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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Ottobre 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 25
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-04169
VARIANTE PARZIALE N. 101 AL P.R.G. AI SENSI DELL'ART. 17, COMMA 7 DELLA L.R. 56/1977 E S.M.I., CONCERNENTE L'AREA ?LAGHETTI FALCHERA?. RIADOZIONE.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200704169/09, presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto:
"Variante Parziale n. 101 al PRG ai sensi dell'art. 17, comma 7 della LR 56/77 e s.m.i. concernente l'area 'Laghetti Falchera'. Riadozione"
e della proposta di mozione n. mecc. 200706383/02, presentata in data..., avente per oggetto:
"Mozione di accompagnamento alla deliberazione n. 200704169/09 avente per oggetto 'Variante Parziale n. 101 al PRG ai sensi dell'art. 17, comma 7 della LR 56/77 e s.m.i. concernente l'area 'Laghetti Falchera'. Riadozione'".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Dopo la discussione congiunta della proposta di deliberazione e della proposta di mozione di accorpamento, le votazioni saranno effettuate separatamente.
Subito dopo il dibattito generale, passeremo all'esame degli emendamenti in relazione al modo in cui sono stati accorpati dopo la mozione approvata dal Consiglio Comunale.
L'Assessore Viano non intende illustrare la proposta di deliberazione.
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Presidente, chiedo gentilmente di ricordarmi quanto tempo ho a disposizione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Sicuramente, fino a 10 minuti, un Consigliere per Gruppo ed essendo una Variante al Piano Regolatore il tempo raddoppia. Lei può parlare fino a 20 minuti.
Riassumendo, un Consigliere per Gruppo fino a 20 minuti, gli altri Consiglieri per Gruppo fino a 10.
Le ricordo che deve intervenire nel merito, quindi io non consentirei il suo silenzio; inoltre, deve intervenire anche sulla mozione.

LONERO Giuseppe
Cercherò di sfruttare al massimo tutto il tempo che mi viene consentito dal Regolamento e, per quanto riguarda la volontà di rimanere in silenzio, voglio rassicurare il Presidente che questa volta non verrà sfruttata; nel caso precedente, era un tentativo di far capire ai Colleghi che, visto che l'Ufficio di Presidenza, con la complicità del Capogruppo Giorgis, aveva tentato di imbavagliare l'opposizione, allora abbiamo dato la dimostrazione che, in effetti, ci erano riusciti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Mi lasci dire che il Presidente Castronovo è stato garante dei diritti della minoranza, perché le ha consentito di rimanere in silenzio per due minuti, eccependo, a tutti gli effetti, alla norma regolamentare.

LONERO Giuseppe
Entriamo nel merito di questa deliberazione e voglio partire da una riunione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No. Infatti, avrei potuto dirglielo. Se riesco, Sindaco, cercherò di intrattenerla per tutti e venti minuti che ho a disposizione.
Voglio partire da una riunione di II Commissione che, tra l'altro, è citata nella deliberazione (quindi, rispetto l'invito del Presidente a rimanere nel merito), in particolare, mi riferisco alla seduta della II Commissione Consiliare del 7 giugno 2007. In quella sede trattavamo la deliberazione in questione come approvazione di una deliberazione già adottata in precedenza all'inizio del mandato.
In quella sede l'Assessore, forse stimolato dalle dichiarazioni rilasciate da alcuni Consiglieri Provinciali e riprese anche da alcuni Consiglieri Comunali, era entrato nel merito non solo dei contenuti della proposta di deliberazione che era già stata adottata e che andavamo a riapprovare, ma aveva anche illustrato un certo scontento, da parte dei proponenti, che poi è stato formalizzato. Voglio partire da questo punto, perché lo scontento manifestato da parte dei proponenti ha stimolato la riadozione di questa proposta di deliberazione a pochissimi mesi dall'adozione della Variante iniziale.
In quella seduta di Commissione Consiliare, ma anche in occasioni successive in cui abbiamo affrontato questo tema, ho parlato di proposta di deliberazione "cavallo di Troia", perché, attraverso l'ottenimento e l'approvazione di questa Variante urbanistica, i proponenti partono da un dato assodato che è la possibilità di poter insediare edifici residenziali in un'area che nel Piano Regolatore attuale è un parco. Questi soggetti, infatti, potendo avere una certa quantità di SLP residenziale, fanno un primo passo, mettono un punto fermo.
La proposta di deliberazione viene adottata e dopo pochissimi mesi presentano una lettera in cui ci dicono che non sono più contenti di quanto viene loro concesso con la Variante urbanistica n. 101, semplicemente perché ritengono che quelle destinazioni urbanistiche non abbiano un mercato adeguato per rientrare dell'investimento. Ricordo che sono passati solo pochi mesi e operatori importanti ed esperti del settore immobiliare, che sono nel settore da tanti anni, non possono accorgersi dopo così poco tempo che quello che hanno chiesto ed ottenuto non ha più mercato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Presidente, sono quasi allibito dal fatto che la discussione su una Variante così importante non interessi i Consiglieri di maggioranza al punto da trovarmi costretto a chiedere la verifica del numero legale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono trascorsi solo 6 minuti, pertanto ne avrò ancora a disposizione 14 per terminare il mio intervento dopo la verifica del numero legale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Sto verificando se, dopo la verifica del numero legale, il Consigliere Lonero potrà continuare il suo intervento: è questa la mia preoccupazione! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Però non vorrei impedirgli di parlare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se ponessi in votazione la verifica del numero legale, non potrei consentire al Consigliere Lonero la prosecuzione del suo intervento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Se non ricordo male mi restano... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Angeleri, per cortesia! C'è il Collega Lonero che sta parlando. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

