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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 13 Marzo 2018 ore 19,00
Paragrafo n. 4
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2018-00599
RICHIESTA DI DEROGA AL P.R.G. (ART. 14 D.P.R. 380/2001 E ART. 5, COMMI 9-14, LEGGE 106/2011) PER REALIZZAZIONE MEDIA STRUTTURA DI VENDITA IN CORSO BRUNELLESCHI TRAMITE DELOCALIZZAZIONE DI S.L.P. RESIDUALE PROVENIENTE DA INTERVENTO IN DEROGA DI VIA SANT'AMBROGIO 21. VALUTAZIONE PROGETTO. PARERE NEGATIVO.
Interventi
VERSACI Fabio (Presidente)
Buonasera a tutti, possiamo procedere con il nostro unico punto all'Ordine del Giorno.
Come ha dichiarato in Conferenza dei Capigruppo, il Capogruppo Ricca ha ritirato gli
emendamenti sulla delibera ed è stata anche ritirata la mozione di accorpamento, c'è
solamente un emendamento di Giunta, il meccanografico è lo 00599 del Vice Sindaco
Montanari, è la proposta di delibera:

"Richiesta di deroga al Piano Regolatore, realizzazione di media struttura di vendita in
corso Brunelleschi, delocalizzazione residuale proveniente da intervento in deroga di
via Sant'Ambrogio 21. Valutazione progetto. Parere negativo"

VERSACI Fabio (Presidente)
Lascio la parola al Vice Sindaco per l'illustrazione. Prego.

MONTANARI Guido (Vice Sindaca)
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti e a tutte. È abbastanza raro che una Giunta
proponga un parere negativo ad una delibera che è frutto di un processo pianificatore
abbastanza lungo come questo che nasce nel 2015. Questa volta però effettivamente ci
troviamo difronte ad una situazione in cui è stato proposto dalla precedente
Amministrazione, un percorso abbastanza lungo, che adesso riassumerò per brevi capi,
che potrà avere come esito finale la costruzione di una struttura di media vendita di
circa 4.000 metri in una zona verde vicina ad un'area mercatale importante, senza alcun
elemento di mitigazione e neppure elemento di sostenibilità ambientale ed energetica,
esattamente tutti i parametri che noi ci siamo dati come regola, sempre, per autorizzare
eventuali interventi in deroga come questo di cui ci stiamo occupando ed è per questo
che noi appunto proporremo stasera un parere negativo. Ricostruisco molto brevemente
la vicenda, nel luglio del '15, 14 luglio, con una delibera del Consiglio Comunale del 7
settembre avviene l'approvazione in deroga dello spostamento di una superficie
piuttosto significativa di circa 4.000 metri a seguito di un'approvazione di un intervento
in deroga Legge 106/2011, leggo testualmente "contestualmente all'intervento sopra
descritto anche la delocalizzazione di SLP residuale pari a circa 4.000 e passa metri
quadrati non utilizzabile nell'area oggetto del presente intervento per tali capacità
edificatorie non utilizzate in sito infatti è stata presentata in data luglio, eccetera, parere
di massima per l'insediamento su parte dell'area da trasformare per servizi ambito 8.E
Trecate, più precisamente per la porzione prospettata su corso Brunelleschi e compresa
tra via Bardonecchia, eccetera", questa deroga ha anche …, aveva allegato un progetto,
evidentemente, in questo progetto si vede una sorta di scatolone per fare questa struttura
di vendita che occupa totalmente un'area libera che nel tempo i cittadini hanno
chiamato "prato dei conigli", perché per un periodo appunto in quest'area sembra che ci
fossero degli animali allo stato libero che si riproducevano probabilmente, facilmente. Il
secondo atto di questa lunga vicenda è un atto ... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Mi fa piacere suscitare qualche ilarità. Non entro oltre, ma forse si
riproducevano. L'effetto dell'atto notarile invece, del 12 luglio 2011 che cita la legge,
eccetera, fa sì che il Gruppo EFFEEMME Immobiliare acquisti un'area appunto con
questi diritti edificatori che sono stati traslati dall'area precedente e dunque i proponenti
aventi casa nell'attuazione dell'articolo 5, comma 9, lettera B della Legge 106 in
rispetto di quanto previsto dalla deliberazione, eccetera, eccetera, sostanzialmente si
trovano a poter presentare un Permesso di Costruire in deroga, utilizzando appunto i
famosi 4.000 metri di cui ho parlato, quindi la faccio breve, però sostanzialmente il
proponente potrà attivare la delocalizzazione di tale intervento presentando specifica
istanza di Permesso di Costruire in deroga corredata dagli elaborati progettuali richiesti
entro un anno dalla stipula della presente convenzione, soluzione che sarà, mi prendo un
minimo di attenzione, sarà sottoposta all'esame del Consiglio Comunale per
l'approvazione dell'intervento in deroga, quindi l'approvazione dell'intervento è
assodata dalla delibera precedente, con questo atto si dice: "sì, però passate dal
Consiglio Comunale a chiedere se il progetto va bene", nel frattempo le
Amministrazioni prima di noi e noi stessi non abbiamo dato seguito al procedimento e
non l'abbiamo portato in Consiglio, abbiamo attivato in questo periodo una serie di
contatti con la proprietà e con i proponenti, con la Società DIMAR, proprio perché si
potesse in qualche modo evitare di costruire in questo modo, i nostri contatti non hanno
sortito esito, sembra che il proponente voglia continuare su questa strada, quindi
proporre, appunto, questa costruzione e dunque non essendo noi stati attivi in nessun
modo, il proponente è ricorso al TAR, il TAR vista la situazione ci impone con una
sentenza non definitiva del 20 settembre 2017, quindi abbastanza vicina dice: "il
progetto presentato dai ricorrenti dovrà essere esaminato dal Consiglio Comunale,
seguirà l'atto conclusivo del procedimento, ossia il provvedimento di rilascio o di
diniego del Permesso di Costruire", quindi in pratica il TAR ci dice: "decidete,
riunitevi, raccogliete le vostre posizioni, votate per l'approvazione o meno del
progetto", in effetti poi il TAR si spinge ancora un pochino avanti, dice: "che dopo il
parere favorevole già espresso dal Consiglio Comunale in relazione al progetto
collegato ha ingenerato - testuale - il legittimo affidamento ad ottenere una pronuncia
conclusiva espressa sulla realizzabilità del progetto edificatorio, il contenuto
discrezionale della delibera consiliare si presenta qui attenuato in quanto la valutazione
circa la rispondenza all'interesse pubblico della complessiva operazione di
trasferimento e atterraggio della volumetria a destinazione commerciale è già stata
compiuta", cioè ci dice: "la possibilità di spostare la cubatura è stata approvata, non
potete dire che questo non va bene, però dovete decidere se il progetto vi va bene o
meno: "quindi entro il termine dei 15 giorni dalla data di pubblicazione per detto parere,
il competente dirigente comunale adotterà il provvedimento conclusivo ovvero il
rilascio o diniego del Permesso di Costruire". Questa è la situazione nella quale ci
troviamo, possiamo ancora aggiungere che nel frattempo i proponenti hanno ricevuto da
parte degli uffici tecnici un sostanziale assentire al loro progetto, ma ancora che la
Commissione Edilizia, che è incaricata di valutare tecnicamente il progetto,
sembrerebbe che ritenga valido il progetto, ma se leggiamo meglio il dispositivo dice:
"a condizione che venga rielaborato l'impianto planivolumetrico dell'intero lotto in
modo da attestare il fabbricato su via Bardonecchia, realizzando maggiori spazi a verde
permeabile sulla restante parte del terreno del lotto e che venga trattata a verde la
copertura del fabbricato, con particolare attenzione alla mimetizzazione degli impianti
tecnologici", cioè in pratica dice ai proponenti: "guardate, questo progetto non va tanto
bene, ve lo possiamo approvare a condizione che lo modifichiate". E arriviamo alla
delibera odierna, in pratica noi abbiamo esaminato la vicenda da tutti i punti di vista e
abbiamo ritenuto che sia importante dare ai cittadini un segnale forte, per quanto ci
riguarda, che questo tipo di progetto a noi non va bene, oltretutto ricordo che proprio
domani si riunirà il TAR, che valuterà il nostro operato, quindi se noi riusciamo ad
arrivare domani con una delibera che dirà: "abbiamo approvato o meno il progetto",
ritengo che il procedimento nei nostri confronti si potrà sostanzialmente risolvere, se
questo non avviene, il TAR sarà obbligato a nominare un Commissario ad acta che farà
in modo che deciderà lui, insomma, se il progetto andrà bene o non andrà bene e dunque
io credo che per la responsabilità che noi abbiamo difronte ai cittadini e a quest'Aula sia
opportuno esprimerci e quindi votare. Il nostro parere è un parere negativo per le cose
che ho appena detto, perché qua non si tiene conto dell'area, non si tiene conto del
rapporto con i commercianti, non si tiene conto del verde, non si tiene conto di tutte
quelle opere di mitigazione che sarebbero state comunque da tenere in conto e che
invece non sono state presentate né nel primo progetto e né, poi, nelle more del tempo
successivo. A questo punto se noi votiamo contro si ferma l'iter, i proponenti
valuteranno cosa fare, se fermarsi, se proporre un altro progetto e via così, se
proponessero un altro progetto noi potremmo entrarci nel merito e nel frattempo forse
con i proponenti stessi potremmo avviare una serie di iniziative con i commercianti, con
i cittadini, con il luogo per vedere se questo progetto sia in qualche modo mitigabile, il
mio parere è che questo progetto sia sbagliato dall'inizio, purtroppo, che preveda un uso
sbagliato della Legge 106, soprattutto per quanto attiene alla delocalizzazione in
superficie, cosa che non solo noi non abbiamo mai fatto in questo anno, quasi due anni
di Amministrazione, ma non solo, ma abbiamo sempre ridefinito in modo un pochino
riduttivo le stesse superfici assentibili, quindi con un'operazione davvero diversa da
quello che è presente qui dentro, le sette analoghe strutture che noi abbiamo fatto sono
tutte strutture che sono state fatte in aree già edificate, già compromesse,
tendenzialmente degradate e che abbiamo interpretato per cercare di riqualificare sia
l'area, da un punto di vista urbanistico, architettonico e sia da un punto di vista sociale,
grazie, Presidente.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei, Vice Sindaco. Ho iscritto a parlare il Capogruppo Lo Russo, ne ha facoltà
per 10 minuti.

