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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200705030/08, presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto: "Area e relativi diritti edificatori siti nell'ambito Spina 1, Umi I. Alienazione ad asta pubblica per realizzazione edificio a torre e costituzione diritto di superficie in sottosuolo per realizzazione parcheggi pertinenziali. Importo Euro 22.122.000,00 fuori campo IVA. Approvazione" COPPOLA Michele (Vicepresidente) A questa proposta di deliberazione sono stati presentati alcuni emendamenti che sono stati accorpati a seguito di una mozione il cui primo firmatario, come da Regolamento, è il Presidente del Consiglio Comunale. La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Tengo particolarmente all'attenzione del Presidente della I Commissione, perché ritengo lo interessi particolarmente, dato che la I Commissione si occupa di Bilancio e che la proposta di deliberazione in oggetto riguarda un momento importante per ottenere l'equilibrio di Bilancio. Ritengo che questa proposta di deliberazione sia rimasta sospesa per troppo tempo e i motivi che hanno generato questa sospensione ci sono stati puntualmente illustrati dall'Assessore nel corso della seduta congiunta di I più II Commissione tenutasi venerdì scorso. Intervengo per esprimere il rammarico per il fatto che questa proposta di deliberazione, così importante per conseguire l'equilibrio di Bilancio, sia stata trattenuta e rimandata inutilmente, perché, a fronte di notizie apprese dai giornali, la Giunta ha chiesto di tenerla sospesa in Aula per verificare la possibilità che alcuni privati interloquissero con l'Amministrazione circa la fattibilità di una diversa utilizzazione delle destinazioni d'uso non solo di quanto è possibile realizzare sull'area oggetto della proposta di deliberazione, ma anche, in maniera concatenata quasi come se fosse un domino, su altre aree non troppo distanti da questa. La questione che voglio sollevare è sempre la stessa. Lo sviluppo urbanistico della città e gli importanti insediamenti su vaste aree che, in questi ultimi anni, stanno subendo delle trasformazioni, sono conseguenza non tanto di una scelta progettuale e di una pianificazione per iniziativa della Città, ma, purtroppo, sono la conseguenza di proposte neanche cercate, di interlocuzioni neanche favorite dalla Città, bensì ricevute ed attese dalla Città stessa. Assessore, è vero quanto ha detto in Commissione, ovvero che c'é un modo diverso di realizzare le trasformazioni urbanistiche sul territorio comunale che non deve più seguire l'ingessatura di una Legge Regionale ormai superata e vecchia, ed è vero che bisogna interloquire con i proponenti privati, con altre entità di natura privata che operano sul territorio, però ci piacerebbe che per una volta soltanto fosse la Città a cercare questi interlocutori, a chiedere questi incontri, a proporre delle soluzioni e a cercare delle soluzioni alternative. Al contrario, da quanto si apprende dalla stampa, la Città è sul colle ad aspettare che banche, fondazioni ed importanti centri di formazione si apprestino a verificare la fattibilità di alcune idee loro e non della Città, ed è solo a questo punto che la Città interviene per correggere, modificare e controproporre. Questa è l'idea che chiunque legga i giornali si fa dell'attività di trasformazione urbanistica che attualmente si esegue sulla città ed è per questo motivo che sosteniamo tutt'ora che sia quanto mai necessario ed opportuno instaurare un dialogo costante e continuo tra la Città e tutte le categorie, tutti gli operatori che hanno interesse alle trasformazioni urbanistiche del territorio cittadino. Lo abbiamo proposto a suo tempo - addirittura il Consiglio lo aveva anche approvato - e vorremmo che si iniziasse a ragionare sui futuri sviluppi urbanistici della città. Diverse volte ho citato quella che sarà la più grande trasformazione urbanistica sul territorio della Città di Torino che avverrà prossimamente, vale a dire quella sull'area dell'ex discarica delle Basse di Stura; questa trasformazione urbanistica, questi nuovi insediamenti che si prospettano non sono frutto di un'attività progettuale o ideale da parte della Città, ma si aspetterà - sempre acquisendo queste informazioni dai giornali - l'esito di un concorso di idee internazionale promosso dall'Ordine degli Architetti in occasione del Congresso Internazionale degli Architetti che si svolgerà a Torino nel 2008. Questo vuol dire, ripeto, una carenza di idee, di pianificazione e forse