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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 9 Maggio 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 7

Continuità cure per i malati non autosufficienti e sistema dei servizi socio-sanitari dedicati.
Interventi
MONTALBANO Deborah
Sì, grazie, Presidente. Ma, anche io mi associo ai ringraziamenti che i colleghi
precedenti che sono intervenuti prima hanno già posto, quindi ringrazio tutti i presenti e
anche i vari interventi. Quando sono stata eletta, circa due anni fa, nelle istituzioni il
mio primo comunicato, che proprio era il primo comunicato, cioè non ne avevo mai
scritto uno, quindi è stato anche abbastanza complicato, me lo ricordo, riguardava
proprio questo tema perché si erano svolte alcune Commissioni; io all'epoca ero
Presidente della IV Commissione, e quindi oggi sono andata a riprendermelo perché ho
detto, va beh, dopo quasi due anni andiamo a vedere e così facciamo anche un budget in
due anni di quello che è cambiato o peggiorato o migliorato insomma. Allora vi leggo il
comunicato. Allora, il comunicato diceva questo, era il 30 settembre 2016: "Il Comune
di Torino sta affrontando la criticità tramite lavori della IV Commissione Consiliare con
un ordine del giorno e una mozione approvati dal Consiglio Comunale - che, ci tengo a
precisare, riguardava diverse forze politiche - per riuscire ad ottenere dalle ASL e dalla
Regione garanzia di continuità alle prestazioni domiciliari per persone non
autosufficienti e sociosanitarie residenziali e semi residenziali per disabili minori.
Procedere per continue proroghe non è rassicurante come dichiara la Regione che
peraltro ha messo in discussione i diritti dei cittadini malati cronici, delle loro famiglie e
dei lavoratori. La Conferenza Stato Regioni ha licenziato il testo della delibera relativa
ai nuovi LEA al momento all'attenzione delle Commissioni Parlamentari. In caso di sua
approvazione si correrebbe il rischio che le prestazioni di cura non vengano più coperte
finanziariamente con fondi sanitari e quindi la loro erogazione subordinata
integralmente e non solo relativamente al 50% della spesa come oggi, alla valutazione
della condizione economica del nucleo familiare effettuata sulla base dell'ISEE.
Attualmente le liste di attesa dell'ASL e della sola Città di Torino superano i 10.000
malati che hanno necessità di una presa in carico e di interventi per poter essere assistiti
al proprio domicilio. L'interesse di quest'Amministrazione cittadina, in piena solidarietà
con le realtà sociali e le azioni da loro promosse, è di preservare i diritti delle fasce
deboli ed impegnarsi a contrastare con l'attività istituzionale il proseguimento dell'iter
negativo che la Regione Piemonte porta avanti mettendo a rischio tutti i servizi
territoriali". Passati i due anni, se faccio un quadro di ciò che è cambiato non è cambiato
nulla. Si procede con successive continue proroghe, fra l'altro sempre poi all'ultimo,
quindi quando siamo alla scadenza dei termini e quindi tutti che ci si preoccupa, le parti
sociali, la parte politica, si arriva lì, si fa un'altra piccola proroga e tanto il problema lo
si rimette nel cassetto, perché poi dobbiamo anche dirci un po' le cose come stanno, se
no facciamo i Consigli aperti, ci prepariamo questi bei discorsi e però poi tanto finito
andiamo a casa e non è cambiato nulla, quindi io preferisco essere un po' più rude, però
scusate. Non è partito il Tavolo della Regione che a me risulti con il Governo rispetto
alla delibera sui nuovi LEA, quindi è tutto fermo anche lì e i diritti delle fasce deboli dei
cittadini sono sempre in un cassetto. E certo è che come IV Commissione abbiamo
chiesto ripetutamente, parliamo anche un po' degli assenti, scusate, non si dovrebbe
parlare di chi non c'è, però ad un certo punto... Abbiamo chiesto ripetutamente al dottor
Alberti e alla Regione di poter visionare, credo che sia nel diritto di tutti, le liste di
attesa aggiornate perché io i dati che vi ho esposto che scrivevo due anni fa sono
comunque dei dati che fanno riferimento al 2014. Quante sono le famiglie oggi in lista
d'attesa, qualcuno di voi lo sa? E non siamo riusciti neanche ad avere queste liste
aggiornate e mi spiace, mi spiace, io ricordo le ripetute sollecitazioni in IV