LO RUSSO Stefano
Grazie. Ben tornati ai Consigliere e ben trovata la Giunta, quest'oggi presente in massa.
L'oggetto della deliberazione, in realtà, necessita di una qualche ripuntualizzazione
rispetto a quanto ha illustrato il nostro Vice Sindaco, a meno delle abitudini sessuali dei
conigli, nel senso che ovviamente la questione è un pelo diversa da come è stata narrata.
Nel 2015 viene delocalizzata la Superficie di Pavimento sull'area in questione e viene
delocalizzata e basta e il Consiglio all'epoca si espresse riconoscendo l'interesse
pubblico alla delocalizzazione. Vice Sindaco, quando cita le sentenze del TAR
dovrebbe citarle tutte perché se noi oggi siamo qui c'è solo una ragione, la ragione è che
non avete lavorato e lei non ha lavorato, Vice Sindaco, questo è il punto vero, tant'è
vero che il TAR ha dovuto esprimersi intimando che il Consiglio Comunale si dovesse
riunire ed esprimersi, questa è la verità, cominciamo a dire questa roba qua perché se
voi aveste lavorato e lei, Vice Sindaco, come dire, si fosse dedicato a questa questione,
noi non ci saremmo trovati in uno spiacevole contenzioso con i proprietari privati che
avrebbe innescato la sentenza del TAR, però ce lo dice il TAR di riunirci e di
esprimerci, cos'è che ci dice il TAR? "Allo stato, pertanto, il progetto presentato dai
ricorrenti dovrà essere esaminato dal Consiglio Comunale, seguirà l'atto conclusivo del
procedimento", ossia, rileggo, "il provvedimento di rilascio o di diniego del Permesso di
Costruire". Abbiamo informato i commercianti di Corso Brunelleschi che sono i
principali sostenitori della lotta al supermercato che fra due o tre mesi tornerà in Aula e
se vengo smentito...- spero di essere smentito, però lo dico ai Consiglieri che voteranno,
credo che non verrò smentito - il provvedimento che assentirà il supermercato sul prato
dei conigli, l'ha dichiarato anche lei, Vice Sindaco Montanari, un po' incautamente in
Commissione. Ha detto: "No, se i proponenti presentano un altro progetto noi glielo
approviamo". Allora delle due l'una o c'è l'interesse pubblico e allora si fanno le cose
perché su quello si deve esprimere il Consiglio Comunale, sull'interesse pubblico a fare
una cosa, o non c'è, con tutto il dovuto rispetto per la competenza tecnica dei qui
presenti, se un organo tecnico che è la Commissione igienico edilizia dà un parere
tecnico favorevole condizionato, di norma c'è un'interlocuzione tecnica coi
professionisti e siccome il parere, peraltro correttamente riportato in delibera, è
favorevole a meno di sviluppi planivolumetrici, allora si fa modificare lo sviluppo
planivolumetrico, si viene in Aula con un provvedimento di assenso, non si fa tutta sta
manfrina, per cui voi arrivate con un provvedimento su cui voi Consiglieri Comunali vi
esprimerete sul tema tecnico, scusate, ma a che titolo mi chiedo? Ma qualcuno di voi ha
competenze tali da poter dire o non dire se tecnicamente lo sviluppo planivolumetrico
del supermercato è coerente? Io lo trovo un precedente abbastanza pericoloso; il
Consiglio Comunale si esprime sulla sussistenza dell'interesse pubblico a fare un
intervento, non sul planivolumetrico o sulla copertura verde. È davvero un precedente,
questo sì, pericoloso per quel che voterete perché a fronte di un successivo diniego
verrete chiamati, in questo caso, in causa perché non avete titolo a farlo e la Giunta vi
sta inducendo in un pericoloso errore tecnico - e lo lascio a verbale - perché questa
delibera per come è confezionata banalmente è sbagliata, è una delibera sbagliata, Vice
Sindaco, ed è tanto più sbagliata perché non entra nel cuore del problema. Cari
Consiglieri del Movimento 5 Stelle, ritenete che lì sulla collina, prato, quello che è, dei
conigli debba esserci un supermercato? Sì, no, è questo l'oggetto su cui dovreste essere
chiamati a votare, non il planivolumetrico del progetto presentato dagli architetti. Non
so se sfugge, forse vi sfugge la connessione, io ve la ribadisco qua in Aula, l'ho già fatto
in Commissione. La verità è che, purtroppo per noi, voi avevate tutti gli strumenti e
continuate ad averli gli strumenti e guardate che se il Vice Sindaco Montanari si fosse
impegnato in questi due anni a dare una risposta, il TAR non si esprimeva... Guardate, il
TAR ha tante cose a cui pensare, però bisogna lavorare, Vice Sindaco Montanari,
bisogna guadagnarsi lo stipendio di Vice Sindaco, bisogna guadagnarsi lo stipendio da
Assessore, se non ce la fa, si faccia aiutare, però guardi che ha degli uffici che lavorano.
Se lei non lavora, la gente fuori si arrabbia e va al Tribunale e il Tribunale, giustamente,
dice al Consiglio Comunale: "Oh, ragazzi, va bene tutto, discutiamo di tutte le cose che
volete, le mozioni più fighe del mondo, tutto quello che volete, però (parla in dialetto)",
ogni tanto bisogna lavorare, Montanari, lei questo se lo ricordi per il futuro. Faccia un
check all'Urbanistica e all'Edilizia privata per capire che cosa ha in coda, che non
vorremmo mai trovarci in una situazione analoga perché davvero mette in imbarazzo la
Maggioranza, io lo capisco, attenzione bene. Allora, cosa conveniva fare? Siccome la
vicenda non è di oggi, è di qualche mese fa, ma se il problema è il planivolumetrico ma
discutete, cioè che i tecnici discutano coi tecnici, cambiate il planivolumetrico, cioè
delle due l'una, delle due l'una, questo è il punto. La delibera non sta in piedi e la
ragione che adducete, qua non l'ha detto lei, magari lo dirà spero qualcuno di voi,
rischiate di pagare un contenzioso, cioè di dover tirare fuori i soldi di tasca vostra.
Vorrei tranquillizzarvi e chiedere a tutti i giuristi presenti, che insieme ai tecnici prima,
sono qui in quest'Aula se mi citate un caso in cui un Consiglio Comunale ha diniegato
una 106 e i Consiglieri Comunali hanno pagato, io non ne conosco nessuno in
giurisprudenza italiana perché è fuori dalla logica, è fuori dalla logica, se passasse il
principio che basta presentare una 106 per ottenere l'assenso - che è la tesi che avete
sostenuto nel 2016 e nel 2017 per la svalangata di supermercati che avete fatto arrivare
a Torino - ma capite benissimo che sarebbe anticostituzionale la Legge. Cioè il
Consiglio Comunale, vi informo, che oltre a fare una serie di cose non tanto simpatiche,
ha una titolarità del Testo Unico degli Enti Locali, ha disciplina sul patrimonio e
sull'urbanistica e glielo conferisce la Legge, quindi la Legge 106 dice "caro Consiglio
Comunale, valuta se c'è l'interesse pubblico a fare l'intervento secondo questi
parametri", non dice "guarda se il planivolumetrico ti piace o se il tetto verde c'è o non
c'è", non dice questo, che è quello che voterete tra poco, leggetevi la Legge, questa
delibera non sta in piedi, non sta in piedi. Faceva prima Montanari, glielo dico, faceva
prima a: rimboccarsi le maniche, interloquire con gli uffici suoi e coi professionisti e
fargli modificare il planivolumetrico, arrivava qua e faceva votare ai suoi Consiglieri
Comunali l'assenso al supermercato, cosa che capiterà, diciamo due mesi, tre mesi,
quindi io la faccio finita, la faccio anche breve perché diventa veramente ozioso questo
discorso. Quest'anno, oltretutto, non è più come gli anni scorsi che dovevate approvare
il Bilancio, perché voi avete giustificato la spianata di SLP commerciale perché c'era il
problema del Bilancio, peraltro non avete coperto tutti gli oneri di urbanizzazione coi
supermercati, giusto, Rolando? Se non sbaglio io ho fatto più o meno i conti, non sono
preventivati tutti e 33 i milioni di euro che erano previsti, però al di là di questo
quest'anno non è così, quindi siete anche più liberi di valutare. Noi ci faremo carico,
come dire, come sempre abbiamo fatto, di aiutarvi a comprendere che cosa state
facendo qua dentro e provando a darvi dei suggerimenti su, come dire, su come si
possono evitare degli errori. Sappiamo che non verremo ascoltati, lo sappiamo già, vi
comunichiamo che sbagliate a votare questa delibera, sbagliate a votare questa,
sbaglierete successivamente a votare la prossima. Per queste ragioni molto succinte,
però credo abbastanza chiare il Gruppo del Partito Democratico non parteciperà alla
votazione della delibera.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie. È iscritto a parlare il Consigliere Mensio, ne ha facoltà per dieci minuti.

