| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Grazie, Presidente. Colgo l’occasione di questa delibera sul Bilancio Consolidato per una riflessione di carattere generale sull’atteggiamento della mia forza politica in ordine ai provvedimenti di Bilancio e anche per un giudizio, che ritengo ormai maturo dal numero di mesi di insediamento di questa Maggioranza, sulle relazioni politiche che possono supportare o meno la difficile fase economica nella quale versa il nostro Comune. Noi abbiamo discusso in Commissione, in quest’Aula, ripetutamente, a proposito del Bilancio Consolidato, dell’espressione del collegio dei revisori, delle controdeduzioni formulate sul piano giuridico dai nostri uffici, dall’Amministrazione e dalla Giunta e quindi abbiamo ripetutamente ascoltato di come un tema che ha una caratteristica assolutamente sostanziale dal punto di vista del disegno della struttura dell’ente pubblico e delle conseguenze della struttura dell’ente pubblico sull’organizzazione della vita delle persone, soltanto ascoltato, dicevo gli aspetti di allineamento sul piano procedurale. Però, il Bilancio Consolidato ancorché sia nuovo per la nostra prassi, in realtà, è diventato evidentemente un elemento familiare a moltissimi cittadini torinesi, perché moltissimi che avevano superato dei concorsi pubblici ed erano inseriti in graduatoria per assumere dei contratti a tempo indeterminato o per assumere un impiego nella nostra Amministrazione si sono sentiti dire che non sarebbe stato possibile fino ad approvazione del Bilancio Consolidato. Molti genitori di bambine e bambini iscritti agli asili nidi e alle scuole materne si sono sentiti dire che l’uscita anticipata dei servizi per l’infanzia o la mancata possibilità di inserirsi all’interno degli asili nido derivava dall’approvazione o meno del Bilancio Consolidato. I lavoratori del Gruppo Trasporti Torinesi credo siano molto preoccupati e ansiosi di conoscere qual è la previsione dell’Amministrazione nei confronti di GTT, ma siano francamente indifferenti al fatto se quella posta debba essere ricompresa all’interno del Bilancio Consolidato oppure no. Questo per dire del profondo disallineamento - questo sì che io trovo grave e colpevole - tra la nostra qualità della discussione politico-istituzionale e la concretezza delle conseguenze che la nostra discussione ha sulla vita delle persone. Voi sapete bene, non l’ho mai nascosto, che io credo che la situazione finanziaria degli enti locali non sia esito di un’incapacità delle pubbliche amministrazioni territoriali e neanche di colpe specifiche di singoli amministratori, ma sia piuttosto il punto di atterraggio finale delle politiche di austerità, dei parametri del patto di stabilità interno, cioè di quelle politiche che hanno deliberatamente fatto precipitare la crisi proprio nei luoghi fondamentali di aggregazione della partecipazione e di governo della prossimità che sono i Comuni. Quindi l’ho detto e ripetuto più volte, avrei atteso anche un pronunciamento politico di segno evidentemente più alto, da una parte, e più disubbidiente rispetto a questi parametri di quanto ho rilevato, però al di là del coraggio sul piano dell’apertura del dibattito culturale e politico quello che a me sembrava assolutamente necessario, in questa fase storica e in questa città, era l’apertura di una relazione a tutto campo tra le forze che sono state dal voto popolare chiamate a rappresentare gli interessi cittadini. Se il problema è urgente e grave, se la condizione del disavanzo è strutturale, se le relazioni con il Governo centrale sono complicate, difficili e talvolta anche odiose - come ci accade di rilevare, per i mancati trasferimenti dallo Stato sui Comuni o per i mancati pagamenti da parte dei Ministeri verso i servizi resi dai Comuni - questa questione, che è una questione strutturale dell’interesse collettivo può essere gestita solo da una parte della città, da una parte della sua classe politica, cioè quella che è stata chiamata a governarla? Personalmente credo di no, credevo di no. Però questa Maggioranza per i primi mesi del proprio mandato ha ritenuto di ricercare le responsabilità, le colpe, le difficoltà nell’Amministrazione precedente con uno scaricabarile su chi è venuto prima, che oggi rende molto difficile ricomporre le disponibilità politiche sul piano dell’interesse generale. Questo fatto del “facciamo da noi” perché chi era prima ha fatto male, anzi malissimo, escludendo qualunque possibilità di cooperazione, al di là di quei colleghi del Consiglio, di quelle formazioni politiche che ritengono che il loro compito politico-storico sia quello di segnalare le irregolarità formali, procedurali, i possibili vizi e di farlo in altre sedi diverse dal Consiglio, ma molti altri Consiglieri ritengono che il loro ruolo, invece, sia