| Interventi |
| VERSACI Fabio (Presidente) Passerei... prima della discussione degli emendamenti, possiamo passare alla discussione della delibera, che era stata illustrata nello scorso Consiglio dal Vice Sindaco Montanari, quindi, chi vuole intervenire? Ha chiesto di intervenire il Consigliere Carretto, ne ha facoltà per 10 minuti. Prego. CARRETTO Damiano Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Scusate, scusate, colleghi, però così diventa complicato. Se è possibile, un po’ più di silenzio, grazie. CARRETTO Damiano Posso? Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, anzi, buon pomeriggio a tutti e a tutte. Allora, oggi, con questa delibera, realizziamo un punto del programma, un punto per noi importante, un punto che aveva già avuto il primo, diciamo, il primo passo con l’approvazione della libera a prima firma della Consigliera Artesio, emendata poi da noi, con, diciamo, gli aspetti legati alla fusione di altri enti, dentro l’Urban Center, e posso dire che, intendimenti di quella mozione, sono stati recepiti dal lavoro di questi mesi, sia dal Vice Sindaco, che dagli uffici. Scopo principale della mozione, del nostro intervento sull’Urban Center, era quello di farne un ente, che fosse terzo e indipendente sulle materie relative all’urbanistica e all’architettura, che era poi quello che era lo scopo originario di Urban Center, che forse si è un po’ perso nelle gestioni, diciamo, negli anni. Quindi, possiamo dire che la parte, diciamo, relativa all’architettura e all’urbanistica, rispetta esattamente quanto richiesto, sia per quel che riguarda la creazione dell’advisory board, che quindi, questo comitato tecnico-scientifico, che ha lo scopo di dare indirizzi, di guidare i temi, di, diciamo, di dare quello spessore, quella terza età, quella, diciamo, indipendenza, al lavoro di Urban Center. Importante anche la, a nostro parere, la scelta, tramite bando pubblico del direttore, anche questo era un punto che era richiesto dalla mozione, e riteniamo che sia importante e sia un segnale. Oltretutto, va anche nella direzione di quello che sarà il nuovo regolamento nomine e, appunto, anche questo aspetto, assolutamente, è rispettato. Rispettata anche, rispetto a quella mozione, l’idea di razionalizzare quella che è una galassia di partecipanti, Fondazioni, Associazioni, ONLUS, eccetera, eccetera, che, di fatto, hanno, al loro interno, mission compatibili con quello che era, poi, l’Urban Center, ovvero tutti…, in questo caso si parla di Smart City e Torino strategica e in un secondo tempo Contrada Torino. Sono tutte realtà che, di fatto, fanno attività legata alla Città, all’edilizia, all’urbanistica, a tutti aspetti, se vogliamo, collegati, quindi è assolutamente logico, se vogliamo, anche in linea con quanto richiesto, poi, dalla normativa vigente, accorpare queste realtà, generando, inoltre, un risparmio per la Città, difficilmente quantificabile al momento, ma, diciamo, c’è una quantificazione, ma potrebbe anche, questo vantaggio economico, crescere nel tempo. Quindi, di fatto, noi sottoscriviamo la delibera, la bozza di Statuto, cioè, lo statuto allegato e gli emendamenti presentati dalla Giunta, a seguito della discussione effettuata in Commissione, mentre, riguardo all’emendamento presentato dal Consigliere Lo Russo, ci dichiariamo contrari, perché riteniamo che, appunto, lo Statuto, così come presentato, non debba essere modificato, perché rispecchia esattamente quanto richiesto dalla mozione, quanto è nei nostri intendimenti. Credo di aver detto tutto, aggiungo solo, è un processo in divenire, nel senso che noi, con questo atto, diamo vita, o meglio, diciamo, accorpiamo queste altre fondazioni e diamo vita a questo nuovo ente. Avrà altri passaggi che sono fondamentalmente l’accorpamento di Contrada Torino e, ovviamente, creando un ente del genere, un ente importante, effettivamente, per le competenze che ha, per il raggio di azione che ha sulla Città. Ovviamente, può anche essere che questo ente possa avere, poi, delle