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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Febbraio 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2017-03735
TESTO UNICO DELLE NORME REGOLAMENTARI SULLA PARTECIPAZIONE, IL REFERENDUM, L'ACCESSO, IL PROCEDIMENTO, LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA E IL DIFENSORE CIVICO. MODIFICHE.
Interventi
RICCA Fabrizio
Grazie Presidente, sì, potere al popolo, credo che sia una formazione politica che si
presenta e la lascerei fuori da questo. Io credo che possa essere anche una cosa
interessante, a meno che non sia scritta male, com'è successo in questo caso. Dare la
possibilità ai cittadini di poter interpellare, cioè, di poter dialogare direttamente con la
Giunta, perché poi, di questo si tratta, con una vera e propria interpellanza, con un
sistema che prevede tre minuti di illustrazione, cinque minuti di risposta, due minuti di
replica. È una cosa che si potrebbe tranquillamente fare in maniera diversa, con incontri
sul territorio, però poi, ognuno decide di gestire la propria attività politica in maniera
diversa. Sono, però, dell'idea che, nel momento in cui si decide di fare un'operazione,
diciamo, friendly, verso la cittadinanza, dandogli l'impressione di poter essere quasi
come dei Consiglieri Comunali, che possono fare delle interpellanze, e poi ne facciamo
discutere quattro al mese, noi facciamo discutere quattro interpellanze al mese. Vuol
dire che, nel corso di un anno, verranno discusse 40 interpellanze. Torino a 890.000
abitanti, di cui andiamo ad escludere tutte quelle persone che non hanno diritto di voto,
perché sono giovani, perché sono stranieri e passiamo a circa 670.000,
spannometricamente, persone che avrebbero la possibilità di poter venire qua e fare
un'interpellanza. E io dico, noi, con un bacino di 670.000, circa, persone che, magari,
vogliono fare un'interpellanza, gliene faccio fare 40 l'anno. Magari, un'ora prima del
Consiglio Comunale, quindi alle 13.00, magari negli orari in cui la gente lavora,
diciamo, magari, non so quante persone hanno la possibilità di potersi prendere dei
permessi per venire in Consiglio Comunale a fare un'interpellanza, che so,
all'Assessore Pisano, o all'Assessore Patti, perché, magari, hanno degli impegni. E
allora, io dico, facciamo un processo diverso, vogliamo coinvolgerli, vogliamo renderli
più partecipi alla vita amministrativa della Città? Noi abbiamo, e se ne vantano un
sacco, le Circoscrizioni, che sono i primi presìdi della politica sul territorio, in quei
Consigli dove si discute di tematiche, proprio dove i cittadini hanno la panchina, la luce,
la buca, le cose, diciamo, fondamentali e noi cosa facciamo con le Circoscrizioni? Noi
le teniamo nascoste, quasi come se non esistessero e diamo la possibilità di fare ai
cittadini torinesi 40 interpellanze in un anno, magari, uno che è bravo, ne prepara già
cinque subito e di quelle 40 che si possono fare durante l'anno, ne fa già cinque, perché
nel Regolamento, ce ne sono cinque. Mi sembra una roba un po' paradossale, perché
oggi, quelli che a marzo poi scriveranno un'interpellanza, se hanno fortuna, la vedranno
discussa tra aprile-maggio, ma quello che a maggio è un problema e scrivo
un'interpellanza, rischia di essere discussa a metà del 2019, secondo me, così non
funziona. Quando abbiamo provato, all'interno degli emendamenti, a fare un qualcosa
di un pochino più migliorativo, ovvero, dando la possibilità di far lavorare le nostre
Circoscrizioni, qualcuno qua dice che: "non fanno niente, o, comunque, fanno poco",
qualcuno si lamenta, qualcuno dice che: "non hanno argomenti, perché la Riforma del
Decentramento li ha messi in difficoltà", bene, diamogli la possibilità di poter lavorare
direttamente alle Circoscrizioni, diamo la possibilità a questi cittadini, non di venire alle
13.00 in Consiglio Comunale a Torino, ma di andare, magari, alle 18.00, quando si
