| Interventi |
| MORANO Alberto Oggi ci chiedete di votare la delibera per l’approvazione del Bilancio Consolidato, al pari di quanto era previsto per l’assestamento di Bilancio che non assestava, qui abbiamo un Bilancio Consolidato che non è un Bilancio Consolidato perché manca la principale partecipata del Comune di Torino. Anche in questo caso il collegio dei revisori ha espresso parere contrario perché non è appunto inclusa la partecipazione della società GTT. Ci viene riferito dall’Assessore Rolando che in base ad una sentenza della Cassazione non vi sarebbe l’obbligo di inserire il Bilancio Consolidato, il bilancio di una società per cui sono in corso indagini per un presunto falso. Forse sarebbe interessante che l’Assessore ci fornisse gli estremi di questa sentenza perché io non sono convinto che la citazione sia corretta. La legge prevede l’obbligo di approvare un Bilancio vero, ma non giustifica il mancato inserimento semplicemente perché questo Bilancio non è ancora stato approvato, a maggior ragione se l’approvazione del Bilancio della partecipata dipenda da quello stesso Comune che deve fare il Bilancio Consolidato. Io credo che il Bilancio di GTT non sia inserito nel Bilancio Consolidato e prima di tutto non sia stato approvato dalla Società perché manca una decisione sul futuro della Società. Questa è la vera ragione per cui il Bilancio non è stato approvato e guardate è una ragione legittima perché sappiamo tutti che un Bilancio in continuità aziendale risponde a criteri contabili diversi da un Bilancio che non è redatto in continuità aziendale e fino a che il Comune di Torino, che è l’unico soggetto che può decidere del futuro di GTT, non prende una decisione non possiamo sapere se il Bilancio di GTT deve essere approvato secondo i principi della continuità aziendale. Io ho ascoltato con attenzione l’intervento del Capogruppo Lo Russo che ha evocato tre possibili fattispecie, io credo che in realtà siano quattro e che la quarta sia la fattispecie reale: il Comune di Torino se non trova un santo che mette i soldi che mancano, andrà verso la strada del concordato in bianco, perché è la strada che più si adatta all’atteggiamento di questa Giunta, rinviamo il problema sperando che si risolva. Con il concordato in bianco il Comune può guadagnare quattro mesi, non deve approvare il bilancio per quattro mesi perché questo prevede la Legge, addirittura se poi si è fortunati questi quattro mesi possono essere prorogati di altri due, sei mesi, ci sono sei mesi ulteriori per cercare di trovare una soluzione ed in questi sei mesi accade qualcosa di importante, si va alle votazioni delle elezioni politiche e questo sì che può cambiare lo scenario nelle aspettative dell’Amministrazione 5 Stelle perché è di tutta evidenza che se dovesse vincere il Movimento 5 Stelle, le elezioni poi, una qualche soluzione verrà trovata, ma che cosa succederà se ciò non accade? Chi salverà a quel punto la società GTT? E il Comune, ha valutato quali sono le conseguenze per i fornitori, per i dipendenti e per il Comune stesso del ricorso ad una procedura concorsuale? Ne ho forti dubbi. Vorrei provare quindi a riassumere i fatti che riguardano le vicende di GTT che sono centrali sulla finanza del Comune e sono centrali, ovviamente, anche sul futuro di una Società che è la più importante partecipata del Comune. Il primo dato di fatto, che è incontestabile, è che è in corso un’indagine della Magistratura sul Bilancio 2015 per presunti falsi. Il Bilancio 2016 non è stato approvato dal Comune. Il Comune di Torino per il tramite di FCT deve fornire alla Società le linee guida per la redazione del Bilancio, questo lo prevede lo statuto di FCT. Il Sindaco Appendino, il 21 luglio 2016, ha autorizzato l’Assessore Rolando ad approvare il Bilancio di GTT e questo risulta dagli atti rispetto al quale oggi sono in corso indagini della Magistratura. La Città dovrebbe approvare il bilancio 2016 e dico fra breve dovrà approvare anche il Bilancio 2017 perché mancano dodici giorni alla chiusura dell’esercizio 2017. Il piano industriale di GTT, approvato il 6 dicembre, fa emergere crediti contestati i cosiddetti famosi disallineamenti per 103 milioni, 71 nei confronti dell’Agenzia per la Mobilità e 32 nei confronti del Comune. Sempre dal piano industriale è emerso un dato che è variabile e che è cresciuto negli ultimi tre mesi in misura esponenziale: è quello del fabbisogno finanziario della Società che in una prima versione era di 117 milioni saliti a 137, poi a 150, poi a 170 e, notizia di qualche giorno fa, 192 milioni. Io sono un pessimista, non credo che 192 milioni sia ancora il numero reale, probabilmente gli ultimi assestamenti porteranno questa cifra sopra i 200 milioni, quindi con