tenere
insieme un po' tutto e manca solo più la costruzione del Villaggio Olimpico fatto con il
marzapane, così finite le Olimpiadi potremmo distribuirlo ai più bisognosi. State
tenendo, e questo penso che i Consiglieri lo possano prendere come buona nota, poi il
pagamento puntuale e certo dei fornitori. Detto questo, sono 12 punti che in qualche
modo mettono una pezza su una frattura che c'era all'interno del Gruppo consiliare. Io
sono contento che, un po' commissariati dai parenti della Sindaca, un po' commissariati
da Di Maio, alla fine l'abbiamo di fatto superata e Torino può presentare il suo dossier.
Detto questo, noi da subito avevamo detto in Capigruppo, a più riprese, anche i
Consiglieri di Maggioranza, che il nostro voto, nel caso in cui la Sindaca avesse avuto il
coraggio e la voglia di venire in Aula a prendere quantomeno un consenso dal punto di
vista del Consiglio Comunale, noi lo avremmo dato positivo perché pensiamo che da
questo punto di vista le Olimpiadi siano un bene; certo, tenendo conto di quello che non
ha funzionato, ma io penso che ancora il patrimonio che abbiamo sia assolutamente
positivo e questo lo pensano anche i torinesi. Mi preoccupa, però, come abbiamo gestito
questa cosa, lo psicodramma che abbiamo dovuto far vivere alla nostra Città. Io per
vezzo sono andato a leggere solo quello che veniva scritto nei giornali dal punto di vista
della cronaca nazionale, quindi non guardando le cronache cittadine. Oggettivamente
passavamo come una Città senza guida, senza timone e che veniva messa in scacco da
qualche Consigliere che, visto che aveva avuto la possibilità di leggere un dossier in
forza di qualche centinaio di preferenze, era diventato un esperto di grandi eventi
sportivi. Detto questo, io mi rendo conto che è cambiato il clima: ha vinto una
componente pro Olimpiadi. Faccio i complimenti, ad un Consigliere in particolare, che
su questo si è battuto a viso aperto senza nessun problema e ha ricondotto a miti
consigli tutti i suoi colleghi che sul no alle Olimpiadi e al no ai grandi eventi ci hanno
fatto una campagna elettorale. Detto questo, io come mi sono più volte già espresso, io
penso che la Sindaca Appendino sia il miglior Sindaco possibile, ma per Città di
Milano, perché tutte le volte che prendiamo in mano una questione Milano aumenta la
differenza di capacità produttiva, di capacità espositiva, di capacità di stare sul contesto
internazionale e pochi minuti fa, visto che il Presidente non riesce a far rispettare il
silenzio da parte dei suoi Consiglieri e interloquiva il Consigliere Carretto, pochi minuti
fa abbiamo incontrati i dipendenti della Fondazione per il Libro che da oggi non hanno
uno stipendio, non sanno che cosa faranno in futuro, ma a differenza di altri io voglio
rimanere sulle Olimpiadi perché ci sarà modo e tempo per sottolineare tutte le carenze
che quest'Amministrazione ormai sta consegnando, giorno dopo giorno alla Città. Detto
questo, ho capito quali erano i poteri forti dietro alla Sindaca: era evidentemente la
Confindustria di Milano, non quella di Torino, perché, come ho detto prima, tutte le
volte che andiamo a scontrarci o a paragonarci col sistema lombardo lì sono in grado di
fare squadra, di fare rete, noi no. Detto questo, io a differenza dei colleghi mi auguro
che queste Olimpiadi possano ancora trovare una dignità perché vengano in qualche
modo assegnate a Torino. Mi auguro che non ci sia nessun tipo di possibilità dove
Milano avrà tutto ciò che porta risorse; noi, invece, dovremmo prenderci tutto ciò che,
invece, sarà un costo: penso agli impianti sportivi nelle Valli, solo quelli, quando invece
magari la Medal Plaza andrà a Milano, quando invece le infrastrutture andranno a
Milano, mi auguro di no. Io, comunque, penso che se Torino avrà queste Olimpiadi non
sarà di sicuro una sua vittoria, Sindaca, perché è oggettivo che noi in questo momento
viviamo un momento di crisi di identità di questa Maggioranza che però, da quando ha
il suo leader politico Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, deve piegare la testa
perché gli hanno spiegato che chi comanda adesso è a Roma, o è così oppure portiamo
via il pallone, come pare anche la Sindaca abbia fatto capire ai Consiglieri. Bene, bene,
tutti compatti, se oggi si votasse penso, tranne l'Artesio, tranne pochi altri, avreste tutti
il voto favorevole per le Olimpiadi. Io non dispero che queste Olimpiadi possano
arrivare a Torino nonostante questo percorso, poi essendo pure cattolico credo nei
miracoli. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Ho iscritto a parlare la Consigliera Paoli, ne ha facoltà per cinque minuti,
prego.