MENSIO Federico
Grazie, Presidente. Ci troviamo oggi a discutere di una delibera che riguarda la
realizzazione di un'opera su un'area particolare, come una storia che viene da lontano e
che senza voler scendere molto nei particolari però è bene fare chiarezza su come oggi
siamo qui a discutere di questo atto. Verso la metà del 2015 la Giunta Comunale, in
particolare l'allora Assessore all'Urbanistica propone al Consiglio Comunale la
realizzazione di un supermercato nelle zone comprese tra la via Sant'Ambrogio e
Sant'Antonino, utilizzando la famosa o famigerata Legge 106, ovvero quella Legge che
permette, cito testualmente, "la riqualificazione di aree urbane degradate con presenza
di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché di edifici a
destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare".
In effetti quell'area, via Sant'Ambrogio-via Sant'Antonino, presenta quelle
caratteristiche e la richiesta prevede la costruzione di una piastra commerciale sulla
superficie disponibile di circa 8.000 metri quadri. Tuttavia ne vengono concessi solo
4.000, ma per non perdere, come ci è stato più volte rammentato, gli altri 4.000 metri
quadri di superficie con lo stesso medesimo atto, per la prima volta nella storia della
Città, si dà l'interesse pubblico affinché quei 4.000 vengano delocalizzati su un'altra
area cosa che sì è prevista dalla Legge, ma non è assolutamente obbligatoria. Tuttavia ci
preme evidenziare che l'area scelta per l'atterraggio non presenti proprio le
caratteristiche previste dalla Legge. Si tratta, infatti, di un'area privata a parco, area per
di più che si trova di fronte ad un mercato cittadino di una zona già abbondantemente
servita da strutture commerciali analoghe. Vengono fatte numerose discussioni in
Circoscrizione e in Comune sempre cercando di tranquillizzare tutti, ma la verità di cosa
si volesse edificare in quel luogo era ben chiaro a tutti i Consiglieri che hanno votato
favorevolmente quel provvedimento: una struttura commerciale misto alimentari di
2.500 metri quadri, e anche come sarebbe stata realizzata dal punto di vista
architettonico avendo allegato a quella delibera - allegato 30 per vostra informazione - il
progetto preliminare. Comunque, (audio disturbato) quindi si dava per assodato che
sarebbe stato costruito un supermercato con tanto di manifesto interesse pubblico nella
delocalizzazione, ma un modo un po' più (audio disturbato) non ci si prese
contestualmente l'onere di approvare il Permesso di Costruire, demandando a
successivo provvedimento, punto 3 della delibera. Vale la pena di ribadirlo, un voto sul
suolo, solo sul Permesso di Costruire. Infatti, i proponenti a fine dicembre 2015
presentarono il Permesso di Costruire sulla base della delibera di Consiglio, quella di
cui sopra, che aveva già deliberato l'interesse pubblico dell'atterraggio della capacità
edificatoria, (audio disturbato) anche dalla convenzione notarile, ad ottenere il
30/12/2015, punto 19, ovvero a tutti gli effetti un contratto tra Comune e privato, un
contratto tra le parti; in caso di revoca per sopravvenuti motivi di interesse pubblico la
normativa vigente, comunque ricordo, prevede un indennizzo. Il Permesso di Costruire
rimase quindi sospeso (audio disturbato) delle elezioni comunali 2016 perché forse la
precedente Maggioranza in Consiglio non si volle accollare l'onere di approvare un
progetto che, probabilmente, sotto elezioni poteva creare qualche ripercussione. Già,
perché in una lettera che aveva come oggetto "domanda di autorizzazione di media
struttura di vendita in corso Brunelleschi angolo via Bardonecchia" l'allora Assessore al
Commercio chiedeva in data 4 marzo, evidenziava in data 4 marzo 2016 all'allora
Assessore all'Urbanistica i problemi che potevano derivare dall'insediamento della
struttura nei confronti del mercato, sottolineando come ultima frase che "pertanto allo
stato attuale non ci sono gli elementi per valutare positivamente la richiesta in oggetto".
In data 6 aprile 2016, una seconda Commissione dove si discuteva la petizione per non
delocalizzare la Superficie Lorda di Pavimento dell'intervento originario, gli ufficio
tecnici del Comune, ed in particolare il dottor Cortese, fu chiaramente espresso che la
decisione di localizzare era ben chiara perché a precisa domanda se si poteva scegliere
di non delocalizzare la risposta fu positiva, ovvero che la scelta spettava al Consiglio
Comunale e sempre nella stessa seduta si ricordava che erano assai probabili delle
penali se si fosse revocato il provvedimento. Ad un certo punto, poi, i popoletti
ricorrono al TAR per avere risposta alla loro richiesta di fine 2015, il TAR quindi dà
ragione a loro, intima a questo consesso in merito al progetto con limitatissimo margine
di discrezionalità in capo al Consiglio Comunale. Giudizio che si basa anche sul fatto
che era già stato rilasciato un parere di massima favorevole in data 4 aprile 2016, cioè
due giorni prima della discussione della petizione, eccoci arrivati ad oggi. In questi anni,
in più riprese, nei Consigli di Circoscrizione, nelle sedute di Commissione in Comune,
non ultima quella di due settimane fa, ci siamo sentiti ripetere un'altra, "che si può
scegliere di fare dietrofront perché è nostra facoltà", dimenticando però che ciò
causerebbe con altissime probabilità un danno erariale per la Città stimato in non meno
1,5 milioni di euro, anche perché il valore di quel terreno forse anche in forza di un
interesse pubblico già espresso, anche come ha ribadito la sentenza del TAR e con atto
già votato, è probabilmente cresciuto rispetto ad analoghe aree cittadine. Si potrebbe
non votare perché non c'è interesse pubblico a costruire un supermercato in quell'area
cosa invece già stabilita dal 2015, già detto più volte prima, e ribadita dalla sentenza del
Tribunale amministrativo, ribadita dalla sentenza del Tribunale Amministrativo. Il
Consiglio non si dovrebbe esprime come stiamo facendo sul Permesso di Costruire,
cosa ribadita sia dalla delibera del 2015 e sia dalla sentenza che lei cita, cito: "il
progetto presentato dai ricorrenti dovrà essere esaminato dal Consiglio Comunale". Si
potrebbe costruire una RSA o un'altra struttura non commerciale dimenticando che
nella delibera del 2015 è chiaramente indicata la tipologia di struttura commerciale M-
SAM 4, nota misto alimentare, fatto peraltro desumibile anche dal famoso allegato 30.
Si potrebbe fare una variante urbanistica ex post per bloccare il tutto dimenticando che
sarebbe assai probabile oggetto di ricorso e che comunque inutile considerato che la
Legge 106 prevede la deroga alle prescrizioni dei piani regolatori. Siamo liberi di fare
tutto ciò, il Consiglio è sovrano, ci viene spesso ricordato, noi in qualità di Maggioranza
potremmo fare tutto ciò; già ma perché allora nel 2015 la Maggioranza in essere non ha
deciso di non delocalizzare? Perché sapendo che si sarebbe edificato un supermercato
non si è voluto verificare la delibera lasciando aperte altre possibilità? Perché è stato
accettato l'allegato di progetto preliminare proprio di un supermercato se le intenzioni
erano altre? Perché non si è revocata in allora la delibera? Come mai la lettera
dell'Assessore al Commercio è rimasta evidentemente lettera morta? Come mai è stato
dato parere di massima favorevole? E soprattutto perché il Consiglio non si è mai
espresso in tempo utile tra il 31/12/2015 e il 6 aprile 2016? Diciamocelo francamente, è
facile fare i profeti ora, è facile cercare di far cadere le scelte su altri cercando di
sbolognare i problemi che si sono creati in allora. Un famoso adagio si adatta bene a
questa situazione paradossale: "del senno di poi sono piene le fosse" Quindi, in forza di
quanto sinora espresso siamo oggi chiamati obbligatoriamente dal TAR ad esprimerci
con questa delibera, grazie, Presidente.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Ho iscritto a parlare il Consigliere Russi, ne ha facoltà per cinque minuti.

