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| RICCA Fabrizio Grazie Presidente, sì, potere al popolo, credo che sia una formazione politica che si presenta e la lascerei fuori da questo. Io credo che possa essere anche una cosa interessante, a meno che non sia scritta male, com'è successo in questo caso. Dare la possibilità ai cittadini di poter interpellare, cioè, di poter dialogare direttamente con la Giunta, perché poi, di questo si tratta, con una vera e propria interpellanza, con un sistema che prevede tre minuti di illustrazione, cinque minuti di risposta, due minuti di replica. È una cosa che si potrebbe tranquillamente fare in maniera diversa, con incontri sul territorio, però poi, ognuno decide di gestire la propria attività politica in maniera diversa. Sono, però, dell'idea che, nel momento in cui si decide di fare un'operazione, diciamo, friendly, verso la cittadinanza, dandogli l'impressione di poter essere quasi come dei Consiglieri Comunali, che possono fare delle interpellanze, e poi ne facciamo discutere quattro al mese, noi facciamo discutere quattro interpellanze al mese. Vuol dire che, nel corso di un anno, verranno discusse 40 interpellanze. Torino a 890.000 abitanti, di cui andiamo ad escludere tutte quelle persone che non hanno diritto di voto, perché sono giovani, perché sono stranieri e passiamo a circa 670.000, spannometricamente, persone che avrebbero la possibilità di poter venire qua e fare un'interpellanza. E io dico, noi, con un bacino di 670.000, circa, persone che, magari, vogliono fare un'interpellanza, gliene faccio fare 40 l'anno. Magari, un'ora prima del Consiglio Comunale, quindi alle 13.00, magari negli orari in cui la gente lavora, diciamo, magari, non so quante persone hanno la possibilità di potersi prendere dei permessi per venire in Consiglio Comunale a fare un'interpellanza, che so, all'Assessore Pisano, o all'Assessore Patti, perché, magari, hanno degli impegni. E allora, io dico, facciamo un processo diverso, vogliamo coinvolgerli, vogliamo renderli più partecipi alla vita amministrativa della Città? Noi abbiamo, e se ne vantano un sacco, le Circoscrizioni, che sono i primi presìdi della politica sul territorio, in quei Consigli dove si discute di tematiche, proprio dove i cittadini hanno la panchina, la luce, la buca, le cose, diciamo, fondamentali e noi cosa facciamo con le Circoscrizioni? Noi le teniamo nascoste, quasi come se non esistessero e diamo la possibilità di fare ai cittadini torinesi 40 interpellanze in un anno, magari, uno che è bravo, ne prepara già cinque subito e di quelle 40 che si possono fare durante l'anno, ne fa già cinque, perché nel Regolamento, ce ne sono cinque. Mi sembra una roba un po' paradossale, perché oggi, quelli che a marzo poi scriveranno un'interpellanza, se hanno fortuna, la vedranno discussa tra aprile-maggio, ma quello che a maggio è un problema e scrivo un'interpellanza, rischia di essere discussa a metà del 2019, secondo me, così non funziona. Quando abbiamo provato, all'interno degli emendamenti, a fare un qualcosa di un pochino più migliorativo, ovvero, dando la possibilità di far lavorare le nostre Circoscrizioni, qualcuno qua dice che: "non fanno niente, o, comunque, fanno poco", qualcuno si lamenta, qualcuno dice che: "non hanno argomenti, perché la Riforma del Decentramento li ha messi in difficoltà", bene, diamogli la possibilità di poter lavorare direttamente alle Circoscrizioni, diamo la possibilità a questi cittadini, non di venire alle 13.00 in Consiglio Comunale a Torino, ma di andare, magari, alle 18.00, quando si riunisce il Consiglio della Circoscrizione, quando, magari, hanno finito di lavorare, a parlare con il primo presidio del territorio, quello che mette a posto la buca, quello che mette a posto la luce, quello che mette a posto la panchina. Anche perché, io vi ricordo che, per grandi temi, ci sono già grandi sistemi, ovvero, le petizioni popolari, dove servono, circa, almeno, 300 firme per potersi presentare, quindi un tema, diciamo, di un certo peso, viene discusso quando si raccolgono 300 firme e allora lì abbiamo i comitati dell'acqua, i comitati del parco, tutti i comitati possibili e immaginabili, vengono, fanno un diritto di tribuna, il Presidente Versaci, tutte le settimane, li ascolta, hanno la possibilità di avere la stampa che prende appunti, magari gli pubblica un articolo il giorno dopo e poi vengono in Commissione, ascoltati dal Consiglio Comunale. Ma io mi chiedo, ma, la persona che ha il problema minimo, perché poi di quello si parla perché, ripeto, se fosse un macrotema, sarebbe un tema che va a interessare molte persone, molte persone, in 300 firme le si raccolgono in una settimana, se il tema è così importante, viene addirittura con due passaggi in Consiglio Comunale, si fa una petizione. Allora, noi, diamo la possibilità a queste persone di potersi confrontare direttamente con l'Amministrazione, tramite la Circoscrizione, facendogli davvero passare quel concetto di Decentramento che, ad oggi, purtroppo, non funziona. Poi mi sono sentito dire che, sì, bisogna lavorare sul Decentramento, che si possono anche fare le interpellanze in Circoscrizione, nelle Circoscrizioni, sapendo che le Circoscrizioni non hanno nessuna intenzione di farle, perché, sennò, non avrebbero dato 8 pareri negativi. Ma se si va a fare la revisione del Regolamento sul Decentramento, ma voi pensate