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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Dicembre 2017 ore 14,00
Paragrafo n. 29
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2017-05357
ASSOCIAZIONE URBAN CENTER METROPOLITANO: MODIFICHE STATUTARIE E PIANO OPERATIVO ED ECONOMICO-FINANZIARIO IN ATTUAZIONE DELLE LINEE OPERATIVE SULLA RAZIONALIZZAZIONE DI ALCUNI ENTI NO PROFIT PARTECIPATI DALLA CITT?. APPROVAZIONE.
Interventi
VERSACI Fabio (Presidente)
Passerei... prima della discussione degli emendamenti, possiamo passare alla
discussione della delibera, che era stata illustrata nello scorso Consiglio dal Vice
Sindaco Montanari, quindi, chi vuole intervenire? Ha chiesto di intervenire il
Consigliere Carretto, ne ha facoltà per 10 minuti. Prego.

CARRETTO Damiano
Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Scusate, scusate, colleghi, però così diventa complicato. Se è possibile, un po’ più di
silenzio, grazie.

CARRETTO Damiano
Posso? Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, anzi, buon pomeriggio a tutti e a tutte.
Allora, oggi, con questa delibera, realizziamo un punto del programma, un punto per noi
importante, un punto che aveva già avuto il primo, diciamo, il primo passo con
l’approvazione della libera a prima firma della Consigliera Artesio, emendata poi da
noi, con, diciamo, gli aspetti legati alla fusione di altri enti, dentro l’Urban Center, e
posso dire che, intendimenti di quella mozione, sono stati recepiti dal lavoro di questi
mesi, sia dal Vice Sindaco, che dagli uffici. Scopo principale della mozione, del nostro
intervento sull’Urban Center, era quello di farne un ente, che fosse terzo e indipendente
sulle materie relative all’urbanistica e all’architettura, che era poi quello che era lo
scopo originario di Urban Center, che forse si è un po’ perso nelle gestioni, diciamo,
negli anni. Quindi, possiamo dire che la parte, diciamo, relativa all’architettura e
all’urbanistica, rispetta esattamente quanto richiesto, sia per quel che riguarda la
creazione dell’advisory board, che quindi, questo comitato tecnico-scientifico, che ha lo
scopo di dare indirizzi, di guidare i temi, di, diciamo, di dare quello spessore, quella
terza età, quella, diciamo, indipendenza, al lavoro di Urban Center. Importante anche la,
a nostro parere, la scelta, tramite bando pubblico del direttore, anche questo era un
punto che era richiesto dalla mozione, e riteniamo che sia importante e sia un segnale.
Oltretutto, va anche nella direzione di quello che sarà il nuovo regolamento nomine e,
appunto, anche questo aspetto, assolutamente, è rispettato. Rispettata anche, rispetto a
quella mozione, l’idea di razionalizzare quella che è una galassia di partecipanti,
Fondazioni, Associazioni, ONLUS, eccetera, eccetera, che, di fatto, hanno, al loro
interno, mission compatibili con quello che era, poi, l’Urban Center, ovvero tutti…, in
questo caso si parla di Smart City e Torino strategica e in un secondo tempo Contrada
Torino. Sono tutte realtà che, di fatto, fanno attività legata alla Città, all’edilizia,
all’urbanistica, a tutti aspetti, se vogliamo, collegati, quindi è assolutamente logico, se
vogliamo, anche in linea con quanto richiesto, poi, dalla normativa vigente, accorpare
queste realtà, generando, inoltre, un risparmio per la Città, difficilmente quantificabile
al momento, ma, diciamo, c’è una quantificazione, ma potrebbe anche, questo vantaggio
economico, crescere nel tempo. Quindi, di fatto, noi sottoscriviamo la delibera, la bozza
di Statuto, cioè, lo statuto allegato e gli emendamenti presentati dalla Giunta, a seguito
della discussione effettuata in Commissione, mentre, riguardo all’emendamento
presentato dal Consigliere Lo Russo, ci dichiariamo contrari, perché riteniamo che,
appunto, lo Statuto, così come presentato, non debba essere modificato, perché
rispecchia esattamente quanto richiesto dalla mozione, quanto è nei nostri intendimenti.
Credo di aver detto tutto, aggiungo solo, è un processo in divenire, nel senso che noi,
con questo atto, diamo vita, o meglio, diciamo, accorpiamo queste altre fondazioni e
diamo vita a questo nuovo ente. Avrà altri passaggi che sono fondamentalmente
l’accorpamento di Contrada Torino e, ovviamente, creando un ente del genere, un ente
importante, effettivamente, per le competenze che ha, per il raggio di azione che ha
sulla Città. Ovviamente, può anche essere che questo ente possa avere, poi, delle
modificazioni, successive e, perché no, magari, accorpare ulteriori realtà che, dal mio
punto di vista, ci sono nella Città, altri soggetti che svolgono attività compatibili con
quello che è l’intendimento del nuovo ente. Non credo di dover aggiungere altro, se
non, appunto, l’indirizzo di voto lo ho espresso e ringrazio nuovamente il Vice Sindaco
per il lavoro e anche la Sindaca e tutti gli uffici che si sono occupati di questo percorso
non semplice, perché, comunque, non è stato semplice. Ringrazio anche Compagnia San
Paolo, la Compagnia San Paolo comunque è stata collaborativa, è state propositiva,
quindi, è giusto che sia ringraziato il lavoro del Dottor De Maria. Credo che, quando,
comunque, c’è una collaborazione fattiva e propositiva, vada riconosciuta, grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Lascio la parola al Vice Presidente Lavolta, ne ha facoltà per 10 minuti.

LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario)
Grazie Presidente. Ma, stiamo assistendo, da un anno e mezzo, ormai, ad una forma
nuova di democrazia recitativa, in cui, non solo come nei casi più clamorosi, a livello
internazionale, come quello di Trump, si evita l’intermediazione dei corpi sociali, di
tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire, con un rapporto diretto con le comunità, che
si vorrebbe, in qualche modo, rappresentare e guidare. Una forma di democrazia
recitativa, nella quale, più voci recitano delle parti, senza sapere, effettivamente, né
l’oggetto, né conoscere il canovaccio e senza neanche sforzarsi di capire, di trasmettere
un senso rispetto all’azione di governo. Questa democrazia recitativa che, ovviamente,
io ho solo abbozzato, ma nel corso delle prossime settimane proverò a comprendere
meglio, a definire meglio, trova sintesi in provvedimenti come questi, in dibattiti come
quello che stiamo, a cui stiamo assistendo, per cui, il Consigliere Carretto, che ringrazio
per l’intervento che ha fatto, non è neanche in grado di ammettere cosa è successo. Che
cosa è successo? È successo che la Compagnia San Paolo, che contribuisce ad alcune
azioni, alcune politiche dell’Amministrazione, ha detto “cara Città di Torino, noi non
siamo più disponibili a dare risorse, soldi, a enti strumentali, finché non ci dite, finché
non li riorganizzate questi enti, e non ci dite quali sono le vostre priorità, quali sono le
finalità che volete perseguire”. È successo, durante questo dibattito, che questa Città
non ha fornito priorità, e adesso spiegherò perché, ma si è accontentata di subire una
scelta, che è quella della Compagnia di San Paolo. Non mi risulta che ci sia stata una
ferma obiezione, o ci sia stata la volontà di costruire un percorso, tant’è vero che nella
democrazia recitativa, l’attore Damiano Carretto ci dice “questo è l’inizio di un
percorso, vedremo, andremo avanti per approssimazioni successive”. Io credo alla
buona fede, perché è un interprete, è un attore, una comparsa, assolutamente
inconsapevole, quindi io credo alla sua buona fede. Faccio, però, fatica a credere che ci
sia una progettualità, perché c’è un’assoluta distanza, direi, siderale, tra le parole che
ascoltiamo nei convegni, nei seminari, del Professor Montanari, e poi l’attuazione di
alcuni provvedimenti, di alcune scelte politiche. Perché, siccome non ho molto tempo,
faccio un esempio concreto. Credo che il Professor Montanari, in più di un’occasione, il
Vice Sindaco Montanari, in più di un’occasione, abbia voluto raccontare e testimoniare
in coerenza con la campagna elettorale, quanto è importante che sia, per questa
Amministrazione, promuovere interventi di efficienze energetiche, di efficientamento
energetico del patrimonio pubblico e privato. Bene, abbiamo appena approvato una
delibera, pochi minuti fa, che dice, sostanzialmente a un concessionario impianto
sportivo, sappi, che noi vogliamo che tu porti avanti un intervento di efficientamento
energetico. Bene, uno dei soggetti che oggi si chiude, viene abolito, che è la Fondazione
Torino Smart City, che, da un certo punto di vista, guardate, è meglio così, è meglio
chiuderlo, perché avrebbe voluto dire continuare a tenere alta l’attenzione su temi
internazionali, avrebbe voluto dire fare lo sforzo di essere presenti in reti internazionali,
come Eurocities, avrebbe voluto dire continuare a lavorare su attività di partenariato,
con enti strumentali di altre Città europee, confrontarsi con Fraunhofer Institute, con
tutti quegli altri istituti e centri di ricerca che, a livello europeo, portano avanti, con
attenzione, il tema dell’innovazione, in particolare, dell’innovazione sociale.
Un’ambizione troppo alta per questa Amministrazione, è bene chiuderla quella
Fondazione, io sono d’accordo. Ma tra i tanti soggetti, perché, tanto, uno strumento, o lo
usi, oppure è meglio metterlo da parte, soprattutto se ha dei costi da sostenere, però, al
di là dell’ambizione, dei temi dell’innovazione, un po’ troppo alti per questa
Amministrazione, c’era una cosa molto banale e pratica che faceva la Fondazione
Torino Smart City, che era lo svolgimento di un’attività prevista, a supporto, di uno dei
più importanti strumenti che la Città di Torino ha a disposizione, nel perseguire quegli
obiettivi di efficientamento energetico del patrimonio, pubblico e privato. Questo
strumento ha un nome e un cognome, si chiama Allegato Energetico Ambientale. Si
chiama Allegato, perché è allegato, fisicamente, al regolamento edilizio della Città di
Torino. Che cosa faceva la Fondazione Torino Smart City? Grazie a delle
professionalità importanti, a dei tecnici, dei professionisti, faceva una cosa che la Città
di Torino, da sola, non può fare, cioè, monitorava, validava, certificava, controllava le
pratiche energetiche edilizie che i professionisti costruttori proponevano
all’Amministrazione. Vi faccio un esempio, il centro direzionale Lavazza, molto
efficiente, dal punto di vista energetico, ma questo vale anche per la ristrutturazione di