LONERO Giuseppe
Presidente, si potrebbe avere il rispetto del Regolamento? (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Il Consigliere Lonero sta intervenendo, alla fine... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo so che è poco, sono d'accordo con lei e la ringrazio per quello che sta dicendo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono sicuro che il Consigliere Mauro non lo dice in malafede.
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Dicevo che non è credibile che operatori così esperti si accorgano dopo soli pochi mesi della non redditività dell'insediamento ottenuto per chiedere qualcosa in più; addirittura hanno presentato degli elaborati (ringrazio a verbale l'Assessore Viano che molto correttamente e tempestivamente ce li ha consegnati) che trasformano un parco in un insediamento residenziale, commerciale e di servizi che sulla carta sarà fruibile da tutti i cittadini, ma che in realtà diventerà un villaggio esclusivo, aspetto che a mio parere non è assolutamente accettabile e condivisibile ed è per questo motivo che dichiaro fin d'ora la mia contrarietà non solo a questa proposta di deliberazione, ma anche a quanto ne consegue.
Ho parlato di risultati ottenuti e di capacità insediativa ottenuta dai proponenti, perché in realtà questa Variante non doveva essere altro che la ratifica di un Protocollo di intesa sottoscritto dalla Regione, dalla Provincia e dai tre Comuni interessati (Torino, Borgaro e Settimo): un Protocollo di intesa sottoscritto sulla base dell'applicazione di un PRUSST.
Ora, in quel protocollo d'intesa, la famosa area Laghetti Falchera, quella interessata dalla Variante Urbanistica n. 101, è un'area sulla quale doveva essere insediata una certa quantità di SLP (con le destinazioni ben specificate negli allegati al protocollo). In particolare, sull'area ricadente sul territorio torinese, le destinazioni dovevano essere il 20%, al massimo, al residenziale e il rimanente 80% ad ASPI.
Sulla Variante, però, nel momento in cui è stata adottata, caso strano, le percentuali sono state invertite.
Ora, errare è umano, ma perseverare non lo è assolutamente.
Nel momento in cui ci si accorge di questa "svista" - vogliamo chiamarla così? - ci sono comunque, ancora, i tempi e i modi per correggerla, ci sono ancora diverse fasi di discussione, diverse fasi dell'iter approvativo di questa Variante. Ma allora correggiamola! Correggiamola, perché quel protocollo d'intesa è stato sottoscritto dalla Città di Torino, ma - guarda caso - è stato sottoscritto una settimana dopo l'adozione della Variante.
Ci si chiede, allora, se, nel momento in cui il delegato della Città di Torino ha sottoscritto il protocollo d'intesa, lo abbia letto. Ci si chiede se si sia accorto che le destinazioni urbanistiche erano diverse da quelle previste nella Variante Urbanistica adottata qualche giorno prima. E ci si chiede se abbia adottato quella Variante con quelle destinazioni urbanistiche (visto che ha sottoscritto il protocollo d'intesa), infischiandosene o se l'abbia fatto tralasciando il fatto che le destinazioni urbanistiche erano casualmente invertite.
Non riesco a capire la logica di chi sottoscrive quel protocollo d'intesa, cioè di chi legge che, anziché il 20% di destinazione residenziale, è destinato l'80% e, nonostante questo, lo sottoscrive ugualmente. Delle due l'una: o non doveva approvare la Variante (o fare in modo che la Variante fosse adottata), o non doveva sottoscrivere il protocollo, perché sono visibilmente in contraddizione.
C'é qualcosa che non torna in questo comportamento: come minimo, c'è una leggerezza.
I motivi dell'opposizione strenua a questa Variante, i motivi della presentazione di tutti gli emendamenti e della mozione di accompagnamento sono tutti qui: c'è qualcosa che non torna. C'è una visibile volontà - non voglio dire "scientifica", ma verrebbe da pensarlo - di favorire, in una certa zona della città, certi insediamenti che, casualmente, sono di proprietà di certi imprenditori milanesi.
Moralmente, eticamente, questo Consiglio non lo può fare.
Se poi è vero ciò che io, malignamente, continuo a pensare, cioè che questa Variante sia soltanto il primo passo di Varianti successive, cioè il primo passo di capacità insediative su quell'area assolutamente inaccettabili e insostenibili dal punto di vista urbanistico, in questo caso, allora, raggiungiamo un livello paradossale.
Il Consiglio e i Consiglieri della maggioranza devono saperlo: devono essere consapevoli, devono riconoscerlo e comportarsi, a nostro e a mio avviso, di conseguenza.
Mi avvio lentamente alla conclusione.
Quando adottiamo una Variante Urbanistica, dobbiamo sempre e solo pensare all'interesse pubblico.
L'Assessore e il Sindaco lo sanno bene: questa Variante non va in quella direzione, cioè nella direzione di soddisfare l'interesse pubblico, ma va nella direzione di consentire insediamenti residenziali, in difformità dagli accordi precedentemente assunti e sottoscritti successivamente all'adozione, insostenibili per la Città dal punto di vista urbanistico ed inaccettabili per l'etica di questo Consiglio.
Con questo mio intervento, spero di avere almeno sollevato, nei Colleghi della maggioranza, il dubbio che ci attanaglia da quando abbiamo cominciato a parlare di questa deliberazione, cioè il dubbio che, in questo atto deliberativo, l'interesse pubblico non esista, ma sia calpestato e sia subalterno ad altri tipi di interessi assolutamente diversi.
L'urbanistica della città ne verrà violentemente calpestata, perché il parco non potrà sorgere dove avrebbe dovuto sorgere.
Se accetteremo le proposte degli imprenditori che si celano in questa deliberazione, realizzeremo un villaggio d'elite, cioè un villaggio non fruibile, di fatto, da tutta la cittadinanza, e danneggeremo l'ambiente, perché la famosa corona verde a nord della città di Torino, se dovesse essere realizzato su quell'area tutto quanto previsto dai proprietari dei terreni, sicuramente non sarà più tale, ma sarà una corona di cemento.
Nei pochi minuti che mi sono rimasti a disposizione, vorrei citare altri aspetti della deliberazione, che poi, forse, saranno approfonditi più dettagliatamente con l'illustrazione degli emendamenti.
Non possiamo accettare che si pensi alla possibilità di espropriare quell'area soltanto perché i proprietari decidono di non realizzare quanto previsto nella Variante. Non è accettabile: quella è un'area con destinazione urbanistica parco, urbano e fluviale, e la Città, nel momento in cui avesse un progetto inserito nell'elenco annuale dei lavori pubblici, avrebbe diritto ad espropriare, ma dovrebbe essere un'attività di iniziativa della Città, non una conseguenza dell'inerzia del privato.
In altre parole, un'attività di quel tipo non deve essere stimolata dall'inerzia del privato, ma è la Città che deve credere nella realizzazione di quel parco, comportarsi di conseguenza e mettere a bilancio le risorse necessarie alla stesura dello studio di fattibilità o del progetto preliminare, in modo tale da poter arrivare all'esproprio dell'area, se crede che quel parco serva alla città (come penso lo creda, perché diversamente non l'avrebbe inserito nel Piano Regolatore). La Città non deve andare a ruota dei privati, né subire l'inerzia dei privati: è questo che contestiamo.
Nell'ultimo minuto voglio sottolineare il fatto che si pervenga ad un processo così complesso, così lungo, così estenuante, così defatigante anche per l'attività del Consiglio, solamente perché ci si accorge, a posteriori, che, evidentemente, i proprietari dei terreni non sono (e lo hanno dimostrato con i fatti) interlocutori affidabili nell'interesse pubblico, perché pensano di massimizzare (e da imprenditori è comprensibile) i propri investimenti.
Non vorrei che l'atteggiamento della maggioranza e della Giunta, nei confronti dei proprietari terrieri, dimostrato e attestato dai contenuti di questa proposta di deliberazione e da tutto l'iter di questo provvedimento, fosse legato ad altre attività insediative che gli stessi imprenditori hanno in pectore, di realizzare sulla città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Ammetto che, sicuramente, dopo il dotto intervento del Consigliere Lonero, non sarebbe più il caso di dire nulla, se non, per dirla chiaramente, "farvela sudare un pochino".
Chiedo, però, al Presidente, che faccia rispettare il Regolamento, perché, in questo momento, alcuni Consiglieri non sono seduti al posto loro assegnato. Mi dispiace Consigliere Lonero, ma ieri sera, alla prima del Teatro Regio, si è capito chi comanda; non certo il Consiglio Comunale.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO) No, neanche io c'ero. Ho letto i giornali e ho visto le fotografie. Non certo il Consiglio Comunale, non certo questa Giunta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Vorrei evitare... gli avvocati, poi, costano.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa, il Consigliere Cantore può non disturbare il Consigliere Carossa?