modificazioni, successive e, perché no, magari, accorpare ulteriori realtà che, dal mio punto di vista, ci sono nella Città, altri soggetti che svolgono attività compatibili con quello che è l’intendimento del nuovo ente. Non credo di dover aggiungere altro, se non, appunto, l’indirizzo di voto lo ho espresso e ringrazio nuovamente il Vice Sindaco per il lavoro e anche la Sindaca e tutti gli uffici che si sono occupati di questo percorso non semplice, perché, comunque, non è stato semplice. Ringrazio anche Compagnia San Paolo, la Compagnia San Paolo comunque è stata collaborativa, è state propositiva, quindi, è giusto che sia ringraziato il lavoro del Dottor De Maria. Credo che, quando, comunque, c’è una collaborazione fattiva e propositiva, vada riconosciuta, grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie a lei. Lascio la parola al Vice Presidente Lavolta, ne ha facoltà per 10 minuti. LAVOLTA Enzo (Vice Presidente Vicario) Grazie Presidente. Ma, stiamo assistendo, da un anno e mezzo, ormai, ad una forma nuova di democrazia recitativa, in cui, non solo come nei casi più clamorosi, a livello internazionale, come quello di Trump, si evita l’intermediazione dei corpi sociali, di tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire, con un rapporto diretto con le comunità, che si vorrebbe, in qualche modo, rappresentare e guidare. Una forma di democrazia recitativa, nella quale, più voci recitano delle parti, senza sapere, effettivamente, né l’oggetto, né conoscere il canovaccio e senza neanche sforzarsi di capire, di trasmettere un senso rispetto all’azione di governo. Questa democrazia recitativa che, ovviamente, io ho solo abbozzato, ma nel corso delle prossime settimane proverò a comprendere meglio, a definire meglio, trova sintesi in provvedimenti come questi, in dibattiti come quello che stiamo, a cui stiamo assistendo, per cui, il Consigliere Carretto, che ringrazio per l’intervento che ha fatto, non è neanche in grado di ammettere cosa è successo. Che cosa è successo? È successo che la Compagnia San Paolo, che contribuisce ad alcune azioni, alcune politiche dell’Amministrazione, ha detto “cara Città di Torino, noi non siamo più disponibili a dare risorse, soldi, a enti strumentali, finché non ci dite, finché non li riorganizzate questi enti, e non ci dite quali sono le vostre priorità, quali sono le finalità che volete perseguire”. È successo, durante questo dibattito, che questa Città non ha fornito priorità, e adesso spiegherò perché, ma si è accontentata di subire una scelta, che è quella della Compagnia di San Paolo. Non mi risulta che ci sia stata una ferma obiezione, o ci sia stata la volontà di costruire un percorso, tant’è vero che nella democrazia recitativa, l’attore Damiano Carretto ci dice “questo è l’inizio di un percorso, vedremo, andremo avanti per approssimazioni successive”. Io credo alla buona fede, perché è un interprete, è un attore, una comparsa, assolutamente inconsapevole, quindi io credo alla sua buona fede. Faccio, però, fatica a credere che ci sia una progettualità, perché c’è un’assoluta distanza, direi, siderale, tra le parole che ascoltiamo nei convegni, nei seminari, del Professor Montanari, e poi l’attuazione di alcuni provvedimenti, di alcune scelte politiche. Perché, siccome non ho molto tempo, faccio un esempio concreto. Credo che il Professor Montanari, in più di un’occasione, il Vice Sindaco Montanari, in più di un’occasione, abbia voluto raccontare e testimoniare in coerenza con la campagna elettorale, quanto è importante che sia, per questa Amministrazione, promuovere interventi di efficienze energetiche, di efficientamento energetico del patrimonio pubblico e privato. Bene, abbiamo appena approvato una delibera, pochi minuti fa, che dice, sostanzialmente a un concessionario impianto sportivo, sappi, che noi vogliamo che tu porti avanti un intervento di efficientamento energetico. Bene, uno dei soggetti che oggi si chiude, viene abolito, che è la Fondazione Torino Smart City, che, da un certo