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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Aprile 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2018-01232
"TELEPORTO PER COMUNICAZIONI SATELLITARI IN VIA CENTALLO 72" PRESENTATA IN DATA 6 APRILE 2018 - PRIMO FIRMATARIO SICARI.
Interventi
IMBESI Serena (Vice Presidente)
Quindi procederei con l'interpellanza a questo punto del Consigliere Sicari perché
anche il Capogruppo Lo Russo non è in Aula, quindi la 01232 del Consigliere Sicari e
dei Consiglieri Curatella, Mensio e Giovara:

"Teleporto per comunicazioni satellitari in via Centallo, 72"

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Prego, Assessore Unia.

UNIA Alberto (Assessore)
Grazie, Presidente. La risposta è un po' lunga perché ovviamente anche la domanda era
lunga, era molto dettagliata, ci sono delle cose da specificare molto bene. Allora, il
Consigliere Sicari e gli altri Consiglieri firmatari ricapitolano già nel testo
dell'interpellanza e in maniera alquanto dettagliata le vicende che riguardano l'annosa
questione del Teleporto di via Centallo. La riassumo velocemente per sommi capi
ritenendo che l'esposizione dei fatti serve di per sé ad evidenziare la scelta compiuta
dalle Amministrazioni che ci hanno preceduto in maniera a mio avviso poco avveduta e
partecipata e come abbia aggravato sulla Città un problema di difficile soluzione. Nel
2004 gli allora Assessori Viano e Dealessandri sottopongo all'approvazione del
Consiglio Comunale una delibera con cui viene autorizzata la stipula fra Città di Torino
e l'azienda Skylogic S.p.A. di una convenzione finalizzata alla realizzazione in via
Centallo 72 di un Teleporto per lo svolgimento di attività di fornitura, di servizi, di
comunicazione via satellite. Tale complesso constava originariamente di 15 antenne
paraboliche che le motivazioni che la Giunta adduce nella deliberazione per giustificare
la necessità di tale infrastruttura ritenuta ai sensi delle norme urbanistiche edilizie, di
attuazione del Piano Regolatore Generale di rilevante interesse pubblico sono di mettere
a disposizione delle imminenti olimpiadi invernali, uno strumento per la distribuzione
satellitare delle immagini televisive, di completare l'infrastruttura locale nel settore
delle telecomunicazioni. Sappiamo che sin da subito erano state sollevate da parte dei
residenti perplessità e resistenze come si evince dalle dichiarazioni rilasciate
dall'Assessore Viano in questa stessa Aula discutendo nel 2007 un'interpellanza su
questo tema, la Giunta dell'epoca non ritenne di dare eccessivo peso alle preoccupazioni
degli abitanti considerando che i pareri d'assenso espressi dai soggetti tecnici
competenti e gli impegni collegati all'organizzazione dei giochi olimpici fossero
sufficienti a giustificare la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto e di
esternazione dell'antenna. Ciò nonostante rispondendo ancora a quell'interpellanza
Viano ammise che tra l'Amministrazione e società Skylogic erano già in corso
all'epoca, quindi circa 2 anni dopo la realizzazione del Teleporto, delle discussioni sulla
possibilità di un suo trasferimento in altra località a meno a ridosso delle abitazioni
private e chiaramente, proseguiva Viano, l'azienda chiedeva un accompagnamento da
parte della Città per questa eventuale ricollocazione al fine di recuperare parte delle
risorse investite. Si sottolinea che l'elevato impegno economico che lo spostamento
dell'impianto comporterebbe nonostante il succedersi delle Amministrazioni ha
costituito e costituisce a tutt'oggi l'ostacolo fondamentale finora insormontabile per
l'individuazione di una soluzione alternativa, il polo tecnologico è stato nel corso degli