PAOLI Maura
Grazie Presidente. Ma, non è un segreto, sono più di sei mesi che vivo in uno stato
paradossale, proprio nel letterale significato del termine, ovvero in contrasto con le più
elementari norme del buon senso, inaccettabile sul piano ideologico, pratico e morale.
Tutta quest'avventura olimpica è imbarazzante, è imbarazzante come è stata gestita, è
imbarazzante l'affidamento diretto per la redazione del pre-dossier, è imbarazzante il
pre-dossier che domani verrà inviato al CONI, nonostante il grande lavoro del nostro
Gruppo Consiliare, che ha provato a migliorarlo e che voglio ringraziare. Ed è
imbarazzante che oggi, leggendo la stampa, mi trovi perfettamente d'accordo con le
parole del Governatore della nostra Regione, che dice, riguardo ai punti presentati dal
nostro Gruppo: "Se uno avesse l'umiltà di andare a leggere, scoprirebbe che molte cose
invocate oggi sono già state fatte all'epoca, non c'era l'ANAC a vigilare sugli appalti,
ma un Alto Comitato di Sorveglianza; c'era un Comitato di Controllo sulle spese, il
TOROC che ha chiuso con un avanzo di 10 milioni, l'Agenzia Torino 2006 ha chiuso
con un avanzo significativo. A dire che sono stati sprecati dei soldi, non si racconta la
verità, e ci si dà pure la zappa sui piedi". Tutto vero o quasi, certo, alcuni dettagli sono
stati sorvolati, ma io, che sono una persona molto umile, sono andata a recuperarli. Un
dettaglio, ad esempio, è che i costi complessivi siano quadruplicati; c'è chi dice che
siano 7 volte tanto, a fronte delle previsioni, ma forse questo è dipeso dal fatto che non
esiste alcun documento redatto prima dell'avventura Olimpica 2006, che preparasse
un'analisi dei costi complessivi. Un altro dettaglio, che è il Bilancio di esercizio del
TOROC, reperibile tramite il Registro delle Imprese: si chiuse, stando al conto
economico, con una perdita di 24 milioni di euro, e Agenzia Torino 2006, l'unico Ente
Pubblico alle dipendenze operative di due Enti privati, il TOROC e il CIO, ha speso
quasi 2 miliardi di euro pubblici. Forse questo è stato causato dal fatto che nel 2006 non
fu distinta la contabilità del Comitato organizzatore, privato, da quello degli Enti
Pubblici. I fondi privati risultarono insufficienti per i gravi errori di gestione, resi
possibili dalla certezza dell'impunità contabile e dalla mancanza di un'analisi ex ante.