anche di volontà politica di fare i primi passi, facendo i quali ci si metterebbe in discussione, correndo il rischio di sbagliare e questo l'Amministrazione non vuole permetterselo, perché di errori ne commette già a iosa in altri campi e probabilmente vuole evitare critiche anche nel settore dell'urbanistica, quindi preferisce andare al traino piuttosto che condurre il gioco; sappiamo che questo atteggiamento è più facile, ma non è sicuramente quello che un'Amministrazione seria deve fare. Ritornando al punto di questa proposta di deliberazione, questa attesa ha messo a nudo proprio questa incapacità dell'Amministrazione di fare da traino e da proponente attivo dello sviluppo su importanti zone. Questo lo contestiamo, non lo condividiamo e, invece, cerchiamo - lo abbiamo già dimostrato in altre occasioni - di proporre un atteggiamento diverso, non un atteggiamento supino alle proposte altrui; vorremmo che la Città si facesse portavoce di nuove idee, di nuove iniziative, magari da discutere con tutte le parti interessate, ma che fosse essa stessa a fare il primo passo. Finora questo non è avvenuto e noi critichiamo questo atteggiamento passivo da parte dell'Amministrazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Presidente, chiederei l'applicazione dell'articolo 105, comma 2, del Regolamento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Tanto lo citerò per tre anni e mezzo, tutte le volte che non sarà così: "I componenti il Consiglio e gli Assessori partecipano alle adunanze seduti nei posti loro assegnati". COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Carossa, la ringrazio per avermi dato l'occasione di esprimere la mia opinione sull'interpretazione dell'articolo 105, comma 2, del Regolamento. Credo che si debba intendere che i Consiglieri partecipano alle adunanze sedendosi nei posti che sono stati loro assegnati, non potendo ogni volta cambiare posto. Questa è la mia interpretazione dell'articolo 105, comma 2, del Regolamento, ma, visto che ogni volta abbiamo una questione da porre all'Aula, potremmo chiedere un parere scritto al Segretario Generale che ci dia delucidazioni in merito. Potrebbe anche essere che, magari per una volta, dia ragione alla minoranza! Invece, passando al merito della proposta di deliberazione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le ricordo, Consigliere Cugusi, che lei è anche Presidente di Commissione, perciò dovrebbe essere ancor più attento nel mantenere un comportamento affine al Regolamento del nostro Consiglio. La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Vorrei soltanto premettere che voterò a favore di questa deliberazione, esprimendo un voto positivo, ma rivendicando il diritto ad un'analisi e ad una critica costruttiva rispetto a tutta l'operazione. Si tratta di una deliberazione molto importante, perché, sicuramente, pone le basi per una grande trasformazione di alcuni quartieri della città, cambierà il volto di interi suoi quartieri, che per decenni saranno caratterizzati dalla presenza di edifici di grandi dimensioni, i quali incideranno sulla vita degli abitanti. Questa deliberazione, attraverso l'asta per la cessione dei diritti edificatori, porterà nelle casse del Comune di Torino oltre 22 milioni di Euro; da qui, si capisce l'importanza dell'operazione, e credo che questo debba essere uno strumento straordinario - e non ordinario - per fare cassa e anche che, poi, occorrerà riflettere su come stiamo disegnando la città, perché si tratta di trasformazioni che dureranno secoli e - ripeto - cambieranno il volto d'intere aree del territorio torinese. Torino ha una sua conformazione equilibrata e ritengo, francamente, che questa operazione rischi di far saltare un certo equilibrio urbanistico. La mia, quindi, è una critica costruttiva, che va nella direzione di aprire una riflessione, perché penso che non si possa più procedere a colpi di Variante, cioè, che questa città non possa essere disegnata in maniera frammentaria, a pezzi, segmenti o settori di territorio. Credo, anzi, che la città debba avere una sua impostazione complessiva, ordinata, al di là dei grattacieli o meno, un tema che peraltro non mi appassiona, anche se non sono favorevole alle grandi dimensioni, poiché ritengo che Torino non sia New York né Tokio né Hong Kong, né città di quel tipo, bensì una città con una sua aulicità ed una propria storia urbanistica, dotata di un certo valore, con un disegno equilibrato - finora, secondo me -, che dovrebbe essere tutelato. Abbiamo ottenuto alcuni risultati, in un dibattito