| Interventi |
| FERRERO Viviana Grazie Presidente per avermi accordato la parola. Questo è uno di quei momenti in cui la città cuce i bisogni, mette insieme strategie, valorizza il patrimonio, nel senso proprio del termine. La valorizzazione delle Caserme Amione e Dabormida conferma la nostra volontà politica di dare visione e significato a quegli spazi abbandonati o sottoutilizzati. Con questo accordo, siglato prima come Protocollo di Intesa, e poi come accordo di collaborazione, e con delibera comunale della Giunta del 13 Febbraio 2018, sono stati messi insieme il Ministero della Difesa, l'Agenzia del Demanio, il Politecnico di Torino, la nostra Città, il Ministero dei Beni Comuni, Attività Culturali e del Turismo. La Caserma Amione, posta sulla linea metropolitana, vicino ad altri mezzi pubblici e con la possibilità di essere collegata con piste ciclabili, ospiterà al suo interno la Cittadella delle Pubbliche Amministrazioni. Si parla di 1.200 persone che troveranno sede in quegli uffici, dove ora è ospitato il Museo Nazionale di Artiglieria, in un semplice capannone. Il progetto di trasformazione, quindi, rispetta quelle caratteristiche di salvaguardia del patrimonio identitario e storico della città, per il quale sarà conservato tutto il muro di facciata, tutelato dai Beni Culturali e del Paesaggio, mentre la progettazione interna sarà affidata ad un concorso internazionale di architettura. Per quello che riguarda, invece, la Caserma Dabormida, anche questo edificio di pregio storico e artistico, diverrà, finalmente, e lo dico veramente con gioia, sede del Museo Nazionale dell'Artiglieria; Museo non di guerra, ma di tecnologia, di arte, di storia, perché, ricordiamoci che la storia non si studia solo sui libri, ma anche visitando e potendo comprendere appieno gli strumenti delle guerre e la vita dei soldati. Sono decenni che il Museo Nazionale dell'Artiglieria, patrimonio culturale, è conservato all'interno di un semplice capannone. Si tratta di più di 12.000 pezzi, di cui vogliamo solo ricordare la bombarda ottomana del XV secolo, o i cannoni in legno e cuoio di metà '600, ne abbiamo dieci in tutto il mondo, e diversi e pregevolissimi cannoni in bronzo, con i decori del XVII, XVIII secolo, opere d'arte, ma ancora più di tecnologia, prima che armi, finalmente troveranno casa. Oltre al modellismo, anche qui parliamo di più di 800 pezzi dell'area delle bandiere e degli stendardi e in questa lunga narrazione noi non vogliamo dimenticare il Mastio della Cittadella, che dovrà necessariamente conservare uno spazio significativo per quel polo museale che deve diventare raccordo e collante tra il Museo Pietro Micca, il Pastis, il ritrovamento del Rivellino degli Invalidi e il Cisternone, che il Mastio della Cittadella è uno spazio troppo piccolo per poter ospitare il Museo dell'Artiglieria, ma acquisisca parte significativa della collezione del Museo Nazionale dell'Artiglieria e ne diventi, quindi, tappa e richiamo nel percorso museale che la città auspica, quindi non un museo per ogni stagione, non un museo tappabuchi, ma un centro nevralgico, appunto chiamato Polo Museale Pietro Micca, museo identitario, tanto caro ai torinesi. Riusciamo così da avere nuovi musei, unici nelle loro peculiarità e valenza storica, con l'intento di razionalizzare, riqualificare e riutilizzare. Rigenerazione di un intero quadrante di piazza Rivoli, riqualificazione della Caserma di corso Unione Sovietica 100 e valorizziamo, finalmente, nel senso proprio del termine, che è valorizzare, che significa conferire valore, esaltare la qualità e non vendere, quindi, non vendere beni e cederli alla speculazione privata. Credo che questa sia una grande e bella operazione. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato. |