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| LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario) Proseguiamo i nostri lavori, l'interpellanza successiva, non vedo l'Assessore Rolando. Risponde l'Assessora Schellino? C'è una 1327 del Consigliere Magliano: "Corso Lombardia 123 scala B: la casa dei perché dei residenti e dei non so dell'Amministrazione" LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario) Prego, Assessora Schellino. SCHELLINO Sonia (Assessora) Allora, a proposito di questo immobile, si tratta di 60 alloggi del Patrimonio della Città, in parte con inserimenti avvenuti da tempo, in parte assegnati alla Fondazione Operti e in parte assegnati tramite l'agenzia Lo.C.A.Re.. Nell'articolazione dei Servizi e delle Direzioni qualche volta può accadere che un ufficio non sia informato di tutti gli interventi della Direzione o, a maggior ragione, di altre Direzioni; inoltre, alcune decisioni sull'utilizzo di questo stabile sono successive alla sua precedente interpellanza. Lo stabile comunale abitativo di corso Lombardia 121/123, di intera proprietà della Città di Torino, è composto di 60 unità immobiliari, come dicevo, e il Servizio di edilizia abitativa pubblica per il sociale si occupa di eseguire le manutenzioni ordinarie e straordinarie, sia sulle parti comuni che all'interno degli alloggi. Attualmente sono in corso di esecuzione lavori manutentivi e di messa a norma di alcuni alloggi occupati e di due alloggi vuoti che sono stati richiesti dall'Area ERP per metterli a disposizione del progetto Lo.C.A.Re.. Recentemente, poco più di 2 anni fa, l'intero stabile è stato oggetto di un grosso intervento manutentivo che ha riguardato l'intera sostituzione della copertura con una nuova in legno lamellare e manto in lamiera metallica coibentata, rifacimento delle guaine dei cornicioni, ripristino delle parti ammalorate della facciata su cortile e dei parapetti dei vani scala; completa ritinteggiatura delle facciate e sostituzione dell'architrave fessurata del passo carraio con una nuova in marmo verde; reimpermeabilizzazione delle coperture dei box. Alcuni anni prima si è proceduto alla messa a norma degli impianti elettrici, degli alloggi e dei vani scala oltre alla messa a norma degli impianti a gas. Nel cortile si era provveduto a ripristinare i tratti di pavimentazione bituminosa danneggiata, e a seguito della ricezione dell'interpellanza, gli uffici hanno provveduto ad effettuare un sopralluogo durante il quale è emerso che la pavimentazione del cortile non presenta buche o danneggiamenti tali da giustificare un intervento manutentivo, né risultano agli atti degli uffici richieste degli inquilini in tal senso, invece è stata segnalata una localizzata infiltrazione d'acqua della copertura dei box, che è stata presa in carico, e a cui si provvederà in tempi brevi. Parimenti mediante un'azione in sinergia con Prefettura, Regione, Diocesi e Compagnia di San Paolo, come è noto, nell'ambito del più ampio progetto di ricollocazione dei profughi attualmente dimoranti nelle palazzine ex MOI in presenza di uno stanziamento ministeriale in spesa corrente, appositamente destinato ad interventi a sostegno sociale e all'integrazione di soggetti stranieri, sono state individuate delle unità abitative di proprietà comunale da adattare a residenza di questi ultimi, di cui una in corso Lombardia 123. Nel momento di stipula dell'intesa tra le parti solo i Servizi edifici comunali - gestione tecnica, godeva di un affidamento in corso di gara per opere di manutenzione ordinaria sul patrimonio edilizio comunale, che pertanto è stato incaricato in via eccezionale di eseguire gli interventi di riadattamento degli alloggi, in particolare quegli relativi a corso Lombardia 123, piano terreno, hanno comportato il rifacimento del bagno e della cucina, degli impianti elettrico ed idrico. Gli interventi, seppur rumorosi in fase di demolizione, come ogni intervento di ristrutturazione, sono stati eseguiti nel rispetto del vicinato e nelle fasce orarie di servizio con le possibili accortezze del caso. Da ultimo corre l'obbligo di evidenziare che eventuali malintesi, per i quali si esprimono naturalmente le dovute scuse, possono essere stati creati in assoluta buona fede dal fatto che i lavori presso l'unità abitativa di corso Lombardia 123, piano terreno, sono stati eseguiti da un Servizio diverso da quello istituzionalmente preposto sul fronte abitativo, nell'ottica