RUSSI Andrea
Grazie, Presidente. Prima di tutto io entro nel merito tecnico della delibera, nel senso
che da Consigliere che non si occupa di urbanistica nella vita non posso che prendere
atto delle tre motivazioni tecniche, per cui non si può accettare, insomma questo
progetto. La prima, ovvero è che il progetto è diverso rispetto a quello presentato nel
2015, quindi ai tempi quel progetto aveva ricevuto un parere di massima favorevole e
adesso non è lo stesso progetto. La seconda è che non c'è stata un'interlocuzione con gli
ambulanti, ma la terza è la più importante, è il parere della Commissione edilizia,
ovvero è proprio quello che dovrebbe aiutare un Consigliere a votare scientemente
nell'ambito di competenze che non ha. La Commissione edilizia esprime un parere
favorevole, ma è condizionato a delle prescrizioni che devono essere effettuate; quando
verranno effettuate riesaminerò il progetto, ma fino ad allora non posso votare
favorevolmente. La questione politica invece è diversa, nel senso che io in
Commissione, come dire, ho accusato le vostre forze politiche di voler strumentalizzare
questa vicenda. Sono convinto che siate in buona fede che non vogliate strumentalizzare
nulla, ne sono proprio convinto, cioè dopo tutto non capita assolutamente mai, quindi
sono convinto. Ho sentito dire una serie di frasi che sembravano strumentali sulla
revoca del pubblico interesse, ma le riporto perché le ho trascritte. Il Consigliere Lo
Russo dice: "che siano i Consiglieri Comunali ad esprimersi non sul riconoscimento
dell'interesse pubblico, ma sulla bontà tecnica di un progetto mi pare pelosetta come
situazione. Cosa compete al Consiglio Comunale? Il riconoscimento del pubblico
interesse. Votate la revoca, andate fino in fondo". Poi c'è il Consigliere Rosso, che mi
dispiace che oggi non c'è, che diceva: "mi auguro che ci possa essere da parte vostra il
coraggio di opporvi pur col rischio di danno erariale, che si supera tranquillamente" -
menomale che qualcuno può superarlo tranquillamente – "ad una condizione, che è
contro i vostri ideali. Mi auguro che almeno queste cose, che il danno erariale non è già
scontato perché ogni volta la causa è sempre persa per voi, non si può mai vincere, non
si può mai andare a contestare, alcune posizioni sono corrette, nessuno si è permesso di
chiedere all'Amministrazione di fare un danno erariale, ma di affrontare un giudizio, è
una cosa diversa, più realisti del re". Il Consigliere Lo Russo rispondeva: "motivazioni
di buon senso, proviamo a spiegarlo ad un bambino di 3 anni. Ma secondo voi è
credibile il ragionamento secondo cui io, Consigliere Comunale, non sono d'accordo
ma, se voto no, rischio di rimetterci dei soldi e rischio di tirarli fuori io, Consigliere
Comunale, che non sono d'accordo eh, cari ragazzi, quando vi siete candidati alle
elezioni dovevate saperlo che governare vuol dire prendersi delle responsabilità nel
bene e negli oneri, (incomprensibile) l'assunzione di responsabilità e ogni tanto ci
piacerebbe che vi assumeste la responsabilità. Lo capisco che è difficile, infatti a chi è
in Maggioranza gli viene suggerito di stipulare un'assicurazione" - che non capisco a
cosa serva se non c'è un danno erariale, però ci viene consigliato - "e il tema è
l'assunzione di responsabilità che non potete fare. Invece il tema è che siete terrorizzati
da rimetterci un euro. Io non ho capito come facciate voi a non esserlo, ma non ce lo
rimettete. Ha ragione Rosso, la giurisprudenza italiana è chiarissima, siete sovrani nel
revocare qualunque provvedimento, ivi compreso il riconoscimento dell'interesse
pubblico deliberato dal Consiglio Comunale. Siete sovrani, ve lo dice la Legge dello
Stato, ve lo dice il Testo Unico, se voi non condividete la delocalizzazione, siccome non
si è ancora verificata, questo è il punto chiave, potete tranquillamente votare che non la
condividete, ma non ditelo, dite votate, prendetevi la responsabilità una volta, perché si
continua a girare in tondo. Non lo ritenete di interesse pubblico, votate, pigiate il
bottone e state tranquilli". Grippo, mi spiace che anche lei non ci sia,: "ci costringete a
fare una discussione su un progetto che diventerà un supermercato, nonostante abbiate
la possibilità di fare qualcosa di differente". "Oggi si è presentata un'altra possibilità -
che immagino fosse quella presentata dal Consigliere Lo Russo – "ma siete vittime di
una delibera di Lo Russo che alla fine porterà allo stesso risultato. Siete un passacarte
rispetto ad una serie di altri soggetti che (incomprensibile) l'Amministrazione della
Città. Lo capite che non è più credibile nel momento in cui vi si dice che l'alternativa
esiste. Voi non intendete nemmeno scandagliarla e viene meno un elemento che è quello
della buona fede. Siccome non possiamo andare via di qua facendo veramente credere
che non ci siano altre scelte, quello che continueremo a dire, e che anche la sottoscritta
continuerà a dire, è quello che voi fate schiacciando il pulsante una scelta, non siete
spalle al muro. Né la deliberazione del 2015, né gli altri elementi citati vi precludono il
percorrere altre strade, ma non le avete nemmeno considerate". Io ho preso atto di
questa cosa, continuo a temere il danno erariale sulla revoca, però vi aiuto, sto scrivendo
una delibera di revoca, io non la firmo, ve la faccio firmare, vi teniamo su i numeri,
votate e li teniamo per questa cosa...e poi ci divertiamo.

VERSACI Fabio (Presidente)
Silenzio per favore, silenzio, grazie. Silenzio, Capogruppo Lo Russo, ho iscritto a
parlare il Capogruppo Ricca e ne ha facoltà per dieci minuti.

RICCA Fabrizio
Grazie Presidente. Io mi rivolgo all'Assessore, in quanto non ero presente in
Commissione, al Vice Sindaco, e mi rivolgo a lei perché dato che il Consigliere Lo
Russo è un noto provocatore politico, ha fatto delle affermazioni molto...molto
circostanziate, dicendo che lei avrebbe asserito in Commissione che se questi tra due,
tre mesi ripropongono il progetto...voi il progetto lo approvate. Io, quindi, quello che
volevo capire è se questa è una battaglia tecnica o una battaglia di merito. Nel senso, se
tutta questa spiegazione che ci ha fatto sull'importanza di quell'area, anche il passaggio
che ha fatto il Presidente Mensio prima, è per difendere questa delibera, perché dopo
che viene dato il diniego su quell'area non si farà più niente di quel tipo, quindi non
sorgerà più un centro commerciale, oppure se è vero che se tra due, tre, quattro mesi
dovessero riproporre un progetto leggermente diverso, ma che va nella stessa direzione,
voi darete il benestare; questa è l'unica cosa che mi interessa capire, anche per poter
votare poi favorevolmente o meno.

VERSACI Fabio (Presidente)
È iscritta a parlare la Consigliera Paoli e ne ha facoltà per cinque minuti, prego.

PAOLI Maura
Sì, grazie, Presidente. Ma è già stato detto dai miei colleghi, ma ci tengo a ripeterlo: non
stiamo votando la 106, magari la stessimo votando e mi meraviglio che il Consigliere
Lo Russo faccia finta di non saperlo, perché l'ha votato lui l'interesse pubblico, l'ha
deciso lui e il Consiglio che c'era allora che quell'area era degradata, nonostante le
opposizioni cercassero di spiegarglielo, nonostante le raccolte firme; io c'ero, me lo
ricordo bene, abbiamo spiegato in tutti i modi che il prato dei conigli non rispettava i
requisiti della 106. Ma niente, si è andato avanti e l'avete votato. Avete votato
l'interesse pubblico, e oggi quello che possiamo fare è votare il progetto; è solo quello
che possiamo fare e l'ha spiegato bene il Consigliere Mensio. Quindi, continuo a sentire
che c'è un'alternativa, che ci sono altre strade; bene, aiutateci, abbiamo due mesi di
tempo, tre mesi di tempo; aiutateci nel merito, come consigliava il Consigliere Lo Russo
e noi accetteremo tutti gli aiuti.

VERSACI Fabio (Presidente)
È iscritto a parlare il Capogruppo Tresso, ne ha facoltà per 10 minuti.

TRESSO Francesco
Grazie Presidente. Io intervengo solo molto rapidamente, però per sancire un qualcosa
che, secondo me, va detto perché qui si sta facendo un po' di confusione. Noi,
comunque, come Consiglio Comunale siamo chiamati ad esprimerci sul merito della
deroga, punto, non sulla qualità del progetto, che, peraltro, le osservazioni mosse, il
planivolumetrico, richiedono poi una semplice traslazione di quello che è il
planivolumetrico; metteremo i tetti verdi, faremo qualche modifica, ma il progetto
ripresentato comunque ripasserà, quindi sanciamo solo questo principio che la 106
richiede. Il Consiglio Comunale si esprime sul merito della deroga e riguarda la sezione
d'uso e i volumi, punto, non è che noi qua siamo tutti architetti, ingegneri e geometri e
ci mettiamo a controllare il progetto. Questo però sia chiaro, perché davvero questo crea
un precedente che comunque altera quella che è la funzione che la norma richiede, tutto
qua. Poi, va benissimo (inc.) previsto, secondo me è solo una perdita di tempo, come
accennava anche il Consigliere Ricca, perché intanto tra due mesi il proponente rivedrà
il progetto, bastava effettivamente un interlocutore, sotto il profilo tecnico, con gli uffici
e probabilmente avremmo risolto tutti i problemi e tutto sommato avremmo preso meno
in giro il Quartiere, i mercatali e gli altri perché intanto voglio vedere se tra tre mesi sarà
una diversa conduzione di questo procedimento.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie Capogruppo Tresso. Possiamo spegnere i telefoni? Grazie. Se non ci sono altri
interventi... vuoi intervenire? Prego Assessore Sacco.