riunisce il Consiglio della Circoscrizione, quando, magari, hanno finito di lavorare, a
parlare con il primo presidio del territorio, quello che mette a posto la buca, quello che
mette a posto la luce, quello che mette a posto la panchina. Anche perché, io vi ricordo
che, per grandi temi, ci sono già grandi sistemi, ovvero, le petizioni popolari, dove
servono, circa, almeno, 300 firme per potersi presentare, quindi un tema, diciamo, di un
certo peso, viene discusso quando si raccolgono 300 firme e allora lì abbiamo i comitati
dell'acqua, i comitati del parco, tutti i comitati possibili e immaginabili, vengono, fanno
un diritto di tribuna, il Presidente Versaci, tutte le settimane, li ascolta, hanno la
possibilità di avere la stampa che prende appunti, magari gli pubblica un articolo il
giorno dopo e poi vengono in Commissione, ascoltati dal Consiglio Comunale. Ma io
mi chiedo, ma, la persona che ha il problema minimo, perché poi di quello si parla
perché, ripeto, se fosse un macrotema, sarebbe un tema che va a interessare molte
persone, molte persone, in 300 firme le si raccolgono in una settimana, se il tema è così
importante, viene addirittura con due passaggi in Consiglio Comunale, si fa una
petizione. Allora, noi, diamo la possibilità a queste persone di potersi confrontare
direttamente con l'Amministrazione, tramite la Circoscrizione, facendogli davvero
passare quel concetto di Decentramento che, ad oggi, purtroppo, non funziona. Poi mi
sono sentito dire che, sì, bisogna lavorare sul Decentramento, che si possono anche fare
le interpellanze in Circoscrizione, nelle Circoscrizioni, sapendo che le Circoscrizioni
non hanno nessuna intenzione di farle, perché, sennò, non avrebbero dato 8 pareri
negativi. Ma se si va a fare la revisione del Regolamento sul Decentramento, ma voi
pensate che, uno, le Circoscrizioni cambino idea? Due, che non sarà un colpo di
Maggioranza, al momento in cui verrà scritto in un certo modo, a imporre alle
Circoscrizioni di fare una roba? Sarà, esattamente, come oggi. Io ho presentato questi 8
emendamenti per fare in modo che queste interpellanze di cittadini possono essere
discusse negli 8 Consigli di Circoscrizione, portando il numero delle interpellanze da 40
per 8; 40 per 8, perché sono 8 i Consigli di Circoscrizione con cui si fanno 40, forse
anche di più, perché i Consigli di Circoscrizione non devono affrontare le sessioni di
Bilancio che impegneranno il Consiglio Comunale e, quindi, potrebbero rallentare,
facendo saltare qualche seduta. Io dico, 40 che possono diventare anche 60 se le
Circoscrizioni lavorano bene e quindi ottuplicare quelli che sono i numeri di risposta
che i cittadini possono ricevere. Questo è molto semplice, basta dire agli Assessori di
mandare una risposta scritta al Presidente di Circoscrizione, il Presidente legge, tale e
quale, quella risposta e il cittadino è soddisfatto. Poi, io sono convinto, che se voglia
incontrare il Sindaco o uno degli Assessori, o viene qui sotto, se ha tempo, magari se
faranno degli incontri pubblici, va agli incontri pubblici, se fanno degli incontri semi-
pubblici, va agli incontri semi-pubblici, possono scrivere su Facebook, su Twitter, su
Instagram, ovunque vogliano o mandargli una mail, dato che le mail sono pubblicate sul
sito del Comune. I metodi di contatto ci sono e sono tanti; se noi vogliamo aggiungerne
uno in più, creiamo una struttura che possa essere vera, che non sia solamente una
mezza marchetta per far vedere che noi avviciniamo i cittadini, perché, con questa
delibera, si avvicinano quattro persone al mese, se va bene, perché, magari, di quelle
quattro persone è solo una che fa quattro interpellanze e, secondo me, va a ridurre e
sminuire il senso nobile che intendo, dato da questa delibera, che servirebbe, appunto, a
far ripartire quel processo partecipativo che a questa città, magari, manca un po'.