a volte persino conflittuale, anche all'interno della maggioranza, ma credo che, tutto sommato, ne sia valsa la pena. Alcuni aggiustamenti ed emendamenti, accolti dall'Assessore, in qualche modo hanno reso più accettabile questo provvedimento; ad esempio, nella proposta di deliberazione non c'è più scritto "è consentita un'altezza superiore...", perché l'espressione "è consentita" dava già per scontata una certa decisione. Poi, magari, ci capiterà ugualmente di avere un grattacielo di 180 metri, ma spero proprio di no, perché ritengo che un grattacielo simile non serva a questa città; tuttavia, non ci possiamo dividere fra conservatori e progressisti, a seconda se accettiamo o meno grattacieli di 180 metri o di 100 metri, poiché il fatto di essere progressisti o di essere conservatori ha altre basi, altri modi di vedere la società, le relazioni umane e gli assetti urbanistici della città. Alcuni Consiglieri di Alleanza Nazionale, nel corso di un dibattito in Commissione, mi hanno definito "preistorico", perché avevo una concezione un po' arretrata rispetto a questo modello di sviluppo. Sembra che, ormai, lo sviluppo debba essere necessariamente quello, ma, sinceramente, mi sembrano chiacchiere di poco o scarso valore; cioè, se non si realizza un grattacielo, non c'è sviluppo? Io non credo; anzi, ritengo che pure l'altezza di un edificio, in una situazione armoniosa, possa produrre squilibri, qualora venga collocato dentro un certo tessuto territoriale, anche perché, considerando che in un grattacielo di 180 metri possono entrare 5.000 persone, il loro spostamento verso quell'area produrrà sicuramente dei problemi. Credo che, all'interno della deliberazione, sia passato anche un altro tipo di ragionamento, attraverso un emendamento molto importante, presentato dal Consigliere Cerutti, sull'ecosostenibilità, qualità architettonica ed efficienza energetica dell'opera. La Sinistra radicale - come la definite - della coalizione ha prodotto questi ragionamenti, su argomenti che ritengo di straordinaria importanza; peraltro, il fatto che un'opera debba essere ecosostenibile non mi pare neppure un concetto rivoluzionario, semmai, si tratta di un concetto minimo di equilibrio urbanistico e anche di modalità di costruzione, che possano creare un impatto positivo sulle questioni ambientali ed energetiche. Passata quest'ondata di grattacieli, che mi auguro in tutta franchezza non vengano costruiti, bisognerà ragionare sull'impianto sostanziale del Piano Regolatore, inizialmente riguardante interventi sulle ex aree industriali, perché si pensava di superare il degrado e d'intervenire con progetti di tipo urbanistico-residenziale. Infatti, pensavamo che quel tessuto industriale potesse essere difeso, in qualche modo, poiché esistono edifici industriali con un certo pregio ed una certa importanza; secondo me, ad esempio, ripensando all'area dell'ex Venchi Unica, non si sarebbe dovuta demolire un'intera struttura industriale, poiché credo che pezzi di quell'architettura industriale andassero salvaguardati. Invece, così non è stato; tuttavia, penso che, ogni tanto, bisognerebbe suscitare qualche riflessione su queste vicende. Quindi, anche se voterò a favore del provvedimento, ho voluto porre questi accenti critici, con l'intento di andare verso un'idea di città che non sia sbilanciata, ma che tenga conto della Storia, anche quella urbanistica ed ambientale. Ripeto che Torino non potrà mai essere New York, come qualcuno ci ha anche rinfacciato nel dibattito, dicendo: "Guardate quelle città come sono belle". Non so se New York sia bella; francamente, mi piace poco, perché preferisco città che abbiano una dimensione più umana, che questa città conserva ancora. Penso che questa dimensione umana vada salvaguardata, soprattutto, dal Consiglio Comunale della città, che ha un dovere verso le future generazioni, perché non dobbiamo dimenticare che stiamo disegnando una città in cui vivranno altre generazioni, altri uomini ed altre donne; perciò, credo che dobbiamo anche pensare a loro, perché su queste vicende non si gioca. Il dibattito che abbiamo aperto è importante. Noi ci assumiamo delle responsabilità su questo provvedimento, quindi, lo votiamo, perché porterà denaro alle nostre casse, ma - ripeto - in maniera straordinaria, poiché il veicolo per incassare dovrebbe essere un altro; in questo caso, poiché la situazione finanziaria è problematica, dobbiamo ricorrere a tali mezzi, però spero che sia una delle ultime volte. Credo veramente che, dopo il voto a questa deliberazione, si possa aprire