| Interventi |
| LEON Francesca Paola (Assessora) Di nuovo buongiorno, Presidente, buongiorno, Consiglieri. Allora, la progettazione del Torino Jazz Festival è stato un percorso lungo, di ascolto da parte dell'Amministrazione nei confronti delle diverse anime del jazz torinese e a seguito di questo e delle riflessioni che abbiamo fatto, che sono state anche condivise in sede di Commissione in una specifica audizione abbiamo valutato quali caratteristiche fossero necessarie per costruire il Jazz Festival che oggi apre ufficialmente, per cui sabato e domenica ci sono state delle anteprime, la necessità di individuare un direttore artistico in grado di perseguire gli obbiettivi che si intendeva dare l'Amministrazione raccogliendo le esigenze e diciamo i suggerimenti del mondo del jazz torinese. Come è già accaduto negli anni passati e secondo i regolamenti della Fondazione della cultura per la nomina dei direttori artistici per quest'attività è stato scelto Giorgio Li Calzi come l'anno prima era stato confermato Stefano Zenni già nominato con la stessa procedura durante la passata Consiliatura, in questo senso con regolamento della Fondazione per la Cultura approvato nel 2013 poi aggiornato nel '15 con l'introduzione dell'articolo che poi vi leggo qui di seguito 12.2 aggiornato il 18 luglio 2017 recita "incarichi a direttori artistici, curatori scientifici e loro diretti collaboratori, le attività della Fondazione sono deliberate dalla Città di Torino che individua la stessa come Ente organizzatore su indicazione della Città di Torino la Fondazione proceda all'individuazione di professionalità corrispondenti all'indirizzo autoriale che la Città vuole dare alle manifestazioni e proceda all'affidamento diretto dell'incarico ai direttori artistici, ai coordinatori scientifici laddove la prestazione svolta dai soggetti interessati possa considerarsi unica nel senso di unicità relativa e non assoluta, ma concreta e relativa alla specifica manifestazione da organizzare. La nomina diretta di tali consulenti quali direttori e coordinatori artistici, organizzatori di Festival, curatori scientifici, eccetera, viene deliberata dal Consiglio Direttivo per la piena realizzazione degli obbiettivi della manifestazione valutata la competenza sulla base dei curriculum. Le procedure sopra descritte si riferiscono sia alla figura del direttore artistico, sia ad eventuali coordinatori individuati dal direttore stesso in quanto ritenuti indispensabili per la realizzazione del progetto artistico, questi dovranno essere individuati, comunicati alla Fondazione prima del conferimento dell'incarico". In base a quanto stabilito dal regolamento quindi il Consiglio Direttivo della Fondazione ha approvato in data 28 novembre la nomina di Giorgio Li Calzi e così riporta il verbale, "si ritiene necessario avviare all'attività di organizzazione del Torino Jazz Festival che dopo la parentesi del 2017 in cui era sostituita dal progetto la narrazione Jazz tornerà nel 2018 al suo nome originale seppur con una formula rinnovata, pertanto il Segretario Generale chiede di poter procedere alla stipula del contratto per l'incarico di direzione artistica della manifestazione a Giorgio Li Calzi; Giorgio Li Calzi è un trombettista compositore torinese, un musicista poliedrico, jazzista con la passione per la musica di confine da molti apprezzatissimo, direttore di Chamoisic uno dei Festival più apprezzati dalla critica e dal pubblico specializzato e non, conosciuto a livello nazionale ed internazionale, suona e registra piano e sintetizzatore, produce musica per jingle, teatro e balletti, nel '90 inizia a suonare la tromba, suona e registra con musicisti internazionale, dal 2006 intensifica la sua attività musicale dal vivo legata al teatro, suona realizzando con tromba e computer riding e lavori di importanti scrittori. Il nuovo direttore Li Calzi sarà affiancato da un gruppo di lavoro il cui compito sarà approfondire la conoscenza dei meccanismi di produzione e fruizione del jazz nel territorio sociale e culturale cittadino, promuovere l'attività dei musicisti attivi a Torino per creare produzioni originali, favorire scambi internazionali, valorizzare le eccellenze artistiche del territorio e mettere in rete i jazz club stabili e residenti durante il Festival e per tutto il resto dell'anno, ospitare organizzatori e direttori italiani e internazionali di eventi jazz, porre attenzione alla comunicazione, instaurare rapporti di collaborazione con altri festival culturali e grandi eventi torinesi. In merito al collaboratore, Diego Borotti, la Fondazione ha ricevuto la richiesta dal direttore artistico di potersi avvalere di un suo collaboratore come coordinatore di una parte del programma, in particolare in relazione ai progetti del territorio, ai rapporti con le scuole e alla realtà jazzistica torinese. Rispondo brevemente sull'ultima domanda, è evidente che ogni nomina dipende sia da quanto indicano gli statuti dei singoli enti, sia dalla tipologia di nomina che il singolo ente ritiene di dover effettuare, in questo caso abbiamo scelto la persona che più rispondeva all'indirizzo culturale che volevamo dare al Festival. |