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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Marzo 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2018-00554
"PERMESSI DI SOSTA PER ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO" PRESENTATA IN DATA 13 FEBBRAIO 2018 - PRIMA FIRMATARIA ARTESIO.
Interventi
ARTESIO Eleonora
Grazie. Se abbiamo depositato con gli altri Colleghi questa interpellanza è perché
evidentemente siamo stati raggiunti dalla comunicazione che il permesso sosta è stato
negato ad alcune associazioni, immagino quelle numericamente richiamate
dall'Assessore. Allora, io vorrei brevemente cercare di ricondurre la conoscenza di
questo Consiglio alle organizzazione di cui stiamo parlando, le organizzazioni di
promozione sociale e di tutela dei diritti sono quelle associazioni che noi regolarmente
nella Commissione politica sociale o nella Commissione cultura e ostruzione riceviamo
per farci raccontare da loro quali siano, in termini di rappresentanza da loro svolta, le
necessità dei familiari dei disabili, dei familiari degli anziani non autosufficienti, le
problematiche che queste famiglie o i diretti interessati incontrano per ottenere le cure
esigibili piuttosto che per essere collocati in struttura. Le associazioni di cui stiamo
parlando sono quelle che svolgono le visite ispettive nelle strutture pubbliche o
convenzionate con il pubblico per verifiche che persone che hanno difficoltà ad
autodeterminarsi come persone non autosufficienti o disabili gravissime vivano nelle
residenze a cui sono stati assegnati condizioni dignitose rispettose della qualità della
loro vita, cioè stiamo parlando di associazioni che non hanno convenzioni con enti
pubblici non solo perché non svolgono funzioni di supplenza su servizi che il Comune
non fa, ma perché la terza età e l'indipendenza da tutti gli altri enti pubblici è la
condizione per cui esercitano liberamente la tutela delle persone più fragili. Ora queste
associazioni svolgono la loro tutela ricevendo le persone che si rivolgono per
presentazione di istanze, petizioni, denunce, diffide nei confronti dei Tribunali, nei
confronti delle istituzioni e le svolgono recandosi per l'attività ispettiva e indipendente
nei luoghi in cui i malati o i disabili sono ricoverati. Ora a me pare che un'operazione
che non riconosca a chi già dedica il proprio tempo, fa formazione a proprie spese per
poter reggere pratiche amministrative, ricorsi, sede legale, non poter riconoscere
nemmeno la possibilità di sostare nei pressi della sede dell'associazione nei giorni di
accoglienza e ricevimento mi pare francamente non solo una sottostima del valore
sociale di queste associazioni, ma anche, come dire, una cattiveria gratuita in cui le
istituzioni riconoscono soltanto coloro che sono cooperativi in quanto svolgono servizi
sostitutivi e complementari all'ente pubblico, non coloro che tengono aperta una
contraddizione quando i più deboli ricevono dalle istituzioni un'ingiustizia, quindi la
risposta mi sembra largamente insufficiente e ne chiederò, ma sentirò anche gli altri
colleghi sottoscrittori, la ripresa in Commissione.

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