| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Grazie. Se abbiamo depositato con gli altri Colleghi questa interpellanza è perché evidentemente siamo stati raggiunti dalla comunicazione che il permesso sosta è stato negato ad alcune associazioni, immagino quelle numericamente richiamate dall'Assessore. Allora, io vorrei brevemente cercare di ricondurre la conoscenza di questo Consiglio alle organizzazione di cui stiamo parlando, le organizzazioni di promozione sociale e di tutela dei diritti sono quelle associazioni che noi regolarmente nella Commissione politica sociale o nella Commissione cultura e ostruzione riceviamo per farci raccontare da loro quali siano, in termini di rappresentanza da loro svolta, le necessità dei familiari dei disabili, dei familiari degli anziani non autosufficienti, le problematiche che queste famiglie o i diretti interessati incontrano per ottenere le cure esigibili piuttosto che per essere collocati in struttura. Le associazioni di cui stiamo parlando sono quelle che svolgono le visite ispettive nelle strutture pubbliche o convenzionate con il pubblico per verifiche che persone che hanno difficoltà ad autodeterminarsi come persone non autosufficienti o disabili gravissime vivano nelle residenze a cui sono stati assegnati condizioni dignitose rispettose della qualità della loro vita, cioè stiamo parlando di associazioni che non hanno convenzioni con enti pubblici non solo perché non svolgono funzioni di supplenza su servizi che il Comune non fa, ma perché la terza età e l'indipendenza da tutti gli altri enti pubblici è la condizione per cui esercitano liberamente la tutela delle persone più fragili. Ora queste associazioni svolgono la loro tutela ricevendo le persone che si rivolgono per presentazione di istanze, petizioni, denunce, diffide nei confronti dei Tribunali, nei confronti delle istituzioni e le svolgono recandosi per l'attività ispettiva e indipendente nei luoghi in cui i malati o i disabili sono ricoverati. Ora a me pare che un'operazione che non riconosca a chi già dedica il proprio tempo, fa formazione a proprie spese per poter reggere pratiche amministrative, ricorsi, sede legale, non poter riconoscere nemmeno la possibilità di sostare nei pressi della sede dell'associazione nei giorni di accoglienza e ricevimento mi pare francamente non solo una sottostima del valore sociale di queste associazioni, ma anche, come dire, una cattiveria gratuita in cui le istituzioni riconoscono soltanto coloro che sono cooperativi in quanto svolgono servizi sostitutivi e complementari all'ente pubblico, non coloro che tengono aperta una contraddizione quando i più deboli ricevono dalle istituzioni un'ingiustizia, quindi la risposta mi sembra largamente insufficiente e ne chiederò, ma sentirò anche gli altri colleghi sottoscrittori, la ripresa in Commissione. |