| Interventi |
| TRESSO Francesco Grazie, Presidente. Mah, io intervengo brevemente solo per dire che, non entro nel merito della questione dell'individuazione del nuovo Sovrintendente, perché non ho sicuramente le competenze e non voglio ... così ... dare giudizi sulle figure professionali di persone che hanno un loro percorso, e tantomeno anche sul fatto che possano aver lasciato dei buchi - tra l'altro sfido chiunque forse a valutare chi non abbia gestito delle fondazioni liriche con delle passività - poi si può ragionare anche su questo. Però quello che invece lamento, effettivamente, è la modalità con cui questa situazione è stata gestita. Vede Assessora, da quello che lei oggi ci ha raccontato, tutto è stato causato da un'accelerazione di un processo che era in qualche modo in essere, e che quindi ha determinato una gran fretta nella valutazione e nel prendere questo tipo di decisione. Però sono state decisioni che, come già è stato detto da alcuni che mi hanno preceduto, non sono state in qualche modo anche condivise. Allora, una istituzione come il Teatro Regio, che è comunque un'istituzione a livello territoriale di eccellenza, non è solo il teatro di Torino, ma è il teatro che rappresenta tutto questo nostro territorio, e che in qualche misura è proprio l'eccellenza di quello che noi possiamo produrre a livello di cultura, richiede forse che ci sia una progettualità, ma nel senso di un'idea, di prospettiva, di sviluppo su quello che è la sua funzione e quello che deve assolvere. In questi due anni io francamente è la prima volta che ne sento parlare del Teatro Regio. Abbiamo avuto sì una mozione presentata da un Consigliere, dal Consigliere Giovara, che è in fase ancora articolata, di discussione, che sicuramente propone dei temi anche interessanti, a mio modo di vedere a volte anche velleitari, ma che comunque li pone, e su cui si sta probabilmente valutando, io poi non so dire se sia preferibile un (inc.) il modello alla tedesca, il modello anglosassone, però vorrei che l'Assessore ci dicesse rispetto a quello che è il contesto della città, che è il contesto di Torino, che è la storia del Teatro Regio per Torino, quella che è l'idea di sviluppo di un teatro, una Fondazione lirica, che non rischi poi di diventare un teatro nazionale, ma di una Fondazione di quello spessore, di quei livelli, e ci dice se oggi abbiamo individuato questa persona perché è quella che meglio si confà a quella idea che noi abbiamo, perché è quella che meglio ha risposto nei colloqui che avremo avuto a quella che era una nostra idea. Invece questo non l'abbiamo sentito. Abbiamo sentito che bisogna decidere in gran fretta e che questo ha determinato quindi il fatto di trovare una persona, anche forzando la mano e anche andando contro un parere che, per carità, non era scontato e non era richiesto che fosse unanime, ma che sicuramente poteva essere maggiormente condiviso e maggiormente concertato. Peraltro, mi fa piacere sentire che la Sindaca sentirà e udirà il 12, le maestranze e gli artisti, ma mi risulta che da parecchio tempo, anche gli artisti, hanno chiesto all'Assessora di incontrarla però questo poteva avvenire anche prima, anche per avere quel tipo di loro parere che poteva aiutare anche l'individuazione nella scelta. Quindi, in sostanza, io non trovo ... non mi esprimo sulla persona e lasciamolo lavorare, certo che preoccupa pensare che in un colpo solo abbiamo decapitato quest'istituzione nelle tre maggiori figure apicali: il Sovrintendente, il Direttore artistico e il Direttore musicale; poi che le cose fossero collegate perché cadendo uno cade anche l'altro, poi sicuramente è sembrato di cogliere che vi fossero anche dei dissapori, ma però questa situazione è una situazione che lascia delle preoccupazioni, e quindi andava gestita con un minimo più di ponderazione e di misuratezza. L'impressione è quella di aver agito comunque in fretta, volendo proporre questa scelta, ci affacciamo ad un periodo in cui probabilmente ancora per un tempo non proprio breve non avremo un governo, forse si poteva anche accettare di aspettare una settimana, e avere una situazione che tenesse conto di una maggiore condivisione e una maggiore partecipazione. Io credo che forse se lo meritava questa città, se lo meritava l'istituzione, se lo meritavano quei 300 dipendenti che lei ha citato, e indubbiamente sarebbe stato un risultato che avrebbe dato un contributo alla città un pochino più di livello, nell'ottica di non dire "Questa è un'istituzione e adesso la gestiamo noi", ma nell'ottica proprio di dire "Questa è un'eccellenza a cui stiamo puntando e vi facciamo capire che questo è il modello che abbiamo in testa e per questo stiamo facendo queste scelte". |