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| IMBESI Serena (Vice Presidente) Passiamo all'interpellanza 01190 del Capogruppo Lo Russo e della Consigliera Foglietta la 01190: "Ritorno del Torino Jazz Festival e procedure di individuazione dei direttori" IMBESI Serena (Vice Presidente) Prego, Assessora Leon. LEON Francesca Paola (Assessora) Di nuovo buongiorno, Presidente, buongiorno, Consiglieri. Allora, la progettazione del Torino Jazz Festival è stato un percorso lungo, di ascolto da parte dell'Amministrazione nei confronti delle diverse anime del jazz torinese e a seguito di questo e delle riflessioni che abbiamo fatto, che sono state anche condivise in sede di Commissione in una specifica audizione abbiamo valutato quali caratteristiche fossero necessarie per costruire il Jazz Festival che oggi apre ufficialmente, per cui sabato e domenica ci sono state delle anteprime, la necessità di individuare un direttore artistico in grado di perseguire gli obbiettivi che si intendeva dare l'Amministrazione raccogliendo le esigenze e diciamo i suggerimenti del mondo del jazz torinese. Come è già accaduto negli anni passati e secondo i regolamenti della Fondazione della cultura per la nomina dei direttori artistici per quest'attività è stato scelto Giorgio Li Calzi come l'anno prima era stato confermato Stefano Zenni già nominato con la stessa procedura durante la passata Consiliatura, in questo senso con regolamento della Fondazione per la Cultura approvato nel 2013 poi aggiornato nel '15 con l'introduzione dell'articolo che poi vi leggo qui di seguito 12.2 aggiornato il 18 luglio 2017 recita "incarichi a direttori artistici, curatori scientifici e loro diretti collaboratori, le attività della Fondazione sono deliberate dalla Città di Torino che individua la stessa come Ente organizzatore su indicazione della Città di Torino la Fondazione proceda all'individuazione di professionalità corrispondenti all'indirizzo autoriale che la Città vuole dare alle manifestazioni e proceda all'affidamento diretto dell'incarico ai direttori artistici, ai coordinatori scientifici laddove la prestazione svolta dai soggetti interessati possa considerarsi unica nel senso di unicità relativa e non assoluta, ma concreta e relativa alla specifica manifestazione da organizzare. La nomina diretta di tali consulenti quali direttori e coordinatori artistici, organizzatori di Festival, curatori scientifici, eccetera, viene deliberata dal Consiglio Direttivo per la piena realizzazione degli obbiettivi della manifestazione valutata la competenza sulla base dei curriculum. Le procedure sopra descritte si riferiscono sia alla figura del direttore artistico, sia ad eventuali coordinatori individuati dal direttore stesso in quanto ritenuti indispensabili per la realizzazione del progetto artistico, questi dovranno essere individuati, comunicati alla Fondazione prima del conferimento dell'incarico". In base a quanto stabilito dal regolamento quindi il Consiglio Direttivo della Fondazione ha approvato in data 28 novembre la nomina di Giorgio Li Calzi e così riporta il verbale, "si ritiene necessario avviare all'attività di organizzazione del Torino Jazz Festival che dopo la parentesi del 2017 in cui era sostituita dal progetto la narrazione Jazz tornerà nel 2018 al suo nome originale seppur con una formula rinnovata, pertanto il Segretario Generale chiede di poter procedere alla stipula del contratto per l'incarico di direzione artistica della manifestazione a Giorgio Li Calzi; Giorgio Li Calzi è un trombettista compositore torinese, un musicista poliedrico, jazzista con la passione per la musica di confine da molti apprezzatissimo, direttore di Chamoisic uno dei Festival più apprezzati dalla critica e dal pubblico specializzato e non, conosciuto a livello nazionale ed internazionale, suona e registra piano e sintetizzatore, produce musica per jingle, teatro e balletti, nel '90 inizia a suonare la tromba, suona e registra con musicisti internazionale, dal 2006 intensifica la sua attività musicale dal vivo legata al teatro, suona realizzando con tromba e computer riding e lavori di importanti scrittori. Il nuovo direttore Li Calzi sarà affiancato da un gruppo di lavoro il cui compito sarà approfondire la conoscenza dei meccanismi di produzione e fruizione del jazz nel territorio sociale e culturale cittadino, promuovere l'attività dei musicisti attivi a Torino per creare produzioni originali, favorire scambi internazionali, valorizzare le eccellenze artistiche del territorio e mettere in rete i jazz club stabili e residenti durante il Festival e per tutto il resto dell'anno, ospitare organizzatori e direttori italiani e internazionali di eventi jazz, porre attenzione alla comunicazione, instaurare rapporti di collaborazione con altri festival culturali e grandi eventi torinesi. In merito al collaboratore, Diego Borotti, la Fondazione ha ricevuto la richiesta dal direttore artistico di potersi avvalere di un suo collaboratore come coordinatore di una parte del programma, in particolare in relazione ai progetti del territorio, ai rapporti con le scuole e alla realtà jazzistica torinese. Rispondo brevemente sull'ultima domanda, è evidente che ogni nomina dipende sia da quanto indicano gli statuti dei singoli enti, sia dalla tipologia di nomina che il singolo ente ritiene di dover effettuare, in questo caso abbiamo scelto la persona che più rispondeva all'indirizzo culturale che volevamo dare al Festival. IMBESI Serena (Vice Presidente) Grazie. Prego, Capogruppo Lo Russo. LO RUSSO Stefano Grazie, Presidente. Vede, Assessora Leon, la ragione per cui abbiamo presentato quest'interpellanza