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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Giugno 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 12
INTERPELLANZA 2018-02353
"CHE FINE HANNO FATTO I ROM DEL CAMPO ABUSIVO DI CORSO TAZZOLI?" PRESENTATA IN DATA 11 GIUGNO 2018 - PRIMA FIRMATARIA MONTALBANO.
Interventi
MONTALBANO Deborah
Grazie, Presidente. Ma, apprendo quindi che tutti i cittadini rom del campo di corso
Tazzoli sono tornati in Romania. Io ho voluto presentare la richiesta di comunicazione
poi non accettata, quindi trasformata in interpellanza generale perché invece avevo
tutt'altre informazioni. Gliene porto alcune all'attenzione, la Stampa: "Dopo lo
sgombero del campo Tazzoli camper invadono borgo Filadelfia"; "Caravan rom - questa
è Cronaca Qui - caravan rom a Santa Rita Lingotto, un Consiglio aperto con la
Sindaca", Circoscrizione 2 e 8: "Chiediamo un incontro sui campi rom", quindi magari
nell'articolo poi si parla sempre di avvistamenti rispetto ad ex abitanti di corso Tazzoli,
quindi magari insomma contattiamo anche le Circoscrizioni 2 e 8 e rassicuriamo anche
loro. "Dopo lo sgombero del campo Tazzoli camper invadono Borgo Filadelfia
sgombrato il campo di corso Tazzoli zingari in camper nelle vie di periferia". Sono
quindi anche io, cioè mi ritengo più tranquilla nel sapere che invece sono tornati tutti
quanti in Romania e che abbiamo solo tre cittadini ospitanti qui a Torino. Io vorrei però
provare a porle delle questioni, nel senso che sono consapevole del fatto che il
superamento dei campi rom, quindi non gli sgomberi, ma il superamento dei campi rom
sia un tema e un obbiettivo complesso da raggiungere e credo che nessuno ha la
bacchetta magica oppure le soluzioni in tasca, anche io in questo momento che sto
parlando, ma di certo questo non può limitare un'analisi obbiettiva che è quella che ho
cercato di fare, che spero l'accoglierà, rispetto all'intervento dello sgombero effettuato
sul campo di corso Tazzoli, sia nel merito degli obbiettivi che a mio parere invece non
si sono raggiunti e sia nel metodo attuato. Io credo che non si possa lavorare sotto questi
fronti in emergenza con interventi di sgombero lasciando solo alla fase successiva la
costruzione di progetti per i singoli nuclei familiari in quanto, e lo si è visto, si produce
poi solo lo spostamento dei cittadini rom da un campo all'intero territorio cittadino in
maniera un po' così diciamo sparpagliata, ma se questo non è avvenuto ritiro quello che
ho detto. Come non si può, secondo me, e non si deve, anzi si deve, si dovrebbe evitare
di programmare l'accoglienza temporanea su quei quartieri specialmente quelli di
periferia che al momento sono privi di strumenti idonei sia sociali, sia culturali, sia
economici atti a supportare le difficoltà che queste convivenze possono produrre. Si
rischia e si rischierebbe solamente di mettere altra paglia vicino al fuoco e queste
situazioni credo che possano rischiare di produrre quelle che si chiamano delle tensioni
sociali e credo che i quartieri di periferia non abbiano bisogno in questo momento di
ritrovarsi con altre difficoltà rispetto a quelle che già sopportano tutti i giorni. Il
racconto, anche sotto il fronte del metodo è, Assessora, per carità, non fa capo il
riferimento solo a lei, però anche il racconto fatto, su questo sgombero di corso Tazzoli
mi ha lasciato abbastanza perplessa; si è parlato di un successo storico con invece tutta
la confusione che tra gli articoli di giornale, gli abitanti delle periferie e gli stessi rom
spaventati dall'intervento di sgombero, infatti da 120-150 quando poi c'è stato
l'intervento i rom presenti all'interno del campo erano una ventina, se non 13 come
riportava lei prima, quindi già quello ha creato una certa reazione e quindi sotto questo
fronte non posso condividere il racconto che è stato fatto rispetto a questo intervento,
però, perché anche io voglio essere costruttiva, ho trovato un articolo, un'intervista che
ha rilasciato Nosiglia che a me trova molto concorde; lui ha posto delle riflessioni molto
interessanti e quindi io gliele leggo qui in Aula se magari le è sfuggito questo articolo,
lui dice che: "È necessario che le istituzioni in primo luogo il Comune, che ne ha la
responsabilità primaria, civica e politica, concretizzi un progetto che metta al centro il
bene delle persone ed in particolare dei numerosi minori che occupano i campi rom e
che offra alternative di inclusione sociale appropriate e rispettose della cultura e delle
mentalità e stile di vita proprie di quel popolo. Il progetto che - dice lui - ritengo
possibile dovrebbe comportare spazi attrezzati dove sostare, trovare servizi essenziali
per vivere dignitosamente, un lavoro onesto, la frequenza alla scuola per minori e la
cura della salute. Bisogna agire con concretezza e non lasciare da sole le persone o dare
l'idea che si possa allungare all'infinito le soluzioni dei problemi. Questo non vale solo
per la questione dei rom o del MOI, ma anche per certi quartieri e credo che lui qui si
riferisse ai quartieri di periferia della Città che si sentono abbandonati perché in questo
modo si alimenta la divisione e la contrapposizione".

MONTALBANO Deborah
Che è quello che sarebbe successo se l'accoglienza temporanea si fosse poi
materializzata su via Onorato Vigliani o sul quartiere Vallette.

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