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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Aprile 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 35
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2018-01256
ACCORDO DI PROGRAMMA AI SENSI DEL COMBINATO DISPOSTO DELL'ARTICOLO 34 D.LGS. 267/2000 E S.M.I. E DELL'ARTICOLO 17 BIS DELLA LEGGE REGIONALE 56/1977 E S.M.I. INERENTE LA VALORIZZAZIONE DELLE CASERME AMIONE E DABORMIDA. ATTO DI INDIRIZZO.
Interventi
FERRERO Viviana
Grazie Presidente per avermi accordato la parola. Questo è uno di quei momenti in cui
la città cuce i bisogni, mette insieme strategie, valorizza il patrimonio, nel senso proprio
del termine. La valorizzazione delle Caserme Amione e Dabormida conferma la nostra
volontà politica di dare visione e significato a quegli spazi abbandonati o sottoutilizzati.
Con questo accordo, siglato prima come Protocollo di Intesa, e poi come accordo di
collaborazione, e con delibera comunale della Giunta del 13 Febbraio 2018, sono stati
messi insieme il Ministero della Difesa, l'Agenzia del Demanio, il Politecnico di
Torino, la nostra Città, il Ministero dei Beni Comuni, Attività Culturali e del Turismo.
La Caserma Amione, posta sulla linea metropolitana, vicino ad altri mezzi pubblici e
con la possibilità di essere collegata con piste ciclabili, ospiterà al suo interno la
Cittadella delle Pubbliche Amministrazioni. Si parla di 1.200 persone che troveranno
sede in quegli uffici, dove ora è ospitato il Museo Nazionale di Artiglieria, in un
semplice capannone. Il progetto di trasformazione, quindi, rispetta quelle caratteristiche
di salvaguardia del patrimonio identitario e storico della città, per il quale sarà
conservato tutto il muro di facciata, tutelato dai Beni Culturali e del Paesaggio, mentre
la progettazione interna sarà affidata ad un concorso internazionale di architettura. Per
quello che riguarda, invece, la Caserma Dabormida, anche questo edificio di pregio
storico e artistico, diverrà, finalmente, e lo dico veramente con gioia, sede del Museo
Nazionale dell'Artiglieria; Museo non di guerra, ma di tecnologia, di arte, di storia,
perché, ricordiamoci che la storia non si studia solo sui libri, ma anche visitando e
potendo comprendere appieno gli strumenti delle guerre e la vita dei soldati. Sono
decenni che il Museo Nazionale dell'Artiglieria, patrimonio culturale, è conservato
all'interno di un semplice capannone. Si tratta di più di 12.000 pezzi, di cui vogliamo
solo ricordare la bombarda ottomana del XV secolo, o i cannoni in legno e cuoio di
metà '600, ne abbiamo dieci in tutto il mondo, e diversi e pregevolissimi cannoni in
bronzo, con i decori del XVII, XVIII secolo, opere d'arte, ma ancora più di tecnologia,
prima che armi, finalmente troveranno casa. Oltre al modellismo, anche qui parliamo di
più di 800 pezzi dell'area delle bandiere e degli stendardi e in questa lunga narrazione
noi non vogliamo dimenticare il Mastio della Cittadella, che dovrà necessariamente
conservare uno spazio significativo per quel polo museale che deve diventare raccordo e
collante tra il Museo Pietro Micca, il Pastis, il ritrovamento del Rivellino degli Invalidi
e il Cisternone, che il Mastio della Cittadella è uno spazio troppo piccolo per poter
ospitare il Museo dell'Artiglieria, ma acquisisca parte significativa della collezione del
Museo Nazionale dell'Artiglieria e ne diventi, quindi, tappa e richiamo nel percorso
museale che la città auspica, quindi non un museo per ogni stagione, non un museo
tappabuchi, ma un centro nevralgico, appunto chiamato Polo Museale Pietro Micca,
museo identitario, tanto caro ai torinesi. Riusciamo così da avere nuovi musei, unici
nelle loro peculiarità e valenza storica, con l'intento di razionalizzare, riqualificare e
riutilizzare. Rigenerazione di un intero quadrante di piazza Rivoli, riqualificazione della
Caserma di corso Unione Sovietica 100 e valorizziamo, finalmente, nel senso proprio
del termine, che è valorizzare, che significa conferire valore, esaltare la qualità e non
vendere, quindi, non vendere beni e cederli alla speculazione privata. Credo che questa
sia una grande e bella operazione. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato.

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