| Interventi |
| MONTALBANO Deborah Sì, grazie, Presidente. Ma, anche io mi associo ai ringraziamenti che i colleghi precedenti che sono intervenuti prima hanno già posto, quindi ringrazio tutti i presenti e anche i vari interventi. Quando sono stata eletta, circa due anni fa, nelle istituzioni il mio primo comunicato, che proprio era il primo comunicato, cioè non ne avevo mai scritto uno, quindi è stato anche abbastanza complicato, me lo ricordo, riguardava proprio questo tema perché si erano svolte alcune Commissioni; io all'epoca ero Presidente della IV Commissione, e quindi oggi sono andata a riprendermelo perché ho detto, va beh, dopo quasi due anni andiamo a vedere e così facciamo anche un budget in due anni di quello che è cambiato o peggiorato o migliorato insomma. Allora vi leggo il comunicato. Allora, il comunicato diceva questo, era il 30 settembre 2016: "Il Comune di Torino sta affrontando la criticità tramite lavori della IV Commissione Consiliare con un ordine del giorno e una mozione approvati dal Consiglio Comunale - che, ci tengo a precisare, riguardava diverse forze politiche - per riuscire ad ottenere dalle ASL e dalla Regione garanzia di continuità alle prestazioni domiciliari per persone non autosufficienti e sociosanitarie residenziali e semi residenziali per disabili minori. Procedere per continue proroghe non è rassicurante come dichiara la Regione che peraltro ha messo in discussione i diritti dei cittadini malati cronici, delle loro famiglie e dei lavoratori. La Conferenza Stato Regioni ha licenziato il testo della delibera relativa ai nuovi LEA al momento all'attenzione delle Commissioni Parlamentari. In caso di sua approvazione si correrebbe il rischio che le prestazioni di cura non vengano più coperte finanziariamente con fondi sanitari e quindi la loro erogazione subordinata integralmente e non solo relativamente al 50% della spesa come oggi, alla valutazione della condizione economica del nucleo familiare effettuata sulla base dell'ISEE. Attualmente le liste di attesa dell'ASL e della sola Città di Torino superano i 10.000 malati che hanno necessità di una presa in carico e di interventi per poter essere assistiti al proprio domicilio. L'interesse di quest'Amministrazione cittadina, in piena solidarietà con le realtà sociali e le azioni da loro promosse, è di preservare i diritti delle fasce deboli ed impegnarsi a contrastare con l'attività istituzionale il proseguimento dell'iter negativo che la Regione Piemonte porta avanti mettendo a rischio tutti i servizi territoriali". Passati i due anni, se faccio un quadro di ciò che è cambiato non è cambiato nulla. Si procede con successive continue proroghe, fra l'altro sempre poi all'ultimo, quindi quando siamo alla scadenza dei termini e quindi tutti che ci si preoccupa, le parti sociali, la parte politica, si arriva lì, si fa un'altra piccola proroga e tanto il problema lo si rimette nel cassetto, perché poi dobbiamo anche dirci un po' le cose come stanno, se no facciamo i Consigli aperti, ci prepariamo questi bei discorsi e però poi tanto finito andiamo a casa e non è cambiato nulla, quindi io preferisco essere un po' più rude, però scusate. Non è partito il Tavolo della Regione che a me risulti con il Governo rispetto alla delibera sui nuovi LEA, quindi è tutto fermo anche lì e i diritti delle fasce deboli dei cittadini sono sempre in un cassetto. E certo è che come IV Commissione abbiamo chiesto ripetutamente, parliamo anche un po' degli assenti, scusate, non si dovrebbe parlare di chi non c'è, però ad un certo punto... Abbiamo chiesto ripetutamente al dottor Alberti e alla Regione di poter visionare, credo che sia nel diritto di tutti, le liste di attesa aggiornate perché io i dati che vi ho esposto che scrivevo due anni fa sono comunque dei dati che fanno riferimento al 2014. Quante sono le famiglie oggi in lista d'attesa, qualcuno di voi lo sa? E non siamo riusciti neanche ad avere queste liste aggiornate e mi spiace, mi spiace, io ricordo le ripetute sollecitazioni in IV Commissione davanti al dottor Alberti che addirittura si era