| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Grazie. Interverrò in modo particolare sulla delibera di indirizzi, con questo tipo di giudizio complessivo: oggettivamente rispetto al precedente anno finanziario quando moltissime delle misure che qui sono contemplate non erano previste, ma rinviate ad atti successivi, rintraccio - e di queste evidentemente mi sembra si debba dare atto - che sono state introdotte fin dal primo atto le misure di esenzione di agevolazione che avevamo non da soli, ma anche con le iniziative esterne delle organizzazioni sindacali richiamato come necessarie. Quindi, questo è un elemento positivo di questo atto deliberativo, il quale atto però nel suo insieme sconta ancora moltissime timidezze e ancora alcune omissioni. In modo particolare mi soffermo su tre aspetti che riguardano: il primo relativamente alla tariffazione dei Servizi Educativi non viene prevista alcuna rivisitazione, con questo atto deliberativo, della ristorazione scolastica e della compartecipazione richiesta agli utenti e ai costi della ristorazione, che sappiamo essere una delle motivazioni, forse non unica, ma certamente una e forse anche la più estesa della disaffezione rispetto alla frequenza della ristorazione scolastica. È vero che la deliberazione fa riferimento solo all'anno scolastico in corso, ma è altrettanto vero che per altre misure, come quella del trasporto, invece, si introducono già le previsioni sul terzo trimestre e quindi il fatto che questo non accada - relativamente alla refezione - lascia intendere che non siano state prese, ancora, in considerazione delle scelte rispetto ad una diversa articolazione delle tariffe. L'emendamento che è stato presentato dal Gruppo consiliare di Maggioranza lascia intravedere questa necessità come condivisa anche dalla Maggioranza, di questo prendo atto, ma ad oggi non rileviamo una determinazione in merito. La seconda questione, sulla quale risulta difficile convenire in modo positivo sulla deliberazione, è tutta l'articolazione della politica tariffaria riguardante la mobilità urbana ed extraurbana perché se è vero che vengono individuate delle soluzioni future di cambiamento è anche vero che viene rinviato a specifici atti deliberativi della Giunta il dettaglio delle stesse, quindi dal punto di vista del Consiglio Comunale è difficile esprimersi sull'affidabilità di queste opzioni se non siamo ancora di fronte ad un atto deliberativo puntuale. In modo particolare, io però volevo segnalare su questo aspetto dell'articolazione tariffaria trasportistica un elemento che non è stato particolarmente considerato nella discussione in Commissione Trasporti e riguarda, in modo particolare, le modifiche che sono intercorse dal 2012 - quindi non evidentemente riconducibili a quest'Amministrazione - sulle agevolazioni relative agli ultrasessantacinquenni, modifiche che nel 2012 avevano introdotto per potersene avvalere la necessità di dimostrare una condizione reddituale debole. L'aspetto reddituale è lo stesso che viene introdotto per altre categorie, per altre fasce, anche nella previsione della Giunta, ma che vorrei sottolineare ha introdotto, ha comportato alcune modifiche negli stili di vita delle persone, nelle scelte di mobilità delle persone. In relazione a questo aspetto, il Coordinamento dei Comitati di quartiere spontanei su dati richiesti, come accesso agli atti e alla GTT, ha rilevato che in virtù di questo cambiamento ci sono state 4.609 rinunce, relativamente all'uso del mezzo pubblico, nel senso di persone che prima beneficiavano dell'abbonamento agevolato che non rientrando nei canoni non hanno optato per l'abbonamento con prezzi ridotti in base alle tariffe ISEE. Questo è un elemento di dettaglio - io mi rendo conto nell'insieme della politica tariffaria e delle fasce che si vorrebbero conquistare con una rimodulazione verso l'uso del trasporto pubblico - però penso che sempre ogni qualvolta si introducono delle modificazioni sia bene, a distanza di tempo, verificarne le conseguenze. Questo è un dato, può non significare che tutte le persone sono scomparse dalla fotografia di coloro che beneficiavano di una modalità, adesso in automatico stiano facendo ricorso all'auto privata e quindi in qualche modo non stiamo percorrendo l'obiettivo, può non significarlo, però può essere utile conoscere questo dato e verificare se altrove abbiano costruito dei sistemi misti fondati sul reddito e fondati sull'età che favoriscano la frequenza del mezzo pubblico. È il caso del sistema milanese che accoglie l'aspetto della politica tariffaria legata al limite di reddito, ma introduce anche delle agevolazioni, senza limiti di reddito, collegate alla fascia di età della popolazione. Sicuramente l'Assessore conosce meglio di me l'organizzazione del sistema tariffario senior della Città di Milano e parrebbe, rispetto all'obiezione che ho sollevato, utile un approfondimento magari in vista della deliberazione di Giunta futura. La seconda, scusate, la terza e ultima osservazione, che produco alla delibera generale degli indirizzi, riguarda la questione della raccolta rifiuti, e in modo particolare l'obiettivo che non dubito sia condiviso non solo dalla Maggioranza, non solo dalla Giunta, ma da tutto il Consiglio Comunale anche perché appartiene ad indirizzi di scala sovranazionale, che è quello di procedere nella politica di riduzione dei rifiuti e di favorire alla conversione dei rifiuti attraverso modelli di raccolta differenziata porta a porta e su strada, che ovviamente passano attraverso la convenzione con il soggetto attuatore, quindi con una delle delibere collegate, ma che per essere promosse dovrebbero introdurre - prima ancora della tariffa puntuale alla quale non siamo ancora pervenuti - dei sistemi premianti. È già stato oggetto di una discussione in Commissione esattamente questo aspetto, vale a dire: vengono introdotte le premialità per le zone interessate dalla raccolta porta a porta - e fin qui nulla da obiettare- anzi assolutamente da sottolineare in linea. Il tema però è questo, che normalmente si introduce una premialità relativamente ai miglioramenti degli anni precedenti, dell'anno precedente, mentre noi rileviamo - e questo dovrebbe essere un elemento di interesse per gli amministratori - che non abbiamo una crescita esponenziale, ma abbiamo una fluttuazione, per cui ci sono degli anni, anche nelle zone virtuose, in cui si scende rispetto all'obiettivo per poi risalire successivamente, quindi peraltro ottenere un riconoscimento da parte dell'Amministrazione. Il modello, che molte organizzazioni esterne all'ente propugnano, è quello di non, esclusivamente, limitare la premialità alle zone interessate dall'allargamento della raccolta differenziata porta a porta, ma piuttosto di verificare - pur essendo ancora a macchie di leopardo la situazione della città, quindi alcuni porta a porta altri su strada - quali siano i comportamenti più virtuosi in questo contesto misto e andare a premiare, sia pur con percentuali che potrebbe essere discusse, quegli isolati piuttosto che quelle zone che negli anni successivi migliorano il loro apporto differenziato al conferimento dei rifiuti in modo da rappresentare un incentivo nella direzione dell'applicazione della tariffa puntuale. Questi esempi, che danno un'idea di prospettiva di una delibera che avrebbe potuto essere non una fotografia a tinte più chiare rispetto all'anno scorso di una condizione esistente, ma appunto nel tentativo di sperimentazione e di innovazione rendono questo atto non ancora sufficiente, dal mio punto di vista, pur rilevando che gli strumenti di agevolazione sono garantiti. |