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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Aprile 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2018-01190
"RITORNO DEL TORINO JAZZ FESTIVAL E PROCEDURE DI INDIVIDUAZIONE DEI DIRETTORI" PRESENTATA IN DATA 30 MARZO 2018 - PRIMO FIRMATARIO LO RUSSO.
Interventi
IMBESI Serena (Vice Presidente)
Passiamo all'interpellanza 01190 del Capogruppo Lo Russo e della Consigliera
Foglietta la 01190:

"Ritorno del Torino Jazz Festival e procedure di individuazione dei direttori"

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Prego, Assessora Leon.

LEON Francesca Paola (Assessora)
Di nuovo buongiorno, Presidente, buongiorno, Consiglieri. Allora, la progettazione del
Torino Jazz Festival è stato un percorso lungo, di ascolto da parte dell'Amministrazione
nei confronti delle diverse anime del jazz torinese e a seguito di questo e delle
riflessioni che abbiamo fatto, che sono state anche condivise in sede di Commissione in
una specifica audizione abbiamo valutato quali caratteristiche fossero necessarie per
costruire il Jazz Festival che oggi apre ufficialmente, per cui sabato e domenica ci sono
state delle anteprime, la necessità di individuare un direttore artistico in grado di
perseguire gli obbiettivi che si intendeva dare l'Amministrazione raccogliendo le
esigenze e diciamo i suggerimenti del mondo del jazz torinese. Come è già accaduto
negli anni passati e secondo i regolamenti della Fondazione della cultura per la nomina
dei direttori artistici per quest'attività è stato scelto Giorgio Li Calzi come l'anno prima
era stato confermato Stefano Zenni già nominato con la stessa procedura durante la
passata Consiliatura, in questo senso con regolamento della Fondazione per la Cultura
approvato nel 2013 poi aggiornato nel '15 con l'introduzione dell'articolo che poi vi
leggo qui di seguito 12.2 aggiornato il 18 luglio 2017 recita "incarichi a direttori
artistici, curatori scientifici e loro diretti collaboratori, le attività della Fondazione sono
deliberate dalla Città di Torino che individua la stessa come Ente organizzatore su
indicazione della Città di Torino la Fondazione proceda all'individuazione di
professionalità corrispondenti all'indirizzo autoriale che la Città vuole dare alle
manifestazioni e proceda all'affidamento diretto dell'incarico ai direttori artistici, ai
coordinatori scientifici laddove la prestazione svolta dai soggetti interessati possa
considerarsi unica nel senso di unicità relativa e non assoluta, ma concreta e relativa alla
specifica manifestazione da organizzare. La nomina diretta di tali consulenti quali
direttori e coordinatori artistici, organizzatori di Festival, curatori scientifici, eccetera,
viene deliberata dal Consiglio Direttivo per la piena realizzazione degli obbiettivi della
manifestazione valutata la competenza sulla base dei curriculum. Le procedure sopra
descritte si riferiscono sia alla figura del direttore artistico, sia ad eventuali coordinatori
individuati dal direttore stesso in quanto ritenuti indispensabili per la realizzazione del
progetto artistico, questi dovranno essere individuati, comunicati alla Fondazione prima
del conferimento dell'incarico". In base a quanto stabilito dal regolamento quindi il
Consiglio Direttivo della Fondazione ha approvato in data 28 novembre la nomina di
Giorgio Li Calzi e così riporta il verbale, "si ritiene necessario avviare all'attività di
organizzazione del Torino Jazz Festival che dopo la parentesi del 2017 in cui era
sostituita dal progetto la narrazione Jazz tornerà nel 2018 al suo nome originale seppur
con una formula rinnovata, pertanto il Segretario Generale chiede di poter procedere
alla stipula del contratto per l'incarico di direzione artistica della manifestazione a
Giorgio Li Calzi; Giorgio Li Calzi è un trombettista compositore torinese, un musicista
poliedrico, jazzista con la passione per la musica di confine da molti apprezzatissimo,
direttore di Chamoisic uno dei Festival più apprezzati dalla critica e dal pubblico
specializzato e non, conosciuto a livello nazionale ed internazionale, suona e registra
piano e sintetizzatore, produce musica per jingle, teatro e balletti, nel '90 inizia a
suonare la tromba, suona e registra con musicisti internazionale, dal 2006 intensifica la
sua attività musicale dal vivo legata al teatro, suona realizzando con tromba e computer
riding e lavori di importanti scrittori. Il nuovo direttore Li Calzi sarà affiancato da un
gruppo di lavoro il cui compito sarà approfondire la conoscenza dei meccanismi di
produzione e fruizione del jazz nel territorio sociale e culturale cittadino, promuovere
l'attività dei musicisti attivi a Torino per creare produzioni originali, favorire scambi
internazionali, valorizzare le eccellenze artistiche del territorio e mettere in rete i jazz
club stabili e residenti durante il Festival e per tutto il resto dell'anno, ospitare
organizzatori e direttori italiani e internazionali di eventi jazz, porre attenzione alla
comunicazione, instaurare rapporti di collaborazione con altri festival culturali e grandi
eventi torinesi. In merito al collaboratore, Diego Borotti, la Fondazione ha ricevuto la
richiesta dal direttore artistico di potersi avvalere di un suo collaboratore come
coordinatore di una parte del programma, in particolare in relazione ai progetti del
territorio, ai rapporti con le scuole e alla realtà jazzistica torinese. Rispondo brevemente
sull'ultima domanda, è evidente che ogni nomina dipende sia da quanto indicano gli
statuti dei singoli enti, sia dalla tipologia di nomina che il singolo ente ritiene di dover
effettuare, in questo caso abbiamo scelto la persona che più rispondeva all'indirizzo
culturale che volevamo dare al Festival.

