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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 3 Maggio 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 17

Comunicazioni della Sindaca su "Avvicendamenti al Teatro Regio".
Interventi
TRESSO Francesco
Grazie, Presidente. Mah, io intervengo brevemente solo per dire che, non entro nel
merito della questione dell'individuazione del nuovo Sovrintendente, perché non ho
sicuramente le competenze e non voglio ... così ... dare giudizi sulle figure professionali
di persone che hanno un loro percorso, e tantomeno anche sul fatto che possano aver
lasciato dei buchi - tra l'altro sfido chiunque forse a valutare chi non abbia gestito delle
fondazioni liriche con delle passività - poi si può ragionare anche su questo. Però quello
che invece lamento, effettivamente, è la modalità con cui questa situazione è stata
gestita. Vede Assessora, da quello che lei oggi ci ha raccontato, tutto è stato causato da
un'accelerazione di un processo che era in qualche modo in essere, e che quindi ha
determinato una gran fretta nella valutazione e nel prendere questo tipo di decisione.
Però sono state decisioni che, come già è stato detto da alcuni che mi hanno preceduto,
non sono state in qualche modo anche condivise. Allora, una istituzione come il Teatro
Regio, che è comunque un'istituzione a livello territoriale di eccellenza, non è solo il
teatro di Torino, ma è il teatro che rappresenta tutto questo nostro territorio, e che in
qualche misura è proprio l'eccellenza di quello che noi possiamo produrre a livello di
cultura, richiede forse che ci sia una progettualità, ma nel senso di un'idea, di
prospettiva, di sviluppo su quello che è la sua funzione e quello che deve assolvere. In
questi due anni io francamente è la prima volta che ne sento parlare del Teatro Regio.
Abbiamo avuto sì una mozione presentata da un Consigliere, dal Consigliere Giovara,
che è in fase ancora articolata, di discussione, che sicuramente propone dei temi anche
interessanti, a mio modo di vedere a volte anche velleitari, ma che comunque li pone, e
su cui si sta probabilmente valutando, io poi non so dire se sia preferibile un (inc.) il
modello alla tedesca, il modello anglosassone, però vorrei che l'Assessore ci dicesse
rispetto a quello che è il contesto della città, che è il contesto di Torino, che è la storia
del Teatro Regio per Torino, quella che è l'idea di sviluppo di un teatro, una Fondazione
lirica, che non rischi poi di diventare un teatro nazionale, ma di una Fondazione di
quello spessore, di quei livelli, e ci dice se oggi abbiamo individuato questa persona
perché è quella che meglio si confà a quella idea che noi abbiamo, perché è quella che
meglio ha risposto nei colloqui che avremo avuto a quella che era una nostra idea.
Invece questo non l'abbiamo sentito. Abbiamo sentito che bisogna decidere in gran
fretta e che questo ha determinato quindi il fatto di trovare una persona, anche forzando
la mano e anche andando contro un parere che, per carità, non era scontato e non era
richiesto che fosse unanime, ma che sicuramente poteva essere maggiormente condiviso
e maggiormente concertato. Peraltro, mi fa piacere sentire che la Sindaca sentirà e udirà
il 12, le maestranze e gli artisti, ma mi risulta che da parecchio tempo, anche gli artisti,
hanno chiesto all'Assessora di incontrarla però questo poteva avvenire anche prima,
anche per avere quel tipo di loro parere che poteva aiutare anche l'individuazione nella
scelta. Quindi, in sostanza, io non trovo ... non mi esprimo sulla persona e lasciamolo
lavorare, certo che preoccupa pensare che in un colpo solo abbiamo decapitato
quest'istituzione nelle tre maggiori figure apicali: il Sovrintendente, il Direttore artistico
e il Direttore musicale; poi che le cose fossero collegate perché cadendo uno cade anche
l'altro, poi sicuramente è sembrato di cogliere che vi fossero anche dei dissapori, ma
però questa situazione è una situazione che lascia delle preoccupazioni, e quindi andava
gestita con un minimo più di ponderazione e di misuratezza. L'impressione è quella di
aver agito comunque in fretta, volendo proporre questa scelta, ci affacciamo ad un
periodo in cui probabilmente ancora per un tempo non proprio breve non avremo un
governo, forse si poteva anche accettare di aspettare una settimana, e avere una
situazione che tenesse conto di una maggiore condivisione e una maggiore
partecipazione. Io credo che forse se lo meritava questa città, se lo meritava
l'istituzione, se lo meritavano quei 300 dipendenti che lei ha citato, e indubbiamente
sarebbe stato un risultato che avrebbe dato un contributo alla città un pochino più di
livello, nell'ottica di non dire "Questa è un'istituzione e adesso la gestiamo noi", ma
nell'ottica proprio di dire "Questa è un'eccellenza a cui stiamo puntando e vi facciamo
capire che questo è il modello che abbiamo in testa e per questo stiamo facendo queste
scelte".

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