SACCO Alberto (Assessore)
Non da fine giurista, ci mancherebbe, però proprio da lettore; io leggo, poi ognuno
valuti: "Consiglio Comunale", dice, però magari si sbaglia, che c'è una delibera di un
certo...firmata Lo Russo, che credo che sia il prof. Lo Russo che c'è qua, di
"riconoscere che la proposta di delocalizzazione della SLP residuale del presente
intervento, come meglio descritta in premessa, pari a circa 4.043,76 metri quadrati,
costituisce riqualificazione, e pertanto riveste interesse pubblico." Quindi c'è. Una
delibera...scusate, una delibera del...firmata da Lo Russo, c'è un Consiglio Comunale
che dice che c'è un interesse pubblico, c'è poi, riconosciuto su quell'area, c'è poi un
parere tecnico che riconosce ancora ulteriormente che il progetto presentato dai
proponenti ha un determinato valore, quindi qui il problema è...c'è...e parlo, qui, da
avvocato, c'è un legittimo affidamento di qualcuno che su quell'area ci possa essere un
interesse pubblico e ci possa essere una delocalizzazione di 4.043 metri. Secondo me il
discorso finisce qua, nel senso che è vero, come ci siamo trovati in altre situazioni, che
uno può, magari, astrattamente, andare a dire che il Comune che tu rappresenti adesso e
che...però è sempre lo stesso Comune, non è che è cambiato il Comune, può revocare
una decisione precedente, e qui, per carità, come ha detto il Consigliere Russi, c'è
questa astratta possibilità con un affidamento dato da Lo Russo, da un Consiglio
Comunale, da un parere tecnico, da tutto quello che volete, può svegliarsi il Comune,
che è sempre lo stesso, e dire: "No, per me non c'è più l'interesse pubblico", ma nel
mentre, proprio per essere concreto, cosa succede? Che chi aveva un terreno lì, prima
aveva un prato dei conigli, o come lo abbiamo chiamato, dopo ha un terreno con 4.000
metri di edificabilità, quindi davvero sto parlando proprio in maniera semplice, è
evidente che qualcuno ha un legittimo affidamento che il valore di quel terreno sia
aumentato. Poi, ditemi voi, sarà 50 euro di penale, sarà 50 euro di affidamento, sarà 1
milione e mezzo, sarà che questi l'hanno pagato 4 milioni, ma è evidente che un danno
si deve pagare a questo punto, quindi lo trovo un po'...come dire...insomma, non
completamente...com'è, pelosetto il termine tecnico? Scusate, un po' pelosetto dire che
si può revocare. È vero, si può revocare tutto, per carità, si poteva revocare quello che
volete, però costava tanti, tanti soldi, quindi, se poi, fare il Consigliere Comunale vuol
dire prendersi la responsabilità di pagare...2 milioni, 3 milioni o 50 euro di multa, va
bene; secondo me qua il problema è all'origine. Io non so, onestamente, ma ve lo dico, a
me non piace criticare, siamo un po' diversi, non so come vi sia venuto in mente di
pensare di fare una superficie commerciale lì, a 50 metri dal mercato. Questo lo chiedo,
poi posso capire i problemi economici, posso capire la delocalizzazione, non so. Ecco, a
me interesserebbe più capire la ratio del motivo per cui lei, Consigliere Lo Russo, ha
deciso di delocalizzare 4.000 metri lì, io sono sicuro, lei è una persona intelligente, avrà
sicuramente avuto...sicuramente avrà avuto una ragione perché, voglio dire, è evidente
che questi...insomma, il mercato lì ne soffre in automatico, non è un problema, quindi se
mi...a me interessa più capire il perché l'avete fatto; magari da quello possiamo partire
per una discussione costruttiva.

VERSACI Fabio (Presidente)
Per fatto personale, un minuto, Capogruppo Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Sì, interverrò, poi, a questo punto, nelle dichiarazioni di voto, signor Presidente. Vede,
non ho capito...visto che non ha firmato la delibera l'Assessore Sacco, e si è qualificato
come avvocato, non ho capito se fa l'avvocato di Montanari, che invece ha firmato la
delibera, di chi fa l'avvocato, di Russi? Poi ce lo spiega. Io le spiego brevemente, provo
l'ultima volta, poi non lo dico più davvero, anche perché sennò poi Russi lo cita di
nuovo e non vorrei mai...l'interesse pubblico consiste nella delocalizzazione dei 4.000
metri quadri, e si ferma lì, tanto è vero che il provvedimento precisa esplicitamente che
il Consiglio Comunale dovrà riesprimersi. Allora, se fosse vero quanto affermate,
avvocato Sacco, il Consiglio...quella roba lì è era già approvata, se passa quel principio
lì era già approvata, e invece il Consiglio Comunale dell'epoca disse: "Eh no caro mio,
di interesse pubblico è la delocalizzazione dei 4.000 metri quadri". Per non perderli. Per
non perderli, perché con la 106, Assessore Sacco, deve sapere che, siccome non vige il
principio del trasferimento dei diritti edificatori previsto dall'ordinario strumento
urbanistico, nel momento in cui il Consiglio Comunale approva la deroga cristallizza e
congela la SLP, e siccome la SLP (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...se mi fa
finire, glielo sto spiegando, visto che mi ha chiesto di spiegarlo, signor Presidente...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

VERSACI Fabio (Presidente)
(Intervento fuori microfono).

LO RUSSO Stefano
...mi ha chiesto una spiegazione, provo a dargliela, visto che me l'ha chiesta, provo a
dargliela...se deroga il minuto, tanto non credo che avremo altri interventi. E glielo sto
spiegando.

SACCO Alberto (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

VERSACI Fabio (Presidente)
Assessore Sacco, non intervenga fuori microfono, grazie.

LO RUSSO Stefano
Se mi fa finire glielo spiego. La ratio della delocalizzazione, caso correttamente unico e
il primo, anche perché noi ne abbiamo fatti un pochino meno di 106, di supermercati di
voi, e quindi non è che abbiamo tutta quest'esperienza, qual era? Era: siccome la 106
cristallizza la SLP e siccome in potenza esisteva la possibilità di localizzare la superficie
cedente, l'indice edificatorio dell'ATS su cui atterriamo e conseguentemente in potenza
si poteva trasferire, demandando a successivo esplicito...

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere.

LO RUSSO Stefano
...provvedimento del Consiglio Comunale, il Consiglio Comunale dell'epoca disse:
"Prima di bruciarmi 4.000 metri quadri di SLP con l'approvazione del solo intervento
da lei citato, li tiro fuori", copiando il meccanismo del nostro PRG, che permette tra
aree di destinazioni uguali di trasferire fino a saturazione dell'indice edificatorio da una
parte all'altra, e questo fece il Consiglio Comunale. Spero di averglielo chiarito, e mi
spiace per lei, purtroppo non sono un fine giurista, e conseguentemente...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

VERSACI Fabio (Presidente)
Non intervenga fuori microfono, il Capogruppo Lo Russo ha finito il tempo, per cortesia
basta, per cortesia...

LO RUSSO Stefano
Conseguentemente, nel medesimo provvedimento da voi citato, si demandava a
successivo provvedimento.

VERSACI Fabio (Presidente)
Capogruppo Lo Russo...

LO RUSSO Stefano
Se fosse vero, Sacco, cosa dice lei, noi non saremmo qua questa sera, anzi, se fosse...
Montanari avesse lavorato un po' prima, non ci saremmo proprio arrivati.

VERSACI Fabio (Presidente)
Ho iscritto a parlare il Consigliere Carretto, ne ha facoltà per cinque minuti.

CARRETTO Damiano
Buonasera a tutti. Ma, allora, io non volevo intervenire, ma me le tirate. 2014,
casualmente, c'è una manifestazione di interesse sul prato dei conigli per costruire una
media struttura commerciale, casualmente, 2014. Casualmente, 2015, spuntano,
avanzano 4.000 metri quadri da via Sant' Antonino casualmente sempre eh, e
casualmente quei 4.000 metri quadri finiscono sul prato dei conigli, sempre
casualmente. Ma se l'interesse pubblico fosse stata la delocalizzazione, la semplice
delocalizzazione, per salvare quei 4.000 metri quadri, come ho sentito dire, mi spiegate
perché c'era l'allegato 30 in quella delibera? Perché il progetto di massima del
supermercato sul prato dei conigli era allegato alla delibera del 2015? L'interesse
pubblico era sulla delocalizzazione, non su quel progetto...casualmente. Quindi, che
fosse una azione politica deliberata, che ci fosse un interesse da parte della precedente
Amministrazione di costruire lì quel supermercato è un dato di fatto. Ci viene detto che
potevamo fare una variante, cambiare la destinazione d'uso, eccetera, eccetera; ci viene
detto che chi c'era prima, in realtà, non voleva quel supermercato, è stato un caso, un
errore...cavolo, è spuntato un supermercato. Ma se così fosse, poi capisco che fare la
campagna elettorale era più importante, però il tempo ce l'avete avuto, avete avuto 6
mesi per imbastire un progetto di variante, non lo so, per spostare quella localizzazione
da un'altra parte, per...non lo so, inventarvi qualcosa, e invece nulla è cambiato; nulla è
cambiato, malgrado il parere contrario di Mangone, malgrado i mercatali che non sono
stati coinvolti, malgrado il fatto che il progetto presentato, tra l'altro, era pure diverso da
quello del progetto di massima, dice uno: "Già che l'hai approvato, presentalo uguale",
no, l'hanno pure cambiato. Quindi, se venite qua a raccontarci che quel supermercato
non lo volevate fare, io non ci credo. Cioè, come si suol dire: tre indizi fanno una prova;
nei polizieschi si dice, no? Quindi, noi, ovviamente, abbiamo titolo di decidere sul
progetto, come ci ha chiesto il TAR, "dovete valutare il progetto", e immagino che tutti
sappiamo cos'è un progetto, non è un interesse pubblico, è un progetto; un progetto
fatto di tavole, un progetto fatto di planivolumetrici, un progetto fatto di prospetti, di
sezioni, di computi metrici e via dicendo. Quello è un progetto, non un interesse
pubblico, quindi...l'interesse pubblico è già definito nel 2015, lo ricordiamo. Quindi, io
credo che qua ci sia qualcuno che sta prendendo in giro i cittadini, e li sta prendendo in
giro dal 2015. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Ho iscritta a parlare la Capogruppo Giacosa, ne ha facoltà per cinque
minuti.