di una sempre fattiva collaborazione interdivisionale. Un solo alloggio al piano terra di corso Lombardia, come detto, è stato destinato al progetto MOI. Si tratta di quattro posti; è stato ristrutturato con fondi ministeriale dedicati a soli interventi di questo genere e sono stati fatti interventi essenziali per poterlo utilizzare in sicurezza. Circa la valutazione di impatto sociale, i requisiti di azione sono fissati con una delibera che stabiliva l'utilizzo tramite Lo.C.A.Re. degli alloggi del patrimonio della Città che si liberano. Il 50% dei locatari devono essere persone iscritte a Lo.C.A.Re., ma non in carico ai servizi e 50 persone in carico ai servizi. Un alloggio da quattro posti destinato a persone del progetto MOI, singole o famiglie, questo si vedrà in base alle persone che saranno ritenute più idonee ad occupare quegli spazi, sotto tanti punti di vista. Un alloggio da quattro posti, dicevo su 60 unità immobiliari non si ritiene turbi l' equilibrio. Al di là di quanto accaduto in passato per il presente e il futuro si opera con la massima attenzione per evitare concentrazioni di persone con condizioni sociali e problematiche personali complesse, al di là della provenienza geografica, sia nei condomini di proprietà della Città, sia nelle soluzioni reperite privatamente dai fornitori aggiudicatari di appalti. Tutta l'esperienza dello SPRAR è strutturata con piccole e medie unità abitative diffuse nel territorio, e questa è l'ottica che stiamo utilizzando il più possibile per questo genere di interventi. LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario) Grazie, Assessora. Prego, Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Presidente. Ma come avrà letto o avrà avuto modo di leggere nell'interpellanza, tutto il "rilevato che" è la difficoltà che ho avuto di riuscire a capire che se i suoi uffici erano a conoscenza o meno dei lavori che venivano fatti all'interno di questa struttura. La cosa pazzesca è che alle mie domande: "Ma scusate, state facendo interventi?", "No". Io mandavo la foto dell'intervento sull'appartamento e continuavate a dire "No, no, a noi non ci risulta", ma se vi ho mandato la foto! Ma questo vuol dire che i suoi uffici, gli uffici competenti non si sono posti il problema: "Ma chi è che sta intervenendo lì?". Per cui, menomale che oggi in Aula, quantomeno... perché, se lei legge il "rilevato che" è abbastanza imbarazzante, nel senso che più volte ho omesso di mettere i nomi di chi rispondeva alle email, perché sarebbe stato stucchevole, però già questo, non le nego, Assessora, se non riusciamo noi a capire cosa fa l'Amministrazione all'interno delle sue case, figurarsi un cittadino che vive lì. Tra l'altro, le chiedo, se è possibile, visto che ha letto molto velocemente, se è possibile avere la nota che ha letto in Aula. Quindi, al di là di questo dato, quindi, siamo arrivati a capire che al piano terra è stato ristrutturato. L'unica cosa che non ho colto, visto che in questa palazzina noi abbiamo una serie di appartamenti, nell'interpellanza precedente mi disse che quelli al sesto piano, settimo, erano gestiti dall'Operti; a questo primo piano, questo piano terra, verranno dati al progetto MOI perché, Presidente, io questa cosa non l'ho colta, verranno dati al progetto MOI o no? Se può solo dirmi questa... Sì? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, se poi, Presidente... Se può solo ridare la parola all'Assessora, perché non ho capito. LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario) Prego, Assessora. SCHELLINO Sonia (Assessora) Sì, come detto, è un alloggio da quattro posti destinato all'interno del progetto. Sono sempre accompagnamenti leggeri, le persone sono accompagnate, selezionate, non sono persone che vengono..., cioè non è un CAS; è una famiglia o un piccolo gruppo di persone, seguite dal progetto, che stanno transitando verso l'autonomia abitativa e lavorativa. In quell'immobile quattro posti saranno dedicati a questo. Aggiungo soltanto che il problema di cui ritorno a scusarmi del fatto che uno non sapeva cosa faceva l'altro è dovuto a due direzioni diverse che interagivano in quella..., su quell'immobile e le persone che le hanno risposto non si sono parlate, di questo mi scuso. LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario) Prego, Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Presidente, che ha permesso di integrare all'Assessora. Sì, al di là di