punto di vista, guardate, è meglio così, è meglio chiuderlo, perché avrebbe voluto dire continuare a tenere alta l’attenzione su temi internazionali, avrebbe voluto dire fare lo sforzo di essere presenti in reti internazionali, come Eurocities, avrebbe voluto dire continuare a lavorare su attività di partenariato, con enti strumentali di altre Città europee, confrontarsi con Fraunhofer Institute, con tutti quegli altri istituti e centri di ricerca che, a livello europeo, portano avanti, con attenzione, il tema dell’innovazione, in particolare, dell’innovazione sociale. Un’ambizione troppo alta per questa Amministrazione, è bene chiuderla quella Fondazione, io sono d’accordo. Ma tra i tanti soggetti, perché, tanto, uno strumento, o lo usi, oppure è meglio metterlo da parte, soprattutto se ha dei costi da sostenere, però, al di là dell’ambizione, dei temi dell’innovazione, un po’ troppo alti per questa Amministrazione, c’era una cosa molto banale e pratica che faceva la Fondazione Torino Smart City, che era lo svolgimento di un’attività prevista, a supporto, di uno dei più importanti strumenti che la Città di Torino ha a disposizione, nel perseguire quegli obiettivi di efficientamento energetico del patrimonio, pubblico e privato. Questo strumento ha un nome e un cognome, si chiama Allegato Energetico Ambientale. Si chiama Allegato, perché è allegato, fisicamente, al regolamento edilizio della Città di Torino. Che cosa faceva la Fondazione Torino Smart City? Grazie a delle professionalità importanti, a dei tecnici, dei professionisti, faceva una cosa che la Città di Torino, da sola, non può fare, cioè, monitorava, validava, certificava, controllava le pratiche energetiche edilizie che i professionisti costruttori proponevano all’Amministrazione. Vi faccio un esempio, il centro direzionale Lavazza, molto efficiente, dal punto di vista energetico, ma questo vale anche per la ristrutturazione di casa mia, di un sottotetto, di una mansarda, propone alla Città di Torino un intervento di efficientamento energetico. Il nostro regolamento, anzi, il nostro allegato regolamento edilizio, consente di avere degli sconti sugli oneri urbanizzazione. Più tu sei virtuoso, meno consumi, dal punto di vista energetico, più io, Torino, Città di Torino, riconosco consapevolmente quello sforzo. Dove sta la consapevolezza? Sta nel fatto che, perlomeno, quel progetto lo prendo in mano, lo vaglio, lo controllo. Bene. La Fondazione Torino Smart City faceva questo lavoro per la Città di Torino, 4.000, mi corregga se sbaglio, più di 4.000 pratiche energetiche edilizie controllate, ogni anno, più di 4.000. Sapete che cosa è successo nell’ultimo anno? Dal 1° gennaio 2017, questa Città, la Città di Torino, credo, inconsapevolmente, non voglio credere che ci sia stato un input politico del Professor Montanari, ha smesso di controllare le pratiche energetiche edilizie, cioè, uno strumento che consentiva all’operatore privato di essere incentivato nello svolgere attività di efficientamento energetico, tramite il controllo puntuale di quelle pratiche. Non viene più fatto. Questo cosa vuol dire? Che gli operatori hanno smesso di presentare i progetti? No, fortunatamente, un po’ meno di prima. Qualcuno continua a presentarli questi progetti, ma l’epilogo dell’iter amministrativo che consentiva di quantificare lo sconto sugli oneri di urbanizzazione, a seguito di una verifica tecnica, che, ripeto, dal primo gennaio non viene più fatta, sapete a chi è assegnata? All’autocertificazione del privato. Cioè, io privato, voglio efficientare la mia mansarda, vado in Comune, presento il progetto, chiedo lo sconto sugli oneri e non è più il Comune, come una volta, che quantifica lo sconto in base al progetto che viene esaminato. No, basta una mia autocertificazione, per cui, se io chiedo lo sconto del, dico delle cifre a caso, del 20%, io autocertifico che il mio intervento, le prestazioni energetiche, interventi di efficientamento energetico, che vado a promuovere, sostanzialmente, meritano un