anni oggetto di numerose verifiche, controlli e approfondimenti in materia sia di
inquinamento acustico che elettromagnetico da parte del servizio adempimenti tecnico-
ambientali, estensore della nota tecnica che ora vado a leggere, che si è avvalso a tal
fine della collaborazione di ARPA. Le misure di campo elettromagnetico eseguite
nell'arco temporale 2005/2016 hanno sempre evidenziato il rispetto dei limiti normativi
vigenti, per rispondere alle preoccupazioni e agli stati di disagio denunciati dai residenti
l'ASL con la collaborazione di ARPA e epidemiologia ha condotto un'indagine
epidemiologica trasmessa agli uffici nel gennaio 2009. Le conclusioni di tale indagine
hanno riferito che attenta considerazione da parte delle Autorità amministrative a vario
livello, Comune, Provincia e Regione militava il possibile spostamento del Teleporto in
altra area lontana da insediamenti abitativi e lavorativi. A tale indagine è seguito un
approfondimento relativo agli effetti sanitari indotti dal Teleporto trasmesso dal servizio
nel mese di luglio 2014; tale approfondimento sosteneva che i risultati complessivi per
le patologie indagate nella popolazione residente nell'area di via Centallo sia che sia
rimasta stabilmente in zona, sia che si sia successivamente trasferita depongono per un
peggioramento complessivo dello stato di salute della popolazione per la presenza di
patologia stress correlate in eccesso nell'area. Lo studio conclude che tale riscontro
suggerisce la necessità di non procrastinare ulteriormente la possibilità di provvedere al
trasferimento dell'impianto in area scarsamente o per nulla popolata già suggerita in
occasione di precedenti valutazioni sullo stato di salute della popolazione residente
nell'area. Tali conclusioni sono state confermate anche dall'ASL Torino 1 con nota del
settembre 2014. Nel corso degli anni, come richiesto dalla Direzione Sanitaria della
Regione Piemonte con nota dell'8 luglio 2009 e ARPA nota 13 ottobre 2009, sono stati
realizzati tre interventi principali di mitigazione finalizzati a ridurre il disagio riducendo
l'impatto visivo del Teleporto e garantire la certezza di documentare l'assenza di
qualunque esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza sulle abitazioni
adiacenti l'installazione, ossia: 1) installazione di una barriera con scarico a terra alta 6
metri sul lato dell'interno 62 di via Centallo da febbraio 2014, questa barriera ha la
funzione di impedire qualsiasi emissione di campi elettromagnetici presso le vicine
abitazioni anche nel caso di errato puntamento della parabola, la precauzione è stata
assunta per maggiore tranquillità della popolazione residente poiché la società Skylogic
ha confermato che gli impianti di trasmissione sono comunque dotati di sistemi di
controllo per impedire errati puntamenti. Istituzione del sistema informativo che
permette alle Autorità competenti Città di Torino ed ARPA di poter monitorare in
tempo reale i puntamenti e le potenze adoperate dalle singole antenne paraboliche
presenti nel Teleporto, questo da maggio 2011, le informazioni relative alla parabola in
trasmissione e alle potenze utilizzate dalla stessa sono consultabili anche dalla
cittadinanza nella sezione Informa e Ambiente del sito della Città di Torino. Poi c'è la
nota di indirizzo che darò al presentatore dell'interpellanza. Da novembre 2014 sono
consultabili anche le indagini epidemiologiche 2009/2014. (incomprensibile) una
collocazione da febbraio 2014 un segnale visivo facilmente riconoscibile, copertura con
cuffia dell'illuminatore LNB dell'antenna che possa indicare lo stato di funzionamento
degli impianti presenti, considerata la particolare struttura delle antenne satellitari