preso l'impegno di inviarci poi tramite mail a tutti i Consiglieri queste liste d'attesa, ricordo le sollecitazioni scritte dalla Consigliera Artesio, ma anche parte del PD sotto questo fronte, insomma c'è stato anche un lavoro che ha accomunato tutte le forze politiche perché sono dei dati; se vogliamo ragionare ad oggi su quella che è la situazione attuale dobbiamo avere i dati aggiornati perché molto probabilmente queste liste d'attesa non vengono messe a disposizione delle forze politiche a tutti i livelli perché forse, forse c'è qualcosa da nascondere, forse, forse i 10.000 di due anni li abbiamo superati da un pezzo e visto che oggi la Sanità, adesso mi scuseranno i colleghi, però io ogni qualvolta sento parlare della Regione e di Sanità parliamo di eccellenze, eccellenze che insomma sembra un po' che ormai vanno a filo diretto con l'Urbanistica, penso al Parco della Salute, noi parliamo di eccellenze che sono delle eccellenze poi, per carità, magari anche utili, però quando manca la base non si riesce a rispondere a queste di esigenze e poi sento parlare di eccellenze sanitarie perché dobbiamo fare una maxi, megastruttura, che tra l'altro prevederà anche un cambio dei posti letto, allora insomma c'è qualcosa che non va e se questa è l'eccellenza nazionale sanitaria io mi preoccupo e mi preoccupo gravemente e devo però, perché ci tengo, ci tengo, devo comunque sottolineare che da parte dell'Assessore di riferimento della IV Commissione ancora ad oggi, poi magari è sfuggito a me, ma io una posizione forte, dura anche solo nella richiesta delle liste d'attesa non l'ho mai vista. Io credo che la Città di Torino e gli Assessori preposti che fanno riferimento a questi temi devono sollecitare la Regione, la Città deve avere un ruolo che vada a spronare il livello regionale, invece purtroppo, lo dico, purtroppo vedo molto silenzio, vedo molto accomodarsi, vedo molto evitiamo di, non creiamo troppi problemi, cioè vedo molto un atteggiamento che è debole, è debole. Oggi è la ricorrenza della morte di un uomo che io ritengo essere un grandissimo uomo, Aldo Moro, probabilmente quando lui è stato assassinato io non ero neanche nata e probabilmente se io avessi vissuto quegli anni credo che insomma la mia parte politica non sarebbe stata quella di Aldo Moro, ma io sarei stata più verso Togliatti, Gramsci, eccetera, però stamattina andando insomma a riguardarmi alcuni interventi di Aldo Moro, alcune documentazioni e pensando a questo Consiglio ho estrapolato delle dichiarazioni di Aldo Moro, perché poi su questo dissento invece dalla Consigliera Artesio, io invece credo che la politica possa davvero fare tanto se la politica fa la politica, il problema è che io, per prima, io credo che la politica abbia perso la sua forza di propulsione perché la politica non ha più una visione, perché oggi la politica non è la vera politica e allora ho detto, portiamo un po' di vera politica a questo Consiglio Comunale. Aldo Moro diceva nel 1976 durante le elezioni politiche la visione, quanti anni sono? 50 anni fa credo circa. Diceva: "Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non sorgerà un nuovo senso del dovere". Tutta un po', diciamo così, la forza politica, la visione politica di questo grande uomo si muoveva intorno ad una frase e la frase era questa: "La persona prima di tutto" e attenzione Aldo Moro quando diceva "la persona prima di tutto" voleva dire che la politica doveva rispondere alle persone ancora prima che ai cittadini, faceva un distinguo fra la persona e il cittadino. E poi concludeva così, diceva: "Quando e se lo Stato non riuscirà più a riconoscere e garantire i diritti della persona, allora quello sarà il giorno della fine dello Stato democratico", 50 anni fa, 40 anni fa. Direi che è attualissimo, attualissimo. Adesso il mio intervento sarebbe dovuto passare a quelle che erano le richieste da fare, però l'Assessore Saitta non è presente, il dottor Alberti non è presente, l'Assessora Schellino non è presente, io non sono abituata a fare richieste alle sedie vuote e quindi concludo qui il mio intervento. |