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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Ottobre 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2007-05846
?IPOTESI DI FUSIONE IRIDE - HERA? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI ANGELERI E SCANDEREBECH IN DATA 10 SETTEMBRE 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200705846/02, presentata in data 10 settembre 2007, avente per oggetto:
"Ipotesi di fusione IRIDE-HERA"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
La questione ruota essenzialmente intorno al fatto se si abbia in mente, o meno, un'aggregazione di IRIDE, in particolare, con HERA, rispetto a quanto è stato detto in questi giorni.
Sulla base di quanto ci risulta, posso rispondere che il processo di aggregazione delle aziende municipali è, sicuramente, un fenomeno da considerare inevitabile, stante le dimensioni, non solo italiane ma europee, del mercato.
Credo che, al pari delle altre aziende, IRIDE sia consapevole - come pure la Città di Torino dev'essere - di dover giocare un ruolo di primo piano nelle dinamiche di competizione (migliore qualità, prezzi decrescenti) che si stanno un po' delineando e che porteranno tutte le principali multiutility del Paese ad assumere, quale base di partenza, la definizione di piani industriali sinergici, efficaci ed orientati verso il futuro; ciò, allo scopo di continuare a garantire nel tempo legittimi interessi, sia nostri, quali azionisti pubblici, sia dei privati, per il fatto che, oggi, appunto, si tratta di un'azienda partecipata e anche quotata.
In tale contesto, il Gruppo Iride, nella sua attuale configurazione, risulta adeguatamente posizionato, grazie al bilanciamento fra il business regolato e quello realizzato, e all'efficace copertura nelle fasi della filiera energetica, in particolare, nei settori dell'energia elettrica e del gas.
Questi punti di forza di IRIDE le offrono la possibilità di guardare un po' al futuro di possibili aggregazioni, non come preda, ma come interlocutore in grado di portare una dote attraente per gli altri player, nel senso che, accanto ad una serie di servizi pure importanti, vi è quello che, in termini industriali, si chiama "ferro".
L'orientamento di IRIDE a guardare positivamente all'ipotesi di ulteriore aggregazione è già stato assunto nella lettera d'intenti (firmata, nel febbraio 2005, dalle Amministrazioni di Torino e di Genova), allorché s'illustrava la volontà di dare vita alla nuova entità industriale, frutto dell'unione AEM-AMGA, interpretando quel momento come il primo passo di un percorso volto a svilupparsi ulteriormente.
Pur rilevando che le fonti giornalistiche trattano con sufficiente frequenza l'argomento della possibile unione di IRIDE con HERA, al pari di altre ipotesi riferite ad altre aziende ex municipalizzate, in realtà non è attualmente in corso alcuna trattativa; anzi, è semplicemente una fase nella quale tutti dialogano con tutti, al fine di porre le basi per non perdere alcune utili opportunità, nel momento in cui dovessero palesarsi concretamente.
Quindi, per il momento, si pone semplicemente una certa attenzione per cogliere immediatamente ogni prospettiva si dovesse profilare all'orizzonte, cercando anche di restare all'interno di questo dibattito ed indirizzarlo verso quest'eventualità, ben sapendo che il fatto di avere una disponibilità di maggiori volumi e capacità dimensionali è questione essenziale per riuscire a competere su scala europea.
Questa è la situazione attuale, perciò, posso assicurare al Consigliere Angeleri che, per il momento, siamo in questa fase; tuttavia, se, nelle prossime settimane o nei prossimi mesi - spero, non nei prossimi anni -, le azioni esplorative permetteranno di avviare vere e proprie trattative, non solo sarà cura di IRIDE dialogare con gli azionisti di riferimento, ma anche, per quanto ci riguarda, coinvolgere il Consiglio in questo dibattito, in modo da procedere ad una vera discussione, soprattutto considerando l'importanza della questione a livello torinese.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Considerato il rapporto che ho con lei, Vicesindaco, mi permetta d'iniziare con una battuta; se mi avesse detto queste cose al bar della buvette ed io non la conoscessi, la prima risposta che mi sarebbe venuta in mente sarebbe stata: "Sicuramente, questo è un politico che me le dà".
Infatti, mi ha risposto non come avrebbe fatto un azionista, bensì come un politico, perché è stato proprio bravo - le faccio i miei complimenti - a non rispondermi.
Peraltro, comprendo pure la sua difficoltà a dover fornire pubblicamente informazioni circa un'operazione che potrebbe avere risvolti anche economici e sulla Borsa italiana, perché sappiamo che la nostra Società è trattata.