casa mia, di un sottotetto, di una mansarda, propone alla Città di Torino un intervento di
efficientamento energetico. Il nostro regolamento, anzi, il nostro allegato regolamento
edilizio, consente di avere degli sconti sugli oneri urbanizzazione. Più tu sei virtuoso,
meno consumi, dal punto di vista energetico, più io, Torino, Città di Torino, riconosco
consapevolmente quello sforzo. Dove sta la consapevolezza? Sta nel fatto che,
perlomeno, quel progetto lo prendo in mano, lo vaglio, lo controllo. Bene. La
Fondazione Torino Smart City faceva questo lavoro per la Città di Torino, 4.000, mi
corregga se sbaglio, più di 4.000 pratiche energetiche edilizie controllate, ogni anno, più
di 4.000. Sapete che cosa è successo nell’ultimo anno? Dal 1° gennaio 2017, questa
Città, la Città di Torino, credo, inconsapevolmente, non voglio credere che ci sia stato
un input politico del Professor Montanari, ha smesso di controllare le pratiche
energetiche edilizie, cioè, uno strumento che consentiva all’operatore privato di essere
incentivato nello svolgere attività di efficientamento energetico, tramite il controllo
puntuale di quelle pratiche. Non viene più fatto. Questo cosa vuol dire? Che gli
operatori hanno smesso di presentare i progetti? No, fortunatamente, un po’ meno di
prima. Qualcuno continua a presentarli questi progetti, ma l’epilogo dell’iter
amministrativo che consentiva di quantificare lo sconto sugli oneri di urbanizzazione, a
seguito di una verifica tecnica, che, ripeto, dal primo gennaio non viene più fatta, sapete
a chi è assegnata? All’autocertificazione del privato. Cioè, io privato, voglio efficientare
la mia mansarda, vado in Comune, presento il progetto, chiedo lo sconto sugli oneri e
non è più il Comune, come una volta, che quantifica lo sconto in base al progetto che
viene esaminato. No, basta una mia autocertificazione, per cui, se io chiedo lo sconto
del, dico delle cifre a caso, del 20%, io autocertifico che il mio intervento, le prestazioni
energetiche, interventi di efficientamento energetico, che vado a promuovere,
sostanzialmente, meritano un riconoscimento della Città di Torino, che, a differenza del
passato, il riconoscimento non è più consapevole, perché non c’è più un tecnico
incaricato dalla Città di Torino a controllare. Questo succede nella democrazia
recitativa, in cui la comparsa Damiano Carretto ci spiega che è stato fatto un bel lavoro
con la Compagnia San Paolo, questo succede, che si stanno uccidendo, chiudendo, delle
attività utili alla promozione del nostro territorio, nel silenzio assordante di tutti. Perché,
guardate, secondo voi, si lamenta un costruttore a fronte del fatto che viene meno un
controllo, da parte della Città di Torino, se può autocertificare che fa un intervento di
efficientamento energetico che gli produce uno sconto? Ma certo che non si lamenta.
Oddio, ci sono dei tecnici che, invece, vedevano nella Fondazione Torino Smart City,
un soggetto a cui telefonare e chiedere delle informazioni e poter riorientare i proprio
progetti. Ma tutto questo non viene più fatto, dal 1° gennaio 2017. Quindi, c’è una
distanza siderale, Vice Sindaco, tra le cose che sentiamo da lei nei convegni, e quello
che si pratica in questa Amministrazione, quindi, ben venga questa delibera. Si chiuda
la Fondazione Torino Smart City, perché, tanto, la Compagnia di San Paolo aveva detto
alla Città di Torino, lo aveva detto anche già precedentemente “Cercate di aggregare”,
no? “Cercate di compattare tutti questi soggetti che sono tanti, che sono frammentati,
sono tanti enti frammentati che vanno in direzioni molto diverse”. Devo riconoscere, lo
aveva detto alla precedente amministrazione, l’avrà detto anche a questa. Il punto è, ma
che cosa si fa di questo nuovo soggetto? Il Presidente Damiano Carretto ci dice
“Vedremo”, per approssimazioni successive, insomma, la SPA, questa fantomatica
democrazia recitativa, ci accontentiamo, oggi, con questa delibera, di recepire
un’indicazione della Compagnia di San Paolo. Non sappiamo qual è la direzione di
marcia, ovviamente, ci riempiranno la testa di tante fantasiose suggestioni che poi, però,
concretamente, si scontrano col fatto che la Città di Torino continua a ridurre attività e
servizi. Quindi, ben venga questa delibera, si chiuda la Fondazione Torino Smart City,
perché, tanto, era uno strumento che non veniva più utilizzato, non si partecipa più a
molti importanti reti internazionali, e di questo mi dispiaccio, per la Città di Torino. La
Fondazione Torino Smart City ci aveva accompagnato nel percorso che aveva
consentito all’istituzione Commissione Europea, di riconoscere Torino tra le capitali
europee dell’innovazione, su temi importanti legati anche all’innovazione sociale,
questo non avverrà più. Perché? Perché non c’è ambizione, non c’è visione, non c’è
strategia, quindi, ben venga la riduzione dei costi, sì, ben venga la riduzione dei costi,
perché, tanto, i costi sostenuti sarebbero inutili e vanificabili da un’inerzia e da una,
diciamo, democrazia recitativa, che ormai caratterizza questa nostra Amministrazione.

