| Interventi |
| LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Grazie, Presidente, sarò brevissimo. Pochi giorni dopo il referendum in Gran Bretagna, un italiano illustre commentò con queste parole, disse: "L'errore di Cameron è stato usare la consultazione per fini politici; attenti a non ripeterlo anche in Italia". Sempre questa persona, aggiungeva: "Il Referendum, senza avere informazioni, diventa una distorsione; i costituenti italiani erano stati più accorti, previdero una lunga fase, dall'inizio della campagna referendaria e il voto, che generalmente va da gennaio a giugno". Questa persona era Rodotà e faceva riferimento proprio ad uno degli istituti di democrazia diretta richiamati dalla collega Artesio. Allora, io credo che sarebbe particolarmente utile la proposta che la Consigliera Giacosa sottopone all'attenzione dell'Aula tutta, in una condizione, però, di normalità, cioè, nel momento in cui noi verificassimo e avessimo la certificazione che la democrazia rappresentativa che caratterizza questo nostro territorio, è utile ai cittadini torinesi, è efficace, garantisce le risposte e soddisfa le esigenze dei nostri concittadini. Guardate, basterebbe venire tutte le mattine; a me capita, lascio mia figlia alle 8 a scuola, mi capita molto spesso di essere qui alle 8.05-8.10, basterebbe dare quelle risposte a quei cittadini, che tutte le mattine, sistematicamente, vengono sotto Palazzo Civico e chiedono: lavoro, casa, risposte. Molti dicono: "Ma, la Chiara ci aveva promesso; ma, il Consigliere Iaria si era impegnato" cioè tutti quanti - adesso, ho tirato in mezzo Iaria, viene sempre bene - Allora, basterebbe dedicare un po' di tempo a quei cittadini per dare soddisfazione alle richieste dei torinesi, che non verranno soddisfatte con le risposte e le interpellanze. E poi, lei ha esordito con una lezione di democrazia: ma nel rapporto con le Circoscrizioni, ma qual è la democrazia che lei vede? Non passa giorno e non voglio credere che siano tutte strumentali le prese di posizione dei nostri Presidenti e dei nostri Consiglieri. In alcune Circoscrizioni, alcuni Consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno deciso di abbandonarli i gruppi; ci sarà un motivo per cui, ad esempio, nella Circoscrizione 4, mi pare tre Consiglieri, due Consiglieri hanno deciso di abbandonare; perché, glielo dico io, perché c'ero quella sera, ho sentito la discussione: "Ma perché non ci ascoltano; perché non ci danno le risposte". Allora, a me pare, e io sono preoccupato di questo, che questo sia l'ennesimo - li ha ricordati benissimo la collega Foglietta prima - l'ennesimo artifizio barocco, strumentale, demagogico, populistico, fintamente democratico, per distogliere l'attenzione da che cosa? Da un'incapacità strutturale di questa Amministrazione di offrire delle risposte. Allora, vogliamo continuare a imbonire i nostri cittadini dicendogli che c'è una piattaforma online che si chiama Decidi Torino, un tavolo di progettazione, che promuove l'Assessore di turno, uno strumento che viene inventato dal Consigliere a disposizione. Allora, il cittadino non sa neanche più dove deve partecipare, non ha più capito qual è lo strumento di partecipazione che l'illuminante, rivoluzionaria Amministrazione 5 Stelle propone a loro, perché ne abbiamo almeno cinque e poi abbiamo i soggetti istituzionali, che abbiano noi condiviso di costituire, come le consulte, che ci scrivono e ci dicono: "Non abbiamo rapporti con l'Amministrazione". Cioè, noi abbiamo votato, io credo, all'unanimità la Consulta richiamata prima dalla Consigliera Foglietta, quella Consulta, che è un organo che abbiamo scelto tutti insieme di costituire, scrive, a distanza di poche settimane dalla sua costituzione, dal suo insediamento, che non ha risposte dall'Amministrazione. Ma di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un grandissimo artifizio, barocco, per carità, continuiamo ad arricchire questa rappresentazione scenica di artifizi, continuiamo a far credere ai nostri cittadini torinesi che il rapporto diretto si consumerà anche grazie a queste nuove interpellanze; continuiamo a far perdere tempo ai nostri uffici, che potrebbero davvero rispondere alle richieste puntuali dei cittadini; continuiamo a credere che la rivoluzione è in atto. In realtà, succede, purtroppo, che le Circoscrizioni non hanno strumenti, perché glieli si sta togliendo sistematicamente, che le Circoscrizioni vengono vessate e così vengono vessate per motivi politici, per motivi politici. Se voi credeste, davvero, nella democrazia diretta, indipendentemente dal fatto che il Presidente di una Circoscrizione è di un altro colore politico, lo supportereste nel mettergli a disposizione risorse e strumenti, per dare le risposte a quei cittadini che sono sempre cittadini torinesi. Il fatto che si rivolgano al Presidente di una Circoscrizione, piuttosto che a un Coordinatore, non lo rende meno cittadino torinese, non lo rende meno importante. Se voi credeste davvero nella democrazia diretta, mettereste a disposizione di quei soggetti istituzionali che sono protagonisti della democrazia rappresentativa, strumenti, risorse e risposte. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) E invece, Presidente, scientemente, si vuole continuate a toglierle quelle risorse, scientemente si vuole continuare ad accentrare. Allora, mi dovete spiegare che differenza c'è tra quel cittadino che si rivolge alla Circoscrizione, e che la risposta della Circoscrizione non può avere, perché voi avete deciso che non può dare una risposta, togliendogli le risorse, e il cittadino che verrà qui, per qualche minuto; si rivolgerà a questi banchi, un Assessore di turno leggerà una risposta scritta da un tecnico, magari, sulla viabilità, da un vigile. Ci avevate detto che i vigili dovevano stare su strada, che dovevano uscire, li dovremmo chiudere negli uffici a rispondere alle vostre interpellanze. Ma per favore! |