installate, la soluzione scelta è stata quella di collocare una copertura sopra i
trasmettitori delle antenne non in funzione. Nella summenzionata nota della Direzione
Sanità della Regione Piemonte al fine di ridurre ulteriormente il disagio della
popolazione si sconsigliava di fornire supporto clinico e psicologico da parte delle
strutture pubbliche competenti sul territorio appartenenti all'ASL Torino 2 a tutti i
residenti coinvolti nella problematica che ne avessero manifestato la richiesta, infatti
secondo quanto riportato nelle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità (incomprensibile) '96 a dicembre 2005 relativamente all'ipersensibilità ai campi
elettromagnetici manifestata dalla popolazione esposta vi è indicazione che i sintomi
possono essere dovuti a condizioni psichiatriche preesistenti oppure a reazioni di stress
provocate dalla preoccupazione per gli effetti dei campi elettromagnetici piuttosto che
dall'effettiva esposizione ai campi. Nella suddetta raccomandazione si prevede che la
cura dei soggetti colpiti debba concentrarsi sui sintomi e sul quadro clinico, non sul
bisogno che la persona avverte di ridurre o eliminare i campi elettromagnetici dal luogo
di lavoro o abitazione. Ciò richiede una valutazione medica al fine di identificare e
curare tutte le condizioni specifiche che potrebbero essere responsabili dei sintomi, una
valutazione psicologica per individuare condizioni psichiatriche o psicologiche
alternative che potrebbero essere responsabili dei sintomi, un esame di fattori che nei
luoghi di lavoro in caso potrebbero contribuire ai sintomi avvertiti. Prendo fiato. Alla
luce degli interventi realizzati e sopra descritti e a seguito degli incontri tecnici alla
presenza degli enti coinvolti per valutare congiuntamente la situazione esistente come
comunicato da ARPA con nota n. 19958 del 4 marzo 2015 è stata avanzata richiesta di
definire con assoluta certezza che l'eccesso rilevato nel tempo e nello spazio di
patologie della popolazione residente nel raggio di 300 metri dal Teleporto fosse dovuto
come ipotizzato anche nella discussione conclusiva dello studio epidemiologico a fattori
stress correlati imputabili alla presenza del Teleporto, infatti negli studi epidemiologici
anche in presenza di eccesso statisticamente significativo permane una piccola
possibilità che tale eccesso sia dovuto al caso con una probabilità determinata dal livello
scelto della significatività delle stime sicuramente pari al 95 o 90% e conseguentemente
con un margine di errore del 5-10% rispettivamente, quindi per la presa di decisioni
rilevanti sotto l'aspetto sociale e lavorativo si è ritenuto opportuno che anche tale
margine venga escluso e che la significatività statistica, in presenza di patologie
multifattoriali, sia ulteriormente accompagnata da verifiche approfondite su tutti gli altri
fattori causali presenti che possano escludere con certezza l'attribuzione prevalente ad
un fattore comune. Tale certezza può essere acquisita solo verificando per ciascun
soggetto nello studio affetto da patologia l'assenza di altri fattori di rischio, la presenza
certa del fattore in studio, tale verifica può essere effettuata mediante l'esecuzione di
uno studio analitico. Concludo, allora, pertanto nella memoria dell'esecuzione di tale
studio e alla luce delle considerazioni sopra esposte il servizio adempimenti tecnico-
ambientali con nota 9931 del 24 novembre 2015 aveva chiesto alla Divisione Politica e
Sociale in rapporti con le aziende sanitarie di prendere contatto con le strutture
pubbliche competenti sul territorio ai fini di fornire supporto clinico e psicologico alla
popolazione residente coinvolta.