VERSACI Fabio (Presidente)
Ho iscritto a parlare il Consigliere Lubatti, che non vedo in Aula. Lascio la parola al
Consigliere Iaria, ne ha facoltà per 5 minuti.

IARIA Antonino
Se volete lo imito... Avete detto che ci assomigliamo con Lubatti... Grazie, Presidente.
Io volevo solo ribadire che, chiaramente, non sono d’accordo con le parole del
Consigliere che mi ha preceduto, perché questa Amministrazione è forse la prima che
sta lavorando in maniera strutturale sui, diciamo, sui temi quali l’efficienza energetica, i
temi, quali, diciamo, il consumo di suolo, il miglioramento di alcuni indici di valore eco
sistemici intorno alla Città, e sta valorando in una situazione normativa in continua
evoluzione, perché, ricordo, per esempio, l’Allegato energetico, avrà una modifica, a
livello regionale, che poi dovrà essere recepita anche a livello cittadino. Noi stiamo
lavorando, proprio, per evitare che ci siano, diciamo, dei controlli che siano sulla carta,
ma dei controlli effettivi sull’effettivo consumo degli edifici. Quindi, stiamo lavorando
a tutto campo, e sono contento che il Consigliere Lavolta non mi ascolti, ma, visto che
stavo rispondendo a lui, perché considerare il discorso Smart, semplicemente, un
discorso di progettazione, è molto bello, si può riempire la bocca, puoi fare le
conferenze, ma poi, sulla pratica, è molto più difficile attuare le cose. Noi lo stiamo
facendo, per esempio, in un campo molto difficile, come i 106. Prego, no, continua pure
Lavolta …, devi andare? Sto aspettando. No, visto che ti stavo rispondendo, sentiti la
registrazione. No, stavo rispondendo alle tue accuse di non lavorare sull’efficienza
energetica. Io ricordo, appunto, te lo ripeto, che noi, come Amministrazione, stiamo
affrontando, diciamo, il tema dell’efficienza energetica in maniera strutturale e non,
come ha detto prima, con soltanto convegni e parole, progetti. Progetti, molti progetti,
rimangono sulla carta. Sul tema del controllo dell’effettivo, diciamo, dell’effettiva
conformità del progetto e la costruzione reale nel campo dell’edilizia, stiamo proprio
lavorando, proprio perché sia molto più semplice da parte dell’Amministrazione
controllare questo tipo di attività e controllarlo vuol dire usare degli strumenti nuovi,
quali la firma energetica. Controllare vuol dire semplificare alcuni passaggi proprio per
permettere anche al cittadino stesso di dare i valori per poter monitorare l’effettivo
risultati della progettazione. Cosa vuol dire questo? Cosa vuol dire? Vuol dire,
semplicemente, che il progettista, qui (incomprensibile), di cui faccio parte, non avrà
bisogno di qualcuno che lo controlli e lo castighi se non applica il progetto, ma saprà
che quel controllo avverrà anche al remoto, quindi, il progetto lo farà e lo seguirà in
maniera corretta, senza bisogno di fare un controllo poliziesco sui progetti stessi. Sono
cose molto, molto più grandi che il semplice controllo a campione di progetti energetici,
che poi rimangono, appunto, dei progetti e, magari, difficilmente, si può fare un
collaudo, una certificazione sul campo. Quindi, io sono proprio contento di non fare
come si faceva prima, con tutto il rispetto che ho per le persone che lavoravano per la
Fondazione Smart City e che controllavano le pratiche edilizie, ma noi stiamo cercando
di rilevare un controllo più strutturale che, praticamente, produrrà, veramente,
l’efficienza energetica in questi campo, nei prossimi anni. Grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Consigliere, per quale motivo? Ma per cosa, esattamente…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Me lo sono perso, prego.