CAROSSA Mario
Il Consigliere Cantore non mi disturba mai; lo dico a verbale.
Vorrei fare un piccolo ripasso, perché serve. Vi tedierò, naturalmente, ma così è. Vi mostro il progetto della futura area Borsetto, inviato dallo Studio dell'architetto Vittorio Grassi. Io, che sono un appassionato di fantascienza, posso dirvi che mi sembra la scena di uno di quei film in cui tutti sono alienati e provvisti di chip sulla testa (adesso i chip li mettete alle auto!). Dal disegno dell'architetto sembra che si giri in questi parchi bellissimi e che, al di fuori di questi, ci sia la plebe. Parchi che, come ci viene detto, saranno sorvegliati dai nuovi insediamenti, perché, naturalmente, non saranno parchi pubblici, ma aree come Milano 3 e a seguire (vero, Assessore?). Lei ride. Io ho dei figli a Torino. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Non so se lei ne abbia, ma non abita a Torino. I residenti beneficeranno di questi posti, gli altri non avranno la stessa opportunità. Colleghi, questa fotografia mi sembra davvero inquietante. Piccolo ripasso, perché? Si è capito chi comanda ed è stato anche dichiarato dal Sindaco, che è stato onesto, in un articolo di giornale...(INTERVENTO FUORI MICROFONO) "Esageruma nen". Su un articolo di giornale ha dichiarato che vorrebbe avere questi personaggi, in fila, fuori dal proprio Ufficio; non possiamo dire che il Sindaco non abbia affermato ciò. Per questo, mi rivolgo, soprattutto, alla cosiddetta (in questi casi è molto "cosiddetta") sinistra radicale, perché - me lo aspetterei da un Sindaco, con tutto il rispetto, di Forza Italia, alla Berlusconi, per intenderci - quando un Sindaco che, scendendo dall'aereo e sventolando la bandiera olimpica dice ai giornalisti: "Prima d'ora ho sventolato soltanto la bandiera rossa, o quella del Toro."... (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... Solo quella rossa. Insomma, non mi sognerei mai di sentire frasi del genere, da un Sindaco come lei!
Ma lo rammento agli amici che, certe volte, cercano di fare (e me ne accorgo), quello che il loro elettorato vorrebbe che facessero. Poi, presumo che, in qualche maniera, vengano richiamati a pensare meglio.
Volevo esprimere una riflessione (anche se, dopo l'intervento del Consigliere Lonero, non servirebbe): l'area Borsetto che, cari Consiglieri, è compresa fra i Comuni di Borgaro, Settimo Torinese e Torino (da ciò deriva il suo nome, Bor-Set-To) - ogni tanto un ripasso bisogna pure farlo - è caratterizzata da una superficie di oltre - mi sono preparato, per una volta, leggo - 3 milioni di metri quadrati. Una superficie, cari Consiglieri, per la quale, anche se in parte, in quanto Consiglieri del Comune di Torino, abbiamo responsabilità notevoli, soprattutto, riferendomi a quanto verrà fatto. Attualmente, quest'area è composta anche da zone parzialmente degradate comprese, tra l'autostrada Milano-Torino, la Tangenziale Nord e la futura linea dell'Alta Velocità.
Ciò chiarisce la ragione di questo dibattito e tutto questo interessamento nei confronti di quest'area cittadina. Naturalmente, l'interessamento non è rivolto ai comuni mortali, ai cittadini torinesi che, ahimè, nella percentuale del 40% hanno votato il Sindaco Chiamparino. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) No, 40. Facciamo pure un discorso con il Sindaco; Presidente, la percentuale dei consensi alle elezioni non è stata del 66,66% (il Regolamento mi impone di rivolgermi a lei), perché, considerando anche gli astenuti, la percentuale di chi ha votato positivamente scende al 40% dei torinesi (che è, comunque, una percentuale notevole, ma è sempre il 40%).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per astenuti intende coloro che non sono andati a votare?