GIACOSA Chiara
Sì, grazie Presidente. Se fosse possibile, molto pacatamente, chiederei di poter sentire la
risposta del Capogruppo Lo Russo alla chiara e netta domanda posta dall'Assessore
Sacco, che cosa ci volevate fare lì? Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Ho iscritto a parlare il Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
No, io...la risposta la dà Lo Russo, io invece...mi è venuto un dubbio, perché dopo le
dichiarazioni dell'avv. Sacco e l'illustrazione del Vice Sindaco Montanari, le
illustrazioni pelose, insomma, ormai...io non voglio nemmeno leggere quello che aveva
detto in Aula sulle 106 Carretto, su un 106, cioè quindi sull'impossibilità di...non lo
voglio leggere perché non mi piace leggere, poi non ho l'enfasi del Consigliere Russi.
Chiedo solo, a questo punto, a Montanari, perché mi avete convinto, se, viste tutto
quelle che sono le problematiche relative al commercio, viste tutte quelle che sono le
problematiche che sono emerse, se mi assicura che in quell'area non arriveranno altre
106. Immagino che non avrà nessuna difficoltà, né l'avv. Sacco né l'Assessore
Montanari a dare rassicurazione, il Vice Sindaca Montanari, a dare le rassicurazioni alla
Maggioranza, che oggi è qui tutta presente, ha trovato anche verve, evidentemente una
pausa è servita...darà queste rassicurazioni in Aula? A me interessa solo questo, anche
per capire quelli che sono stati i miei errori di valutazione eventuali nel passato e quindi
ricondurmi in una retta via, ma immagino che adesso arriveranno delle rassicurazioni
perentorie, come sono perentorie tutte le prese di posizione del Vice Sindaco,
immagino.

VERSACI Fabio (Presidente)
No, però non è che qui uno si alza e fa domande e gli altri rispondono, non è questo il
metodo, non è questo...vabbè, l'ha chiesto la Giacosa e il Presidente non è d'accordo.
Poteva chiederlo.. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) poteva...no, poi durante la
dichiarazione di voto, per approfondire i temi ci sono le Commissioni, quindi ha già
risposto il Capogruppo Lo Russo. Lascio la parola al Vice Sindaco per la conclusione
della discussione e la invito anche a… Iaria, deve intervenire, se no… Allora, aspetti,
c'è Iaria, ne ha facoltà per cinque minuti.

IARIA Antonino
In questo clima da Perry Mason, vorrei solo leggere una parte della sentenza: "Dalla
convenzione stipulata in data 30 dicembre 2015, accessoria al predetto Permesso di
Costruire, Doc. 2, che, all'Articolo 19 disciplina puntualmente la delocalizzazione di
parte della normativa nell'ambito 8 e Trecate Ovest, specificando che il soggetto
proponente ha presentato anche, come richiesto dalla deliberazione di Giunta, un
progetto di massima che non viene allegato alla presente convenzione, in quanto già
allegato alla deliberazione del Consiglio Comunale, al numero 85, del 7 settembre
2015", quindi, fa riferimento sempre al progetto già citato. Quindi, in una certa maniera,
rispondiamo noi alla domanda a cui non ha voluto rispondere Lo Russo, o a cui non ha
potuto. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Prego, Vice Sindaco, se vuole anche illustrare l'emendamento, dopo le conclusioni,
prego.

MONTANARI Guido (Vice Sindaca)
Sì, grazie, Presidente. Allora, io accetto sempre molto volentieri gli inviti a lavorare,
sono utili per tutti, non c'è dubbio, noi, bensì, abbiamo 25 provvedimenti di variante e
di PEC in corso nei nostri uffici e abbiamo fatto un milione e mezzo di trasformazioni
della città di Torino, di metri quadri, e quindi, effettivamente, lavoriamo molto, ma
potremmo lavorare anche di più, e mi impegno a farlo, non c'è nessun dubbio. Non
entro nel merito delle osservazioni, quindi, che esista, non esista, il diritto, eccetera,
perché mi sembra che l'Avvocato Sacco abbia già chiarito abbondantemente. Restano
solo due piccole cose da chiarire e cioè, la domanda che era stata fatta, più che
correttamente, dai Consiglieri Ricca e Carretta, su che cosa succederà dopo, giusto?
Siamo sicuri che non avverrà? No, non siamo sicuri. Non siamo per niente sicuri,
perché, purtroppo, questo provvedimento fatto dalla precedente Amministrazione
assegna dei diritti edificatori ai proponenti e ai proprietari, dai quali sarà difficile uscire.
Quello che io ho detto e ripeto, è che noi, in questo periodo che ci separa dalla sentenza
di domani del TAR, alla eventuale, ripeto, eventuale presentazione o progetto, noi
potremmo lavorare esattamente nel senso di mitigare un danno, a meno che qualche
Consigliere voglia, ottenuta la maggioranza, assumersi il rischio di pagare penali salate,
come previste dal Codice, quando si stabilisce un diritto a qualcuno e non lo si rispetta.
Quindi, giustamente, si potrebbe revocare il tutto, ma con penali piuttosto pesanti. Io ho
fatto un calcolo che potrebbe essere qualcosa intorno ai 3 milioni, ma forse è un rischio
di difetto, perché parto soltanto dall'ipotetico prezzo di acquisto dell'area con le
valorizzazioni che sono state fatte con quel provvedimento, intorno ai tre. Poi, se poi a
questo aggiungiamo le varie penali, progettazione, eccetera, eccetera, tempo perso,
eccetera, forse la cifra diventa anche un po' più grossina. In un periodo difficile come
questo, io, sinceramente, non esporrei l'amministrazione a questo tipo di danno,
tuttavia, io credo che le interlocuzioni già avviate e che ulteriormente avvieremo,
consentiranno, io spero, di migliorare molto il progetto, di dialogare con i
commercianti, di far ricadere, per esempio, sull'area gli oneri di urbanizzazione che
vengono da questo provvedimento, che sono intorno a un milione e mezzo, non
pochissimo e che, peraltro, noi non abbiamo neanche messo a Bilancio, per cui
qualcuno, in qualche Commissione, ci ha anche accusato "Ma voi volete portarvi a casa
il milione e mezzo degli oneri", no, non lo abbiamo neanche messo a Bilancio. Quindi,
se sarà possibile, nel corso di questa interlocuzione, migliorare tutti gli aspetti che
legano questo progetto al suo territorio, noi, certamente, li porteremo avanti. Quindi è
questo l'impegno che io posso assumere in questo momento, davanti a quest'Aula e ai
cittadini, come ho già detto, peraltro, in Commissione, quindi, purtroppo, i miracoli non
posso farli. Per quanto riguarda, invece, l'emendamento e chiudo, questo è un
emendamento molto banale, perché, semplicemente, si aggiunge al punto 4 del
dispositivo, viene dato atto che non è richiesto il parere di regolarità contabile, in quanto
il presente provvedimento non comporta riflessi diretti e indiretti sulla situazione
economico-finanziaria, o sul patrimonio dell'Ente. Detto questo, io, con questo
emendamento, propongo un voto favorevole alla delibera, che valuta negativamente il
progetto.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie, Capogruppo Ricca, sull'emendamento, ne ha facoltà per 3 minuti, prego.
(INTERVENTI FUORI MICROFONO).

LO RUSSO Stefano
Non entro nel merito, cioè entro nel merito dell'emendamento se no mi toglie la parola,
relativamente all'impatto economico, provo a rispiegarlo in maniera soddisfacente per
la collega Giacosa, se mi ascolta. La ragione per cui esisteva l'allegato 30, Mensio e
Giacosa, era che, dal punto di vista tecnico, non era possibile trasferire una SLP da
un'area ad un'altra area, esternamente alle regole ordinarie del Piano Regolatore, ma
occorrevano due requisiti fondamentali, per poter fare questa cosa, la prima è che il
proprietario dell'area di partenza coincidesse con il proprietario dell'area di arrivo, o ci
fosse titolarità da parte di entrambi, cosa che, invece, nel meccanismo ordinario, non
succede. Scusate se sono un po' pedante e pedagogico su come funziona il nostro Piano
Regolatore, però, bisogna conoscere le cose, perché, altrimenti, si rischia di dire cose
inesatte. Quindi, la ragione per cui, lo dico piano, c'è l'allegato 30, è unicamente
allegata alla procedura di trasferimento di SLP, che prevedeva l'esistenza, in potenza di
un progetto su cui poter fare atterrare i diritti edificatori, in quanto trasferiti, ai sensi
della 106 e non in quanto trasferiti nel meccanismo ordinario del nostro Piano
Regolatore, tanto è vero questo, che l'allegato 30 e l'esplicito riferimento nella delibera
del 2015, fa riferimento esplicito al parere favorevole di massima all'allegato 30, ma, e
ribadisco, demanda a successivo, specifico, esplicito atto, l'approvazione in deroga
dell'eventuale trasferimento di SLP. Ribadisco, all'epoca fu deciso che l'interesse
pubblico, non avendo ancora perfezionato l'operazione su corso Brunelleschi, tanto è
vero che si parla di preliminare e di parere di massima preliminare, era quello di tenere
in sospeso e di non perdere del tutto i 4.000 metri quadri e a questo ci si limita e la
ragione per cui esiste l'allegato 30, Mensio, è che, a differenza dei meccanismi ordinari
di Piano Regolatore, che prevedono il trasferimento di SLP da un'area all'altra, in
condizioni ordinarie, senza, necessariamente, avere un provvedimento di progetto
sull'area di atterraggio, trattandosi di trasferimento, ai sensi della 106, era richiesto
avere un aggancio tecnico, ma, non fu approvato, anzi, fu esplicitato nel dispositivo che
occorreva tornare nel Consiglio Comunale. Io spero di essere stato chiaro, e se non
sono stato chiaro, più chiaro di così, non posso essere e torniamo a bomba rispetto alla
ratio della questione, quindi, in estrema sintesi, la ragione per cui noi siamo scettici, l'ha
ribadito anche il Consigliere Tresso, e lo dico io, che vi state esprimendo su un tema
tecnico, e non sull'interesse pubblico, e che sarebbe molto più coerente dire con
franchezza e con chiarezza che, secondo voi, e siete sovrani nel farlo, ve lo dice la
delibera del 2015, è la delibera del 2015 che lascia aperta la finestra, proprio il contrario
di quello che affermate. Se ritenente che non vi sia interesse pubblico all'esecuzione del
progetto specifico, dovete dichiarare quello, entrate nel merito della riqualificazione,
questo è il senso. Io spero, davvero, Consigliere Giacosa, di averlo chiarito e, alla fine,
probabilmente non sono stato capace, io penso che con un po' di tecnicalità urbanistica,
questa cosa sia chiara. Questa, era la ratio, spero di aver, in qualche modo, contribuito a
chiarire le idee di cosa accadde in quel 2015.