CARRETTO Damiano
Scusi …, faccio ancora …, mi permette, scusi, due battute da comparsa. Le comparse
hanno due battutine, fategliele dire, almeno.

VERSACI Fabio (Presidente)
Consigliere Carretto, si rivolga a me, basta.

CARRETTO Damiano
Va bene, Presidente, mi rivolgo a lei. Tanto parlare …, sì, sì, ma non si preoccupi. No,
prima di tutto c’è un’estrema consapevolezza del percorso, un’estrema consapevolezza
anche della situazione di un comune in cui c’è questa galassia di enti, entini, sotto-enti,
piccole onlus, piuttosto che fondazioni, tanti begli orticelli, effettivamente, e io capisco
anche qualcuno, quando sparisce un orticello, magari, non so come dire, dà un po’
fastidio. Anche quando spariscono i bioparchi, dà fastidio, cioè…

VERSACI Fabio (Presidente)
(Voci sovrapposte)…, però, collega, è un fatto personale, non è…

CARRETTO Damiano
No, no, è per spiegare che non c’è, a differenza di quanto mi è stato rinfacciato da
qualcuno, non c’è un’inconsapevolezza, c’è assolutamente una consapevolezza, una
consapevolezza di stare facendo un percorso assolutamente giusto, condiviso con un
socio privato, che, ovviamente, cofinanzia gli enti assieme a noi. Ultimo appunto, tutta
l’accusa sulla questione energetica nel controllare le pratiche, sfortuna vuole che sia
anche un po’ il mio lavoro, questo. Posso dire che io trovo assurdo che
un’Amministrazione sia arrivata nel 2016, 2017, ad avere un’edilizia privata, in cui, a
quanto pare, fior di tecnici, fior di architetti, ingegneri, geometri, non siano stati formati
per adempiere a delle normative, a dei controlli…

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere.

