| Interventi |
| UNIA Alberto (Assessore) Grazie, Presidente. La risposta è un po' lunga perché ovviamente anche la domanda era lunga, era molto dettagliata, ci sono delle cose da specificare molto bene. Allora, il Consigliere Sicari e gli altri Consiglieri firmatari ricapitolano già nel testo dell'interpellanza e in maniera alquanto dettagliata le vicende che riguardano l'annosa questione del Teleporto di via Centallo. La riassumo velocemente per sommi capi ritenendo che l'esposizione dei fatti serve di per sé ad evidenziare la scelta compiuta dalle Amministrazioni che ci hanno preceduto in maniera a mio avviso poco avveduta e partecipata e come abbia aggravato sulla Città un problema di difficile soluzione. Nel 2004 gli allora Assessori Viano e Dealessandri sottopongo all'approvazione del Consiglio Comunale una delibera con cui viene autorizzata la stipula fra Città di Torino e l'azienda Skylogic S.p.A. di una convenzione finalizzata alla realizzazione in via Centallo 72 di un Teleporto per lo svolgimento di attività di fornitura, di servizi, di comunicazione via satellite. Tale complesso constava originariamente di 15 antenne paraboliche che le motivazioni che la Giunta adduce nella deliberazione per giustificare la necessità di tale infrastruttura ritenuta ai sensi delle norme urbanistiche edilizie, di attuazione del Piano Regolatore Generale di rilevante interesse pubblico sono di mettere a disposizione delle imminenti olimpiadi invernali, uno strumento per la distribuzione satellitare delle immagini televisive, di completare l'infrastruttura locale nel settore delle telecomunicazioni. Sappiamo che sin da subito erano state sollevate da parte dei residenti perplessità e resistenze come si evince dalle dichiarazioni rilasciate dall'Assessore Viano in questa stessa Aula discutendo nel 2007 un'interpellanza su questo tema, la Giunta dell'epoca non ritenne di dare eccessivo peso alle preoccupazioni degli abitanti considerando che i pareri d'assenso espressi dai soggetti tecnici competenti e gli impegni collegati all'organizzazione dei giochi olimpici fossero sufficienti a giustificare la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto e di esternazione dell'antenna. Ciò nonostante rispondendo ancora a quell'interpellanza Viano ammise che tra l'Amministrazione e società Skylogic erano già in corso all'epoca, quindi circa 2 anni dopo la realizzazione del Teleporto, delle discussioni sulla possibilità di un suo trasferimento in altra località a meno a ridosso delle abitazioni private e chiaramente, proseguiva Viano, l'azienda chiedeva un accompagnamento da parte della Città per questa eventuale ricollocazione al fine di recuperare parte delle risorse investite. Si sottolinea che l'elevato impegno economico che lo spostamento dell'impianto comporterebbe nonostante il succedersi delle Amministrazioni ha costituito e costituisce a tutt'oggi l'ostacolo fondamentale finora insormontabile per l'individuazione di una soluzione alternativa, il polo tecnologico è stato nel corso degli anni oggetto di numerose verifiche, controlli e approfondimenti in materia sia di inquinamento acustico che elettromagnetico da parte del servizio adempimenti tecnico- ambientali, estensore della nota tecnica che ora vado a leggere, che si è avvalso a tal fine della collaborazione di ARPA. Le misure di campo elettromagnetico eseguite nell'arco temporale 2005/2016 hanno sempre evidenziato il rispetto dei limiti normativi vigenti, per rispondere alle preoccupazioni e agli stati di disagio denunciati dai residenti l'ASL con la collaborazione di ARPA e epidemiologia ha condotto un'indagine epidemiologica trasmessa agli uffici nel gennaio 2009. Le conclusioni di tale indagine hanno riferito che attenta considerazione da parte delle Autorità amministrative a vario livello, Comune, Provincia e Regione militava il possibile spostamento del Teleporto in altra area lontana da insediamenti abitativi e lavorativi. A tale indagine è seguito un approfondimento relativo agli effetti sanitari indotti dal Teleporto trasmesso dal servizio nel mese di luglio 2014; tale approfondimento sosteneva che i risultati complessivi per le patologie indagate nella popolazione residente nell'area di via Centallo sia che sia rimasta stabilmente in zona, sia che si sia successivamente trasferita depongono per un peggioramento complessivo dello stato di salute della popolazione per la presenza di patologia stress correlate in eccesso nell'area. Lo studio conclude che tale riscontro suggerisce la necessità di non procrastinare ulteriormente la possibilità di provvedere al trasferimento dell'impianto in area scarsamente o per nulla popolata già suggerita in occasione di precedenti valutazioni sullo stato di salute della popolazione residente nell'area. Tali conclusioni sono state confermate anche dall'ASL Torino 1 con nota del settembre 2014. Nel corso degli anni, come richiesto dalla Direzione Sanitaria della Regione Piemonte con nota dell'8 luglio 2009 e ARPA nota 13 ottobre 2009, sono stati realizzati tre interventi principali di mitigazione finalizzati a ridurre il disagio riducendo l'impatto visivo del Teleporto e garantire la certezza di documentare l'assenza di qualunque esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza sulle abitazioni adiacenti l'installazione, ossia: 1) installazione di una barriera con scarico a terra