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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Dicembre 2017 ore 14,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2017-04788
BILANCIO CONSOLIDATO PER L'ESERCIZIO 2016 DEL GRUPPO COMUNE DI TORINO.
Interventi
ARTESIO Eleonora
Grazie, Presidente. Colgo l’occasione di questa delibera sul Bilancio Consolidato per
una riflessione di carattere generale sull’atteggiamento della mia forza politica in ordine
ai provvedimenti di Bilancio e anche per un giudizio, che ritengo ormai maturo dal
numero di mesi di insediamento di questa Maggioranza, sulle relazioni politiche che
possono supportare o meno la difficile fase economica nella quale versa il nostro
Comune. Noi abbiamo discusso in Commissione, in quest’Aula, ripetutamente, a
proposito del Bilancio Consolidato, dell’espressione del collegio dei revisori, delle
controdeduzioni formulate sul piano giuridico dai nostri uffici, dall’Amministrazione e
dalla Giunta e quindi abbiamo ripetutamente ascoltato di come un tema che ha una
caratteristica assolutamente sostanziale dal punto di vista del disegno della struttura
dell’ente pubblico e delle conseguenze della struttura dell’ente pubblico
sull’organizzazione della vita delle persone, soltanto ascoltato, dicevo gli aspetti di
allineamento sul piano procedurale. Però, il Bilancio Consolidato ancorché sia nuovo
per la nostra prassi, in realtà, è diventato evidentemente un elemento familiare a
moltissimi cittadini torinesi, perché moltissimi che avevano superato dei concorsi
pubblici ed erano inseriti in graduatoria per assumere dei contratti a tempo
indeterminato o per assumere un impiego nella nostra Amministrazione si sono sentiti
dire che non sarebbe stato possibile fino ad approvazione del Bilancio Consolidato.
Molti genitori di bambine e bambini iscritti agli asili nidi e alle scuole materne si sono
sentiti dire che l’uscita anticipata dei servizi per l’infanzia o la mancata possibilità di
inserirsi all’interno degli asili nido derivava dall’approvazione o meno del Bilancio
Consolidato. I lavoratori del Gruppo Trasporti Torinesi credo siano molto preoccupati e
ansiosi di conoscere qual è la previsione dell’Amministrazione nei confronti di GTT,
ma siano francamente indifferenti al fatto se quella posta debba essere ricompresa
all’interno del Bilancio Consolidato oppure no. Questo per dire del profondo
disallineamento - questo sì che io trovo grave e colpevole - tra la nostra qualità della
discussione politico-istituzionale e la concretezza delle conseguenze che la nostra
discussione ha sulla vita delle persone. Voi sapete bene, non l’ho mai nascosto, che io
credo che la situazione finanziaria degli enti locali non sia esito di un’incapacità delle
pubbliche amministrazioni territoriali e neanche di colpe specifiche di singoli
amministratori, ma sia piuttosto il punto di atterraggio finale delle politiche di austerità,
dei parametri del patto di stabilità interno, cioè di quelle politiche che hanno
deliberatamente fatto precipitare la crisi proprio nei luoghi fondamentali di
aggregazione della partecipazione e di governo della prossimità che sono i Comuni.
Quindi l’ho detto e ripetuto più volte, avrei atteso anche un pronunciamento politico di
segno evidentemente più alto, da una parte, e più disubbidiente rispetto a questi
parametri di quanto ho rilevato, però al di là del coraggio sul piano dell’apertura del
dibattito culturale e politico quello che a me sembrava assolutamente necessario, in
questa fase storica e in questa città, era l’apertura di una relazione a tutto campo tra le
forze che sono state dal voto popolare chiamate a rappresentare gli interessi cittadini. Se
il problema è urgente e grave, se la condizione del disavanzo è strutturale, se le relazioni
con il Governo centrale sono complicate, difficili e talvolta anche odiose - come ci
accade di rilevare, per i mancati trasferimenti dallo Stato sui Comuni o per i mancati
pagamenti da parte dei Ministeri verso i servizi resi dai Comuni - questa questione, che
è una questione strutturale dell’interesse collettivo può essere gestita solo da una parte
della città, da una parte della sua classe politica, cioè quella che è stata chiamata a
governarla? Personalmente credo di no, credevo di no. Però questa Maggioranza per i
primi mesi del proprio mandato ha ritenuto di ricercare le responsabilità, le colpe, le
difficoltà nell’Amministrazione precedente con uno scaricabarile su chi è venuto prima,
che oggi rende molto difficile ricomporre le disponibilità politiche sul piano
dell’interesse generale. Questo fatto del “facciamo da noi” perché chi era prima ha fatto
male, anzi malissimo, escludendo qualunque possibilità di cooperazione, al di là di quei
colleghi del Consiglio, di quelle formazioni politiche che ritengono che il loro compito
politico-storico sia quello di segnalare le irregolarità formali, procedurali, i possibili vizi