CAROSSA Mario
Sì, Presidente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Grazie, era solo una precisazione.

CAROSSA Mario
Ha ragione: quelli che non sono andati a votare. Possiamo capire, a questo punto, tutti gli interessi che gravitano attorno a quest'area e, quindi, a questa speculazione.
Capisco anche gli iniziali interventi di una parte dei Colleghi di maggioranza; ciò che non capisco, però, è perché, a fronte di alcuni emendamenti accettati dall'Assessore (che poi andremo a discutere e che non modificherebbero, sostanzialmente, questa proposta di deliberazione), la resistenza (almeno il voto ce lo dirà) di una consistente componente che, forse, non ha ancora preso consapevolezza della sua forza, altrimenti avrebbe potuto (questo è un suggerimento) imporsi maggiormente.
Veramente, non riesco a capire, perché non modificano in modo sostanziale questa proposta di deliberazione che, a quanto pare, dovrà essere approvata, per forza, stasera. Diciamo che potrebbe anche andare bene, perché ho l'impressione che se il Consiglio Comunale continuerà di questo passo, di proposte di deliberazioni non ne approverà granché.
Rammento al Presidente Castronovo, perché lo rammenti, a sua volta, all'Assessore Viano, che è già stato detto tutto dal Consigliere Lonero. Tutto concordato e sottoscritto prima.
Dopodiché arriva questa società, dicendo, in parole povere, "non è più appetibile per il mercato". Rammento, tramite il Presidente e l'Assessore, che, per esempio, alcuni miei clienti hanno dei terreni che sono vincolati ad aree a parco, che sono vincolati ad aree non edificabili. Non riesco a capire perché queste persone, che sono comuni mortali, non vengano trattati esattamente come i proprietari, o comunque i facenti funzione, di questi terreni.
L'accordo che era stato fatto prima, veramente rispettava l'intendimento di fare il cosiddetto anello verde. Quello che si contesta è il motivo per cui, non essendo più appetibile per il mercato, questo accordo debba essere modificato. Non riesco a capire perché non si trattino nella stessa maniera tutti i cittadini!
Voglio rammentare alcune cose.
La ridistribuzione delle attività, mantenendo comunque l'indice territoriale precedente, permette di dare un'identità al sito. Queste sono frasi riportate in alcune comunicazioni dello Studio dell'Architetto Vittorio Grassi. Bisognerebbe entrare nel merito di cosa si intenda con "identità del sito". Si intende un'area costruita modernamente, con campi da golf (che non sono quelli di Tossic Park), o altre zone ad esclusivo uso di una parte più fortunata della popolazione, o, per "identità del sito" s'intende un vero parco, una vera corona verde sul quale tanti urbanisti a livello mondiale intendono portare avanti un discorso innovativo di urbanistica?
Capisco che tedio, però, Presidente, chiederei un minimo di richiamo all'Aula!
Gli urbanisti di fama internazionale - che, naturalmente, non trovano riscontro in quello che pensa l'Assessore Viano - dicono che, per esempio, le città dovrebbero essere circondate da un anello verde che non permetta il loro ampliarsi. Bisogna cercare di limitare le nuove costruzioni, bisogna, piuttosto, recuperare quelle esistenti, troppe volte, magari, in situazioni ammalorate, o di sottoutilizzo. Queste sono cose che non dovrebbe ricordare il Consigliere della Lega Nord, ma dovrebbero essere ben presenti a tutta una serie di Consiglieri Comunali, perché, secondo me, un urbanista intelligente dovrebbe riutilizzare fabbricati già edificati e non continuare - come state facendo ormai da anni - ad edificare in maniera indiscriminata.
Continuate, per esempio, con le ipotesi dei grattacieli, con il discorso dell'area Borsetto...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il brusio è veramente difficile da sostenere. Consigliere Cassiani, mi aiuti a fare stare zitti i suoi Colleghi!

CAROSSA Mario
Il problema è che i Consiglieri non sono abituati a stare in Aula. Si abitueranno, perché presumo che, visto come stanno andando le cose - esco un attimo dal discorso delle aree Borsetto e dal discorso dei grattacieli, che non avete nemmeno il coraggio di chiamare grattacieli nelle deliberazioni, perché bisogna sempre minimizzare i termini -, d'ora in avanti, dovrete quantomeno guadagnarvele queste deliberazioni inopportune che volete far passare alla città di Torino (inopportune è un eufemismo, naturalmente). Stare in Sala Rossa, per me, è una esperienza bellissima; ho iniziato dopo circa un anno a capire diverse cose.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Posso chiederle, però, di rimanere nell'ordine dei lavori?

CAROSSA Mario
Io, più che in Sala Rossa non sto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'ho capito, ma non ci deve raccontare la sua vita. Deve entrare nel merito della mozione!

CAROSSA Mario
Mi permetta, Presidente Ho parlato per 20 secondi della mia esperienza in Sala Rossa e sono stato subito interrotto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Vede che sono attento? Appena l'ha fatto, l'ho subito richiamata!