RICCA Fabrizio
Ma, se è un segno di forza essere uno contro 23, mi permetto di dire, oddio, accetto
questo attestato di stima, perché vuol dire che il lavoro fatto ha un certo grado di
incisività. Semmai, educazione, anticipare verbalmente, due settimane prima, gli
emendamenti, anticiparli, una volta fatti, la scorsa settimana, presentarli venerdì, avrei
potuti presentarli, questi emendamenti potevo presentarli questa mattina, invece ho
deciso, dopo averli anticipati ai proponenti, appunto, su interlocuzioni già avvenute. Se
questa è maleducazione, allora vorrei capire qual è l'educazione. Detto questo,
Presidente, gli emendamenti non vanno a stravolgere la delibera ma, come ha
giustamente detto il Presidente Versaci nel suo intervento, è una proposta di
miglioramento, perché 8 per 4, è meglio di 4; 8 per 5, è meglio di 5. È questo che sto
dicendo: fare cinque interpellanze per Circoscrizione al mese, secondo me è più
partecipativo che farne cinque al mese. La differenza è che dovremmo obbligare la
gente a venire all'una, alle 13 del lunedì, qua, anziché poter andare comodamente,
magari alle 18, alle 18.30, alle 19, nella Circoscrizione più vicina alla loro abitazione.
Poi, è chiaro che l'impatto tra l'aulica Sala Rossa e, magari, il Consiglio della IV
Circoscrizione, è diverso ma al cittadino, di arrivare in Sala Rossa o di andare in IV
Circoscrizione, non gliene frega niente, il cittadino, se fa un'interpellanza, è perché
vuole un risposta, non per sedersi qua, in Consiglio Comunale. Detto questo, io ritengo
che si potevano modificare, si potevano formulare meglio; gli uffici mi hanno detto che
così non sono stati interpretati nella maniera giusta; tutto è perfettibile e migliorabile.
La mia idea era quella di migliorare la delibera, tutto è migliorabile, anche la mia
proposta è migliorabile. Io, quello che avrei avuto piacere, è di poter fare più
interpellanze ogni mese, dare la possibilità a più cittadini di intervenire ogni mese, non
solo 4/5 al mese. Io credo che questo sia un atto marchettaro, discriminatorio verso tutte
quelle persone che non potranno discutere le loro interpellanze, perché non stanno nei
tempi. Anzi, e se troveremo cinque cittadini che, al momento dell'approvazione di
questa cosa, una volta che tutto funzionerà, presenteranno cinque interpellanze a testa
per 6 mesi, avremo questo sistema completamente bloccato, senza poter più dare la
possibilità a nessun altro di poter intervenire e, quindi, torneremo esattamente indietro.
Quindi, mi spiace per gli emendamenti che hanno parere negativo, li ritiro, non è un
problema, voterò contro a questa delibera marchettara e discriminatoria, sperando poi,
che quando vi ritroverete nella riforma del Decentramento, avrete la possibilità di
accogliere tutti i nostri emendamenti. Io, l'ultima volta, ne ho fatti 250.000; ho fatto
250.000 emendamenti nell'ultima proposta di revisione del Decentramento. Siamo
riusciti a trovare una sintesi che poi, chiaramente, diciamolo, tutto è perfettibile e anche
quella andrà migliorata. Voi presenterete questa roba qua, voglio vedere quante persone
diverse riusciranno a discutere le loro interpellanze nei tempi. Detto questo, Presidente,
poi questi emendamenti non sono stati, diciamo, non sono stati capiti nella loro funzione
di miglioramento della delibera; vedremo poi col bilancio, cosa riuscirò a fare.

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