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Grazie. Prego, Capogruppo Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Grazie, Presidente. Vede, Assessora Leon, la ragione per cui abbiamo presentato
quest'interpellanza non è tanto entrare nel merito delle caratteristiche professionali del
direttore Li Calzi, quanto piuttosto nell'evidenziare qualora ce ne fosse ancora bisogno,
per noi è assolutamente chiaro, diciamo così, una leggerissima dicotomia tra
un'impostazione filosofica che era quella della trasparenza delle decisioni che voi avete
erroneamente sempre attribuito alla pubblicità attraverso bandi e invece in qualche
modo una legittima, assolutamente legittima decisione politica, come ha ribadito lei
nella sua risposta, nel mettere chi voglio io a fare le cose che voglio io. Questa
procedura che ovviamente ha sotto alcuni aspetti una concezione proprietaria
dell'istituzione che si rappresenta, che ben vi contraddistingue e che soprattutto ed è
questo l'elemento più fastidioso usate geometria variabile a seconda di cosa vi conviene
fare, per cui a seconda del tipo di nominativo che volete portare a casa scegliete la
procedura. Legittimo, per la carità, legittimo, se non fosse che dal punto di vista
squisitamente, diciamo così, politico è a nostro modo di vedere assolutamente da
condannare. Vede, Assessora Leon, ben prima che lei sedesse sulla poltrona
dell'Assessore alla Cultura il suo predecessore è stato letteralmente impallinato
dall'attuale Sindaca Chiara Appendino per molto meno, per molto meno, cioè la
Sindaca Chiara Appendino per muovere una critica frontale che ha prodotto
interpellanze, interrogazioni, poi abbiamo scoperto negli anni successivi chi gliele
scriveva all'Appendino e perché gliele scriveva all'Appendino, per molto meno, che era
quello di aver fatto un bando e in qualche modo non aver rispettato quanto la procedura
selettiva bandita andava a definire, ci ha sostanzialmente tenuti inchiodati in quest'Aula
per anni, anni, anni, allora quando lei arriva candidamente in Aula, io glielo riconosco e
le riconosco anche, come dire, un'onestà intellettuale quest'oggi che le fa onore,
Assessora Leon, lei ha sostanzialmente detto "noi siamo i padroni della Città e facciamo
un po' cosa ci pare", legittimo, legittimo, poi la cosa strana che apprendiamo oggi la
leggo su un noto quotidiano edito dal Partito Democratico che è il Corriere della Sera,
forse lei non lo sa, ma il Corriere della Sera da un po' di tempo a questa parte ha un
editore che è il Partito Democratico. In prima pagina nella cronaca torinese di oggi si dà
conto di un interessantissimo scambio su Facebook, quindi per certi versi alla luce del
sole, che candidamente fa il pari esattamente con le cose che diceva lei e cioè il cronista
Gabriele Ferraris nel riportare in qualche modo alcuni stralci di come voi avete riportato
in questi anni la peggior concezione della politica proprietaria delle istituzioni,