CAROSSA Mario
"Per quanto riguarda l'area Borsetto - acronimo che identifica la sua localizzazione nei tre comuni di Borgaro, Settimo Torinese e Torino - , siamo di fronte ad una area con difficoltà ambientali e problematiche sociali difficilmente risolvibili, in assenza di una visione organica ed unitaria, che possa dare un'identità all'intera area e che, allo stesso tempo, riesca a relazionarla con il tessuto esistente". Questo è scritto dallo Studio Grassi.
Io chiedo ausilio a voi, Colleghi della maggioranza. Capisco - e condivido - che siamo di fronte ad un'area con difficoltà ambientali: questo lo sappiamo da anni. Il protocollo era stato fatto proprio per risolvere queste difficoltà ambientali. Di conseguenza, in zone dove ci sono difficoltà ambientali, normalmente, si affiancano problematiche sociali. È vero che queste problematiche devono essere risolte in maniera globale, ma per "maniera globale" si intende un villaggio per ricchi che vogliono arrivare in 40 minuti a Milano e che verrà utilizzato come dormitorio perché è più comodo e più bello dell'hinterland milanese? Mi chiedo se questo voglia dire risolvere i problemi ambientali e le problematiche sociali, perché, secondo me, è riduttivo, per un Consiglio Comunale di una città importante come quella di Torino, non porsi questi problemi.
Termino il mio intervento, appellandomi alla vostra esperienza e capacità di pensiero, ma, soprattutto, vi invito a riflettere su quanto gli elettori vi avranno chiesto nel corso dei vostri incontri, perché sicuramente non comprenderanno passaggi di questo genere. Sono veramente difficili da spiegare, perché quando una società del genere dichiara che un progetto non è più appetibile e il Comune - prono a questa società - accetta immediatamente tutti, non dico i suggerimenti (che potrebbe essere un fatto valido ed accettabile), ma i diktat che provengono da questi proprietari, è qualcosa che non riesco a capire!
Vi invito a riflettere, perché questi emendamenti, accettati dall'Assessore Viano, non modificano la deliberazione e, quindi, chiedo che non venga approvata in quest'Aula.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Galasso.

GALASSO Ennio Lucio
Vorrei far constatare la comprensibile pigrizia della maggioranza, perché, evidentemente, è esausta a causa delle lotte intestine. La mia considerazione sarà telegrafica: i Consiglieri di maggioranza o, almeno, alcuni di loro (ma, poi, sostanzialmente hanno trascinato la quasi totalità) hanno presentato degli emendamenti per far notare ai propri elettori di essere intervenuti ed aver migliorato una deliberazione, che, all'origine, non era conveniente per la Città e non rispondeva ai loro criteri di interpretazione della realtà politica, urbanistica, sociale.
La realtà è un'altra, perché il provvedimento non è stato migliorato - così come ha ben dimostrato il Consigliere Carossa - e resta un'operazione, così come denunciato analiticamente e puntualmente dall'ottimo intervento del Consigliere Lonero.
Voglio chiedere ai Consiglieri di maggioranza di intervenire anche solo trenta secondi a testa per dichiarare che i loro emendamenti hanno migliorato un provvedimento rovinoso o, secondo verità, dovete dire che la deliberazione era condivisa ab origine. Quindi, vi siete acquietati per carità di patria della coalizione e, siccome siamo buoni, diciamo che lo avete fatto pur non avendo colto la sostanza dell'operazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Su questo argomento molto è già stato detto, non solo in sede di Consiglio, ma anche in sede di Commissione e, soprattutto, sugli organi di stampa. In questo caso, pesa più del solito il silenzio di una maggioranza che, su altri mezzi di comunicazione (giornali, siti Internet, blog, volantini e quant'altro), si è espressa in maniera pesante e, eufemisticamente, particolarmente chiara circa le perplessità che la accompagnano nell'approvazione di questo provvedimento.
Presidente, mi perdoni se scantono brevemente dall'argomento, ma vorrei capire se intende mantenere l'identico approccio con cui ha aperto la seduta di questo Consiglio, invitando ciascun Consigliere a sedersi al proprio posto, anche se, magari, sarebbe ancora più gradito il silenzio o, quanto meno, l'utilizzo di un rispettoso tono di voce nei confronti di chi interviene o di chi cerca di ascoltare il Consigliere che sta parlando.
Al termine del mio intervento chiederò la verifica del numero legale, per comprendere se questo Consiglio ha deciso di dare una certa immagine di sé solo quando sia sottoposto all'attenzione degli amici di Beppe Grillo, oppure se intenda mantenere lo stesso tipo di comportamento quando sulle balconate vi sono ospiti che assistono ai nostri lavori.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La invito a rimanere sull'argomento.

RAVELLO Roberto Sergio
Presidente, mi scusi se insisto, ma la invito a far osservare il Regolamento e, quindi, a chiedere ai miei Colleghi di stare in silenzio e rimanere seduti al loro posto!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prego i Colleghi di prendere posto.