Ciò causò il grave deficit finanziario per il TOROC che a fine 2004 fece valere una
clausola del contratto del CIO, che nel 2005 autorizzava eccezionalmente la copertura
statale di un deficit privato: 300 milioni di lire, ma sono dettagli. E non teniamo conto
neanche dei costi pubblici nascosti o della sopravvalutazione delle entrate, a fronte di
una previsione di 850 milioni di euro, ne sono stati accertati 164, ma meno male che nel
2006 c'era il Comitato di Controllo sulle spese. Peccato, però, un altro piccolo dettaglio:
l'inesistenza di uffici preposti a conservare i documenti contabili e finanziari; l'assenza
di un bilancio complessivo e la moltitudine di soggetti diversi che si accollarono le
spese relative ai Giochi. Documenti talmente inesistenti che non abbiamo potuto
ottenerli neanche facendo un accesso agli atti. Conclusione, un evento che doveva
concludersi in attivo finisce, invece, in deficit, senza evidenti prove di redditività
sportiva, economica e sociale, dettagli. Ma le Olimpiadi sono una grande occasione e i
cittadini le vogliono, anche a costo di rinunciare ad altri, meno importanti, servizi
essenziali, o forse no, o forse nemmeno lo sanno. L'unica cosa di questa storia che mi
conforta è l'analisi costi-benefici, che con grande sforzo siamo riusciti a proporre e far
accettare, non alla Città, purtroppo, ma al Governo, e sono convinta che un'analisi costi-
benefici seria non permetterà mai all'Italia di spendere soldi in un evento in perdita,
senza alcun beneficio concreto. E se invece l'analisi dovesse essere positiva, confido nei
45 punti redatti con i miei colleghi, anche se in cuor mio so che un evento del genere
calpesta ogni tipo di buona volontà e di visione e, come nel 2002, con una semplice
delibera si modificò il dossier del '98, anche quello un bellissimo libro dei sogni, sarà
molto facile superare i nostri paletti. Ma la mia personalissima speranza è che i nostri
paletti inducano prima il CONI e poi il CIO a non sceglierci. Ma voglio trovare una nota
positiva per tutta questa esperienza: finalmente si apre il dibattito. Mi aspetto grandi
assemblee pubbliche, mi aspetto che finalmente si possa fare un'informazione puntuale
affinché tutti i cittadini e gli Amministratori capiscano la portata e le conseguenze di
questo grande evento. La vittoria, per ora, è aver fatto capire al Governo che non si può
dire un sì a prescindere, ma si deve prendere in considerazione che le Olimpiadi in Italia
non si facciano proprio.

VERSACI Fabio (Presidente)
Ho iscritto a parlare al Capogruppo Montalbano, ne ha facoltà per dieci minuti. Le
regole valgono sempre quelle di prima, sennò interrompo il dibattito e andiamo avanti,
grazie.

MONTALBANO Deborah
In quanto presentatrice della richiesta di comunicazioni, unica firmataria, ci tengo a
sottolinearlo, intervenendo subito dopo la Consigliera Maura Paoli, che è Consigliera di
Maggioranza, considerando anche il contenuto forte del suo intervento, ma preferisco
rivolgermi alla Sindaca oggi. Mi ritengo soddisfatta, Sindaca, finalmente si è degnata di
venire in Consiglio Comunale, a riferire rispetto all'iter della candidatura Olimpica da
lei intrapresa e che la vede la prima indiscussa promotrice, direi anche, coerentemente
con la storica posizione politica del Movimento 5 Stelle sui grandi eventi, che per
ricordarlo era, appunto: "No grandi eventi, no politica del debito, no sperpero di risorse
pubbliche", ma in fondo la rappresentazione plastica della coerenza 5 Stelle, del
Movimento 2.0, perché ormai io vi chiamo così, e dei voltafaccia a cui stiamo
assistendo, si materializza nel metodo di lavoro che lei stessa ha utilizzato, bypassando
completamente il Consiglio Comunale. In funzione di questo le ricordo che ancora ad
oggi non c'è un solo atto ufficiale licenziato dal Consiglio che l'abbia legittimata ad
intraprendere questo percorso di candidatura olimpica, ma per essere precisi questo era
esatto una settimana fa, perchè ad oggi la sua Maggioranza ha prodotto un manifesto
che ha lo stesso valore, e lo sappiamo tutti, qui, della carta straccia.

VERSACI Fabio (Presidente)
Scusi, scusi, chiedo, per favore, anche ai giornalisti, per cortesia, se vogliono
chiacchierare, di uscire fuori dall'Aula, perché faccio fatica anche io a sentire, ho anche
il microfono, la cassa…, prego.