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Grazie. Prego, Consigliere Sicari.

SICARI Francesco
Grazie, Vice Presidente. La ringrazio, Assessore, io mi ritengo parzialmente soddisfatto
di questa risposta, anche perché come lei ha potuto ben vedere si parla di interpellanza
che si dilunga su ben 8 pagine. Nel richiedere da subito di poter avere la
documentazione da lei letta adesso in Aula, pur ritenendomi soddisfatto in quanto lei è
andato a rispondere di fatto a tutto ciò che si chiedeva nell'interpellanza, dalla sua
risposta vengono fuori secondo me, dal mio punto di vista dei quesiti che secondo me
sarebbe opportuno approfondire eventualmente in Commissione, quindi faccio esplicita
richiesta alla Presidenza di poter approfondire questa interpellanza in particolare per due
aspetti che mi sembra di aver colto dall'intervento dell'Assessore Unia, il primo è
perché di carattere puramente ambientale si evidenzia la presenza di campi
elettromagnetici e dal mio punto di vista non fa male fare un approfondimento
eventualmente anche alla luce di tutto quello che si è avuto negli ultimi anni, dato che si
parla di un qualcosa che esiste sull'area da circa 12 anni, poi un qualcosa che invece io
non ho trovato pur cercando approfondimenti in merito a questa vicenda è tutto ciò che
si lega e gira intorno all'aspetto dei fattori di stress e quindi si va a toccare quello che è
l'aspetto sanitario della vicenda, quindi anche in questa sede faccio subito richiesta al
Presidente della VI Commissione eventualmente se è possibile programmare una serie
di approfondimenti sia per quanto riguarda appunto l'aspetto tecnico-ambientale di
campi elettromagnetici e sia per avere un approfondimento con congiunta IV
Commissione dal punto di vista sanitario perché io non sono riuscito a trovare nulla
legato a ciò che si..., mi sembra di aver capito, sull'accompagnamento, sul cercare di
dare supporto psicologico ai residenti della zona, residenti che ho avuto modo di
incontrare personalmente e se si parla di stress correlato manifestano per quello che ne
possa capire, decisamente poco, ma si ha a che fare con persone che vivono una
situazione di enorme e forte disagio e vorremmo, vorrei e vorremmo dare delle risposte
a queste persone definitive e capire anche che cosa si può fare. Grazie.

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Grazie a lei. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Mensio.

MENSIO Federico
Grazie, Vice Presidente. Sì, accetto assolutamente il fatto di portare in Commissione il
tema, era già forse non dibattito a sufficienza i primi mesi della Consiliatura questo
tema, le uniche due cose che non so se mi sono perso una e l'altra ho capito male è che
diciamo in un certo periodo è stata retta questa barriera che non si capisce bene se era
una barriera di tipo visivo o con la messa a terra si volesse dare anche una barriera di
tipo più tecnico, quindi in una prima parte è stato detto che è una barriera visiva e
questo è stato detto anche ai residenti forse per tranquillizzarli, ma mettere a terra una
barriera vuol dire che evidentemente serve non solo a nascondere, come dire, la visione
delle parabole, ma evidentemente mi auguro un errato puntamento erroneo di non
funzionamento perché se no quello vorrebbe dire qualcosa di più. L'altra cosa invece
era relativa ad un secondo studio che mi sembra che ARPA avesse iniziato a fare anche
sulla storia clinica dei residenti che era ancora fino a qualche mese fa, insomma quando
avevamo fatto la Commissione, in itinere, non ho capito se gli uffici tecnici del Comune
hanno avuto ulteriori..., magari me lo sono perso io, hanno avuto ulteriori risultati da
questo studio che era ancora in itinere, io so che l'ARPA aveva detto, l'ARPA o l'ASL,
ha avuto difficoltà a recuperare le cartelle cliniche dei residenti o ex residenti per
delineare diciamo tutto il quadro clinico per vedere se c'erano dei peggioramenti oltre
già quelli evidenziati, non solo legati sostanzialmente allo stress correlato, quelli già
evidenziati in un primo studio, quindi anche su quello probabilmente, Consigliere
Sicari, bisognerà che si faccia un approfondimento.

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Ha chiesto una replica l'Assessore Unia, al quale chiedo di essere breve perché tanto si
svolgeranno poi gli approfondimenti in Commissione.

UNIA Alberto (Assessore)
Sì, grazie, Presidente, solo per dire che ritengo indispensabile, ma lo saprete meglio voi
di me, di convocare anche gli altri attori al tavolo in Commissione, quindi ASL, ARPA,
eccetera, per fare gli approfondimenti del caso e poter aver le risposte eventualmente
assenti dentro l'interpellanza. Grazie.

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Grazie a lei. Quindi l'interpellanza 01232 va per approfondimenti in VI Commissione;
VI più IV Commissione, scusate, l'interpellanza 01232.
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