RAVELLO Roberto Sergio
Vorrei sottolineare il fatto che la strada che si è deciso di intraprendere crea un grande e pericoloso precedente. Si è stravolto un accordo precedentemente sottoscritto e ciò fa in modo che questo possa legittimamente accadere anche in futuro. Il fatto che l'Amministrazione, prima, firmi un qualunque protocollo e, poi, agisca diversamente rispetto a quanto firmato, non può essere ragione di tranquillità per noi amministratori, ma, soprattutto, per noi cittadini torinesi.
Inoltre, è ancora più spiacevole constatare che non si ha nemmeno il coraggio di riconoscere un fallimento. È vero che questa Amministrazione è abituata a nascondere i propri fallimenti e a cercare, con un colpo di spugna, di rimuovere gli errori e le mancanze (che, comunque bisogna riconoscere, anche un buon Sindaco come il nostro talvolta commette). In questo caso, l'Assessore Viano non ha avuto il coraggio di riconoscere che un intervento di questo tipo (quindi, l'edificazione di qualcosa di diverso rispetto ad un intervento volto alla nascita e alla creazione di un parco) è legato all'incapacità - finora palesemente dimostrata - di mantenere un livello di decenza, che sia qualcosa di più rispetto, magari, ad una discarica alle porte di Bombay o in qualche altro Paese particolarmente disagiato. Infatti, in occasione del sopralluogo avvenuto questa estate, abbiamo avuto la possibilità di ammirare le meraviglie dei Laghetti Falchera, tra pantegane grosse come rottweiler e auto lasciate a marcire dentro i Laghetti.
Questo rappresenta il segnale di quanto l'Amministrazione abbia mancato nella manutenzione di un'area, di quanto non abbia agito per fare in modo che un'area tanto vasta non diventasse qualcosa di inaccettabile e di degradante nei confronti anche solo della dignità dei cittadini che vivono lì attorno.
È stato fatto in proporzioni diverse, ovviamente quello che ha portato l'attuale Parco Stura a diventare per un lungo periodo quello che è stato denominato "Tossic Park".
È stato colpevolmente rimosso un problema e colpevolmente non è stata data la giusta attenzione alla necessità di un territorio di mantenere uno standard di dignità, alla necessità di un'area verde di essere considerata tale.
È per questo motivo che con grande curiosità, con grande attesa e trepidazione aspetto gli interventi di alcuni miei Colleghi di maggioranza, in particolare di coloro che so che proprio, in quel territorio, hanno condotto grandi battaglie, hanno portato avanti una ragione che tutti vorremmo sentire e che purtroppo oggi sta manifestando solo l'opposizione: quella di mantenere degli accordi precedentemente sottoscritti e di fare in modo che nella nostra città aree così grandi (ma anche più piccole) non siano abbandonate a se stesse e trasformate in latrine.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Intervengo anticipando quella che sarà la votazione di voto, quindi colgo l'occasione per intervenire adesso e non ripeterò successivamente dopo le mie considerazioni.
Ascoltando gli interventi dell'opposizione, ho maturato la sensazione che, forse, la deliberazione che adesso stiamo per approvare non sia stata letta. Succede - la vicenda è molto lunga - e allora capita che quando si interviene in Aula si abbia ancora nella mente il documento che veniva trattato 6 mesi fa, o un anno fa.
Ho avuto la sensazione che molti Colleghi di opposizione non avessero presente lo specifico atto amministrativo che adesso stiamo per approvare, perché a me pare che con questa deliberazione la Città cerchi, nei limiti delle proprie possibilità amministrative, di fare in modo che il protocollo tanto richiamato venga rispettato il più possibile.
Se ho letto bene il contenuto amministrativo di questa deliberazione che fra poco approveremo, noi, come Amministrazione cittadina, ci mettiamo nella condizione, da un lato, di compiere quel primo passo, affinché l'Amministrazione non possa essere accusata di non aver fatto ciò che rientrava nelle proprie competenze per dare seguito al protocollo. Nel contempo, però, con questo atto amministrativo e grazie ai precedenti atti amministrativi, ci poniamo anche nella condizione di adempiere la nostra parte di obbligo contenuto nel protocollo, senza trasferire però in capo ai soggetti terzi alcun diritto edificatorio, tutelandoci così in caso di inadempimento.
In deliberazione oltre a compiere questo atto che ci mette nella condizione di pretendere l'altrui adempimento (senza trasferire però diritti edificatori), facciamo anche, attraverso una previsione che vale, in sostanza, come dichiarazione di pubblica utilità, ciò che è nelle competenze del Consiglio Comunale affinché la Giunta possa, senza più bisogno di un passaggio in Consiglio, procedere eventualmente all'esproprio e, quindi, dando ottemperanza coattiva al contenuto del protocollo.

LONERO Giuseppe
(Intervento fuori microfono).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Lonero, per favore, quando lei è intervenuto non l'ha interrotta nessuno!