CARRETTO Damiano
Quindi, quando ci viene detto che noi vogliamo togliere i controlli, noi non vogliamo
l’efficienza energetica, io trovo assurdo quello che è stato fatto prima, io trovo assurdo,
abbiamo dei tecnici preparatissimi in mille materie, ma, per avere qualcuno che fosse in
grado di controllare una normativa che è vigente dal 2005, abbiamo dovuto creare un
ente esterno. Questo è il modo di amministrare? Creare un ente esterno per verificare
una legge.

VERSACI Fabio (Presidente)
Le devo togliere la parola. Consigliere Lubatti, ne ha facoltà per 5 minuti. Prego.

LUBATTI Claudio
Chiedo scusa, Presidente, io, dall’intervento del Consigliere Carretto, del quale, devo
essere sincero, condivido anche una parte del ragionamento che ha fatto nell’ultimo
intervento, dove ha illustrato la posizione del Movimento 5 Stelle e ho colto che ci
sarebbe un voto contrario da parte della maggioranza sull’emendamento, sul V
emendamento che è stato fuori dall’accorpamento della discussione sugli altri
emendamenti che erano emendamenti di posizione, emendamenti di ostruzionismo.
Allora, faccio solo una domanda alla Sindaca, approfittando ancora un secondo della
sua presenza. Io segnalo che quell’emendamento lì, è un emendamento nato da una
discussione in Commissione, con un parere favorevole del Vice Sindaco Montanari,
dato a verbale e fuori verbale dalla Commissione, che avete tenuto fuori
dall’accorpamento, in quanto emendamento condiviso con parere favorevole della
Giunta, no, ma scusate, però, io, adesso …, adesso va bene tutto, va bene tutto,
Presidente, io sono d’accordo, la Sindaca ha fatto un intervento, prima di chiedere il
voto del Consiglio Comunale, sul Bilancio, ha fatto un intervento nel quale ha chiesto la
collaborazione, da parte delle forze politiche di Minoranza, e ha chiesto di fare delle
proposte costruttive di merito alle forze politiche di Minoranza. Segnalo che questo
emendamento nasce da un percorso di condivisione, esattamente come quello che ha
chiesto la Sindaca, cioè, siamo andati in Commissione, abbiamo discusso dell’atto,
abbiamo parlato di merito, abbiamo fatto delle proposte mediandole con il Vice Sindaco
presente in Commissione, non abbiamo scritto un testo e lo abbiamo fatto piovere in
Aula, siamo venuti in Commissione appositamente per discutere dell’atto. Vengono
presentati 4 emendamenti di Giunta, un emendamento di Minoranza, firma Lo Russo,
con parere favorevole, ovviamente, tecnico, segnalo, lo ripeto, sono andato a riascoltare,
l’mp3 della Commissione in Aula, della Commissione che è presente sul sito, invito i
Consiglieri, se non lo hanno fatto prima, di farlo in questo momento. L’emendamento è
un emendamento che, sostanzialmente, rafforza un mandato della Sindaca a
rappresentare una Città, in un momento particolare, di modifica statutaria, viene
annunciato il voto contrario. Allora, io, poi, va bene tutto, si può anche cambiare idea,
però, delle due, l’una, o si chiede una collaborazione, si apprezza l’atteggiamento di
collaborazione e, se volete, si stigmatizza quello dell’opposizione, diciamo, più da
battaglia, più sui giornali, è più all’esterno della Città, ma quando viene fatto un
percorso di merito delle questioni, la Sindaca fa un appello, si raccoglie l’appello della
Sindaca, si viene in Aula con un parere favorevole, devo essere sincero, il Capogruppo
è uscito, dicendomi “Guarda, il percorso, lo sai, su questa delibera, è condiviso, noi ci
andiamo verso un’astensione sulla delibera, ma, ovviamente, votiamo a favore degli
emendamenti della Giunta, perché la Giunta ha aperto una discussione con la
Minoranza, e noi votiamo gli emendamenti della Giunta”. Cosa, Presidente, io non so se
lei ha contezza, magari l’ha preparato per la discussione, per la conferenza stampa di
fine anno, è successo pochissime volte in questo mandato che noi abbiamo votato
emendamenti della Giunta, ma qui c’è un percorso condiviso e, con i Consiglieri, credo
