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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Febbraio 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2017-03735
TESTO UNICO DELLE NORME REGOLAMENTARI SULLA PARTECIPAZIONE, IL REFERENDUM, L'ACCESSO, IL PROCEDIMENTO, LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA E IL DIFENSORE CIVICO. MODIFICHE.
Interventi
LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie, Presidente, sarò brevissimo. Pochi giorni dopo il referendum in Gran Bretagna,
un italiano illustre commentò con queste parole, disse: "L'errore di Cameron è stato
usare la consultazione per fini politici; attenti a non ripeterlo anche in Italia". Sempre
questa persona, aggiungeva: "Il Referendum, senza avere informazioni, diventa una
distorsione; i costituenti italiani erano stati più accorti, previdero una lunga fase,
dall'inizio della campagna referendaria e il voto, che generalmente va da gennaio a
giugno". Questa persona era Rodotà e faceva riferimento proprio ad uno degli istituti di
democrazia diretta richiamati dalla collega Artesio. Allora, io credo che sarebbe
particolarmente utile la proposta che la Consigliera Giacosa sottopone all'attenzione
dell'Aula tutta, in una condizione, però, di normalità, cioè, nel momento in cui noi
verificassimo e avessimo la certificazione che la democrazia rappresentativa che
caratterizza questo nostro territorio, è utile ai cittadini torinesi, è efficace, garantisce le
risposte e soddisfa le esigenze dei nostri concittadini. Guardate, basterebbe venire tutte
le mattine; a me capita, lascio mia figlia alle 8 a scuola, mi capita molto spesso di essere
qui alle 8.05-8.10, basterebbe dare quelle risposte a quei cittadini, che tutte le mattine,
sistematicamente, vengono sotto Palazzo Civico e chiedono: lavoro, casa, risposte.
Molti dicono: "Ma, la Chiara ci aveva promesso; ma, il Consigliere Iaria si era
impegnato" cioè tutti quanti - adesso, ho tirato in mezzo Iaria, viene sempre bene -
Allora, basterebbe dedicare un po' di tempo a quei cittadini per dare soddisfazione alle
richieste dei torinesi, che non verranno soddisfatte con le risposte e le interpellanze. E
poi, lei ha esordito con una lezione di democrazia: ma nel rapporto con le
Circoscrizioni, ma qual è la democrazia che lei vede? Non passa giorno e non voglio
credere che siano tutte strumentali le prese di posizione dei nostri Presidenti e dei nostri
Consiglieri. In alcune Circoscrizioni, alcuni Consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno
deciso di abbandonarli i gruppi; ci sarà un motivo per cui, ad esempio, nella
Circoscrizione 4, mi pare tre Consiglieri, due Consiglieri hanno deciso di abbandonare;
perché, glielo dico io, perché c'ero quella sera, ho sentito la discussione: "Ma perché
non ci ascoltano; perché non ci danno le risposte". Allora, a me pare, e io sono
preoccupato di questo, che questo sia l'ennesimo - li ha ricordati benissimo la collega
Foglietta prima - l'ennesimo artifizio barocco, strumentale, demagogico, populistico,
fintamente democratico, per distogliere l'attenzione da che cosa? Da un'incapacità
strutturale di questa Amministrazione di offrire delle risposte. Allora, vogliamo
continuare a imbonire i nostri cittadini dicendogli che c'è una piattaforma online che si
chiama Decidi Torino, un tavolo di progettazione, che promuove l'Assessore di turno,
uno strumento che viene inventato dal Consigliere a disposizione. Allora, il cittadino
non sa neanche più dove deve partecipare, non ha più capito qual è lo strumento di
partecipazione che l'illuminante, rivoluzionaria Amministrazione 5 Stelle propone a
loro, perché ne abbiamo almeno cinque e poi abbiamo i soggetti istituzionali, che
abbiano noi condiviso di costituire, come le consulte, che ci scrivono e ci dicono: "Non
abbiamo rapporti con l'Amministrazione". Cioè, noi abbiamo votato, io credo,
all'unanimità la Consulta richiamata prima dalla Consigliera Foglietta, quella Consulta,
che è un organo che abbiamo scelto tutti insieme di costituire, scrive, a distanza di
poche settimane dalla sua costituzione, dal suo insediamento, che non ha risposte
dall'Amministrazione. Ma di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un
grandissimo artifizio, barocco, per carità, continuiamo ad arricchire questa
rappresentazione scenica di artifizi, continuiamo a far credere ai nostri cittadini torinesi
che il rapporto diretto si consumerà anche grazie a queste nuove interpellanze;
continuiamo a far perdere tempo ai nostri uffici, che potrebbero davvero rispondere alle
richieste puntuali dei cittadini; continuiamo a credere che la rivoluzione è in atto. In
realtà, succede, purtroppo, che le Circoscrizioni non hanno strumenti, perché glieli si sta
togliendo sistematicamente, che le Circoscrizioni vengono vessate e così vengono
vessate per motivi politici, per motivi politici. Se voi credeste, davvero, nella
democrazia diretta, indipendentemente dal fatto che il Presidente di una Circoscrizione è
di un altro colore politico, lo supportereste nel mettergli a disposizione risorse e
strumenti, per dare le risposte a quei cittadini che sono sempre cittadini torinesi. Il fatto
che si rivolgano al Presidente di una Circoscrizione, piuttosto che a un Coordinatore,
non lo rende meno cittadino torinese, non lo rende meno importante. Se voi credeste
davvero nella democrazia diretta, mettereste a disposizione di quei soggetti istituzionali
che sono protagonisti della democrazia rappresentativa, strumenti, risorse e risposte.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
E invece, Presidente, scientemente, si vuole continuate a toglierle quelle risorse,
scientemente si vuole continuare ad accentrare. Allora, mi dovete spiegare che
differenza c'è tra quel cittadino che si rivolge alla Circoscrizione, e che la risposta della
Circoscrizione non può avere, perché voi avete deciso che non può dare una risposta,
togliendogli le risorse, e il cittadino che verrà qui, per qualche minuto; si rivolgerà a
questi banchi, un Assessore di turno leggerà una risposta scritta da un tecnico, magari,
sulla viabilità, da un vigile. Ci avevate detto che i vigili dovevano stare su strada, che
dovevano uscire, li dovremmo chiudere negli uffici a rispondere alle vostre
interpellanze. Ma per favore!

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