una riflessione, non solo in maggioranza, ma anche in tutto il Consiglio Comunale, sulla questione del Piano Regolatore, perché, così come si sta procedendo, non può più andar bene. Dal 1997 ad oggi, ho votato oltre 150 Varianti al Piano Regolatore e sono stato uno di quei Consiglieri che si è schierato contro l'impostazione di quel Piano Regolatore, nel 1994, e l'unico Gruppo che allora votò contro di esso fu il Gruppo di Rifondazione Comunista. Tuttavia, colgo anche alcune cose positive nell'impostazione; cioè, è anche importante che settori imprenditoriali possano sicuramente concretizzare le proprie idee, però, spero che queste ultime non rappresentino solamente la necessità di qualcuno di entrare nella Storia, bensì che questi interventi siano funzionali ad una città che, dal nostro punto di vista, dev'essere innanzitutto vivibile, equilibrata, e non dev'essere deformata rispetto al suo impianto storico. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Vorrei semplicemente integrare, con alcune battute, quanto appena detto dal Consigliere Gallo Domenico. Credo che il fatto di aver ripreso il corretto cammino che avevamo delineato per questa proposta di deliberazione, in qualche modo, sia fonte di sollievo per il Consiglio Comunale, poiché sapevamo di avere l'esigenza di Bilancio di mettere a frutto questi 22 milioni di Euro, capitalizzando, quindi, i diritti edificatori. Peraltro, abbiamo anche in parte discusso di tale operazione; però, nel momento in cui è stata delineata, ritengo importante proseguire, anche perché - l'avevo già detto in Commissione, ma vorrei ribadirlo in Aula -, in questo momento, non so quali garanzie ci potesse fornire qualsiasi altra ipotesi, perché potessimo comunque proseguire in un'altra direzione e lasciare da parte questa deliberazione. Come ho già detto con ironia, così potremo confrontarci con gli operatori privati e vedere quale potrà essere la loro risposta. Tra l'altro, chiedo che abbiamo la possibilità, come Commissioni, di seguire poi il progetto, perché già il Consigliere Gallo faceva riferimento agli emendamenti, presentati dall'Assessore Viano su nostra sollecitazione, che si soffermano sull'altezza dell'edificio, ma anche e soprattutto sulla sostenibilità ambientale dell'opera, proprio perché riteniamo che, se si vuole andare in una direzione che sia di vera modernità, questa opera debba essere appunto sostenibile dal punto di vista ambientale; conosciamo queste proposte di biograttacieli, che potrebbero essere un'ipotesi azzardata, per la città di Torino e per la stessa Italia, però ci porrebbero all'avanguardia nell'innovazione. Quindi, al di là del superare o meno i 100 metri, chiedo di poter seguire nelle Commissioni quali potranno essere le modalità del progetto. In conclusione, così come già è stato ribadito dai Consiglieri della maggioranza e dell'opposizione, questa opera e l'andamento della sua discussione pongono all'ordine del giorno del Consiglio Comunale l'esigenza di dotarsi di un nuovo strumento di pianificazione (che, magari, non abbia la rigidità del Piano Regolatore), che abbia una dimensione provinciale e che ci permetta di ridisegnare la città con una progettualità che possa essere condivisa dal pubblico e anche dal privato, avendo però una visione del pubblico da confrontare con il privato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Abbia pazienza, Presidente, ma stavo lavorando ai subemendamenti e non vorrei confondere gli argomenti. Ringrazio, comunque, per la disponibilità della maggioranza a farci lavorare con serenità; questa è, come dire, la democrazia che aleggia sempre in quest'Aula. Ringrazio, ovviamente, anche il Capogruppo Giorgis per la sua disponibilità. Questa deliberazione, Assessore, ha avuto indubbiamente un iter complesso e altalenante e devo dire che ci ha fatto quasi sognare! Prima, l'urgenza con cui è arrivata in Commissione ed il trasporto di qualche dirigente che è venuto addirittura ad insultarci indirettamente (lo voglio ricordare perché è stata veramente un'emozione non da poco), poi il primo stop in Aula ed un secondo stop da parte della maggioranza. Non voglio assolutamente farla lunga su questa vicenda, anche perché avevamo dichiarato che non eravamo contrari all'edificazione in altezza; noi abbiamo sottolineato due cose, che vorrei rimanessero a verbale, sulle quali non ci è stata data risposta. Anzitutto, l'altezza, che oggi, come ci ha ribadito l'Assessore, è ferma a 100 metri, quando sappiamo benissimo (è inutile che ce lo nascondiamo) che il progetto di questo