LONERO Giuseppe
(Intervento fuori microfono).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Lonero, per favore. Avrà tempo e modo eventualmente di interloquire in sede di dichiarazione di voto.
Prego, Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Mi spiace che una parte dell'opposizione si sia risentita, ma ho ascoltato il Capogruppo Carossa dire farneticazioni che mi sembravano veramente fuori dal mondo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Fatto personale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È vero. Chiedo scusa. In realtà non mi sono stupito affatto, quindi ritiro lo "stupito", dal momento che l'abitudine mi ha reso assolutamente assuefatto.
Se proprio dobbiamo avere il coraggio di esplicitare le difficoltà che incontra l'Amministrazione, a me pare che questa vicenda e questo atto amministrativo non siano tanto nel mancato adempimento del protocollo o, meglio, in che cosa l'Amministrazione avrebbe dovuto oggi inserire in quella deliberazione per garantire l'adempimento del protocollo, ma più in generale nella oggettiva difficoltà che scontano gli Enti Locali sulla base degli strumenti urbanistici, a tenere insieme due esigenze: da un lato, attrarre investimenti, quindi essere il più possibile capaci di interloquire con tutti coloro che hanno interesse a portare capitali nella città, dall'altro, altrettanto fondamentale esigenza, però, di far prevalere l'interesse pubblico di fronte alla legittima richiesta di un privato che deve massimizzare il proprio profitto.
Tenere insieme queste due esigenze non è facile, perché le ironie si sprecano, ad esempio, sul fatto che tra coloro che hanno dichiarato interesse vi siano persone che sono state condannate, che hanno scontato la pena e che oggi l'Amministrazione, volente o nolente, non può escludere né da una trattativa, né, tanto più, da un'eventuale gara.
Anche di questo forse si potrebbe discutere, ma la legge prevede che le Amministrazioni comunali non possono, loro malgrado (ognuno farà le proprie considerazioni), intervenire in sede di gara verso coloro che hanno adempiuto alle prescrizioni che la legge penale ha ipotizzato nei loro confronti. Forse, qualcuno non sa che le Amministrazioni non possono selezionare i partecipanti alla gara sulla base della gradevolezza o meno del proprio indirizzo politico e delle precedenti condotte, né l'Amministrazione può pregiudizialmente escludere un dialogo con un investitore che, in passato, ha tenuto condotte, senza ombra di dubbio, non solo moralmente riprovevoli, ma anche penalmente illecite.
Ciò che lamento e constato con amarezza è la debolezza di questa Amministrazione Comunale - questo lo voglio dire - nel realizzare un indirizzo politico che più e più volte ha dichiarato di volere perseguire, ma che, alla prova dei fatti, in un contesto economico caratterizzato dalla necessità di reperire risorse, non disponendo di risorse proprie per realizzare i propri indirizzi politici, si trova oggettivamente costretta a fare i conti con queste contraddizioni.
Credo che questo lo dobbiamo riconoscere ed è qui che, forse, sarebbe utile avere un contributo da parte dell'opposizione e di tutte le forze politiche interessate a garantire l'interesse pubblico e, nel contempo, però, fare in modo che si realizzino indirizzi politici nell'interesse generale, pur in assenza di quella disponibilità di risorse pubbliche che consentirebbe all'Amministrazione di fare a meno del rapporto con i privati, perché questo è il problema che ha Torino e che hanno tutte le Pubbliche Amministrazioni: realizzare opere di interesse pubblico senza poter disporre di quelle risorse per fare da sé, per fare a meno del rapporto con gli investitori privati.
Purtroppo, su questo tema non ho sentito una sola parola in questo dibattito e in tutte le discussioni fatte in Commissione. Tuttavia, penso che si darebbe davvero un grande contributo, se si riuscisse a ragionare in maniera pacata su questo difficilissimo tema, cercando di individuare se ci siano strumenti e soluzioni tecniche che meglio tutelino la capacità della Pubblica Amministrazione di attrarre investimenti privati e di orientare queste risorse nell'interesse pubblico.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Penso che questa deliberazione meriti un intervento, perché si tratta di un atto molto importante per una vicenda che, come abbiamo detto più volte anche in Commissione, ormai ha assunto un valore simbolico e ricordiamo che questa vicenda risale a parecchi anni fa, ai tempi di Sindona.
Questa vicenda ha visto, alla fine dello scorso mandato, approvare in Consiglio Comunale l'adozione della Variante che stiamo riadottando con questa clausola di salvaguardia alla quale faceva riferimento il Consigliere Giorgis che, in caso di inerzia, permetta di procedere all'esproprio e, quindi, garantire la realizzazione del "famoso" Parco dei Laghetti Falchera, al quale gli abitanti della zona, e non solo, tengono in particolar modo.
Penso che questa modifica nella riadozione della Variante sia uno scrupolo legittimo, anche se forse non necessario, in quanto ben sappiamo che - e qui alcune delle considerazioni del Consigliere Giorgis sono importanti - nel tema esproprio si inserisce anche la questione delle risorse dell'Amministrazione, che non sono particolarmente floride.
Questo è un tema che tutti abbiamo presente, però, come sinistra del Consiglio, abbiamo presentato una serie di emendamenti necessari per eliminare dalla proposta di deliberazione tutto ciò che potrebbe dare adito ad un indirizzo del Consiglio Comunale diverso dall'applicazione del Protocollo, cercando di depurare il testo da tutte le ambiguità che darebbero autonomia al PRUSST; stiamo per votare un atto che, se verranno approvati questi emendamenti, risulterà rigido rispetto all'applicazione del Protocollo.
Ritengo che questo sia particolarmente importante, soprattutto nel momento in cui dal nostro Gruppo - in particolare dal Consigliere Salinas - è stato evidenziato in Commissione che la proposta della proprietà Borsetto, curata dallo studio Grassi (proposta che riteniamo alquanto discutibile), fa transitare i diritti edificatori da un Comune all'altro e l'aumento di valore stimato che si determinerebbe con questa proposta sarebbe pari a 45.482.000 Euro e Torino avrebbe un aumento di 34.432.000 Euro.
Pensiamo, quindi, che questa ipotesi non sia percorribile, così come è stata presentata dalla proprietà Borsetto, perché metterebbe a rischio la realizzazione del parco; invece, riteniamo che con l'applicazione del Protocollo, avremmo la possibilità di riqualificare quell'area con il parco e con una serie di altri interventi che non necessariamente sarebbero soltanto di carattere residenziale. In questo senso, a me sembra importante anche aver aggiunto, proprio per confermare questa nostra attenzione al Protocollo del 2003, che la successiva approvazione di questa Variante sia condizionata all'assunzione, da parte della società Borsetto, di idonee polizze fideiussorie a garanzia degli impegni assunti dalla società medesima.
Quindi, pensiamo di dare un contributo - sappiamo che ci sono diverse spinte in campo -, attraverso un indirizzo del Consiglio Comunale, affinché si proceda nel più breve tempo possibile.