riconoscimento della Città di Torino, che, a differenza del passato, il riconoscimento non è più consapevole, perché non c’è più un tecnico incaricato dalla Città di Torino a controllare. Questo succede nella democrazia recitativa, in cui la comparsa Damiano Carretto ci spiega che è stato fatto un bel lavoro con la Compagnia San Paolo, questo succede, che si stanno uccidendo, chiudendo, delle attività utili alla promozione del nostro territorio, nel silenzio assordante di tutti. Perché, guardate, secondo voi, si lamenta un costruttore a fronte del fatto che viene meno un controllo, da parte della Città di Torino, se può autocertificare che fa un intervento di efficientamento energetico che gli produce uno sconto? Ma certo che non si lamenta. Oddio, ci sono dei tecnici che, invece, vedevano nella Fondazione Torino Smart City, un soggetto a cui telefonare e chiedere delle informazioni e poter riorientare i proprio progetti. Ma tutto questo non viene più fatto, dal 1° gennaio 2017. Quindi, c’è una distanza siderale, Vice Sindaco, tra le cose che sentiamo da lei nei convegni, e quello che si pratica in questa Amministrazione, quindi, ben venga questa delibera. Si chiuda la Fondazione Torino Smart City, perché, tanto, la Compagnia di San Paolo aveva detto alla Città di Torino, lo aveva detto anche già precedentemente “Cercate di aggregare”, no? “Cercate di compattare tutti questi soggetti che sono tanti, che sono frammentati, sono tanti enti frammentati che vanno in direzioni molto diverse”. Devo riconoscere, lo aveva detto alla precedente amministrazione, l’avrà detto anche a questa. Il punto è, ma che cosa si fa di questo nuovo soggetto? Il Presidente Damiano Carretto ci dice “Vedremo”, per approssimazioni successive, insomma, la SPA, questa fantomatica democrazia recitativa, ci accontentiamo, oggi, con questa delibera, di recepire un’indicazione della Compagnia di San Paolo. Non sappiamo qual è la direzione di marcia, ovviamente, ci riempiranno la testa di tante fantasiose suggestioni che poi, però, concretamente, si scontrano col fatto che la Città di Torino continua a ridurre attività e servizi. Quindi, ben venga questa delibera, si chiuda la Fondazione Torino Smart City, perché, tanto, era uno strumento che non veniva più utilizzato, non si partecipa più a molti importanti reti internazionali, e di questo mi dispiaccio, per la Città di Torino. La Fondazione Torino Smart City ci aveva accompagnato nel percorso che aveva consentito all’istituzione Commissione Europea, di riconoscere Torino tra le capitali europee dell’innovazione, su temi importanti legati anche all’innovazione sociale, questo non avverrà più. Perché? Perché non c’è ambizione, non c’è visione, non c’è strategia, quindi, ben venga la riduzione dei costi, sì, ben venga la riduzione dei costi, perché, tanto, i costi sostenuti sarebbero inutili e vanificabili da un’inerzia e da una, diciamo, democrazia recitativa, che ormai caratterizza questa nostra Amministrazione. VERSACI Fabio (Presidente) Ho iscritto a parlare il Consigliere Lubatti, che non vedo in Aula. Lascio la parola al Consigliere Iaria, ne ha facoltà per 5 minuti. IARIA Antonino Se volete lo imito... Avete detto che ci assomigliamo con Lubatti... Grazie, Presidente. Io volevo solo ribadire che, chiaramente, non sono d’accordo con le parole del Consigliere che mi ha preceduto, perché questa Amministrazione è forse la prima che sta lavorando in maniera strutturale sui, diciamo, sui temi quali l’efficienza energetica, i temi, quali, diciamo, il consumo di suolo, il miglioramento di alcuni indici di valore eco sistemici intorno alla Città, e sta valorando in una situazione normativa in continua evoluzione, perché, ricordo, per esempio, l’Allegato energetico, avrà una modifica, a livello regionale, che poi dovrà essere recepita anche a livello cittadino. Noi stiamo lavorando, proprio, per evitare che ci siano, diciamo, dei controlli che siano sulla carta, ma dei controlli effettivi sull’effettivo consumo degli edifici. Quindi, stiamo