| Interventi |
| SCHELLINO Sonia (Assessora) Grazie. Allora, l'Ordinanza che è stata fatta dalla Sindaca, come è stato detto, è dovuta al fatto che una perizia dei Vigili del Fuoco, non una perizia, un verbale dei Vigili del Fuoco e un resoconto da parte dei nostri Uffici Tecnici, ha dato informazione alla Sindaca, secondo la quale la situazione in quel campo è estremamente pericolosa per le persone che vivono e quindi devono, c'è stato detto, che devono essere spostate. Che cosa abbiamo fatto? Allora, ci siamo mossi subito per fare in modo che ci siano degli spazi dove, per una settimana, queste persone potranno dormire, chi non avesse, eventualmente, uno spazio presso parenti, amici, o cose del genere. Questa mattina i Vigili hanno notificato e appeso l'ordinanza, tradotta anche il lingua rumena, abbiamo avuto cura di coinvolgere anche il Console rumeno, che ha piacere, ha dato massima disponibilità di partecipare alla vicinanza con queste persone, anche in modo di verifica delle posizioni, di aiuto, quello che può fare un Console, ovviamene, ed è stato coinvolto anche dal punto di vista della comunicazione, dell'informazione e di attivazione di eventuali, di tutte le eventuali reti, il Vescovo della Città di Torino. Questo dal punto di vista delle informazioni delle reti alle quali abbiamo chiesto collaborazione. Come Città abbiamo predisposto sia il sito che era già stato predisposto la settimana scorsa, in occasione dell'incendio, quindi la palestra, quella che viene normalmente utilizzata in casi di emergenza dalla Protezione Civile, più un altro sito al coperto, nella zona di via Onorato Vigliani, con delle tende della Croce Rossa, entrambi i siti gestiti dalla Croce Rosa, per dare la possibilità alle persone che vivono, che sono attualmente residenti in corso Tazzoli, di avere almeno una settimana di tempo per organizzarsi. Tra queste persone, ovviamente non sono persone completamente sconosciute, né ai Servizi, né ai Vigili, né ad altre organizzazioni, ci sono casi vari, ci sono alcuni, pochissimi casi, in emergenza sanitaria e queste persone, ovviamente, non verranno collocate in palestra o in posti insieme ad altri. C'è una persona che fa la chemioterapia, ad esempio, quindi, queste persone verranno collocate in spazi più adatti a persone malate, ma sono pochissimi casi. Ci sono poi invece altre persone che non hanno la residenza a Torino e hanno magari un coniuge o altri familiari in altre città, quindi valutiamo se vogliono ricongiungersi, se hanno bisogno, che ne so, di un biglietto del treno o quello che è. In ogni caso, verrà fatta, da parte dei Servizi e del Nucleo Nomadi, un'attenta valutazione delle caratteristiche di queste persone, anche in base al famoso articolo 10 del Regolamento, che prevede che tutte le persone che occupano, rom e sinti che occupano degli spazi all'interno della città, stiano, vengano trattati dal punto di vista della mappatura, della ricognizione dei dati con le caratteristiche del Regolamento e verrà valutata la loro situazione. Ci sono varie casistiche. Intanto bisogna vedere in quanti avranno interessi ad essere mappati, per vedere se possono essere aiutati, perchè alcune persone potrebbero semplicemente trovare spazio presso parenti, amici, familiari, eccetera, dopodiché vedremo cosa è possibile fare per i singoli casi. Ora, ci diamo una settimana per vedere quali caratteristiche hanno queste persone. Adesso, non voglio dire troppo, perché c'è la privacy delle persone, ma, banalmente, ci sono alcune persone che hanno un lavoro all'interno di quello spazio, quindi, se uno ha un lavoro a tempo indeterminato, forse può essere semplicemente aiutato a trovare una casa in affitto. Sì, è vero, mi ha telefonato prima una persona, dicendomi che una di queste persone ha un lavoro, che chiederebbe solo un aiuto a trovare una casa, un alloggio, che non ha mai trovato, non so per quale ragione, però, se uno ha un lavoro a tempo indeterminato, lo può probabilmente trovare. Comunque, ci diamo una settimana per capire chi ha eventualmente diritto a qualcosa, e come può essere gestito e comunque nessuno verrà lasciato da un giorno all'altro senza un tetto, senza un letto; una settimana di accoglienza in uno spazio, due spazi, come dicevo, ci saranno, per chi vuole, ovviamente. |