questo, però il problema, Assessora, secondo me è che noi però quando io le scrivo il tema di valutazione di impatto sociale è vero che possono anche essere solo quattro, ma se noi non teniamo conto della storia che è accaduta solo in corso Lombardia 123 scala B è evidente che i cittadini che vivono... io penso e mi auguro che i vostri uffici siano assolutamente a conoscenza sulla tipologia di persone che vivono lì perché in quella scala vi sono donne anziane sole e spesso persone con disabilità. Lei chieda ai suoi uffici di farle una relazione su come il vecchio inserimento è stato accolto, di come si sono comportati coloro che erano lì; un disastro. Un disastro. Per cui, se i suoi uffici pensano di ridire a queste persone che oggettivamente per i primi mesi si sono adeguate, dopodiché avevano paura ad uscire di casa, se però i suoi uffici dicono: "Ma sì, sono solo quattro", dipende anche dalla storia perché così non è che aumentate il livello di integrazione, il livello di accettazione della diversità, fate solo spaventare la gente ed è per quello che dicevo la valutazione di impatto sociale che tenga conto della tipologia di persona che vive in una casa, dell'età, delle condizioni, perché io, Presidente, a me piacerebbe andare ad incontrare i cittadini che vivono lì ed è per quello che dicevo magari proviamo a ragionare su un inserimento di una famiglia perché magari una famiglia, mamma, papà e due bimbi è più semplice. L'ultima volta in quella struttura vennero messi solo soggetti maschili superiori ai 20 anni, quindi non si creava neanche tra di loro la coesione sociale tipica di una famiglia che quindi ha due bimbetti, che magari potevano fare un po' di rumore, ma non potevano invadere il condominio tutte le volte che entravano, per cui io, Presidente, chiedo che questo tema venga approfondito in Commissione perché mi piacerebbe capire come andiamo ad individuare, soprattutto se arrivano dal progetto ex MOI, come andiamo ad individuare le persone, perché qualcuno però, a differenza dei silenzi e dei "non so" del suo funzionario che regolarmente quando chiamano le cittadine che abitano lì dice: "Non so, non so, non so", però noi qualcosa dovremmo dirglielo perché non c'è niente di peggio di dire: "Da domani ci sono questi" senza aver preparato i cittadini, senza aver fatto dei momenti di accoglienza, senza aver fatto tutte quelle misure che potrebbero permettere un'accoglienza consapevole da una parte e dall'altra il capire che si è passati dall'ex MOI dentro a una condizione di condominio e che quindi ci sono alcune regole che debbono essere rispettate. Per cui da questo punto di vista io chiedo all'Assessora di poter avere quanto letto. Sono molto preoccupato della tipologia di persone, non evidentemente dal paese da cui arrivano, ma la conformazione che avranno, se saranno di nuovo quattro ragazzi con nessun legame tra di loro che vengono messi lì, sarà l'ennesimo disastro e a quel punto poi chiederemo che le persone che io ricevo regolarmente, molto preoccupate, vadano direttamente dall'Assessora, ma nello stesso tempo di approfondire in Commissione su quali criteri noi utilizziamo, perché questi sono criteri nostri, non è la Fondazione Operti; qua siamo noi che scegliamo e il fatto di non dire alcunché ai cittadini che vivono lì e regolarmente ci pagano, pagano l'affitto, mi pare quantomeno non rispettoso di chi vorrebbe sapere di che morte morire rispetto alla sua condizione di inquilino. Per cui, io sono preoccupato, chiedo alla Presidente di Commissione IV, al Presidente di Commissione IV che vedo in Aula, il Presidente Iaria, di poter fare un approfondimento sui criteri, se il tema dell'analisi dell'impatto sociale può diventare uno degli elementi che tenga conto dello storico e tenga conto delle persone che vivono all'interno di come si sono trovate nei precedenti esperimenti, cioè malissimo, dopodiché mi auguro che in Commissione si possano trovare delle soluzioni perché, e concludo, Presidente, l'attenzione all'integrazione deve passare innanzitutto da una doppia consapevolezza: di chi arriva e di chi vive già lì; se questo non avviene oggettivamente rischieremmo di avere altre cittadine, che sono tutte mediamente anziane, terrorizzate di uscire di casa e non penso che l'obbiettivo di integrazione venga raggiunto. Grazie. LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario) L'approfondimento in IV Commissione Consiliare è concesso. |