| Interventi |
| TRESSO Francesco Sì, grazie, Presidente. Ma, Sindaca Appendino, io le faccio proprio una considerazione veloce, molto, molto semplice, a rischio di risultare anche ingenuo, ma tant'è. Come lei sa io sono stato eletto in una Lista Civica che appoggiava la precedente Amministrazione, quindi non avevo esperienze pregresse, ho iniziato a frequentare quest'Aula, sedendomi nei banchi dell'Opposizione e le confesso che fin da subito ho guardato a lei, comunque anche con ammirazione, perché ritenevo che una donna giovane come lei fosse molto coraggiosa nell'affrontare questo tipo di mandato, che richiede indubbiamente capacità e sicuramente un grande impegno. Quello che devo dire, a distanza di quasi due anni, che francamente mi lascia sorpreso, è che le persone che più strettamente hanno collaborato con lei, che più, in maniera vicina hanno influito ed hanno condiviso con lei le scelte, entrambe le persone ad iniziare dal suo Capo Ufficio di Gabinetto, Luca Pasquaretta, di cui oggi parliamo, non mi sembra si siano distinte in questi due anni in atteggiamenti, in opportunità che potevano essere veramente date da persone che potevano essere scelte proprio per il compito che lei era chiamata a sostenere, in figure che avessero maggiore ponderazione, giudizio e capacità anche di comportamento. Ora, io non entro di nuovo nel merito di quanto sia stato possibile eseguire da parte del suo Capo Ufficio Stampa, in quei 15 giorni, questi 5.000 Euro non sono quelli che purtroppo salveranno il destino del Salone del Libro, però certo è una questione anche di immagine. Peraltro, appunto, come è stato richiamato, detto da chi sedendosi alla guida di questa Città, aveva richiamato la necessità di dare un grosso segnale di cambiamento, di rottura, di rinascita da un punto di vista anche degli atteggiamenti nei confronti della serietà e della pulizia, di atteggiamenti che erano stati contestati. Ora, era davvero, come lei ci dice, al corrente di tutto ciò? Allora è doppiamente grave, perché davvero per una questione di immagine, forse era molto meglio dissuadere dalla possibilità... 5.000 Euro non cambiavano la vita di Luca Pasquaretta, credo. Forse, allora, era il caso davvero di valutare se non era opportuno dissuaderlo da questa possibilità, poi ci verrà a raccontare che tipo di consulenza, quali servigi aveva potuto rendere in virtù del suo curriculum. Chiudo comunque dicendo che, come è stato detto anche da altri, questo Salone lo stanno facendo dipendenti non pagati, consulenti non pagati, fornitori che sono in attesa. Ora, sicuramente la vicenda di Pasquaretta non sarà quella che delineerà il futuro del Salone del Libro, che è una situazione che tutti vogliono che sopravviva, perché è fondamentale per questo territorio, per la reputazione e l'economia del territorio stesso, e qui bisognerà che la politica, invece, si prenda davvero le sue responsabilità; però sicuramente, anche questa vicenda non fa un gran bene, ecco, non porta proprio un'immagine di serietà e non ci lascia un segnale positivo anche per il futuro. Francamente, una brutta pagina che speravamo oggi lei avesse un pochino più anche, mi consenta, anche di dignità nello spiegarci. |