lavorando a tutto campo, e sono contento che il Consigliere Lavolta non mi ascolti, ma, visto che stavo rispondendo a lui, perché considerare il discorso Smart, semplicemente, un discorso di progettazione, è molto bello, si può riempire la bocca, puoi fare le conferenze, ma poi, sulla pratica, è molto più difficile attuare le cose. Noi lo stiamo facendo, per esempio, in un campo molto difficile, come i 106. Prego, no, continua pure Lavolta …, devi andare? Sto aspettando. No, visto che ti stavo rispondendo, sentiti la registrazione. No, stavo rispondendo alle tue accuse di non lavorare sull’efficienza energetica. Io ricordo, appunto, te lo ripeto, che noi, come Amministrazione, stiamo affrontando, diciamo, il tema dell’efficienza energetica in maniera strutturale e non, come ha detto prima, con soltanto convegni e parole, progetti. Progetti, molti progetti, rimangono sulla carta. Sul tema del controllo dell’effettivo, diciamo, dell’effettiva conformità del progetto e la costruzione reale nel campo dell’edilizia, stiamo proprio lavorando, proprio perché sia molto più semplice da parte dell’Amministrazione controllare questo tipo di attività e controllarlo vuol dire usare degli strumenti nuovi, quali la firma energetica. Controllare vuol dire semplificare alcuni passaggi proprio per permettere anche al cittadino stesso di dare i valori per poter monitorare l’effettivo risultati della progettazione. Cosa vuol dire questo? Cosa vuol dire? Vuol dire, semplicemente, che il progettista, qui (incomprensibile), di cui faccio parte, non avrà bisogno di qualcuno che lo controlli e lo castighi se non applica il progetto, ma saprà che quel controllo avverrà anche al remoto, quindi, il progetto lo farà e lo seguirà in maniera corretta, senza bisogno di fare un controllo poliziesco sui progetti stessi. Sono cose molto, molto più grandi che il semplice controllo a campione di progetti energetici, che poi rimangono, appunto, dei progetti e, magari, difficilmente, si può fare un collaudo, una certificazione sul campo. Quindi, io sono proprio contento di non fare come si faceva prima, con tutto il rispetto che ho per le persone che lavoravano per la Fondazione Smart City e che controllavano le pratiche edilizie, ma noi stiamo cercando di rilevare un controllo più strutturale che, praticamente, produrrà, veramente, l’efficienza energetica in questi campo, nei prossimi anni. Grazie. VERSACI Fabio (Presidente) Grazie a lei. Consigliere, per quale motivo? Ma per cosa, esattamente… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Me lo sono perso, prego. CARRETTO Damiano Scusi …, faccio ancora …, mi permette, scusi, due battute da comparsa. Le comparse hanno due battutine, fategliele dire, almeno. VERSACI Fabio (Presidente) Consigliere Carretto, si rivolga a me, basta. CARRETTO Damiano Va bene, Presidente, mi rivolgo a lei. Tanto parlare …, sì, sì, ma non si preoccupi. No, prima di tutto c’è un’estrema consapevolezza del percorso, un’estrema consapevolezza anche della situazione di un comune in cui c’è questa galassia di enti, entini, sotto-enti, piccole onlus, piuttosto che fondazioni, tanti begli orticelli, effettivamente, e io capisco anche qualcuno, quando sparisce un orticello, magari, non so come dire, dà un po’ fastidio. Anche quando spariscono i bioparchi, dà fastidio, cioè… VERSACI Fabio (Presidente) (Voci sovrapposte)…, però, collega, è un fatto personale, non è… CARRETTO Damiano No, no, è per spiegare che non c’è, a differenza di quanto mi è stato rinfacciato da qualcuno, non c’è un’inconsapevolezza, c’è assolutamente una consapevolezza, una consapevolezza di stare facendo un percorso assolutamente giusto, condiviso con un socio privato, che, ovviamente, cofinanzia gli enti assieme a noi. Ultimo appunto, tutta l’accusa sulla questione energetica nel controllare le pratiche, sfortuna vuole che sia anche un po’ il mio lavoro, questo. Posso dire che io trovo assurdo che un’Amministrazione sia arrivata nel 2016, 2017, ad avere un’edilizia privata, in