Però, Vicesindaco, la nostra non è una preoccupazione di ordine finanziario, benché c'interessi, certamente, perché siamo contenti che molti analisti (come Bartoli, Monica e altri) giudichino IRIDE sottovalutata e, quindi, le diano una grande potenzialità di crescita. Quindi, siamo soddisfatti di questo, a prescindere dalla nostra posizione e dalla nostra collocazione su questi banchi; invece, abbiamo presentato quest'interpellanza, perché, preoccupati per le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Chiamparino su "La Stampa", abbiamo sentito la necessità di maggiori chiarimenti su quanto stesse avvenendo, nella gestione del prodotto energia, da parte di quest'Amministrazione.
Infatti, Vicesindaco, è fondamentale capire quali siano le strategie di scala che potranno regolare i rapporti fra le due grandi aziende IRIDE ed HERA; soprattutto, è importante riuscire a scongiurare l'ennesima perdita di una grande operazione e anche ad evitare che l'eccellenza piemontese passi sotto silenzio.
Ciò che c'interessa maggiormente è considerare quali siano le forme di tutela per i cittadini torinesi (i quali, secondo noi, ma mi auguro che sia lo stesso per tutto il Consiglio Comunale, non dovranno innanzitutto subire aumenti delle bollette) e, soprattutto, quali siano quelle previste rispetto agli odierni livelli di occupazione.
Quindi, sono preoccupazioni che - comprendo molto bene - vanno al di là dell'operazione finanziaria; però, se l'idea era quella di creare un grande polo gestore dell'energia del Nord Italia, mi permetto di dire che è curioso che l'alleanza sia stata cercata con i gestori di una città come Bologna, piuttosto che orientarsi verso realtà, per esempio, lombarde o venete.
Perciò, nasce abbastanza spontaneo domandarsi se, in certi casi, le affinità di carattere politico abbiano avuto la meglio su quelle di tipo industriale.
Sarei grato al Vicesindaco se volesse rispondere a queste mie domande, perché mi ha dato una risposta che ho indubbiamente apprezzato per la sua origine essenzialmente dorotea, ma, come ho sottolineato nel mio intervento, sono ben altre le questioni che realmente m'interessano.
Pertanto, chiedo di essere in qualche modo tranquillizzato, in particolare, sulle domande appena poste al Vicesindaco.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il Partito Democratico non c'entra affatto con quanto discusso, perché si tratta di una questione...

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Visto che è fuori verbale, mi permetto di dire: anche perché era una questione di merito e, a tutti gli effetti, ha ragione lei, perché il Partito Democratico, nel merito, non è entrato su alcunché.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Questa battuta del Vicepresidente mi pare esagerata, ma non è per quelle affinità.
Mi sento assolutamente di poter dire (in quest'Aula, ma in qualsiasi altro luogo) che, qualora si determinassero le condizioni per realizzare una fusione con HERA ed ENIA, cioè in quell'area, la preferiremmo rispetto alle altre, perché più simili a noi, e ciò determinerebbe una condizione per poter discutere meglio con quelli più grandi di noi, detto che ASM sta discutendo con AEM di Milano e ACEA di Roma.
Poi, per essere molto esplicito, devo dire che ritengo fondamentale la questione dell'aggregazione, poiché, per la competizione in Europa, la nostra dimensione è ancora troppo poco significativa (benché abbia detto di ritenerla adeguata a svolgere la funzione attuale); quindi, dovendo procedere in quella direzione, preferiamo quelle che si prestano meglio, sia per dimensioni, sia per vocazione, sia perché AMGA ha già una serie di presenze in quel territorio.
Peraltro, come dimostra l'intero mondo delle fusioni e delle aggregazioni, le cose si fanno con chi ci sta; quindi, nel momento in cui fosse possibile affrontare l'argomento, mantenendosi aperti a dialogare con tutti, credo che, se dovessero maturare certe situazioni, dovremmo avere il coraggio di affrontarle, anche se, magari, ne avremmo preferito altre.
L'intendimento mi pare chiaro, mentre, per quanto riguarda le reali possibilità, ovviamente, dipenderà anche dalle scelte che faranno gli altri interlocutori.
Il problema che io vedo è se IRIDE, così composta, sia in grado di accogliere questo interlocutore. Noi stiamo predisponendo, credo, solo culturalmente, il fatto che IRIDE sia pronta a non lasciarsi sfuggire questo tipo di occasioni.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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