VERSACI Fabio (Presidente)
Ho iscritto a parlare il Consigliere Mensio, ne ha facoltà per 3 minuti.

MENSIO Federico
Io chiedo, per lo spazio dell'emendamento, per ribadire la volontà di presentare un atto
di revoca, che noi prepareremo, mi darà anche una mano il collega Russi, e ve lo
sottoporremo. Se Ricca è così contrario, come ha già votato, mi sembra, nella scorsa
Consiliatura, non avrò difficoltà a firmarlo, voterò a favore di una revoca di questo tipo.
I ricorretti espongono che prima del deposito della domanda del Permesso di Costruire,
in deroga, il Comune di Torino si era già espresso sulla sussistenza dell'interesse
pubblico e la realizzazione di un intervento avente come oggetto la superficie lorda di
metri 4.000, con destinazione commerciale, lo dice il TAR, che gli avete già dato
l'interesse pubblico. Vogliamo revocare l'interesse pubblico? Sì, si può fare. Ci costa
niente? No, non è vero. Articolo 19 della convenzione, sull'intervento esiste, è
licenziata una superficie lorda di 7.000, eccetera, eccetera, progetto allegato e si parla di
corso Brunelleschi. Probabilmente, per attivare la delocalizzazione della modalità di
intervento, presentando specifica (incomprensibile) permesso a costruire in deroga, poi
presentato, corredato dagli elaborati progettuali richiesti a un anno dalla stipula, cosa
fatta un mese dopo, un mese dopo. Imbesi lo ha presentato, no, se non mi ricordo male.
Di cosa stiamo parlando? Io capisco, io oggi ho sentito, veramente, le unghie sui vetri,
ma perché, ce lo avete detto in delibera…, se come ci è stato detto, perché io ho sentito,
di nuovo, che si poteva fare altro, ma allora bastava scrivere "Delocalizziamo la
superficie di 4.000", non dicano che ce ne volevano messe 4. Comunque, detto questo,
ovviamente, vabbè, io mi arrendo, guardi, non sono un esperto, lei è un professore e
viva Dio che c'è un Professore in quest'Aula, però, ribadisco, se quando c'era il
supermercato Sant'Antonino e Sant'Ambrogio, io ho assistito alle Commissioni in
Circoscrizione, anche lì non si è voluta sentire storia, anche lì non si è voluta sentire
storia da parte dei 2 o 3 supermercati che c'erano già in zona e che hanno detto
"Guardate che noi chiudiamo", cioè, basta, basta, ognuno si prende le responsabilità, è
inutile che continuate a scaricare sugli altri. Pazienza, va bene, è fatta, ma una volta, una
volta, io mi domando e mi dico, perché non si prende la responsabilità? Va bene, è una
scelta legittima, è una scelta legittima, è stata fatta, va bene, ma basta scaricare sugli
altri, ma con che faccia andiamo davanti a cittadini, tutto il Consiglio, a continuare a
fare lo scaricabarile. E voi avete fatto più 106, noi ne abbiamo fatte di meno, e noi non
abbiamo delocalizzato, dai…, qui lo posso dire e mi permetto, perché non ho mai
scaricato sugli altri, no? Va bene, terminato, grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Invito i Consiglieri a non parlare fuori microfono, grazie, sono sempre le stesse regole.
Prego, Consigliere Carretto, ne ha facoltà.

CARRETTO Damiano
Sì, sempre sul tema dell'emendamento, l'impatto economico, io continuo a dire, 2014,
manifestazione di interesse, sul prato dei conigli, 2015, casualmente, delibera,
casualmente, allegato 30, dopo un mese, dopo un mese, hanno presentato la domanda di
106, dopo un mese, quindi, io credo che, veramente, qualcuno farebbe una figura
migliore e io mi sentirei anche di dirgli: "Hai fatto una scelta politica, hai fatto una
scelta politica, io non la condivido, ma hai fatto una scelta politica, e la porti avanti".
C'era la volontà di fare il supermercato sul prato dei conigli, bene, sono gli atti, la
politica parla per atti, e la storia degli atti relativi a questo intervento, è chiara, è palese,
quindi, io credo che, non nascondiamoci, diteci, volevamo fare un supermercato, noi ce
lo siamo trovati, questo non ci piace, per tutta una serie di motivo principalmente
tecnici, quindi, bocciano il progetto. Quando il progetto rispecchierà le prescrizioni,
dovremmo approvarlo. Perché? Perché la 106 dice che il diniego deve essere motivato.
Se non hai un motivo tecnico per dare un diniego, il diniego non lo puoi dare, fine. È la
legge che lo dice, mica l'ha scritta Carretto, la legge, non l'ha scritta neanche Lo Russo.
Deve essere motivato, il non mi piace non credo sia…, tutte le sentenze che sono sulla
106, sono abbastanza chiare. Anzi, c'è una sentenza, addirittura a La Spezia, pensate
che dice che il Comune aveva dato, La Spezia, o Imperia, aveva dato parere favorevole
alla 106, ma, siccome ci aveva messo troppo tempo, aveva, comunque, pagato il danno.
Anche Moncalieri, mi dicono. Signori, la 106 sappiamo tutti com'è, non prendiamoci in
giro e non prendiamo in giro i cittadini, cosa che state facendo benissimo.

VERSACI Fabio (Presidente)
Basta, Consigliere Carretta, però, basta parlare fuori microfono, però, veramente, basta,
no, vale per tutti, basta parlare fuori microfono. Per fare questi dibattiti ci sono le
Commissioni, invito tutti che, se vogliamo approfondire le questioni, si
approfondiscono in Commissione, basta. Consigliere Russi, ne ha facoltà per 2 minuti.

RUSSI Andrea
Sì, grazie Presidente. Giustamente, io mi sono dimenticato un punto della sentenza del
TAR, che mi fanno notare, ed è questo: "L'istanza della EFFEEMME Gruppo
Immobiliare S.r.l., avente ad oggetto la realizzazione della superficie edificabile
delocalizzata, edificabile, delocalizzata dell'intervento, nell'ambito 8.L Sant'Ambrogio,
verso l'area di atterraggio nell'ambito 8.E Trecate - Ovest, è stata istruita dell'ufficio
tecnico 'comunale, che, in data 4 aprile 2016, ha rilasciato il parere conclusivo di
massima favorevole all'intervento". Cioè a questo punto, io mi chiedo, ma stiamo
prendendo in giro i cittadini, perché lo sapeva o non lo sapeva? Gli uffici erano i suoi,
Consigliere Lo Russo, quindi, se non lo sapeva, non lo so, però, se lo sapeva, stiamo
prendendo in giro i cittadini, grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Allora, pongo in votazione l'emendamento di Giunta, col parere favorevole della
Giunta.
Prego, Consiglieri, votate. Se tutti i colleghi hanno votato, dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 24, favorevoli 24, dichiaro l'emendamento approvato.

VERSACI Fabio (Presidente)
Prima della votazione sulla delibera, se ci sono interventi sulle dichiarazioni di voto. Ho
iscritto a parlare il Capogruppo Ricca, ne ha facoltà per 5 minuti.