cui, a quanto pare, fior di tecnici, fior di architetti, ingegneri, geometri, non siano stati formati per adempiere a delle normative, a dei controlli… VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere. CARRETTO Damiano Quindi, quando ci viene detto che noi vogliamo togliere i controlli, noi non vogliamo l’efficienza energetica, io trovo assurdo quello che è stato fatto prima, io trovo assurdo, abbiamo dei tecnici preparatissimi in mille materie, ma, per avere qualcuno che fosse in grado di controllare una normativa che è vigente dal 2005, abbiamo dovuto creare un ente esterno. Questo è il modo di amministrare? Creare un ente esterno per verificare una legge. VERSACI Fabio (Presidente) Le devo togliere la parola. Consigliere Lubatti, ne ha facoltà per 5 minuti. Prego. LUBATTI Claudio Chiedo scusa, Presidente, io, dall’intervento del Consigliere Carretto, del quale, devo essere sincero, condivido anche una parte del ragionamento che ha fatto nell’ultimo intervento, dove ha illustrato la posizione del Movimento 5 Stelle e ho colto che ci sarebbe un voto contrario da parte della maggioranza sull’emendamento, sul V emendamento che è stato fuori dall’accorpamento della discussione sugli altri emendamenti che erano emendamenti di posizione, emendamenti di ostruzionismo. Allora, faccio solo una domanda alla Sindaca, approfittando ancora un secondo della sua presenza. Io segnalo che quell’emendamento lì, è un emendamento nato da una discussione in Commissione, con un parere favorevole del Vice Sindaco Montanari, dato a verbale e fuori verbale dalla Commissione, che avete tenuto fuori dall’accorpamento, in quanto emendamento condiviso con parere favorevole della Giunta, no, ma scusate, però, io, adesso …, adesso va bene tutto, va bene tutto, Presidente, io sono d’accordo, la Sindaca ha fatto un intervento, prima di chiedere il voto del Consiglio Comunale, sul Bilancio, ha fatto un intervento nel quale ha chiesto la collaborazione, da parte delle forze politiche di Minoranza, e ha chiesto di fare delle proposte costruttive di merito alle forze politiche di Minoranza. Segnalo che questo emendamento nasce da un percorso di condivisione, esattamente come quello che ha chiesto la Sindaca, cioè, siamo andati in Commissione, abbiamo discusso dell’atto, abbiamo parlato di merito, abbiamo fatto delle proposte mediandole con il Vice Sindaco presente in Commissione, non abbiamo scritto un testo e lo abbiamo fatto piovere in Aula, siamo venuti in Commissione appositamente per discutere dell’atto. Vengono presentati 4 emendamenti di Giunta, un emendamento di Minoranza, firma Lo Russo, con parere favorevole, ovviamente, tecnico, segnalo, lo ripeto, sono andato a riascoltare, l’mp3 della Commissione in Aula, della Commissione che è presente sul sito, invito i Consiglieri, se non lo hanno fatto prima, di farlo in questo momento. L’emendamento è un emendamento che, sostanzialmente, rafforza un mandato della Sindaca a rappresentare una Città, in un momento particolare, di modifica statutaria, viene annunciato il voto contrario. Allora, io, poi, va bene tutto, si può anche cambiare idea, però, delle due, l’una, o si chiede una collaborazione, si apprezza l’atteggiamento di collaborazione e, se volete, si stigmatizza quello dell’opposizione, diciamo, più da battaglia, più sui giornali, è più all’esterno della Città, ma quando viene fatto un percorso di merito delle questioni, la Sindaca fa un appello, si raccoglie l’appello della Sindaca, si viene in Aula con un parere favorevole, devo essere sincero, il Capogruppo è uscito, dicendomi “Guarda, il percorso, lo sai, su questa delibera, è condiviso, noi ci andiamo verso un’astensione sulla delibera, ma, ovviamente, votiamo a favore degli emendamenti della Giunta, perché la Giunta ha aperto una discussione con la Minoranza, e noi votiamo gli emendamenti della Giunta”. Cosa, Presidente, io non so se lei ha contezza, magari l’ha preparato per la discussione, per la conferenza stampa di fine anno, è successo pochissime volte