grattacielo è ipoteticamente superiore, per non dire certamente superiore: si parla di circa 180 metri. Noi non siamo contrari, ma siamo favorevoli. Noi chiedevamo che ci fossero delle regole e che fossero uguali per tutti a cominciare da adesso, perché mi auguro che questo possa essere la prima di una serie di realtà che caratterizzeranno la Torino del futuro. Eppure, invece, abbiamo scoperto che la legge in questo Consiglio Comunale, in questa città non è uguale per tutti, perché per qualcuno (di cui parlavamo prima) e per i suoi amici, indirettamente, è un po' più uguale. Questa è la prima sottolineatura che vorrei fosse messa a verbale e rimanesse agli atti. L'altro aspetto che ci preoccupa (ma è connesso al primo) è quello di capire, se ci fosse una regola uguale per tutti, quali potrebbero essere le entrate per il Bilancio comunale. Come dicevano altri Colleghi, si tratta di entrate straordinarie: stiamo parlando di decine di milioni di Euro. Se ci fosse una regolamentazione certa, noi potremmo conoscere, individuando ormai una linea di percorrenza lungo la quale costruire queste strutture, anche un'ipotesi di maggiori entrate che potrebbero essere poi messe a frutto per questa Città. Su questo mi auguro ci sia una risposta, anche non ci sarà quest'oggi, perché la votazione ormai è alle porte e la deliberazione non ha, ovviamente, queste caratteristiche; mi auguro che questa possibilità ci sia per il futuro, in modo da dare una certezza non solo agli operatori pubblici, ma anche agli operatori privati, di essere trattati allo stesso modo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo Volevo chiedere all'Assessore una precisazione che aveva fatto anche in Commissione: vorrei gli atti relativi alla deliberazione di Giunta e alle determinazioni conseguenti al bando fossero comunicati tempestivamente alle Commissioni competenti I e II, per evitare eventuali problemi successivi. Già in Commissione è stato detto che non sarà adottato il sistema della "candela vergine" e questo mi rassicura. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Devo dire che alcuni degli interventi di chi, prima di tutti, si era espresso con particolare scetticismo nei confronti di questo progetto mi hanno messo un po' (scusate il prosaicismo) la "puzza al naso". A differenza del Consigliere Galasso, non citerò grandi pensatori dei secoli scorsi, ma l'atteggiamento di alcuni rappresentanti di spicco di un'area particolare, definita chiaramente della sinistra, mi ricordano un po' quei personaggi dei cartoni animati che si ritrovano ad essere rincorsi dall'avversario e poi, di fronte al precipizio, iniziano a frenare all'ultimo momento, ma alla fine non possono che precipitare nel baratro. Questo mi fa pensare che ci sia qualcosa che non torna. Come una settimana fa ci si è fermati per una sospensione le cui ragioni non mi sono oggi tuttora chiare, sicuramente per limiti personali e di analisi politica, allo stesso modo alcuni esponenti della sinistra oggi non fanno altro che ritrattare quanto detto in più occasioni durante le sedute di Commissione. Il grattacielo, prima non doveva essere costruito e oggi, invece, tutti sono convinti del contrario, perché darà lustro e rilancio alla città. Evidentemente, c'è qualcosa che a noi non è dato di sapere. Per questo non posso più pronunciarmi, con sostanziale apprezzamento, nei confronti del progetto, ma mi ci devo approcciare con maggiore sospetto. Non capisco che cosa sia cambiato da una settimana a questa parte, non capisco (perché non le ho colte, non ho avuto modo di vederle) in che cosa consistano le rassicurazioni che, più o meno, tutti i Colleghi in Commissione, hanno chiesto all'Assessore circa l'altezza, eccetera. L'insoddisfazione sugli emendamenti proposti dall'Assessore Viano è già stata ampiamente espressa in Commissione. Nulla è cambiato rispetto a quando lei ci ha sottoposto gli emendamenti. Però, è cambiato l'atteggiamento dei Colleghi, in particolare di alcuni Consiglieri di maggioranza, nei confronti del progetto. O non siamo stati resi partecipi di qualcosa che è cambiato, oppure non abbiamo avuto la possibilità e l'arguzia di vederlo, perché, magari, un po' celato tra le righe. A fronte di questo, non posso prendere una posizione, fermo restando che siamo ancora convinti che per uno sviluppo culturale, sociale, economico-finanziario e anche politico - ci auguriamo - della città di Torino, possa essere, sicuramente non indispensabile, ma importante anche rivedere lo stesso impianto urbanistico. Un edificio a torre ha comunque un significato, ovviamente, se questo è collocato con tutte le attenzione del caso che noi abbiamo, già a nostro tempo, chiesto all'Assessore. Resta il dubbio circa quello che è cambiato e che non abbiamo avuto modo di vedere. Per questo chiedo all'Assessore un ulteriore sforzo - sebbene non possa non riconoscere che sforzi ne abbia già fatti per cercare di fare capire, a noi "tardoni", che cosa sia cambiato e che cosa ci sia sfuggito. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Ha ragione il Consigliere Ravello a dire che qualcosa ci è sfuggito. Rientra in una logica di dialettica della maggioranza, anche se questa logica ha fatto perdere un po' di tempo sia nelle Commissioni che in Aula. Quello che mi sento di condividere, Assessore, con la Sinistra Radicale, è che è giusto quando si dice "smettiamola di andare avanti a colpi di varianti, mettiamoci a ragionare sul futuro di questa città". Quello che non mi torna è che il risultato che avete portato a casa è quello. Sono d'accordo sul fatto che sia sostenibile a livello ambientale, ma ci sono altri due risultati che, secondo me, stridono, anche se possono sembrare minimali, rispetto alle cose che sappiamo e che non sappiamo. In primo luogo, l'attardarsi per settimane a discutere sull'altezza di questo grattacielo, che probabilmente non sarà quella definita nella proposta di deliberazione. In secondo luogo (l'ho già detto in Commissione, Assessore), sembrava che discutessimo della nuova Mole Antonelliana di Torino. Consigliere Gallo, io non voglio dire che i grattacieli siano il futuro di questa città o la nuova visione urbanistica. Ritengo, però, che questa città debba affrontare un grattacielo in modo, tra virgolette, "laico", nel senso che anche Torino può avere i suoi grattacieli. Non so se sia la soluzione migliore. Ho sentito dire che potranno esserci anche altri grattacieli. Peraltro, si è parlato prima di banche e mi pare che ci sia qualche riferimento non casuale. Obiettivamente, attardarsi a dire se è meglio che stia sotto i 100 metri o sopra i 100 metri, mi pare, oggi, inutile. Valutiamolo strada facendo, come, peraltro, è stato proposto! Inoltre, Assessore, lei ha acceduto, secondo me (gliel'ho detto in Commissione), ad un principio illiberale e anche "non rispettoso", tra virgolette, di coloro che costruiscono in questa città o, in generale, in questo Paese o, se vuole, anche in Europa. Nella proposta di deliberazione c'è un richiamo preciso al fatto che il progettista deve essere di fama internazionale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è un nuovo emendamento? C'era un emendamento che lo metteva. Ora c'è un emendamento che lo toglie? Questo mi fa piacere, perché il richiamo al progettista di fama internazionale è offensivo nei confronti dell'operatore o degli operatori che dovranno affrontare questo impegno. Mi pare che ci siano delle possibilità e delle potenzialità anche a livello locale, quindi sia inutile questo richiamo. Tutte queste eccezioni, per dire che è veramente opportuno che ci si trovi a ragionare - non pezzo dopo pezzo, ha ragione il Consigliere Gallo -, tutti insieme, sullo sviluppo della città, sapendo che l'approccio non può che essere misto pubblico-privato. Dobbiamo smetterla di pensare che il privato sia il male e il pubblico il bene e nemmeno pensare che si debba ribaltare la posizione, dicendo che il privato sia sempre il bene. Penso che questa sia una fase importante. Non so se lei, Assessore, da questa vicenda, intenda iniziare un percorso di approfondimento non sulle altre varianti già in discussione - ce ne sono diverse -, ma su un discorso complessivo, perché, se lo ritenete, anche l'opposizione possa portare il suo contributo politico e di idee. Se è così, ci troviamo sempre ad affrontare, pezzo per pezzo, lo sviluppo o il non sviluppo della città e, nello stesso tempo, ad assistere a vicende che riguardano, come sempre, solo la maggioranza. Dibattete per settimane, poi arrivate ad un accordo ed a noi appare, come dice il Consigliere Ravello, che sia solo una questione di altezza del grattacielo, mentre, probabilmente, sono altri i motivi che hanno fatto dire di sì alla Sinistra Radicale nei confronti di questa proposta di deliberazione. Per questo, sarebbe opportuno ampliare il dibattito, individuando anche un percorso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Intervengo sul tema ripreso in più occasioni, ovvero, il tema della necessità di ricondurre l'insieme dell'attività urbanistica ad un quadro coerente. Abbiate pazienza, ma voglio marcare