MONTALBANO Deborah
Posso riprendere? Grazie Presidente. Dicevo, oggi la sua Maggioranza ha prodotto un
manifesto che ha lo stesso valore della carta straccia, e lo sappiamo tutti: non è
vincolante, e lo sappiamo tutti, ma a differenza delle illusioni a cui si aggrappano i
Consiglieri di Maggioranza, lei questo lo sa già, e lo sa benissimo. Questa situazione
ormai è surreale, surreale, altro che imbarazzante. Ha prodotto, però, la nomina diretta,
senza bando, senza la questione della meritocrazia, guarda caso, di Alberto Sasso,
nominato da Beppe Grillo, esperto per l'organizzazione e l'iter delle Olimpiadi 2026, da
parte dei comuni montani per la produzione del pre-dossier. Consulenza, 50.000 euro di
fondi pubblici, che ha prodotto il classico dossier, fotocopia di quelli del passato, il
cosiddetto libro dei sogni; potevamo prenderci quello del 2006, metterlo sul tavolo e
avevamo risparmiato 50.000 euro. Che poi, però, si scontrerà, Sindaca, si scontrerà con
la realtà e purtroppo il racconto della verità e il conto a carico dei cittadini, quello vero,
sarà alquanto salato e diverso rispetto a quello che oggi lei ci vuole propinare qui. Solo
la candidatura ci costerà milioni di euro, che saranno ripartiti tra Comune, Regione e
CIO. Il costo preventivo dell'Olimpiade 2026 è 4 volte più costoso di quello che era il
preventivo del 2006: 2 miliardi oggi, 560 milioni allora. Tramite accesso agli atti, risulta
anche che le trasferte da lei effettuate, insieme ai suoi collaboratori, sono a carico della
collettività. Sotto questo fronte la invito, la invito caldamente ad avere un minimo di
coscienza, valutando anche la possibilità di farsi carico, autonomamente, di queste
spese, visto e considerato che ai torinesi, a loro, anche solo per riparare una buca, non
sappiamo che raccontare: che non ci sono le risorse, per colpa dei debiti lasciati sulla
Città dal Partito Democratico, dal passato, dalla politica, appunto, che proponeva, ed
oggi è quasi più coerente, no quasi, togliamo il quasi, è più coerente e continua a
proporre e ad appoggiare - mi riferisco al Partito Democratico - mentre le famiglie che
vivono in tenda, quelle sempre dei quartieri di periferia, continuano a vivere in tenda,
nella più totale solitudine, se non grazie alla solidarietà degli abitanti delle periferie.
Quindi, come le dicevo, la invito caldamente a pagarsi di tasca sua, con il suo
emolumento, le future spese per andare a Roma ad incontrare ai Tavoli, tutti i vari
impegni che potrà concordare rispetto all'organizzazione delle Olimpiadi. La morale di
questa favola, ormai conclusa per me, già da tempo, ci dice due cose, però: il primo è
che il Movimento 5 Stelle sia omologato alla politica del potere, tradendo i suoi principi
e ha sostanzialmente dimostrato di non avere controproposte, ma soltanto una mancanza
di visione politica, che si trasforma nel rincorrere i sogni effimeri del passato, per
regalare alla Città tanto fumo negli occhi, con un evento che durerà 15 giorni, che
lascerà dietro di sé, ancora una volta, debiti, degrado, ma soprattutto non costruirà
risposte per i reali bisogni e le emergenze dei cittadini torinesi. Come nel passato, anche
la politica del cambiamento continua a perseguire gli stessi errori dei suoi predecessori,
dove l'importante non è il prima, o il dopo, ma quello che conta è il regalare alle
persone facili illusioni di benessere momentaneo, senza avere la lungimiranza di
prendersi, davvero, cura dei reali problemi, altroché casa, lavoro, dignità; casa lavoro
dignità. Non a caso, un Paese indebitato come l'Italia vede ben tre città candidate e
disponibili ad ospitare le Olimpiadi 2026, manifestando così, ancora una volta, il palese
fallimento di una politica dedita al potere, al business, alla finanza, che utilizza le poche
risorse a disposizione per pubblicizzare se stessa e la propria autoreferenzialità.