e di farlo in altre sedi diverse dal Consiglio, ma molti altri Consiglieri ritengono che il
loro ruolo, invece, sia quello di concorrere alla definizione dei migliori esiti per la
politica cittadina. Ebbene, quell’appello alla valutazione condivisa delle difficoltà e dei
modi di uscire non è stato fatto. Ora è inutile che altri colleghi dicano: è meglio il piano
di rientro sottoposto alla Corte dei Conti o sarebbe stata meglio la procedura di
predissesto? È corretta la posizione per la quale il Bilancio Consolidato non registra la
condizione di GTT, oppure è sostenibile quella per cui gli uffici comunali dicono di
procedere comunque perché il Bilancio Consolidato è un’urgenza che darà respiro a tutti
quei servizi che ho detto prima anche se non comprende GTT? Come facciamo a
discutere di tutto questo se non c’è un luogo condiviso che non sia stato quello del
rimpallo delle reciproche colpe nelle sedi politiche e in quelle giudiziarie? E credo
anche che si sia persa una straordinaria occasione nella relazione di forza nei confronti
dell’Amministrazione centrale. Non che non la si sia cercata, lo avete anche fatto, lo
avete fatto sulla questione della Linea 2 della Metropolitana, lo avete fatto sulla
questione dei milioni di entrate mancanti rispetto al calcolo dell’IMU dei grandi
immobili, sempre partendo dal fatto che ci dovesse essere una disponibilità dei
parlamentari nazionali, magari con il primo gesto attribuibile ad un vostro deputato o ad
un vostro Senatore per poter poi sostenere la questione, cioè quell’operazione è andata
in porto certo grazie al consenso di tutti compresi coloro che in Maggioranza portano un
Governo a consentire, ma grazie all’iniziativa di un vostro parlamentare che fa uscire
dall’angolo una condizione di persecuzione permanente che governi Cinque Stelle di
Roma e di Torino hanno. Come si fa a concorrere in modo propositivo al miglioramento
dell’atto finanziario in un clima e in un quadro come questo e poi chiamate
irresponsabili i Consiglieri comunali che non partecipano al voto e non mettono parola e
ancor meno tasto sulla tastiera rispetto all’atto finanziario? Ma se la logica è quella
“andiamo a comandare, facciamo da noi” e comunque se un guaio si produce è un guaio
che covava da tempo e covava nel passato, come potete pretendere che altri condividano
una responsabilità così preoccupante, ancorché sconosciuta? Esattamente perché al di là
della lettura formale degli atti non riusciamo a condividere gli aspetti complessivi della
questione finanziaria. Quindi, colleghi, a me sembra che davvero siamo in una
situazione complicata per la Città in cui quasi quasi si è costretti con i pochi elementi di
conoscenza che abbiamo, da parte delle opposizioni, di sperare e augurare che grazie
alla perizia delle strutture tecniche che accompagnano la Giunta e gli Assessori queste
soluzioni che si siano individuate siano sostenibili. È un peccato che stiate dicendo alla
città di poter fare a meno di una parte della cultura politica che è stata chiamata a
governare questa città e credo anche che questa responsabilità vi possa tornare, vi possa
tornare come un boomerang sia sul versante di coloro che andranno a segnare i falli,
laddove questi atti finanziari non risultassero sostenibili, sia da parte di coloro, come
me, che avrebbero desiderato alzare il livello della discussione e poter parlare dei temi
della finanza pubblica nelle concezioni imposte e in quelle scelte, cioè come
conseguenza delle politiche razionali, ma anche come figlia delle scelte delle priorità
politiche locali in una dimensione più pubblica, più condivisa, più partecipata.
Paradossalmente, vedete, il rapporto responsabili/irresponsabili che si consuma ogni
volta che discutiamo di Bilancio tra quelli che partecipano al voto e quelli che non lo
fanno è tutto sommato speculare al dibattito che avviene a livello nazionale. C’è chi
accusa di irresponsabilità e di populismo coloro che dicono: “C’era una strategia
diversa, c’era una modalità differente di affrontare le problematiche attuali” e qui
assistiamo specularmente l’altra faccia dello specchio allo stesso tipo di
logica/ragionamento ributtato contro le altre forze di questo Consiglio Comunale. Ci
dite che dovevamo seguire un’altra strada? Ci accusate perché mancano dei
complementi e agli atti con i quali approviamo il Bilancio Consolidato? Siete degli
irresponsabili. Tutto sommato il gioco del rapporto tra responsabilità e irresponsabilità è
del tutto speculare a quello a cui assistiamo a livello nazionale. Francamente avrei
aspettato, sarei stata molto curiosa di vedere altro, ma soprattutto sarei stata molto più
disponibile ad un coinvolgimento rispetto ad una situazione, che credo sarà molto
pesante, che tutti noi sappiamo essere molto difficile dentro la finanza del Comune e
fuori la finanza del Comune e che avrebbe avuto bisogno di un ben altro stile di
relazioni politiche.

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