in questo mandato che noi abbiamo votato emendamenti della Giunta, ma qui c’è un percorso condiviso e, con i Consiglieri, credo di parlare ancora a nome dei Consiglieri presenti in Aula, si è detto “Loro votano il nostro, perché è condiviso con la Giunta, e noi, diciamo, condividiamo gli emendamenti della Giunta, perché c’è un percorso di condivisione”. Io vorrei solo capire che cosa è successo, se è permesso farlo, e, soprattutto, lo dico al Presidente, ma chiedo alla Sindaca di ascoltarmi per un secondo, chiedo soltanto se questo è il metodo con il quale si intende la collaborazione con la Minoranza. Cioè, venite, fate delle proposte, condividiamo un percorso e poi, intanto, noi in Aula vi votiamo contro, perché, a quel punto, se questo è il metodo, ragazzi, facciamo po’ più chiarezza, no? Visto che prima parlavi con il collega Lavolta, allora, va bene tutto, ma se questo è il metodo, diventa solo difficile accettarlo. Io dico soltanto questo, diventa soltanto difficile accettare. Noi non avevamo capito che l’appello fosse questo, cioè, avevamo capito che ci fosse l’appello a una discussione, a una valutazione di merito, a una valutazione degli atti e una presa di posizione in Aula. Se le posizioni cambiano dalla discussioni in Commissione, uno, signori, siamo insieme 5 giorni su 7, almeno dirlo. Cioè, noi scopriamo questa posizione dall’intervento di Carretto in Aula? Così? Che, tra l’altro, dice, non ho capito neanche esattamente qual è la motivazione, lo Statuto va bene così. Ma che cosa vuol dire, Consigliere Carretto, che lo Statuto…? Ma tu l’hai letto l’emendamento che il tuo Vice Sindaco ha concordato in Giunta, in una Commissione che, probabilmente, pure co-presiedevi? Cioè, cosa vuol dire lo statuto va bene così, come motivazione perché votiamo un emendamento? Perché questa è stata la motivazione. No, ma allora si sta sconfessando una parola del Vice Sindaco, cioè, c’è un atto politico. Va benissimo, però, Vice Sindaco, io le chiedo solo di prendere una posizione qui in Aula, perché delle due, l’una. Io voglio solo sapere se, quando parlo con il Vice Sindaco di questa Città, in una seduta ufficiale, non stiamo parlando al bar, in una seduta ufficiale, viene presa una posizione, immagino, a nome della Città, non solo della Maggioranza, della Città, io devo solo sapere se da adesso a fine mandato, mi devo aspettare che quel Vice Sindaco può essere sconfessato in tempo reale dalla sua Maggioranza, perché, se è così, lo dico per il rispetto degli Assessori, e so quanto impegno gli Assessori fanno, ci mettono nel fare il proprio lavoro, magari portano avanti programmi non condivisi, ma, avendo fatto, so quanto un Assessore e, soprattutto, un Vice Sindaco, si spende, e spende della propria giornata, per il bene della Città, la prende un po’ più basso, Vice Sindaco, perché lei ha un problema di rapporti con la sua Maggioranza, quando parla… VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere. LUBATTI Claudio Io concludo, Presidente. A che minuto siamo? VERSACI Fabio (Presidente) Ne ha parlati ben sette. LUBATTI Claudio E quanto tempo avevo? VERSACI Fabio (Presidente) Cinque. LUBATTI Claudio Le chiedo scusa, non avendo il cronometro sotto mano, non ho avuto modo di controllare. Quindi, Presidente, chiudo con la richiesta, una richiesta di informazioni, è quasi una mozione d’ordine o sull’ordine dei lavori. C’è stata una presa di posizione che, oggettivamente, mi ha e ci ha sorpreso. Chiederei un intervento della Giunta, per quanto sia ancora titolata a parlare, nei confronti della prima maggioranza, per spiegare qual è la posizione definitiva della Giunta su questo emendamento, e noi rivedremo le nostre posizioni. Sindaca, però, quando fa gli appelli alla collaborazione, chieda alla maggioranza di darci anche il metodo con il quale lavorare, perché, se andare in Commissione, concordare un emendamento, e venire in Aula, non è il metodo, oltre all’appello, ci dia anche le regole del gioco, perché noi stavamo alle regole della democrazia. |