Commissione davanti al dottor Alberti che addirittura si era preso l'impegno di inviarci
poi tramite mail a tutti i Consiglieri queste liste d'attesa, ricordo le sollecitazioni scritte
dalla Consigliera Artesio, ma anche parte del PD sotto questo fronte, insomma c'è stato
anche un lavoro che ha accomunato tutte le forze politiche perché sono dei dati; se
vogliamo ragionare ad oggi su quella che è la situazione attuale dobbiamo avere i dati
aggiornati perché molto probabilmente queste liste d'attesa non vengono messe a
disposizione delle forze politiche a tutti i livelli perché forse, forse c'è qualcosa da
nascondere, forse, forse i 10.000 di due anni li abbiamo superati da un pezzo e visto che
oggi la Sanità, adesso mi scuseranno i colleghi, però io ogni qualvolta sento parlare
della Regione e di Sanità parliamo di eccellenze, eccellenze che insomma sembra un po'
che ormai vanno a filo diretto con l'Urbanistica, penso al Parco della Salute, noi
parliamo di eccellenze che sono delle eccellenze poi, per carità, magari anche utili, però
quando manca la base non si riesce a rispondere a queste di esigenze e poi sento parlare
di eccellenze sanitarie perché dobbiamo fare una maxi, megastruttura, che tra l'altro
prevederà anche un cambio dei posti letto, allora insomma c'è qualcosa che non va e se
questa è l'eccellenza nazionale sanitaria io mi preoccupo e mi preoccupo gravemente e
devo però, perché ci tengo, ci tengo, devo comunque sottolineare che da parte
dell'Assessore di riferimento della IV Commissione ancora ad oggi, poi magari è
sfuggito a me, ma io una posizione forte, dura anche solo nella richiesta delle liste
d'attesa non l'ho mai vista. Io credo che la Città di Torino e gli Assessori preposti che
fanno riferimento a questi temi devono sollecitare la Regione, la Città deve avere un
ruolo che vada a spronare il livello regionale, invece purtroppo, lo dico, purtroppo vedo
molto silenzio, vedo molto accomodarsi, vedo molto evitiamo di, non creiamo troppi
problemi, cioè vedo molto un atteggiamento che è debole, è debole. Oggi è la ricorrenza
della morte di un uomo che io ritengo essere un grandissimo uomo, Aldo Moro,
probabilmente quando lui è stato assassinato io non ero neanche nata e probabilmente se
io avessi vissuto quegli anni credo che insomma la mia parte politica non sarebbe stata
quella di Aldo Moro, ma io sarei stata più verso Togliatti, Gramsci, eccetera, però
stamattina andando insomma a riguardarmi alcuni interventi di Aldo Moro, alcune
documentazioni e pensando a questo Consiglio ho estrapolato delle dichiarazioni di
Aldo Moro, perché poi su questo dissento invece dalla Consigliera Artesio, io invece
credo che la politica possa davvero fare tanto se la politica fa la politica, il problema è
che io, per prima, io credo che la politica abbia perso la sua forza di propulsione perché
la politica non ha più una visione, perché oggi la politica non è la vera politica e allora
ho detto, portiamo un po' di vera politica a questo Consiglio Comunale. Aldo Moro
diceva nel 1976 durante le elezioni politiche la visione, quanti anni sono? 50 anni fa
credo circa. Diceva: "Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si
rivelerà effimera se non sorgerà un nuovo senso del dovere". Tutta un po', diciamo così,
la forza politica, la visione politica di questo grande uomo si muoveva intorno ad una
frase e la frase era questa: "La persona prima di tutto" e attenzione Aldo Moro quando
diceva "la persona prima di tutto" voleva dire che la politica doveva rispondere alle
persone ancora prima che ai cittadini, faceva un distinguo fra la persona e il cittadino. E
poi concludeva così, diceva: "Quando e se lo Stato non riuscirà più a riconoscere e
garantire i diritti della persona, allora quello sarà il giorno della fine dello Stato
democratico", 50 anni fa, 40 anni fa. Direi che è attualissimo, attualissimo. Adesso il
mio intervento sarebbe dovuto passare a quelle che erano le richieste da fare, però
l'Assessore Saitta non è presente, il dottor Alberti non è presente, l'Assessora Schellino
non è presente, io non sono abituata a fare richieste alle sedie vuote e quindi concludo
qui il mio intervento.

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