non è tanto entrare nel merito delle caratteristiche professionali del direttore Li Calzi, quanto piuttosto nell'evidenziare qualora ce ne fosse ancora bisogno, per noi è assolutamente chiaro, diciamo così, una leggerissima dicotomia tra un'impostazione filosofica che era quella della trasparenza delle decisioni che voi avete erroneamente sempre attribuito alla pubblicità attraverso bandi e invece in qualche modo una legittima, assolutamente legittima decisione politica, come ha ribadito lei nella sua risposta, nel mettere chi voglio io a fare le cose che voglio io. Questa procedura che ovviamente ha sotto alcuni aspetti una concezione proprietaria dell'istituzione che si rappresenta, che ben vi contraddistingue e che soprattutto ed è questo l'elemento più fastidioso usate geometria variabile a seconda di cosa vi conviene fare, per cui a seconda del tipo di nominativo che volete portare a casa scegliete la procedura. Legittimo, per la carità, legittimo, se non fosse che dal punto di vista squisitamente, diciamo così, politico è a nostro modo di vedere assolutamente da condannare. Vede, Assessora Leon, ben prima che lei sedesse sulla poltrona dell'Assessore alla Cultura il suo predecessore è stato letteralmente impallinato dall'attuale Sindaca Chiara Appendino per molto meno, per molto meno, cioè la Sindaca Chiara Appendino per muovere una critica frontale che ha prodotto interpellanze, interrogazioni, poi abbiamo scoperto negli anni successivi chi gliele scriveva all'Appendino e perché gliele scriveva all'Appendino, per molto meno, che era quello di aver fatto un bando e in qualche modo non aver rispettato quanto la procedura selettiva bandita andava a definire, ci ha sostanzialmente tenuti inchiodati in quest'Aula per anni, anni, anni, allora quando lei arriva candidamente in Aula, io glielo riconosco e le riconosco anche, come dire, un'onestà intellettuale quest'oggi che le fa onore, Assessora Leon, lei ha sostanzialmente detto "noi siamo i padroni della Città e facciamo un po' cosa ci pare", legittimo, legittimo, poi la cosa strana che apprendiamo oggi la leggo su un noto quotidiano edito dal Partito Democratico che è il Corriere della Sera, forse lei non lo sa, ma il Corriere della Sera da un po' di tempo a questa parte ha un editore che è il Partito Democratico. In prima pagina nella cronaca torinese di oggi si dà conto di un interessantissimo scambio su Facebook, quindi per certi versi alla luce del sole, che candidamente fa il pari esattamente con le cose che diceva lei e cioè il cronista Gabriele Ferraris nel riportare in qualche modo alcuni stralci di come voi avete riportato in questi anni la peggior concezione della politica proprietaria delle istituzioni, sostanzialmente riporta uno scambio avvenuto in coda ad un suo post in cui il Li Calzi citato scrive "è vero, è lui - facendo riferimento al collega Giovara, che è qui presente in Aula - che mi ha presentato all'Assessora Leon, né io, né Diego Borotti - che deduco essere stato scelto dal medesimo Li Calzi sulla base di quanto lei oggi ha detto in totale assenza di evidenza pubblica in piena conformità allo Statuto della Fondazione Cultura, per la carità, noi su quello ci stiamo fino in fondo - abbiamo mai chiesto un incontro con lei per autocandidarci al Torino Jazz Festival. Qualche settimana fa Massimo - che penso sia lei, Consigliere Giovara - mi fa: "comunque ci tengo a dirti che mi faceva piacere che tu e diversi altri musicisti poteste conoscere Francesca, ma guarda che non ti ho scelto io, ti ha scelto esclusivamente lei", e sui rapporti con Giovara Li Calzi precisa: "io e lui - facendo riferimento al Consigliere Giovara - siamo più colleghi che amici avendo realizzato alcuni spettacoli insieme qualche anno fa, lui è attore e regista ed io musicista", ma che bello, ma che fantastica, simpatica compagnia di giro che c'è al Comune di Torino, io non so se i colleghi della Minoranza Consiliare avete amici musicisti o che vogliono fare attività culturale a Torino, bene, abbiamo capito che il meccanismo è il seguente: c'è un Consigliere Comunale presenta i suoi amici all'Assessora e si trova nominato direttore del Torino Jazz Festival. Attenzione, lei, Assessora, ha usato l'espressione che la nomina risponde alle esigenze del mondo del jazz torinese, ha usato esattamente queste parole, allora se tanto mi dà tanto, deduco che noi dovremmo rivolgerci al Consigliere Giovara, attore e collega di teatro del regista e musicista scelto per la direzione del Torino Jazz Festival e da questo punto di vista chiederemo anche noi appuntamento al Consigliere Giovara qualora dovessimo presentare una progettualità di carattere culturale, sperando che pur non avendo lavorato con lui, onestamente io chiedo scusa, Consigliere Giovara, lei non si offende, io sono poco pratica di teatro, non ho traccia... IMBESI Serena (Vice Presidente) La invito a concludere. LO RUSSO Stefano ...della sua produzione artistica, ma è un problema mio, da questo punto di vista chiederemmo a lui, Assessora Leon, se effettivamente in questa Città nell'impero appendiniano e nella concezione proprietaria che avete del mondo culturale vale tutto e conseguentemente le famiglie e gli amici degli amici lavorano e i cosiddetti, come dire, le persone che non sono all'altezza vengono lasciate a casa. IMBESI Serena (Vice Presidente) Per fatto personale, faccio intervenire il Consigliere Giovara. (INTEVENTO FUORI MICROFONO). C'è sempre il fatto personale. (Breve sospensione del Consiglio Comunale) IMBESI Serena (Vice Presidente) Allora, rilascio a verbale che non posso far intervenire per fatto personale il Consigliere Giovara. |