sostanzialmente riporta uno scambio avvenuto in coda ad un suo post in cui il Li Calzi
citato scrive "è vero, è lui - facendo riferimento al collega Giovara, che è qui presente in
Aula - che mi ha presentato all'Assessora Leon, né io, né Diego Borotti - che deduco
essere stato scelto dal medesimo Li Calzi sulla base di quanto lei oggi ha detto in totale
assenza di evidenza pubblica in piena conformità allo Statuto della Fondazione Cultura,
per la carità, noi su quello ci stiamo fino in fondo - abbiamo mai chiesto un incontro con
lei per autocandidarci al Torino Jazz Festival. Qualche settimana fa Massimo - che
penso sia lei, Consigliere Giovara - mi fa: "comunque ci tengo a dirti che mi faceva
piacere che tu e diversi altri musicisti poteste conoscere Francesca, ma guarda che non ti
ho scelto io, ti ha scelto esclusivamente lei", e sui rapporti con Giovara Li Calzi precisa:
"io e lui - facendo riferimento al Consigliere Giovara - siamo più colleghi che amici
avendo realizzato alcuni spettacoli insieme qualche anno fa, lui è attore e regista ed io
musicista", ma che bello, ma che fantastica, simpatica compagnia di giro che c'è al
Comune di Torino, io non so se i colleghi della Minoranza Consiliare avete amici
musicisti o che vogliono fare attività culturale a Torino, bene, abbiamo capito che il
meccanismo è il seguente: c'è un Consigliere Comunale presenta i suoi amici
all'Assessora e si trova nominato direttore del Torino Jazz Festival. Attenzione, lei,
Assessora, ha usato l'espressione che la nomina risponde alle esigenze del mondo del
jazz torinese, ha usato esattamente queste parole, allora se tanto mi dà tanto, deduco che
noi dovremmo rivolgerci al Consigliere Giovara, attore e collega di teatro del regista e
musicista scelto per la direzione del Torino Jazz Festival e da questo punto di vista
chiederemo anche noi appuntamento al Consigliere Giovara qualora dovessimo
presentare una progettualità di carattere culturale, sperando che pur non avendo lavorato
con lui, onestamente io chiedo scusa, Consigliere Giovara, lei non si offende, io sono
poco pratica di teatro, non ho traccia...

IMBESI Serena (Vice Presidente)
La invito a concludere.

LO RUSSO Stefano
...della sua produzione artistica, ma è un problema mio, da questo punto di vista
chiederemmo a lui, Assessora Leon, se effettivamente in questa Città nell'impero
appendiniano e nella concezione proprietaria che avete del mondo culturale vale tutto e
conseguentemente le famiglie e gli amici degli amici lavorano e i cosiddetti, come dire,
le persone che non sono all'altezza vengono lasciate a casa.

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Per fatto personale, faccio intervenire il Consigliere Giovara. (INTEVENTO FUORI
MICROFONO). C'è sempre il fatto personale.

(Breve sospensione del Consiglio Comunale)

IMBESI Serena (Vice Presidente)
Allora, rilascio a verbale che non posso far intervenire per fatto personale il Consigliere
Giovara.
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