RICCA Fabrizio
Grazie, Presidente, motiverò la mia astensione a questo provvedimento, iN quanto io
ritengo che, forse, la prossima volta, una delibera di questo tipo, poteva andare ad
illustrare il Presidente Carretto, perché, forse, per la prima volta viene fuori, diciamo, il
vero motivo per cui viene fatto un certo tipo di intervento, perché, ascoltando le parole
del Vicesindaco, in fase di illustrazione della delibera, e anche qualche intervento da
parte dei Consiglieri di Maggioranza, sembrava che questo fosse fatto per salvare il
prato dei conigli, invece no, è stato fatto perché si doveva fare, in quanto, comunque, ci
sarà qualcuno che, tra qualche mese, ripresenterà un nuovo progetto e, quindi, farà di
nuovo, per colpa di chi c'era prima, sia chiaro. Io dico, onde evitare che qualcuno poi si
prenda questo Consiglio Comunale, lo sbobini al momento in cui lei presenterà la 106
che verrà portata avanti per fare in modo che quel progetto, leggermente modificato,
venga poi presentato, metta i due interventi uno di fianco all'altro, che poi, Vicesindaco,
a sbugiardare, le fa perdere un pochino di credibilità, la prossima volta, con onestà
intellettuale, fate come Carretto e dite: "Siamo obbligati a farlo, così è, da lì non
possiamo uscirne", però, almeno evitiamo di raccontarci tutte quelle baggianate che
abbiamo sentito per tutto il 2017, dove bla, bla, bla, e poi, alla fine, le cose sono andate
come tutti quanti sappiamo. Detto questo, mi permetto, però, di fare un appunto, perché
sa che mi piacciono un pochino i numeri, ha fatto le stesse, queste 25, ha fatto le stesse
varianti che ha fatto Lo Russo nel primo anno, quindi, diciamo, siete lì, lui l'aveva fatto
in una anno, quindi, giusto perché mi piace ricordare le cose. Mi auguro che non arrivi
alla fine, facendo il numero di varianti fatte da Lo Russo e il numero di 106 che avete
già superato, ma che mi auguro che non sia ingrassato da qua alla fine del mandato,
perché avrebbe perso, poi, con una sfida numerica, con una persona che ho definito un
cementificatore per 5 anni.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie, ho iscritto a parlare la Capogruppo Artesio, ne ha facoltà per 5 minuti.

ARTESIO Eleonora
Bene, grazie Presidente. Ho partecipato a questo Consiglio Comunale per rispetto al
dibattito che si è sviluppato a livello della Circoscrizione interessata, per coerenza e
continuità con la posizione presa dal Gruppo Consiliare della mia Circoscrizione, del
mio Gruppo Consiliare della mia terza Circoscrizione, e anche per una ragionevole
convinzione. Ho ascoltato questo dibattito, sinceramente, chiedo scusa del disturbo che
arreco al Consiglio Comunale, alla discussione, in punta di fioretto, che in questo
Consiglio Comunale si è svolta. Io sarò molto più semplice, io voto questa
deliberazione, come dicevo, per continuità, con le posizioni assunte localmente, non
porto responsabilità sulla scelta del precedente Consiglio Comunale, della precedente
Maggioranza, ma non posso neanche votare una delibera di revoca dell'interesse
pubblico, ai sensi della 106, perché nessuno me la sottopone. Quando mi verrà
sottoposta dal Consigliere Russi, in modo provocatorio, o da altri Consiglieri convinti
della tesi che si possa percorrere la procedura di revoca, già fin d'ora, dichiaro che lo
farò. Quindi, posso solo votare quello che mi viene proposto da questa Giunta e quello
che mi viene proposto da questa Giunta, e che verrebbe richiesto, ai sensi delle letture
che ho ascoltato, anche dal TAR, è una questione che, a mio modo di vedere, se si fosse
affrontata nel merito, ci avrebbe consentito, dopo il lungo dibattito in Circoscrizione, il
lungo dibattito in Commissione, di risolvere velocemente, forse in modo più
consensuale, la nostra decisione e la nostra valutazione, perché, da alcuno, né da coloro
che ritenevano che l'atto del 2015 fosse necessario e obbligatorio per la salvaguardia
dell'area pubblica, né da quello che oggi ritenevano che non s'avesse da fare, e cercano
di contenere, uso le parole degli altri, non le mie, di contenere i danni, da alcuno ho
sentito dire che il progetto avanzato dal proponente, sia buono, giusto, e desiderabile.
Quindi, se fossimo partiti da questa osservazione, che unanimemente mi sembra, perché
nessuno è venuto a difendere il progetto, che, unanimemente, non c'è consenso su
quella soluzione, forse tutti potremmo convenire sul fatto che oggi di adottare questa
delibera. È una delibera non risolutiva? Forse sì, non è risolutiva, c'è stato detto da
alcuni interventi dell'opposizione, è stato anche prefigurato nell'intervento del
Vicesindaco. Io, evidentemente, mi auguro, che ci siano spazi di trattativa e relazioni,
mediazioni, rispetto della partecipazione, tali da migliorarlo adeguatamente. Se così non
dovesse essere, per debolezza delle relazioni tra le parti, per rapporti asimmetrici, che si
misurano a fronte di un interesse che alcuni giudicano maturato, e a fronte della
resistenza che la Giunta, che la Maggioranza e il Consiglio intendono proporre, si
valuterà quali sono le ricadute. Personalmente vi posso dire, perfino con un filo di
ipocrisia, posso dire che, non essendo la Minoranza che conduce quelle trattative, potrò
sempre dire che si sarebbe potuto fare di più e di meglio, però, ho cercato di limitarmi a
quello che le mie modeste capacità mi consentono di comprendere di questa vicenda e,
quindi, ancora scusandomi per il disturbo, dichiaro il voto favorevole alla delibera.

VERSACI Fabio (Presidente)
Ho iscritto a parlare il capogruppo Lo Russo, ne ha facoltà.

LO RUSSO Stefano
Se fosse vera la vostra teoria, avremmo a che fare con dei pazzi fanatici, furibondi, i
proponenti sarebbero classificabili tali. Vi faccio sommessamente rilevare una cosa, se
fosse vero che il Consiglio Comunale nel 2015 ha dato parere favorevole a quel
progetto, che veniva citato nell'allegato 30, per quale ragione l'hanno cambiato? Sono
pazzi? Secondo voi, questi signori sono matti? Purtroppo non è così, Mensio, la
favoletta ve l'ha raccontata Montanari, ma non è così, non è così, perché noi abbiamo a
che fare con degli sprovveduti e stia tranquillo, state tranquilli, che se quel progetto e se
i proponenti avessero avuto la certezza di quello che dite voi, non avrebbero cambiato il
progetto. Per quale ragione hanno cambiato il progetto? Per farvelo stoppare da voi?
Sono talmente arguti, che hanno un progetto approvato, con il parere favorevole,
approvato dal Consiglio Comunale, no, mi piace, lo cambiano e presentano un progetto
che voi bocciate. Ma abbiate pazienza, non è che sono proprio tutti stupidi, fuori di qui,
ve lo garantisco. È evidente che la tesi che sostenete, non sta in piedi. Ribadisco le
ragioni per cui noi non condividiamo l'impostazione della delibera, perché la delibera
elude il cuore del tema, che è l'interesse pubblico a realizzare lì una superficie di
vendita, usa artatamente, l'escamotage del diniego tecnico, peraltro, eccedendo in
maniera molto rilevante, a mio personale giudizio, io non ho gli studi giuridici
dell'Avvocato Sacco, ci manca, faccio il geologo, non sono avvocato, ci mancherebbe,
però onestamente, un po' di fondamentali di diritto pubblico, li ho imparati e, come
dire, ho imparato quello che sono i profili e ruoli, e il Consiglio Comunale,
onestamente, ne ha alcuni e non ne ha altri. Quindi, da questo punto di vista, state
votando un atto che, sotto questo profilo, si presenta come non coerente con quello che
dovrebbe essere il Consiglio Comunale. Seconda cosa, essendo stato io l'involontario
protagonista di questo Consiglio Comunale, vi comunico che, così rispondo, se voi ci
portate una delibera, che diniega esplicitamente il futuro progetto sul prato dei conigli,
quello che è, noi, vi tranquillizzo, la votiamo noi, un secondo dopo, vi togliete dalla
Sala Rossa, però. Mi pare doveroso. Se, Vicesindaco Montanari, lei porta una delibera
di diniego fra 3 mesi del futuro progetto e ce la porta, noi la votiamo e voi vi dimettete,
va bene? Mi pare doveroso, quindi, vi tranquillizzo io, io non avrei nessun problema a
votare contro, non avrei nessun problema a farlo, non temo il danno erariale, e non
perché sono miliardario, perché è follia usare questo argomento, è capzioso, abbiate
pazienza. Quindi, facciamo questo accordo politico alla luce del sole. Vicesindaco
Montanari, porti la delibera, se ha effettivamente tutto quello che avete detto, non c'è
l'interesse pubblico, danneggiamo il commercio, fa schifo, è una roba che non si può
guardare, portatela, voi non la votate, la votiamo noi, e voi vi dimettete, ci state? Ci
state signori? Andate a casa, però, poi, andate a casa, però e noi affronteremo il futuro
contenzioso, lo affrontiamo noi, non abbiamo paura. Altrimenti, se non avete questo
coraggio, ci fate la cortesia, se non c'avete questo coraggio, ci fate la cortesia di togliere
questi argomenti dal tavolo, abbaiate questa decenza politica, per queste ragioni, che
sono prettamente di struttura della deliberazione. Noi, ci duole, ma, proprio, non
volgiamo partecipare a questa manfrina, a cui avete costretto i torinesi e il Consiglio
Comunale di stasera.

VERSACI Fabio (Presidente)
Consigliere Russi, ne ha facoltà per 5 minuti.

RUSSI Andrea
Sì, per dichiarazione di voto. No, lei è sicuramente molto abile con le parole, però noi
abbiamo parlato di revoca della delibera che è di chiaro interesse pubblico e ovviamente
non posso, io lo temo, a differenza forse vostra, il danno erariale, quindi non la porto io,
la dovreste portare voi, la posso recuperare al massimo, questo sono in grado di farlo,
però non la posso firmare io, perché il danno erariale lo temo, però vi garantisco che vi
teniamo sui numeri, quello, sicuro. Comunque, il voto del nostro gruppo sulla delibera
di oggi, è favorevole, grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Okay, grazie. Pongo in votazione la delibera.
Se tutti i colleghi hanno votato, dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 25, favorevoli 25, dichiaro la delibera approvata.

VERSACI Fabio (Presidente)
Darei lo stesso esito per l'immediata esecutività dell'atto.
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