una necessità di trovare finanze per oltre 30 milioni. Vi sono poi altri disallineamenti ulteriori che sono già certificati in atti del Comune che sono quelli per i crediti per interessi che ammontano a circa 5 milioni. Il tutto ciò porta a dire che i conti della società GTT hanno una voce, macro, disallineamenti di 108 milioni, 5 nei confronti del Comune di Torino per interessi, 32 nei confronti del Comune di Torino per crediti contestati. Attenzione, il Comune di Torino che è indirettamente unico socio ed è anche debitore contesta quello che deve alla società, forse i due ruoli si potrebbero incontrare e chiarirsi, non stiamo parlando di un soggetto terzo, stiamo parlando del Comune che è l’azionista. A fronte di tutti questi disallineamenti abbiamo un fondo rischi crediti presunto nel Bilancio di GTT di circa 9 milioni. Ciò significa che abbiamo 97-98 milioni di crediti che se ci sono hanno un impatto, se non ci sono hanno un impatto completamente diverso e si capisce quindi in modo molto chiaro ed evidente perché nessuno vuole approvare questo Bilancio, perché chi è che si prende la responsabilità di dire se questi crediti sono esistenti o non sono esistenti? Occorrerebbe un atto gestionale, una decisione, un’analisi corretta, una verifica in contraddittorio con la Società. Ma io credo che in un anno - perché di disallineamenti se ne parlava nella delibera del 2016, l’Assessore Rolando fece constatare nel verbale che vi erano disallineamenti che sarebbero stati risolti nei mesi successivi - ne sono passati 14 di mesi, questi disallineamenti sono solo cresciuti perché non stiamo considerando ancora i disallineamenti del 2017. Di questi disallineamenti, abbiamo detto, 37 sono disallineamenti nei confronti del Comune di Torino - di cui io onestamente non riesco a comprendere come non si possa trovare una soluzione - per dire sono esistenti o non sono esistenti? D’altra parte il Comune è l’azionista principale, esercita un’attività di direzione e coordinamento sulla Società, deve dire se li deve o non li deve questi soldi. Se non li deve per qualsiasi motivo deve far sì che il Consiglio di Amministrazione ne prenda atto perché ha il diritto/dovere di imporre le linee di redazione del Bilancio. A me, quindi, tutto ciò mi fa pensare che siamo in una situazione surreale dove il Comune non definisce l’importo esatto dei crediti contestati, non rettifica il Bilancio 2016 alla luce di una posizione chiara sui crediti contestati per far emergere se sono veri o non sono veri, non approva il bilancio di GTT, predispone un Bilancio Consolidato del Comune il che non include GTT che è la principale partecipata e che ha un’esposizione debitoria di oltre 400 milioni elidendo le partite tra Comune e città e questi 400 milioni portano al totale del debito della città a 5 miliardi e 8 che non è una variazione di poco conto perché stiamo parlando di un altro 8-9% in più di debiti. Io credo - e l’ho detto all’inizio e qui concludo - che queste incertezze trovano origine nel fatto che il Comune non ha deciso per cosa e cosa intende fare della società GTT e questo è particolarmente grave a dieci giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario di fronte a 5.000 dipendenti che attendono con ansia di sapere quale sarà il loro futuro, di fronte alle decine e decine di fornitori che hanno motivo ragionevole di essere preoccupati se la società dovesse andare in procedura concorsuale, e guardate che la procedura concorsuale avrebbe un impatto devastante anche sui conti della città di Torino perché crediti e debiti non verrebbero più pagati al valore nominale, ma verrebbero pagati i debiti in moneta fallimentare e il Comune dovrebbe invece pagare i suoi debiti tutti, non potrebbe proporre dilazioni di pagamento se non nella stessa misura in cui tutti gli altri debitori della società ottengono la dilazione di pagamento perché se no siamo in presenza di pagamenti preferenziali ad un creditore e che non è consentito a maggior ragione se questo creditore è socio che approva il Bilancio. Allora, signor Sindaco e signor Assessore, abbiate il coraggio di dirci che non sapete che cosa fare di GTT, che avete intenzione di andare ad una procedura concorsuale e se ce lo dite noi ne prendiamo atto, comprendiamo il perché di questo Bilancio Consolidato che non consolida e che non è necessariamente corretto perché se esclude la principale partecipata è un Bilancio che è per sua natura falso. Se invece non volete andare ad una procedura concorsuale e avete finalmente trovato una soluzione, rinviate questa delibera, approvate il Bilancio di GTT, diteci qual è la soluzione che avete trovato per la Società e poi noi verremo qui, anche durante le vacanze di Natale, a votare questo Bilancio. |