di parlare ancora a nome dei Consiglieri presenti in Aula, si è detto “Loro votano il
nostro, perché è condiviso con la Giunta, e noi, diciamo, condividiamo gli emendamenti
della Giunta, perché c’è un percorso di condivisione”. Io vorrei solo capire che cosa è
successo, se è permesso farlo, e, soprattutto, lo dico al Presidente, ma chiedo alla
Sindaca di ascoltarmi per un secondo, chiedo soltanto se questo è il metodo con il quale
si intende la collaborazione con la Minoranza. Cioè, venite, fate delle proposte,
condividiamo un percorso e poi, intanto, noi in Aula vi votiamo contro, perché, a quel
punto, se questo è il metodo, ragazzi, facciamo po’ più chiarezza, no? Visto che prima
parlavi con il collega Lavolta, allora, va bene tutto, ma se questo è il metodo, diventa
solo difficile accettarlo. Io dico soltanto questo, diventa soltanto difficile accettare. Noi
non avevamo capito che l’appello fosse questo, cioè, avevamo capito che ci fosse
l’appello a una discussione, a una valutazione di merito, a una valutazione degli atti e
una presa di posizione in Aula. Se le posizioni cambiano dalla discussioni in
Commissione, uno, signori, siamo insieme 5 giorni su 7, almeno dirlo. Cioè, noi
scopriamo questa posizione dall’intervento di Carretto in Aula? Così? Che, tra l’altro,
dice, non ho capito neanche esattamente qual è la motivazione, lo Statuto va bene così.
Ma che cosa vuol dire, Consigliere Carretto, che lo Statuto…? Ma tu l’hai letto
l’emendamento che il tuo Vice Sindaco ha concordato in Giunta, in una Commissione
che, probabilmente, pure co-presiedevi? Cioè, cosa vuol dire lo statuto va bene così,
come motivazione perché votiamo un emendamento? Perché questa è stata la
motivazione. No, ma allora si sta sconfessando una parola del Vice Sindaco, cioè, c’è un
atto politico. Va benissimo, però, Vice Sindaco, io le chiedo solo di prendere una
posizione qui in Aula, perché delle due, l’una. Io voglio solo sapere se, quando parlo
con il Vice Sindaco di questa Città, in una seduta ufficiale, non stiamo parlando al bar,
in una seduta ufficiale, viene presa una posizione, immagino, a nome della Città, non
solo della Maggioranza, della Città, io devo solo sapere se da adesso a fine mandato, mi
devo aspettare che quel Vice Sindaco può essere sconfessato in tempo reale dalla sua
Maggioranza, perché, se è così, lo dico per il rispetto degli Assessori, e so quanto
impegno gli Assessori fanno, ci mettono nel fare il proprio lavoro, magari portano
avanti programmi non condivisi, ma, avendo fatto, so quanto un Assessore e,
soprattutto, un Vice Sindaco, si spende, e spende della propria giornata, per il bene della
Città, la prende un po’ più basso, Vice Sindaco, perché lei ha un problema di rapporti
con la sua Maggioranza, quando parla…

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere.

LUBATTI Claudio
Io concludo, Presidente. A che minuto siamo?

VERSACI Fabio (Presidente)
Ne ha parlati ben sette.

LUBATTI Claudio
E quanto tempo avevo?

VERSACI Fabio (Presidente)
Cinque.

LUBATTI Claudio
Le chiedo scusa, non avendo il cronometro sotto mano, non ho avuto modo di
controllare. Quindi, Presidente, chiudo con la richiesta, una richiesta di informazioni, è
quasi una mozione d’ordine o sull’ordine dei lavori. C’è stata una presa di posizione
che, oggettivamente, mi ha e ci ha sorpreso. Chiederei un intervento della Giunta, per
quanto sia ancora titolata a parlare, nei confronti della prima maggioranza, per spiegare
qual è la posizione definitiva della Giunta su questo emendamento, e noi rivedremo le
nostre posizioni. Sindaca, però, quando fa gli appelli alla collaborazione, chieda alla
maggioranza di darci anche il metodo con il quale lavorare, perché, se andare in
Commissione, concordare un emendamento, e venire in Aula, non è il metodo, oltre
all’appello, ci dia anche le regole del gioco, perché noi stavamo alle regole della
democrazia.
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