alta 6 metri sul lato dell'interno 62 di via Centallo da febbraio 2014, questa barriera ha la funzione di impedire qualsiasi emissione di campi elettromagnetici presso le vicine abitazioni anche nel caso di errato puntamento della parabola, la precauzione è stata assunta per maggiore tranquillità della popolazione residente poiché la società Skylogic ha confermato che gli impianti di trasmissione sono comunque dotati di sistemi di controllo per impedire errati puntamenti. Istituzione del sistema informativo che permette alle Autorità competenti Città di Torino ed ARPA di poter monitorare in tempo reale i puntamenti e le potenze adoperate dalle singole antenne paraboliche presenti nel Teleporto, questo da maggio 2011, le informazioni relative alla parabola in trasmissione e alle potenze utilizzate dalla stessa sono consultabili anche dalla cittadinanza nella sezione Informa e Ambiente del sito della Città di Torino. Poi c'è la nota di indirizzo che darò al presentatore dell'interpellanza. Da novembre 2014 sono consultabili anche le indagini epidemiologiche 2009/2014. (incomprensibile) una collocazione da febbraio 2014 un segnale visivo facilmente riconoscibile, copertura con cuffia dell'illuminatore LNB dell'antenna che possa indicare lo stato di funzionamento degli impianti presenti, considerata la particolare struttura delle antenne satellitari installate, la soluzione scelta è stata quella di collocare una copertura sopra i trasmettitori delle antenne non in funzione. Nella summenzionata nota della Direzione Sanità della Regione Piemonte al fine di ridurre ulteriormente il disagio della popolazione si sconsigliava di fornire supporto clinico e psicologico da parte delle strutture pubbliche competenti sul territorio appartenenti all'ASL Torino 2 a tutti i residenti coinvolti nella problematica che ne avessero manifestato la richiesta, infatti secondo quanto riportato nelle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (incomprensibile) '96 a dicembre 2005 relativamente all'ipersensibilità ai campi elettromagnetici manifestata dalla popolazione esposta vi è indicazione che i sintomi possono essere dovuti a condizioni psichiatriche preesistenti oppure a reazioni di stress provocate dalla preoccupazione per gli effetti dei campi elettromagnetici piuttosto che dall'effettiva esposizione ai campi. Nella suddetta raccomandazione si prevede che la cura dei soggetti colpiti debba concentrarsi sui sintomi e sul quadro clinico, non sul bisogno che la persona avverte di ridurre o eliminare i campi elettromagnetici dal luogo di lavoro o abitazione. Ciò richiede una valutazione medica al fine di identificare e curare tutte le condizioni specifiche che potrebbero essere responsabili dei sintomi, una valutazione psicologica per individuare condizioni psichiatriche o psicologiche alternative che potrebbero essere responsabili dei sintomi, un esame di fattori che nei luoghi di lavoro in caso potrebbero contribuire ai sintomi avvertiti. Prendo fiato. Alla luce degli interventi realizzati e sopra descritti e a seguito degli incontri tecnici alla presenza degli enti coinvolti per valutare congiuntamente la situazione esistente come comunicato da ARPA con nota n. 19958 del 4 marzo 2015 è stata avanzata richiesta di definire con assoluta certezza che l'eccesso rilevato nel tempo e nello spazio di patologie della popolazione residente nel raggio di 300 metri dal Teleporto fosse dovuto come ipotizzato anche nella discussione conclusiva dello studio epidemiologico a fattori stress correlati imputabili alla presenza del Teleporto, infatti negli studi epidemiologici anche in presenza di eccesso statisticamente significativo permane una piccola possibilità che tale eccesso sia dovuto al caso con una probabilità determinata dal livello scelto della significatività delle stime sicuramente pari al 95 o 90% e conseguentemente con un margine di errore del 5-10% rispettivamente, quindi per la presa di decisioni rilevanti sotto l'aspetto sociale e lavorativo si è ritenuto opportuno che anche tale margine venga escluso e che la significatività statistica, in presenza di patologie multifattoriali, sia ulteriormente accompagnata da verifiche approfondite su tutti gli altri fattori causali presenti che possano escludere con certezza l'attribuzione prevalente ad un fattore comune. Tale certezza può essere acquisita solo verificando per ciascun soggetto nello studio affetto da patologia l'assenza di altri fattori di rischio, la presenza certa del fattore in studio, tale verifica può essere effettuata mediante l'esecuzione di uno studio analitico. Concludo, allora, pertanto nella memoria dell'esecuzione di tale studio e alla luce delle considerazioni sopra esposte il servizio adempimenti tecnico- ambientali con nota 9931 del 24 novembre 2015 aveva chiesto alla Divisione Politica e Sociale in rapporti con le aziende sanitarie di prendere contatto con le strutture pubbliche competenti sul territorio ai fini di fornire supporto clinico e psicologico alla popolazione residente coinvolta. UNIA Alberto (Assessore) Sì, grazie, Presidente, solo per dire che ritengo indispensabile, ma lo saprete meglio voi di me, di convocare anche gli altri attori al tavolo in Commissione, quindi ASL, ARPA, eccetera, per fare gli approfondimenti del caso e poter aver le risposte eventualmente assenti dentro l'interpellanza. Grazie. |