che, uno, le Circoscrizioni cambino idea? Due, che non sarà un colpo di Maggioranza, al momento in cui verrà scritto in un certo modo, a imporre alle Circoscrizioni di fare una roba? Sarà, esattamente, come oggi. Io ho presentato questi 8 emendamenti per fare in modo che queste interpellanze di cittadini possono essere discusse negli 8 Consigli di Circoscrizione, portando il numero delle interpellanze da 40 per 8; 40 per 8, perché sono 8 i Consigli di Circoscrizione con cui si fanno 40, forse anche di più, perché i Consigli di Circoscrizione non devono affrontare le sessioni di Bilancio che impegneranno il Consiglio Comunale e, quindi, potrebbero rallentare, facendo saltare qualche seduta. Io dico, 40 che possono diventare anche 60 se le Circoscrizioni lavorano bene e quindi ottuplicare quelli che sono i numeri di risposta che i cittadini possono ricevere. Questo è molto semplice, basta dire agli Assessori di mandare una risposta scritta al Presidente di Circoscrizione, il Presidente legge, tale e quale, quella risposta e il cittadino è soddisfatto. Poi, io sono convinto, che se voglia incontrare il Sindaco o uno degli Assessori, o viene qui sotto, se ha tempo, magari se faranno degli incontri pubblici, va agli incontri pubblici, se fanno degli incontri semi- pubblici, va agli incontri semi-pubblici, possono scrivere su Facebook, su Twitter, su Instagram, ovunque vogliano o mandargli una mail, dato che le mail sono pubblicate sul sito del Comune. I metodi di contatto ci sono e sono tanti; se noi vogliamo aggiungerne uno in più, creiamo una struttura che possa essere vera, che non sia solamente una mezza marchetta per far vedere che noi avviciniamo i cittadini, perché, con questa delibera, si avvicinano quattro persone al mese, se va bene, perché, magari, di quelle quattro persone è solo una che fa quattro interpellanze e, secondo me, va a ridurre e sminuire il senso nobile che intendo, dato da questa delibera, che servirebbe, appunto, a far ripartire quel processo partecipativo che a questa città, magari, manca un po'. RICCA Fabrizio Ma, se è un segno di forza essere uno contro 23, mi permetto di dire, oddio, accetto questo attestato di stima, perché vuol dire che il lavoro fatto ha un certo grado di incisività. Semmai, educazione, anticipare verbalmente, due settimane prima, gli emendamenti, anticiparli, una volta fatti, la scorsa settimana, presentarli venerdì, avrei potuti presentarli, questi emendamenti potevo presentarli questa mattina, invece ho deciso, dopo averli anticipati ai proponenti, appunto, su interlocuzioni già avvenute. Se questa è maleducazione, allora vorrei capire qual è l'educazione. Detto questo, Presidente, gli emendamenti non vanno a stravolgere la delibera ma, come ha giustamente detto il Presidente Versaci nel suo intervento, è una proposta di miglioramento, perché 8 per 4, è meglio di 4; 8 per 5, è meglio di 5. È questo che sto dicendo: fare cinque interpellanze per Circoscrizione al mese, secondo me è più partecipativo che farne cinque al mese. La differenza è che dovremmo obbligare la gente a venire all'una, alle 13 del lunedì, qua, anziché poter andare comodamente, magari alle 18, alle 18.30, alle 19, nella Circoscrizione più vicina alla loro abitazione. Poi, è chiaro che l'impatto tra l'aulica Sala Rossa e, magari, il Consiglio della IV Circoscrizione, è diverso ma al cittadino, di arrivare in Sala Rossa o di andare in IV Circoscrizione, non gliene frega niente, il cittadino, se fa un'interpellanza, è perché vuole un risposta, non per sedersi qua, in Consiglio Comunale. Detto questo, io ritengo che si potevano modificare, si potevano formulare meglio; gli uffici mi hanno detto che così non sono stati interpretati nella maniera giusta; tutto è perfettibile e migliorabile. La mia idea era quella di migliorare la delibera, tutto è migliorabile, anche la mia proposta è migliorabile. Io, quello che avrei avuto piacere, è di poter fare più interpellanze ogni mese, dare la possibilità a più cittadini di intervenire ogni mese, non solo 4/5 al mese. Io credo che questo sia un atto marchettaro, discriminatorio verso tutte quelle persone che non potranno discutere le loro interpellanze, perché non stanno nei tempi. Anzi, e se troveremo cinque cittadini che, al momento dell'approvazione di questa cosa, una volta che tutto funzionerà, presenteranno cinque interpellanze a testa per 6 mesi, avremo questo sistema completamente bloccato, senza poter più dare la possibilità a nessun altro di poter intervenire e, quindi, torneremo esattamente indietro. Quindi, mi spiace per gli emendamenti che hanno parere negativo, li ritiro, non è un problema, voterò contro a questa delibera marchettara e discriminatoria, sperando poi, che quando vi ritroverete nella riforma del Decentramento, avrete la possibilità di accogliere tutti i nostri emendamenti. Io, l'ultima volta, ne ho fatti 250.000; ho fatto 250.000 emendamenti nell'ultima proposta di revisione del Decentramento. Siamo riusciti a trovare una sintesi che poi, chiaramente, diciamolo, tutto è perfettibile e anche quella andrà migliorata. Voi presenterete questa roba qua, voglio vedere quante persone diverse riusciranno a discutere le loro interpellanze nei tempi. Detto questo, Presidente, poi questi emendamenti non sono stati, diciamo, non sono stati capiti nella loro funzione di miglioramento della delibera; vedremo poi col bilancio, cosa riuscirò a fare. |