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| LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Grazie Consigliera Artesio. Collega Tresso, prego. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Grazie Consigliere Tresso. Ha chiesto la parola il Consigliere Giovara, prego LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Consigliere Mensio. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Grazie, credo che il collega Lo Russo facesse riferimento ai 18 milioni di euro che il Governo ha messo a disposizione per la sola città di Torino, su questi progetti che sono stati oggetto della votazione. Ma io volevo solo dire all'Assessore Giusta che ha richiamato il progetto "WeGovNow", che è stato oggetto anche dell'intervento del Consigliere Mensio, mi permetto di dire, citato impropriamente, perché non è stata un'iniziativa tardiva pre elettorale. Lei forse non sa, ma per vincere un bando europeo c'è bisogno di strutturare un partenariato, di coinvolgere dei soggetti istituzionali, ci sono mesi e mesi di lavoro dietro e la piattaforma di cui si è vantato l'Assessore Giusta in apertura, che è la piattaforma "WeGovNow", è stato proprio il frutto di un lavoro che è durato quasi un anno e mezzo da parte della Città di Torino e che, incidentalmente, ha visto il risultato e quindi esprimersi, da parte della Commissione Europea, nel febbraio del 2016, o meglio, nel febbraio 2016 è cominciato, si è potuto incominciare a impegnare quelle risorse. Io vorrei chiedere a Empirica Gesellschaft, piuttosto che a Mapping for London, piuttosto che all'University College London, oppure all'Università degli Studi di Torino o al Politecnico di Torino, ma anche alla Fondazione Brodolini, e ai tanti altri soggetti che erano protagonisti di quel partenariato, se condividono l'impiego della piattaforma nelle modalità e nella forma che l'Assessore Giusta ha indicato, perché, guardate, io a quel progetto ci ho lavorato, insieme all'Assessore Curti e vi posso dire che in nessuna delle riunioni a cui abbiamo partecipato, noi abbiamo immaginato che l'utilizzo di quella piattaforma, finanziata dalla Commissione Europea, potesse essere caratterizzata in questo modo. Io credo che se noi andassimo a chiedere a quei partner se ritengono giusto e opportuno che a votare un progetto di sviluppo locale a Torino, nel quartiere Falchera sia un cittadino di Catania, io credo che alcuni di quei partner, tanto i tedeschi, quanto gli inglesi, quanto i torinesi, credo, così, a naso, credo che chiunque degli interpellati direbbe che, probabilmente, l'impiego della piattaforma non è coerente con il progetto europeo e, quindi, con il finanziamento europeo. Con ciò non voglio dire che dovremmo restituire i soldi alla Commissione Europea e a chi ha finanziato la piattaforma "WeGovNow", voglio dire che bene fa l'Assessore Giusta a vantarsi di un progetto, indipendentemente dal fatto che non l'abbia portato a casa lui e che abbia visto l'Assessora Curti, il sottoscritto, ed altri, lavorarci, non è importante, perché lo abbiamo fatto per la città e questo patrimonio è di tutti, non è di chi lo ha portato a casa, è di tutti. Male fa l'Assessore Giusta a declinare gli obiettivi strategici della piattaforma "WeGovNow" in questo modo, perché, guardate, basta, e mi dispiace che non lo abbia voluto fare l'Assessore, è sufficiente andare a rileggere la descrizione che accompagna i draft, i position paper, li chiamano alcuni, che vengono sottoposti all'attenzione delle istituzioni europee. Ve lo leggo, provo a tradurlo velocemente in italiano: "WeGovNow, a partire da precedenti ricerche, e sviluppando ulteriormente le soluzioni esistenti, mira a integrarle in una sola piattaforma, per coinvolgere", basta questa prima riga, "per coinvolgere le comunità locali". E allora, se l'Assessore - non leggo il resto - ma se l'Assessore, oggi, lo dico anche al collega Giovara, a cui riconosco, a fasi alterne, diciamo, onestà intellettuale, ne comprendo la strumentalità politica in un dibattito di questo tipo - ovviamente, non condivido una parola di ciò che ha detto - ma io chiedo anche a lei, lo chiedo alla Presidente, lo chiedo all'Assessore: ma scusi, ma se l'obiettivo dell'impiego di quella piattaforma era coinvolgere le comunità locali e ad oggi lei non è in grado di dire e di rendicontare all'attenzione di questo Consiglio Comunale, non è in grado di dire chi ha votato su quella piattaforma e se, effettivamente, chi ha votato, chi si è espresso, chi ha determinato l'impiego di fondi pubblici in una direzione, piuttosto che un'altra, è un protagonista di questa comunità locale, io credo che ci sia un fallimento. Questo fallimento è duplice: da un lato, tradisce la piattaforma "WeGovNow", e qualcuno potrebbe dire: "Ma chi se ne frega, tradisce la piattaforma WeGovNow, pazienza", no, guardate, qui, il problema vero, è stato detto bene da chi mi ha preceduto, qui si sta tradendo un concetto fondamentale, che è quello della delega politica. Qualcuno vi ha eletto; lei no, Assessore Giusta, quindi, lei è stato nominato, però ha una responsabilità politica, per scegliere, per decidere. Voi non solo avete deciso e scelto di non scegliere, delegando a terzi, lo avete fatto utilizzando una retorica che non vi appartiene neanche, perché