come stiamo agendo nel quadro delineato dal Piano Regolatore. Se si fa una questione circa il fatto che sono passati 12 anni dall'approvazione, e non i 10 canonici, rischia di essere un formalismo. Se, invece, si eccepisce sul fatto che le varianti abbiano - come, peraltro, è stato detto - stravolto l'impianto del Piano Regolatore, mi permetto di sottolineare che, davvero, questa espressione mi sembra eccessivamente caricata di significati emotivi, simbolici. Obiettivamente, si chiamano tutte varianti, ma io ho sostenuto a più riprese che nella sede di redazione del Piano Regolatore, e, poi, di attuazione del Piano Regolatore, facciamo riferimento ad una normativa che ha 30 anni, che è stata dibattuta ed elaborata in un'epoca lontana, diversa. Lontanissima nell'insieme delle questioni che riguardano il rapporto tra la regolazione pubblica e l'iniziativa privata. Abbiamo a che fare con una normativa che ci prescrive un grandissimo dettaglio, che quasi sempre finisce per non essere corrispondente, per la finezza della definizione puntuale, con le esigenze che via via emergono - anche da parte dell'Amministrazione, non soltanto da parte degli operatori - e, quindi, facciamo queste varianti in larga misure di "aggiustamento", un po' fisiologiche, con un quadro normativo che pretende un dettaglio così elevato. Non credo che stiamo agendo al di fuori di un quadro di riferimento, perché il quadro di riferimento del Piano Regolatore è tuttora saldo. Credo, tuttavia, che il tempo passato sia tale da rendere certamente opportuno un confronto generale ad ampio spettro anche sulle nuove sensibilità che nel frattempo hanno preso corpo, nel senso che in generale, dal 1977 ad oggi, molte cose sono cambiate e quindi la legislazione così come era impostata non è più adeguata, anche se mi pare di capire che sia molto difficile una sua modifica; altrettanto si può e si deve dire che dal 1995, su alcune questioni di acqua sotto i ponti ne è passata ed è utile affrontare in sede allargata il tema di un suo aggiornamento, con la dovuta apertura al complesso di questioni che sono sottese alla definizione di un Piano Regolatore. Su questo piano in Commissione mi sono espresso in assoluta convergenza con le sollecitazioni espresse e credo che un passaggio importante possa essere l'audizione delle categorie economico-sociali, richiesto e concordato dalla Presidenza della II Commissione, che registri la percezione che queste categorie economiche, sociali e professionali (ad ampio spettro, senza limitazioni, non soltanto il codice dei costruttori) hanno della gestione del Piano Regolatore. Questo mi pare un buon punto di partenza per un dibattito interno. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti nn. 1 e 2. Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 2, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti nn. 1 e 2: Presenti 30, Contrari 30. L'accorpamento degli emendamenti nn. 1 e 2 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 3 al n. 11 (escluso il n. 9). Gli emendamenti originali, dal n. 3 al n. 11 (escluso il n. 9), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 3 al n. 11 (escluso il n. 9): Presenti 31, Favorevoli 2, Contrari 29. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 3 al n. 11 (escluso il n. 9) è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 9, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9: Presenti 30, Favorevoli 29, Contrari 1. L'emendamento n. 9 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 12, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 12: Presenti 30, Favorevoli 29, Contrari 1. L'emendamento n. 12 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 13 al n. 16 (escluso il n. 15). Gli emendamenti originali, dal n. 13 al n. 16 (escluso il n. 15), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 13 al n. 16 (escluso il n. 15): Presenti 33, Favorevoli 3, Contrari 30. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 13 al n. 16 (escluso il n. 15) è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 15, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 15: Presenti 33, Favorevoli 30. L'emendamento n. 15 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 17, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 17: Presenti 33, Favorevoli 30. L'emendamento n. 17 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 34, Favorevoli 29, Contrari 1, Astenuti 4. La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 34, Favorevoli 29, Contrari 1, Astenuti 4. L'immediata eseguibilità è concessa. |