| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Ho atteso alcuni mesi per la valutazione da parte del Consiglio, presumibilmente perché la sollecitazione che vi è contenuta potrebbe essere declinata in forma anche più ampia di quella in cui io l'ho originariamente costretta, nel senso che l'aspetto che ho teso a sottolineare è il tema della tutela della salute, ma potrebbero essere presi in considerazione, come rischio di esercitare diritti primari, anche le tematiche relative ai rapporti con le istituzioni scolastiche. Stiamo parlando della condizione di quei nuclei familiari, i quali, non ancora nelle condizioni di ottenere il riconoscimento di una situazione di bisogno, a fronte della quale il sistema dell'emergenza abitativa e della solidarietà sociale, possano corrispondere soluzioni abitative adeguate, si trovano in condizioni di occupazione temporanea degli alloggi, ma accanto agli elementi che possono essere di valutazione sociale e politica dei percorsi di occupazione delle abitazioni non utilizzate, che appartiene ad altri ambiti di giudizio e soprattutto a sfere di autorità, che di volta in volta possono vedere in campo l'Agenzia Territoriale per la casa, piuttosto che l'attivazione di iniziative di privati, qui si vuole sottolineare che queste persone, però, non perdono la condizione di necessità, ad esempio di accesso ai servizi sanitari, né possono non vedere tutelata la loro salute, che è evidentemente un bene primario per gli individui, ma è anche un interesse della collettività. Il non poter determinare la scelta del medico di famiglia e dal medico di famiglia poter accedere ai servizi ambulatoriali, in conseguenza del fatto che non si ha titolarità di una residenza, comporta delle conseguenze sulle persone, ma comporta anche delle conseguenze rispetto al sistema, perché queste persone si trovano, per poter accedere a questi servizi, nella condizione di avere come unica opzione quella dei servizi di emergenza e urgenza dei Pronto Soccorso. Quindi, la richiesta di questa mozione, che si limita all'aspetto sanitario, è quella di definire, da parte dell'Amministrazione Comunale un elemento di residenza virtuale, a cui le persone possano iscriversi, ai fini di accedere almeno alle prestazioni di carattere sanitario di base. Dopodiché, so bene che gli indirizzi virtuali già esistono, che non sempre si ricorre a questi indirizzi virtuali per i timori che possono essere collegati, da un lato allo stigma, dall'altro lato ad eventuali ulteriori valutazioni da parte dei servizi sociali, tuttavia credo sia ineludibile il tema della tutela della salute di queste condizioni familiari e sociali. |