lo strumento impiegato non lo avete neanche realizzato voi, non vi siete sforzati minimamente, né di utilizzare al meglio quella piattaforma che avete ereditato, vi siete semplicemente preoccupati di dire che quei soldi, che generosamente - e noi, la precedente Amministrazione, in cinque anni non li ha visti, tutti quei soldi - che generosamente sono stati messi a disposizione di questo territorio, dovevano essere impiegati meglio con delle iniezioni urbane. Chapeau! Io vi sfido a trovare sugli organi di informazione in quelle settimane, era giugno, luglio, agosto del 2016, una mia dichiarazione che diceva che si stava facendo male. Chapeau! Avete fatto benissimo. Quella è stata una scelta politica, riorientare quelle risorse, in iniezioni urbane e piccoli interventi, un frazionamento. Bene, non lo condivido, ma lo rispetto; io non posso rispettare, invece, la protervia e il fastidioso atteggiamento, mi consenta, che oggi porta a dire, all'attenzione di questo consesso: "Noi abbiamo utilizzato una piattaforma", il Consigliere Mensio dice: "Ma come, l'avevate realizzata voi", bene, "L'abbiamo utilizzata perché vogliamo sovvertire", dice il Consigliere Giovara, "l'ordine democratico, vogliamo evitare che gli amici degli amici possano entrare nell'Amministrazione e noi vogliamo che ci sia trasparenza". Ma dov'è la trasparenza? Ma dov'è la trasparenza? Non sappiamo chi ha votato su questa piattaforma, ma dov'è la trasparenza? Allora, io non sono malizioso, non lo sono quasi mai, quindi, non voglio pensare che ci siano degli avatar, piuttosto che dei falsi…, perché anche questo non è stato smentito, ad oggi, dall'Assessore Giusta. Non voglio pensare che ci sia un modo per replicare le pessime abitudini della Prima e della Seconda Repubblica, diciamo, in modo 4.0 , in modo un po' più innovativo, no? Un po' più da furbetti, diciamo, un po' più smart. Io non voglio pensare che sia questo, io voglio penare invece che ci sia buona fede, nell'immaginare che dei cittadini possano accedere ad una piattaforma e possano, consultando i progetti, scegliere che cosa è meglio per il loro territorio. In assenza, però, di un chiarimento, io credo che bene faccia questo Consiglio Comunale, nella sede propria, nella Commissione Consiliare, magari anche con la Sindaca, così avremo il piacere di capire anche lei cosa pensa, visto che sfugge in queste occasioni, con la Sindaca e capire che cosa ne pensa lei, che cosa ne pensiamo noi, che cosa ne pensa il Consiglio Comunale, anche perché, a differenza del Pulitour, delle altre iniziative estemporanee di cui abbiamo parlato anche prima, qui stiamo parlando dell'impiego di risorse pubbliche, di soldi che vengono messi a disposizione da parte di tutti noi e, naturalmente, dalle istituzioni, e quindi c'è un pelino di responsabilità in più nell'impiego di questi fondi. Quindi io credo che valga le pena, lo ha detto bene il Consigliere Lo Russo, lo ha ricordato la Consigliera Grippo, valga la pena, ma nel rispetto di tutti, anche di coloro i quali, probabilmente hanno votato in buona fede e non pensavano, perché poi c'è qualcuno che, è vero, si è fatto prendere la mano, la sponsorizzazione io non l'ho vista, perché, frequento poco i social network, però, andare a imbolsire, sinceramente, il buon Zuckerberg in queste settimane, non è stata proprio un'idea geniale e voi non avete responsabilità, non ce l'ha neanche l'Assessore Giusta, perché è stato un effetto indotto. Immaginate, io mi immagino, mi immedesimo in quell'associazione culturale che, per avere 3.500 euro, 4.000 euro per portare avanti quelle iniziative che faticosamente prova a portare avanti da tempo, partecipa in modo ossessivo ad una piattaforma che ha delle finalità diverse, ma queste, a queste finalità sono state piegate da questa Amministrazione, che arriva addirittura a spendere dei soldi per promuovere su una piattaforma, che è quella di Facebook, il proprio progetto. Guardi, lei ride, ma possono essere 10 euro, come 100 euro, ma le pare il caso che un'associazione debba promuoversi su Facebook, condividendo tra l'altro, dati, informazioni, tutto quello che non è il caso di ricordare in questa sede, il proprio progettino da 1.500/2.000 euro. Ma per lei è normale? Per lei…, sì, per il Consigliere Carretto è normale, per me no. Per me no, quindi credo che valga la pena davvero, Presidente, svolgere un approfondimento adeguato su questo che non è stato, lo dico serenamente, non è stata un'indicazione tardiva, perché in più di un'occasione, nelle Commissioni Consiliari, tutti i componenti delle Minoranze hanno detto che c'è un problema di gestione della partecipazione in questa città; lo abbiamo fatto denunciando che ogni Assessore ha una sua idea di partecipazione, abbiamo fatto denunciando che ogni Assessore ha la sua piattaforma, e questa è una, ma poi abbiamo: "Decidi Torino", quella dell'Assessore Unia, mi sono perso, ce n'è talmente tante, che mi sono perso, quindi, Consigliere Giovara, non è vero che arriviamo tardi, lo stiamo dicendo da un anno e mezzo, o meglio, da quando ogni Assessore, legittimamente, per carità, ha voluto mettersi sul proprio bavero la spilletta della partecipazione, per carità, anche in questo caso, caratterizzandolo con una sua singolare piattaforma. |