Siamo consapevoli dell'esigenza di risorse da parte del pubblico, ma si deve valutare l'obiettivo del bene comune, contrattando con i privati e non accettando le loro proposte, che sconvolgono il progetto al quale si è giunti con il Protocollo del 2003.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Intervengo brevemente, Presidente, per dire che condivido l'intervento del Consigliere Cerutti, ma anche per ribadire il fatto che la sinistra della coalizione ancora una volta ha dimostrato molto più buonsenso del resto della maggioranza, che su alcune vicende ci definisce preistorici, conservatori e contro lo sviluppo. Credo che abbiamo dimostrato la capacità di essere persone politiche che cercano di spostare gli interessi verso i cittadini e non verso i gruppi imprenditoriali.
Il voto favorevole a questa proposta di deliberazione ha un grande significato politico, perché metterà la proprietà nelle condizioni di dover dare una risposta chiara ai problemi dell'area Borsetto in generale ed in particolare a quella dove dovrebbero sorgere i Laghetti Falchera. Riteniamo che gli emendamenti presentati eliminino le ambiguità presenti nel testo deliberativo - citate anche dal Consigliere Cerutti - come, ad esempio, le questioni delle fideiussioni e dell'esproprio e soprattutto dicano all'imprenditore che sarebbe corretto ed equilibrato applicare il Protocollo di intesa, andando nella direzione di cedere quella parte di area dove far sorgere i Laghetti Falchera. Trovo equilibrato affrontare il problema, depurando la proposta di deliberazione da alcuni elementi di dubbio rispetto alla prima stesura.
L'idea, quindi, è quella che la proprietà debba scendere a patti e non imporre le sue scelte e capire che ci sono questioni che riguardano i cittadini dell'area Falchera, che hanno il diritto di vedere riqualificata quell'area ed auspichiamo che il voto di questa sera vada in quella direzione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
È sempre molto difficile per noi che non partecipiamo ai progetti della Giunta poter votare una proposta di deliberazione di questo genere, che non fa intravedere delle prospettive concrete; avremmo votato molto più facilmente una proposta di deliberazione che ci avesse detto esattamente che cosa avremo fra alcuni anni in quella zona.
Il progetto che ci è stato illustrato, insieme alla documentazione fotografica dell'architetto Grassi, penso che sia un progetto superato, perché a vederlo mi sembra molto bello, in mezzo al verde, ma non sappiamo che cosa porterà questa proposta di deliberazione per il futuro, anche se penso che gli emendamenti accettati dalla Giunta ci possano dare delle minime garanzie su un progetto futuro che possa in parte rispettare i nostri principi.
Vorrei entrare nel merito del rapporto tra la necessità dello sviluppo della città e la necessità di reperire finanziamenti e risorse e mi domando se qualche volta non sia meglio fermarsi un attimo piuttosto che andare avanti senza sapere dove si va. Questo è un dubbio che mi assale e che non so risolvere, ma almeno il dubbio ce l'ho, al contrario di altri. In ogni caso, un aspetto che sta a cuore a moltissimi di noi, e a me in particolare, è la riqualificazione dei Laghetti Falchera: per la popolazione che ci abita e per l'onore della nostra Città non è possibile andare avanti con un inquinamento di quel genere.
Per questo motivo ritengo che quanto delibereremo stasera potrà essere il presupposto per una vera riqualificazione della zona, perlomeno dal punto di vista ambientale.
Mi auguro che - e su questo aspetto vigileremo - il futuro progettuale di questa zona risponda al carattere dell'ambientalismo sostenibile e delle costruzioni belle a vedersi: purtroppo, abbiamo avuto esempi, anche recenti, in cui il decoro e il bello non sono stati rispettati nei progetti costruttivi.
Questo mio intervento rappresenta, dunque, anche una dichiarazione di voto.
Voteremo a favore per due motivi: anzitutto, perché è importante che la zona si riqualifichi; in secondo luogo perché, con gli emendamenti che sono stati approvati, abbiamo minime garanzie che tutto si svolga nel miglior modo possibile o nel miglior modo realizzabile.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Non voglio entrare nel merito, poiché condivido l'ottimo intervento del Consigliere Lonero.
Devo riscontrare che, come sempre, la sinistra radicale di questo Consiglio Comunale abbaia e non morde o, meglio, oggi potremmo dire che, con qualche emendamento, ha mordicchiato. Perché, con estremo rispetto, dico questo? Per alcuni di voi - parlo della maggioranza - stasera approviamo una deliberazione che è risolutiva e che garantisce il diritto del pubblico.
Di fatto, secondo alcuni vostri interventi, approviamo una deliberazione che, anche grazie agli emendamenti presentati da una parte della maggioranza, tutela il pubblico nei confronti di un privato che poteva apparire prevaricatore e, soprattutto, tutela la presenza ambientale; quindi, ci si ritiene soddisfatti. Benissimo: abbiamo vinto, abbiamo costretto la Giunta e l'Assessore Viano a riunioni, defatiganti o meno, però abbiamo messo un punto fisso. La vicenda è finita. Bene.
Qualcun altro, invece (mi permetto di dire, sempre con grande umiltà), nella vostra maggioranza, e guardo soprattutto tra i banchi della Giunta, pensa che questo sia il primo passo, ma non nella direzione verso la quale ritenete di andare (cioè a tutela del pubblico rispetto al privato prevaricante), ma nella direzione di avere - come dire - messo un punto fermo.
Nel frattempo (ma penso di dire cose che, in quest'Aula, sanno già tutti), c'è in corso l'elaborazione della nuova legge urbanistica regionale. Non ho, allora, bisogno di aggiungere altro, perché siete tutti bravissimi ed intelligentissimi per capire cosa voglia dire una nuova legge regionale. Ci sarà qualcuno che interpreterà la deliberazione come la possibilità di continuare su questo percorso, che certamente non è virtuale, così come pensate voi, ma è un percorso che, probabilmente, porterà a nuove cubature e forse anche ad un mancato rispetto ambientale.
Voglio fermarmi qui, poiché non voglio entrare - non avendone le capacità - nell'aspetto tecnico.
Ritengo, quindi, che questa sia soltanto la prima puntata.
Sono contento che i lavori del Consiglio siano registrati, perché, tra qualche tempo, ci riuniremo a vedere il secondo tempo di questo spettacolo e vedremo se è andata come sperate voi rispetto ai vostri emendamenti, o se, invece, andrà in modo diverso, così come penso io, e ci ritroveremo, quindi, nuovamente a parlare dell'area Borgaro-Settimo-Torino, come dice il Consigliere Carossa.
Siamo pienamente d'accordo con quanto espresso dal Consigliere Giorgis.
Credo che il Consigliere Giorgis abbia fatto questo condivisibile intervento, proprio nell'imbarazzo di una situazione che lui conosce bene, ma su cui non può dire. Che cosa può dire, invece? Anche qui mi permetto di interpretare. Non può che dire che dobbiamo salvaguardare l'interesse del pubblico, attirando i capitali privati.
Su questo siamo d'accordo, si sfonda una porta aperta (ma non so se tutta la sua maggioranza la pensi così). Non siamo d'accordo, invece - e ho terminato - sulle furbate. Non dico che questa sia una furbata: la riteniamo, però, il primo tempo di un percorso che andrà in modo diverso da come ci è stato presentato dall'Amministrazione Comunale e dalla Giunta.
Non sarà così? In quel caso, saremo davvero contenti di dire che ci siamo sbagliati.
Riteniamo, però, che andrà in quella direzione: per questo motivo (e non voglio far perdere altro tempo ai Consiglieri, visto che molti di loro stanno vivendo una settimana importante, essendo impegnati su una vicenda congressuale, le primarie, che io ritengo molto seria, nel senso che penso che gli impegni che qualcuno di voi ha questa sera siano impegni seri, visto che riguardano la formazione di un nuovo Partito), preannuncio che non voteremo favorevolmente questa deliberazione.
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