Purtroppo, ancora una volta, ancora una volta, per le famiglie torinesi non importa se
non riescono ad arrivare a fine mese, se non riescono a mettere sul tavolo il pranzo con
la cena, non importa se vivono in tenda perchè non hanno più una casa, tanto ci sono i
cittadini del quartiere di periferia che continueranno a produrre le loro raccolte fondi;
come non importa se non hanno un lavoro, se sono una Partita IVA massacrata dalle
tasse; non importa se le famiglie non si possono curare per mancanza di risorse
economiche o se la sanità e il welfare continuano a vivere di tagli alle risorse
economiche e umane; come non importa se si procede per mancanza di risorse alle
esternalizzazioni, alle privatizzazioni, alle dismissioni, alla svendita delle proprietà
pubbliche, dettate dai debiti di bilancio, o per la loro ristrutturazione. La priorità, la
priorità del Movimento 5 Stelle, come quella di tutte le altre grandi forze politiche, darà
ai cittadini torinesi il loro Capodanno, che durerà 15 giorni, circa, e con le vostre
risorse, ancora una volta, le vostre risorse - mi riferisco, naturalmente, ai cittadini -
ancora una volta si costruiranno la loro vetrina di facciata, una cattedrale nel deserto, ma
in fondo in fondo dicono che oggi Torino abbia bisogno di un sogno, una finzione low
cost, che si scontrerà con i debiti di cui si dovranno assumere la responsabilità civile e
penale, però, sia questa Sindaca, questa Maggioranza, che l'intero Movimento 5 Stelle.
Io lo dico, cara Sindaca, glielo dico proprio sinceramente, lei, per quanto mi riguarda,
ha perso ogni credibilità, e anche la sua Maggioranza. Io una cosa ve la voglio dire, mi
vergogno, mi vergogno di aver messo la faccia, di aver lavorato, di aver creduto,
davvero, nella politica del cambiamento e in funzione di questa vergogna, per protesta,
con gli strumenti che ho a disposizione, subito dopo il mio intervento abbandonerò
l'Aula, cara Sindaca, e scenderò sotto per unirmi al presidio: "No CONI, no Olimpiadi",
in piena solidarietà con le fasce deboli di questa città, che lei ha tradito.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie, ho iscritto a parlare la Consigliera Amore, ne ha facoltà per cinque minuti.

AMORE Monica
Grazie Presidente. Mi rendo conto che ci vuole coraggio e alcune persone, forse, il
coraggio lo usano, ma in realtà non ce l'hanno. Io ci tengo a precisare una cosa: Di
Maio è venuto perchè questo Gruppo ha chiamato Di Maio, perchè questo Gruppo
voleva un confronto; non è la Sindaca che ha chiamato Di Maio per chiedere aiuto e
questo ci tengo a precisarlo, perchè la riunione che c'è stata sabato sera si è svolta in un
clima molto, molto costruttivo e cauto, quindi ben venga il confronto, visto che il
Movimento 5 Stelle è al Governo. E con questo, dico, visto che le Olimpiadi, per
qualcuno, possono essere un bene o un male, ma questo è sempre tutto soggettivo, la
priorità del Governo è proprio quella di fare un'analisi dei costi-benefici, e lo ribadisco,
proprio perché siamo al Governo. Inoltre, dico che se le Olimpiadi devono essere fatte
in Italia, l'unica città dove probabilmente i costi sono inferiori rispetto alle altre città, è
proprio Torino. L'auspicio è quello proprio di creare delle Olimpiadi a 5 Stelle, e se le
Olimpiadi vengono gestite in un certo modo, e possono portare benefici al territorio,
allora ben venga il tutto. Una cosa che voglio ancora dire è quella che essere prevenuti
non è l'atteggiamento saggio da parte di un'Amministrazione, anzi,
un'Amministrazione quando è seria, ha il dovere di dimostrare la sua capacità. Io ci
tengo a dire questo e, per quanto riguarda le Olimpiadi, ben venga un'Olimpiade a 5
Stelle, grazie.
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