quello di concorrere alla definizione dei migliori esiti per la politica cittadina. Ebbene, quell’appello alla valutazione condivisa delle difficoltà e dei modi di uscire non è stato fatto. Ora è inutile che altri colleghi dicano: è meglio il piano di rientro sottoposto alla Corte dei Conti o sarebbe stata meglio la procedura di predissesto? È corretta la posizione per la quale il Bilancio Consolidato non registra la condizione di GTT, oppure è sostenibile quella per cui gli uffici comunali dicono di procedere comunque perché il Bilancio Consolidato è un’urgenza che darà respiro a tutti quei servizi che ho detto prima anche se non comprende GTT? Come facciamo a discutere di tutto questo se non c’è un luogo condiviso che non sia stato quello del rimpallo delle reciproche colpe nelle sedi politiche e in quelle giudiziarie? E credo anche che si sia persa una straordinaria occasione nella relazione di forza nei confronti dell’Amministrazione centrale. Non che non la si sia cercata, lo avete anche fatto, lo avete fatto sulla questione della Linea 2 della Metropolitana, lo avete fatto sulla questione dei milioni di entrate mancanti rispetto al calcolo dell’IMU dei grandi immobili, sempre partendo dal fatto che ci dovesse essere una disponibilità dei parlamentari nazionali, magari con il primo gesto attribuibile ad un vostro deputato o ad un vostro Senatore per poter poi sostenere la questione, cioè quell’operazione è andata in porto certo grazie al consenso di tutti compresi coloro che in Maggioranza portano un Governo a consentire, ma grazie all’iniziativa di un vostro parlamentare che fa uscire dall’angolo una condizione di persecuzione permanente che governi Cinque Stelle di Roma e di Torino hanno. Come si fa a concorrere in modo propositivo al miglioramento dell’atto finanziario in un clima e in un quadro come questo e poi chiamate irresponsabili i Consiglieri comunali che non partecipano al voto e non mettono parola e ancor meno tasto sulla tastiera rispetto all’atto finanziario? Ma se la logica è quella “andiamo a comandare, facciamo da noi” e comunque se un guaio si produce è un guaio che covava da tempo e covava nel passato, come potete pretendere che altri condividano una responsabilità così preoccupante, ancorché sconosciuta? Esattamente perché al di là della lettura formale degli atti non riusciamo a condividere gli aspetti complessivi della questione finanziaria. Quindi, colleghi, a me sembra che davvero siamo in una situazione complicata per la Città in cui quasi quasi si è costretti con i pochi elementi di conoscenza che abbiamo, da parte delle opposizioni, di sperare e augurare che grazie alla perizia delle strutture tecniche che accompagnano la Giunta e gli Assessori queste soluzioni che si siano individuate siano sostenibili. È un peccato che stiate dicendo alla città di poter fare a meno di una parte della cultura politica che è stata chiamata a governare questa città e credo anche che questa responsabilità vi possa tornare, vi possa tornare come un boomerang sia sul versante di coloro che andranno a segnare i falli, laddove questi atti finanziari non risultassero sostenibili, sia da parte di coloro, come me, che avrebbero desiderato alzare il livello della discussione e poter parlare dei temi della finanza pubblica nelle concezioni imposte e in quelle scelte, cioè come conseguenza delle politiche razionali, ma anche come figlia delle scelte delle priorità politiche locali in una dimensione più pubblica, più condivisa, più partecipata. Paradossalmente, vedete, il rapporto responsabili/irresponsabili che si consuma ogni volta che discutiamo di Bilancio tra quelli che partecipano al voto e quelli che non lo fanno è tutto sommato speculare al dibattito che avviene a livello nazionale. C’è chi accusa di irresponsabilità e di populismo coloro che dicono: “C’era una strategia diversa, c’era una modalità differente di affrontare le problematiche attuali” e qui assistiamo specularmente l’altra faccia dello specchio allo stesso tipo di logica/ragionamento ributtato contro le altre forze di questo Consiglio Comunale. Ci dite che dovevamo seguire un’altra strada? Ci accusate perché mancano dei complementi e agli atti con i quali approviamo il Bilancio Consolidato? Siete degli irresponsabili. Tutto sommato il gioco del rapporto tra responsabilità e irresponsabilità è del tutto speculare a quello a cui assistiamo a livello nazionale. Francamente avrei aspettato, sarei stata molto curiosa di vedere altro, ma soprattutto sarei stata molto più disponibile ad un coinvolgimento rispetto ad una situazione, che credo sarà molto pesante, che tutti noi sappiamo essere molto difficile dentro la finanza del Comune e fuori la finanza del Comune e che avrebbe avuto bisogno di un ben altro stile di relazioni politiche. |